Il dramma di non trovare uno straccio di lavoro
di
Anonymamente
Riferimento alla lettera:
Non riesco a trovare uno straccio di lavoro e stà diventando davvero un dramma. A vent'anni sono una ragazza senza prospettive future. Mi sono diplomata due anni fa dando il massimo, pur non conseguendo un risultato ottimo sono arrivata ad un buon punteggio con fatica, impegno, dedizione. Quando sentivo le...
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Data di pubblicazione: 29 Giugno 2011.
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Ehi spero che non ti riferisci a me…io non ho mai parlato di sfigati, cretini o inetti…mi sembra che quella che si autodefinisce sfigata sei tu…io mi sono limitato a esortarti dal mollare la presa…
perchè se fai così il lavoro non lo troverai mai…ti ho anche invitata a porti in modo “commerciale” con le persone, cercando di vendere al meglio quello che sai fare…se non riesci ad ottenere nulla devi cambiare canale o rivedere le tue priorità o sviluppare meglio la tua proposta…io me la sono presa con clarissa la quale, come si fa spesso quando si parla di questi argomenti, ha generalizzato…e io non sopporto chi fa di tutta un’erba un fascio…perchè non ci sono due persone uguali in tutto il mondo…ognuno ha la sua storia…quindi daccordo sul fatto dei bulli e pupe, ma in certi settori sta storia non vale…siamo onesti…
Anonymamente stai passando proprio il segno, guarda se all’inizio potevi anche avere ragione stai rapidamente passando dalla parte del torto.
Oche, bambocci, incompetenti, ignoranti, incapaci… Tanto per mettere le cose in chiaro comincia a moderare i termini e a considerare che stai parlando con persone che non conosci, alle quale devi rispetto; sei su un canale che può essere letto da miliardi di utenti, poniti in modo educato nei confronti di tutti.
A me sentirmi dare dell’oca o peggio della z…. perché lavoro, proprio non mi va e onestamente tra i miei colleghi ci sono tante persone che valgono. Forse è la tua realtà ad essere sbagliata.
Ma tu quando vai a fare un colloquio di lavoro ti poni così con i tuoi esaminatori? Così saccente, così polemica, così poco rispettosa ed offensiva nei confronti di tutti? Non mi stupisco che nessuno ti prenda, sei pesante. Il lavoro è fatto anche di convivenza con altre persone, di rapporti, di dialogo e confronto, otto ore al giorno per cinque giorni… personalmente dovessi essere in ufficio con te a quest’ora t’avevo lanciato dalla finestra; credi che un datore di lavoro certe considerazioni non le faccia? A volte certe decisioni si prendono anche per sensazioni “a pelle” e ti assicuro non c’è bisogno di darla via, te la puoi tenere e lavorare lo stesso!
Cioè… Ma ti sei riletta? Un lamento continuo, sembra che i sacrifici a ‘sto mondo li hai fatti solo te, perché hai studiato (capirai ti sei presa un diploma), ti sei alzata presto, hai sgobbato sui libri. Come se il resto della popolazione italiana avesse trovato il diploma, o meglio un contratto di lavoro, sotto l’albero di natale.
Non è l’atteggiamento giusto questo.
Ovviamente non ho letto tutto il Nostro (Stefano, vale a dire Dio): mi bastano poche righe, qua e là, nonché i suoi precedenti commenti (…). Uno che si permette parlare di cv “sgrammaticati” di altri, di “sfigati” stagisti, di diciottenni con quell’aria “che te lo spiego io che non meritano proprio di avere un lavoro” (manco a pulire i cessi, magari) perché ce lo dice lui che ne conosce che non meritano un lavoro (tradotto: meritano di crepare di fame), che lui è l’ommo vissuto, si capisce, quello che si è fatto il mazzo, con la lezioncina (immorale) dell’ottenere col minimo sforzo, e si vede: non sa manco scrivere una lettera, il ragionierino che si è fatto le ossa e i muscoli su una macchina fotocopiatrice.
E ci mancava pure la sua ragazza Segretaria di Direzione. Che ovviamente non è una zo…la, e ci mancherebbe pure, è la sua ragazza… Ma mi faccia il piacere, mi faccia.
Se uno riuscisse a leggere quello che cercava di dire la ragazza di questa lettera, se uno riuscisse a leggere quello che ho scritto io: che vale a dire che uno come Stefano il lavoro lo può avere solo rientrando nelle categorie di persone che ho elencato (raccomandati, zo......, furbi quale lui stesso si definisce senza alcun minimo, ma proprio minimo, imbarazzo) e non che tutti quelli che lavorano rientrano nelle stesse.
Sono proprio quelli come Stefano che dovrebbero perlomeno tacere, e invece no, devono dare la loro lezioncina (im)morale, pure. Oppure pratica (perché solo loro hanno lavorato, solo loro sanno come si lavora, solo loro sanno come si trova lavoro…): oh senti, fai così, fai colà, sbaglierai tu, mandami il curriculum che vedo io cosa fare… Dove aggiustarti… Ma vaffanculo va. Vallo a dire di persona a milioni di persone che hanno perso il lavoro, che sono in cassa integrazione, che sono disperate per i loro figli: vai e diglielo in faccia e poi ne riparliamo. Vai a dare la tua lezioncina da “professionista” (ragionierino fotocopiante) da strapazzo a una massa di persone che sa che cos’è l’onestà (con l’accento sulla “a”, ignorante cafone) e l’umiltà. Codardo.
Ah, dimenticavo: vai a dire le tue vergognose ca…te anche ai genitori con figli che si sono suicidati perché erano lavoratori precari e all’ennesima “perdita del lavoro” (non erano sufficientemente furbi, si capisce) si sono suicidati.
Va beh i toni sono sinceramente fuori luogo.
Vorrei dirvi (Clarissa e Anonymamente) che, sì avete ragione, la nostra Costituzione dice quello che avete detto, ma nella pratica avete torto.
Se il lavoro fosse veramente un diritto di tutti, tutti quelli che vorrebbero lavorare adesso lavorerebbero. Il che non è vero, perciò come vedete la Costituzione non è applicata.
Potete sempre provare ad andare ai colloqui con una copia della Costituzione dicendo “assumetemi perché è un mio diritto”…
Almost-Imperfect,
è inutile che te la prenda sul personale perchè non ti conosco, non era riferito minimamente a te (e nemmeno agli altri utenti,a parte che me la “vedrei” con loro e non con te) scherziamo? Prima di venire fuori con queste uscite assicurati di aver interpretato giusto, perchè sei completamente fuori strada…
E forse a non rileggere bene sei tu perchè NON ho scritto che TUTTI siano così, ho scritto che tra persone che conosco ci sono questi elementi. I tuoi colleghi non sono stati minimamente toccati, che c’entrano? Chi lo conosce? Non ho mai detto che TUTTI siano eticamente scorretti, ripeto. La mia resta nè più nè meno che una considerazione. E’ ovvio che si trae la conclusione che dunque tra i lavoratori ci sono anche quelli che il posto se lo sono guadagnati eccome. Non ho mai affermato il contrario. Per quanto mi riguarda ti ripeto che non ti conosco, potresti essere tra questi come no.
“Capirai ti sei presa un diploma”, sì una schifezza vero dottoressa? Mh, e dopo gli altri sono saccenti?
Di compiti copiati da cima a fondo (e quindi messi insieme di interi diplomi) ce ne sono a caterbe…
Non ho mai detto di aver fatto fatica solo io, questo è mettere in bocca parole agli altri mai pronunciate, ho detto che trovo ingiusto che io che ho fatto fatica non trovo un lavoro e chi invece non l’ha fatta sì, solo perchè magari c’è la parlantina e via dicendo, tanto complicato??????
In ogni modo direi proprio che l’arrognaza non c’entra assolutamente niente, tui hai detto la tua, io la mia, qual è il problema?
Se ti sembro pesante non leggere, anche a me sinceramente il tuo approccio non piace. Sentirti in qualche modo giustificata a fare la “maestrina” perchè tu hai un lavoro e io invece no mi sembra ben più presuntuoso di opinioni e considerazioni impersonali.
Scusa Stefano, ma forse a questo punto ho capito male io di quel che intendi con “sfigati”.
Se con “sfigati” intendi “coloro che non trovano lavoro” o “coloro che sono impacciati perchè devono fare esperienza” allora ho interpretato correttamente quel che intendi, altrimenti ho compreso io male, e in questo caso mi scuso…
Se non ci chiariamo su questo punto non ha senso andare avanti.
Nel primo caso lo trovo ignorante verso le persone che si hanno di fronte. Non tu (perchè qui bisogna specificare tutto) l’atteggiamento, e dove per “ignorante” si intende letteralmente ignorare la persona che si ha di fronte perchè diventa la stessa generalizzazione “di tutta un’erba un fascio” che (mi sembra siamo d’accordo su questo punto) non piace a nessuno dei due.
Diventa ignorare i suoi vissuti, con i suoi pregi e i suoi difetti, con la sua cultura, con la sua formazione, con le sue esperienze. Cioè, secondo me non si può trarre la conclusione che una persona che non ha lavoro, o non ha il lavoro “figo” è “sfigata”, riesco a farmi capire per quello che intendo?
Magari tu non lo dici con cattiveria, ma a me non piace sentire etichettare gli altri con questo termine. Io “sfigato” non mi sono mai permessa di dirlo a nessuno, la “debolezza” (virgolettiamo il termine per rendere l’idea se no non ne veniamo a capo) la rispetto, l’arroganza, la furbizia (continuo a pensarlo, come ripeto dall’aspetto più innocuo al più deletterio per gli altri) e le scorciatoie al contrario non le sopporto.
Detto questo, riassumo un pò i punti di quello che volevo dire:
– Tutti hanno diritto ad un lavoro, perchè serve per sopravvivere, ovviamente in base alle capacità e anche agli interessi. Non tutti possono essere manager, c’è il anche il cosiddetto “mediocre” e c’è anche chi arriva fino ad un certo punto: merita di morire di fame???? NO! Viste le varie esperienze di conoscenti, amici, parenti, vicini e gente che conosco dico che l’Italia necessita di un bel cambiamento. Clarissa a ti parla dei lavoratori in cassa integrazione: purtroppo sono una realtà sempre più diffusa, gente con (famiglie e) anni di esperienza alle spalle. Fregarsene è egoista: potrebbe toccare a tutti prima o poi;
– Per quanto riguarda me personalmente ho fatto fatica, ho ottenuto alcuni risultati, ma non ho possibilità di fare esperienza;
– Conosco persone che non hanno fatto fatica, non hanno ottenuto risultati (o li hanno ottenuti, ma falsati) e hanno avuto possibilità e lo trovo profondamente ingiusto;
– Credo che valga molto di più il contenuto della forma e dell’apparenza;
– Detesto la realtà che permette facilmente a raccomandati e ragazze/oggetto di fare strada (e questo non significa affatto che TUTTI siano così!!!!!!!);
– Penso che il miglior modo per essere felice (riferito a me stessa) sia lavorare onestamente, senza dovermi “vendere” e “far comprare”, potendo essere me stessa ovviamente in adattamento al contesto professionale, qualunque sia.
Spero sia comprensibile.
Clarissa..
carissima, mi dai del codardo e poi dai della zo...... alla mia ragazza..ti vorrei far parlare con lei così in due secondi ti rendi conto di che persona piccola sei..non mi conosci e non conosci le persone con cui vivo…come ti permetti di mandarmi a fanculo…ma chi sei??? mi dai del professorino e poi ti metti ad insultarmi dicendomene di ogni..e tiri fuori pure la questione morale della disonestà, del precariato e addirittura dei ragazzi suicidi..pessima..
Bhe bella mossa, sicuramente andare a compatire persone del genere ti riempirà la vita, a me sinceramente piace essere concreto e se posso dare un consiglio su un CV fatto ragionevolmente male lo do più che volentieri..e piuttosto di compatire 10 persone preferisco aiutarne una sola, ma in modo concreto…l’ho già fatto e più di un amico mi ha ringraziato…
Siccome poi la parola furbizia si sta sempre più amplificando e distorcendo allora me la rimangio..e dico semplicemente che mi reputo una persona SVEGLIA…così va bene???
Parlo dei 18enni sfigati perchè li vedo con i miei occhi..e perchè lo sono stato anche io..il primo giorno di lavoro da stagista fotocopiante mi presentai in magliettina, il capo del personale mi prese da parte e mi disse con tranquillità che non era l’abbigliamento adatto (primo giorno di lavoro e prima cazzata)..poco dopo durante la mia prima pausa pranzo sono andato a casa e mi sono cambiato..questo vuol dire essere svegli (furbi?) e riconoscere i propri errori..e ogni volta che vedo un diciottenne che si presenta conciato da barbone con le mutande di fuori gli racconto in privato questa storiella..gli evito almeno la figuraccia che ho fatto io..!!
Poi Clarissa si può sapere che lavoro fai? Io lo so che me la meno, ma la mia storia (per il momento) me lo consente…ma tu? Lavori? Studi? Fammi capire da dove arriva quest’odio verso chi se la passa tutto sommato bene e cerca di vivere tranquillamente la sua vita, aiutando anche qualcun altro meno “sveglio”…
PS: frequento tanti forum…di solito quando qualcuno tira fuori gli errori grammaticali degli altri è sintomo che sta finendo gli argomenti…mi raccomando non mollare che mi sto divertendo… 😉 …per inciso, gli errori sono ovviamente dettati dalla velocità di scrittura…ma se darmi dell’IGNIORANTE ti fa sentire meglio accetto con gusto..
Anonymamente, ora siamo a che se lavoravi in ufficio con Almost-Imperfect ti avrebbe già lanciata fuori dalla finestra: capisci ora perché non lavori? Ti poni male tu, capisci? “Sei così saccente” (anche per pulire i cessi; e comunque anche poco furba: perché la merda, nei cessi, la devi pulire non bene, ma con il minimo sforzo, tenendo la manina leggera, un po’ distante, guardando da un’altra parte, capito come? Se per esempio fai la baby sitter, e devi pulire la merda al culo di un bimbo, devi fare uguale: ottimizza, ragazza mia, tu tira via, velocemente, e poi cambia il pannolino, tanto poi, dopo un po’ il bimbo ricacherà, no?). E ancora: “sei così polemica, così poco rispettosa ed offensiva nei confronti di tutti”. Insomma, fai proprio schifo, Anonymamente: è per questo che non trovi lavoro, ecco. Sei chiaramente “inferiore”, diciamolo.
Cerca di capire, sforzati, almeno, quello che Almost-Imperfect, così gentilmente, così generosamente, così civilmente, ti sta dicendo: fai, tutto sommato, schifo e ti meriti di non lavorare; se necessario di perdere il lavoro volando dalla finestra. Hai capito ora quello che queste persone gentilissime, preparatissime, onestissime, stanno cercando, con tutte le loro forze, di farti capire, benedetta ragazza?
Sei d’accordo (con l’apostrofo)?
La parte della finestra la stavo scrivendo, ma il sito non mi permetteva di completare per gli spazi probabilmente.
Mi stavo proprio chiedendo se Almost-Imperfect, risolve così le “scomodità”, buttandole da una finesta. Bell’esempio! Beh, sarò anche senza lavoro ma la dignità per non scrivere queste incitazioni alla violenza gratuite ancora ce l’ho, e vale molto di più del suo posto, questo è poco ma sicuro. Sono certa che dirà che non capisco proprio nulla, che era metaforico ecc, ma questo parla del modo con cui si pone e considera gli altri.
Comunque Stefano,
sinceramente parlando anch’io credo che tu sia troppo sicuro di te stesso. Ma questa è un’opinione mia, contestabile.
Ti dirò che cambiare “furbo” in “sveglio” mi dà un altro effetto. Per te sono due termini intercambiabili, io attribuisco due significati diversi. Forse è anche per questo che non ci siamo capiti.
Dalla risposta che hai dato a Clarissa ora capisco meglio cosa intendi per “sfigati”, così ti risparmio una doppia risposta. Sono perfettamente d’accordo che arrivare con le mutande fuori sia non rendersi conto di dove sei, ma qui si tratta di buonsenso della persona. Voglio dire, per me anche andare al supermercato con le mutande fuori è imbarazzante. E secondo me fai bene a dirlo in disparte, potrebbe essere che uno lo fa per “tirarsela” o magari trovi quello che non ci pensa proprio, non se ne accorge e in quel caso sarebbe traumatico deriderlo di fronte a tutti.
Per la magliettina il discorso è un tantino diverso: per quel contesto non andavi bene (ma dovevi pur sempre ambientarti), anch’io arrivata a casa mi sarei cambiata. Ma se rifletti bene, cosa c’è di indecoroso in una maglietta pulita e stirata? Assolutamente niente, tu non eri “sfigato” in quanto probabilmente ti eri presentato come meglio pensavi, il più idoneo possibile alla situazione. “Sfigato” per me è il cafone che arriva volendo fare quel che vuole, che se ne frega dei consigli, che tratta gli altri con superiorità, che sia l’impiegato fisso o lo stagista. Il tuo sbaglio è in riferimento alle regole all’interno della realtà lavorativa che erano diverse da come ti aspettavi, ma non si tratta in fondo sempre di apparenze? Alle quali ti devi adattare, certo, ma a puro titolo riflessivo: non sono mere superficialità? Secondo me sì, sono i costumi con cui andare in scena. Se sei un bravo attore, lo sei anche nudo. Ed ecco qui il discorso contenuto.
Comunque, Stefano, non potremmo mai capirci davvero semplicemente perchè partiamo da presupposti (ideologici forse) diversi. Io purtroppo i discorsi e la rabbia di Clarissa li capisco. Magari il tono un pò meno e le generalizzazioni assolutamente no, ma di fatto purtroppo ci sono delle realtà alle quali io stessa non credevo finchè non ho aperto gli occhi. E da qui tutto il mio discorso. Certo, sto cercando lavoro e sto male perchè non lo trovo. Ma l’egoismo (e la stoltezza) che porta a pensare che risolto il tuo problema tutto è a posto secondo me è autodis
truttivo. Una cosa che non è stata capita fin dall’inizio è che io non parlavo della necessità di cambiare le cose per nascondermici dietro, per non assumermi le mie responsabilità, per aspettare ad accomodarmi.
La mia è pura pena. Almost-Imperfect è assolutamente fuori contesto nel dipingermi come una vipera, perchè se c’è qualcosa di buono che ho è la sensibilità, che sì, mi porta a prendermela, ma di fatto mi fa restare quella persona che si preoccupa anche per gli altri, incapace di sentirsi a posto se qualcuno ha bisogno di aiuto. Mi dispiace vedere un mio conoscente che deve dipendere dalla sua compagna e si vergona, che ogni volta che mi vede mi dice “io a 50 anni non troverò mai più niente, sono laureato e spacciato”. Mi dispiace vedere il mio ragazzo e i suoi amici, quasi laureati anche loro, che già pensano che non avranno futuro. Mi fa una tristezza immensa rendermi conto che ci stiamo impoverendo (di soldi, ma anche di serenità) un pò tutti. E nell’altra faccia della medaglia ci sono gli immeritevoli. Ti è mai capitato di entrare in un ufficio dove beccavi le segretarie al telefono col fidanzato o la mamma, in internet, perennemente al bar? Ecco, queste sono cose che io mi vergognerei come una ladra a fare. Poi, per carità, ci sono le pause, ci sono “proprio quei momenti” ma non credo ci sia tutta questa buonafede in giro, tutte queste coincidenze..
Quando ti dicevo che prima o poi può toccare anche a te di perdere il posto per quanto a tempo indetermiato sia, sia chiaro, non volevo augurartelo. Volevo dirti che vedo la situazione talmente nera che temo sia un reale rischio. Perchè, come ti spiegavo, secondo me di persone con pluriennale esperienza, meritevoli, competenti, serie (e non solo io, ovviamente, anche gente più e meno preparata di me) a casa, dall’oggi al domani. Boh, forse sono troppo pessimista io, forse sono davvero condizionata dagli ultimi due anni che ho passato, ma credimi, due mie amiche lavorano in tribunale nella mia zona e mi parlano di scatoloni pieni di documenti per fallimenti di attività. Questo non vuol dire autoconsolarsi, adagiarsi sugli allori o autogiustificarsi, significa prendere coscienza della situazione. E non è poi tanto vero che “mal comune mezzo gaudio”, magari, personalmente mi sento sempre più demoralizzata…
Non so se ho reso l’idea dell’insieme, mi rendo conto che siano tanti input in entrata, tanti discorsi diversi ma in fondo tra loro annodati e integranti, mi rendo conto ma è quello che ho in testa in questo momento.
Macchemmefregaamme della tua ragazza? Zo…la la tua ragazza, Stefano? Ma chi te conosce, a te, e la tua ragazza? E’ che hai una coda di paglia che arriva fino a qui: e perciò tiri dentro, TU, la tua ragazza. Segretaria di Direzione. Ma ti leggi, la boria-insicurezza che hai? E ripeto: chemmefregaame? Lo saprai tu, che non è una zo…la, la tua ragazza (Segretaria di Direzione) e questo basterà a te, o no? Si parlava di realtà, un pochino solo più complessa della tua piccinina picciò e di quella del grande Colam’s, che si prodiga in consigli (a una ragazza che DI FATTO, in realtà, non trova manco a pulire i cessi), dimostrando di non conoscere manco le basi teoriche minime di una democrazia e del vivere civile.
Io penso che quando uno è ignorante o qualunquista, se ne dovrebbe, almeno, stare zitto. Invece di far finta di essere un grande esperto, o di gran cuore. Dovrebbe farsi scrupolo di dire solenni sciocchezze. Oltre tutto facendo del male a qualcuno, offendendolo sottilmente. ‘Sta ragazza, tra un po’, dovrebbe essere portata a buttarsi, o essere buttata, dalla finestra, a sentire voi, anziché a non buttarsi giù di morale (cosa del tutto normale, nella sua situazione, che qualcuno invece chiama “lamento”, e quel qualcuno che lo chiama “lamento” ovviamente ha un lavoro – ovviamente strameritato; la ragazza no, invece, ha qualcosa che non torna, sicuro… – e quindi chissenefrega, no?).
Codardo, Stefano, sì: perché tratti con aria di superiorità una ragazza che sta dicendo che non trova lavoro (come milioni di persone, peraltro); che parlava di unità fra le persone, di “sistema” che non funziona. Macchettelodicoafa? Insisti: le dici che si deve impegnare a migliorare il curriculum, che lo mandasse a te (che è il colmo, giacché non sai manco scrivere e ti permetti di giudicare i curricula “sgrammaticati” di altri), che si deve saper vendere ecc.. E lei ti dice che non sa vendere, che non vuole fare la furba, che non è in settore commerciale. Che non trova manco a pulire i cessi: hai capito o no? Non trova manco a pulire i cessi, ti sta dicendo da due giorni. Tentando, fra l’altro, di andare oltre al suo caso specifico, analizzando una situazione che, volente o nolente, riguarda tutti. Hai capito adesso furbacchione? Quando tu, con la tua brava ragazza, farai dei figli, per dire, ti troverai una scuola distrutta, inutile, e i tuoi figli, esattamente come questa ragazza, avranno problemi a trovare anche da pulire i cessi. Tu mi dirai: ma io li mando all’università all’estero. Certo. Ma resteranno milioni qui, nella merda. Capito, furbacchione?
Stefano&Colam’s, siete un numero, veramente. Un’accoppiata vincente. Mettete su una società, eh? Siete la prova che, e lo ripeto, il lavoro dovrebbe essere un diritto di tutti (da ottenersi senza particolare difficoltà…). E siete la prova che se l’amore non basta, manco il lavoro basta. A giudicare da che cosa scrivete e come lo scrivete, pur avendo “uno straccio di lavoro”.
Tanti auguri.
@anonymamente,
Voglio smorzare i toni con te, semplicemente perché mi rendo conto di farmi trascinare dalle cose e prendo posizioni estreme; non faccio marcia indietro perché mi sento attaccata e non mi interessa neanche di chi fa dell’ironia degli interventi di altri.
Semplicemente sono abituata a chiedere molto da me stessa ed a volte mi aspetterei lo stesso atteggiamento dagli altri; so che non è così (non sto dicendo che sei inetta!)
Lavoro da quando avevo 17 anni, tra vendemmie, mercati, pub, callcenter, quindi scusami, non riesco ad immedesimarmi nella tua difficoltà a trovare lavoro.
Ma ti dico questo, fino a 36 anni non ho avuto certezze, ho fatto tirocini, praticantati e più lavori contemporaneamente per arrivare a malapena in fondo al mese, ma che dico, spesso a metà era tutto finito! Qualcuno mi deve ancora diversi soldi e non li vedrò mai… Adesso ho un lavoro e mi reputo fortunata, ma credo anche di essermelo meritato. E si ho una laurea e ne sono orgogliosa, l’università me la sono pagata ed in parte ho usufruito di borse di studio.
Non ti aspettare dagli altri riconoscimenti perché non ne avrai, ci vuole tempo per affermarsi e a volte anche scelte coraggiose da fare
ahahaha…fantastica…sai cosa ti dico??? Le persone come te mi fanno passare la voglia…uno cerca di intervenire su un forum pubblico portando la sua vita vissuta e viene insultato da una che parla perchè ha la lingua (o scrive perchè ha le dita)…
E comunque non mi hai risposto…hai mai lavorato? stai studiando? quanti anni hai…? io di me ho detto tutto…ho parlato di me…tu hai soltanto offeso…non una parola sulla tua “esperienza”…in un forum non funziona così…!
Comunque mi sono rotto…fate quello che credete più giusto per voi…cosa vi devo dire? volete compassione? va bene:
povera che non trovi lavoro, è proprio un mondo di merda in mano ai FURBI, cosa viviamo a fare per farci prendere per il culo, ecc…ecc…poi parli del mio modo di scrivere…finora son stato zitto…ma te li sei riletti i tuoi messaggi??? dov’eri quando distribuivano la sintassi??? al cesso???
bha…un offesa te la meriti anche tu…PATETICA…!
anzi rincaro la dose, brutta cretina che non sei altro, ho parlato con la mia ragazza di questa discussione, e ha semplicemente detto che sarai tipo una specie di donnone represso pieno di odio, inoltre ne avrebbe di cosa da dirti, ma non vuole sprecare il suo tempo a rispondere a una mongola del genere, come darle torto, riguardo alla zo…la bhe non posso scrivere ciò che ha detto, ma come dici te:”Macchemmefregaamme”…”
“e quel qualcuno che lo chiama “lamento” ovviamente ha un lavoro – ovviamente strameritato; la ragazza no, invece, ha qualcosa che non torna, sicuro…”
allora visto che io sono il codardo presentati, fatti riconoscere e vediamo se hai il coraggio di dire in faccia alla mia ragazza cosa ne pensi di lei…vediamo…oppure ti senti tanto forte perchè sei dietro a uno schermo…
RIPETO: PATETICA…RIDICOLA…
PS: rileggi bene che qualche errore di ortografia lo trovi…
Ribadisco che oggi non e’ applicato un “diritto al lavoro”. Per farvi un esempio : durante la gravidanza, e’ un diritto della futura mamma fare in tempo utile tre ecogrAfie gratis all’Usl. Infatti mia moglie ed io ci siAmo andati, abbiamo detto (la faccio semplice) “siamo qui per l’eco” e in effetti mia moglie ha fatto tre eco gratuite.
Percio’ e’ un bel discorso dire che “tutti hanno diritto al lavoro” e ripeto io sono pure d’accordo, perche’ l’economia di oggi e’ fatta per aumentare i profitti di pochi e non (come in passato, e come nei sistemi socialisti) per dare lavoro. MA non e’ un diritto applicato.
Dunque se l’obbiettivo di questa lettera e’ veramente la ricerca di un llavoro per Anonymamente, ripeto: per esempio hai lasaciato il tuo CV alla Danieli o alle varie distillerie ?
Se invece la lettera e’ un pretesto per fare tribuna politica, allora ben venga, ma doBbiamo asecondo me parlare di mezzi concreti e non di “diritti” non applicati oggi.
Colam’s, non ho scritto questa lettera pretendendo un aiuto nè aspettandomelo. L’ho scritto semplicemente perchè non ce la faccio più, uno sfogo. Ma questo non significa che mentre sto qui nel frattempo non provi ad inviare cv per ogni inserzione che mi sembra poter rispondere alle mie conoscenze/capacità.
Voi dite di presentarsi personalmente: questo l’ho fatto in negozi e supermercati. Ma dove negli annunci viene rischiesto esplicitamente l’invio tramite posta elettronica (magari non viene nemmeno specificato il nominativo dell’azienda), ci penso due volte prima di presentarmi, potrei sembrare invadente. Ovviamente nelle agenzie iterinali è l’unico modo: ho provato diverse volte a presentarmi anche magari dove ero iscritta, ma mi sentivo rispondere “abbiamo il suo cv, richiameremo”. Per questo dicevo non richiamano. Mettermi a tempestare di telefonate una dopo l’altra non mi sembra rifletta una persona equilibrata, poi magari sbaglio io a pensare così..
Nelle aziende di cui parli, come distillerie ecc, vengono richieste esperienze o diplomi specifici e preferibilmente figure maschili, io personalmente il cv non l’ho presentato perchè prima di me l’ha fatto il mio ragazzo, che ha avuto esattamente questo riscontro.
Se ho scritto qui è perchè anche a me sembra assurdo non riuscire a trovare niente. Sarei stata disposta a fare anche l'”operatrice ecologica” o l’addetta al riordino bibliotecario, ma nel sito del centro per l’impiego (a cui gli impiegati stessi mi invitano a far riferimento, inviando il cv per le posizioni desiderate) puntualmente sono annotate come “lavori socialmente utili”, quindi neanche con i salti mortali posso. Ho inviato richieste per “addetta alle pulizie”, per cassiera, ma puntualmente alla domanda “ha esperienza?” devo rispondere “no” e quel no precede “va bene, ci risentiremo”. Proprio ieri ho sostenuto un colloquio per addetta alle consegne, ma dopo avermi fatta arrivare di fronte al selezionatore (sapendo che ero femmina), lo stesso mi ha poi liquidata dicendomi che è un lavoro più che altro maschile. E allora, come fare a non sentirsi presi in giro? Tutti hanno imparato, nessuno è nato con l’esperienza in tasca. E che c’entra l’esperienza con le pulizie? Credo che con un pò di buona volontà chiunque imparerebbe. Non ho di certo un abbigliamento adolescenziale, mi presento in pantaloni e camicia (o giacca dove più consono), credo di essere presentabile. Tra i selezionatori, come ripeto, ne ho trovato qualcuno che sembrava davvero soddisfatto/a, ma poi sono spariti. Non so spiegarmelo.
Arrivando al discorso dei diritti non applicati: proprio perchè non sono applicati, ma previsti dalla legge delle leggi, mi chiedo perchè la gente non li pretenda. E’ ovvio che se ad alzare la voce è la sfigata che non trova lavoro non interessa a nessuno, risulta di parte e subito la si indica a priori come una che non ha voglia di fare, ma se ci fosse la presa di coscienza collettiva il discorso sarebbe diverso.
Il discorso secondo me non vale solo per chi deve integrarsi al mondo del lavoro, il discorso vale anche per i precari, gli operai sottopagati, spesso lavorano senza misure di sicurezza per incrementare la produzione. Questo è per una riflessione, quanto valga la vita umana: un uomo è sostituibile all’altro, un funerale costa meno. Ho incontrato una scrittrice, una giornalista che si batte su questi temi e anche lei si sente male ogni volta che parla con i familiari di coloro che hanno lasciato la vita o qualche arto.
Trovare lavoro è importantissimo, il mio obiettivo, ma non è la fine, è solo l’inizio. Perchè sì, i diritti non sono applicati.
Ma io credo che a molti, per menefreghsimo o per interesse, vada bene così.. Tutto qui.
Sinceramente non trovo sbagliato parlare di politica se le cose non funzionano, ad essere sbagliato secondo me è farlo per puro lamento senza essere disposti ad attivarsi per un reale cambiamento. Personalmente, se solo sapessi di non essere l’unica cretina a volere un’Italia un pò più corretta, pulita, onesta sarei più che disposta a fare concretamente il necessario, sempre senza violenza chiaramente. Poi, Colam’s, se per te le “basi concrete” sono altre, esponile pure, io ti ascolto. Non mi sento affatto polemica, fin dove c’è uno scambio di opinioni, resto, mi confronto.
Dio mio, salvaci tu.
La tua ragazza. Conoscerla. Dirle le cose in faccia. Ma tu sei andato. Cosa fai, mi copi? Siccome io ti ho detto abbi il coraggio di dire in faccia a quelle persone che non hanno il lavoro, che sono in cassa integrazione, che hanno i figli precari suicidati, che hanno la fabbrica che chiude perché via si parte si va in Cina, in India, in Polonia, bello mio ti saluto, dove le persone là (che non sono esseri umani, ma bestie, no?) non costano un c…, che sarebbe COLPA LORO, se non hanno più un lavoro, allora tu, di nuovo, mi tiri fuori la tua … ragazza di cui non m’importa un c…. Chiaro? Ti ho detto: vai e di’ loro: ma avete provato a cambiare un po’ il CV? Suo figlio, signora, prima di ammazzarsi, era almeno un pochino furbo? Ah no? Allora, signora mia, era colpa sua. Si capisce perché era un precario. Che saltava da un lavoro a un altro, da una quindicina di anni. Tutto sommato, signora mia, aveva molti difetti,suo figlio. Il lavoro, probabilmente, non lo meritava. Meritava di crepare, signora mia. Mi dispiace, ma è così, signora mia.
L’esperienza? Ma io non ho bisogno di raccontare, qui, la mia esperienza. La mia esperienza è dimostrata, di fatto, dal comprendere perfettamente la situazione di questa ragazza. Che, ripeto, riguarda milioni di persone. Ma siccome tu, Stefano, non la vuoi ammettere, questa realtà, perché sei meschinamente-perfettamente integrato in questo sistema di merda, allora la devi negare. E ci infili la tua ragazza (che ha il lavoro: Segretaria di Direzione), mentre qui si stava parlando di un’altra ragazza e, se tu permetti, di milioni di altri ragazzi. Se tu permetti.
La mia esperienza parla da sola: che arrivo a capire la situazione di questa ragazza, e non ho nemmeno bisogno di scendere in dettagli ulteriori (tristi e umilianti per lei), io, per capirla.
Tu no: hai bisogno di prenderla per il culo. Di sentirti grande. Generoso. Tanto non è la tua ragazza, no?
A te, che questa ragazza non trovi manco da pulire i cessi, non FREGA ASSOLUTAMENTE NULLA. E non l’ho deciso io che non te ne frega nulla: lo hai deciso tu con le cose hai scritto. Sono stata più chiara, adesso?
Come nella lettera del pensionato che si è sentito un barbone per due euro, grazie alla sua banca. Tu entri e naturalmente – figlio di genitori che lavorano in banca: non poteva mancare che tu dicessi sono figlio di – dai addosso al pensionato. Il direttore di banca fa il suo lavoro al meglio, si capisce, gli altri invece no. Gli altri sbagliano SEMPRE. Perché sono merde, si capisce.
L’Italia è quello che è grazie anche quelli come te. Che pur di sopravvivere, dentro al sistema, sono capaci di annullare qualsiasi cosa di genuino abbiano dentro. Sei già, a 26 anni, rincretinito. E ovviamente non te ne rendi conto. Schiavetto di questo sistema che fa gioco ai potenti, ai privilegiati, a giovani zo...... che vogliono tutto e presto: perché sono “sveglie”, hanno capito subito come funziona il sistema, loro.
Di nuovo auguroni.
Ah, patetico – e ciò pur avendo un diploma, pur avendo un lavoro, pur avendo dei genitori che lavoravano in banca, pur avendo una bravissima ragazza al fianco – sei tu.
Ho avuto le mie risposte…non hai mai fatto un giorno di lavoro…o meglio pensi che lavorare sia “SOLO” un diritto e mai un dovere, noi siamo i servi e loro i padroni…citando un noto presidente americano: non chiedere cosa la nazione può fare per te…ma domandati cosa puoi fare tu per la nazione…e nella categoria “nazione” ci puoi mettere tutte le categorie che vuoi…in soldoni…: PAROLE PAROLE PAROLEEEEEEEE…ecco cosa sei…un lamento unico…tu sei l’unica giusta e tutti gli altri sono cretini, mongoli, ignoranti, ecc..ec..!!!
Auguri anche a te per la tua carriera di…ehm…bho…consolatrice degli affranti…!!!
Ciao a tutti, sono il simone dei precedenti commenti, solo che registrandomi, ho potuto accedere solo con questo nick, visto che quello del mio nome è già occupato.
Mi riservo di rispondere stasera, vedo la discussione si fà parecchio interessante, e la seguo da un pò, e vedo che si dicono molte cose senza completare veramente un discorso, ma risponderò stasera, perchè fra un pò lavoro e non ho il tempo materiale per scrivere le mia riflessione sulla base dei vostri interventi, mi limito solo a far sapere, oviamente a chi interessa, che stavo comunque seguendo il discorso.
Oooh perfetto Anonymamente, stiamo parlando la stessa lingua.
Allora per la tua ricerca e’ difficile aiutarti tramite forum. Posso testimoniAre che ci stanno molte meno offerte di lavoro rispetto a pochi anni fa. Mia moglie ha cercato lavoro due volte nell’ultimo anno (e tutt’ora e’ precaria) e mi conferma che fina a tre anni fa quando cercava lavoro bastava che mettesse un’annuncio e subito in pochi giorni aveva varie offerte (segreteria) e dovevA scegliere. Oggi invece e’ dura riuscire a superare più di un colloquio. Ergo e’ difficile aiutarti a trovare lavoro, in modo generale ti consiglierei di spulciare ogni giorno i siti tipo monster, trovit, job ecc. “Se continui a fare le stesse otterrai i stessi risultati”.
Per quel che riguarda la politica io la vedo cosi: solo una rivoluzione, preceduta da un’aggravarsi della crisi attuale, puo’ salvarci. Bisogna tornare ad uno stato sociale, nel quale l’economia non e’ il fine (oggi sembra che lavoriamo per lA crescita del Pil e per aumentare i profiTti della casta), bensi come mezzo per dare lavoro e dunque dignita’ a tutti. Non e’ utopia, l’alternativa e’ il peggiorarsi della crisi attuale, rischiando di finire come la Grecia.
Clarissa: anch’io credo di capirti. Nonostante alcuni passaggi non li condivida perfettamente, credo di comprendere la rabbia che emerge dalle tue parole, sicuramente figlia di una sofferenza profonda.
Personalmente posso dirti due cose. La prima è che per quanto mi riguarda preferisco sentire le persone arrabbiarsi, “sputare fuori” quello che hanno dentro (anche se magari con toni e modalità non propriamente “carini”) ma riconoscerle umane, piuttosto che sentire giudizi che decretano il giusto e il sbagliato, le persone “brave” e quelle “non brave”, chi si merita di sopravvivere e chi no (perchè in fondo arriviamo lì). Se devo essere ancora più generica posso dirti che sono contraria al gioco della prevaricazione in qualsiasi contesto. Ma qui andiamo su visioni ideologiche personali.
La seconda è che ho smesso di essere indulgente davanti alle ingiustizie, mi sono avvicinata ad un contesto che prova ad attivarsi diversamente. Pur essendo disillusa, provo a crederci lo stesso…mi ha aiutata un pò a sperare, non so a che livello di disillusione tu sia arrivata, ma magari potrebbe farlo anche con te. Forse, senza pretese.
Mi piacerebbe conoscere la tua storia. Anche privatamente se qui non ti va :-), sempre se vuoi, se hai voglia di parlare di te. Sono giovane ma personalmente ho rapporti più profondi e voglio più bene a persone adulte che a miei coetanei. Ho avuto la fortuna di incontrare alcune tra le poche persone umili, alla mano, capaci di tendere quella mano…anche per dire semplicemente “ehi, ci sono, sono qui”. E tu, al di là di un’evidente arrabbiatura, mi trasmetti le sensazioni che certi signori e certe signore a me cari mi hanno regalato. Se hai voglia di scrivere di te, ecco..io ti ascolto volentieri. Altrimenti non preoccuparti, va bene lo stesso, capisco e ti ricordo comunque, al di là di tutto, con piacere.
“non hai mai fatto un giorno di lavoro…o meglio pensi che lavorare sia “SOLO” un diritto e mai un dovere, noi siamo i servi e loro i padroni…”
Ma certo, Stefano, certo… Mai lavorato in vita mia. Nemmeno un giorno, sicuro. E se lo dice Stefano (Dio), è così, per forza.
Dio (Stefano) invece, ha lavorato tanto in vita sua, ma tanto… Tanto, tanto, tanto… E’ così in grado, poi, di aiutare il suo prossimo, essendo “furbo”, anzi meglio “astuto”, anzi meglio “sveglio”, Lui, che propone a una ragazza che sostanzialmente ancora non ha mai lavorato (ovvio, ha vent’anni, si è appena diplomata, e avrà – per ora – potuto fare al massimo qualche oretta in un pub, o come baby sitter, o simili: come la stragrande maggioranza dei ventenni) di inviare a Lui il curriculum vitae: sicuramente c’è qualcosa che non va, guarda. Sicuramente. In cosa? Nel fatto, forse, che non c’è lavoro? Nel fatto che siamo in un sistema ormai che impedisce, in ogni modo, a persone normalissime di trovare un c.... di normalissimo lavoro? No, figurarsi: c’è qualcosa che non va nella ragazza, ovvio. In lei e/o nel curriculum vitae di lei: che è un curriculum, sicuramente, un po’ vuoto, diciamolo.
Dio (Stefano) le assicura, data la sua grande esperienza, la sua grande cultura, competenza ecc., che legge un sacco di curricula, Lui, “sgrammaticati”, e vede un sacco di ragazzetti “sfigati” che loro, il lavoro… Mah, mah… Le dice, alla ragazza, che lo mandi a Lui, il curriculum. Glielo scriverà tutto bellino, Lui, il curriculum. Del resto, non è difficile per uno che conosca un po’ di grammatica, sia pure un tantino “sgrammaticata” (d’altra parte Lui, Dio, è molto indaffarato, lavora molto, si capisce: non ha tempo). Non è difficile, a pensarci: se sul curriculum, sostanzialmente, non c’è scritto niente, perché la ragazza il lavoro non lo ha mai avuto, ergo lo ha dovuto scrivere un po’ COL NULLA dentro, diciamo.
Ma Lui, Lui ragazzi, glielo rimetterà più bellino, eh? Più bellino. Dopo, sicuro, cambierà tutto.
Siamo in una botte de fero, ragazzi, è tutto a posto.
Anonymamente, sei una ragazza intelligente e sensibile, tu.
Certo che le mie parole sono (anche) il risultato di una sofferenza profonda. Ma in fondo, che c’entra? Si cercava, in fondo, di fare qualche analisi: dopo le idiozie di qualcuno. E poi la rabbia, che già avevo prima di arrivare qui, mi aumenta, se vedo e sento e leggo certe cose, non bastassero quelle fuori di qui: che sono, quelle certe cose, oltre a una indifferenza bella e buona verso le sofferenze degli altri, di più, sono sottile disprezzo. A voler leggere ben bene tra le righe. E nell’animo umano, un poco. Oltre che su un pezzo di carta: su un diploma, una laurea, un master, un curriculum.
Ti basti (ti stupirò? Vista la mia… Vogliamo chiamarla aggressività? Giacché qui qualcuno ti avrebbe scaraventata dalla finestra, ma gentilmente…) Anonymamente, che io ero una persona potrei dire alquanto “moderata”, nel senso che credevo che con le buone maniere, l’educazione, l’equilibrio, la gentilezza, si potesse SEMPRE essere giusti. Invece no. Sai perché? Perché in questo schifo di Paese le cose devono andare al contrario. In questo schifo di Paese sono passati come validi i concetti, ormai, più schifosi, e le cose DEVONO girare al contrario. Gli onesti sono dei poveri imbecilli. Degli “sfigati” (cerco di non usare mai questo termine: è un termine che fa comodo a qualcuno. Qualcuno, cara ragazza, che portando te a usarlo, ti vuole portare a sentirti intimamente quello…). I furbi sono, come minimo, la norma: questo ci dicono, in Italia, da quando si nasce!
Dopo questo? Un fiume inesauribile di ipocrisia. Un oceano. Ah, ma io il lavoro, l’ho trovato dopo una incredibile gavetta. E nel frattempo, se può, disprezza te, che la devi cominciare, la gavetta: ah, ma tu, se sei così, è perché LO VUOI.
Ah, davvero… Ti dicono uh, non posso credere che proprio non trovi nulla… Uh, ma sai, mia cugina fece così e colà…
Piano piano, ragazza mia, ti accorgi di quanto sia cattivo questo Paese, e non è un caso, no: sono cattive le persone che ci stanno dentro. Sono meschine, sadiche, indifferenti. E se anche possono qualcosa, per il loro prossimo, per la collettività, non lo fanno.
Pensiamo a questo Paese, uno dei più ricchi al mondo, a come è ridotto. 1 giovane su 3 senza lavoro. Per tacere di donne, di uomini cinquantenni (da te menzionati). Un Paese che potrebbe avere non solo lavoro per tutti, ma di più: anche per quelli che vengono da fuori, disperati peggio di noi adesso.
Ma veramente vogliamo credere che con tutta la ricchezza che abbiamo, da conservare, da valorizzare, non ci sarebbe lavoro per tutti?
E dico a partire da chi non ha studiato molto, fino a quelli che hanno studiato tanto. Non occorre una laurea, per controllare un’area archeologica, per dire. Non occorre una laurea per tanti lavori. Io ho fatto diversi lavori in cui erano tutti laureati, ma bastava il diploma che avevo io. Tutti laureati, che conoscevano bene i propri diritti, in teoria, ma in pratica dovevo reagire io!