Sono una stupida ragazza innamorata di un bastardo
Riferimento alla lettera:
Ho passato due anni ad amarlo senza avere un rapporto serio e stabile, passando da periodi in cui ci sentivamo dalla mattina alla sera a mesi in cui non si faceva mai sentire, poi dopo un certo periodo ci siamo messi insieme e dopo 4 mesi perfetti e ufficiali dove...
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Data di pubblicazione: 26 Agosto 2012
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Categorie: - Amore
121 commenti
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@sofia e rosa blu
Io mi baso molto sulle risposte maschili che ho avuto qui perché penso che un uomo comprende meglio di una donna un altro uomo. Mi baso anche su alcuni articoli di psicologia letti inerenti al rossore, mangiarsi le unghie, tirarsi le sopracciglia, grattarsi la testa.
Si tratta di comportamenti di una persona con disagio sociale e che quindi, in teoria, non dovrebbe tradire.
Ma potrei sbagliare. Inoltre il mio compagno si eccita solo quando mi vede indifesa, debole. Si eccita al punto tale da avere una eiaculazione precoce.
Altra cosa…a chiunque chiedo tutti ridono all’idea che il mio compagno mi possa aver tradito e dicono che è buono e tranquillo.
Rossana :”è vero che non ci sono grandi analogie con la tua situazione, così come, PER ME, non ce ne sono che di MOLTO LONTANAMENTE simili in ogni particolare caso, sempre diverso da tutti gli altri, se non altro per i vissuti della donna che li interpreta animandoli”.
Questo e’ un dato di fatto, tuttavia chi viene qui cerca di trovare delle analogie con gli altri casi per confrontarsi con situazioni simili nella speranza di trovare spunti di riflessione e di soluzione.
Golem, e’ ammirevole il tuo sforzo nel voler capire certe dinamiche della “sensibilita’” femminile, ma ti consiglio, soprattutto con tua figlia, di non arrovellarti troppo. Lei dopotutto e’ molto giovane e ha bisogno di vivere le sue esperienze per quanto tu le giudichi non alla sua altezza. Forse se ne rendera’ conto da sola e, avendo te come padre ,non credo che abbia subito i condizionamenti religios-etico -sociali cosi’ deleteri per me e per tua moglie, per cui penso che se davvero questo tipo e’ cosi’ “scadente” se ne accorgera’ da sola.
Per quanto riguarda il tema del “rifiuto del rifiuto” da te citato all’inizio del tuo post , penso che questo sia anche per me uno degli aspetti cruciali su cui riflettere. Di fatto anch’io non voglio accettare questo rifiuto. Lo vedo come un affronto e una mancanza di riconoscimento della potenza di questo mio “sentimento” cosi’ fedele nei suoi confronti e cosi’ duraturo negli anni che solo per questo meriterebbe un briciolo di interessamento o di semplice curiosita’ da parte sua.
Questo mio desiderio mentale e’ talvolta cosi’ forte da provocare un’autosuggestione anche sul piano fisiologico: in certi momenti avverto una sorta di tensione a livello dello stomaco e del petto con difficolta’ a respirare bene e non so decifrare se si tratta di una sensazione piacevole o dolorosa.
Angela, ma tu vuoi fare la psicologa o la compagna di quel ragazzo? Decidi presto, perché uno come quello il tradimento sarà l’ultimo dei problemi che potrebbe darti. Non so se te ne rendi conto.
Angela,
continuando a leggerti, ho la sensazione (solo sensazione, eh!) che tu pensi di poter avere il controllo di questo rapporto per le fragilità che noti nel partner. e magari potrebbe essere anche così!
tieni presente, però, che nessuna persona si conosce mai del tutto, nemmeno da parte dell’analista che ne esamina i sogni e che ne raccoglie le più intime confidenze. se per un soggetto considerato “normale” (PER ME non lo è quasi mai nessuno) si possono prevedere alcune attitudini o reazioni, per un individuo con disturbi evidenti di personalità sarà spesso più difficile ipotizzare con un buon margine di correttezza pensieri e comportamenti.
ogni persona è un mondo a sé, da approfondirsi sul campo e da seguire nelle sue successive evoluzioni/involuzioni.
@rossana
È vero che io voglio capirlo per avere la situazione, non lui, sotto controllo.
Tu dici che ha disturbi evidenti della personalità?
Prima che io facessi esperienza sociale non notavo tutte queste stranezze e le cose tra me e lui andavano meglio. Lui si confidava di più con me.
@Golem
Grazie del tuo punto di vista come sempre.
Secondo te perché lui mi tiene nascosta? Nel senso che mi presenta gli amici ma poi isola la coppia. Quando incontriamo qualcuno che conosciamo si mette sempre davanti a me per “coprirmi”, a scudo.
Ciao Aguardiente.
Vorrei dirti subito che io non sono affatto convinto che le analogie siano così rare nei comportamenti umani, come qualcuno vorrebbe sostenere. Se così non fosse non ci sarebbero stati casi di condizionamento di intere popolazioni se chi lo ha fatto non avesse toccato dei tasti che danno in tutti la stessa “nota”. Che poi le vicende nate con quei presupposti si sviluppino soggettivamente non sarebbe neppure il caso di sottolinearlo per quanto é evidente. Ma se si tratta di un’illusione sentimentale come quelle di cui parliamo, in cosa si vogliono differenziarne gli esiti? Come dire che in un soggetto l’influenza passa in tre giorni e un altro muore per delle complicazioni, ma è sempre la stessa malattia il problema.
Se ho cercato di capire certi aspetti della psicologia femminile é solo perché mi sono reso conto che NON la conoscevo, ritenendo ingenuamente di conoscerla. Ti giuro che ho “studiato” sull’argomento, tanto da poter prendere una laurea triennale, ma ne sono venuto a capo, oltre ad aver acquisito delle cognizioni sul comportamento umano che mi hanno fatto capire quanto sia limitato il panorama di quello che chiamiamo il NOSTRO libero arbitrio.
Tu hai portato un esempio paradigmatico, quando citi la frustrazione del mancato “riconoscimento”, che fa emergere con cristallina evidenza a chi ha certe cognizioni, di quanto l’istinto “esiga” soddisfazioni quando ti fa “scegliere” un partner in “certi modi”
Un moto “irrazionale” ha comunque una ragione seppure non “leggibile” dalla ragione, che tuttavia cerca di inquadrarlo nella logica amorosa -in questi casi- di cui abbiamo discusso animatamente e per mesi. Che lo si gradisca o meno quella logica é solo “riproduttiva”, anche se non dovesse concretizzarsi mai. L’ape non feconda tutti i fiori sui quali si posa, e non sa neppure di farlo quando lo fa. Ci pensa la Natura come riuscirci, e quali “trucchi” usare per raggiungere lo scopo.
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Quando si perde la testa è perché prevalgono misteriose alchimie che ci stanno dicendo: “tu devi accoppiarti con quel maschio, il perché lo so io, la Natura, che da un miliardo di anni sa come fare per avere il miglior risultato possibile per la riproduzione della VITA sulla Terra. Sei in missione per ME. Esegui gli ordini”.
Una donna ha circa 5/600 possibilità di riprodursi in una vita, poche, quindi estremamente preziose e da “investire bene”. Un maschio miliardi, e se ne strafrega di dissiparle. Non ha niente da perdere, se la femmina è una bella gnocca gli basta. A una donna NON basta, deve sentire “altre” sensazioni, e “sentire” e la radice di “sentimenti”, chiaro no?
Se osserviamo per un momento certi “interessi” ossessivi nei termini appena citati, si può capire perché una femmina non possa trascurare certi “richiami”, che li si volti in amore romantico, in frenesia, in desiderio o in ossessione, la “nota” che è uscita da quel “tasto” è sempre la stessa. Hai voglia a personalizzare le storie, la trama del film è quella, le interpretazioni tutte diverse.
Per farla breve, il rifiuto da parte del “prescelto” per compiere la “missione” è di fatto la castrazione di quel valore personale che si ha come femmina più che come donna. Ed é una frustrazione che attiene al più profondo e identitario istinto, che é quello sessuale. Che per estensione dei suoi effetti é quello del riprodurre sé stessi e i propri genii nel futuro. Spero di essermi spiegato. Significa “sentire” di VALERE O MENO come essere vivente prima che come essere umano.
Un ossessione come la tua, quella di mia moglie e di milioni di altre donne nasce da questo mancato “riconoscimento”, che nessun “ragionamento” non pilotato può cancellare, ma che con l’Amore NON C’ENTRA NIENTE. Anzi è solo innocente egoismo.
Cercare di capire come e perché nasca è impossibile, infatti tu non sai perché Lui ti attrae. Come non lo sapeva lei.
Angela, perché ha in testa più “problemi” di un libro di matematica.
Un rapporto non ha nessun futuro con le premesse di cui hai parlato. È un insicuto, complessato e pieno fi fobie. Tu gli vuoi bene ma lui non sará mai in grado di ricambiare. È una relazione nevrotica, e come tale non può crescere se non “crescono” i protagonisti.
Mmmm…mi sta venendo il dubbio che anch’io non conosca a fondo la psicologia femminile e che forse dovrei approfondire meglio. Quali letture mi consiglieresti a tal proposito? Non troppo tediose… qualcosa di scorrevole e brillante. Dimmi cosa hai letto per documentarti…Oppure hai usato solo un metodo di indagine empirico? Comunque sono seria, ti sarei grata se potessi suggerirmi qualche libro sull’argomento.
Ammettiamo che tu abbia ragione e che quindi questo genere di illusioni abbiano una radice prettamente sessuale. Prendiamo il caso di Sally. Lei sarebbe stata ingannata dalla Natura che la avrebbe indotta in tentazione a fare sesso col portoghese . In seguito, per giustificare un simile “ignobile” comportamento, lei avrebbe passato i successivi 20 anni a costruirsi delle autogiustificazioni romantiche per coprire questa deviazione dai suoi valori etico-morali fino a quando grazie al tuo intervento avrebbe gradualmente acquisito piena consapevolezza dell’inganno. Occhei …ci può stare. Prendiamo ora il mio caso. Io , più’ 20 anni fa , di fronte alla Natura che mi indicava due possibili maschi con cui riprodurmi ne avrei scelto uno, ma avrei costruito per entrambi una sceneggiatura romantica per conferire all’attrazione fisica un valore di “sentimento”puro. In seguito avrei portato avanti un’ unica relazione durante la quale l’attrazione iniziale si sarebbe realmente trasformata in sentimento. L’ altra relazione mai vissuta sarebbe rimasta accantonata in un angolo della mia mente, rimanendo intatta la convinzione iniziale che anche verso l’Altro si trattasse di vero amore, ma a cui era necessario rinunciare. Sicche’, quando l’avrei rivisto dopo 21 anni, la mia nativa propensione all’ autosuggestione mi avrebbe fatto credere di essere da sempre innamorata di lui , quando in realtà si sarebbe trattato di puro e banale istinto sessuale… Mmm ci può stare come spiegazione scientifica.
L’ unica cosa è’ che non capisco perché cavolo il mio istinto sessuale si sia risvegliato proprio ora. In fondo mi sono già’ riprodotta abbondantemente e non ho assolutamente voglia di riprodurmi ancora. Tra l’altro la Natura dovrebbe sapere che alla soglia deii 40 anni è’ rischioso spingere in questo senso, essendo più’ frequenti gli errori genetici causati dall’ invecchiamento delle cellule.Inoltre non capisco come mai , pur avendo riconosciuto e in parte ridimensionato il condizionamento etico che per anni mi ha influenzata, io mi ostini a costruire fantasie romantiche su questa unica persona concentrando il mio istinto unicamente su di Lui, pur essendo stata castrata da parte sua. Quale sarebbe la soluzione? Suppongo che sia di ammettere che si tratta solo di un istinto irrazionale egoistico e concentrare tutti gli ormoni e le energie mentali su mio marito. Questo però comporta un grande sforzo mentale perche’ in un certo senso implica non solo la repressione di un istinto naturale, ma anche la rinuncia a tutto il gioco di fantasie che ci sta intorno. Inoltre bisognerebbe che mio marito facesse qualcosa per far dimostrarmi che ne vale la pena.
Al momento sono stanca e non riesco a fare questo sforzo, inoltre mi piace fantasticare e voglio continuare a farlo. Infine in alcuni momenti non riesco a reprimere l’istinto. Insomma Lui MI PIACE e mi piace che lui mi piaccia e mi piace pensare che a forza di piacermi alcuni spezzoni del”film” da me costruito possano in parte realizzarsi.
Acqua,
interessante testimonianza, che mette in dubbio il concetto dell’impulso riproduttivo come movente obbligato di una relazione amorosa. benché nel tuo caso l’orologio biologico possa FORSE pressarti per un’ultima possibilità, fuori dal nido.
A ME il tuo fantasticare appare poco come illusione di concretizzare un rapporto definito, nel senso d’intuire qualità immaginarie gradite per formare un’unione di coppia alternativa. sembra piuttosto un bisogno di verificare la scelta fatta in passato, la necessità psichica di provare un sentimento quasi incondizionato, diverso da quello che ti lega a tuo marito, oppure di trovare un più profondo “riconoscimento” di sé.
le scelte prettamente razionali hanno spesso miglior risultato se i soggetti interessati hanno sperimentato in precedenza quelle molto spontanee. pare che le donne nella ricerca di un partner suddividano inconsciamente i maschi in due tipologie di fondo: la prima, connessa a particolari attrattive (bellezza, furbizia, giocosità, libertà trasgressiva, ecc. …) che intravedono e che vorrebbero riprodurre nei figli; la seconda, invece, caratterizzata da affidabilità, stabilità insita in alcuni temperamenti, bontà, onestà, laboriosità, ecc. …, a garanzia indiretta di uno stile di vita confortevole e rassicurante, per se stesse e per la prole.
generalizzando, nell’immaturità emotiva si tende a scegliere il maschio considerato più affascinante mentre in seguito ci si orienta maggiormente sul maschio che lascia intuire attitudini protettive di buon marito e buon padre. al di là di innati gusti personali, invertire la sequenza, per raziocinio o qualsiasi altra ragione, senza che questa sia basata su un forte coinvolgimento iniziale, spesso comporta in seguito spiacevoli conseguenze, soprattutto per il genere femminile. può subentrare un’impellente necessità di rivedere e di far nuovamente quadrare in una qualche forma i propri bilanci emotivi interiori.
Acquacorrente.
La mia ricerca ha seguito un metodo empirico riferendomi però a testi scientifici, saggi di Storia, Antropologia, Sociologia, Etologia e Religione, ma non trascurando neppure romanzi, uno per tutti Madame Bovarye o “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”, di Carver. Ma ti consiglio di leggere subito “Il piacere di soffrire” di Alain de Botton. Ci troverai diversi esempi di situazioni assimilabili alla tua o a quella di Sally.
Ma attenzione, tu non sei nelle condizioni in cui era mia moglie, che ignorava completamente di essere vittima di una sindrome, sei molto più avanti nel momento in cui riconosci che si tratta di una condizione “nevrotica”.
Il fatto che tu riconosca che alla base c’è un’idealizzazione dell’amore, che trae le sue origini dal cocktail di intelligenga, fantasia e cultura, ma che nello stesso tempo non riesci s vincere né a volervi rinunciare, dimostra, a chi ha voglia di capire che noi in fondo siamo macchine biologiche, che quelle pulsioni trascendono la tua volontà. E se non è la tua é quella di “un altro”. Quella della Natura.
L’istinto sessuale che porta alla riproduzione non si estingue quando quest’ultima ci sia stata, perché é un istinto vitale. E quello che ci fa sentire più vivi se solo pensi allo stato di beatitudine che si può raggiungere con esso. Quindi in teoria NON HA ETÀ. Se hai letto la storia di Rosa su questo forum avresti trovato l’ennesimo esempio di ultrasessantenne che é scappato con la ventenne “illudendosi di fermare il tempo.
La tua vicenda è simile a quella di Sally solo per due punti: l’istinto sessuale, (che é il motore di tutto) e l’illusione verso il soggetto maschile, null’altro. Tu sei conscia, lei non lo era per niente. Come dicevo ieri gli sviluppi saranno inevitabilmente differenti, è la genesi che é sempre la stessa.
Io ho la sensazione che questa tua tendenza a fantasticate su “quello che poteva essere” di sarebbe verificato a parti maschili invertite.
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In fondo si tratta pur sempre di una ricerca del miglior compromesso possibile nella ricerca del partner, che corrisponde a quell’egoismo innocente di cui parlavo. Non dobbiamo scandalizzarci di intravedere in certi nostri comportamenti questi aspetti “etologici”, non sono moralizzabili come una certa cultura cerca di fare da duemila anni, perché hanno una ragione naturale che non è né buona né cattiva, “È” e basta. Certo poi si deve fare i conti comunque con quella morale sociale nella quale siamo immersi, ma di uomini e donne che escono pazzi per soggetti con i quali non potrebbero vivere la quotidianità è piena la Storia. È “sesso”, voglia di vivere e di sentirsi vivi, di provare quei piaceri, anche illusori, perché il desiderio sessuale è “L’UNICO” che li può dare, ed é l’unico che fa fare follie in condizioni di “normalità”.
Tu a 40 anni sei nel momento più torrido della tua sessualità, e per quanto riguarda le mie esperienze, i 40/50 li ritengo l’età eroticamente più completa. Ma se non si è potuto creare un rapporto di complicità col partner, che abbia spostato l’intesa in ambito intellettuale, i desideri di un certo “sessamore” restano in “circolo”, con le conseguenze che vediamo spesso, coniugate nei mille modi che conosciamo, ma tutti figli della stessa Mamma Natura.
L’amore UMANO é un prodotto della mente, quindi dell’intelligenza e della volontà, e si serve del sesso come ulteriore mezzo di “comunicazione” di un sentimento cresciuto dentro quell’intesa intellettuale. Ma se questa non si ha, è inevitabile prima o poi orientarsi “altrove”, facendosi indirizzare proprio da quell’attrazione sessuale alimentata dalla fantasia.
Dalla fantasia perché siamo umani e “creiamo” situazioni mentali “ideali”. Non lo fossimo basterebbero gli ormoni, e i tuoi sono belli in gran forma a 40 anni. E la fantasia ancora di più a quanto pare. Vedi tu.
A presto “Deuteria”
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Mi piacerebbe sapere in quale modo la testimonianza di Acqua “mette in dubbio l’impulso riproduttivo come movente di una relazione amorosa”. Acqua ha detto che si sorprende che a 40 anni possa accadere di avere certe “pulsioni”, ma non esclude un bel niente, e nel mio post successivo spiego che a quell’età l’impulso riproduttivo non è estinto, e continuerà a manifestarsi come ricerca di quel recondito aspetto in diversi modi. Con l’amore coniugale se c’é, o con la ricerca di un’alternativa come nel caso di Acqua.
L’esempio dell’ape del post di ieri sembrava chiaro. È inutile gridare Eureka quindi. Acqua non ha confermato per niente quell’affermazione a chi SA leggere quello che c’è scritto.
È ancora in cerca di una risposta a certi suoi dubbi. Per quello ha cercato di dialogare col sottoscritto, che forse le ha dato qualche ragione in più di altri, se ora ci sta discutendo in maniera interessante e intelligente mi pare.
Rossana, il tema della scelta gioca sicuramente un ruolo importante nella creazione delle illusioni in quanto, come già evidenziato in precedenza da Suzanne, costringe a porre un limite all’ infinito. Ovvero: le aspettative ad un certo punto devono convergere nella realtà a causa del bisogno emotivo di soddisfarle. Ma si tratterà di un compromesso.La vita è una sola e la scelta di una strada comporta la rinuncia ad altri percorsi. Mentre si procede può capitare di domandarsi come sarebbe stato imboccare al bivio l’altra direzione. Concordo che, probabilmente, non si tratta di reale desiderio di vivere e concretizzare quello che non si è’ vissuto , ma di un dubbio spontaneo che può’ nascere nel momento in cui un bisogno emotivo o affettivo non è’ adeguatamente soddisfatto. Per quanto riguarda il coinvolgimento iniziale ti assicuro che da parte mia si è’ manifestato per entrambi i ragazzi. Tuttavia probabilmente con il primo è’ subentrata ad un certo punto la ragione e la conseguente analisi razionale costi-benefici , mentre con il secondo il tutto è rimasto fermo al primo stadio, non avendo avuto la possibilità di superare la fase emotiva attraverso la reale conoscenza di questa persona nel tempo.
Golem, ti ringrazio molto per i suggerimenti: nei prossimi giorni mi procurerò un po’ di bibliografia.
Tornando a noi, io, avendo anche una formazione di tipo scientifico, non ho mai messo in dubbio che siamo “macchine biologiche” e che certe pulsioni trascendono la nostra volontà : anzi, questo l’ho sperimentato anch’io direttamente in diverse occasioni. Tuttavia, come già’ sai, io credo che quella che tu chiami “volontà ” o “intelligenza” che spesso contrasta questi istinti e che ci distingue dal mondo animale, abbia avuto origine non per caso ( tentativi della Natura con selezione delle strategie adattative vincenti) , ma per uno scopo ben preciso di cui al momento non ci è’ dato di sapere…
…che appunto trascende il nostro raziocinio e la nostra corporeità. Qui mi fermo perché’ come tu stesso hai detto non possiamo trovare un accordo se sconfiniamo sul piano teologico.
Sono pienamente d’accordo sul fatto che il sesso non debba avere connotazioni ne’ negative ne’ positive, in quanto trattasi di istinto primordiale connaturato nel nostro essere vivi. Sarai però d’accordo con me che in una coppia è’ necessario che tali istinti siano convogliati e vissuti in modo maturo ed esclusivo nell’ambito di questa relazione perché pochi sono propensi ad accettare la cosiddetta “coppia aperta” dove ognuno fa sesso con chi gli pare per assecondare il proprio istinto naturale. Ad un certo punto interviene quindi la volontà di limitare la propria libertà ( di riproduzione della specie) per dedicare all’ unica persona scelta , in virtù’ di una compatibilità fisica ed intellettuale riconosciuta, il proprio Amore ( che dovrebbe essere incondizionato) e le proprie energie sessuali. Questo aspetto che giustamente tu hai definito in altri post “divino” è’ quello che dovrebbe far sì che superiamo il nostro egoismo e riconosciamo è’ bello e piacevole donarsi reciprocamente all’altro/a. Questa è’ la teoria… nella pratica per quanto mi riguarda, comincio ad essere un po’ preoccupata di aggirarmi in questo periodo con tutti questi ormoni a fior di pelle e spero di riuscire a ricanalizzarli nella giusta direzione cercando di ripristinare un’intesa intellettuale con mio marito a quanto pare oggi carente. Tuttavia per ora un po’ di ormoni me li voglio tenere per i miei giochini fantasiosi, talvolta azzardati.
Acquatonica.
La tua preoccupazione è in realtá la constatazione di quanto siamo spesso sconosciuti a noi stessi. Lo siamo proporzionalmente a quante domande ci poniamo rispetto a quello che vogliamo a “crediamo” di volere.
Noi agiamo mossi dalle spinte vitali che ci muovono verso la realizzazioni di bisogni che ci riconoscano come “entitá”, e utilizziamo “esperienze” acquisite o trasmesseci da soggetti che riteniamo come “autorità”. I primi dei quali sono stati i nostri genitori. La loro attenzione nei nostri confronti ci dava la sicurezza di “essere”. Quindi il loro amore verso di noi ci dava il senso del nostro valore, ma fondamentalmente serviva ad assicurarci la vita fisica. Capisci quindi perchè dietro un riconoscimento affettivo adulto si cela ancora una necessità ancestrale legata alla sopravvivenza. Come dire che noi non esistiamo se qualcuno non ci vede esistere.
Noi ci orientiamo nelle noste scelte attraverso comportamenti quasi pavloviani, che attingono ad esperienze emotive pregresse rielaborate da quella famosa cultura morale perchè venga riconosciuta dall’ambito sociale nella quale si manifesta.
Tutto questo sottintende che moltissimi di noi in mancanza di esperienze dirette tendono ad utilizzare nelle proprie scelte i cosiddetti comportamenti imitativi. Un esempio banale è quello che puoi osservare se entri in una sala riunioni o un aula magna vuota. Il primo che dovesse entravi sceglierà un posto, ma quelli che lo seguiranno tenderanno a seguirne il comportamento e si siederanno non lontani dal primo, ritenendo inconsciamente quella collocazione come “buona” per motivi che non conoscono ma che devono esserci, per forza.
Lo stesso facciamo per tutte le nostre scelte. Ed essendo queste per antonomasia sempre nuove esperienze, (il bivio è sempre diverso) ricorriamo a stereotipi, luoghi comuni o imitando scelte altrui che riteniamo giuste per quel caso.
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L’acquisizione di tante esperienze dovute alla crescita e l’auspicabile arricchimento culturale (o l’ impoverimento sottoculturale) rimettono in discussione scelte pregresse con tutte le possibili conseguenze che possiamo immaginare. Ma certi imprinting restano intatti, e parametrano certe soddisfazioni a quella prima esperienza. Ecco perché molte donne spesso non escono dal loop bovariano dell’illusoria ricerca di un amore sconfinato che, come dicesti brillantemente tu una volta, potrà solo avere una soluzione asintotica e mai finita. Perché le esperienze non sono riproducibili se non come ASPETTATIVA.
Se dovessimo riferirci sempre a questa metodologia fisio-psicologica per le nostre decisioni, in ragione di quella “crescita” esperenziali dovremmo riconoscere che quelle scelte presto o tardi segneranno il passo. Ma per riconoscere ciò dovremmo già sapere che nel caso dei sentimenti amorosi – o quello che riteniamo tali- l’indicazione “emotivo ormonale” è il miglior alleato del fallimento, se non verrà riconosciuto come un dolce inganno che serve a quei reconditi scopi naturale, e che l’amore nasce DOPO che quelle istanze saranno state INEVITABILMENTE “secolarizzate” dalla realtà, da parte di ENTRAMBE i protagonisti della relazione, cosa che credo non sia avvenuta nella tua relazione, quanto non lo era nella mia, seppure per ragioni differenti.
Credo comprenderai che se non si riesce ad afferrare che esiste un OLTRE nelle relazioni, che bisogna VOLERE, le alternative saranno solo due: una ricerca “esterna” bovariana, o una “interna” salliana o similare alla tua e a mille altre analighe.
Il passo OLTRE si fa scegliendo “l’Amore” come progetto, non facendoci scegliere dall’amore. Capito cosa significano maiuscolo e minuscolo no?
Leggerai di Alice nel libro di De Botton e mi dirai se non ti riconosci. Tu come altre milioni di donne. Sally in testa.
Poi sempre di De Botton leggiti “Le consolazioni della Filosofia”.
Acqua,
“dubbio spontaneo che può’ nascere nel momento in cui un bisogno emotivo o affettivo non è’ adeguatamente soddisfatto” – PER ME il seme che porta all’evasione con la fantasia sta lì, ed è l’attuale rapporto di coppia che dovresti forse prendere in attenta considerazione per primo, in autonomia e serenità, per evitare di restare nel tempo incastrata in un’ambigua sospensione, a mezza strada fra quello che hai in casa e quello che immagini di poter trovare altrove. una visione probabilmente troppo semplice e troppo pragmatica per la complessità di sfaccettature che caratterizzano il tuo temperamento.
è però un vero peccato che il secondo uomo non voglia accordarti la possibilità di approfondire la sua conoscenza, cosa che ti sarebbe di certo di grande aiuto nell’abbreviare i tempi di approfondimento della situazione.
spero ci terrai informati su come prosegue o in futuro come avrà modo di concludersi questo tuo vivificante percorso, con il sincero augurio che tu ne possa trarre tutto il bene che desideri.
buona serata!
Golem, purtroppo non tutti sanno cosa desiderano a priori, poiché alcune aspettative si modificano e si adattano a seconda delle esperienze vissute. Io sono sempre stata molto indecisa nelle mie scelte, ma sempre costante nella decisione finale: ovvero una volta imboccata una strada , l’ho sempre percorsa fino in fondo, aggirando, talvolta con fatica, ostacoli e ripensamenti e puntando dritta all’obbiettivo. Ciò non costituisce necessariamente un’attitudine positiva in quanto potrebbe essere sintomo di una mia incapacità di accettare un errore o un fallimento a discapito della mia felicità interiore.
L’equilibrio tra volontà e fatalità , anche sul piano sentimentale, mi ha sempre affascinato dal momento che la prima implica fatica e forza del soggetto che la esercita, la seconda invece, quando positiva, offre su un piatto d’argento opportunità facili e piacevoli sorprese al soggetto che le riceve passivamente, tanto che, a volte, viene la tentazione di immaginare che l’evento atteso sia accaduto grazie all’intensità del proprio desiderio che avvenisse, quando invece è spesso la volontà che lo determina.
La tua spiegazione scientifica sulla persistenza di imprinting che influenzano la valutazione delle esperienze presenti e passate è’ convincente ed è forse questa incapacità di rinunciare alla credenza che una soddisfazione passata si possa rivivere tal quale che crea una trappola dalla quale si può’ uscire solo attuando un comportamento maturo. Io come ti ho già detto più’ volte, sono assolutamente convinta e d’ accordo con te che l ‘ Amore nasca dalla volontà di costruire un progetto comune e che debba oltrepassare il semplice istinto spontaneo emotivo. Ciò’ che mi preoccupa è’ che nonostante razionalmente io VOGLIA andare oltre , in certi momenti non ne ho la forza e quindi mi lascio cullare da queste illusorie fantasie che sono assolutamente platoniche e che mi concedono una gratificazione solo temporanea e non appagante.
Sally, prima della sua catarsi, era inconsapevole di questo e quindi “innocente”, tanto che, quando ha capito l’equivoco, ha saputo e voluto superare l’ostacolo andando oltre.
Io, invece, essendone pienamente consapevole sono “colpevole” di non volere o non riuscire ( per debolezza momentanea? immaturità emotiva?) a rinunciare a questa suggestione, pur ammettendo che si tratta di un comportamento infantile che crea dipendenza ed e’ controproducente se non controllato. Spero che le letture che mi hai consigliato abbiano un effetto terapeutico. Dovrei procurarmi una sorta di sigaretta elettronica che permetta di dosare la nicotina-suggestione diminuendone gradualmente la quantità’ fino ad eliminarla del tutto.
Rossana, grazie per il tuo consiglio: certamente tale naturale propensione all’evasione è esponenzialmente accentuata dal fatto che il mio rapporto reale non fornisce al momento adeguate risposte ai bisogni affettivi. Probabilmente dovrei concentrarmi su quello che non sta andando per il verso giusto con mio marito e cercare di riavvicinarmi a lui. Nel frattempo, vorrei tanto che l’Altro mi concedesse un incontro per conoscerlo e sfatare il mito, ma temo che non succederà. Mi vergogno a ricontattarlo : lui mi ha già chiaramente liquidato (essendo io Acqua) quando gli avevo chiesto (con una certa insistenza) se potevamo vederlci, dicendomi anche che oltre ad averlo imbarazzato( e secondo me anche spaventato) , avevo trascurato il fatto che lui potesse essere ” sentimentalmente impegnato” e che questo incontro lo riteneva una mancanza di rispetto nei confronti della sua partner, oltre che un inutile e forse dannosa forzatura nei miei confronti, vista la mia situazione emotiva. Pensandoci il suo ragionamento fila. Ciò nonostante, tuttora, spero ( inutilmente) che cambi idea o che accada una situazione fortuita che me lo faccia incontrare anche solo per una volta. Vi terrò’ aggiornati, Grazie e a presto.
Aguademarso.
Non credo che tu potrai mai fare a meno della tua vivace fantasia, lo si capisce da tanti dettagli che trasmetti nei tuoi scritti, il primo sono le divertenti variazioni sul tema del tuo nick, che la dicono lunga sulla tua capacità creativa. Infatti mi chiedo se non sei architetto anche tu, perchè sono caratteristiche che ritrovo in me come in altri colleghi con una vena artistica spiccata.
Agua, Sally ha dovuto usare uno “specchio” per vedere riflesse certe tendenze che si portava dietro da sempre si può dire, e che come ripeto era solo un rifugio per cercare di vivere un ideale romantico maturato nel periodo degli imprinting, e puoi giurarci che non è per niente facile vedere la realtà per quella che è e rinunciare a quei passatempi, che però alla lunga ti allontanano dai veri piaceri della vita.
Come ho avuto modo di dirti non si può sapere se questa tua condizione sia la causa o l’effetto del tuo rapporto di coppia, ma è un problema che dovrai affrontare se non vuoi vivere una situazione schizofrenica con te stessa più che con tuo marito, che mi sorprende che non capisca.
Sentire accentuare il desiderio attraverso il rifiuto è un’altra degli esiti di certe condizioni immaginifiche, che non fa che aumentare l’effetto che si sta subendo in chi come te o Sally ha la tendenza a fantasticare, ma lo è un po’ di tutti in realtà. E’ una caratteristica che per esempio Tolstoj ha utilizzato in Anna Karenina, tanto per restare in tema, dove lo scrittore non dà nessuna indicazione chiara sull’aspetto della protagonista, così che il lettore potrà crearsi l’immagine che preferisce dall’interpretazione soggettiva delle descrizioni delle sue vicende. Se ci pensi è esattamente quello che fai con quell’uomo, che non conosci in realtà, e che faceva l’inglesina con quel tarello.
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Come ho avuto modo di dire, noi agiamo molto di più attraverso il subconscio che non la ragione, anche se crediamo il contrario, ragione che attiene in fondo ad una “conquista” recente tutto sommato, e che deve farsi largo tra le mille istanze “vitali” che sono dentro di noi da prima che divenissimo umani, e delle quali tutto sommato stiamo studiando le dinamiche solo da Freud in poi. Niente sotto l’aspetto evoluzionistico, ma è bene sapere che siamo più condizionabili di quello che pensiamo.
Ti affascinano le situazioni alla “sliding door”, si era capito, ma se rifletti sono ipotesi che non si potranno mai provare, solo immaginare, e l’immaginazione arriva con facilità dove si vuole, ma non “tocca nulla”, e mai lo farà. La tua è una creazione artistica onirica, che ogni tanto nella tua galleria personale vai a rivedere per provare quelle emozioni che ti fanno sentire viva. In realtà hai bisogno di innamorarti o lo sei già, dell’amore, condizione che altro non è che l’effetto di quel cocktail di umori endocrini, istinti, imprinting e cultura di cui tutti siamo fatti. Quando “beviamo” quel cocktail ne sentiamo il piacevole sapore e gli effetti euforizzanti, ma non riusciamo più a distinguere i vari ingredienti che lo compongono, per farlo ci vorrebbe una fredda analisi chimico-fisica, quello che abbiamo fatto io e lei, ma tu vuoi farla? Probabilmente il tuo problema è più serio ma più semplice nello stesso tempo e dorme a fianco a te.
Ciao.
P.S. Posso sapere in che città vivi?
Purtroppo non ho mai fatto fruttare adeguatamente la vena creativa che molti mi dicono che possiedo con la scusa che non ne ho il tempo. Vedermo in futuro.
Non sono un architetto anche perche’ solitamente chi fa questo mestiere, oltre ad avere doti artistiche, e’ solitamente dotato di senso di grande precisione, propensione all’ ordine e chiarezza-linearita’ di idee.
I live in Romeo & Juliet’s town. A dopo per la mia riflessione serale-notturna su quanto hai scritto.
Quello che vorrei è che il livello della suggestione rientrasse a come era prima di 4 mesi fa, quando se ne stava tranquillo nel subconscio senza creare grossi problemi ed effetti fisiologici secondari, ma facendo qualche rara comparsa di notte, sfuggente e rarefatto, durante la fase R.E.M.
Un’autoanalisi chimico-fisica molto profonda della mia situazione credo di averla già compiuta (anche grazie ai vostri spunti di riflessione di cui vi ringrazio) . Penso che non ci sia molto altro da mettere in luce. C’ è’ molto da migliorare nel rapporto con mio marito che assai raramente dorme a fianco a me ( lui dice perché il suo posto viene spesso usurpato da qualche figlio e non ha tutti i torti, ma a me sembra che il motivo principale sia che preferisca guardarsi la TV sul divano o starsene a giocherellare con lo smartphone). Qualche volta scendo io a ” fargli compagnia”, ma spesso sono stanca e negli ultimi tempi preferisco scrivere qui, a causa del risveglio e dell’interferenza della mia dolceamara ossessione interiore che mi tormenta da qualche mese. Anche se riuscirò prima o poi a farmela passare ( magari sostituendola con altre) e a rimettere la testa a posto, i miei problemi di coppia rimarranno e so per riaffrontarli ho bisogno di recuperare energie ed elevarmi ad un livello superiore di tolleranza. Alcuni tentativi di riavvicinamento che ho fatto non hanno dato grandi risultati: anzi spesso lui è’ intollerante nei miei confronti e si spazientisce per attitudini e comportamenti che ho sempre avuto e che non credo di poter migliorare essendo parte del mio carattere, come se li avesse scoperti adesso…