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Tante relazioni aiutano?

di hl

Qualche tempo fa ho letto, su questo blog, un commento che mi ha fatto pensare. Questo commento ad un certo punto riportava “[…]da una parte la difficoltà che si ha in italia di trovare partner (per motivi cultural-religiosi) produce l’esagerazione dell’importanza che si dà al partner: se all’età di 20 anni uno avesse avuto 50 storie vedrebbe il partner in maniera più realistica, probabilmente se ne sceglierebbe uno più vicino ai suoi gusti (non c’è vera scelta senza varietà di opzioni e grande esperienza) e svilupperebbe un tipo di “amore” diverso, più moderato, realistico e che non contempla l’autodistruzione[…]”.
L’affermazione mi aveva trovato (e mi trova tuttora) abbastanza d’accordo.

Perché scrivo questo? Perché, partendo da questa frase ed avendo conosciuto una persona che ha avuto un po’ di storie, ho elaborato un’idea che mi porta ad una domanda e vorrei chiedere a voi cosa ne pensate.
L’idea che si è formata nella mia mente è che una persona che ha avuto un po’ di storie potrebbe cadere nella trappola dell’avere troppo e quindi non apprezzare niente. E’ così si passa da un eccesso – ogni storia la vivo come se fosse l’ultima poiché ne ho avute poche finora – all’altro – ho avuto così tante storie che ormai le vivo con superficialità -.
Del resto chi non ha mai avuto fame non può capire cosa significa e si concede il lusso di sprecare il cibo. E questo mi porta a domandarmi: ma allora forse aver avuto tante storie non è neanche la soluzione migliore; forse come al solito il giusto sta nel mezzo.
Sicuramente, come affermato nel commento, il troppo permette una gestione migliore della separazione: meno drammi, più realismo.
Però, forse, il troppo porta una certa anestetizzazione, nel senso che tutti pensiamo di essere speciali ed in effetti a modo nostro lo siamo, però questo porta a dire che nessuno lo è.
Mi rendo conto che questa ultima frase è abbastanza forte, però più vado avanti e più mi sembra vera. E così una persona che ha “vissuto” tante persone speciali potrebbe (uso il condizionale) non cogliere più quello che l’altro ha di speciale. O forse proprio per questo lo potrebbe cogliere di più.
Ecco, è questa la domanda che continuo a pormi. Esiste una verità o tutto è rimesso alla sensibilità della persona?

Per cui chiedo a voi che ne pensate? Qualcuno può portare la propria esperienza (specialmente se fa parte della categoria di coloro che hanno avuto tante storie)?

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Categorie: - Relazioni - Riflessioni

24 commenti

  • 1
    Itto Ogami -

    Osserva il tuo corpo… ascolta te stesso…

    sai che cosa sono “i calli” ? Su wikipedia: ” è una forma di ipercheratosi, di aspetto tendenzialmente rotondeggiante, che si sviluppa su una specifica area della cute che tende così a diventare relativamente più spessa e dura in risposta ad uno stimolo meccanico ripetuto, ad esempio a reiterata frizione, pressione o irritazione”.

    Il tuo corpo ti risponde.. usi troppo una parte? Allora per risposta si forma uno strato che ne diminuisce la sensibilità.

    Funziona solo per il corpo? No, anche per la mente. Quando lavori in catena di montaggio, la tua mente calibra alla perfezione i movimenti del corpo perché siano precisi rispetto al lavoro che stai facendo, a tal punto che se cambi lavoro “senti la mancanza” di fare i gesti che facevi prima. E’ come se ti fossi PREFORMATO sulla funzione svolta.

    Funziona anche per i sentimenti ? Se ascolti troppe volte una melodia, poi non ti suscita piu’ le stesse emozioni.

    E avviene anche nella coppia? Certamente sì… ci “abituiamo” all’altra persona e facciamo meno “cerimonie” rispetto a quando siamo “alla conquista” (con grande rammarico delle donne!)

    E sei hai avuto 40 partner ? Semplice… diventi “asettico”. Conosco una persona (donna) che ha questo problema. Quando esce con un nuovo tizio, conosce già tutto quello che dovrebbe avvenire. In pratica niente è piu’ nuovo…

    Fare esperienze aiuta a scegliere il partner ? E’ una bufala, hoax, ripetuta nella società da menti senza libero pensiero.

    Il partner si sceglie. Ed è già perfetto così. Non serve l’esperienza, basta ascoltare se stessi fino in fondo (a volte c’è il richiamo sessuale, e non ascoltiamo VERAMENTE la nostra anima che magari va in direzione opposta).

    Scegliere il partner non è un “lavoro” in cui conta l’esperienza.
    Scegliere il partner è L’ESPERIENZA della nostra vita.

  • 2
    Golem -

    Anzi come obiettivo ideale, secondo questa innovativa teoria, la perfezione sarebbe quella di non avere NESSUN partner nella vita mentre si aspetta di incontrarlo.
    “Aspettando Godo” insomma.

    (Oltre alla teoria del “callo” ci sarebbe quella opposta che dice che “l’uso potenzia la funzione”. Scegli)

  • 3
    Nicola -

    Ho avuto diverse storie, non mi sono mai posto il problema se fossero state tante o poche, sicuramente abbastanza per riflettere sulla relatività dei numeri.
    La mia conclusione è stata che 3 ex oppure 33 non fanno alcuna differenza per quanto riguarda la visione realistica della vita di coppia.
    Siamo 7 miliardi sul nostro pianeta e anche a voler escludere il genere che non ci interessa e l’età meno opportuna, di potenziali compagni di vita ne restano diverse centinaia di milioni. Per quanto si possano vagliare i “candidati” non ne verrà fuori alcuna conclusione, non potrà mai essere considerato nemmeno un assaggio.
    E’ più facile pensare che la ricerca della perfezione sia solo una perdita di tempo se non addirittura segno di un disagio interiore.
    Siamo noi gli artefici del cambiamento, solo la nostra flessibilità e la chiarezza di intenti possono aiutarci nel fare la scelta più accettabile, o se si preferisce.. quella meno avventata.

  • 4
    Rossella -

    Io ti posso dire che ho riscontrato lo stesso atteggiamento di chiusura anche in molti ragazzi che dovrebbero essere prossimi all’ordinazione sacerdotale. Una seriosità, la loro, che capovolge le gerarchie e crea uniformità. Non ho dubitato neanche per un istante della loro vocazione, ma mi seno sentita molto vicina a loro perché ritengo che la struttura della società è cambiata al punto che i novelli sposi non sembrano più vivere tra le nuvole. Loro si specchiano nel mondo e hanno più difficoltà a manifestarsi. Oggigiorno ci sentiamo quasi in dovere di prendere una strada, ma non abbiamo mai la sensazione di aver spiccato il volo. Il sacerdote è un uomo esattamente come tutti gli altri uomini. Quando si entra in seminario la scelta dovrebbe essere vissuta come una conseguenza del fatto che i pesi che ci si portava dietro da una vita sono come svaniti. Si lascia il mondo per modo di dire. Questa frase serve ad oggettivare uno stato d’animo che gli sposi vivono nel reciproco abbandono. “Lascio il mondo” sarebbe l’equivalente di “prendo moglie”. Quando prendo moglie non mi faccio un cruccio (s.) del carattere di mio fratello. Ogni volta che nasce un amore questo si moltiplica perché aumenta la nostra capacità di accettazione di una serie di realtà che vivevamo male perché ci sembravano definitive perché eravamo incapaci di guardare il volto dell’altro. L’amore nasce ma ha anche bisogno di manifestarsi. Crescendo si diventa naturalmente più materialisti, ma l’amore è sempre lì.

  • 5
    sara -

    La verità è sempre nel mezzo. Poche tende a voler dure inesperiebza tante superficialita’. Ma ci sarebbe da polemizzare. Perché questo viene considerato stereotipo.

  • 6
    Itto Ogami -

    Risposta a 2 Golem

    Cito: “Anzi come obiettivo ideale, secondo questa innovativa teoria, la perfezione sarebbe quella di non avere NESSUN partner nella vita mentre si aspetta di incontrarlo.”

    Rispondo: Esatto. Non si tratta di cibo da ingurgitare. E nemmeno di oro da accumulare. Si tratta del proprio compagno o compagna. Va scelto tra i molti e tenuto caro per sempre. Questa teoria non è innovativa. E’ vecchia di migliaia di anni.

    Cito: “Oltre alla teoria del “callo” ci sarebbe quella opposta che dice che “l’uso potenzia la funzione”. Scegli”

    Rispondo: Si, verissimo. L’uso potenzia la funzione e diminuisce la sensibilità. Se vuoi realizzare un carro armato è la soluzione giusta, se vuoi amare qualcuno (ma qualcuno sa che cosa vuole dire?) allora è la via sbagliata. Perché in amore non serve essere dei bulldozer, ma molto molto RICETTIVI e SENSIBILI.

  • 7
    Golem -

    “Perché in amore non serve essere dei bulldozer, ma molto molto RICETTIVI e SENSIBILI.”

    E tu ti senti tale naturalmente.

  • 8
    gimmy -

    Tante relazioni aiutano sono in esperienza. Solitamente chi millanta la lista delle proprie storie è una persona poco seria e che vuole solo divertirsi, per carità libera di vivere la vita come gli pare, ma ripetere i sentimenti, le stesse frasi fatti ad una maggioranza indefinita di rapporti vissuti, lo vedo un atteggiamento abitudinario e per nulla credibile.

  • 9
    Itto Ogami -

    Risposta a 7 Golem

    Cito: “Perché in amore non serve essere dei bulldozer, ma molto molto RICETTIVI e SENSIBILI.”. E tu ti senti tale naturalmente.

    Rispondo: Sono tale e mi sento tale. E le donne me ne danno conferma (anche gli uomini talvolta).

  • 10
    Golem -

    Wow, le donne eh? Ne siamo certi Itto.

  • 11
    Itto Ogami -

    Risposta a 10 Golem

    Cito: “Wow, le donne eh? Ne siamo certi Itto.”

    Rispondo: Tu non puoi essere certo di nulla, perché non mi conosci (sia che io dica falsità, sia che io dica la verità). Quindi fai un favore al popolo e non esprimere opinioni insensate su ciò che non conosci direttamente. Ci fai la figura di una persona superficiale (e poco credibile!)

  • 12
    Sofia -

    Ragazzo per me dovresti solo farti meno seghe mentali e meno domande perché così vivi solo male!

    Lascia stare tutte ste cose di chi ha avuto storie da chi ne ha avute di meno ecc…

    Tu l’unica cosa che devi vedere è chi hai davanti e capire se ci tiene a te o no!

    Ti posso solo dire che l’aver vissuto parecchie storie ti matura molto come persona …ti rende più intelligente acuta e sveglia..soprattutto se sono state storie sofferte! Ti rende più sveglia perché ti fa capire le fregature di certi atteggiamenti… Le falsità dietro a determinati atteggiamenti.. Conosci le persone più a fondo nei loro tranelli e debolezze nei loro atteggiamenti. ..a volte sai già cosa aspettarti e come funzionano le cose!

    Chi invece ha avuto pochissime o nessuna storia è ingenuo e deve ancora crescere e capire tutto…

    Ma sono così le prime volte…così per tutti!.
    Io posso dirti che ho avuto parecchie storie ( anche senza il sesso con alcune) proprio perché ho sempre valutato chi avevo davanti… Ho esperienze allucinanti alle spalle ma mi hanno svegliato alla grande in tutti i sensi e fatto capire molto della vita!
    Se incontrassi finalmente l’uomo giusto non prenderei MAI questa storia così con superficialità! Mai!
    Anzi. .se vedessi finalmente un uomo maturo e intelligente e buono e dolce l’ho apprezzerei da morire e gli darei tutta me stessa ancora più di quello che ho dato con i bastardi ex…

    Mai vivrei questa storia con superficialità….. IO…poi dipende dalla persona con cui stai!
    Aver avuto tante esperienze ti fa capire all’istante se uno ti ama e ci tiene a te..da tanti particolari… Chi ne ha avute poche o nessuna ha ancora tutto da imparare!

  • 13
    Golem -

    Itto, ficcati in quella testa che io dico e faccio quello che mi pare. Non ho il problema di fare la figura di “superficiale” di cui tu ti preoccupi tanto.
    Non ti accorgi neppure di quanti indizi dai al lettore attento riguardo la tua “immagine” reale.

  • 14
    Itto Ogami -

    Leggo da 12 Sofia

    Cito: “Anzi. .se vedessi finalmente un uomo maturo e intelligente e buono e dolce l’ho apprezzerei da morire e gli darei tutta me stessa ancora più di quello che ho dato con i bastardi ex…”

    Rispondo: Se fosse un uomo geloso retroattivo, lui non apprezzerebbe tutto quello che tu puoi offrirgli, perché penserebbe che lo hai offerto a tutti gli altri prima di lui.

  • 15
    Sofia -

    Itto non devi avere tanti probblemi nella vita ( a parte il tuo principale di come sei…) perché hai un energia vitale allucinante!!

    Come fai ad avere così tanta energia vitale da scrivere ogni volta
    Cito : e poi riscrivere tutto il commento della persona??!
    Madre mia che energia vitale sprecata!
    Basta che scrivi ad esempio…

    Per sofia 🙁 e poi mi scrivi la tua risposta)

    Per golem( e poi gli scrivi la sua )
    E bon ! Sei a posto no!??

    Cmq per rispondere a te ti ringrazio del consiglio ..ma se io trovassi un uomo buono e dolce do già per sottointeso che dovrà essere diverso dai miei ex e quindi assolutamente NON SCHIZZATO! se vedessi che è un geloso retroattivo all’istante smetto di frequentarlo!

  • 16
    Sofia -

    E lascia stare golem!
    Magari tutti gli uomini fossero come lui!
    Qui se c’è uno che fa figure di merda sei solo te!

  • 17
    Itto Ogami -

    Risposta a 13, 15, 16 Golem & Sofia

    Cito: “Itto, ficcati in quella testa che io dico e faccio quello che mi pare.”

    Rispondo: Ciascuno fa quello che vuole. Anche tu “ficcatelo”… ma se non troviamo la testa dove altro potrebbe ?

    Cito: “Non ho il problema di fare la figura di “superficiale” di cui tu ti preoccupi tanto.
    Non ti accorgi neppure di quanti indizi dai al lettore attento riguardo la tua “immagine” reale.””

    Rispondo: Era ovviamente un vano tentativo per verificare se avevi una “figura” da far rispettare. Mi confermi che non ce l’hai. Meglio così. Il lettore saprà lui quello che deve pensare, non ha bisogno che lo convinci con gli effetti speciali.

    * * *

    Cito: “E lascia stare golem! Magari tutti gli uomini fossero come lui! Qui se c’è uno che fa figure di merda sei solo te!”

    Rispondo: Si dice che “Dio li fa e li accoppia”. Mai detto fu piu’ vero. Ciascuno vive come gli pare, nei suoi convincimenti e nelle sue illusioni.

    Grazie oh DEI per la libertà! satellite o pianeta, pecora o caprone, sfondata o citrullo, donate la felicità!

  • 18
    Golem -

    Il problema di alcuni soggetti é la personale “figura” far rispettare e l’immagine che si trasmette al “pubblico”.
    Fanno cioè dipendere la propria autostima dal giudizio altrui. Si potrebbe creare un equazione con questi fattori
    As
    NPd
    PM
    Cr
    Dr
    Ippm

    As, autostima, NPd, numero di puttanate dette; PM, popolazione mondiale; Cr, consensi ricevuti; Dr, dissensi ricevuti; Ippm, incidenza percentuale su popolazione mondiale.

    Prevedo un risultato irrilevante, vicino allo zero.

  • 19
    Itto Ogami -

    Risposta a 18 Golem

    E ti ci voleva tanto a dire qualcosa di tuo ?

    Interessante, completa l’equazione. Sono curioso di vederne i risultati.

  • 20
    Golem -

    Non si può completare un’equazione con quei fattori, genio. Sono la caricatura dei tuoi. Una caricatura di una caricatura, Toshiro Mifune.

  • 21
    Itto Ogami -

    Risposta a Bluffem

    Cito: “Non si può completare un’equazione con quei fattori, genio. Sono la caricatura dei tuoi. Una caricatura di una caricatura, Toshiro Mifune.”

    Rispondo: Nonostante le diverse tirate di orecchiE, i DONKEYS confermano di rimanere tali. Nessuna originalità. Nessuna novità. Nulla di nulla. Solo vuote citazioni citrulliane di libri già morti da secoli, sterili e senza futuro. Un vero peccato lo spreco delle risorse umane.

  • 22
    Golem -

    Ormai sei il gioppino di LaD Itto.
    Avresti cento possibilità di rispondere in maniera pertinente, ma svicoli sempre con la tecnica fedriana della volpe e l’uva. Sei pieno di aria.

  • 23
    Itto Ogami -

    Risposta a 22 Golem

    La logica mi impone di considerare che questa partita è sostanzialmente ad uno stallo.

    Potremmo continuare il massacro ironico, o concluderlo cosi’.

    Io provo a sedermi e fumare la pipa.

    Vediamo che succede.

  • 24
    Golem -

    Vedi tu.

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