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Un’amica gelosa e invidiosa

Ciao a tutti, avrei bisogno di un consiglio.

Premetto che ho ricevuto tantissime delusioni, oltre che in amore, a livello affettivo. Molte delle mie amiche che tanto decantavano sincerità ed unione eterna si sono rivelate persone false, opportuniste e mi hanno riempita di bugie.

Sono rimasta con pochissime amiche di cui mi fido ma con una di loro mi sento sempre “peggio”. Ci conosciamo da 15, 16 anni..

Ha sempre avuto amici, fidanzati, amiche e ha sempre fatto la sua vita ma non appena iniziavo a farmela io, lei era gelosa e si sentiva messa da parte. In più c’era una sorta di competizione da parte sua a livello scolastico (eppure ci compensavamo.. lei matematica io letterata). Da quando la scuola è finita è gelosa anche degli esami che riesco a dare all’università, dei miei voti, del mio “successo” (SEMPRE COSE OPPOSTE RIBADISCO… LEI ECONOMIA, IO LETTERE). Se devo fare un viaggetto mi invidia e fa battute… e lei è sempre in partenza.

Si lamenta che non ha soldi e non trova lavoro ma appena le offro un lavoro passaparola lei dice che non può. Invidia la mia magrezza… non appena metto su qualche chilo sottolinea che sono ingrassata. E che sto meglio… ma non fa altro che dire beata te.

Ecco BEATA TE è la parola d’ordine. Ha una situazione a casa abbastanza negativa e influenza anche me perchè assorbo la sua negatività. Le sono sempre stata accanto ma non appena ho bisogno io LEI NON C’E’.

Cosa dovrei fare? Mi sento quasi in dovere… se le dico di no mi sento in colpa. Ma senza lei sto bene.

L'autore ha scritto 3 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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6 commenti

  1. 1
    Confusa30 -

    la risposta te la sei data nell’ultima frase.
    Senza lei sto bene

  2. 2
    Rossella -

    Non è gelosa. Io sono una solitaria, ma la vita negli ultimi anni mi ha portato a desiderare un conforto e quindi ho avvertito quel bisogno di amore incondizionato che è dentro di noi e che non è sempre possibile trovare in natura. Mi ero dimenticata di questo bisogno perché in tempi non sospetti avevo già risolto lo scontro tra spirito e materia mediante emozioni che uniscono e portano a dare il giusto peso alle azioni. Alla mia età la prospettiva di una vita da vivere in solitudine mi fa riscoprire l’Eucarestia. . Anche se non vado in Chiesa considero la Comunione un dono immenso, sempre nel rispetto di chi si sente lontano dal cristianesimo. Questa ricerca mi porta ad essere indulgente con chi si trova ad un punto della vita in cui ci si aspetta tanto, talvolta troppo, come in questo caso, dagli uomini. La vita vera è fatta del sacrificio delle persone che ci stanno intorno, ma gli anni che passano ti fanno sentire sulle spalle tutto il peso della solitudine. Per adesso posso contare sulla mia famiglia, ma arriverà un giorno in cui non alzerò la cornetta del telefono per comunicare qualcosa che non riesco a spiegarmi a parole. Solo il lavoro ti ripaga di un certo conformismo che porta a trovare il vero nelle apparenze. Forse la tua amica, a suo modo, ti rimprovera quella che lei vive come una forma di abnegazione di sé che ti allontana dalla ricerca del vero senso della vita. Siete amiche. Anche se non sono affari suoi potresti concederle il beneficio del dubbio.

  3. 3
    Rossella -

    Ti dico subito che a me scoccerebbe, e non poco, perché penso di avere anche il diritto di credere nelle mie illusioni e di vivere il lavoro come stile di vita oltre che come impiego vero e proprio. Ci sono cose che accadono senza che te le vai a cercare. Magari dall’esterno non sembrano perfette, ma esiste una teologia della croce che è superiore all’umana comprensione. Che dire? Io riuscirei a convivere con una persona che mi giudica in base ai suoi parametri. Non penso che la singola persona possa incidere sul nostro equilibrio psicofisico. Io non mi sento importante, ma non permetto a nessuno di sottovalutarmi perché quando devo ricevere un giudizio mi preparo per tempo e se non ricevo l’idoneità mi ritengo inadatta alla mansione. Ma non mi sento sottovalutata. Questo capita molto di rado negli ultimi anni perché ho altri progetti per il mio futuro e non mi spiego i giudizi gratuiti. Quando devo ricevere un giudizio (come ho detto) mi preparo e non ci sono problemi. Studio quello che c’è da studiare e mi presento in pubblico con un lavoro fatto secondo le regole e vivo i giudizi come una manifestazione del libero pensiero. In genere si contestano le regole non le persone. Rispetto per essere rispettata. La civiltà viene prima della vocazione alla santità e al martirio. Ci sono state notti in cui non ho potuto dormire, ma questo non lo posso dire a nessuno.

  4. 4
    Rossella -

    PS A monte non c’era una persona, c’era un sistema di pensiero che si esprimeva mediate valori che avevo la sensazione di tradire con la mia insofferenza. Lo stesso modo di vedere nella vita in generale non mi tange… la sovrastima non genera in me sottostima, tranne rari casi. Questo era uno di quelli. Ma con il tempo sono riuscita ad emanciparmi da senso di colpa.

  5. 5
    Yog -

    Boh. Chettifrega? Non è un maschio.

  6. 6
    GioGio -

    AHAHAHHAHAHAH che te frega non è un maschio mi è piaciuta 🙂

    Grazie a tutti… lascerò correre.
    Mi allontanerò silenziosamente….

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