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Tristezza / depressione

di cercatrice76

Salve a tutti voi del forum,
Scrivo qui per la prima volta dopo mesi che vi leggo. Sono sempre stata fidanzata da quando avevo 17 anni (ora ne ho 40) . Ho avuto 3 storie importanti di cui l’ultima di 6 anni (2 di convivenza) finita quasi 6 mesi fa. Ho sempre sentito come un vuoto dentro che si attenuava quando ero fidanzata ma non andava mai via del tutto. Adesso, che per la prima volta sono single dopo tanto tempo, questo vuoto lo percepisco molto di più. Sono sempre stanca, triste, le cose non mi interessano. Ho sempre cercato di colmare dall’esterno questo vuoto, dedicandomi tantissimo alla relazione e poco ai miei bisogni. Ora cerco di farlo ma sono appunto svogliatissima e senza energie e non so cosa fare come se non avessi il “libretto di istruzioni”. Mi sembrava che il mese scorso stesse andando meglio invece da dieci giorni son peggiorata. Qualcuno a cui è capitato e ne è uscito?

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Categorie: - Me stesso

23 commenti

  • 1
    xleby -

    Se uno non ha pane per mangiare deve procurarselo lavorando non può fare qualche pratica meditativa (alla religioni orientali) per colmare la fame perché non è ciò che serve e la fame aumenterebbe. E viceversa chi ha un vuoto interno non può colmarlo con cose esterne se no quello aumenta. La vita è “Dukkha” (dolore/ insoddisfazione) e anche se hai tutto a volte ti prende lo stesso. Potresti provare a fare qualche pratica meditativa… forse ti giova non so, (loro “promettono” proprio di colmare questo vuoto…) senza ovviamente rinunciare all’amore e ai tuoi bisogni che sono esigenze diverse.

  • 2
    Rossella -

    Ti consiglio di non scoraggiarti. Per quanto mi riguarda penso che ogni persona nella vita abbia modo d’incamerare un senso della giustizia che la porta a patire comportamenti che, attenzione, non sono sbagliati in valore assoluto. Questa consapevolezza nella vita ti aiuta a non essere prevenuta su tutto e su tutti. Si tratta di esercizio richiede una grande fatica quotidiana (soprattutto quando incontri tante persone) ed è proprio questa fatica a dare un senso alle gerarchie. Nei momenti di grande stress è facile perdere il senso dell’orientamento. La prima risposta si trova in ciò che ci è più caro (vicino in questo senso)… è così che diventiamo più indulgenti con noi stessi e con gli altri. Alle volte basta aprire il documento d’identità per trovare i simboli di una storia che è la nostra storia. Che dire? Non lo so, forse aspetto un ragazzo, a questo punto potrei dire un uomo, che mi possa conquistare con i suoi errori e le sue manchevolezze. Non mi riferisco a quelli oggettivi (e la cosa chiaramente dovrebbe essere reciproca) no, mi riferisco alle dimenticanze. Secondo me è lì, nel vuoto della comunicazione, che si manifesta il sentimento. In linea di principio mi piacerebbe decidere tutto di comune accordo, ma inconsciamente, come si direbbe in gergo, desidererei “non rendere conto a nessuno” e a questo punto neanche “mettere”. Secondo me il fidanzamento si gioca su una scala di temperatura che serve a stabilire il punto di non ritorno… purché tutto avvenga nel perimetro di una piena armonia e di una perfetta autonomia. Quando entri in questo ordine d’idee riesci a razionalizzare il perdono e a superare un’eventuale delusione d’amore. Ti auguro una buona serata!

  • 3
    cercatrice76 -

    Grazie per le risposte. Ho iniziato un corso di mindfullness speriamo possa aiutarmi in qualche modo.

  • 4
    Golem -

    Cercatrice, c’è chi sta peggio di te, e ha già passato la temperatura del punto di non ritorno. Te ne sei resa conto?
    Comunque un delizioso “non scoraggiati” non si nega a nessuno, hai visto?

  • 5
    maria grazia -

    xleby, ottima considerazione. Molti cercano di saziare la LORO fame con il “cibo” sbagliato.

  • 6
    cercatrice76 -

    Golem, c’è sempre chi sta peggio ma non è mai di conforto. Sta cosa della temperatura du non ritorno poi non l’ho capita. Non ho scritto per sentirmi giudicata ma per confrontarmi con chi vive o ha vissuto esperienze simili. Non riesco ad uscire da questa apatia che avvolge tutto.

  • 7
    rossana -

    Cercatrice,
    voler trovare all’esterno quanto manca alla formazione del proprio io interiore o una conferma rassicurante di sé potrebbe far ricadere nella sindrome “estetica” di Don Giovanni, a cui non bastarono 1003 donne conquistate a salvarlo dalla disperazione, quando si rese conto di essere di fatto sospeso sul vuoto.

    se ti riesce, fermati per tutto il tempo necessario a conoscerti meglio e a bastarti, almeno per l’essenziale. ti potrebbe succedere di meglio in seguito, continuando a concentrarti essenzialmente su di te.

  • 8
    cercatrice76 -

    Rossana,sono d’accordo con te. È che son stanca di essere sempre triste e senza forze. Non so come “svoltare”….

  • 9
    Golem -

    Cercatrice, sono pochissimi quelli che capiscono le “immagini” retoriche di Rossella, e nessuno di questi pochissimi ha voglia di spiegarcele.
    Secondo me bluffano.

  • 10
    Diego -

    8
    cercatrice76 – 23 maggio 2016 14:16

    Ma tu, cosa derideravi veramente?

  • 11
    xleby -

    Buona fortuna 🙂

  • 12
    cercatrice76 -

    Desideravo condivisione con il mio compagno. Essere felice. Ora non so cosa desidero. Cioè ovviamente stare bene. Ma non so bene come. Inoltre probabilmente non ho ancora ben metabolizzato la fine della storia.

  • 13
    Diego -

    12
    cercatrice76 – 23 maggio 2016 22:26

    Secondo me il tuo stato attuale dipende dal motivo per cui è finita la storia, osservalo bene e poi mi dici.

  • 14
    cercatrice76 -

    È finita perché non mi sentivo né amata né accettata. Ho preso io la decisione di andarmene(era casa sua) perché lui non ha avuto le palle di dire nulla(vuoi che me ne vada?vuoi che resti?). Ha pianto ed è uscito per non vedermi andar via. Dopodiché invece che vedercisi per definire o chiarire si fa sentire solo per mail un po’ confuse. Dopo un mese e mezzo aveva già un’altra in casa. Ecco in breve la storia.

  • 15
    ets -

    mmm argomento complesso piuttosto e anzichenò.
    Tutti abbiamo dei vuoti che il più delle volte vengono colmati con persone che non fanno per noi.
    Forse il tuo vuoto fa riferimento alla paura della solitudine, motivo per il quale hai vissuto per i fidanzamenti. Essi erano le panacee per i tuoi mali interiori e ti permettevano di andare avanti.
    Direi che il 90% delle persone compie questi errori, io per primo.
    Ed è normale che nel momento in cui non si hanno fidanzati non si ha l’input di impegnarsi in ogni ambito della propria vita, non si hanno obiettivi, non si ha voglia di fare e quindi il passo per la tristezza e la depressione è molto breve.
    Io per esempio riconosco che spesso ricerco nel partner la compagnia, la serenità e l’armonia famigliare che non godo dal 2003 ed ovviamente questo causa più guai che benefici. Però ne sono coscente ed ho imparato a gestire questa esigenza. Infatti mi sono auto esiliato e vivo da solo da 4 anni 😀 Si ho avuto delle storie ma non hanno mai portato a buoni risultati perché appunto non erano le persone giuste.
    Però dopo un grande dolore amoroso di qualche anno fa ho imparato pure a pormi obiettivi che vanno al di la del partner, è stata dura, ma ci sono riuscito.
    Naturalmente ci sono alti e bassi, ma a livello strutturale adesso i miei obiettivi sono indipendenti da un ipotetico partner.
    Ci sono voluti anni però, tanto travaglio interiore e un percorso di solitudine che qualche frutto lo ha dato.
    QUindi cara amica, occorre investire un po di tempo su se stessi. E’ difficile, ma si può fare.
    ciao

  • 16
    michelle -

    E` un percorso lungo e, come dice ets, ci sono alti e bassi. Come ti hanno gia` consigliato, inizia dalle cose essenziali. Per ora hai bisogno di superare la fine dell’ultima relazione, poi piano piano verranno fuori altre cose perché quando smetterai di sentirti triste appunto per questo distacco, inizierai a sentire altre cose che ti porti dentro da anni ma che non hai mai voluto affrontare. Bene, ora che hai aperto gli occhi hai l’occasione di farlo, sii forte e ricordati sempre che riuscirai a stare meglio anche se all’inizio tenderai a non crederci e magari a ricerare le attenzioni di qualcuno per lenire il dolore.
    Hai una grande opportunita` davanti a te, non buttarla via 🙂

  • 17
    Diego -

    14
    cercatrice76 – 24 maggio 2016 22:57

    “È finita perché non mi sentivo né amata né accettata”.

    Spero che non sia lo stesso motivo per cui sono finite le tue “tre storie importanti”, ma il tuo impegno è capire perchè ti sentivi non amana nè accettata, se scopri che non è stata colpa tua puoi seguire il consiglio di Ets, diversamente sei in un brutto guaio con il tuo io profondo, giudice terribile, che non bada certo a quante donne entreranno in casa del tuo ex.

  • 18
    cercatrice76 -

    Etsi è come dici tu,sono nella fase ” senza energie ed entusiasmo” ed è difficile fare qualsiasi cosa anche se mi sforzo. Michelle grazie per le tue belle parole,spero in futuro di poter dire che avevi ragione! Diego, no le altre storie sono finite per altri motivi.

  • 19
    Valinda -

    Cercatrice è normale che tu ti senta così, hai appena chiuso una storia e il fatto che lui si sia subito messo con un’altra di sicuro è stato un altro colpo. Da quello che racconti mi sembri un po’depressa, se la cosa continua a lungo magari parlane con uno specialista perché questi stati non vanno mai sottovalutati. Sforzati di volerti bene, di fare ciò che ti piace anche piccole cose… purtroppo le amicizie e i fidanzati vanno e vengono, le relazioni così come le persone sono instabili…per questo bisogna imparare a contare solo su se stessi senza aspettarsi nulla da nessuno.

  • 20
    ets -

    @Cercatrice il clou della fase “zero obiettivi” per me durò circa sette / otto mesi per alcune cose, per altre poco più di paio di anni.
    Nel 2015 ho avuto un altro contraccolpo di piccole dimensioni, e avendo già gli anticorpi, nel giro di un mesotto ne sono uscito alla grande.
    La prima volta è dura, ma poi passa.

  • 21
    cercatrice76 -

    Valinda, sì seguo già una psicoterapia(e meno male).È vero anche quello che dici: sapere(l’ho saputo due mesi fa) che lui stava già con un’altra è stato un brutto colpo. In più a tutto ciò si aggiunge la mia sensazione di ‘vuoto’ che avevo già da prima.

  • 22
    Valinda -

    Cercatrice fai bene a seguire la psicoterapia ti sarà senz’altro di sostegno in questo momento. Capisco la sofferenza che ti ha provocato il tuo ex ma pensa che se si è consolato così in fretta i suoi sentimenti per te non erano così forti e sinceri, quindi hai fatto la scelta giusta. Hai avuto coraggio a lasciarlo perché sarebbe stato più semplice e rassicurante per te restare insieme a lui, piuttosto che ricominciare tutto daccapo da sola.
    Se posso chiedertelo come va la tua vita sociale? Hai amicizie appaganti intorno a te? Hai un lavoro che ti soddisfa? Oltre all’amore anche questo è importante per avere una vita piena e felice. Il problema, non tuo ma di tutti, è che arrivati a una certa età diventa sempre più difficile farsi nuove amicizie e avere occasioni di svago. Quasi tutti hanno famiglia e impegni a cui stare dietro o conducono una vita esclusivamente di coppia. Se non si trovano persone affini con cui uscire si rischia di ritrovarsi da soli. O forse avevi il desiderio di diventare madre e di farti una famiglia che non hai potuto realizzare. Magari il tuo senso di vuoto deriva da questo. Riflettici e prova a ripartire da qui. Non è semplice ma in questi casi agire, fare qualcosa per cambiare anche a piccoli passi è la soluzione migliore.

  • 23
    cercatrice76 -

    Valinda,in parte è come dici. Mi riferisco alla vita sociale. Mi sono fatta assorbire dalle sue amicizie trascurando la mia di vita sociale. Inoltre è pur vero che a questa età molti sono sposati e/o con figli. Sto cercando quindi di ri costruirmi amicizie ma ni rendo conto che non è semplicissimo. Siamo un gruppetto di single e talvolta conoscere persone del sesso opposto valide sembra un’utopia. Il lavoro per ora c’è e spero di “crescere”. Discorso famiglia: si volevo una famiglia e dei figli. Però non a tutti i costi ma con una persona giusta per me.

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