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Penso molto al suicidio, forse mi aspetta un mondo migliore?

di nabukodonosor

Riferimento alla lettera: E' da un po' di tempo le cose non mi vanno molto bene nel lavoro come nella vita privata e sto pensando sempre al suicidio, anche se penso che la vita è troppo bella per farla finita, ma certe volte le cose vanno sempre di male in peggio, allora non...
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Data di pubblicazione: 17 Gennaio 2008

L'autore, nabukodonosor, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

131 commenti

  • 26
    fara -

    ciao Vit,
    rispetto appieno il tuo stato d’animo e il tuo desiderio .
    Un abbraccio sincero.

  • 27
    Marco -

    Ciao

    Anche io penso spesso al suicidio.
    L’unica cosa che mi frena e’ il fatto di non poter tornare indietro.
    Voglio dire da vivo posso diventare morto ma non viceversa.

    Bye
    Marco

  • 28
    dieg. m. -

    anche io, da tempo penso al suicidio, perchè la vita, non mi ha dato niente, sono anni che sono disoccupato senza lavoro, sono molto ansioso, e non ho più fiducia in nessuno, la morte non è la fine ma forse l’inizio di una vita diversa almeno spero.
    adesso non ho più paura di morire, ma non trovo il mezzo adatto per andarmene, forse sono un vigliacco?
    mi dispiace solo per i miei genitori, quando penso aloro, divento triste, e malinconico.
    ciao atutti

  • 29
    d.m. -

    non sono una persona, che si autocompatisce, ho sempre odiato i vili, certo che parlo a sproposito, quando si cerca di pensare alla morte come unico rimedio, o solo paura di morire, se riuscissi a trovare il modo per andarmene senza soffrire, credo che già sarei morto, sono in cura da anni da un psicologo, prendo farmaci non sento l’ansia, ma dentro di me sono molto stanco, a volte l’eutanasia è l’unica solozione.
    Mi sento solo, o incomincio a avere molta paura, vorrei pubblicare qualcosa, che resti qualcosa di me,credo che dopo la laurea mi manca solo un esame, cerco di trovare il sistema per farla finita.
    cioa avoi che laleggerete questo scritto.
    scusate errori grammaticali, ma sono molto emozionato a scrivere i miei pensieri più segreti.

  • 30
    paolo -

    forse sfogarmi in queste poche righe è da vigliacchi ma una mattina di qualche anno fa mi è stata diagnostica una malattia neurologica devastante che mi sta togliendo le funzioni minime x guardare al domani e ogni mattina che apro gli occhi spero che sia l’ultima volta e nonostante la situazione che sto vivendo non riesco ancora a farla finita non trovo il coraggio domani chissà

  • 31
    Aurora -

    caro Paolo , caro DM, c’è una stanchezza palpabile nelle vostre parole , e scoraggiamento fortissimo .
    Non avete scritto per altro motivo – almeno questo credo – che per essere ascoltati da qualcuno , come un sasso lanciato nello stagno del mondo lascia le sue tracce , le sue increspature.
    Quando si è nel buio di un momento non si pensa che possa esistere anche uno sprazzo di luce. La depressione , lo stress , la stanchezza spegne la speranza , e tutto sembra cupo e buio .
    Non sto qui a dire che la vita è bella , assolutamente no . Però potrebbe esser un’avventura che val pena di affrontare . Ma abbiamo bisogno di persone intorno a noi che ci aiutino , e soprattutto lavorare su di noi perchè si rompa la dura scorza del pensiero negativo e del sentire solitario del dolore . Tendere la mano potrebbe essere il primo gesto di avvicinamento , provarci forse val la pena .
    Vi sono vicina , vi abbraccio forte .

  • 32
    m.f. -

    e da quando ero bambino che faccio pensieri di questo genere,eppure oggi ho superato i 30 anni e sono ankora qui,non ho piu’ i miei genitori,i miei pochi amici mi hanno abbandonato da un po’ di tempo (chi per matrimonio,chi per cambio residenza causa lavoro e chi semplicemente xche’ non voleva piu’ essermi amico),ho fatto molti lavori sin da adolescente,cercando di essere sempre autonomo economicamente,anni e anni di concorsi e colloqui,ma fin ad oggi non so’ cosa significa avere un posto di lavoro o percepire uno stipendio,quel che peggio provo invidia sapendo che ex-amici o conoscenti presenti ai miei stessi concorsi con un titolo di studio inferiore al mio,sono stati assunti. Sono anke 17 anni che provo ad esercitare una professione in ambito dello spettacolo (e’ una mia dote e ricevo sempre tanti complimenti), e sono 17 anni che puntualmente vengo tradito dalla stessa,addirittura ricevendo minacce,ingiurie e illusioni di poterci riuscire, mentre altri ci riescono,nella mia famiglia (cugini e parenti) hanno tutti una sistemazione anke chi e’ piu’ piccolo di me, quasi tutti sposati con figli,io sono l’unico della parentela senza una meta concreta, e per giunta vengo deriso,criticato e classificato come un nulla-facente. la vita fin’ora mi ha solo illuso,su ogni cosa che mi butto a fare con grande caparbieta’, dopo poco tempo mi viene sbattuta la porta in faccia e mi ritrovo al punto di partenza,mi e’ stata tolta la casa,vivo nella mia auto (un regalo di mia madre ora defunta) (xche’ nn posso permettermi un affitto) per sopravvivere uso la testa,come sfamarmi,curare l’igiene della mia persona,sfruttare la tecnologia (come la rete in questo momento in WIreless libera)…e da un po’ di mesi che non guadagno neppure 1 Euro…cerco di vendere qualcosa per ricavare un po’ di soldi,vorrei anke vendere il mio sangue,ma nessuno me lo paga,se qualcuno sa come posso…..ho gia’ tutto quello che mi serve per togliermi la vita….ma ho anke tanta voglia di tentare di migliorarla…

  • 33
    d.m. -

    sono giorni che misento sempre più solo, non per tutto quello che mi è successo, perchè forse mi volevano aiutare, ma quando è finita è finita, dentro di me sono in una forte crisi sistenzialistica, sono sempre più solo, dentro non mirimangono che rimpianti, a cui non posso fare niente, penso e credo che in parte sia colpa mia, nella vita ho fatto degli sbagli a cui non so più rimediare, gli antidepressivi non ti aiutano, quando una persona non riesce più ad accettarsi credo che ormai la fine sia inevitabile, vorrei solo qualsiasi cosa succeda in futuro, che queta lettera sia da esempio per gli altri che la vita è il bene più prezioso, ma quando si fallisce negli scopi della vita allora e tempo di andarsene, avevo solo un pò di dignità adesso neanche quella,io non credo più in niente, penso e vedo me stesso come in un cimitero dove ci sono tante facce, e penso che li ci sia anche la mia.

  • 34
    giuseppe -

    ho 18 anni e non condanno i suicidi,anzi li capisco..io spero di morire,vorrei tanto addormentarmi e non svegliarmi più..Cosa abbiamo creato?un mondo terribile,1 società orrenda..Io non so viverci qui,non so cosa fare,vogliosolo andarmene via..per sempre

  • 35
    fara -

    caro dm, caro giuseppe , cari tutti ,
    trovo strano che ci si parli attraverso questo strumento perchè è come lanciare un’urlo dinanzi ad una montagna , soltanto l’eco può risponderci , e ripeterà solo le nostre parole .
    La solitudine ,l’assenza di contatti con una realtà tangibile fatta di voci , di sguardi , di incontri ingigantisce il senso di vuoto , e l’inutilità che avvertiamo talvolta diventa un baratro profondo .
    Parlare è necessario , comunicare i propri dolori , i propri pensieri è fondamentale .
    La realtà che viviamo – è innegabile – molto spesso è difficile, ci stritola, ci soffoca.
    Ma perchè rinunciare a parlarne ? se non è possibile farlo con un amico , un parente, ci sono persone che sono disponibili all’ascolto , che sanno accogliere anche i silenzi , che hanno cura del nostro dolore.
    Parlo dei centri di Telefono Amico o di Voce Amica.
    Fidarsi di qualcuno è il primo passo per uscire dal proprio isolamento per sentirsi accolti per quel he si è , non per il modello a cui vorremmo assomigliare .
    io ne ho tratto giovamento .
    “ogni grande cammino inizia con un piccolo passo ”
    Un abbraccio a tutti voi .

  • 36
    renzo -

    L’anno scorso ho provato “seriamente” ma mi sono ritrovato prima al pronto soccorso e poi in un clinica psichiatrica con tutte le porte e le finestre chiuse, senza nulla di personale a parte la biancheria intima, costretto ad assumere farmaci. La compassione di chi mi veniva a trovare era palpabile e non sono mai riuscito a vincere la vergogna. Ho sempre continuato a pensarci intensamente e spero di riuscire presto ma il senso di responsabilità verso mio figlio adolescente ed il terrore di “fallire” e di trovarmi nuovamente in quella clinica, sino ad ora hanno prevalso. Rileggo queste poche righe e mi sembra che il tono sia pacato cosi come è “sereno” l’atteggiamento che mi sforzo di mostrare a tutti, ma ho un vulcano dentro. Non so il motivo per cui ho scritto, forse è un semplice “urlo”, uno sfogo di questo momento e dovrei chiedere scusa. Psicologo e psichiatra non stanno funzionando evidentemente.

  • 37
    sylvie -

    cari suicidi e caro giuseppe che pensate che la morte sia meglio della vita mio fratello si è suicidato e sapete una cosa io ho cercato di suicidarmi e se avete visto ciò che ho visto io vorreste vivere invece di morire non direste così io c ho tentato il suicidio dopo la morte di mio fratello perchè quando l’ ho trovato agonizzante ho visto la sua espressione terrorizzata e mi diceva perchè l’ ho fatto e poi è spirato siete sicuri che andrete in un mondo migliore e che poi non ve ne pentirete io non ni sono suicidata me ne sono andata di casa ho incominciato a parlare con il telefono amici e a frequentare palestra e squadra di calcio con persone che hanno vissuto la mia stessa esperienza e ne sono uscita, quindi invece di morire pensate a vivere x voi stessi perchè voi siete persone uniche e speciali e se non vi volete bene agli altri non gliene frega vivete per voi stessi e vedrete che il mondo è vasto non siete più soli parlate tramite internet e troverete persone disposte ad aiutarvi mio fratello prima di morire si è pentito siete sicuri di voler fare lo stesso e poi non potete più tornare indietro.vivete per voi e amatevi perchè la vita è vostra e la vita può diventare una grande avventura se uscite fuori e incontrate gente che hanno sofferto come voi tramite internet organizzate gruppi di ascolto e vedetevi e ascoltatevi e nascerà una bella amicizia vedete che la vita sarà bella perchè grazie ai miei nuovi amici mi sono salvata.Da un’ amica

  • 38
    giulia -

    caro d.m, caro giuseppe e caro renzo io vorrei dire che io sono stata molto male perchè ho perso mio figlio che si è suicidato 7 anni fa e ancora mi chiedo il perchè ,comunque sia io ho trovato una spiegazione perchè io non ero un’ ottima madre, i sensi di colpa me li porto sempre dentro e mi chiedo se me ne avesse parlato prima, io vi dico di parlare parlatene non a psicologi che non capiscono ma a familiari e amici o a persone che hanno vissuto la stessa esperienza e se chi vi fa male è proprio una persona della vostra famiglia allontanatevi ,andatevene via da casa , o andate in chiesa trovate la fede e vedete che vi aiuterà, e troverete persone che vi diano la gioia di vivere ma per favore non fate come mio figlio, vi parla una madre che non ha salvato suo figlio e vivrà con il rimorso nel cuore per sempre. Cari dm, giuseppe e renzo rispondetemi grazie.

  • 39
    renzo -

    Cara Giulia, grazie delle parole di conforto e di speranza. Non riesco neppure ad immaginare cosa voglia dire perdere un figlio ed in questo modo. Mi viene spontaneo dire che se hai trovato il coraggio te di continuare dobbiamo trovarlo anche noi. Sei coraggiosa e ti invidio per la forza che hai, complimenti. Io ho perso mia moglie qualche anno fa e vivo “solo” per crescere mio figlio. Non ho più nessuno con cui parlare da quando ho tentato il suicidio o meglio da un po’ prima. Tutti scomparsi, presi giustamente dagli impegni e sicuramente spaventati. Di certo anche io non voglio compassione ed evito chi me la offre. Ho una angoscia dentro terribile che cresce con l’avvicinarsi delle feste di Natale. Mi spaventa. Scusate sempre Tutti per lo sfogo. r.

  • 40
    giulia -

    caro renzo
    vivi per tuo figlio e pensa al natale come un momento in più che vivi con tuo figlio, io l’ ho perso aveva 15 anni e quindi posso capire benissimo il dolore trova la forza per tuo figlio io sono sola e adesso sto facendo volontariato, ciò mi aiuta moltissimo ma non mi toglie il rimorso.ti prego di dare tutto l’affetto che hai a tuo figlio e ti prego credimi che il suicidio non è la soluzione, perchè tuo figlio ha bisogno più che mai di te credimi io so che cosa signica essere sola al mondo e non lo auguro a nessuno, ma tu ricordati che hai un figlio e lui ti darà tutto l’amore di cui hai bisogno, e un giorno chissà anche dei nipotini te lo auguro.Tu non sei solo , hai la persona più importante della tua vita un figlio tienitelo stretto,credimi nient’altro conta. Ti auguro una vita felice.ciao

  • 41
    Mario -

    Perchè chiamarlo suicidio? io la chiamerei eutanassia, penso che una persona possa essere libera di adottare questa forma di cessazzione al dolore di vivere. Perchè distinguere chi malato e in stato vegetativo è quasi giustificato dalla società. Ma chi è apparentemente sano ma vive ormai una vita interiormente come o forse peggio non possa usufruire della stessa valenza di eutanassia al dolore interiore di vivere? Le mie parole sembrano ciniche e brutali, forse. Credo invece che la morte vada pianificata e accettata come si accetta di vivere è lecito decidere ed esser aiutati ad andarsene per chi decida di farlo. Anche perchè la morte è un problema per chi vive, nel senso che una volta che sei morto non hai più la consapevolezza ne di esser vissuto ne di esser morto,in realtà la fine del mondo esiste, avviene con la tua morte.

  • 42
    ANDREA -

    Salve a tutti,
    ho 39 anni, sono sposato ed ho un figlio di 5 anni; da circa un ano soffro di una forte depressione, il lavoro autonomo che ho va male e sono terrorizzato dalla possibilità di restare senza soldi e di non essere piu’ in grado di far fronte ai bisogni della mia famiglia. Da mesi, quotidianamente penso al suicidio. Sono sicuro che se non avessi mio figlio lo avrei già fatto, non mi fa paura morire. La depressione pero’ porta con se anche problemi con i famigliari, che non capiscono, non accettano, questa situazione. Mi sento perso, ho un “cane rabbioso” che mi prende tutto il corpo e mi fa vivere male. Prendo delle gocce che mi ha dato il dottore, inizialmente mi calmavano, adesso non mi fanno neppure piu’ effetto. Sono stanco, avvilito, vedo nero, vorrei farla finita ma quando tento di concretizzare la cosa mi viene in mente mio figlio e mi metto a piangere, e mi chiedo perché sono cosi’ debole, un vile, vorrei uscirne ma non so come fare. Qualcuno di voi può aiutarmi? cosa devo fare?

  • 43
    renzo -

    Ciao Andrea, mi ha colpito il tono che riflette pari pari il mio stato d’animo. Io posso solo condividere con te la mia esperienza similare come puoi leggere dai precedenti messaggi anche se il motivo è legato alla perdita di mia moglie. Spero che quando parli di medico sia uno psicologo o uno psichiatra, questo è forse l’unico consiglio. Il fatto poi di “volerne uscire” è estremamente positivo e forse sei già sulla strada giusta. r.

  • 44
    D.M. -

    Finalmente, mi sono laureato, con un voto alto 110,ma la laurea nonti aiuta acambiare la vita, il mondo non ti aiuta,, e ti senti sempre più solo,a volte la vita è proprio strana, piena di amarezze, e delusioni, troppo tardi per lottare, a 40 anni è difficile trovare lavoro, per fortuna i miei genitori sono sempre stati benevoli, nei miei confronti, quando ti metti davanti ad uno specchio e ti vedi per come sei, ti accorgi che ormai non c’è più niente da fare.
    Voglio continuare a lottare finchè posso, e riesco a reaggire alla vita.
    Non so cosa prospetta per me il futuro, spero che qualcosa cambi.
    Ciao a tutti

  • 45
    david -

    vivere…è passato tanto tempo…vivere…anche se sei morto dentro…è come un comandamento…

  • 46
    david -

    ANDREA,prima di tutto fatti fare una diagnosi ben precisa da un bravo psichiatra (non prendere gocce da un medico qualunque),ma forse è soltanto un momento negativo,non depressione…vai casomai da Cassano è molto bravo è a Pisa,io sono stato bene circa 15 anni,molti di questi benissimo.Ucciderti?Ma che dici,hai una famiglia e domani tornerai a stare bene.Credimi io sono un veterano.Io sono solo come un cane e non ho più lavoro,eppure domani sarò ancora qua.Un abbraccio,stai calmo,l’importante è che tu non vada nel panico,tutto si rimedia.

  • 47
    david -

    SE non incontrerò l’amore ho paura di suicidarmi.non vivo da solo.non ci riesco

  • 48
    Mario -

    La morte è un non senso,in realtà è un argomento tangibile ma riguarda ed a valore solo per chi è vivo, la cognizione della vita e della morte è cosciente nell’esser vivi perchè con la morte non abbiamo più coscenza ne di esser vissuti ne di esser morti…ecco il “non senso” la morte è una congettura e una metafora come le religioni le hanno create e tramandate i vivi…in realtà quando il cervello non ha più impulsi elettrici e il cuore si ferma, diventiamo solo concime per le piante.

  • 49
    D.M. -

    jhon ford diceva, che nei momenti difficili della vita, pensare ma solo pensare al suicidio ti permette di reaggire, era un uomo che amava la vita,e la vissuta pienamente, succede a volte che nella vita ti capita di pensare alla propria esistenza umana, cogliendone gli aspetti più negativi, e prestando fede, e speranza che possano cambiare.
    A volte bisogna essere pratici e non impulsivi, rispettando te stesso e gli altri.
    La depressione è uno squilibrio biochimico che ti conduce alla disperazione, anticamera del suicidio, casi che alivello mondiale sono in aumento, è la malattia del terzo milennio.
    La depressione è legata a fatti della tua vita molto spiacevoli, distacchi dolorosi, maltrattamenti, perdita della fiducia in se stessi, perdita del la realtà, ansia, ed in fine la morte.
    Gli stadi di passaggio sono molto repentini, ci si arriva per gradi fino al passo definitivo, e solo questione di tempo.
    La depressione mi ha perseguitato tutta la vita, legata alla solitudine e all’ansia, il tempo e solo una variabile indipendente la depressione e un variabile costante crescita.

  • 50
    andrea -

    Buongiorno a voi, sono amncora io Andrea. Leggo con piacere le vostre mail anche se devo dire che la situazione non é migliorata. Il lavoro va peggio di prima ed ho sempre una gran paura di non farcela. A mio fratello é stato diagnosticato un cancro al rene ed inizierà la chemio dopo pasqua. Lui ha 24 anni e non é per niente preoccupato, lui dice sempre: e che problema c’é! sono come un muro. Beh davanti a tanta forza, visto che a Giugno gli avevano tolto un rtesticolo per un altro tumore, mi sento uno stupido ed i miei problemi, che sono problemi di mioni di persone, diventano piccolezze, eppure nonostante cio’ la paura non scompare. Vorrei veramente che scomparisse, ma come?

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