Sono una stupida ragazza innamorata di un bastardo
di
Lucy16
Riferimento alla lettera:
Ho passato due anni ad amarlo senza avere un rapporto serio e stabile, passando da periodi in cui ci sentivamo dalla mattina alla sera a mesi in cui non si faceva mai sentire, poi dopo un certo periodo ci siamo messi insieme e dopo 4 mesi perfetti e ufficiali dove...
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Data di pubblicazione: 26 Agosto 2012.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia
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A volte mi sforzo di ” estraniarmi” dalle emozioni negative provocate da certi suoi discorsi, per gestire meglio il dialogo, ma anche questo sembra non funzionare in quanto vengo accusata di indifferenza ed incapacità di ascolto. Non capisco cosa pretenda da me. Il suo comportamento oscilla tra l’affabile quando parla lui e l’intollerante non appena io tocco un tasto sbagliato. Spesso si irrigidisce su alcune mie posizioni e le contrasta per affermare che lui la pensa al contrario.Se io ad esempio racconto un episodio accaduto nella giornata o commento un fatto quotidiano letto sul giornale per proporre alcune mie valutazioni, capita che si accanisca a parole contro il concetto da me sostenuto, evidenziando che il suo modo di pensare è’ esattamente l’opposto. Allora io mi infastidisco, soprattutto quando va a sfiorare alcuni principi e valori intoccabili che io ritengo sia indispensabilie condividere. Il giorno dopo si comporta come se niente fosse alimentando i miei dubbi e la ma insofferenza. Non è’ sempre stato così …anche se siamo molto diversi. A volte ho la sensazione che voglia provocarmi per farmi soffrire.
Acqua,
“Il suo comportamento oscilla tra l’affabile quando parla lui e l’intollerante non appena io tocco un tasto sbagliato.” – SECONDO ME, potrebbe avere la sensazione che gli stai sfuggendo di mano, e quindi s’irrigidisce per far sì che tu abbia ben chiara l’idea di quello che è giusto e quello che per lui sarebbe inaccettabile. supponevo che la tipologia di persona con cui avevi a che fare potesse essere quella di chi non tollera idee e attitudini diversi dai suoi. in tal caso diventa difficilissimo avere un vero dialogo e la reazione quasi obbligata finisce con l’essere un ulteriore allontanamento di vario genere, a seconda delle possibilità del partner di elaborare la nuova situazione relazionale che si è venuta a creare.
potrebbe però essere soltanto un suo momento d’incertezze di vario genere, che nel tempo ti sarà possibile aiutarlo a superare, con pazienza e comprensione. non è infrequente che un nucleo famigliare si regga proprio su queste qualità, quasi sempre esercitate “al femminile”.
Acquacorrente
“A volte ho la sensazione che voglia provocarmi per farmi soffrire.” Cosa “dice” questa tua conclusione? Dice che “comunicate” per “contrasti”. E cosa contengono questi contrasti? La sensazione di non essere stati capiti, di non avere certe attenzioni, di non contare come si vorrebbe. Ma attenzione, solo in termini “soggettivi”, non necessariamente assoluti,
Io non sono in grado di entrare nelle dinamiche di una coppia, ma sulla modesta base di cognizioni acquisite durante quella ricerca di cui ho parlato posso affermare che le ragioni principali risiedono SEMPRE in un percorso di crescita personale che non è stato condiviso dall’altro, anche inconsapevolmente. Anzi quasi sempre in una buona fede “relativa”. Nel senso che si dà per scontato che certi comportamenti siano percepiti dall’altro come normali. Non è così. Si arriva spesso ad essere degli “sconosciuti” l’uno all’altra senza rendersene conto. Questo perché per cento motivi, tra i quali l’autoindulgenza è tra i primi, si trascura di dare l’importanza che meriterebbe a piccoli e grandi indizi che dovrebbero far riflettere e indurre a chiarirli strada facendo. Invece non avendolo fatto, quella strada è diventata DUE strade, che attraversano lo stesso “bosco” ma che vengono percorse singolarmente.
“Dove sei!!”, “Mi senti?”, “Sono qui!”, “Qui dove? Ti sento ma non ti VEDO”.
Cresce l’ansia, il disappunto, “è colpa sua, non doveva distrarsi, fa sempre quello che gli pare”. E così, con questa sciocca metafora si accumulano gli equivoci.
Fare il “punto nave” periodicamente di dove si STA andando dovrebbe essere necessario come l’inventario periodico di ogni “impresa”. Perché una coppia è ANCHE questo.
Io credo di essere arrivato a punti di incomunicabilità peggiori di quelli di tuo marito, per DUE indulgenze, nei miei e nei suoi confronti.
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La prima per la mia “mala educazione” mediterranea, la seconda per l’eccesso di “rispetto” di certe sue caratteristiche di espressione sessuale. Comunque provenienti da una certa visione della figura della “moglie” presente in quella cultura “mediterranea” nella quale sono cresciuto. Le sue le conosci ormai.
Quando parlavo di “volontà” come azione necessaria nella creazione dell’amore, il termine va inteso come “strumento” per l’accertamento della VERITÁ. E la verità nel caso della mia coppia era quello di capire se c’erano ancora le basi e, appunto, la volontà DI ENTRAMBI di ritrovare quella strada comune che avevamo iniziato a percorrere assieme e per raggiungere LO STESSO OBIETTIVO. O quello che “eventualmente” si è creduto che fosse. Succede quando si è preda di “certe” emozioni.
Idros, non c’è altra possibilità che PARLARE per quel che mi riguarda. Nessuno potrà dirti cosa pensa ORA di te tuo marito, neppure tu stessa come vedi, e non c’è altra alternativa che parlarne. E quel parlarne significa che non dovrà esserci un inquisitore e un inquisito. Ma due persone che devono capire se riprendere il “cammino” sullo stesso percorso o continuarlo per conto proprio.
Noi l’abbiamo ripreso, perché abbiamo voluto capire cosa si era l’uno per l’altra, e ci siamo scoperti innamorati NON COMUNICANTI, ma paradossalmente sarebbe stato un “successo” anche se avessimo scoperto che non potevamo più “camminare” insieme.
“CO-IRE”, “andare insieme”. È la radice di “coito”, che è un altro modo per dire che si “fa” l’amore.
Spero di essere stato chiaro.
Ciao.
Grazie ad entrambi per la risposta. Io sono una persona molto flessibile perciò tali suoi irrigidimenti e prese di posizione che spesso non sono adeguatamente motivate, mi lasciano molto perplessa.Tra l ‘altro non ho notato solo io l ‘ accentuarsi di questa sua intolleranza verso opinioni altrui, diverse dalla sua: anche nei confronti di amici di lunga data o di famigliari miei e suoi tende a sopraffare pareri in contrasto con i suoi, nonostante non si cerch il conflitto, ma il confronto. Qualora,poi, tali persone si trovassero ad appoggiare una posizione che anch’io condivido, allora lui si schiera palesemente contro, approfittando di un qualsiasi pretesto per colpevolizzarmi di miei presunti errori (ad esempio nell’educazione dei figli). Questo è’ evidente perché viene fatto presente anche da altri. Insomma c’è l’ha con me e con le mie idee e la discussione non presuppone quasi mai una volontà di confronto, ma un’ occasione per evidenziare un contrasto rispetto alle sue vedute )che per quanto mi riguarda sono ultimamente molto limitate).
L’unica sua salvezza è’ che i suoi comportamenti reali non corrispondono, nella maggior parte dei casi, a quelli “assoluti” che va predicando , perciò sono disposta a valutare come si evolverà la situazione. Il dialogo è’ assai difficile come avete giustamente notato e richiede i giusti tempi e modi.
Acquastop.
Visto che hanno tolto anche la Chat forse chiudo con questa chiacchierata con te, una delle quattro o cinque persone interessanti di questi tre anni. A meno che non mi rassegni alle ovvietà e ai salamelecchi
Naturalmente é difficile farsi un’idea di una persona con i pochi elementi a disposizione, ma dalla descrizione che ne fai appare come se l’uomo fosse frustrato da qualcosa che ne mortifica l’autostima, e le reazioni che descrivi sono tipiche di chi sfoga quelle frustrazioni con chi “può farlo”, di solito le persone che sono più vicine e con le quali ha più confidenza. La compagna in primis.
Ha problemi di lavoro che tu sappia? La sensazione più ovvia è quella di un uomo insoddisfatto di qualche aspetto della sua vita, e che, contrariamente a quello che appare, ce l’ha soprattutto con sè stesso fondamentalmente, forse per scelte che ora non condivide più.
Dice che ce l’ha con te per le tue idee, e può starci, sono problemi comuni in molte coppie, però non vuole parlarne visto che siete sposati, ma questo atteggiamento per me é solo la solita, classica scusa che sposta sull’altro tutta la responsabilità del disagio che si ha dentro di sè.
Cerca di indagare se ti riesce, per capire da dove potrebbe arrivare tutta quella aggressivitá e quella rabbia repressa, ma se prima o poi non ne parlate tra voi la situazione potrá solo peggiorare, e la tua fantasia volare sempre più in alto fino a sostituire completamente la realtà. E con dei figli da crescere non è esattamente ideale come situazione.
Mi prendo una pausa anch’io . Ho voglia di leggere un po’ e il tablet mi distrae troppo. Oggi ho comprato ” Esercizi d’amore” di De Botton perché non ho trovato gli altri due in libreria. L’ incipit comunque è’ molto interessante. Bye bye e a risentirci più avanti. Grazie in particolare a te,Markus, Rossana e Suzy per il vostro interessamento disinteressato.
Acquattata.
De Botton contiene pressoché tutto quello che serve “per capire”, secondo me. Ma cerca di trovate gli altri due titoli che ti ho consigliato.
Fatti sentire. Ciao.
Acqua-arcobaleno, anch’io volevo leggere qualcosa di questo filosofo, ci risentiamo per uno scambio di opinioni? A presto spero!
Benissimo Suzy, allora ci risentiamo più avanti. Buona lettura! : ) Cerco di recuperare gli altri due titoli sabato in biblioteca…
Acquabrillante, mi sono persa le ultime evoluzioni della discussione sulle illusioni amorose; in ogni caso ti consiglio di leggere le poesie di Sibilla Aleramo, nelle quali è racchiusa tutta la forza dirompente della sua passionalità e, inevitabilmente, dei suoi vagheggiamenti…
Acquasanta
Se ci riesci trova anche “Il corso dell’amore” dello stesso autore. È un romanzo psicologico sulla vita di coppia da non perdere.
http://www.corriere.it/cronache/sesso-e-amore/notizie/alain-de-botton-romanticismo-trappola-2ebc26cc-29c5-11e6-aa4c-a2d9e3978e50.shtml
E anche questo, di qualche anno fa.
http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/cultura/2012-10-20/alain-botton-sesso-180107.shtml?uuid=Ab06cBvG&refresh_ce=1
H2O, vorrei sapere il motivo di questo tuo continuo reinventarti il nick… spiegalo pure con parole tue…
Io adoro la “creativitá”, e quei “Giochi d’Acqua” sono stati un diletto in questa valle di lacrime. Lo avrai capito Acquapazza, vero?
Con parole mie…L’acqua e’ l’essenza della vita, e’ un elemento multiforme che quando e’ liquido si adatta al contenitore ricevente, ma quando evapora e’ libero di viaggiare. A volte ghiaccia e sta ferma aspettando di essere sciolta. L’acqua lava, rende leggeri, dona sollievo, disseta, attutisce i rumori. Puo’ avere una forza devastante e distruttiva se non e’ controllata o essere calma e stagnante. Guardata dall’alto (ad esempio da un aereo o da una piccola isola) permette di percepire l’ infinito e allo stesso tempo la limitatezza della natura umana. L’acqua puo’ avere tanti colori e puo’ dissolvere molte sostanze, mutando cosi’ le sue caratteristiche: puo’ essere dolce, salata, contaminata, pura, arricchita, demineralizzata. L’acqua e’ presente in molte metafore e in molti modi di dire. Un nick non puo’ rappresentare totalmente la complessita’ e lo stato d’animo di una persona, per questo ne ho scelto uno che pur conservando una radice comune (essenza) lascia spazio a delle variazioni sul tema…
Golem, uno dei due testi l’ho gia’ visto in libreria, l’altro me lo procuro. Dopo questa full immersion di De Botton dovro’ leggermi anche qualche altro autore per non avere un punto di vista troppo “assolutista”. Suzy , vada per le poesie: speriamo che non peggiorino la situazione ; )!
Non è assolutista Voda (in slavo) è realista. E se davvero vuoi “sganciarti” “dall’illussesione” é una lettura che può aiutarti anche in quel senso.
De Botton fornisce una lettura “scevra” da certi romanticismi “annebbianti” che nei fatti creano solo aspettative inattuabili, offrendone altri non meno gratificanti ma che nascono dalla realtà e dell’intelletto e non dall’illusione romantica. Visione questa che ho avuto il piacere di scoprire quanto il filosofo svizzero la riconosca come un prodotto culturale degli ultimi tre secoli. Proprio come avevo riflettuto io stesso ancora prima della lettura dei suoi libri e poi cercato di spiegare inutilmente a Markus.
Per i libri, se non lo hai fatto cercali su Amazon, dove tra Che sia a favore mio o contro.l’altro li pagheresti meno.
Fatti viva Nerò (in greco), che qua scarseggia la qualitá.
Acqua,
sembra che già nell’antichità si sapesse che le fantasie, le immagini e le visioni dell’inconscio possiedono un potenziale curativo. pratiche immaginative, infatti, erano in uso tra gli egizi, i greci, le popolazioni indiane d’America e le culture orientali.
secoli più tardi, la nascente psicologia strutturò una varietà di tecniche e di approcci all’immagine: allucinazioni ipnotiche, sogni “da svegli”, immaginazioni libere, visualizzazioni guidate, meditazioni immaginative e altro ancora.
inizialmente, molti di questi procedimenti immaginativi avevano uno stesso obiettivo: estendere il potere dell’Io sull’inconscio, per ridurne l’influenza.
agli inizi del XX secolo, però, metodi di immaginazione autogena di Schultz o l’immaginazione attiva di Jung introdussero una radicale innovazione: l’atteggiamento verso l’inconscio non fu unicamente di controllo e di difesa, ma di collaborazione e rispetto.
l’evocazione di immagini consente di accedere alla sfera emotiva e ai suoi cambiamenti. il ricorso all’immaginazione si rivela particolarmente efficace quando si deve entrare in contatto con le proprie emozioni.
non so se e come le tue fantasie si possano collocare in questo concetto d’insieme, citato in tutte le sue sfumature. forse potrebbe valere la pena non trascurare del tutto questa visione nell’approfondire quanto di tuo interesse.
Cara Acqua, mi sa che non sono la persona giusta per farti sentire “cheta”, però ti offro spunti per sentirti cascata fresca di montagna, senza ritenerti distruttiva, ma rigenerante 😉
Vivere di fantasie è come farsi un panino con i palmi delle mani cercando di raccoglierci il fumo dell’arrosto. Forse se ne sentirà l’aroma, ma non metti niente nello stomaco.
“Per la mente che vede con chiarezza non c’è possibilità di scelta, c’è l’azione.”
Juddu Krisnamurti.
Golem, mi ricordi tanto mio padre, ed è per opposizione a lui che amo così tanto l’evasione nell’irrealtà. Quando scrivevo poesie lui mi parlava della realtà, quando filosofeggiavo, lui mi riconduceva alla nostra amata terra ( in senso proprio fisico). Quando ci accorgeremo che tutti i nostri pensieri e le nostre emozioni sono la realtà che ci costruiamo ad ogni istante, forse smetteremo di sottovalutarli.
Ti capisco Suzanne, e ti dico che a suo tempo sono stato anch’io un esteta, contemplativo e sognatore, e mentre la realtà imponeva la sua presenza mi rifugiavo sempre di più in quel “mondo” illusorio. Ma poi ho capito che era una “scusa” per non affrontarla la realtà e ho cominciato a volerla affrontare. Stavo già cambiando quando la realtà mi ha definitivamente “svegliato” con la morte di Carmen a 25 anni, nel pieno della bellezza. In tutti i sensi. A quel punto non ho avuto più dubbi sul da farsi se vuoi “vivere”, perché la “vita vera” puoi fuggirla quanto vuoi, ma lei ti riacciufferà sempre.