Il suicidio è un atto di coraggio o di viltà?
di
Cantautore
Ciao a tutti,
visto che su questo forum molte persone hanno propositi suicidi, soprattutto in seguito a grosse delusioni d’amore, quindi secondo voi il suicidio é un atto di coraggio o di viltà? È l’ultimo atto di amore per la vita, oppure l’estremo gesto di rifiuto della vita stessa, considerata come un peso non più sopportabile? Il suicida agisce in uno stato di raptus oppure programma accuratamente la sua morte fino all’attimo in cui decide di passare all’azione?
Saluti.
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Categorie: - Riflessioni
111 commenti
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Credo che tante volte non si apprezzano le cose che la vita ci offre…purtroppo è triste sapere che per alcune persone la vita vale così poco…certo…è più semplice farla finita, scappare e avere paura di non avere l’occasione per essere di nuovo felici…quindi credo che ci voglia più coraggio vivere….
Si può agire come in preda in raptus oppure calcolare tutto nei minimi dettagli freddamente, ci vuole coraggio ma è un atto dettato dalla paura e infine credo che il suicidio sia solo una ‘eco distorta della vita’ ( cit. da “Odio me stessa” di Donatella Murroni). Ci si ammazza perchè non si può vivere come si vuole.
A volte la morte è il rifiuto di affrontare le sfide che la vita ci propone…..non so se sia coraggio o codardia…..io posso solo dire che in questi giorni ci ho pensato diverse volte perchè sto soffrendo in una maniera indescrivibile, che mi porta alla disperazione…e il suicidio sembra essere l’unica via per non sentire + questo vuoto, questo dolre che mi attanaglia e non mi fa dormire, mangiare…che mi distrugge giorno dopo giorno…ed è come se morissi…lentamente….
la vita è troppo bella ed è piena di emozioni.. e niente e nessuno nemmeno una persona che ci ha deluso nel più profondo, nemmeno il problema più grosso può permetterci di non credere più che c’è una speranza e una via d’uscita.
Io devo dire che ci ho pensato spesso al suicidio, a volte ci penso seriamente, ma credo che sia un immenso atto di codardia che ha bisogno di un estremo coraggio… io non ci sono mai riuscita, ma sono convinta che la spinta al suicidio sia data dall’incapacità di affrontare le difficoltà della vita che a volte ci sembrano insormontabili, poi basta solo avere un attimo di lucidità e capire che solo alla morte non c’è rimedio…
Il vero atto di coraggio é prendersi le proprie responsabilitá. Interrompere tutto é un atto egoistico, non c’é coraggio in questo, semplicemente delirio, incapacitá di guardare le cose in una prospettiva futura.. C’é sempre qualcosa di buono, valido abbastanza per vivere!
beh…fin quando scrivono qui..stai tranquillo che nessuno si suicida!!!..dice chiaramente che uno si ammazza perche non vive come vuole…nessuno vive come vuole..diciamo ci la verita e nessuno si suicida per questo motivo..togliersi la vita è un atto di coraggio da parte di un paraculo..diceva einstein…dio non gioca ai dadi con universo…suiccidio per amore e solo una scusa…chissa perche la gente si toglie la vita….
Non è una scusa….io non ho + la persona che amo e non riesco a vivere…
Mi manca l’aria, mi manca tutto di lui e la mia vita senza lui non ha senso…
Uno si suicida perchè fa quel c.... che vuole, ciò che i tempi attuali impediscono, cioè la libertà.
Faccio un esempio: se giro in macchina senza cinture è perchè sono libero di fare quel c.... che voglio, perchè uno stupido in divisa mi deve fare la multa ? Io faccio quel c.... che voglio, se per caso faccio un incidente e per colpa delle cinture non posso uscire dall’abitacolo in fiamme per colpa delle cinture come è gia accaduto, autorizzo i miei familiari ad uccidere chi ha fatto una tale legge idiota, che priva l’individuo della libertà di fare quel c.... che vuole !
Questo è un esempio di tante leggi, di tante altre cose che privano l’individuo della propria libertà.
Avete mai sentito parlare di un certo Jan Palack che si è dato fuoco vivo in piazza Venceslao a Praga, per diventare un martire contro il comunismo ?
La libertà non vuole regole, viva l’anarchia !
quando perdi l’amore ti senti mancare la vita, io sto scrivendo lettere cartacee sigillate con ceralacca nel caso dovessi farlo un giorno, ce n’è una per ogni persona che mi vuole bene. Forse non lo farò mai, ma se non sarò mai felice comincerà a venirmi l’idea…non lo so…se avessi la certezza che dall’altra parte starei vicina all’uomo che amo anche solo come angelo custode non sarei qui a scrivere.
Ma la vita è bella, e se mi fossi suicidata prima non avrei conosciuto la persona di cui vi sto parlando…quindi forse non conviene.
Saluti
Con la sua “durezza” raffaele esprime spesso concetti ricchi di senso e di valori! Per il resto, quando la smettere di voler dare un’etichetta a tutto??
Il suicido è coraggio o viltà??? Ma che raza di domanda è, Cantautore?
Se stai pensando a suicidarti hai bisogno di dare una risposta ad un a simile domanda idiota?? O stai solo cercando di etichettare e stigmatizzare un gesto che ha almeno mille motivazioni differenti?
Sarebbe come dire “prenderti a calci in culo è un gesto di coraggio o di viltà”? Beh, ovvio che bisognerebbe valutare il singolo caso, non credi?
Nel tuo caso per4ò la risposta è abbastanza facile!
Come non ci vuole coraggio per premere un grilletto, buttarsi giù da un ponte, ingoiare un flacone di sonnifero…. morire non significa opportunamente essere dei vigliacchi.
Il non saper contrastare il gesto, dipende da molti fattori.
In tutti noi, esistono due facce della medaglia, due modi per risolvere lo stesso problema. La nostra vita dipende dalle risorse che abbiamo a disposizione al momento: fisiche, psicologiche, culturali, teologiche, economiche. ecc.
Di fronte all’ultimo gesto, possono trovarsi persone di diverso ceto sociale, cultura, credenti o no, ricche o indigenti, fisicamente sane o malate croniche: TUTTE possono essere potenziali suicide, perchè il suicidio, difficilmente è frutto di una carenza unica e definibile. Direi piuttosto si tratti di una serie di concause che martellano a turno la psiche del suicida che finisce col soccombere.
Così, dal manager dell’alta finanza caduto in disgrazia, al ragazzino bocciato a scuola coi genitori intransigenti, si parla di disagio estremo.
Di fronte al disagio, ognuno ha il proprio grado di resistenza, nessuno di noi si deve sentire al di sopra del suicidio.
Invece, quando diamo il nostro parere in merito, ci arroghiamo la presunzione di fare da ago della bilancia: noi che da umani siamo così volubili e incostanti…
Tutti coloro i quali hanno intenti suicidi dovrebbero pensare solo che il dramma non è di chi muore, ma di chi gli sopravvive. I propri familiari sono costretti a vivere con un dolore che gli è imposto da qualcuno che preferisce far pesare sugli altri, sui cari che pregano una foto, un ricordo. è solo a loro che bisogna pensare. la sofferenza è insopportabile, ma il dolore degli altri è peggio, soprattutto quando siamo noi ne siamo la causa.
Caro Paolo,
se la mia domanda ti sembra idiota, allora tu perché hai risposto alla mia domanda con una risposta altrettanto idiota?
E poi, che modi sono questi di aggredire le persone? E poi ancora, non sei per niente attento quando leggi, perché se tu fossi stato un po’ più attento nel leggere la mia lettera, avresti capito subito che, se io ho fatto questa domanda idiota (come la definisci tu) l’ho fatta, non perché sia io a volermi suicidare (fossi scemo), ma perché ci sono tante persone su questo forum che per grosse delusioni d’amore subite manifestano appunto questa intenzione.
Quindi, la prossima volta, caro Paolo, fammi la grossa cortesia di non inviare più altri tuoi commenti alle mie lettere, perché sono poco graditi e mi indispongono soltanto.
Grazie.
Ciao a tutti ,rispondo a te angelo senza ali hai ragione riguarda alle persone che ti stanno vicino e di conseguenza starebbero più male e per colpa di chi …………di quella persona ,ma allora uno quante persone starebbero male …….e allora bisogna reagire ………..non è facile!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ma bisogna farlo
sarebbe troppo facile morire e risolvere così tutti i problemi. un taglio e zac. ma che gusto c’è, non si potrebbe godere del piacere delle cose riuscite. lo farei anch’io, lo farebbero tutti, ma poi? cosa concluderemmo? beh la sofferenza finirebbe, ma con essa tutto il resto, e non avrebbe senso. fa tutto parte del gioco; per ogni grande sofferenza superata, una grande gioia è vicina. non si può vivere senza amore, non si può vivere senza soffrire, nè senza sorridere, basta solo saper attendere il momento giusto per ogni cosa, bisogna cercare la forza per emergere, per rialzarsi, ogni giorno, dopo ogni sconfitta, dopo ogni delusione.
vorrei tanto spegnere la luce…l’unica cosa che mi trattiene è il dispiacere che darei ai miei genitori…solo questo…sono disorientato…non riesco a capire chi quali sono gli amici che mi stanno vicino davvero…non so cosa mi aspetta dal futuro e questo è accecante,,,credo che ognuno debba comunque avere il diritto di fare quello che lo rende felice…anche morire.
Ciao TEO .è vero è un tuo diritto ,ma tu pensa che cè gente che sta male e vorrebbe vivere e tu vuoi morire ,teo esci cammina in mezzo alla gente e guardati intorno e vedrai quanto sei fortunato ,poi pensi il dispiacere che daresti ai tuoi ,fatti un giro dentro un ospedale e poi dimmi ,ti sto facendo la morale quando io potrei essere come te ma bisogna reagire,solo il tempo pùo cancellare CIAO A presto
La vita, per Maurizio, ha una sua giustificazione che nasce da un confronto, quindi.
La vita, anzi, la pienezza della vita, per un individuo che pensa al suicidio, è un valore assoluto, sono più vicino a ChiaraMente, quando dice che un suicida è uno che non può vivere come vuole.
Chi si vuole suicidare VERAMENTE, non pensa ( perchè non può pensare )
alla sofferenza degli altri! Ormai il suo stato mentale è alterato a tal punto che vedere la sofferenza degli altri, potrebbe addirittura fungere da grilletto per far scattare il meccanismo dell’autodistruzione. Ci andrei piano con certi consigli! Ancora ChiaraMente, ha citato una frase tratta da un libro di Donatella Murroni (credo che il suicidio sia solo una ‘eco distorta della vita’) che spiega sinteticamente quale sia il vero motivo che fa passare a vie di fatto un aspirante suicida. Non c’è codardia nè eroismo nel gesto, ma solo la sofferenza atroce di chi è nell’impossibilità patologica di interagire col mondo che lo circonda.
ciao b one ,volevo solo far notare che il mio non era un consiglio !!!!!!!!!! CIAO
Ok Maurizio. No problem. Pensa che certe volte mi sembra di rivedere un mio collega in piedi sul cornicione del palazzo dove lavoravamo. Si voleva buttare di sotto perchè era appena stato messo in cassa integrazione ed era l’unica fonte di reddito in famiglia. Questo, mentre un pompiere cercava di dissuaderlo dal farlo, dicendogli la classica frase:” pensa alla tua famiglia… ai figli…!”. Il volenteroso però non sapeva che stava separandosi dalla moglie ed aveva avuto precedentemente un forte esaurimento, proprio per questioni finanziarie.!
Credimi, non so se sia stato un santo, la fortuna o il materassone gonfiabile posto sotto il palazzo, comunque sia, è ancora tra noi!
Ciao!
Il suicidio non e’ ne coraggio ne vigliaccheria! e’ l’atto di liberta’ per eccellenza!
Nel film Patch Adams c’e’ una citazione bellissima: Per tutti la vita e’ un ritorno a casa….
Dato che nessuno si e’ permesso di “chiedermi” se volevo nascere nessuno si puo’ permettere di proibirmi di restituire quello che mi e’ stato dato senza averlo chiesto. In fin dei conti non si puo’ impedire a nessuno di “tornare a casa”.
io c’ho provato.non m’è riuscito (ovvio) perchè m’hanno interrotto, lei m’ha interrotto, lei che amo, la causa delle mie sofferenze, il dolore m’ha portato lucidità.è pazzia questa?o amore per anna?
frequento d qualche mese un ragazzo di 34 anni…io ne ho 24 …che l’anno scorso ha tentato di suicidarsi…mi ha parlato di questa cosa…mi ha spiegato le ragioni delb suo gesto…quando tutto sembra crollarti addosso,quando dentro di te regna il buiopiu nero ,quando ti sembra che nulla abbia piu un senso pensi che l’unica via d’uscita sia il suicidio…anche io ho passato non uno ma due periodi cosi pero non ho mai pensato di uccidermi…questione di carattere?be forse anche questo influisce…non sono i problemi che ti spingono a pensare certe cose ma il modo come uno li affronta,come uno reagisce …parole sue”ci vuole piu coraggio a stare qui e ad affrontare tutto questo schifo che a tagliarsi le vene”…e credo sia cosi’…uno si uccide perche gli semba che sia la cosa piu facile…chiedo scusa nessuno puo sapere perche uno si uccide perche nessuno puo entrare nella mente e nei pensieri degli altri…io non posso credere che una persona possa arrivare a tanto…la vita e meravigliosa …con i suoi problemi e vi assicuro che ne ho tanti e pure gravi ma ogni giorno che passa e un giorno che vivo,e un giorno x cui gioire o piangere ed e bello….
dopo sei anni e mezzo sono stato lasciato dalla persona piu importante della mia vita ,tutti i giorni cerco di darmi forza ma la delusione che ho ricevuto e stata enorme,non penso che il tempo guarira mai questa ferita ,e da qui il pensiero costante di togliermi la vita tutte le notti insonni con il pensiero costante e la mente che si distorge poi la mattina mi alzo e mi sento un morto che cammina l unica cosa che ancora mi ferma e il dolore che darei ai miei familiari e a quelle poche persone che mi vogliono bene. non pensate che sia un pazzo ma suicidarsi nel mio caso la vedo come una scelta consapevole di purezza del proprio amore che non avendo piu la fonte dove abbeverarsi muore con il suo involucro questa e la realta !!!!!!!!se con il passare del tempo questa restera la mia condizzione penso che mi togliero la vita perche una vita senza amore non ha senso pultroppo mi sento una persona troppo sensibile certe cose non passano!!!!!!!!quando l amore e puro !!!!!!!!!!quidi in conclusione penso che il suicidio sia una via alquanto coraggiosa da intraprendere in certe situazioni. baci a tutti
ki si suicida x amore e un co.......nn fermatevi all amore x una persona la vita e piena d cose belle
io non sono riuscita ancora a dare una risposta al senso del suicidio.in un film,”la meglio gioventù”,l’attore principale ad un certo punto si chiede(dopo il suicidio del fratello):ma che libertà è la morte?personalmente credo che il suicidio non sia una forma di libertà.liberi si diventa quando riusciamo a superare i nostri ostacoli e non quando ci facciamo vincere dagli stessi.ma non sono qui per dare risposte ma per cercare qualcuno con cui condividere la mia esperienza:un anno fa mio fratello a cui ero molto legata si è lanciato dal terrazzo di casa e purtroppo non si è salvato.se vi scrivo è proprio perchè a distanza di un anno mi ritrovo come consuetudine da sola nel silenzio della mia stanza disturbato dai lamenti del mio pianto.ho accettato la sua scelta e spero solo che lui abbia trovato la pace che cercava.spero solo che un giorno possa ancora riabbracciarlo.
Non si sa come avviene e perche avviene. Ci sono i momenti che sto vivendo ora in quali l’unica soluzione che mi viene in mente e farla finita. Mio amore e morto tra le mie braccia e io non voglio andare avanti.Ho un altalena di emozioni ogni istante della giornata. Vi garantisco che sono molto fredda e sicuramente non isterica.Sto preparando tutto nei piccoli particolari per non lasciare dei problemi dietro di me. Mio pensiero e di raggiungere il mio tesoro. Vi garantisco che sono lucidissima per ciò esistono vari tipi di suicidi. Io vado a lavorare e nessuno che mi conosce potrebbe solo pensare a quello che mi passa per la testa. E pure e cosi. Sapere che mi ritroverei immediatamente accanto a lui – non esito nemmeno un secondo. La cosa che mi frena e pensiero di non trovarlo oltre. E la verita. Non mi interessano dei giudizi della gente-sono relativi. Mi dispiacerebbe per la mia famiglia ma visto che sono anni e anni che vivo lontana da loro (20 anni circa) credo che sarebbe più faccile per afrontare il fatto. Se mai forse possibile per un genitore. Comunque non tutti quelli che pensano a suicidio sono con la mente offuscata.
Ella pensi che lui vorrebbe questo per te?…invece dovresti custodire il suo ricordo nel tuo cuore,custodirlo come un tesoro e questo dovrebbe darti la forza di sopportare tutto
E’ una vecchia storia… Viltà o coraggio? Non è in questi termini che deve essere vista la questione.
Ci vuole veramente molto coraggio a togliersi la vita, per contro alle volte per vigliaccheria si accetta un’esistenza priva di valore. E allora i termini si ribaltano.
Perché condannarsi ad un’esistenza di sofferenza?
Uno deve cercare di porre fine al proprio dolore , forse quello può essere un modo. Quindi la risposta non può semplicemente essere “la vita è bella, è un dono, non sprecarlo.. etc”
Alle volte la vita non è affatto bella, credetemi. La mia, ad esempio, è quasi finita. Ha senso continuare così? Solo la speranza che possa TORNARE ad essere come prima mi trattiene da passi ulteriori.
Dice: finché c’è vita c’è speranza.
Invece no. Finché c’è speranza c’è vita.
io sono daccordo con Marco, il suicidio non è una cosa sbagliata. ci si domanda se è un atto di coraggio o di viltà e ognuno può dare un’interpretazione. secondo me, come dice marco, non è viltà ma è una cosa giusta nel momento in cui la vita è una sofferenza. io per esempio ci ho pensato più volte ma non ho avuto il coraggio di farlo. se la vita è sofferenza allora è giusto porre fine ad essa.
“Ci vuole veramente molto coraggio a togliersi la vita, per contro alle volte per vigliaccheria si accetta un’esistenza priva di valore. E allora i termini si ribaltano.
Perché condannarsi ad un’esistenza di sofferenza?
Uno deve cercare di porre fine al proprio dolore”
sono pienamente daccordo con la definizione di marco. è vigliaccheria accettare un’esistenza priva di valore e piena di sofferenza.
Si credo anch’io che ci voglia coraggio anche a suicidarsi, e’ un pensiero pesantissimo da tenere, e piu’ che vilta’ e’ stanchezza per non riuscire a vivere e a realizzare quello che si desidera e allora si e’ davvero stanchi e forse un po’ dentro si e’ gia’ morti.
Vi ho scoperti perchè sono andato su Google e ho scritto “voglio raggiungere il mio amore morto”.Premetto che sono gay e ho vissuto per 27 anni con lui. Da gennaio di quest’anno lui non c’è più e non c’è giorno che passa che non pensi alla persona che ho amato. Oltre tutto ho anche il rimorso perchè mentre trapassava io mi ero addormentato sulla sedia dopo diverse notte fatte per lui e quindi non l’ho potuto neppure salutare per l’ultima volta.Mi è rimasta solo il nostro cane di nome Kora che mi fà andare avanti.Io sto facendo come ha scritto Ella,mi sto preparando , e quando non avrò nepppure la mia Kora potrò allora raggiungere il mio amore dolce.
Per me questa non è più vita e spero che lassù non si arrabbiano e mi facciamo stare finalmente per sempre nell’eternità con lui.
11/07/09 è il giorno che ho ricevuto la telefonata dei carabinieri… mi informavano che mio fratello era morto…suicida…era un anno che nn ci parlavamo per una litigata carica di astio dovuta alle bugie che mi aveva detto e alla persona che non riconoscevo più come mio fratello, … ha lasciato due genitori nello sconforto più profondo… se ne è andata arrabbiato con me… due righe per i ns genitori e un biglietto per chi l’avrebbe rinvenuto dove lasciava il mio numero di telefono…e mille domande e mille perchè…. nn so cosa pensare… a volte gli urlo che è stato un vigliacco… e nello stesso tempo piango al solo pensiero di lui… nel buio della notte..che ha straiato il sedile della sua auto, ha messo in moto ed è andato via per sempre……
quando un nostro caro viene mancare,muore veramente quando muore dentro di noi.bisogna aver coraggio per tutto,ma il coraggio piu giusto e forte e quello di non far soffrire chi ci vuole bene,e volersi bene.
Io ammiro il coraggio di chi si suicida vorrei averlo pure io quel coraggio ma sono troppo vile per farlo,spero di trovarlo andando avanti.
Ci vuole coraggio per togliersi la vita altro che storie.
Vorrei non far più parte di tutto questo.
La vita è una schifezza, il corpo umano è una schifezza ,la maggior parte di noi lavora per arricchire pochi,costringiamo animali a vite da inferno per poi macellarli barbaramente.Li sezioniamo vivi solo per fare un nuovo cosmetico ,un nuovo farmaco,preferiamo fare 100 medicine nuove piuttosto che eliminare la causa di una malattia
Ma che c’è di bello al mondo ?Il mondo senz’uomo,e forse nemmeno quello.
Parere squisitamente personale, è un gesto che non si compie in un raptus di follia, ma lo si pianifica per bene come peraltro io sto ben facendo da diverso tempo. Non deve lasciare assolutamente speranza di essere salvati altrimenti sarebbe solo farsa. Deve lasciare in chi resta il massimo senso di dolore per non essere stato in grado di comprendere, non l’atto in sè stesso, ma tutto quanto non è stato fatto per evitarlo. Nin è un lucido gesto di follia, ma un consapevole e ldevole gesto di coraggio, come persino la bibbia ci insegna.
D’altronde i migliori sono quelli che hanno il coraggio di farlo, non quelli che cercano delle scuse per sopravvivere.
Davide
Non ho mai pensato al suicidio, in quanto non ho mai avuto paura di vivere, si di vivere.
Nella mia vita ho fatto di tutto, sono anche “morto” un po’ di volte,sia per incidenti, che per situazioni che la vita ti mette fra i piedi.
Sono sempre andato avanti senza nessun rimorso.
Nella mia vita ho avuto solo una paura: Sopravvivere ai figli.
Purtroppo questa paura si è avverata.
Ho perso mio figlio da sei mesi, sono adesso in una confusione completa. Sembra che lo abbia fatto di proposito,ma io non ci credo, aveva un lavoro, una donna ed un figlio che lo adorava, non gli mancava nulla. Non so più cosa fare, e se non fosse per mia moglie, forse lo avrei già raggiunto. Ma prima lo pensavo ed ora ho la conferma che è più difficile vivere, o meglio che ci vuole più coraggio a vivere che premere un grilletto.
Spero di riuscire a trovare ancora questo “coraggio”, ma è sempre più difficile ad ogni giorno che passa
Ci si suicida per alleviare la propria sofferenza, che può venire sia da un dolore acuto che da una totale di-spera-zione (perdita della speranza).
Può essere sia un gesto avventato che un meditato gesto di solidarietà verso sé stessi.
Chi non ha mai pensato al suicidio è fortunato, perché significa che la vita non lo ha mai veramente messo in ginocchio, non lo ha mai fatto a pezzi…
Non tutti hanno gli stessi sostegni psicologici e morali.
Ma tutti li possono perdere.
Chi parla di viltà è solo un povero ignorante della realtà psichica e umana.
Penso,alla domanda “il suicidio è un’atto di coraggio o di viltà?” vere risposte non ve ne siano, solo punti di vista differenti.Ed in questa differenziazione di pensieri ed idee si creano gruppi-di-pensiero… originati da gruppi di persone che condividono qualcosa. Un qualcosa che sono sensazioni, emozioni, sentimenti: rabbia, paura, viltà, coraggio… Penso, un certo insieme di stati d’animo ci ha condotto a questa pagina,e penso alcune sensazioni ed emozioni ci hanno portato a scrivere un commento invece di, semplice-mente, sor-volare. Ora, ciò che mi chiedo io è: perchè ? Cosa spinge a lasciare un proprio pensiero qui ? Non credo il bisogno di conferme sul proprio, anzi. Forse è un bisogno del contrario ? Forse un bisogno di “testimoniare” ? Cosa ?
ciao lia anch io l anno scorso ho perso una persona cara, la più cara per me e vista la data mi è rivenuto in mente… lui ha scelto il 10 luglio 2009 per togliersi la vita.. ancora mi chiedo perchè
Non e’ ne’ un atto di coraggio,ne’ vilta’,ma una scelta. Ogni persona ha diritto di scegliere cosa farne della propria vita. Piu’ che altro cio’ che penso e che chi si rivolge al suicidio come soluzione e’ perche ha due scelte:
1) Vivere nel dolore,ma nella speranza che possa cambiare,ma guardare la vita stessa al momento come una lenta agonia.
2) Liberarsi dal dolore suicidandosi per non soffrire piu.
E’ il culmine di uno stato di sofferenza che ti porta al suicidio,i motivi possono esser dai piu sciocchi ai piu seri,cio’ che in “me” (Ipotetico) provoca sofferenza se’ rapportato a terzi potrebbe far sorridere.
Io la vedo come una scelta,non si sceglie di nascere,ma possiamo scegliere di morire,credo che in questo ci sia una grande espressione di liberta’negata a monte.
togliersi la vita, è un atto d’estremo coraggio. da sempre è stato al centro del dibattito filosofico, psicologico e letterario. l’immagine più bella che mi è rimasta impressa è quella presentata dal letterato Alfieri nel “Saul”, dove un re, ormai in preda alla pazzia, si rende conto che l’unica cosa da fare per salvare il proprio regno e i figli, è farsi da parte attraverso il suicidio, che nella poetica alfieriana è assolutamente considerato un’atto d’ESTREMO CORAGGIO, con cui l’io titano,l’io gigante,l’io eroico, spinto da un grande amore per la vita, non riesce a sopportare di viverla in un certo modo, e si dà la morte.
Altri psicologi, come il Dr A., fanno notare: “quando in una persona nasce il desiderio di morire? di allontanarsi dalla vita? semplicemente quando vivere diventa impossibile.”
Personalmente, ho sempre più volte pensato, e anche quasi tentato il suicidio. Sono rimasto affascinato dalla violenza con cui il Borromini ha scelto di darsi la morte attraverso un’unica, dritta e secca sciabolata nel petto. un atto simbolico, estremamente significativo.
togliersi la vita tutti perche avete mai chiesto quando sofre una persona in silenzio? togliersi la vita non ne coraggio lo so ma alle volte vede tutto chiuso davante a te come quello che suocede a me adesso m da tanto tempo anchio lo voglio togliere la vita fra un settemana o di meno e sono une mese che penso perche non posso piu vivire in dolore
Devo dire di concordare proprio appieno con Michele. Ci si suicida per alleviare la propria sofferenza, che non si riesce ad affrontare definitivamente e di cui non si riesce a venire a capo.
Chi non ha mai pensato al suicidio, chi non riesce a capirlo perché la sua mente oltre a un certo punto non si spinge, chi dice che sia un gesto esecrabile perché, secondo la sua “mente razionale” è qualcosa che NON DEVE essere fatto (maledetto verbo DOVERE, dovrebbe sparire dal dizionario), è sempre stato fortunato e significa che la vita non lo/la ha MAI veramente messo/a in ginocchio. Di nuovo concordo con Michele.
Un sacco di gente, anche tra coloro che sono più sicuri di sé, dovrebbero farsi un bell’esame di coscienza e interrogarsi sulla propria esistenza anziché sentenziare sulla vita altrui e sulle volontà degli altri.
Io ho deciso di farla finita, questa sera una volta per tutte.
Ho perso l’amore della mia vita a causa mia. Gli ho mentito in passato e ora che mi ha lasciato in maniera definitiva non vedo alternativa a questo dolore che sta invadendo la mia anima. Non c’è nulla che nè io, nè nessun altro possa fare per evitare che questa notte io finalmente mi libererò da questa sofferenza e lascerò una volta per tutte vivere una vita serena a lui perchè è ciò che si merita. Voglio solo la sua felicità, e dato che non sono stata in grado di dargliela è giusto che me ne vada. Addio.
Quando si perde la persona amata, non c’è scusa che regge. E’ finita la vita.
Alessia, spero sia solo uno scherzo discutibile.
Ma se così non fosse spero che il mare tra il tuo dire e il tuo fare sia lungo da attraversare…
Prendendo per buone le parole che hai scritto posso solo dirti che nel tuo caso la fuga non servirebbe a donare la felicita’ che dici di voler dare all’ “amore della tua vita”.
Se la situazione che ti tormenta e’ come scrivi solo colpa tua, allora sei la sola persona che ha il potere di riparare ai danni che si sono prodotti. E per questo ne hai il dovere. Dopo, solo dopo, potrai riflettere con onesta’ e decidere della tua vita.
Non passa giorno in cui non mi chieda perchè non dovrei farlo. La vita è uno schifo, sia quella mia personale, sia in generale. Il Mondo è un cesso arido e squallido. E io sono un fallimento come persona.
Eppure sono ancora qui, perchè se lo facessi distruggerei mia madre. E poi perchè ci vuole molto coraggio a buttarsi giù da un cornicione. Guardare di sotto, non sapere se sentirai dolore o se soffrirai come un cane. E poi chissà che ne sarà di noi: annichilirsi per sempre.
Ho paura. Paura di vivere e paura di morire. E sono stanco.
Adesso con esperienza di vita passata e da un “si” convinto penso in piena sincerita che sia una scelta sbagliata. La vita e un dono e con tutti suoi alti e bassi ci da possibilita di cescere e vivere delle esperienze .E meraviglioso combattere giorno dopo giorno per essere felici. Se fai finita non saprai mai come poteva andare a finire .
Qui mi sembra che si abbiano le idee confuse . Interviene per la gran maggioranza gente che ha già pensato seriamente al suicidio come liberazione .
Evidentemente chi ha deciso di farlo, o ci ha pensato , sente il bisogno di condividere la sua esperienza forse per conforto , per non sentirsi soli o , addirittura, per farsi dire che sono “coraggiosi” .
La domanda qui è “Il suicidio è un atto di coraggio o di viltà ?” , allora come potete rispondere senza fare 1000 premesse sul modo ed il motivo di un gesto del genere ??
il suicidio è coraggio ? beh , forse se serve a salvare altre vite, se come un Kamikaze giapponese si da la vita per un grande ideale , per salvare la Patria, la famiglia . Il coraggioso , l’Eroe, ha paura , non vuole morire . Rispetta la vita a tal punto che per salvarne altre mette in gioco la sua .
Il suicidio è liberazione ? Posso capirlo solo in rari casi di eutanasia, di continuo ed estremo dolore fisico .
Il suicidio è viltà ! di chi pensa che in un attimo possa porre fine al suo malessere , di chi non ha il coraggio di affrontare la vita ed i suoi ostacoli , di chi non si rimbocca le maniche e non è in grado di superare i suoi problemi e vincere i propri spettri . Egoista ! chi si suicida non pensa che sta rovinando la vita di altre persone , pensa solo che in un attimo non debba più rendere conto di nulla a nessuno .
Qual è il tuo malessere ? hai perso l’amore ?
1. beh se ti ha semplicemente lasciato oltre ad essere vile ed egoista se ti suicidassi saresti anche un parassita in grado di dar valore alla propria vita solo in relazione a quella di un altro . Aspetta, sii forte per il tempo necessario ed un giorno ti sveglierai “guarito” .
2. purtroppo il tuo amore è morto .. allora piangi, soffri, disperati , ma poi vivi la tua vita fino all’ultimo giorno . Onoralo , ONORA il tuo amore vivendo la vita nel migliore dei modi . Lui o Lei non volevano morire, non sono stati fortunati come te.. e tu che vuoi fare ? Vuoi ucciderti ? VERGOGNA, questo gesto è per me un insulto alla memoria dell’amato, non un gesto di amore . Vuoi suicidarti per stare per sempre con lui/lei ? allora cosa sono 80 anni che ti restano da vivere in confronto all’eternità ? Vivi ! Fai che lui/lei sia fiero di te perché ne avrete tempo per stare assieme .. e tanto .
Ti vuoi uccidere perché non servi a niente ? ti senti patetico, credi di avere avuto una vita di umiliazioni e non ne vuoi altre ? .. ma smettila di piangerti addosso ! Vuoi un’altra vita ? allora invece di ucciderti rinasci .. prendi ciò che hai è vai in missione in un paese lontano ad aiutare gli altri .. per questo ci vuole CORAGGIO, non per il suicidio .
Oppure iscriviti ad un corso di lingue dall’altra parte del mondo , cambia aria, vai lontano ,ricomincia da zero come un bambino che fa i primi passi . Che ti costa ? Se vuoi ammazzarti tanto vale provare prima .. o non ne hai il Coraggio ?