Il dramma di non trovare uno straccio di lavoro
Non riesco a trovare uno straccio di lavoro e stà diventando davvero un dramma.
A vent’anni sono una ragazza senza prospettive future. Mi sono diplomata due anni fa dando il massimo, pur non conseguendo un risultato ottimo sono arrivata ad un buon punteggio con fatica, impegno, dedizione. Quando sentivo le mie compagne di classe parlare dei loro pomeriggi di shopping, aperitivi e uscite varie non solo mi sentivo estranea a tutto e felice di non appartenere a quel tipo di mondo, ma mi chiedevo con che coraggio si presentassero tra i banchi senza aver aperto libro.
Tutti mi dicono “come sei brava” quando butto giù due righe o “come sei matura per la tua età” quando parlo dei miei pensieri. Eppure sono due anni che cerco lavoro invano. Pur sapendo bene quel che mi sarebbe piaciuto fare ho inviato non ricordo più quante candidature, per fare l’operaia, la cassiera, l’addetta alle pulizie, l’addetta alle vendite, la segretaria, l’addetta alle consegne, al magazzino, la venditrice, la….non ricordo più…
Ho seguito i svariati consigli degli “addetti ai lavori” che negli anni ho raccolto e cercato di attuare, ho sostenuto non so quanti colloqui per ricevere silenzi assensi o “mi dispiace, la sua era una candidatura valida, ma dovendo scegliere un solo candidato sono spiacente di comunicarle che non è lei”. Quanto impegno ci ho messo ogni volta! Quanta amarezza di fronte a queste sberle! Quante ore passate su internet e sui libri per cercare di informarmi sulle aziende, per preparare una lettera decorosa. Quanta ansia, quanti abiti più o meno eleganti ho voluto acquistare per le occorrenze spendendo ogni volta i pochi risparmi. Quanta delusione ad incassare un no dopo l’altro.
Mi si spezza il cuore sapere che devo dipendere dai miei, che fanno di tutto per sbarcare il lunario. O quando vedo il mio ragazzo negli occhi e so di avergli promesso di costruirci una vita insieme. Sono un peso per le persone che più amo, ne ero già consapevole da me, poi nei momenti di amarezza totale, di rabbia, di malessere me l’hanno confermato.
Quanto male fa sentirmi così timida, impacciata, incapace di costruirmi un pizzico di futuro. Io che agli occhi di tutti sono forte, quella che sa sempre come farsi valere e come lottare, quella che è sempre pronta per una nuova sfida..io, che sognavo l’indipendenza, una nuova vita, una nuova famiglia…Io, quella che ha sempre difeso la sua dignità con unghie e denti, scavalcando la timidezza, ignorando chi voleva fermarmi, ho pensato diverse volte in questo ultimo periodo che forse è più difficile scegliere di restare che andare..
Mi sto svuotando della luce che contraddistingue la spensieratezza della gioventù.
Grazie per aver letto
Data di pubblicazione: 29 Giugno 2011.
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la scuola era crescita
il lavoro e ripetizione
piu amici hai e piu vai meglio
se ti piaceva e i tuoi genitori ti possono aiutare,
studia, non sarai un peso, ma una gioia
Bene, benvenuta nel mondo del alvoro, non importa cosa fai, e nemmeno cosa sai, ma solo chi sei e a chi ti appoggi, poi ognuno fa da sè.
Detto questo, se ti preoccupi per il fidanzato e la famiglia di origine, mi spiace che ti capiti questo, ma temo che dovrai sprofondare ancora un pò nell’umiltà per capire che se qui non trovi lavoro, allora l’estero è l’unica risposta, se sai una lingua meglio sei avvantaggiata, se hai uno studio sei anche avvantaggiata, pure alle prime armi, poi dipende da cosa ti aspetti, se ti accontenti e ti limiti a vivere, di sicuro all’estro, da quel che vedo, ti trovi meglio, poi per l’amore e i sentimenti, mi spiace, ma si deve crescere in entrambi i casi, anche lì, si costruisce con quel che viene dato dalla vita, mi spiace per il mio cinismo, e ti chiedo scusa anche per questo, ma sinceramente ho smesso da un pezzo a credere che lavoro e famiglia vanno di pari passo, quando succede, di solito, non cè solo fortuna, ma qualcuno dietro le spalle che ha permesso ciò.
Mi spiace davvero ma nn farti limiti, sul serio, prendi la vita per quel che offre, non per quel che si è sognato, le parole di molti arrabbiati direbbero ciò, ma la verità è che siamo una generazione di transizione, si spera in un mondo migliore.
Ho provato a studiare dopo il diploma, ma purtroppo sul più bello, quando inziavo ad organizzare la mole di studio, l’eccessiva gravosità economica causata dalle svariate spese universitarie ha fatto sì che abbandonassi con non poco dispiacere lo studio. I “lavoretti”, sottopagati e scostanti, che occupavano da 2 a 4 pomeriggi settimanali rappresentavano entrate troppo esigue per poter mantenere tutti i costi connessi alla vita da studentessa.
Studiare era più per cultura personale che per effettivo sbocco lavorativo. Tuttavia, non essendo nè ricca nè benestante, guardandomi attorno e vedendo “gli eserciti” di laureati disperati quanto me (forse un pò meno, forse più speranzosi ma molti di fatto a spasso) mi faccio un pensiero e dico che costringere un’intera famiglia a sacrifici per poi avere in mano un pezzo di carta igienica è da egoisti, per quanto ci sia il buon fine.
Con le lingue raggiungo al massimo il livello scolastico, con lo scritto in inglese me la cavo in un modo o nell’altro, l’orale mi crea un blocco, dovuto probabilmente alla timidezza esagerata che mi contraddistingue e che mi da la sensazione di dire un mare di cavolate mentre parlo. Come se pensassi automaticamente che capisco solo io gli strafalcioni di suoni che riesco a tirare fuori…
Ma quando parlavo di andare o restare non mi riferivo al bivio “Italia o estero”.
Per me il sogno di una famiglia resta una delle poche cose che mi fanno andare avanti in questa perenne stasi di insoddisfazione di me stessa, è il sogno che in un modo o nell’altro mi trasmette la forza di continuare a sbattare la testa sul muro per quanto mi stia facendo del male. In un’Italia in cui ci si lamenta dei giovani disinteressati a crearsi un’autonomia (che poi certe volte non è che non vi sia il desiderio, quanto la mancanza di possibilità), in un’Italia in cui le unioni profonde vengono ricordate con nostalgia, in un’Italia in cui i modelli sono famiglie sfasciate, avere un sogno da anni e da anni provare a rincorrerlo non mi sembra una meta così “malata”. Avrò tutti i difetti che vuoi, ma quando dico qualcosa di importante è perchè davvero lo penso e lo voglio e mia responsabilità, verso me stessa e quel ragazzo, oltre che verso la mia famiglia che ha fatto salti mortali per farmi crescere, è farcela. Il problema è che non so davvero come fare…………
Ho 40 anni e vivo solo, disoccupato, soffro d’insonnia dal terrore di non avere più i soldi per pagare l’affitto! Ho chiesto, anche umiliandomi, un lavoro; non è sufficiente! Provo odio un odio così grande che non puoi nemmeno immaginarlo! Benvenuta in questa italia di me…!
Caro Io,
secondo me sono in tanti nella nostra situazione.
Però sai qual è il problema? Che tra di noi comunichiamo il disagio ma poi di fatto non cambia niente di una virgola perchè nessuno ha la forza, il coraggio, forse la capacità, il buonsenso di AGIRE. Sono fermamente convinta che finchè non mobilitiamo INSIEME l’intero Paese, senza inutili quanto ignoranti divisioni tra Nord e Sud, non cambierà niente.
Siamo in tanti, tante teste, molti di noi sono sicuramente più brillanti dei caproni che ci governano: possibile che un intero popolo non riesca ad inventarsi niente?
Dobbiamo creare qualcosa, fosse anche iniziare da una raccolta firme.. inziamo a fare scioperi anchen senza i sindacati, manifestazioni capillari, a rompere le scatole, ognuno di noi…
Secondo me se inziamo a fare gruppo partendo da parenti, amici, vicini di casa, conoscenti del quartiere fino ad allargarsi in iniziative comunali e poi piano piano a livello regionale, sono davvero convinta che le persone oneste sapranno rivendicare l’Onore di essere italiani. Non permettiamo questo.
Siamo un bel popolo, abbiamo una storia e una cultura invidiabile famosi in tutto il mondo non solo per la pizza e la buona cucina…Dante, Michelangelo, Tiziano, Raffaello, Mazzini, fino ad arrivare a Pertini, Montanelli, Biagi, da Roma, Firenze, Venezia, Palermo, la varietà paesaggistica, le coste, le alture, il clima, il sole e potrei andare avanti…sono i nostri vanti. E noi stiamo permettendo che un patrimonio del genere venga distrutto da una schiera di cittadini che perdono il sorriso, la tipica allegria, il benessere per quattro squallidi arrivisti che pensano solo a gonfiare le loro tasche a discapito di un intero Paese. No, non deleghiamo più nulla a nessuno, è ora di fare qualcosa. Io sono pronta ad una rivoluzione ideologica e culturale, senza armi, senza violenza.
Se c’è qualcuno che vuole unirsi, proviamo a comunicare, a inventarci qualcosa, senza temere perchè INSIEME, solo se davvero INSIEME, possiamo forse fare qualcosa…
Premetto che il lavoro secondo me è un diritto, l’unica cosa che veramente ci consente di sentirsi e di essere autonomi e indipendenti. Il mio lo rispetto, lo venero quasi e mi ritengo non fortunata, di più, ad averne uno…
ma per averlo ho dovuto aspettare un bel pò, ma neanche aspettare, mi sono dovuta dare da fare
ora come ora sarà brutto dirlo, ma il 95% dei giovani italiani ha la laurea, con un diploma e basta si fa ben poco
c’è troppa concorrenza e si parte svantaggiati; capisco anche che i più hanno preso un pezzo di carta che nemmeno si meritavano, ma di fatto ce l’hanno
la crisi che c’è di certo non aiuta
però Anonymamente ci sono cose che potresti fare già da subito; dici di non sapere bene le lingue ma al giorno d’oggi non è difficile né impararne una nuova, né perfezionarsi in quelle che si conoscono già.
Leggi libri, guarda la tv, fai qualche corso online, parti e vai all’estero così lavori e impari
Ma la staticità non ti aiuterà nella tua ricerca di questo puoi esserne sicura
Pur condividendo in parte quanto detto da Almost-Imperfect, concordo su una cosa basilare in questi casi, la staticità, voglio dire, se io ascolto qualsiasi precario o dipendente fisso sfiduciato fino al midollo per i motivi più svariati, hanno ragione tutti a dire, “non troviamo lavoro!”, ma in realtà lavoro si trova, solo che è più che sottopagato, ma lavoro ce ne è, chiamiamolo lavoro malato, ma cè.
È pur vero che nel nostro paese vige la legge delle buone conoscenze, ma per mia esperienza, partono avvantaggiate solo laddove sono di famiglia oppure per conoscenze acquisite strada facendo, per capacità, e per capacità non intendo saper fare il propio lavoro, ma saper conquistare la fiducia di talune persone, ed escludiamo da ciò la parte malate, cioè, quelli che chiedono soldi per avere lavoro, in realtà lo fanno di lavoro loro questa cosa da codice penale, ma viene accettata da tanti, ed è una piaga del nostro paese, al pari degli strozzini.
Poi cè da dire, che la frase “Dobbiamo fare qualcosa INSIEME”, è un pò come aspettare che qualcuno ti prenda per mano e ti accompagni.
La nostra politica, destra o sinistra che sia, è malata proprio di questi atteggiamenti, nessuno si prende la responsabilità di fare il primo passo e di andare avanti anche da soli, consapevoli, nonostante i dubbi e le paure cui ci si ritrova in queste grandi sfide, dove l’uno è promotore dell’altro, dove ognuno è azione che porta ad una reazione contemporaneamente, insomma, se nons iete convinti voi di voler cambiare, cè poco da ragionarci su, anche in queste cose la staticità porta danno.
Almost-Imperfect, sono d’accordo solo in parte con quel che dici.
E’ giusto darsi da fare, provare e riprovare… giustissimo, altrimenti sarebbe solo lamentarsi. Infatti non ho detto che sono stata due anni ad aspettare che cada la mamma dal cielo, al contrario, proprio per questo sono stanca. Ma mi sembra onestà intellettuale anche riconoscere dei limiti: non tutti hanno le stesse capacità. Ignorarlo sarebbe scendere nel luogo comune che tutti con la volontà possono arrivare ovunque, non è sempre così. Almeno non secondo me.
Altrettanto posso dirti che personalmente ho conosciuto più persone brillantemente preparate con la terza media che plurilaureati, incapaci di mettere insieme due parole con un senso logico, un filo conduttore e senza orrori grammaticali.
E per quanto riguarda il discorso estero non sono ideologicamente favorevole. E’ vero, potrebbe essere un’opportunità da valutare. Ma io sono italiana, amo l’Italia nonostante tutto ed è qui e da qui che voglio lottare per cambiarla. Perchè dovrei andarmene? Non è la pigrizia a farmi rimanere, per un certo senso sarebbe più facile andare che restare (per quanto difficile, sia chiaro), è l’Amore per il proprio Paese, la voglia di viverlo e vivermi qui e adesso, per questo però ci vuole una bella scrollata.
Scusa, ma da che fonte parli del 95% dei giovani laureati????? A me non sembra proprio che gli italiani laureati raggiungano questo picco, nemmeno i Paesi più avanzati hanno questi livelli, basta consultare qualche fonte presumibilmente attendibile. E tutta la schiera di diplomati (tasso ben più alto dei laureati) è destinata a finire sotto i ponti????
La laurea non sempre corrisponde ad una preparazione. Personalmente ho un diploma professionale, una mia ex compagna di classe sta studiando all’università le identiche stesse materie con qualche calcolo in più: lei stessa dice che lo fa per il pezzo di carta, ma di fatto quel che apprende è sono le identiche cose che conosce. Laurea oggi non è garanzia di lavoro ne, ahimè, tantomeno di reale formazione.
Secondariamente, un percorso universitario costa non poco, per una famiglia che subisce la crisi con uno stipendio minimo è pressochè impossibile mantenere gli studi, o paghi le rette, i libri, il trasporto o mangi. Guarda qui:
http://www.swas.polito.it/services/Rassegna_Stampa/dett.asp?id=4028-138935537
Tutto questo per dire che se ripenso a quando gli insegnanti o le persone in genere mi dicevano “vedrai che tutti questi sforzi saranno ricompensati”, mi sento presa in giro. Qui ruota tutto intorno a squallidi favoritismi, per cui ad esempio la mia vicina di casa che ha fatto il mio stesso identico percorso, che è stata bocciata ed è riuscita a diplomarsi con un calcio nel di dietro, quella che mentre io passavo i pomeriggi sui libri era a fare shopping qua e là solo perchè ha una mammina che fa combriccola con mezzo mondo ha trovato un lavoro, per quanto sottopagato sia.. QUESTO FA SCHIFO.
anonymamente che la laurea la danno anche ai cani non lo metto in dubbio, ma sta di fatto che quel pezzetto di carta da più punti del tuo, che altro non è che un altro pezzo di carta
partendo da questo principio non ti ho detto che i laureati sono tutti intelligenti e i diplomati no, ma non venirmi a dire che tu hai le stesse conoscenze di un laureato perché non ci siamo proprio.
poi se quelli che conosci tu non sono capaci a scrivere e non gliene frega niente di studiare, quello è un loro personale problema; ma ‘sta gente, tipo la tua amica, non penso che alle superiori si sia data tanto da fare, o sia stata una cima! cioè… ignoranti erano e ignoranti saranno rimasti
allora fanno bene quelli che si fingono dentisti o dottori no? tanto è solo un misero pezzo di carta…
tu dici
[…] Ma mi sembra onestà intellettuale anche riconoscere dei limiti: non tutti hanno le stesse capacità. Ignorarlo sarebbe scendere nel luogo comune che tutti con la volontà possono arrivare ovunque, non è sempre così. Almeno non secondo me […]
quindi perchè non premiare uno che invece si da da fare e pensa davvero di poter arrivare ovunque?
dovessi fare un colloquio di lavoro io a qualcuno, puoi stare sicura che questa qualità l’apprezzerei tantissimo, è così rara
Che dia “più punti” sì, ma fino ad un certo punto. Seguivo poco tempo fa un team di formatori che non parlava della laurea come il requisito più gettonato per l’assunzione, bensì talento. E secondo una loro stima, riferita all’ultimo periodo rispetto al momento in cui parlavano, avevano riscontrato più “talentuosi” diplomati che non laureati. Questo per aprire una parentesi e chiuderla riguarda al discorso “punti”. Fingere??? Scherzi?!
Mi informo parecchio, sento spesso ragazzi, mi ci confronto e parlando con molti giovani si arriva sempre allo stesso punto. Cioè al momento di ragazzi, laureati e diplomati a casa, ce ne sono tanti. Ragazzi disponibili a fare qualsiasi cosa pur di fare un lavoro, me compresa. E puoi venire a dire quanto vuoi “io se dovessi fare un colloquio una cosa del genere non la vorrei proprio sentire” (e per inciso proprio perchè c’è chi ragiona così che non lo dico), ma io la buona volontà, la voglia di darsi realmente da fare sì che sono qualità che apprezzerei.
Anzi, ti dirò che sembra si stia verificando il fenomeno della controtendenza, ovvero i laureati (tra cui tanti amici del mio ragazzo, tra cui conoscenti) si sentono dire “spiacente, troppo qualificato” (ergo: “non ti posso sfruttare abbastanza”), mentre ragazze che hanno magari la qualifica professionale bene o male le cassiere riescono a farlo. E’ la legge dello sfruttamento.
Tutto questo per arrivare al punto che, se la laurea qualche anno fa era una certezza, oggi può addirittura essere punto di svantaggio.
Simone, per il discorso “lavoro sottopagato ma c’è”, quello che ripeto è che in due anni ho inviato una marea di candidature anche per quei lavori sottopagati, purtroppo quasi tutti nelle mani delle agenzie iterinali che non richiamano mai, che spesso chiudono senza preavviso, dove trovi un personale dalle dubbie qualità umane e conoscenze. Tutte e dico tutte, anche per l’addetta alle pulizie ti rispondono che ci vuole esperienza. Non sono capace di inventarmi esperienze a destra e a manca, le uniche (a parte i cosiddetti e svariati “lavoretti”, forse la staticità appartiene a qualcun altro) mi sono state offerte dalla scuola: troppo poche. E come me a tanti altri che conosco. O siamo i più sfortunati che ci siano, o i più scemi, o c’è qualcosa che non va…
…qualcosa che da sola la sottoscritta, pur continuando a cercare per quanto stanca, non può cambiare. E chi ti ha detto che stia ASPETTANDO? O che sono la prima a non voler cambiare e non volermi prendere le responsabilità? Trai delle conclusioni estranee alla realtà. Perchè insieme ad un gruppo di persone sto provando, invece, a fare qualcosa ATTIVAMENTE e sono stata tra le prime a firmare, ma siamo ancora troppo pochi. Forse perchè ci sono giovani che, avendo trovato un lavoro, magari qualche anno fa quando le cose erano più facili, credono che il dramma della disoccupazione non possa toccarli mai. Finchè non c’è l’interesse diretto si stà dall’alto a cercare le COLPE di chi non ha lavoro
Cara Anonymamente, io una ricetta facile o difficile non ce l’ho, il lavoro ce l’ho, usurante, ma ce l’ho, non giudico te in quanto tale e nemmeno mi metto nei panni di chi cerca lavoro, perchè oggi, oggettivamente, non è solo difficile, è impossibile, ripeto, non perchè non ci sia lavoro, ma perchè semplicemente come dice Almost-Imperfect, la domanda supera di molto l’offerta.
Si è parlato di talento e di studio, due cose che vanno di pari passo con scuola,genialità, e fortuna, dico fortuna, perchè anche la strada della crescità intellettuale e culturale deve trovare degli sbocchi per far funzionare il cervello liberamente, diversamente ci si ritrova nella emme, ed io sono, credo, fra quelle persone, e sono tante, per colpe sue,per colpe di altri, perchè le cose dovevano andare così.
Non ho diploma, non ho laurea, e mi si rinfaccia spesso, specie in ambito genitoriale, questo, però, mi è stato insegnato ad usare il badile, nell’era della super-tecnologia, quello lo saprei usare, seppur inutilmente, ma ancor oggi ci sono momenti dove il badile ha il suo spazio lavorativo, quindi esulerebbe dai vostri discorsi, ma fà parte di una cultura, non tanto vecchia, sicuramente ancor utile, specie in tempi di emergenza, ma non sufficiente a colmare la lacuna del diploma e della laurea, che servono, almeno sulla carta.
Eppure, la mia ignoranza si giudica su ciò che dico e penso, su ciò che ho fatto o non ho fatto, perchè agli occhi degli altri, vale chi ha un buon posto di lavoro, generalmente un posto pubblico o in banca, tutto il resto son chiacchere.
Quando Almost-Imperfect, parla di talento, son d’accordo con lui, sulla carta almeno, ai fatti, quanti lo saprebbero riconoscere?
Per riconoscere il talento, ci vuole talento, ne è pieno il mondo di responsabili che trattano in base a simpatia, e il talento spesso viene ridotto al famoso “badile”, e col tempo si perde la sensibilità, e poi si diventa uguale a chi fà lavori pedanti, noiosi e usuranti, col senno di poi, di ritrovarsi magari sotomessi al solito ras di linea lavorativa, e col tempo mina magari i rapporti personali e via dicendo, perchè si sa benissimo che il lavoro in sè, non è quello che da la dignità, ma è l’ambiente, il favorire appunto il talento, il sedare atteggiamenti di stolking, insomma, stiamo parlando di utopia non di lavoro, quello che è oggi sdi chiama sfruttamento, fuori uno dentro un’altro, ti sembrerà impossibile ma oggi è così, non solo “non trovare lavoro”, poi il lavoro bisogna tenerselo, e spesso a costo di rimetterci completamente la salute, enon solo quella, pure i rapporti personali ed interpersonali, diciamo pure che siamo ridotti ad essere animali, di giungla non di stalla, quelli di stalla almeno li tengono in considerazione.
Poi quando parli di “firmare”, “mandare curriculum”, obiettivamente a che serve? sei mai andata direttamente sul posto e una volta sentito dire, “mandi il curriculum”, rispondergli, “l’ho mandato e non mi avete ancora risposto”. hofinitoicaratteri.
Ho 26 anni…ragioniere diplomato…ho iniziato a 19 anni come schiavetto in amministrazione, contratto interinale e a 21 sono diventato BUYER con un contratto a tempo indeterminato…(passato davanti a molti laureati cacciati per manifesta inferiorità)…
Ho girato due aziende multinazionali e vi garantisco che OGGI della laurea/diploma non gliene frega niente a nessuno!
SERVE L’ESPERIENZA E ANCORA DI PIU’ LA VOGLIA…e per fare esperienza bisogna lavorare ai call center, bisogna fare i venditori per le assicurazioni, fare gli spazzini…il lavoro c’è e ci sarà sempre, sono gli italiani che non si abbassano a fare nulla che sia scomodo (meglio far lavorare gli extra-comunitari che sono disposti a tutto anche per 400 € al mese)…io sono stato fortunato (e furbo), ho risposto a un annuncio dove cercavano impiegati ragionieri prima esperienza…sono entrato con un contratto scabroso e ho fatto fotocopie per sei mesi…poi ho cominciato a sbirciare le fotocopie che facevo…ho rubato il lavoro ad altri…ho dimostrato cosa sapevo fare e mi hanno assunto dopo un anno e mezzo…arrivando a chiedere di fare fotocopie a chi me le chiedeva un anno prima…ho cambiato lavoro…e ora posso dire che a 26 anni ho uno stipendio soddisfacente…tutto sto percorso è stato solo frutto della mia capacità, ho preso 70/100 alla maturità…mai stato un genio!
Fatevi due calcoli…cosa ho imparato?
1)mai sentirsi arrivati
2)l’assunzione non è l’obiettivo, ma è la partenza!
3)l’esperienza è ciò che ti rimane dopo un fallimento (RANDY PAUSCH)
l’esempio concreto?
per arrivare alle olimpiadi come centometrista, dovete vincere le gare del vostro paese, poi le provinciali, poi le regionali, ecc..ecc.. non è detto che l’allenamento intensivo vi porti alle olimpiadi…e qualche talento nascosto magari non ci vuole neanche arrivare alle olimpiadi per pigrizia…
se non sapete correre i centometri è giusto che restiate sempre nelle gare del paese…e a poco serve riunirsi tutti nel sindacato di quelli che non ce la fanno…a me sa molto di rassegnazione e “mal comune, mezzo gaudio”…
Mi spiace se qualcuno si sentirà turbato dal mio messaggio…ma è quello che penso…nel lavoro così come nella vita, vince chi è più “sgamato”…
@stefano
Io non sono turbato, semmai, non capisco cosa centra con questa discussione, già dici che sei partito con un lavoro scabroso, e qui lei non trova nemmeno quello, dove collimi la cosa?
Poi parli di esperienza, partendo sempre dal presupposto che il lavoro lo puoi dimostrare vero? perchè lo dici tu stesso che nessuno ci crede se non dimostri, e tu cosa hai dimostrato? che sai raccontare balle?
Voglio dire, lo spazzino non vende, si limita a fare un lavoro usurante, allora, che carriera farebbe lo spazzino, in questo caso?
Parli di stipendio di 400€ al mese, per extracomunitari, l’autrice di questo blog ti dice che ne ha fatto richiesta pur di avere un lavoro, perchè non la assumono se così è, cioè, basta pagare poco?
Poi non ho capito cosa intendi per furbizia, spiegati per favore.
Riunirsi a sindacato no, stare zitti e tenersi la bile di traverso sì, allora come si risolve? visto che se uno è invalido è fregato, se è donna è mezza fregata, a meno che non la dà, ma non è una garanzia, se è laureato, dici tu stesso non serve, allora siamo il paese dei soliti furbi? poi in cosa consiste il tuo lavoro, solo vendere e fare il culo a chi fà fotocopie?
Mi pare ci siano anche altri mestieri oltre a ciò.
intendo dire che come per amicizia, amore ecc…ecc…anche il mondo del lavoro é al 90% rapporto umano…se lei non é mai riuscita a farsi assumere neanche come spazzina mi dispiace dirlo..ma é lei quella sbagliata mica il sistema…io ho trovato subito un lavoro, seppur scabroso, grazie al mio modo di pormi, ho fatto capire di aver voglia, di essere motivato…dopo un annetto il mio capo che mi aveva fatto il colloquio mi confesso che mi avevano scelto solo perché tra le decine di candidati ero l’unico che aveva delle idee in testa..gli altri erano li tanto per poter dire “ho fatto il colloquio”…caro poi ti dico che all’amsa puoi diventare dopo pochi anni ispettore notturno a 3000 euri al mese…certo prima devi andare a spazzare merda nelle piazze dopo i mercati..ma nel paese dove abito ci sono un sacco di ragazzi che si sono sistemati in giovine età grazie hai sacrifici che facevano all’amsa…quindi non denigrare il lavoro dello spazzino…(magari ho frinteso il senso del tuo commento)…
Poi dai questi sono piagnistei…cioé io ne vedo e ne sento di ogni…mi capitano spesso dei cv sott’occhio sgrammaticati, senza sintassi, scritti come se fossero degli elenchi della spesa…mettiti nei panni delle agenzie che tutti i giorni ricevono centinaia di cv dai più brutti e scarsi (la maggioranza) a quelli più completi..cioé certa gente non se lo merita neanche un lavoro, e lo dico con la tristezza addosso..guarda i diciottenni di oggi che dovrebbero ringiovanire le aziende..vengono i brividi a pensarci..!!
Comunque ci vuole perseveranza…il tempo che la ragazza impiega scrivendo qui potrebbe utilizzarlo per cercare qualche annuncio che fa al caso suo…!!
“…visto che se uno è invalido è fregato, se è donna è mezza fregata, a meno che non la dà, ma non è una garanzia, se è laureato, dici tu stesso non serve, allora siamo il paese dei soliti furbi? poi in cosa consiste il tuo lavoro, solo vendere e fare il culo a chi fà fotocopie?” Faccio la stessa domanda…
E prima di leggere la risposta di Simone anche a me è balzo all’occhio quella solita parola, “FURBIZIA”.
Personalmente, Stefano, il tuo messaggio non mi turba in quanto tale, mi turba se considero che è davvero quello che pensi, insieme a molti altri. Vedi, tu ormai sei CONVINTO che quel tuo contratto a tempo indeterminato, che hai ottenuto con capacità, fortuna, furbizia,ecc ti abbia sistemato a vita e dalla tua soddisfazione di te stesso guardi con “disprezzo” chi non ce la fa. Ma non è detto che chi non ce la faccia sia più scemo di te. O potrebbe anche esserlo, e allora? L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA FONDATA SUL LAVORO, che sia il buyer o lo schiavetto, lo dice la TUA costituzione.
Tra l’altro tu hai avuto l’opportunità di iniziare a fare la prima esperienza (e poi lamentati della tua prima mansione! sarai stato anche uno schiavetto, ma adesso snobbare il tuo primo lavoro non ti sembra fuori luogo rispetto a chi si fa turni notturni, ciclo continuo, e via dicendo?) per poi creare “la catena”: io non ne ho le possibilità, questo è il punto. Non stiamo discutendo su una selezione del “lavoro giusto per me”, non hai letto bene, perchè l’ho scritto e lo ripeto che al momento sarei disponibile a fare QUALSIASI lavoro.
Non ti rendi conto che potrebbe succederti di ritrovarti in mezzo alla strada da domani. Persone con più esperienza di te, e forse con più capacità e buona volontà di te sono a casa. Non ti sto parlando dei “Mezzi sfigati” che tanto ti sembrano destinati ad una vita di fallimenti, ti sto parlando di gente che ha studiato in prestigiose università, che ha fatto master negli Stati Uniti e ha lavorato in aziende riconosciute a livello mondiale…ma sono a casa, da un giorno all’altro.
Ebbene, permettimi di dirti che se tu oggi formuli questi ragionamenti sei in antitesi con uno dei tuoi tre punti: “mai sentirsi arrivati”.
Inoltre, non ho mai parlato di sindacati, dove l’hai letto? Ho parlato di una MENTALITA’ tipica italiana per cui oltre il proprio orticello non si và e finchè non hai un interesse diretto nell’appoggiare, anzi nell’attivarti in una riforma socio-culturale ed economica, non lo fai. Semplicemente perchè ormai ti senti al sicuro nel tuo angolino.
Simone, personalmente posso dirti che, al di là del “prestigio sociale” per me, e dico per me, ha più utilità l’agricoltore o coloro che rientrano nei cosiddetti “lavori umili” del “buyer”. E sarei ben contenta di vendere pomodori onestamente piuttosto di sentirmi realizzata in quanto furba -nel senso in cui intendo io il termine-. Continuo a pensare che l’aspetto umano di ogni cosa, dal lavoro alla vita, sia fondamentale.. (finitolospazio anch’io)
Va beh, concretamente: in quale provincia abiti ? Se cerchi qualsiasi cosa forse qualcuno di noi potrebbe trovartela ?!
Abito in provincia di Udine, ti ringrazio per il pensiero Colam’s, ma non so praticamente come qualcuno mi potrebbe aiutare. Personalmente credo di aver provato tanto per niente, mi sto davvero demoralizzando. In ogni modo grazie, apprezzo tanto l’interesse.
io non disprezzo l’aver fatto fotocopie…anzi…fare fotocopie mi ha fatto capire cosa vuol dire fare la gavetta…io mi reputo capace, fortunato e astuto (meglio di furbo) la carriera che mi sto costruendo non sta intralciando la vita di nessuno…non ho rubato il posto a nessuno…la furbizia é guardare, capire e interessarti a quello che stai facendo…e certe cose non te le insegnano ne a scuola, ne nella prestigiosa università americana…bisogna solo sapersi vendere…se non sei capace ti dovrai sempre accontentare…e per il momento io mi sono accontentato solo all’inizio della mia vita lavorativa…poi io non guardo nessuno con disprezzo..io guardo con rassegnazione…!!! é molto diverso…quando arriva lo stagista 18enne sfigato in azienda io sono il primo ad accoglierlo e a offrirgli quel poco che so..questo é il mio modo di attivarmi..
In ultimo: non mi sento per niente arrivato…e mai lo sarò…tant’é vero che il mio cv é sempre aggiornato…
E poi dai io non ci credo che non riesci a trovare nulla…mandami il cv e volentieri se vorrai ti darò dei consigli (magari anche inutili a tuo avviso…)…mi fate passare poi come il cattivo di turno ma la realtà sta dalla mia parte…poi possiamo parlare di etica e vi garantisco che é uh mondo di merda da sto punto di vista…ma questo é un altro discorso…
lo si legge bene, lo si capisce sl volo che sei una persona che vale tanto.
La prova diretta che questa società moderna mira a premiare ben altro tipo di persone.
Che rabbia!!! Quanta rabbia mi hai destato!
Ora non devi arrenderti piu che mai. Ovviamente per te stessa, per il tuo futuro.
Guarda Stefano,
metto subito in chiaro: non consideraro TE come “qualcosa che non funziona”, tu probabilmente per il contesto lavorativo a cui miri, che ti piace, dove ti senti realizzato (o comunque diciamo contento) andrai sicuramente benissimo.
Ma io no, sarò sfigata, ma è proprio l’idea di “vendermi” che non si avvicina per niente con la mia indole. Ho sentito con le mie orecchie persone vendere fumo: con me la realtà verrebbe svelata nel giro di 10 secondi, non sono capace di addobbare scatole vuote, non riesco a reggere uno sguardo se so che sto provando a convincere qualcuno a compiere azioni che so già essere vane.
Poi per quanto riguarda il tuo sostegno al ragazzo 18enne che ti arriva in stage, bravo! Davvero, non è da tutti. Ma è la tua considerazione di lui/lei, “sfigato/a” che mi fa pensare…mi viene un pò in mente lo stile paternalistico aziendale, dove quelle del “capo” sono gentili concessioni e non diritti. Perchè lavorare è un dovere, ma anche un diritto. E se tu sei stato a tua volta trattato come uno “sfigato”, dimostra a te stesso di essere superiore all’etica di cui tu stesso forse senti la mancanza (dai, non dirmi che ci stai bene in quello che tu stesso consideri “mondo di m…”) e prova a considerare quello/a ragazzo/a come una persona, anche con i suoi limiti, che stà imparando. Non ho niente da insegnarti nè voglio farlo, è una semplice riflessione che sei liberissimo di valutare come meglio credi.
Per il cv ti ringrazio, il punto è che nei colloqui che ho sostenuto nella maggior parte dei casi ho ricevuto apprezzamenti proprio per il cv e la lettera di presentazione, non credo che sia quello il vero problema. Ad esempio, nelle ultime 3 settimane ho avuto un colloquio di lavoro dopo l’altro, tutti per work-experiences, posso dirti che i selezionatori sembravano anche entusiasti (lo dico con modestia, sinceramente non sono una che crede molto in sè, ma ho avuto davvero questa impressione), ma poi alla fine mi precedeva, come giustamente hai detto te, chi ha anni di esperienza alle spalle, A CASA, piuttosto che me che devo imparare (eppure dovrebbero essere percorsi formativi ideati proprio per l’aiuto all’inserimento nel mondo del lavoro a categorie più disagiate…).
Capisci che il discorso và al di là dei miei meriti o delle mie colpe, dei miei limiti e delle mie effettive capacità? E’ un’intero assetto socio-culturale politico ed economico che mira allo sfruttamento per cui viene assunto chi più rende dall’immediato, viene sottopagato e indirettamente minacciato (vedi Marchionne).
Ora, mi rendo conto che il discorso stia sfociando in prospettive più ampie ma è proprio qui che vorrei arrivare (volendo sottolineare che non è nè un paravento per nascondersi o non darsi da fare): non posso essere così egoista da pensare che appena ho trovato lavoro (se ce la farò) il problema è risolto. C’è un’ingiustizia, un qualunquismo di fondo. Capisci?
Robert: grazie, magari fossi come mi vedi tu 🙂
A parte che , salvo miei errori , lavorare e’ un “diritto” solo sotto regimi socialisti o comunisti. Noi (io penso purtroppo) viviamo in uno stato capitalista, in quanto tale il lavoro e’ grosso modo l’incontro di varie variabili economiche quali domanda/offerta, capitale e rendimento, competitivita’ e libero mercato…
Cmq , non conosco Udine e provincia, ma se non hai ancora provato ti consiglierei di candidarti nelle seguenti industrie:
– distillerie e enoteche (io penso Udine uguale grappa!)
– acciaieria (credo sia la Danieli)
– forse cartiere
?
Colam’s, il lavoro è un diritto di tutti, in una democrazia. Art. 1 della Costituzione italiana.
Immagino che tu, date le tue conoscenze, di lavoro pulisca i cessi (senza offesa per chi pulisce i cessi, conosce l’art. 1 della Costituzione, o almeno, se ignorante, sta zitto).
Il lavoro nero è un reato (molto diffuso, in questa “democrazia”). Il lavoro “a progetto” è un reato “legalizzato” (molto diffuso). Gli stage degli “sfigati-ultimiarrivati” (molto diffusi) sono schiavitù pura e semplice. Proviamo un po’ a immaginare… Sommando ai lavori da me citati sopra, 1/3 circa del PIL di evasione fiscale, e vedete che cosa resta, di lavoro. Mavvelodicoafa’, Stefano e Colam’s? Siete la prova che il lavoro dovrebbero proprio proprio proprio averlo tutti. E invece no, perché bisogna essere “furbi”. Che dico, “astuti”, meglio. Quando, non raccomandati, o figli di papino, o zo......, oppure geni, eh? Che cosa c’entrerà, poi, la furbizia, con il LAVORO, con la buona volontà, la serietà, la competenza, l’onestà, Dio (o Stefano) solo lo sa.
Ah, ma già… Dimenticavo… Siamo in Italia… Guai a non fare i furbi, vero? Devi crepare: se non sei furbo. Questo è il messaggio. Dei potenti e dei servi.
“Che la furbizia sia caratteristica servile, e mai signorile, è la sola fondamentale scoperta politica che milioni di italiani devono ancora fare” (Michele Serra).
Ciao Anonymamente, sei una ragazza in gamba.
Clarissa…
Invochi la buona volontà, la serietà, la competenza, l’onesta…sono tutti pregi che reputo di avere…in più mi permetto anche di possedere quella malizia, furbizia, scaltrezza(chiamala come ti pare tanto rimane un tratto negativo per molti) che in molte situazioni mi permette di essere una spanna sopra a tante persone anche più “esperte” di me…è un peccato…?!?! Ripeto che il mio essere “furbo” non danneggia nessuno…è la semplice filosofia del “MAGGIOR RISULTATO COL MINOR SFORZO”…chi riesce a vivere la vita con questo pensiero in testa (OTTENENDO IL RISULTATO) vivrà beato e felice…ci sono persone che non ci riescono, e magicamente la frase diventa: “NESSUN RISULTATO CON IL MASSIMO SFORZO”…queste persone non devono piangersi addosso ma devono sforzarsi ancora di più perchè se con il massimo sforzo non ragiungono nulla, figuriamoci mollando tutto (riflettici Anonymamente)!
AH TRALALTRO…io non sono MAI stato raccomandato…nonostante le migliaia di conoscenze che ho in giro…mi sono sempre fatto il c..o DA SOLO…!!! quindi non menarmela col discorso del figlio di papà perchè io sono andato a lavorare a 18 anni perchè mi ero stufato di essere un peso per la mia famiglia…questi discorsi mi fanno solamente incavolare…perchè poi si passa all’invidia di vedere qualcuno “arrivato” e darsi le giustificazioni tipo quelle che hai dato tu…
UN ESEMPIO?
La mia ragazza ha 23 anni, è segretaria di direzione…visto che prima hai citato le “zo......” ti sembrerà giusto dare della zo...... alla mia ragazza visto che a 23 anni guadagna più di me…quindi stai attenta a quello che dici perchè l’hai proprio fatta fuori dal vaso…!!!
“Mavvelodicoafa’, Stefano e Colam’s? Siete la prova che il lavoro dovrebbero proprio proprio proprio averlo tutti. E invece no, perché bisogna essere “furbi”. Che dico, “astuti”, meglio. Quando, non raccomandati, o figli di papino, o zo......, oppure geni, eh?”
Questo intendevo quando parlavo di invidia..continua a credere che sia un mondo ingiusto…anzi no…prendi il mappamondo e trovati il paese perfetto…che ti da lavoro solo perchè lo chiedi ed è un tuo diritto…e che magari se sei incapace ti coccola pure e te ne trova un altro, e un altro ancora…finchè quando capiscono che non sai fare nulla ti danno un vitalizio senza chiederti indietro nulla…se cerchi bene lo trovi secondo me…quando lo trovi fammelo sapere…!!!!
Anonymamente, io non crederei a Clarissa che ti dice “sei una ragazza in gamba”…o meglio anch’io credo che tu lo sia…ma ti dico: “SEI UNA RAGAZZA IN GAMBA, MA IN QUESTO MONDO TE NE SERVONO DUE DI GAMBE”…credo sia più motivante e più vicino alla tua realtà…
In bocca al lupo per la tua ricerca…!!!!
Anonymamente, un altro pensiero per te…:
“ma è proprio l’idea di “vendermi” che non si avvicina per niente con la mia indole. Ho sentito con le mie orecchie persone vendere fumo: con me la realtà verrebbe svelata nel giro di 10 secondi, non sono capace di addobbare scatole vuote, non riesco a reggere uno sguardo se so che sto provando a convincere qualcuno a compiere azioni che so già essere vane.”
Nel mondo in cui viviamo tutti abbiamo qualcosa da vendere…ma nella maggior parte dei casi non importa COSA vendi, ma COME lo vendi…mi sono spiegato? Io sono un Buyer, un compratore…e parlo tutti i giorni con gente che vuole vendermi qualcosa…e mi sono fatto le ossa…ho beccato anch’io venditori di fumo…ma credimi…succede una volta, forse due, poi basta…!
E tu da come scrivi hai molto da vendere ma evidentemente usi il canale sbagliato…magari nelle selezioni ti passano davanti personaggi con dei CV imbarazzanti, ma che sanno usare le parole con destrezza…quindi al prossimo colloquio che farai stai molto attenta alle reazioni dell’intervistatore…cerca di invertire i ruoli come se loro già ti avessero scelto e stessero provando a convincerti a “vendere” le tue capacità…vedrai che avrai un approccio diverso…e ricordati che se arrivi a un colloquio TI HANNO GIA’ SCELTO…sta solo a te cercare di convincerli che sei la migliore…!
Colam’s,
basta prendere la Costituzione e leggerla. Io sono sfigata, ma credo di saper capire il significato di due righe chiare e lineari.
ART.1 “L’Italia è una Repubblica DEMOCRATICA, fondata sul LAVORO.”
ART. 4 “La Repubblica riconosce a TUTTI i cittadini IL DIRITTO AL LAVORO…” (puoi continuare da solo…)
Anch’io ho gli occhi e le orecchie e sinceramente vedo lavorare gente totalmente incompetente e di cui la grammatica è l’ultima dei problemi.
Tra questi, per i maschietti solitamente si tratta di coloro che hanno la parlantina, l’i-phone, la macchinona e l’oggettistica d’apparenza varia…della serie tanto fumo e niente arrosto, mentre le femmine lavorano perchè “fisicamente prediposte” e disponibili a metterci “la loro parte”…ho detto tutto. Per cui il discorso di Clarissa non mi sembra poi tanto fuori luogo. Compresa la parte relativa ai contratti, ci aggiungere le agenzie iterinali, organizzazioni criminali organizzate. Farne tutta un’erba un fascio certo, è la solita generalizzazione, ma di gente raccomandata o “arrivata” non di certo per reali competenze ne conosco.
E sì, se Clarissa mi dice “sei una ragazza in gamba” UN PO’ sono d’accordo con lei perchè per quanto sfigata sia so che al loro posto certe cavolate e certi atteggiamenti di certo non sarebbero il mio caso. Vorrei aggiungere che personalmente, sempre da sfigata quale sono e resto, che pur non percependo alcun compenso sono volontariamente un’addetta stampa, non mi sono proposta ma sono stata scelta, per quanto sfigata sia….e preferisco di gran lunga trovarmi di fronte a persone umili (e con questo intendo prive di arroganza) gentili, corrette. Ma queste sono le doti rare in questa realtà dove l’etica della furbizia (dal senso più “innocuo” al più schifoso) prevale in qualsiasi contesto. Qualsiasi.
Detto questo sentirsi dare dei “sbagliati” perchè non si riesce a trovare lavoro “neanche come spazzina” non è nè piacevole, nè motivante oltre che parecchio stonato. Per inciso, senza nè vanti nè altro io mi sono diplomata con un voto superiore a quello di Stefano, sarà anche sfigata, ma me lo sono guadagnato, ci ho lavorato su. Iniziavo la scuola alle 8,10 e negli ultimi due anni alle 6, talvolta alle 5.30 di mattina ero sveglia a ripassare, terrorizzata all’idea di prendere un’insufficienza. Non mi ha aiutata nessuno. Anzi, mi deridevano pure…a questo punto facevano bene, ho dato l’anima per niente.
Avrò sbagliato anche il canale, ma non credo che tutti i lavoratori siano superdotati. Solo io e chi mi è stato vicino in questi anni può sapere quanta dedizione ci abbia messo, ho tratto soddisfazioni ma ci ho anche pianto sui libri. E adesso vedere delle perfette oche o dei perfetti bamboccioni (mi scuso per i termini ma anch’io dico quel che penso) mi fa rabbia, mi fa pensare che ci sia ingiustizia.
Quindi vanno bene le critiche, ma arrivare ad apostrofare le persone come sfigati, cretini o perfetti inetti mi sembra ignorante rispetto chi si ha di fronte.