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Il dramma di non trovare uno straccio di lavoro

di Anonymamente

Non riesco a trovare uno straccio di lavoro e stà diventando davvero un dramma.
A vent’anni sono una ragazza senza prospettive future. Mi sono diplomata due anni fa dando il massimo, pur non conseguendo un risultato ottimo sono arrivata ad un buon punteggio con fatica, impegno, dedizione. Quando sentivo le mie compagne di classe parlare dei loro pomeriggi di shopping, aperitivi e uscite varie non solo mi sentivo estranea a tutto e felice di non appartenere a quel tipo di mondo, ma mi chiedevo con che coraggio si presentassero tra i banchi senza aver aperto libro.
Tutti mi dicono “come sei brava” quando butto giù due righe o “come sei matura per la tua età” quando parlo dei miei pensieri. Eppure sono due anni che cerco lavoro invano. Pur sapendo bene quel che mi sarebbe piaciuto fare ho inviato non ricordo più quante candidature, per fare l’operaia, la cassiera, l’addetta alle pulizie, l’addetta alle vendite, la segretaria, l’addetta alle consegne, al magazzino, la venditrice, la….non ricordo più…
Ho seguito i svariati consigli degli “addetti ai lavori” che negli anni ho raccolto e cercato di attuare, ho sostenuto non so quanti colloqui per ricevere silenzi assensi o “mi dispiace, la sua era una candidatura valida, ma dovendo scegliere un solo candidato sono spiacente di comunicarle che non è lei”. Quanto impegno ci ho messo ogni volta! Quanta amarezza di fronte a queste sberle! Quante ore passate su internet e sui libri per cercare di informarmi sulle aziende, per preparare una lettera decorosa. Quanta ansia, quanti abiti più o meno eleganti ho voluto acquistare per le occorrenze spendendo ogni volta i pochi risparmi. Quanta delusione ad incassare un no dopo l’altro.
Mi si spezza il cuore sapere che devo dipendere dai miei, che fanno di tutto per sbarcare il lunario. O quando vedo il mio ragazzo negli occhi e so di avergli promesso di costruirci una vita insieme. Sono un peso per le persone che più amo, ne ero già consapevole da me, poi nei momenti di amarezza totale, di rabbia, di malessere me l’hanno confermato.
Quanto male fa sentirmi così timida, impacciata, incapace di costruirmi un pizzico di futuro. Io che agli occhi di tutti sono forte, quella che sa sempre come farsi valere e come lottare, quella che è sempre pronta per una nuova sfida..io, che sognavo l’indipendenza, una nuova vita, una nuova famiglia…Io, quella che ha sempre difeso la sua dignità con unghie e denti, scavalcando la timidezza, ignorando chi voleva fermarmi, ho pensato diverse volte in questo ultimo periodo che forse è più difficile scegliere di restare che andare..
Mi sto svuotando della luce che contraddistingue la spensieratezza della gioventù.
Grazie per aver letto

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Categorie: - Lavoro - Me stesso

75 commenti

Pagine: 1 2

  • 1
    silentry -

    la scuola era crescita
    il lavoro e ripetizione
    piu amici hai e piu vai meglio

    se ti piaceva e i tuoi genitori ti possono aiutare,
    studia, non sarai un peso, ma una gioia

  • 2
    simone -

    Bene, benvenuta nel mondo del alvoro, non importa cosa fai, e nemmeno cosa sai, ma solo chi sei e a chi ti appoggi, poi ognuno fa da sè.

    Detto questo, se ti preoccupi per il fidanzato e la famiglia di origine, mi spiace che ti capiti questo, ma temo che dovrai sprofondare ancora un pò nell’umiltà per capire che se qui non trovi lavoro, allora l’estero è l’unica risposta, se sai una lingua meglio sei avvantaggiata, se hai uno studio sei anche avvantaggiata, pure alle prime armi, poi dipende da cosa ti aspetti, se ti accontenti e ti limiti a vivere, di sicuro all’estro, da quel che vedo, ti trovi meglio, poi per l’amore e i sentimenti, mi spiace, ma si deve crescere in entrambi i casi, anche lì, si costruisce con quel che viene dato dalla vita, mi spiace per il mio cinismo, e ti chiedo scusa anche per questo, ma sinceramente ho smesso da un pezzo a credere che lavoro e famiglia vanno di pari passo, quando succede, di solito, non cè solo fortuna, ma qualcuno dietro le spalle che ha permesso ciò.

    Mi spiace davvero ma nn farti limiti, sul serio, prendi la vita per quel che offre, non per quel che si è sognato, le parole di molti arrabbiati direbbero ciò, ma la verità è che siamo una generazione di transizione, si spera in un mondo migliore.

  • 3
    Anonymamente -

    Ho provato a studiare dopo il diploma, ma purtroppo sul più bello, quando inziavo ad organizzare la mole di studio, l’eccessiva gravosità economica causata dalle svariate spese universitarie ha fatto sì che abbandonassi con non poco dispiacere lo studio. I “lavoretti”, sottopagati e scostanti, che occupavano da 2 a 4 pomeriggi settimanali rappresentavano entrate troppo esigue per poter mantenere tutti i costi connessi alla vita da studentessa.
    Studiare era più per cultura personale che per effettivo sbocco lavorativo. Tuttavia, non essendo nè ricca nè benestante, guardandomi attorno e vedendo “gli eserciti” di laureati disperati quanto me (forse un pò meno, forse più speranzosi ma molti di fatto a spasso) mi faccio un pensiero e dico che costringere un’intera famiglia a sacrifici per poi avere in mano un pezzo di carta igienica è da egoisti, per quanto ci sia il buon fine.

    Con le lingue raggiungo al massimo il livello scolastico, con lo scritto in inglese me la cavo in un modo o nell’altro, l’orale mi crea un blocco, dovuto probabilmente alla timidezza esagerata che mi contraddistingue e che mi da la sensazione di dire un mare di cavolate mentre parlo. Come se pensassi automaticamente che capisco solo io gli strafalcioni di suoni che riesco a tirare fuori…
    Ma quando parlavo di andare o restare non mi riferivo al bivio “Italia o estero”.

    Per me il sogno di una famiglia resta una delle poche cose che mi fanno andare avanti in questa perenne stasi di insoddisfazione di me stessa, è il sogno che in un modo o nell’altro mi trasmette la forza di continuare a sbattare la testa sul muro per quanto mi stia facendo del male. In un’Italia in cui ci si lamenta dei giovani disinteressati a crearsi un’autonomia (che poi certe volte non è che non vi sia il desiderio, quanto la mancanza di possibilità), in un’Italia in cui le unioni profonde vengono ricordate con nostalgia, in un’Italia in cui i modelli sono famiglie sfasciate, avere un sogno da anni e da anni provare a rincorrerlo non mi sembra una meta così “malata”. Avrò tutti i difetti che vuoi, ma quando dico qualcosa di importante è perchè davvero lo penso e lo voglio e mia responsabilità, verso me stessa e quel ragazzo, oltre che verso la mia famiglia che ha fatto salti mortali per farmi crescere, è farcela. Il problema è che non so davvero come fare…………

  • 4
    Io -

    Ho 40 anni e vivo solo, disoccupato, soffro d’insonnia dal terrore di non avere più i soldi per pagare l’affitto! Ho chiesto, anche umiliandomi, un lavoro; non è sufficiente! Provo odio un odio così grande che non puoi nemmeno immaginarlo! Benvenuta in questa italia di me…!

  • 5
    Anonymamente -

    Caro Io,
    secondo me sono in tanti nella nostra situazione.
    Però sai qual è il problema? Che tra di noi comunichiamo il disagio ma poi di fatto non cambia niente di una virgola perchè nessuno ha la forza, il coraggio, forse la capacità, il buonsenso di AGIRE. Sono fermamente convinta che finchè non mobilitiamo INSIEME l’intero Paese, senza inutili quanto ignoranti divisioni tra Nord e Sud, non cambierà niente.
    Siamo in tanti, tante teste, molti di noi sono sicuramente più brillanti dei caproni che ci governano: possibile che un intero popolo non riesca ad inventarsi niente?
    Dobbiamo creare qualcosa, fosse anche iniziare da una raccolta firme.. inziamo a fare scioperi anchen senza i sindacati, manifestazioni capillari, a rompere le scatole, ognuno di noi…
    Secondo me se inziamo a fare gruppo partendo da parenti, amici, vicini di casa, conoscenti del quartiere fino ad allargarsi in iniziative comunali e poi piano piano a livello regionale, sono davvero convinta che le persone oneste sapranno rivendicare l’Onore di essere italiani. Non permettiamo questo.
    Siamo un bel popolo, abbiamo una storia e una cultura invidiabile famosi in tutto il mondo non solo per la pizza e la buona cucina…Dante, Michelangelo, Tiziano, Raffaello, Mazzini, fino ad arrivare a Pertini, Montanelli, Biagi, da Roma, Firenze, Venezia, Palermo, la varietà paesaggistica, le coste, le alture, il clima, il sole e potrei andare avanti…sono i nostri vanti. E noi stiamo permettendo che un patrimonio del genere venga distrutto da una schiera di cittadini che perdono il sorriso, la tipica allegria, il benessere per quattro squallidi arrivisti che pensano solo a gonfiare le loro tasche a discapito di un intero Paese. No, non deleghiamo più nulla a nessuno, è ora di fare qualcosa. Io sono pronta ad una rivoluzione ideologica e culturale, senza armi, senza violenza.
    Se c’è qualcuno che vuole unirsi, proviamo a comunicare, a inventarci qualcosa, senza temere perchè INSIEME, solo se davvero INSIEME, possiamo forse fare qualcosa…

  • 6
    Almost-Imperfect -

    Premetto che il lavoro secondo me è un diritto, l’unica cosa che veramente ci consente di sentirsi e di essere autonomi e indipendenti. Il mio lo rispetto, lo venero quasi e mi ritengo non fortunata, di più, ad averne uno…
    ma per averlo ho dovuto aspettare un bel pò, ma neanche aspettare, mi sono dovuta dare da fare
    ora come ora sarà brutto dirlo, ma il 95% dei giovani italiani ha la laurea, con un diploma e basta si fa ben poco
    c’è troppa concorrenza e si parte svantaggiati; capisco anche che i più hanno preso un pezzo di carta che nemmeno si meritavano, ma di fatto ce l’hanno
    la crisi che c’è di certo non aiuta
    però Anonymamente ci sono cose che potresti fare già da subito; dici di non sapere bene le lingue ma al giorno d’oggi non è difficile né impararne una nuova, né perfezionarsi in quelle che si conoscono già.
    Leggi libri, guarda la tv, fai qualche corso online, parti e vai all’estero così lavori e impari
    Ma la staticità non ti aiuterà nella tua ricerca di questo puoi esserne sicura

  • 7
    simone -

    Pur condividendo in parte quanto detto da Almost-Imperfect, concordo su una cosa basilare in questi casi, la staticità, voglio dire, se io ascolto qualsiasi precario o dipendente fisso sfiduciato fino al midollo per i motivi più svariati, hanno ragione tutti a dire, “non troviamo lavoro!”, ma in realtà lavoro si trova, solo che è più che sottopagato, ma lavoro ce ne è, chiamiamolo lavoro malato, ma cè.

    È pur vero che nel nostro paese vige la legge delle buone conoscenze, ma per mia esperienza, partono avvantaggiate solo laddove sono di famiglia oppure per conoscenze acquisite strada facendo, per capacità, e per capacità non intendo saper fare il propio lavoro, ma saper conquistare la fiducia di talune persone, ed escludiamo da ciò la parte malate, cioè, quelli che chiedono soldi per avere lavoro, in realtà lo fanno di lavoro loro questa cosa da codice penale, ma viene accettata da tanti, ed è una piaga del nostro paese, al pari degli strozzini.

    Poi cè da dire, che la frase “Dobbiamo fare qualcosa INSIEME”, è un pò come aspettare che qualcuno ti prenda per mano e ti accompagni.
    La nostra politica, destra o sinistra che sia, è malata proprio di questi atteggiamenti, nessuno si prende la responsabilità di fare il primo passo e di andare avanti anche da soli, consapevoli, nonostante i dubbi e le paure cui ci si ritrova in queste grandi sfide, dove l’uno è promotore dell’altro, dove ognuno è azione che porta ad una reazione contemporaneamente, insomma, se nons iete convinti voi di voler cambiare, cè poco da ragionarci su, anche in queste cose la staticità porta danno.

  • 8
    Anonymamente -

    Almost-Imperfect, sono d’accordo solo in parte con quel che dici.

    E’ giusto darsi da fare, provare e riprovare… giustissimo, altrimenti sarebbe solo lamentarsi. Infatti non ho detto che sono stata due anni ad aspettare che cada la mamma dal cielo, al contrario, proprio per questo sono stanca. Ma mi sembra onestà intellettuale anche riconoscere dei limiti: non tutti hanno le stesse capacità. Ignorarlo sarebbe scendere nel luogo comune che tutti con la volontà possono arrivare ovunque, non è sempre così. Almeno non secondo me.
    Altrettanto posso dirti che personalmente ho conosciuto più persone brillantemente preparate con la terza media che plurilaureati, incapaci di mettere insieme due parole con un senso logico, un filo conduttore e senza orrori grammaticali.
    E per quanto riguarda il discorso estero non sono ideologicamente favorevole. E’ vero, potrebbe essere un’opportunità da valutare. Ma io sono italiana, amo l’Italia nonostante tutto ed è qui e da qui che voglio lottare per cambiarla. Perchè dovrei andarmene? Non è la pigrizia a farmi rimanere, per un certo senso sarebbe più facile andare che restare (per quanto difficile, sia chiaro), è l’Amore per il proprio Paese, la voglia di viverlo e vivermi qui e adesso, per questo però ci vuole una bella scrollata.

    Scusa, ma da che fonte parli del 95% dei giovani laureati????? A me non sembra proprio che gli italiani laureati raggiungano questo picco, nemmeno i Paesi più avanzati hanno questi livelli, basta consultare qualche fonte presumibilmente attendibile. E tutta la schiera di diplomati (tasso ben più alto dei laureati) è destinata a finire sotto i ponti????
    La laurea non sempre corrisponde ad una preparazione. Personalmente ho un diploma professionale, una mia ex compagna di classe sta studiando all’università le identiche stesse materie con qualche calcolo in più: lei stessa dice che lo fa per il pezzo di carta, ma di fatto quel che apprende è sono le identiche cose che conosce. Laurea oggi non è garanzia di lavoro ne, ahimè, tantomeno di reale formazione.
    Secondariamente, un percorso universitario costa non poco, per una famiglia che subisce la crisi con uno stipendio minimo è pressochè impossibile mantenere gli studi, o paghi le rette, i libri, il trasporto o mangi. Guarda qui:
    http://www.swas.polito.it/services/Rassegna_Stampa/dett.asp?id=4028-138935537

    Tutto questo per dire che se ripenso a quando gli insegnanti o le persone in genere mi dicevano “vedrai che tutti questi sforzi saranno ricompensati”, mi sento presa in giro. Qui ruota tutto intorno a squallidi favoritismi, per cui ad esempio la mia vicina di casa che ha fatto il mio stesso identico percorso, che è stata bocciata ed è riuscita a diplomarsi con un calcio nel di dietro, quella che mentre io passavo i pomeriggi sui libri era a fare shopping qua e là solo perchè ha una mammina che fa combriccola con mezzo mondo ha trovato un lavoro, per quanto sottopagato sia.. QUESTO FA SCHIFO.

  • 9
    Almost-Imperfect -

    anonymamente che la laurea la danno anche ai cani non lo metto in dubbio, ma sta di fatto che quel pezzetto di carta da più punti del tuo, che altro non è che un altro pezzo di carta
    partendo da questo principio non ti ho detto che i laureati sono tutti intelligenti e i diplomati no, ma non venirmi a dire che tu hai le stesse conoscenze di un laureato perché non ci siamo proprio.
    poi se quelli che conosci tu non sono capaci a scrivere e non gliene frega niente di studiare, quello è un loro personale problema; ma ‘sta gente, tipo la tua amica, non penso che alle superiori si sia data tanto da fare, o sia stata una cima! cioè… ignoranti erano e ignoranti saranno rimasti
    allora fanno bene quelli che si fingono dentisti o dottori no? tanto è solo un misero pezzo di carta…
    tu dici
    […] Ma mi sembra onestà intellettuale anche riconoscere dei limiti: non tutti hanno le stesse capacità. Ignorarlo sarebbe scendere nel luogo comune che tutti con la volontà possono arrivare ovunque, non è sempre così. Almeno non secondo me […]
    quindi perchè non premiare uno che invece si da da fare e pensa davvero di poter arrivare ovunque?
    dovessi fare un colloquio di lavoro io a qualcuno, puoi stare sicura che questa qualità l’apprezzerei tantissimo, è così rara

  • 10
    Anonymamente -

    Che dia “più punti” sì, ma fino ad un certo punto. Seguivo poco tempo fa un team di formatori che non parlava della laurea come il requisito più gettonato per l’assunzione, bensì talento. E secondo una loro stima, riferita all’ultimo periodo rispetto al momento in cui parlavano, avevano riscontrato più “talentuosi” diplomati che non laureati. Questo per aprire una parentesi e chiuderla riguarda al discorso “punti”. Fingere??? Scherzi?!
    Mi informo parecchio, sento spesso ragazzi, mi ci confronto e parlando con molti giovani si arriva sempre allo stesso punto. Cioè al momento di ragazzi, laureati e diplomati a casa, ce ne sono tanti. Ragazzi disponibili a fare qualsiasi cosa pur di fare un lavoro, me compresa. E puoi venire a dire quanto vuoi “io se dovessi fare un colloquio una cosa del genere non la vorrei proprio sentire” (e per inciso proprio perchè c’è chi ragiona così che non lo dico), ma io la buona volontà, la voglia di darsi realmente da fare sì che sono qualità che apprezzerei.
    Anzi, ti dirò che sembra si stia verificando il fenomeno della controtendenza, ovvero i laureati (tra cui tanti amici del mio ragazzo, tra cui conoscenti) si sentono dire “spiacente, troppo qualificato” (ergo: “non ti posso sfruttare abbastanza”), mentre ragazze che hanno magari la qualifica professionale bene o male le cassiere riescono a farlo. E’ la legge dello sfruttamento.
    Tutto questo per arrivare al punto che, se la laurea qualche anno fa era una certezza, oggi può addirittura essere punto di svantaggio.

    Simone, per il discorso “lavoro sottopagato ma c’è”, quello che ripeto è che in due anni ho inviato una marea di candidature anche per quei lavori sottopagati, purtroppo quasi tutti nelle mani delle agenzie iterinali che non richiamano mai, che spesso chiudono senza preavviso, dove trovi un personale dalle dubbie qualità umane e conoscenze. Tutte e dico tutte, anche per l’addetta alle pulizie ti rispondono che ci vuole esperienza. Non sono capace di inventarmi esperienze a destra e a manca, le uniche (a parte i cosiddetti e svariati “lavoretti”, forse la staticità appartiene a qualcun altro) mi sono state offerte dalla scuola: troppo poche. E come me a tanti altri che conosco. O siamo i più sfortunati che ci siano, o i più scemi, o c’è qualcosa che non va…

    …qualcosa che da sola la sottoscritta, pur continuando a cercare per quanto stanca, non può cambiare. E chi ti ha detto che stia ASPETTANDO? O che sono la prima a non voler cambiare e non volermi prendere le responsabilità? Trai delle conclusioni estranee alla realtà. Perchè insieme ad un gruppo di persone sto provando, invece, a fare qualcosa ATTIVAMENTE e sono stata tra le prime a firmare, ma siamo ancora troppo pochi. Forse perchè ci sono giovani che, avendo trovato un lavoro, magari qualche anno fa quando le cose erano più facili, credono che il dramma della disoccupazione non possa toccarli mai. Finchè non c’è l’interesse diretto si stà dall’alto a cercare le COLPE di chi non ha lavoro

  • 11
    simone -

    Cara Anonymamente, io una ricetta facile o difficile non ce l’ho, il lavoro ce l’ho, usurante, ma ce l’ho, non giudico te in quanto tale e nemmeno mi metto nei panni di chi cerca lavoro, perchè oggi, oggettivamente, non è solo difficile, è impossibile, ripeto, non perchè non ci sia lavoro, ma perchè semplicemente come dice Almost-Imperfect, la domanda supera di molto l’offerta.
    Si è parlato di talento e di studio, due cose che vanno di pari passo con scuola,genialità, e fortuna, dico fortuna, perchè anche la strada della crescità intellettuale e culturale deve trovare degli sbocchi per far funzionare il cervello liberamente, diversamente ci si ritrova nella emme, ed io sono, credo, fra quelle persone, e sono tante, per colpe sue,per colpe di altri, perchè le cose dovevano andare così.
    Non ho diploma, non ho laurea, e mi si rinfaccia spesso, specie in ambito genitoriale, questo, però, mi è stato insegnato ad usare il badile, nell’era della super-tecnologia, quello lo saprei usare, seppur inutilmente, ma ancor oggi ci sono momenti dove il badile ha il suo spazio lavorativo, quindi esulerebbe dai vostri discorsi, ma fà parte di una cultura, non tanto vecchia, sicuramente ancor utile, specie in tempi di emergenza, ma non sufficiente a colmare la lacuna del diploma e della laurea, che servono, almeno sulla carta.
    Eppure, la mia ignoranza si giudica su ciò che dico e penso, su ciò che ho fatto o non ho fatto, perchè agli occhi degli altri, vale chi ha un buon posto di lavoro, generalmente un posto pubblico o in banca, tutto il resto son chiacchere.
    Quando Almost-Imperfect, parla di talento, son d’accordo con lui, sulla carta almeno, ai fatti, quanti lo saprebbero riconoscere?
    Per riconoscere il talento, ci vuole talento, ne è pieno il mondo di responsabili che trattano in base a simpatia, e il talento spesso viene ridotto al famoso “badile”, e col tempo si perde la sensibilità, e poi si diventa uguale a chi fà lavori pedanti, noiosi e usuranti, col senno di poi, di ritrovarsi magari sotomessi al solito ras di linea lavorativa, e col tempo mina magari i rapporti personali e via dicendo, perchè si sa benissimo che il lavoro in sè, non è quello che da la dignità, ma è l’ambiente, il favorire appunto il talento, il sedare atteggiamenti di stolking, insomma, stiamo parlando di utopia non di lavoro, quello che è oggi sdi chiama sfruttamento, fuori uno dentro un’altro, ti sembrerà impossibile ma oggi è così, non solo “non trovare lavoro”, poi il lavoro bisogna tenerselo, e spesso a costo di rimetterci completamente la salute, enon solo quella, pure i rapporti personali ed interpersonali, diciamo pure che siamo ridotti ad essere animali, di giungla non di stalla, quelli di stalla almeno li tengono in considerazione.
    Poi quando parli di “firmare”, “mandare curriculum”, obiettivamente a che serve? sei mai andata direttamente sul posto e una volta sentito dire, “mandi il curriculum”, rispondergli, “l’ho mandato e non mi avete ancora risposto”. hofinitoicaratteri.

  • 12
    stefano -

    Ho 26 anni…ragioniere diplomato…ho iniziato a 19 anni come schiavetto in amministrazione, contratto interinale e a 21 sono diventato BUYER con un contratto a tempo indeterminato…(passato davanti a molti laureati cacciati per manifesta inferiorità)…

    Ho girato due aziende multinazionali e vi garantisco che OGGI della laurea/diploma non gliene frega niente a nessuno!
    SERVE L’ESPERIENZA E ANCORA DI PIU’ LA VOGLIA…e per fare esperienza bisogna lavorare ai call center, bisogna fare i venditori per le assicurazioni, fare gli spazzini…il lavoro c’è e ci sarà sempre, sono gli italiani che non si abbassano a fare nulla che sia scomodo (meglio far lavorare gli extra-comunitari che sono disposti a tutto anche per 400 € al mese)…io sono stato fortunato (e furbo), ho risposto a un annuncio dove cercavano impiegati ragionieri prima esperienza…sono entrato con un contratto scabroso e ho fatto fotocopie per sei mesi…poi ho cominciato a sbirciare le fotocopie che facevo…ho rubato il lavoro ad altri…ho dimostrato cosa sapevo fare e mi hanno assunto dopo un anno e mezzo…arrivando a chiedere di fare fotocopie a chi me le chiedeva un anno prima…ho cambiato lavoro…e ora posso dire che a 26 anni ho uno stipendio soddisfacente…tutto sto percorso è stato solo frutto della mia capacità, ho preso 70/100 alla maturità…mai stato un genio!

    Fatevi due calcoli…cosa ho imparato?
    1)mai sentirsi arrivati
    2)l’assunzione non è l’obiettivo, ma è la partenza!
    3)l’esperienza è ciò che ti rimane dopo un fallimento (RANDY PAUSCH)

    l’esempio concreto?
    per arrivare alle olimpiadi come centometrista, dovete vincere le gare del vostro paese, poi le provinciali, poi le regionali, ecc..ecc.. non è detto che l’allenamento intensivo vi porti alle olimpiadi…e qualche talento nascosto magari non ci vuole neanche arrivare alle olimpiadi per pigrizia…
    se non sapete correre i centometri è giusto che restiate sempre nelle gare del paese…e a poco serve riunirsi tutti nel sindacato di quelli che non ce la fanno…a me sa molto di rassegnazione e “mal comune, mezzo gaudio”…

    Mi spiace se qualcuno si sentirà turbato dal mio messaggio…ma è quello che penso…nel lavoro così come nella vita, vince chi è più “sgamato”…

  • 13
    simone -

    @stefano

    Io non sono turbato, semmai, non capisco cosa centra con questa discussione, già dici che sei partito con un lavoro scabroso, e qui lei non trova nemmeno quello, dove collimi la cosa?

    Poi parli di esperienza, partendo sempre dal presupposto che il lavoro lo puoi dimostrare vero? perchè lo dici tu stesso che nessuno ci crede se non dimostri, e tu cosa hai dimostrato? che sai raccontare balle?

    Voglio dire, lo spazzino non vende, si limita a fare un lavoro usurante, allora, che carriera farebbe lo spazzino, in questo caso?

    Parli di stipendio di 400€ al mese, per extracomunitari, l’autrice di questo blog ti dice che ne ha fatto richiesta pur di avere un lavoro, perchè non la assumono se così è, cioè, basta pagare poco?

    Poi non ho capito cosa intendi per furbizia, spiegati per favore.

    Riunirsi a sindacato no, stare zitti e tenersi la bile di traverso sì, allora come si risolve? visto che se uno è invalido è fregato, se è donna è mezza fregata, a meno che non la dà, ma non è una garanzia, se è laureato, dici tu stesso non serve, allora siamo il paese dei soliti furbi? poi in cosa consiste il tuo lavoro, solo vendere e fare il culo a chi fà fotocopie?
    Mi pare ci siano anche altri mestieri oltre a ciò.

  • 14
    stefano -

    intendo dire che come per amicizia, amore ecc…ecc…anche il mondo del lavoro é al 90% rapporto umano…se lei non é mai riuscita a farsi assumere neanche come spazzina mi dispiace dirlo..ma é lei quella sbagliata mica il sistema…io ho trovato subito un lavoro, seppur scabroso, grazie al mio modo di pormi, ho fatto capire di aver voglia, di essere motivato…dopo un annetto il mio capo che mi aveva fatto il colloquio mi confesso che mi avevano scelto solo perché tra le decine di candidati ero l’unico che aveva delle idee in testa..gli altri erano li tanto per poter dire “ho fatto il colloquio”…caro poi ti dico che all’amsa puoi diventare dopo pochi anni ispettore notturno a 3000 euri al mese…certo prima devi andare a spazzare merda nelle piazze dopo i mercati..ma nel paese dove abito ci sono un sacco di ragazzi che si sono sistemati in giovine età grazie hai sacrifici che facevano all’amsa…quindi non denigrare il lavoro dello spazzino…(magari ho frinteso il senso del tuo commento)…
    Poi dai questi sono piagnistei…cioé io ne vedo e ne sento di ogni…mi capitano spesso dei cv sott’occhio sgrammaticati, senza sintassi, scritti come se fossero degli elenchi della spesa…mettiti nei panni delle agenzie che tutti i giorni ricevono centinaia di cv dai più brutti e scarsi (la maggioranza) a quelli più completi..cioé certa gente non se lo merita neanche un lavoro, e lo dico con la tristezza addosso..guarda i diciottenni di oggi che dovrebbero ringiovanire le aziende..vengono i brividi a pensarci..!!
    Comunque ci vuole perseveranza…il tempo che la ragazza impiega scrivendo qui potrebbe utilizzarlo per cercare qualche annuncio che fa al caso suo…!!

  • 15
    Anonymamente -

    “…visto che se uno è invalido è fregato, se è donna è mezza fregata, a meno che non la dà, ma non è una garanzia, se è laureato, dici tu stesso non serve, allora siamo il paese dei soliti furbi? poi in cosa consiste il tuo lavoro, solo vendere e fare il culo a chi fà fotocopie?” Faccio la stessa domanda…

    E prima di leggere la risposta di Simone anche a me è balzo all’occhio quella solita parola, “FURBIZIA”.

    Personalmente, Stefano, il tuo messaggio non mi turba in quanto tale, mi turba se considero che è davvero quello che pensi, insieme a molti altri. Vedi, tu ormai sei CONVINTO che quel tuo contratto a tempo indeterminato, che hai ottenuto con capacità, fortuna, furbizia,ecc ti abbia sistemato a vita e dalla tua soddisfazione di te stesso guardi con “disprezzo” chi non ce la fa. Ma non è detto che chi non ce la faccia sia più scemo di te. O potrebbe anche esserlo, e allora? L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO, che sia il buyer o lo schiavetto, lo dice la TUA costituzione.
    Tra l’altro tu hai avuto l’opportunità di iniziare a fare la prima esperienza (e poi lamentati della tua prima mansione! sarai stato anche uno schiavetto, ma adesso snobbare il tuo primo lavoro non ti sembra fuori luogo rispetto a chi si fa turni notturni, ciclo continuo, e via dicendo?) per poi creare “la catena”: io non ne ho le possibilità, questo è il punto. Non stiamo discutendo su una selezione del “lavoro giusto per me”, non hai letto bene, perchè l’ho scritto e lo ripeto che al momento sarei disponibile a fare QUALSIASI lavoro.
    Non ti rendi conto che potrebbe succederti di ritrovarti in mezzo alla strada da domani. Persone con più esperienza di te, e forse con più capacità e buona volontà di te sono a casa. Non ti sto parlando dei “Mezzi sfigati” che tanto ti sembrano destinati ad una vita di fallimenti, ti sto parlando di gente che ha studiato in prestigiose università, che ha fatto master negli Stati Uniti e ha lavorato in aziende riconosciute a livello mondiale…ma sono a casa, da un giorno all’altro.
    Ebbene, permettimi di dirti che se tu oggi formuli questi ragionamenti sei in antitesi con uno dei tuoi tre punti: “mai sentirsi arrivati”.
    Inoltre, non ho mai parlato di sindacati, dove l’hai letto? Ho parlato di una MENTALITA’ tipica italiana per cui oltre il proprio orticello non si và e finchè non hai un interesse diretto nell’appoggiare, anzi nell’attivarti in una riforma socio-culturale ed economica, non lo fai. Semplicemente perchè ormai ti senti al sicuro nel tuo angolino.

    Simone, personalmente posso dirti che, al di là del “prestigio sociale” per me, e dico per me, ha più utilità l’agricoltore o coloro che rientrano nei cosiddetti “lavori umili” del “buyer”. E sarei ben contenta di vendere pomodori onestamente piuttosto di sentirmi realizzata in quanto furba -nel senso in cui intendo io il termine-. Continuo a pensare che l’aspetto umano di ogni cosa, dal lavoro alla vita, sia fondamentale.. (finitolospazio anch’io)

  • 16
    Colam's -

    Va beh, concretamente: in quale provincia abiti ? Se cerchi qualsiasi cosa forse qualcuno di noi potrebbe trovartela ?!

  • 17
    Anonymamente -

    Abito in provincia di Udine, ti ringrazio per il pensiero Colam’s, ma non so praticamente come qualcuno mi potrebbe aiutare. Personalmente credo di aver provato tanto per niente, mi sto davvero demoralizzando. In ogni modo grazie, apprezzo tanto l’interesse.

  • 18
    stefano -

    io non disprezzo l’aver fatto fotocopie…anzi…fare fotocopie mi ha fatto capire cosa vuol dire fare la gavetta…io mi reputo capace, fortunato e astuto (meglio di furbo) la carriera che mi sto costruendo non sta intralciando la vita di nessuno…non ho rubato il posto a nessuno…la furbizia é guardare, capire e interessarti a quello che stai facendo…e certe cose non te le insegnano ne a scuola, ne nella prestigiosa università americana…bisogna solo sapersi vendere…se non sei capace ti dovrai sempre accontentare…e per il momento io mi sono accontentato solo all’inizio della mia vita lavorativa…poi io non guardo nessuno con disprezzo..io guardo con rassegnazione…!!! é molto diverso…quando arriva lo stagista 18enne sfigato in azienda io sono il primo ad accoglierlo e a offrirgli quel poco che so..questo é il mio modo di attivarmi..
    In ultimo: non mi sento per niente arrivato…e mai lo sarò…tant’é vero che il mio cv é sempre aggiornato…
    E poi dai io non ci credo che non riesci a trovare nulla…mandami il cv e volentieri se vorrai ti darò dei consigli (magari anche inutili a tuo avviso…)…mi fate passare poi come il cattivo di turno ma la realtà sta dalla mia parte…poi possiamo parlare di etica e vi garantisco che é uh mondo di merda da sto punto di vista…ma questo é un altro discorso…

  • 19
    Robert -

    lo si legge bene, lo si capisce sl volo che sei una persona che vale tanto.
    La prova diretta che questa società moderna mira a premiare ben altro tipo di persone.
    Che rabbia!!! Quanta rabbia mi hai destato!
    Ora non devi arrenderti piu che mai. Ovviamente per te stessa, per il tuo futuro.

  • 20
    Anonymamente -

    Guarda Stefano,
    metto subito in chiaro: non consideraro TE come “qualcosa che non funziona”, tu probabilmente per il contesto lavorativo a cui miri, che ti piace, dove ti senti realizzato (o comunque diciamo contento) andrai sicuramente benissimo.
    Ma io no, sarò sfigata, ma è proprio l’idea di “vendermi” che non si avvicina per niente con la mia indole. Ho sentito con le mie orecchie persone vendere fumo: con me la realtà verrebbe svelata nel giro di 10 secondi, non sono capace di addobbare scatole vuote, non riesco a reggere uno sguardo se so che sto provando a convincere qualcuno a compiere azioni che so già essere vane.
    Poi per quanto riguarda il tuo sostegno al ragazzo 18enne che ti arriva in stage, bravo! Davvero, non è da tutti. Ma è la tua considerazione di lui/lei, “sfigato/a” che mi fa pensare…mi viene un pò in mente lo stile paternalistico aziendale, dove quelle del “capo” sono gentili concessioni e non diritti. Perchè lavorare è un dovere, ma anche un diritto. E se tu sei stato a tua volta trattato come uno “sfigato”, dimostra a te stesso di essere superiore all’etica di cui tu stesso forse senti la mancanza (dai, non dirmi che ci stai bene in quello che tu stesso consideri “mondo di m…”) e prova a considerare quello/a ragazzo/a come una persona, anche con i suoi limiti, che stà imparando. Non ho niente da insegnarti nè voglio farlo, è una semplice riflessione che sei liberissimo di valutare come meglio credi.

    Per il cv ti ringrazio, il punto è che nei colloqui che ho sostenuto nella maggior parte dei casi ho ricevuto apprezzamenti proprio per il cv e la lettera di presentazione, non credo che sia quello il vero problema. Ad esempio, nelle ultime 3 settimane ho avuto un colloquio di lavoro dopo l’altro, tutti per work-experiences, posso dirti che i selezionatori sembravano anche entusiasti (lo dico con modestia, sinceramente non sono una che crede molto in sè, ma ho avuto davvero questa impressione), ma poi alla fine mi precedeva, come giustamente hai detto te, chi ha anni di esperienza alle spalle, A CASA, piuttosto che me che devo imparare (eppure dovrebbero essere percorsi formativi ideati proprio per l’aiuto all’inserimento nel mondo del lavoro a categorie più disagiate…).
    Capisci che il discorso và al di là dei miei meriti o delle mie colpe, dei miei limiti e delle mie effettive capacità? E’ un’intero assetto socio-culturale politico ed economico che mira allo sfruttamento per cui viene assunto chi più rende dall’immediato, viene sottopagato e indirettamente minacciato (vedi Marchionne).
    Ora, mi rendo conto che il discorso stia sfociando in prospettive più ampie ma è proprio qui che vorrei arrivare (volendo sottolineare che non è nè un paravento per nascondersi o non darsi da fare): non posso essere così egoista da pensare che appena ho trovato lavoro (se ce la farò) il problema è risolto. C’è un’ingiustizia, un qualunquismo di fondo. Capisci?

    Robert: grazie, magari fossi come mi vedi tu 🙂

  • 21
    colam's -

    A parte che , salvo miei errori , lavorare e’ un “diritto” solo sotto regimi socialisti o comunisti. Noi (io penso purtroppo) viviamo in uno stato capitalista, in quanto tale il lavoro e’ grosso modo l’incontro di varie variabili economiche quali domanda/offerta, capitale e rendimento, competitivita’ e libero mercato…

    Cmq , non conosco Udine e provincia, ma se non hai ancora provato ti consiglierei di candidarti nelle seguenti industrie:
    – distillerie e enoteche (io penso Udine uguale grappa!)
    – acciaieria (credo sia la Danieli)
    – forse cartiere

    ?

  • 22
    Clarissa -

    Colam’s, il lavoro è un diritto di tutti, in una democrazia. Art. 1 della Costituzione italiana.

    Immagino che tu, date le tue conoscenze, di lavoro pulisca i cessi (senza offesa per chi pulisce i cessi, conosce l’art. 1 della Costituzione, o almeno, se ignorante, sta zitto).

    Il lavoro nero è un reato (molto diffuso, in questa “democrazia”). Il lavoro “a progetto” è un reato “legalizzato” (molto diffuso). Gli stage degli “sfigati-ultimiarrivati” (molto diffusi) sono schiavitù pura e semplice. Proviamo un po’ a immaginare… Sommando ai lavori da me citati sopra, 1/3 circa del PIL di evasione fiscale, e vedete che cosa resta, di lavoro. Mavvelodicoafa’, Stefano e Colam’s? Siete la prova che il lavoro dovrebbero proprio proprio proprio averlo tutti. E invece no, perché bisogna essere “furbi”. Che dico, “astuti”, meglio. Quando, non raccomandati, o figli di papino, o zo......, oppure geni, eh? Che cosa c’entrerà, poi, la furbizia, con il LAVORO, con la buona volontà, la serietà, la competenza, l’onestà, Dio (o Stefano) solo lo sa.

    Ah, ma già… Dimenticavo… Siamo in Italia… Guai a non fare i furbi, vero? Devi crepare: se non sei furbo. Questo è il messaggio. Dei potenti e dei servi.
    “Che la furbizia sia caratteristica servile, e mai signorile, è la sola fondamentale scoperta politica che milioni di italiani devono ancora fare” (Michele Serra).

    Ciao Anonymamente, sei una ragazza in gamba.

  • 23
    Stefano -

    Clarissa…
    Invochi la buona volontà, la serietà, la competenza, l’onesta…sono tutti pregi che reputo di avere…in più mi permetto anche di possedere quella malizia, furbizia, scaltrezza(chiamala come ti pare tanto rimane un tratto negativo per molti) che in molte situazioni mi permette di essere una spanna sopra a tante persone anche più “esperte” di me…è un peccato…?!?! Ripeto che il mio essere “furbo” non danneggia nessuno…è la semplice filosofia del “MAGGIOR RISULTATO COL MINOR SFORZO”…chi riesce a vivere la vita con questo pensiero in testa (OTTENENDO IL RISULTATO) vivrà beato e felice…ci sono persone che non ci riescono, e magicamente la frase diventa: “NESSUN RISULTATO CON IL MASSIMO SFORZO”…queste persone non devono piangersi addosso ma devono sforzarsi ancora di più perchè se con il massimo sforzo non ragiungono nulla, figuriamoci mollando tutto (riflettici Anonymamente)!

    AH TRALALTRO…io non sono MAI stato raccomandato…nonostante le migliaia di conoscenze che ho in giro…mi sono sempre fatto il c..o DA SOLO…!!! quindi non menarmela col discorso del figlio di papà perchè io sono andato a lavorare a 18 anni perchè mi ero stufato di essere un peso per la mia famiglia…questi discorsi mi fanno solamente incavolare…perchè poi si passa all’invidia di vedere qualcuno “arrivato” e darsi le giustificazioni tipo quelle che hai dato tu…
    UN ESEMPIO?
    La mia ragazza ha 23 anni, è segretaria di direzione…visto che prima hai citato le “zo......” ti sembrerà giusto dare della zo...... alla mia ragazza visto che a 23 anni guadagna più di me…quindi stai attenta a quello che dici perchè l’hai proprio fatta fuori dal vaso…!!!

    “Mavvelodicoafa’, Stefano e Colam’s? Siete la prova che il lavoro dovrebbero proprio proprio proprio averlo tutti. E invece no, perché bisogna essere “furbi”. Che dico, “astuti”, meglio. Quando, non raccomandati, o figli di papino, o zo......, oppure geni, eh?”

    Questo intendevo quando parlavo di invidia..continua a credere che sia un mondo ingiusto…anzi no…prendi il mappamondo e trovati il paese perfetto…che ti da lavoro solo perchè lo chiedi ed è un tuo diritto…e che magari se sei incapace ti coccola pure e te ne trova un altro, e un altro ancora…finchè quando capiscono che non sai fare nulla ti danno un vitalizio senza chiederti indietro nulla…se cerchi bene lo trovi secondo me…quando lo trovi fammelo sapere…!!!!

    Anonymamente, io non crederei a Clarissa che ti dice “sei una ragazza in gamba”…o meglio anch’io credo che tu lo sia…ma ti dico: “SEI UNA RAGAZZA IN GAMBA, MA IN QUESTO MONDO TE NE SERVONO DUE DI GAMBE”…credo sia più motivante e più vicino alla tua realtà…
    In bocca al lupo per la tua ricerca…!!!!

  • 24
    stefano -

    Anonymamente, un altro pensiero per te…:
    “ma è proprio l’idea di “vendermi” che non si avvicina per niente con la mia indole. Ho sentito con le mie orecchie persone vendere fumo: con me la realtà verrebbe svelata nel giro di 10 secondi, non sono capace di addobbare scatole vuote, non riesco a reggere uno sguardo se so che sto provando a convincere qualcuno a compiere azioni che so già essere vane.”

    Nel mondo in cui viviamo tutti abbiamo qualcosa da vendere…ma nella maggior parte dei casi non importa COSA vendi, ma COME lo vendi…mi sono spiegato? Io sono un Buyer, un compratore…e parlo tutti i giorni con gente che vuole vendermi qualcosa…e mi sono fatto le ossa…ho beccato anch’io venditori di fumo…ma credimi…succede una volta, forse due, poi basta…!

    E tu da come scrivi hai molto da vendere ma evidentemente usi il canale sbagliato…magari nelle selezioni ti passano davanti personaggi con dei CV imbarazzanti, ma che sanno usare le parole con destrezza…quindi al prossimo colloquio che farai stai molto attenta alle reazioni dell’intervistatore…cerca di invertire i ruoli come se loro già ti avessero scelto e stessero provando a convincerti a “vendere” le tue capacità…vedrai che avrai un approccio diverso…e ricordati che se arrivi a un colloquio TI HANNO GIA’ SCELTO…sta solo a te cercare di convincerli che sei la migliore…!

  • 25
    Anonymamente -

    Colam’s,
    basta prendere la Costituzione e leggerla. Io sono sfigata, ma credo di saper capire il significato di due righe chiare e lineari.
    ART.1 “L’Italia è una Repubblica DEMOCRATICA, fondata sul LAVORO.”
    ART. 4 “La Repubblica riconosce a TUTTI i cittadini IL DIRITTO AL LAVORO…” (puoi continuare da solo…)

    Anch’io ho gli occhi e le orecchie e sinceramente vedo lavorare gente totalmente incompetente e di cui la grammatica è l’ultima dei problemi.
    Tra questi, per i maschietti solitamente si tratta di coloro che hanno la parlantina, l’i-phone, la macchinona e l’oggettistica d’apparenza varia…della serie tanto fumo e niente arrosto, mentre le femmine lavorano perchè “fisicamente prediposte” e disponibili a metterci “la loro parte”…ho detto tutto. Per cui il discorso di Clarissa non mi sembra poi tanto fuori luogo. Compresa la parte relativa ai contratti, ci aggiungere le agenzie iterinali, organizzazioni criminali organizzate. Farne tutta un’erba un fascio certo, è la solita generalizzazione, ma di gente raccomandata o “arrivata” non di certo per reali competenze ne conosco.

    E sì, se Clarissa mi dice “sei una ragazza in gamba” UN PO’ sono d’accordo con lei perchè per quanto sfigata sia so che al loro posto certe cavolate e certi atteggiamenti di certo non sarebbero il mio caso. Vorrei aggiungere che personalmente, sempre da sfigata quale sono e resto, che pur non percependo alcun compenso sono volontariamente un’addetta stampa, non mi sono proposta ma sono stata scelta, per quanto sfigata sia….e preferisco di gran lunga trovarmi di fronte a persone umili (e con questo intendo prive di arroganza) gentili, corrette. Ma queste sono le doti rare in questa realtà dove l’etica della furbizia (dal senso più “innocuo” al più schifoso) prevale in qualsiasi contesto. Qualsiasi.

    Detto questo sentirsi dare dei “sbagliati” perchè non si riesce a trovare lavoro “neanche come spazzina” non è nè piacevole, nè motivante oltre che parecchio stonato. Per inciso, senza nè vanti nè altro io mi sono diplomata con un voto superiore a quello di Stefano, sarà anche sfigata, ma me lo sono guadagnato, ci ho lavorato su. Iniziavo la scuola alle 8,10 e negli ultimi due anni alle 6, talvolta alle 5.30 di mattina ero sveglia a ripassare, terrorizzata all’idea di prendere un’insufficienza. Non mi ha aiutata nessuno. Anzi, mi deridevano pure…a questo punto facevano bene, ho dato l’anima per niente.
    Avrò sbagliato anche il canale, ma non credo che tutti i lavoratori siano superdotati. Solo io e chi mi è stato vicino in questi anni può sapere quanta dedizione ci abbia messo, ho tratto soddisfazioni ma ci ho anche pianto sui libri. E adesso vedere delle perfette oche o dei perfetti bamboccioni (mi scuso per i termini ma anch’io dico quel che penso) mi fa rabbia, mi fa pensare che ci sia ingiustizia.
    Quindi vanno bene le critiche, ma arrivare ad apostrofare le persone come sfigati, cretini o perfetti inetti mi sembra ignorante rispetto chi si ha di fronte.

  • 26
    stefano -

    Ehi spero che non ti riferisci a me…io non ho mai parlato di sfigati, cretini o inetti…mi sembra che quella che si autodefinisce sfigata sei tu…io mi sono limitato a esortarti dal mollare la presa…
    perchè se fai così il lavoro non lo troverai mai…ti ho anche invitata a porti in modo “commerciale” con le persone, cercando di vendere al meglio quello che sai fare…se non riesci ad ottenere nulla devi cambiare canale o rivedere le tue priorità o sviluppare meglio la tua proposta…io me la sono presa con clarissa la quale, come si fa spesso quando si parla di questi argomenti, ha generalizzato…e io non sopporto chi fa di tutta un’erba un fascio…perchè non ci sono due persone uguali in tutto il mondo…ognuno ha la sua storia…quindi daccordo sul fatto dei bulli e pupe, ma in certi settori sta storia non vale…siamo onesti…

  • 27
    Almost-Imperfect -

    Anonymamente stai passando proprio il segno, guarda se all’inizio potevi anche avere ragione stai rapidamente passando dalla parte del torto.
    Oche, bambocci, incompetenti, ignoranti, incapaci… Tanto per mettere le cose in chiaro comincia a moderare i termini e a considerare che stai parlando con persone che non conosci, alle quale devi rispetto; sei su un canale che può essere letto da miliardi di utenti, poniti in modo educato nei confronti di tutti.
    A me sentirmi dare dell’oca o peggio della z…. perché lavoro, proprio non mi va e onestamente tra i miei colleghi ci sono tante persone che valgono. Forse è la tua realtà ad essere sbagliata.

    Ma tu quando vai a fare un colloquio di lavoro ti poni così con i tuoi esaminatori? Così saccente, così polemica, così poco rispettosa ed offensiva nei confronti di tutti? Non mi stupisco che nessuno ti prenda, sei pesante. Il lavoro è fatto anche di convivenza con altre persone, di rapporti, di dialogo e confronto, otto ore al giorno per cinque giorni… personalmente dovessi essere in ufficio con te a quest’ora t’avevo lanciato dalla finestra; credi che un datore di lavoro certe considerazioni non le faccia? A volte certe decisioni si prendono anche per sensazioni “a pelle” e ti assicuro non c’è bisogno di darla via, te la puoi tenere e lavorare lo stesso!
    Cioè… Ma ti sei riletta? Un lamento continuo, sembra che i sacrifici a ‘sto mondo li hai fatti solo te, perché hai studiato (capirai ti sei presa un diploma), ti sei alzata presto, hai sgobbato sui libri. Come se il resto della popolazione italiana avesse trovato il diploma, o meglio un contratto di lavoro, sotto l’albero di natale.
    Non è l’atteggiamento giusto questo.

  • 28
    Clarissa -

    Ovviamente non ho letto tutto il Nostro (Stefano, vale a dire Dio): mi bastano poche righe, qua e là, nonché i suoi precedenti commenti (…). Uno che si permette parlare di cv “sgrammaticati” di altri, di “sfigati” stagisti, di diciottenni con quell’aria “che te lo spiego io che non meritano proprio di avere un lavoro” (manco a pulire i cessi, magari) perché ce lo dice lui che ne conosce che non meritano un lavoro (tradotto: meritano di crepare di fame), che lui è l’ommo vissuto, si capisce, quello che si è fatto il mazzo, con la lezioncina (immorale) dell’ottenere col minimo sforzo, e si vede: non sa manco scrivere una lettera, il ragionierino che si è fatto le ossa e i muscoli su una macchina fotocopiatrice.
    E ci mancava pure la sua ragazza Segretaria di Direzione. Che ovviamente non è una zo…la, e ci mancherebbe pure, è la sua ragazza… Ma mi faccia il piacere, mi faccia.
    Se uno riuscisse a leggere quello che cercava di dire la ragazza di questa lettera, se uno riuscisse a leggere quello che ho scritto io: che vale a dire che uno come Stefano il lavoro lo può avere solo rientrando nelle categorie di persone che ho elencato (raccomandati, zo......, furbi quale lui stesso si definisce senza alcun minimo, ma proprio minimo, imbarazzo) e non che tutti quelli che lavorano rientrano nelle stesse.
    Sono proprio quelli come Stefano che dovrebbero perlomeno tacere, e invece no, devono dare la loro lezioncina (im)morale, pure. Oppure pratica (perché solo loro hanno lavorato, solo loro sanno come si lavora, solo loro sanno come si trova lavoro…): oh senti, fai così, fai colà, sbaglierai tu, mandami il curriculum che vedo io cosa fare… Dove aggiustarti… Ma vaffanculo va. Vallo a dire di persona a milioni di persone che hanno perso il lavoro, che sono in cassa integrazione, che sono disperate per i loro figli: vai e diglielo in faccia e poi ne riparliamo. Vai a dare la tua lezioncina da “professionista” (ragionierino fotocopiante) da strapazzo a una massa di persone che sa che cos’è l’onestà (con l’accento sulla “a”, ignorante cafone) e l’umiltà. Codardo.

  • 29
    Clarissa -

    Ah, dimenticavo: vai a dire le tue vergognose ca…te anche ai genitori con figli che si sono suicidati perché erano lavoratori precari e all’ennesima “perdita del lavoro” (non erano sufficientemente furbi, si capisce) si sono suicidati.

  • 30
    colam's -

    Va beh i toni sono sinceramente fuori luogo.

    Vorrei dirvi (Clarissa e Anonymamente) che, sì avete ragione, la nostra Costituzione dice quello che avete detto, ma nella pratica avete torto.

    Se il lavoro fosse veramente un diritto di tutti, tutti quelli che vorrebbero lavorare adesso lavorerebbero. Il che non è vero, perciò come vedete la Costituzione non è applicata.

    Potete sempre provare ad andare ai colloqui con una copia della Costituzione dicendo “assumetemi perché è un mio diritto”…

  • 31
    Anonymamente -

    Almost-Imperfect,
    è inutile che te la prenda sul personale perchè non ti conosco, non era riferito minimamente a te (e nemmeno agli altri utenti,a parte che me la “vedrei” con loro e non con te) scherziamo? Prima di venire fuori con queste uscite assicurati di aver interpretato giusto, perchè sei completamente fuori strada…

    E forse a non rileggere bene sei tu perchè NON ho scritto che TUTTI siano così, ho scritto che tra persone che conosco ci sono questi elementi. I tuoi colleghi non sono stati minimamente toccati, che c’entrano? Chi lo conosce? Non ho mai detto che TUTTI siano eticamente scorretti, ripeto. La mia resta nè più nè meno che una considerazione. E’ ovvio che si trae la conclusione che dunque tra i lavoratori ci sono anche quelli che il posto se lo sono guadagnati eccome. Non ho mai affermato il contrario. Per quanto mi riguarda ti ripeto che non ti conosco, potresti essere tra questi come no.

    “Capirai ti sei presa un diploma”, sì una schifezza vero dottoressa? Mh, e dopo gli altri sono saccenti?
    Di compiti copiati da cima a fondo (e quindi messi insieme di interi diplomi) ce ne sono a caterbe…
    Non ho mai detto di aver fatto fatica solo io, questo è mettere in bocca parole agli altri mai pronunciate, ho detto che trovo ingiusto che io che ho fatto fatica non trovo un lavoro e chi invece non l’ha fatta sì, solo perchè magari c’è la parlantina e via dicendo, tanto complicato??????
    In ogni modo direi proprio che l’arrognaza non c’entra assolutamente niente, tui hai detto la tua, io la mia, qual è il problema?

    Se ti sembro pesante non leggere, anche a me sinceramente il tuo approccio non piace. Sentirti in qualche modo giustificata a fare la “maestrina” perchè tu hai un lavoro e io invece no mi sembra ben più presuntuoso di opinioni e considerazioni impersonali.

  • 32
    Anonymamente -

    Scusa Stefano, ma forse a questo punto ho capito male io di quel che intendi con “sfigati”.

    Se con “sfigati” intendi “coloro che non trovano lavoro” o “coloro che sono impacciati perchè devono fare esperienza” allora ho interpretato correttamente quel che intendi, altrimenti ho compreso io male, e in questo caso mi scuso…

    Se non ci chiariamo su questo punto non ha senso andare avanti.
    Nel primo caso lo trovo ignorante verso le persone che si hanno di fronte. Non tu (perchè qui bisogna specificare tutto) l’atteggiamento, e dove per “ignorante” si intende letteralmente ignorare la persona che si ha di fronte perchè diventa la stessa generalizzazione “di tutta un’erba un fascio” che (mi sembra siamo d’accordo su questo punto) non piace a nessuno dei due.
    Diventa ignorare i suoi vissuti, con i suoi pregi e i suoi difetti, con la sua cultura, con la sua formazione, con le sue esperienze. Cioè, secondo me non si può trarre la conclusione che una persona che non ha lavoro, o non ha il lavoro “figo” è “sfigata”, riesco a farmi capire per quello che intendo?

    Magari tu non lo dici con cattiveria, ma a me non piace sentire etichettare gli altri con questo termine. Io “sfigato” non mi sono mai permessa di dirlo a nessuno, la “debolezza” (virgolettiamo il termine per rendere l’idea se no non ne veniamo a capo) la rispetto, l’arroganza, la furbizia (continuo a pensarlo, come ripeto dall’aspetto più innocuo al più deletterio per gli altri) e le scorciatoie al contrario non le sopporto.

    Detto questo, riassumo un pò i punti di quello che volevo dire:
    – Tutti hanno diritto ad un lavoro, perchè serve per sopravvivere, ovviamente in base alle capacità e anche agli interessi. Non tutti possono essere manager, c’è il anche il cosiddetto “mediocre” e c’è anche chi arriva fino ad un certo punto: merita di morire di fame???? NO! Viste le varie esperienze di conoscenti, amici, parenti, vicini e gente che conosco dico che l’Italia necessita di un bel cambiamento. Clarissa a ti parla dei lavoratori in cassa integrazione: purtroppo sono una realtà sempre più diffusa, gente con (famiglie e) anni di esperienza alle spalle. Fregarsene è egoista: potrebbe toccare a tutti prima o poi;
    – Per quanto riguarda me personalmente ho fatto fatica, ho ottenuto alcuni risultati, ma non ho possibilità di fare esperienza;
    – Conosco persone che non hanno fatto fatica, non hanno ottenuto risultati (o li hanno ottenuti, ma falsati) e hanno avuto possibilità e lo trovo profondamente ingiusto;
    – Credo che valga molto di più il contenuto della forma e dell’apparenza;
    – Detesto la realtà che permette facilmente a raccomandati e ragazze/oggetto di fare strada (e questo non significa affatto che TUTTI siano così!!!!!!!);
    – Penso che il miglior modo per essere felice (riferito a me stessa) sia lavorare onestamente, senza dovermi “vendere” e “far comprare”, potendo essere me stessa ovviamente in adattamento al contesto professionale, qualunque sia.
    Spero sia comprensibile.

  • 33
    stefano -

    Clarissa..
    carissima, mi dai del codardo e poi dai della zo...... alla mia ragazza..ti vorrei far parlare con lei così in due secondi ti rendi conto di che persona piccola sei..non mi conosci e non conosci le persone con cui vivo…come ti permetti di mandarmi a fanculo…ma chi sei??? mi dai del professorino e poi ti metti ad insultarmi dicendomene di ogni..e tiri fuori pure la questione morale della disonestà, del precariato e addirittura dei ragazzi suicidi..pessima..
    Bhe bella mossa, sicuramente andare a compatire persone del genere ti riempirà la vita, a me sinceramente piace essere concreto e se posso dare un consiglio su un CV fatto ragionevolmente male lo do più che volentieri..e piuttosto di compatire 10 persone preferisco aiutarne una sola, ma in modo concreto…l’ho già fatto e più di un amico mi ha ringraziato…
    Siccome poi la parola furbizia si sta sempre più amplificando e distorcendo allora me la rimangio..e dico semplicemente che mi reputo una persona SVEGLIA…così va bene???
    Parlo dei 18enni sfigati perchè li vedo con i miei occhi..e perchè lo sono stato anche io..il primo giorno di lavoro da stagista fotocopiante mi presentai in magliettina, il capo del personale mi prese da parte e mi disse con tranquillità che non era l’abbigliamento adatto (primo giorno di lavoro e prima cazzata)..poco dopo durante la mia prima pausa pranzo sono andato a casa e mi sono cambiato..questo vuol dire essere svegli (furbi?) e riconoscere i propri errori..e ogni volta che vedo un diciottenne che si presenta conciato da barbone con le mutande di fuori gli racconto in privato questa storiella..gli evito almeno la figuraccia che ho fatto io..!!
    Poi Clarissa si può sapere che lavoro fai? Io lo so che me la meno, ma la mia storia (per il momento) me lo consente…ma tu? Lavori? Studi? Fammi capire da dove arriva quest’odio verso chi se la passa tutto sommato bene e cerca di vivere tranquillamente la sua vita, aiutando anche qualcun altro meno “sveglio”…

    PS: frequento tanti forum…di solito quando qualcuno tira fuori gli errori grammaticali degli altri è sintomo che sta finendo gli argomenti…mi raccomando non mollare che mi sto divertendo… 😉 …per inciso, gli errori sono ovviamente dettati dalla velocità di scrittura…ma se darmi dell’IGNIORANTE ti fa sentire meglio accetto con gusto..

  • 34
    Clarissa -

    Anonymamente, ora siamo a che se lavoravi in ufficio con Almost-Imperfect ti avrebbe già lanciata fuori dalla finestra: capisci ora perché non lavori? Ti poni male tu, capisci? “Sei così saccente” (anche per pulire i cessi; e comunque anche poco furba: perché la merda, nei cessi, la devi pulire non bene, ma con il minimo sforzo, tenendo la manina leggera, un po’ distante, guardando da un’altra parte, capito come? Se per esempio fai la baby sitter, e devi pulire la merda al culo di un bimbo, devi fare uguale: ottimizza, ragazza mia, tu tira via, velocemente, e poi cambia il pannolino, tanto poi, dopo un po’ il bimbo ricacherà, no?). E ancora: “sei così polemica, così poco rispettosa ed offensiva nei confronti di tutti”. Insomma, fai proprio schifo, Anonymamente: è per questo che non trovi lavoro, ecco. Sei chiaramente “inferiore”, diciamolo.
    Cerca di capire, sforzati, almeno, quello che Almost-Imperfect, così gentilmente, così generosamente, così civilmente, ti sta dicendo: fai, tutto sommato, schifo e ti meriti di non lavorare; se necessario di perdere il lavoro volando dalla finestra. Hai capito ora quello che queste persone gentilissime, preparatissime, onestissime, stanno cercando, con tutte le loro forze, di farti capire, benedetta ragazza?
    Sei d’accordo (con l’apostrofo)?

  • 35
    Anonymamente -

    La parte della finestra la stavo scrivendo, ma il sito non mi permetteva di completare per gli spazi probabilmente.
    Mi stavo proprio chiedendo se Almost-Imperfect, risolve così le “scomodità”, buttandole da una finesta. Bell’esempio! Beh, sarò anche senza lavoro ma la dignità per non scrivere queste incitazioni alla violenza gratuite ancora ce l’ho, e vale molto di più del suo posto, questo è poco ma sicuro. Sono certa che dirà che non capisco proprio nulla, che era metaforico ecc, ma questo parla del modo con cui si pone e considera gli altri.

    Comunque Stefano,
    sinceramente parlando anch’io credo che tu sia troppo sicuro di te stesso. Ma questa è un’opinione mia, contestabile.
    Ti dirò che cambiare “furbo” in “sveglio” mi dà un altro effetto. Per te sono due termini intercambiabili, io attribuisco due significati diversi. Forse è anche per questo che non ci siamo capiti.

    Dalla risposta che hai dato a Clarissa ora capisco meglio cosa intendi per “sfigati”, così ti risparmio una doppia risposta. Sono perfettamente d’accordo che arrivare con le mutande fuori sia non rendersi conto di dove sei, ma qui si tratta di buonsenso della persona. Voglio dire, per me anche andare al supermercato con le mutande fuori è imbarazzante. E secondo me fai bene a dirlo in disparte, potrebbe essere che uno lo fa per “tirarsela” o magari trovi quello che non ci pensa proprio, non se ne accorge e in quel caso sarebbe traumatico deriderlo di fronte a tutti.
    Per la magliettina il discorso è un tantino diverso: per quel contesto non andavi bene (ma dovevi pur sempre ambientarti), anch’io arrivata a casa mi sarei cambiata. Ma se rifletti bene, cosa c’è di indecoroso in una maglietta pulita e stirata? Assolutamente niente, tu non eri “sfigato” in quanto probabilmente ti eri presentato come meglio pensavi, il più idoneo possibile alla situazione. “Sfigato” per me è il cafone che arriva volendo fare quel che vuole, che se ne frega dei consigli, che tratta gli altri con superiorità, che sia l’impiegato fisso o lo stagista. Il tuo sbaglio è in riferimento alle regole all’interno della realtà lavorativa che erano diverse da come ti aspettavi, ma non si tratta in fondo sempre di apparenze? Alle quali ti devi adattare, certo, ma a puro titolo riflessivo: non sono mere superficialità? Secondo me sì, sono i costumi con cui andare in scena. Se sei un bravo attore, lo sei anche nudo. Ed ecco qui il discorso contenuto.

    Comunque, Stefano, non potremmo mai capirci davvero semplicemente perchè partiamo da presupposti (ideologici forse) diversi. Io purtroppo i discorsi e la rabbia di Clarissa li capisco. Magari il tono un pò meno e le generalizzazioni assolutamente no, ma di fatto purtroppo ci sono delle realtà alle quali io stessa non credevo finchè non ho aperto gli occhi. E da qui tutto il mio discorso. Certo, sto cercando lavoro e sto male perchè non lo trovo. Ma l’egoismo (e la stoltezza) che porta a pensare che risolto il tuo problema tutto è a posto secondo me è autodis

  • 36
    Anonymamente -

    truttivo. Una cosa che non è stata capita fin dall’inizio è che io non parlavo della necessità di cambiare le cose per nascondermici dietro, per non assumermi le mie responsabilità, per aspettare ad accomodarmi.
    La mia è pura pena. Almost-Imperfect è assolutamente fuori contesto nel dipingermi come una vipera, perchè se c’è qualcosa di buono che ho è la sensibilità, che sì, mi porta a prendermela, ma di fatto mi fa restare quella persona che si preoccupa anche per gli altri, incapace di sentirsi a posto se qualcuno ha bisogno di aiuto. Mi dispiace vedere un mio conoscente che deve dipendere dalla sua compagna e si vergona, che ogni volta che mi vede mi dice “io a 50 anni non troverò mai più niente, sono laureato e spacciato”. Mi dispiace vedere il mio ragazzo e i suoi amici, quasi laureati anche loro, che già pensano che non avranno futuro. Mi fa una tristezza immensa rendermi conto che ci stiamo impoverendo (di soldi, ma anche di serenità) un pò tutti. E nell’altra faccia della medaglia ci sono gli immeritevoli. Ti è mai capitato di entrare in un ufficio dove beccavi le segretarie al telefono col fidanzato o la mamma, in internet, perennemente al bar? Ecco, queste sono cose che io mi vergognerei come una ladra a fare. Poi, per carità, ci sono le pause, ci sono “proprio quei momenti” ma non credo ci sia tutta questa buonafede in giro, tutte queste coincidenze..

    Quando ti dicevo che prima o poi può toccare anche a te di perdere il posto per quanto a tempo indetermiato sia, sia chiaro, non volevo augurartelo. Volevo dirti che vedo la situazione talmente nera che temo sia un reale rischio. Perchè, come ti spiegavo, secondo me di persone con pluriennale esperienza, meritevoli, competenti, serie (e non solo io, ovviamente, anche gente più e meno preparata di me) a casa, dall’oggi al domani. Boh, forse sono troppo pessimista io, forse sono davvero condizionata dagli ultimi due anni che ho passato, ma credimi, due mie amiche lavorano in tribunale nella mia zona e mi parlano di scatoloni pieni di documenti per fallimenti di attività. Questo non vuol dire autoconsolarsi, adagiarsi sugli allori o autogiustificarsi, significa prendere coscienza della situazione. E non è poi tanto vero che “mal comune mezzo gaudio”, magari, personalmente mi sento sempre più demoralizzata…
    Non so se ho reso l’idea dell’insieme, mi rendo conto che siano tanti input in entrata, tanti discorsi diversi ma in fondo tra loro annodati e integranti, mi rendo conto ma è quello che ho in testa in questo momento.

  • 37
    Clarissa -

    Macchemmefregaamme della tua ragazza? Zo…la la tua ragazza, Stefano? Ma chi te conosce, a te, e la tua ragazza? E’ che hai una coda di paglia che arriva fino a qui: e perciò tiri dentro, TU, la tua ragazza. Segretaria di Direzione. Ma ti leggi, la boria-insicurezza che hai? E ripeto: chemmefregaame? Lo saprai tu, che non è una zo…la, la tua ragazza (Segretaria di Direzione) e questo basterà a te, o no? Si parlava di realtà, un pochino solo più complessa della tua piccinina picciò e di quella del grande Colam’s, che si prodiga in consigli (a una ragazza che DI FATTO, in realtà, non trova manco a pulire i cessi), dimostrando di non conoscere manco le basi teoriche minime di una democrazia e del vivere civile.
    Io penso che quando uno è ignorante o qualunquista, se ne dovrebbe, almeno, stare zitto. Invece di far finta di essere un grande esperto, o di gran cuore. Dovrebbe farsi scrupolo di dire solenni sciocchezze. Oltre tutto facendo del male a qualcuno, offendendolo sottilmente. ‘Sta ragazza, tra un po’, dovrebbe essere portata a buttarsi, o essere buttata, dalla finestra, a sentire voi, anziché a non buttarsi giù di morale (cosa del tutto normale, nella sua situazione, che qualcuno invece chiama “lamento”, e quel qualcuno che lo chiama “lamento” ovviamente ha un lavoro – ovviamente strameritato; la ragazza no, invece, ha qualcosa che non torna, sicuro… – e quindi chissenefrega, no?).

    Codardo, Stefano, sì: perché tratti con aria di superiorità una ragazza che sta dicendo che non trova lavoro (come milioni di persone, peraltro); che parlava di unità fra le persone, di “sistema” che non funziona. Macchettelodicoafa? Insisti: le dici che si deve impegnare a migliorare il curriculum, che lo mandasse a te (che è il colmo, giacché non sai manco scrivere e ti permetti di giudicare i curricula “sgrammaticati” di altri), che si deve saper vendere ecc.. E lei ti dice che non sa vendere, che non vuole fare la furba, che non è in settore commerciale. Che non trova manco a pulire i cessi: hai capito o no? Non trova manco a pulire i cessi, ti sta dicendo da due giorni. Tentando, fra l’altro, di andare oltre al suo caso specifico, analizzando una situazione che, volente o nolente, riguarda tutti. Hai capito adesso furbacchione? Quando tu, con la tua brava ragazza, farai dei figli, per dire, ti troverai una scuola distrutta, inutile, e i tuoi figli, esattamente come questa ragazza, avranno problemi a trovare anche da pulire i cessi. Tu mi dirai: ma io li mando all’università all’estero. Certo. Ma resteranno milioni qui, nella merda. Capito, furbacchione?

    Stefano&Colam’s, siete un numero, veramente. Un’accoppiata vincente. Mettete su una società, eh? Siete la prova che, e lo ripeto, il lavoro dovrebbe essere un diritto di tutti (da ottenersi senza particolare difficoltà…). E siete la prova che se l’amore non basta, manco il lavoro basta. A giudicare da che cosa scrivete e come lo scrivete, pur avendo “uno straccio di lavoro”.
    Tanti auguri.

  • 38
    Almost-Imperfect -

    @anonymamente,
    Voglio smorzare i toni con te, semplicemente perché mi rendo conto di farmi trascinare dalle cose e prendo posizioni estreme; non faccio marcia indietro perché mi sento attaccata e non mi interessa neanche di chi fa dell’ironia degli interventi di altri.
    Semplicemente sono abituata a chiedere molto da me stessa ed a volte mi aspetterei lo stesso atteggiamento dagli altri; so che non è così (non sto dicendo che sei inetta!)
    Lavoro da quando avevo 17 anni, tra vendemmie, mercati, pub, callcenter, quindi scusami, non riesco ad immedesimarmi nella tua difficoltà a trovare lavoro.
    Ma ti dico questo, fino a 36 anni non ho avuto certezze, ho fatto tirocini, praticantati e più lavori contemporaneamente per arrivare a malapena in fondo al mese, ma che dico, spesso a metà era tutto finito! Qualcuno mi deve ancora diversi soldi e non li vedrò mai… Adesso ho un lavoro e mi reputo fortunata, ma credo anche di essermelo meritato. E si ho una laurea e ne sono orgogliosa, l’università me la sono pagata ed in parte ho usufruito di borse di studio.
    Non ti aspettare dagli altri riconoscimenti perché non ne avrai, ci vuole tempo per affermarsi e a volte anche scelte coraggiose da fare

  • 39
    Stefano -

    ahahaha…fantastica…sai cosa ti dico??? Le persone come te mi fanno passare la voglia…uno cerca di intervenire su un forum pubblico portando la sua vita vissuta e viene insultato da una che parla perchè ha la lingua (o scrive perchè ha le dita)…
    E comunque non mi hai risposto…hai mai lavorato? stai studiando? quanti anni hai…? io di me ho detto tutto…ho parlato di me…tu hai soltanto offeso…non una parola sulla tua “esperienza”…in un forum non funziona così…!
    Comunque mi sono rotto…fate quello che credete più giusto per voi…cosa vi devo dire? volete compassione? va bene:

    povera che non trovi lavoro, è proprio un mondo di merda in mano ai FURBI, cosa viviamo a fare per farci prendere per il culo, ecc…ecc…poi parli del mio modo di scrivere…finora son stato zitto…ma te li sei riletti i tuoi messaggi??? dov’eri quando distribuivano la sintassi??? al cesso???
    bha…un offesa te la meriti anche tu…PATETICA…!

    anzi rincaro la dose, brutta cretina che non sei altro, ho parlato con la mia ragazza di questa discussione, e ha semplicemente detto che sarai tipo una specie di donnone represso pieno di odio, inoltre ne avrebbe di cosa da dirti, ma non vuole sprecare il suo tempo a rispondere a una mongola del genere, come darle torto, riguardo alla zo…la bhe non posso scrivere ciò che ha detto, ma come dici te:”Macchemmefregaamme”…”

    “e quel qualcuno che lo chiama “lamento” ovviamente ha un lavoro – ovviamente strameritato; la ragazza no, invece, ha qualcosa che non torna, sicuro…”

    allora visto che io sono il codardo presentati, fatti riconoscere e vediamo se hai il coraggio di dire in faccia alla mia ragazza cosa ne pensi di lei…vediamo…oppure ti senti tanto forte perchè sei dietro a uno schermo…
    RIPETO: PATETICA…RIDICOLA…

    PS: rileggi bene che qualche errore di ortografia lo trovi…

  • 40
    colam's -

    Ribadisco che oggi non e’ applicato un “diritto al lavoro”. Per farvi un esempio : durante la gravidanza, e’ un diritto della futura mamma fare in tempo utile tre ecogrAfie gratis all’Usl. Infatti mia moglie ed io ci siAmo andati, abbiamo detto (la faccio semplice) “siamo qui per l’eco” e in effetti mia moglie ha fatto tre eco gratuite.

    Percio’ e’ un bel discorso dire che “tutti hanno diritto al lavoro” e ripeto io sono pure d’accordo, perche’ l’economia di oggi e’ fatta per aumentare i profitti di pochi e non (come in passato, e come nei sistemi socialisti) per dare lavoro. MA non e’ un diritto applicato.

    Dunque se l’obbiettivo di questa lettera e’ veramente la ricerca di un llavoro per Anonymamente, ripeto: per esempio hai lasaciato il tuo CV alla Danieli o alle varie distillerie ?

    Se invece la lettera e’ un pretesto per fare tribuna politica, allora ben venga, ma doBbiamo asecondo me parlare di mezzi concreti e non di “diritti” non applicati oggi.

  • 41
    Anonymamente -

    Colam’s, non ho scritto questa lettera pretendendo un aiuto nè aspettandomelo. L’ho scritto semplicemente perchè non ce la faccio più, uno sfogo. Ma questo non significa che mentre sto qui nel frattempo non provi ad inviare cv per ogni inserzione che mi sembra poter rispondere alle mie conoscenze/capacità.
    Voi dite di presentarsi personalmente: questo l’ho fatto in negozi e supermercati. Ma dove negli annunci viene rischiesto esplicitamente l’invio tramite posta elettronica (magari non viene nemmeno specificato il nominativo dell’azienda), ci penso due volte prima di presentarmi, potrei sembrare invadente. Ovviamente nelle agenzie iterinali è l’unico modo: ho provato diverse volte a presentarmi anche magari dove ero iscritta, ma mi sentivo rispondere “abbiamo il suo cv, richiameremo”. Per questo dicevo non richiamano. Mettermi a tempestare di telefonate una dopo l’altra non mi sembra rifletta una persona equilibrata, poi magari sbaglio io a pensare così..
    Nelle aziende di cui parli, come distillerie ecc, vengono richieste esperienze o diplomi specifici e preferibilmente figure maschili, io personalmente il cv non l’ho presentato perchè prima di me l’ha fatto il mio ragazzo, che ha avuto esattamente questo riscontro.

    Se ho scritto qui è perchè anche a me sembra assurdo non riuscire a trovare niente. Sarei stata disposta a fare anche l'”operatrice ecologica” o l’addetta al riordino bibliotecario, ma nel sito del centro per l’impiego (a cui gli impiegati stessi mi invitano a far riferimento, inviando il cv per le posizioni desiderate) puntualmente sono annotate come “lavori socialmente utili”, quindi neanche con i salti mortali posso. Ho inviato richieste per “addetta alle pulizie”, per cassiera, ma puntualmente alla domanda “ha esperienza?” devo rispondere “no” e quel no precede “va bene, ci risentiremo”. Proprio ieri ho sostenuto un colloquio per addetta alle consegne, ma dopo avermi fatta arrivare di fronte al selezionatore (sapendo che ero femmina), lo stesso mi ha poi liquidata dicendomi che è un lavoro più che altro maschile. E allora, come fare a non sentirsi presi in giro? Tutti hanno imparato, nessuno è nato con l’esperienza in tasca. E che c’entra l’esperienza con le pulizie? Credo che con un pò di buona volontà chiunque imparerebbe. Non ho di certo un abbigliamento adolescenziale, mi presento in pantaloni e camicia (o giacca dove più consono), credo di essere presentabile. Tra i selezionatori, come ripeto, ne ho trovato qualcuno che sembrava davvero soddisfatto/a, ma poi sono spariti. Non so spiegarmelo.

    Arrivando al discorso dei diritti non applicati: proprio perchè non sono applicati, ma previsti dalla legge delle leggi, mi chiedo perchè la gente non li pretenda. E’ ovvio che se ad alzare la voce è la sfigata che non trova lavoro non interessa a nessuno, risulta di parte e subito la si indica a priori come una che non ha voglia di fare, ma se ci fosse la presa di coscienza collettiva il discorso sarebbe diverso.

  • 42
    Anonymamente -

    Il discorso secondo me non vale solo per chi deve integrarsi al mondo del lavoro, il discorso vale anche per i precari, gli operai sottopagati, spesso lavorano senza misure di sicurezza per incrementare la produzione. Questo è per una riflessione, quanto valga la vita umana: un uomo è sostituibile all’altro, un funerale costa meno. Ho incontrato una scrittrice, una giornalista che si batte su questi temi e anche lei si sente male ogni volta che parla con i familiari di coloro che hanno lasciato la vita o qualche arto.
    Trovare lavoro è importantissimo, il mio obiettivo, ma non è la fine, è solo l’inizio. Perchè sì, i diritti non sono applicati.

    Ma io credo che a molti, per menefreghsimo o per interesse, vada bene così.. Tutto qui.

    Sinceramente non trovo sbagliato parlare di politica se le cose non funzionano, ad essere sbagliato secondo me è farlo per puro lamento senza essere disposti ad attivarsi per un reale cambiamento. Personalmente, se solo sapessi di non essere l’unica cretina a volere un’Italia un pò più corretta, pulita, onesta sarei più che disposta a fare concretamente il necessario, sempre senza violenza chiaramente. Poi, Colam’s, se per te le “basi concrete” sono altre, esponile pure, io ti ascolto. Non mi sento affatto polemica, fin dove c’è uno scambio di opinioni, resto, mi confronto.

  • 43
    Clarissa -

    Dio mio, salvaci tu.

    La tua ragazza. Conoscerla. Dirle le cose in faccia. Ma tu sei andato. Cosa fai, mi copi? Siccome io ti ho detto abbi il coraggio di dire in faccia a quelle persone che non hanno il lavoro, che sono in cassa integrazione, che hanno i figli precari suicidati, che hanno la fabbrica che chiude perché via si parte si va in Cina, in India, in Polonia, bello mio ti saluto, dove le persone là (che non sono esseri umani, ma bestie, no?) non costano un c…, che sarebbe COLPA LORO, se non hanno più un lavoro, allora tu, di nuovo, mi tiri fuori la tua … ragazza di cui non m’importa un c…. Chiaro? Ti ho detto: vai e di’ loro: ma avete provato a cambiare un po’ il CV? Suo figlio, signora, prima di ammazzarsi, era almeno un pochino furbo? Ah no? Allora, signora mia, era colpa sua. Si capisce perché era un precario. Che saltava da un lavoro a un altro, da una quindicina di anni. Tutto sommato, signora mia, aveva molti difetti,suo figlio. Il lavoro, probabilmente, non lo meritava. Meritava di crepare, signora mia. Mi dispiace, ma è così, signora mia.
    L’esperienza? Ma io non ho bisogno di raccontare, qui, la mia esperienza. La mia esperienza è dimostrata, di fatto, dal comprendere perfettamente la situazione di questa ragazza. Che, ripeto, riguarda milioni di persone. Ma siccome tu, Stefano, non la vuoi ammettere, questa realtà, perché sei meschinamente-perfettamente integrato in questo sistema di merda, allora la devi negare. E ci infili la tua ragazza (che ha il lavoro: Segretaria di Direzione), mentre qui si stava parlando di un’altra ragazza e, se tu permetti, di milioni di altri ragazzi. Se tu permetti.
    La mia esperienza parla da sola: che arrivo a capire la situazione di questa ragazza, e non ho nemmeno bisogno di scendere in dettagli ulteriori (tristi e umilianti per lei), io, per capirla.
    Tu no: hai bisogno di prenderla per il culo. Di sentirti grande. Generoso. Tanto non è la tua ragazza, no?
    A te, che questa ragazza non trovi manco da pulire i cessi, non FREGA ASSOLUTAMENTE NULLA. E non l’ho deciso io che non te ne frega nulla: lo hai deciso tu con le cose hai scritto. Sono stata più chiara, adesso?
    Come nella lettera del pensionato che si è sentito un barbone per due euro, grazie alla sua banca. Tu entri e naturalmente – figlio di genitori che lavorano in banca: non poteva mancare che tu dicessi sono figlio di – dai addosso al pensionato. Il direttore di banca fa il suo lavoro al meglio, si capisce, gli altri invece no. Gli altri sbagliano SEMPRE. Perché sono merde, si capisce.
    L’Italia è quello che è grazie anche quelli come te. Che pur di sopravvivere, dentro al sistema, sono capaci di annullare qualsiasi cosa di genuino abbiano dentro. Sei già, a 26 anni, rincretinito. E ovviamente non te ne rendi conto. Schiavetto di questo sistema che fa gioco ai potenti, ai privilegiati, a giovani zo...... che vogliono tutto e presto: perché sono “sveglie”, hanno capito subito come funziona il sistema, loro.

    Di nuovo auguroni.

  • 44
    Clarissa -

    Ah, patetico – e ciò pur avendo un diploma, pur avendo un lavoro, pur avendo dei genitori che lavoravano in banca, pur avendo una bravissima ragazza al fianco – sei tu.

  • 45
    stefano -

    Ho avuto le mie risposte…non hai mai fatto un giorno di lavoro…o meglio pensi che lavorare sia “SOLO” un diritto e mai un dovere, noi siamo i servi e loro i padroni…citando un noto presidente americano: non chiedere cosa la nazione può fare per te…ma domandati cosa puoi fare tu per la nazione…e nella categoria “nazione” ci puoi mettere tutte le categorie che vuoi…in soldoni…: PAROLE PAROLE PAROLEEEEEEEE…ecco cosa sei…un lamento unico…tu sei l’unica giusta e tutti gli altri sono cretini, mongoli, ignoranti, ecc..ec..!!!
    Auguri anche a te per la tua carriera di…ehm…bho…consolatrice degli affranti…!!!

  • 46
    19simone70 -

    Ciao a tutti, sono il simone dei precedenti commenti, solo che registrandomi, ho potuto accedere solo con questo nick, visto che quello del mio nome è già occupato.

    Mi riservo di rispondere stasera, vedo la discussione si fà parecchio interessante, e la seguo da un pò, e vedo che si dicono molte cose senza completare veramente un discorso, ma risponderò stasera, perchè fra un pò lavoro e non ho il tempo materiale per scrivere le mia riflessione sulla base dei vostri interventi, mi limito solo a far sapere, oviamente a chi interessa, che stavo comunque seguendo il discorso.

  • 47
    colam's -

    Oooh perfetto Anonymamente, stiamo parlando la stessa lingua.

    Allora per la tua ricerca e’ difficile aiutarti tramite forum. Posso testimoniAre che ci stanno molte meno offerte di lavoro rispetto a pochi anni fa. Mia moglie ha cercato lavoro due volte nell’ultimo anno (e tutt’ora e’ precaria) e mi conferma che fina a tre anni fa quando cercava lavoro bastava che mettesse un’annuncio e subito in pochi giorni aveva varie offerte (segreteria) e dovevA scegliere. Oggi invece e’ dura riuscire a superare più di un colloquio. Ergo e’ difficile aiutarti a trovare lavoro, in modo generale ti consiglierei di spulciare ogni giorno i siti tipo monster, trovit, job ecc. “Se continui a fare le stesse otterrai i stessi risultati”.

    Per quel che riguarda la politica io la vedo cosi: solo una rivoluzione, preceduta da un’aggravarsi della crisi attuale, puo’ salvarci. Bisogna tornare ad uno stato sociale, nel quale l’economia non e’ il fine (oggi sembra che lavoriamo per lA crescita del Pil e per aumentare i profiTti della casta), bensi come mezzo per dare lavoro e dunque dignita’ a tutti. Non e’ utopia, l’alternativa e’ il peggiorarsi della crisi attuale, rischiando di finire come la Grecia.

  • 48
    Anonymamente -

    Clarissa: anch’io credo di capirti. Nonostante alcuni passaggi non li condivida perfettamente, credo di comprendere la rabbia che emerge dalle tue parole, sicuramente figlia di una sofferenza profonda.

    Personalmente posso dirti due cose. La prima è che per quanto mi riguarda preferisco sentire le persone arrabbiarsi, “sputare fuori” quello che hanno dentro (anche se magari con toni e modalità non propriamente “carini”) ma riconoscerle umane, piuttosto che sentire giudizi che decretano il giusto e il sbagliato, le persone “brave” e quelle “non brave”, chi si merita di sopravvivere e chi no (perchè in fondo arriviamo lì). Se devo essere ancora più generica posso dirti che sono contraria al gioco della prevaricazione in qualsiasi contesto. Ma qui andiamo su visioni ideologiche personali.

    La seconda è che ho smesso di essere indulgente davanti alle ingiustizie, mi sono avvicinata ad un contesto che prova ad attivarsi diversamente. Pur essendo disillusa, provo a crederci lo stesso…mi ha aiutata un pò a sperare, non so a che livello di disillusione tu sia arrivata, ma magari potrebbe farlo anche con te. Forse, senza pretese.

    Mi piacerebbe conoscere la tua storia. Anche privatamente se qui non ti va :-), sempre se vuoi, se hai voglia di parlare di te. Sono giovane ma personalmente ho rapporti più profondi e voglio più bene a persone adulte che a miei coetanei. Ho avuto la fortuna di incontrare alcune tra le poche persone umili, alla mano, capaci di tendere quella mano…anche per dire semplicemente “ehi, ci sono, sono qui”. E tu, al di là di un’evidente arrabbiatura, mi trasmetti le sensazioni che certi signori e certe signore a me cari mi hanno regalato. Se hai voglia di scrivere di te, ecco..io ti ascolto volentieri. Altrimenti non preoccuparti, va bene lo stesso, capisco e ti ricordo comunque, al di là di tutto, con piacere.

  • 49
    Clarissa -

    “non hai mai fatto un giorno di lavoro…o meglio pensi che lavorare sia “SOLO” un diritto e mai un dovere, noi siamo i servi e loro i padroni…”

    Ma certo, Stefano, certo… Mai lavorato in vita mia. Nemmeno un giorno, sicuro. E se lo dice Stefano (Dio), è così, per forza.

    Dio (Stefano) invece, ha lavorato tanto in vita sua, ma tanto… Tanto, tanto, tanto… E’ così in grado, poi, di aiutare il suo prossimo, essendo “furbo”, anzi meglio “astuto”, anzi meglio “sveglio”, Lui, che propone a una ragazza che sostanzialmente ancora non ha mai lavorato (ovvio, ha vent’anni, si è appena diplomata, e avrà – per ora – potuto fare al massimo qualche oretta in un pub, o come baby sitter, o simili: come la stragrande maggioranza dei ventenni) di inviare a Lui il curriculum vitae: sicuramente c’è qualcosa che non va, guarda. Sicuramente. In cosa? Nel fatto, forse, che non c’è lavoro? Nel fatto che siamo in un sistema ormai che impedisce, in ogni modo, a persone normalissime di trovare un c.... di normalissimo lavoro? No, figurarsi: c’è qualcosa che non va nella ragazza, ovvio. In lei e/o nel curriculum vitae di lei: che è un curriculum, sicuramente, un po’ vuoto, diciamolo.
    Dio (Stefano) le assicura, data la sua grande esperienza, la sua grande cultura, competenza ecc., che legge un sacco di curricula, Lui, “sgrammaticati”, e vede un sacco di ragazzetti “sfigati” che loro, il lavoro… Mah, mah… Le dice, alla ragazza, che lo mandi a Lui, il curriculum. Glielo scriverà tutto bellino, Lui, il curriculum. Del resto, non è difficile per uno che conosca un po’ di grammatica, sia pure un tantino “sgrammaticata” (d’altra parte Lui, Dio, è molto indaffarato, lavora molto, si capisce: non ha tempo). Non è difficile, a pensarci: se sul curriculum, sostanzialmente, non c’è scritto niente, perché la ragazza il lavoro non lo ha mai avuto, ergo lo ha dovuto scrivere un po’ COL NULLA dentro, diciamo.
    Ma Lui, Lui ragazzi, glielo rimetterà più bellino, eh? Più bellino. Dopo, sicuro, cambierà tutto.
    Siamo in una botte de fero, ragazzi, è tutto a posto.

  • 50
    Clarissa -

    Anonymamente, sei una ragazza intelligente e sensibile, tu.
    Certo che le mie parole sono (anche) il risultato di una sofferenza profonda. Ma in fondo, che c’entra? Si cercava, in fondo, di fare qualche analisi: dopo le idiozie di qualcuno. E poi la rabbia, che già avevo prima di arrivare qui, mi aumenta, se vedo e sento e leggo certe cose, non bastassero quelle fuori di qui: che sono, quelle certe cose, oltre a una indifferenza bella e buona verso le sofferenze degli altri, di più, sono sottile disprezzo. A voler leggere ben bene tra le righe. E nell’animo umano, un poco. Oltre che su un pezzo di carta: su un diploma, una laurea, un master, un curriculum.
    Ti basti (ti stupirò? Vista la mia… Vogliamo chiamarla aggressività? Giacché qui qualcuno ti avrebbe scaraventata dalla finestra, ma gentilmente…) Anonymamente, che io ero una persona potrei dire alquanto “moderata”, nel senso che credevo che con le buone maniere, l’educazione, l’equilibrio, la gentilezza, si potesse SEMPRE essere giusti. Invece no. Sai perché? Perché in questo schifo di Paese le cose devono andare al contrario. In questo schifo di Paese sono passati come validi i concetti, ormai, più schifosi, e le cose DEVONO girare al contrario. Gli onesti sono dei poveri imbecilli. Degli “sfigati” (cerco di non usare mai questo termine: è un termine che fa comodo a qualcuno. Qualcuno, cara ragazza, che portando te a usarlo, ti vuole portare a sentirti intimamente quello…). I furbi sono, come minimo, la norma: questo ci dicono, in Italia, da quando si nasce!
    Dopo questo? Un fiume inesauribile di ipocrisia. Un oceano. Ah, ma io il lavoro, l’ho trovato dopo una incredibile gavetta. E nel frattempo, se può, disprezza te, che la devi cominciare, la gavetta: ah, ma tu, se sei così, è perché LO VUOI.
    Ah, davvero… Ti dicono uh, non posso credere che proprio non trovi nulla… Uh, ma sai, mia cugina fece così e colà…
    Piano piano, ragazza mia, ti accorgi di quanto sia cattivo questo Paese, e non è un caso, no: sono cattive le persone che ci stanno dentro. Sono meschine, sadiche, indifferenti. E se anche possono qualcosa, per il loro prossimo, per la collettività, non lo fanno.
    Pensiamo a questo Paese, uno dei più ricchi al mondo, a come è ridotto. 1 giovane su 3 senza lavoro. Per tacere di donne, di uomini cinquantenni (da te menzionati). Un Paese che potrebbe avere non solo lavoro per tutti, ma di più: anche per quelli che vengono da fuori, disperati peggio di noi adesso.
    Ma veramente vogliamo credere che con tutta la ricchezza che abbiamo, da conservare, da valorizzare, non ci sarebbe lavoro per tutti?
    E dico a partire da chi non ha studiato molto, fino a quelli che hanno studiato tanto. Non occorre una laurea, per controllare un’area archeologica, per dire. Non occorre una laurea per tanti lavori. Io ho fatto diversi lavori in cui erano tutti laureati, ma bastava il diploma che avevo io. Tutti laureati, che conoscevano bene i propri diritti, in teoria, ma in pratica dovevo reagire io!

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