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Suicidio mentale

Scrivo questo post a seguito di vari episodi di suicidio giovanile avvenuti a distanza di pochi mesi nella mia città, a pochi passi da casa mia. Mi sono chiesta più volte cosa spinga una persona, apparentemente appagata della propria vita, a compiere un simile gesto ed effettivamente, non sono riuscita a darmi nessuna spiegazione razionale, logica. Vi rigiro la domanda e vi chiedo se la vita nell’età del disincanto meriti o no di essere vissuta. Assodato che non si può uscire dal male da cui è affetta l’intelligenza moderna ( B. Croce parlava di suicidio mentale ) , secondo voi è possibile trovare una soluzione che ci sottragga al nichilismo disperante e alla conseguente scelta del suicidio di fronte all’assurdo della vita?

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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4 commenti

  1. 1
    Cronico -

    secondo me non esiste una soluzione e i soggetti che decidono di farla finita probabilmente non hanno una vita appagante come all’esterno invece appare.
    in alcuni casi non è appagante per loro e non oggettivamente,in altri casi si tratta di immaturità,ma ci sono numerosi casi in cui un soggetto si uccide perchè vie di scampo da ciò che ritiene indecente o moralmente inaccettabile non le ha.
    il suicidio è poche volte un atto di codardia

  2. 2
    libera -

    E’ proprio perchè la vita è assurda che si sente spesso una spinta al suicidio visto come unica risposta possibilie a quest’assurdità. Tu non hai trovato spiegazioni razionali a un simile gesto, ma si potrebbe rovesciare la cosa trovando irrazionale il desiderio di perpetuare l’esistenza, tramite la procreazione intendo, pur dopo aver preso atto che la vita è assurda.
    Motivi per non suicidarsi ce ne sono a bizzeffe, il problema è che hanno tuti una scadenza, e quindi se la salute, un amore, un obiettivo, una soddisfazione possono frenarti oggi, domani, essendo svaniti, non ti freneranno più, e l’assurdo strariperà di nuovo con tutta la sua potenza. Al che, se sei particolarmente fragile puoi essere colto da una tale mancanza di fiducia e prospettive da farla effettivamente finita. D’altronde quello che dice Cronico rimanda alle idee di Guido Morselli, per il quale appunto il suicidio vero e proprio non esiste, in quanto chi si uccide lo fa perchè impossibilitato a compiere un’altra scelta in quel momento.

  3. 3
    Marquito -

    Non sei riuscita a darti nessuna spiegazione razionale ? Non riesci a comprendere la logica di quel gesto ? La cosa non mi sorprende affatto. Per trovare una spiegazione razionale dovresti entrare nella testa di tutti quei ragazzi che si sono suicidati e che evidentemente non erano affatto felici e soddisfatti come apparivano. Ogni individuo fa storia sé. Ogni suicidio è un caso a sé stante. Come affermava Emile Durkheim, l’unica cosa in comune fra dieci persone che si sono sparate è la pallottola.
    Ti chiedi se nell'”età del disincanto” la vita valga la pena di essere vissuta … anche qui non esiste una risposta univoca. Certe vite meritano di essere vissute ed altre no. E l’unico a poterlo stabilire è il diretto interessato.
    Il nichilismo è una faccenda troppo seria per essere affrontata in questo modo.

  4. 4
    tennenbaum -

    L’unica via per chi percepisce l’assurdità della vita e non vuole (sarebbe più corretto dire “non può”) fare finta che non sia così è accettare la realtà e andare avanti.
    Poi ognuno vive la propria vita e ognuno è competente a decidere se la propria vita sia o meno degna di essere vissuta. Con la sola differenza che una volta scelta la via del suicidio indietro non si torna, mentre se scegli l’altra… per il suicidio c’è sempre tempo.

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