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Momenti di tristezza sempre più frequenti, cosa fare?

Lettere scritte dall'autore  

Ciao a tutti scrivo qui perché per la prima volta ho l’esigenza molto forte di ricevere dei consigli da parte di qualcuno.

Ho quasi 28 anni e mi sento tremendamente sola, quando ero più piccola amavo stare in compagnia con gli amici di sempre, negli ultimi anni invece mi rendo conto di avere molti sbalzi d’umore sono arrivata al punto di uscire e sentire dentro di me che avrei tanto voluto fuggire in un posto lontano.

Spesso ne ho parlato con le amiche storiche, ma le risposte che ricevevo mi facevano male dicevano che magari era solo un periodo che sarebbe passato, che ci sono cose peggiori quindi non sentendomi capita ho smesso anche di parlarne anche perché mi vergognavo a far uscire la mia parte debole, oltretutto odio uscire per infondere tristezza, quindi capita spesso che piuttosto non esco inventandomi scuse e restando a casa a fare i conti con questo mio grosso senso di vuoto tra una lacrima e l’altra.

Ho una situazione familiare non bellissima, ma comunque nella norma. I miei genitori lavorano fino a tardi e le volte che mi hanno visto piangere mi hanno chiesto di non aggiungere altri problemi e poi ho un fratello a cui a malapena rivolgo il saluto per vicende passate e che ignoro quando svaluta qualsiasi cosa faccio, ho imparato negli anni a non dar peso a ciò che mi dice, anche perché non mi rispecchio nelle sue parole.

Sto insieme al mio compagno da quando abbiamo entrambi 18 anni quando mi prendono questi momenti di tristezza non voglio parlarne nemmeno con lui anche perché non so quali motivazioni dare al mio malessere.

Io non so cosa fare, non so più come comportarmi per evitare di farmi prendere da questi momenti.

Sono una persona piuttosto ansiosa in passato ho ricorso ad una terapia farmacologica, poi ho imparato a farne a meno ora dopo molti anni ho deciso di riprendere gli studi e intanto faccio un lavoro che amo. Per non fermarmi a pensare o per la paura di fare i conti con questo enorme senso di vuoto mi tengo impegnata tutto il giorno, ma mi rendo conto che se prima questi momenti di tristezza e sbalzi di umore erano circoscritti a momenti di solitudine o a fine giornata ora stanno prendendo sempre più spazio.

Volevo sapere se qualcuno si è mai trovato in questa situazione e come l’ha affrontata.

Vi ringrazio.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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10 commenti

  1. 1
    Rossella -

    Ciao,
    di notte mi capita di vivere momenti di solitudine, ma penso si tratti di legge della compensazione perché durante il giorno non mancano mai momenti di spensieratezza. Ad esempio adesso, per l’ennesima volta, mi sono sbellicata dalle risate perché – come la peperonata si ripropone- si ripropongono processi alle intenzioni. La fantasia della gente mi diverte. Io al contrario sono molto pratica, l’ho dimostrato in più circostanze, ma evidentemente non si è capito che mi muovo solo quando ricevo una comunicazione ufficiale (raccomandata A/R) e rispondo con telegramma. Prima di muovermi mi devo fare il vestito e un piccolo corredo. Devo chiamare il parrucchiere. Non so se rendo l’idea. In caso contrario – quando non si fa riferimento esplicito alla mia presenza, con un ampio margine d’anticipo- mi preoccupo di esaminare la mia coscienza e solo dopo decido. Questa sono io. Non mi sento giusta. Per il mondo sono insicura, infatti molti fanno leva su questa cosa qui, ma io ho le mie certezze. Chi crede -come ha più volte ripetuto Benedetto XVI- non è mai solo. Se non si crede in Dio si può credere nella correttezza, perché io non mi considero una sprovveduta (so che la competizione esiste, anche se io me ne tiro fuori)…

  2. 2
    Rossella -

    ma alla fine resta lo stile con il quale si è combattuta la propria battaglia. Quando viene meno questo resta la pietà per i vinti.

  3. 3
    fabio -

    Io ho sofferto di questi improvvisi momenti di grandissima inspiegabile tristezza fin da piccolo. Mi prendevano di solito al tramonto, ma anche in altri momenti della giornata. Da solo, con parenti, con la ragazza, con amici… non c’è mai stato un denominatore comune che mi desse qualche indizio sul cosa li causava.
    Non so perché, ma ad un certo punto dopo i 45 anni sono terminati.

    Domenica scorsa, improvvisamente con il sole appena tramontato ero in strada da solo e mi è ritornato dopo tantissimi anni uno di quei momenti, ho camminato per 10 minuti con le lacrime agli occhi.
    Credo che questa volta un po’ sia dipeso dal ritorno all’ora solare della notte prima e un po’ dai soliti motivi sconosciuti.

    Il mio consiglio è quello di stare il più possibile con amici e altra gente, senza pretendere di trovare amici e parenti “perfetti” che ti comprendano ecc.

    Alcuni tendono a sminuire i tuoi problemi perché proprio non riescono a capirli, altri invece li capiscono ma credono di aiutarti cercando di minimizzare il problema, raggiungendo invece l’effetto contrario di farti sentire ancora più sola e incompresa.

    ACCONTENTATI siamo tutti limitati e ognuno di noi ha i suoi problemi, ma insieme agli altri la vita è più “leggera”.

    Ciao.

  4. 4
    celi_lois -

    Ciao, per quanto io ne sappia, questi momenti possono essere risultato di un modo di pensare che non sai nemmeno tu di avere (siccome è come tu pensi, come tu quindi vedi e interpreti ciò che sta attorno a te) , oppure di un vissuto non elaborato in maniera “propositiva” (quindi guadagnandone forza di vivere e di andare avanti), quindi il mio parere è che tu inizi una terapia di tipo psicologico.
    I farmaci? Io sono contraria a meno che non si certifichi che c’è un cattivo funzionamento del cervello proprio come organo, quindi una cosa che va al di fuori di te con le scelte che fai e il modo in cui vivi.

    Spesso le ansie e le tristezze sono la risposta alle incertezze che viviamo, alle ambizioni che soffochiamo, al fatto che ci “muoviamo” poco magari, poi succede che cominciamo a far girare bene le nostre giornate e tutto scompare, e ci rendiamo conto solo dopo tantissimo tempo che quelle tristezze non erano niente, era la nostra mente “giovane e capace” che voleva fare e non sapeva come reagire a quel non fare niente, non organizzare niente, non essere impegnati in niente delle nostre giornate.

    Scusa se avanzo un’ipotesi così semplice, poichè non parli di traumi o problemi psichici può darsi che sia cosa da niente…

  5. 5
    celi_lois -

    Così come potrebbe essere cosa più seria, ma ne dovresti parlare con un professionista, una persona abituata a saper distinguere tra tristezze organiche (cause psichiatriche), tristezze date dal modo di pensare o da traumi (psicologiche), oppure tristezze dovute solo alla mente e al corpo che non sanno più come avvisarti e urlarti che devi impegnarti in qualcosa di grande, che devi permetterti tanto, amici, l’amore, ma anche nemici e non-amore, insomma tutto, devi chiedere tutto alla vita a 28 anni e sei forte e giovane e capace di dartelo, questo tutto. Non si parla di successi o di soldi, si parla di una vita ricca, di impegni che ami, di traguardi che vuoi raggiungere, importa poco che ci riuscirai o meno, se tu correrai per ciò che ami scomparirà ogni tristezza probabilmente. Forza…credi in te…io ho vissuto e vivo qualcosa di simile e ci sono voluti mesi e anni per vedere le differenze ma poi si fanno grandi scoperte su di sé, e sto ancora solo iniziando. I 28 sono un’età speciale. Forza, ne hai tutte le possibilità. un abbraccio!

  6. 6
    armed -

    spesso ho pensato di rivolgermi ad uno psicologo, alla fine hoo abbandonato l’idea pensando che avrei potuto farcela da sola, reagendo diversamente, ovviamente non ho ottenuto grandi risultati.
    grazie a tutti per i consigli leggere le vostre parole mi rincuora e non mi fa sentire tanto “strana”

  7. 7
    Lidia -

    Cara donna spero con tutto il cuore e prego Dio che possa far si che tu ritroverai calore e vita.Solo il Signore ti dà ciò che ti manca adesso.Capisco bene come ti senti,ho vissuto tanti momenti così prima di capire e conoscere la risposta a quel senso di vuoto.Cmq sei una ragazza fortunata.Non sei sola,cammini,vivi,il tuo cuore ti spinge a cercare ciò che colma quel vuoto.Noi ogni giorno lottiamo per affrontare la vita.Da soli non possiamo farcela abbiamo bisogno del nostro Padre..vero, Reale, il Dio vivente che ci Ama ed aspetta che tu apri il suo cuore a lui.Dio è l’unico ché può colmare questo senso di vuoto.La vita è una sola e credimi cara sorella,ce l’ha eccome il senso .Il mio consiglio è di cercare con tutto il tuo cuore Dio se nel tuo cuore c’è il desiderio di sapere quale sia questo vuoto..invocalo e un giorno spero tantissimo che tu capirai cosa ti sto dicendo.Non solo a te ma a chiunque leggerá.Abbiamo una vita sola una sola possibilità,non fatevi ingannare da questo mondo falso e cattivo dove ormai la maggior parte della gente vive senza pensare al domani dimenticandosi di colui che è Tutto per noi.Un Padre Meraviglioso che vuole salvarci per darci la vita eterna.Nell’uomo c’è questo vuoto..e serve a cercare Dio

  8. 8
    Lidia -

    Soltanto insieme a lui la vita può diventare più leggera e Dio stesso dice che non avremo dei pesi che non possiamo sopportare.Dobbiamo lottare si, ma con lui sappiamo che siamo vincitori di fronte a tutti i problemi,orrori,tristezze e negatività che ci rubano cose preziose alla nostra anima,che lasciano spazio a tutto ciò che fa male all’uomo.Sono le cose marce che abbiamo dentro che ci logorano se noi lo permettiamo, se ci facciamo ingannare da false voci che frullano nelle mente tanto da indurci a pensare che siamo falliti,persi, che la vita fa schifo e basta.No per grazia di Dio non ê cosi.Esiste una luce potente.L’unica che ti Porta in salvo.Quella in fondo al tunnel quella che ti permette di non vacillare se ti ci aggrappi con tutto te stesso e ci credi fermamente che questa tua vita ha senso e i tuoi giorni su questa terra non sono vani. sei qui e Dio ha scritto un piano per te.L’uomo a differenza degli animali ha un cervello,che Dio ci ha dato per comunicare riflettere,pregare.(Siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio)Che Dio ti benedica se hai bisogno ti lascerò la mia email per parlare 🙂

  9. 9
    Gabriele2 -

    Ciao Armed, sono Gabriele e siamo praticamente coetanei, io ho 25 anni. Forse ho capito qual è il tuo problema, è un problema che hanno tutti, ma essendo diversi lo si manifesta in modi diversi. Secondo me tu hai un sacco di buoni motivi per essere felice e soddisfatta della tua vita. Hai un ragazzo da dieci anni e fai un lavoro di cui cogli l’essenza vera, e hai raccolto la sfida di metterti a studiare, che è comunque dura a 20,30 o 40 anni. Io ho una teoria detta delle cinque punte(te la riassumo): 1) socialità e convivialità e proattività con gli altri, 2) avere una relazione sentimentale 3)Avere un lavoro che piaccia e ci realizzi 4) coltivare sempre e comunque il carattere e le nostre peculiarità 5) Vivere in un ambiente sano e genuino.
    Questi elementi sono quelli principali e fondamentali per una vita sana ed equilibrata non sono punti messi in ordine gerarchico, sono numerati, solo per confermare il numero magico che è 5.

  10. 10
    Campano -

    Prova se puoi a farti aiutare da uno psicologo, magari può aiutarti anche solo il fatto di sentirti ascoltata

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