Salta i links e vai al contenuto

Sono una stupida ragazza innamorata di un bastardo

di Lucy16

Riferimento alla lettera: Ho passato due anni ad amarlo senza avere un rapporto serio e stabile, passando da periodi in cui ci sentivamo dalla mattina alla sera a mesi in cui non si faceva mai sentire, poi dopo un certo periodo ci siamo messi insieme e dopo 4 mesi perfetti e ufficiali dove...
Leggi tutto il testo a pagina 1

Data di pubblicazione: 26 Agosto 2012.

L'autore, Lucy16, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Amore e relazioni di coppia

121 commenti

Pagine: 1 2 3

  • 51
    H2O -

    Angela, a mio parere è’ un bugiardo. Ti racconta queste cose perché vede che tu sei più’ “libera”, esci tranquillamente con le tue amiche e hai molti corteggiatori. È’ chiaro che vuole farti ingelosire perché’ è un insicuro. Tuttavia ha ottenuto esattamente quel che voleva: ovvero far emergere in te dei dubbi per tenerti sulle spine e…dai, questa baggianata delle due storie parallele non regge! Non ho capito poi se è’ sempre lui che fa il “simpatico” con le altre. Comunque quest’ ultimo genere di uomo di solito sta ben attento a non farsi vedere dai compagni delle donne che “importuna” e sceglie preferibilmente quelle single (oppure deve avere molta confidenza con gli uomini compagni delle donne in questione per permettersi questi atteggiamenti senza beccarsi un pugno). In conclusione, non so se valga la pena per te scegliere tra un finto traditore è un vero bugiardo… L’ unica attenuante sarebbe se lui ti confessasse che è’ stata tutta una bugia per farti ingelosire, ammettendo che deriva da una sua insicurezza. Ammissione di debolezza che in chi appartiene al genere maschile si riscontra moooolto raramente

  • 52
    H2O -

    Pongo anch’io una domanda: è’ un bastardo un uomo che non vuole incontrarti per parlare ( non per fare dell’altro) sapendo che non ci sarebbe nessun coinvolgimento emotivo da parte sua e che potrebbe aiutarti a risolvere razionalmente una personale situazione interiore che altrimenti rimarrebbe per sempre irrisolta? Insomma un po’ di altruismo non guasterebbbe…

  • 53
    Golem -

    Macchè bastardo H2OSO2 Insomma, sei sempre in ballo con quell’illusione?
    Mi piacerebbe sapere cosa ti immagini di speciale che possa mai avere quest’uomo ai tuoi occhi.
    Cos’è che ti intriga in quel modo. Diccelo

  • 54
    suzanne -

    H2O, azzardo delle ipotesi : lui potrebbe interpretare questa tua richiesta come un’ossessione ed essendo più razionale preferisce non assecondarla. Oppure teme che la situazione possa degenerare. In ogni caso, la vera domanda da porsi è cosa ti aspetti tu da questo incontro? Io non credo sai sia sufficiente per abbandonare la tua illusione…

  • 55
    rossana -

    H2O,
    ottima la tua risposta ad Angela.

    in merito alla tua domanda,

    1) gli “altruisti” gravitanti nel nostro abituale ambiente si contano di solito sulle dita di una mano. chiunque non abbia un preciso interesse nel fare qualcosa, non sarà facilmente indotto ad agire, a beneficio di altri.

    2) nel tuo caso, essendo tu sposata e con figli, potrebbe subentrare una più che logica attitudine emotivamente difensiva. ammirevole, in quanto basata sull’intento di star lontani dalle tentazioni.

    buon fine settimana!

  • 56
    H2O -

    Essendo ormai passati diversi mesi sono giunta alla conclusione che non guarirò mai da questa “ossessione” essendo qualcosa di connaturato in me e che mi lega ad un desiderio passato rimasto inespresso. Oscillo tra la volontà di distrarmi da questo pensiero fisso ed il piacere di crogiolarmi in esso. Cerco di parlarne con i miei amici e colleghi per sdrammatizzare e prendermi in giro, ma più’ ne parlo, più si acuisce. Cosa ci trovo in lui? Niente fintanto che non riuscirò a conoscerlo meglio per convincermi che lui non è’ altro che una rappresentazione simbolica della mia idea di “passione irrazionale” del passato. Essendo in un certo senso rimasta fedele a Lui, oltre che a mio marito, mi sento “autorizzata” a desiderarlo, non ho sensi di colpa perché’ è un sentimento che a me sembra ” puro” , non vissuto è rimasto intonso e immacolato nel tempo. Non so come liberarmene perciò credo che dovrò imparare a conviverci. Vorrei tanto che lui leggesse queste righe e capisse che sarebbe risolutivo il suo disinteressato supporto per allontare da me questo insano pensiero.

  • 57
    acqua -

    Non vedo il mio precedente commento, comunque volevo aggiungere, Suzy, anche che da questo immaginario incontro non mi aspetto un’evoluzione. Non desidero affatto che lui si innamori di me, vorrei solo che si interessasse a me e che lo incuriosisse il fatto che un sentimento passato possa perdurare per così tanti anni. Insomma vorrei solo chiudere il cerchio e capire perché lui ha avuto e ha questo ruolo nella mia esistenza. Forse costituisce la rappresentazione simbolica dei miei dubbi e delle mie incertezze, la strada alternativa, più difficile è ignota che io scarto nelle mie scelte di vita e della quale conservo però intatta la curiosità per non averla percorsa.Scusate se poi mi sono di nuovo intromessa con la mia storia che credo stia diventando noiosa, ma ho evidentemente ancora bisogno ancora dei vostri preziosi commenti ed interpretazioni.

  • 58
    Golem -

    H2O: “Crogiolarmi in esso”. Quello è il nocciolo del problema, in fondo una forma di masturbazione se ci pensi.
    Seppure con modalità differenti per quanto riguarda l’approccio da te avuto con questo soggetto maschile, mi confermi periodicamente quello che ho scoperto a suo tempo in mia moglie, e di cui ho abbondantemente parlato su queste pagine. E cioè, che una donna meno “entra” in un rapporto “sessual-sentimentale” realmente, tanto più questo rimarrà “attivo” nella memoria, con la
    fantasia che lo arricchisce di quello che “poteva” o “potrebbe” essere, invece di riflettere su quello che È o È STATO in casi come questi. Cioè: nulla.

    Nel percepirti in questo stato ossessivo sono ancora più sicuro di aver fatto bene ad aver messo mia moglie di fronte al rischio che correva di vivere la vita “per un’altra vita”, del tutto irreale.
    Se tutto sommato ti va bene continuare a vivere con quel chiodo in testa, fallo pure. Ma se qualcuno (che non potrà essere lui ovviamente) ti potesse aiutare a toglierlo forse faresti la cosa migliore, per te e per chi ti sta vicino.
    Io e mia moglie saremmo arrivati a lasciarci per questo genere di fantasie. Entrambi senza capire il perchè prima che indagassi.

  • 59
    acqua sotto i ponti -

    Rossana, grazie per il tentativo di spiegazione. In effetti sarà così … una reazione giustamente difensiva per non peggiorare la situazione e per non dare corda a una proposta insensata che gli avrebbe procurato solo inutili complicazioni. Tuttavia a mio parere Lui ha sottovalutato il mio stato emotivo anche perché io lo avevo rassicurato di essere pienamente cosciente dell’irrazionalità del mio desiderio e che quindi l’avrei saputo superare senza drammi. Invece sto proprio drammatizzando tutta la faccenda con tanto di costruzioni mentali teatrali e invenzioni di strategie orientate a far volgere dalla mia parte i favori del destino.
    Golem, sicuramente hai fatto bene ad interessarti e ad indagare sulle motivazioni che distraevano tua moglie dal rapporto con te in quanto erano evidentemente queste sue fantasie che stavano creando la frattura. Nel momento in cui entrambi avete individuato la causa siete riusciti brillantemente a trovare la soluzione. Nel mio caso però le fantasie non sono la causa dell’allontanamento dalla mia storia reale, ma la conseguenza. Probabilmente servono a colmare una carenza dovuta a cause di altro tipo e che richiederebbero appunto un intervento attivo da parte del soggetto reale causante oltre che la mia collaborazione. In questo periodo però mi sento stanca e non ho sufficienti energie per rimescolare le carte, per cui preferisco aspettare di recuperare le forze cercando di compensare il mio bisogno di attenzione attingendo emozioni nel mio mondo immaginario. Tuttavia io non sto vivendo ” per un’altra vita”, sono pienamente consapevole della dicotomia in atto e mi limito ad oscillare pigramente, come su un’altalena , dall’una all’altra dimensione cercando indizi che mi aiutino a capire qual è la giusta direzione. Su e giù. Su e giù. Su e giù.

  • 60
    rossana -

    Acqua,
    secondo me, se si è pienamente soddisfatti della vita di coppia che si sta conducendo, tutto quanto in amore l’ha preceduta o ne potrebbe seguire NON ha ALCUNA presenza né consistenza. per lo meno, questa è l’esperienza di lunga durata di cui do testimonianza.

    è possibile che, se nel percorso di crescita emotiva siano stati saltati alcuni passaggi giovanili, pressoché obbligati, l’esigenza di sperimentarli possa comparire in seguito, all’improvviso, e magari in modo pressante, come nel ricercare all’ultimo momento qualcosa di smarrito, importante in quanto non vissuto. questo mi sembra il tuo caso.

    il “chiodo fisso” potrebbe essere per ora il punto di domanda che affiora dall’inconscio: devo continuare questa scelta di vita amorosa, in alcuni aspetti carente ma ben nota e consolidata in tutti i suoi pro e contro, oppure posso permettermi il lusso di guardare altrove, per tamponare i vuoti presenti e passati? l’uomo che la fa emergere non ne è che lo stimolo di fondo. forse in cuor tuo vorresti che un confronto potesse scoraggiare definitivamente qualsiasi aspettativa, in lui come in qualsiasi altro.

    potrebbe trattarsi di una semplice crisi interiore, con te stessa, che necessita dei suoi tempi per essere superata, con la decisione ferma di restare legata alla tua attuale scelta oppure di iniziare gradualmente a prenderne le distanze. in ogni caso, questa tua “passione” mentale, se contenuta in un intimo angolino, senza permetterle d’espandersi troppo nel reale, non arreca danni ad altri e ti è di aiuto nel portare avanti in modo bilanciato la quotidianità.

    una collega d’ufficio, a suo tempo, per ragioni diverse dalle tue, ha condiviso con me un simile tormentone, che si è poi risolto nel suo mantener fede all’impegno assunto, anche se per lei molto gravoso. talvolta non si può evitare di redigere bilanci, non soltanto a capodanno!

    buona domenica!

  • 61
    Golem -

    “Agua”. È interessante la maiuscola che utilizzi per quel “Lui”. È evidente che quel pover’uomo ha assunto dentro di te un ruolo simbolico nel quale trasferisci tutte le tue fantasie intorno ad una rappresentazione idealizzata della figura maschile e della visuale sessual-sentimentale a questa collegata. Ma forse neppure di quella. Sembra piuttosto proprio una “Shangri la” della mente. Il tuo “Paradiso Perduto”. Un luogo immaginifico nel quale rifugiarsi come “possibilità” di fuga dalla realtà.
    Non credo proprio che sia una crisi “momentanea” come ti viene suggerito, ma piuttosto una reale forma mentis alla quale si tende a ricorrere.
    Vent’anni di “permanenza” non sono il segno di una crisi ma di un “credo” che, a mio parere, non si concretizzerà MAI. Anzi, se non vuoi affrontare un percorso con l’uomo reale che hai in casa ti converebbe tenerti questo “mondo parallelo” per sempre, perché semmai dovessi davvero “conoscere” quell’individuo ricadresti certamente nella delusione della banalità, constatandone l’inevitabile “normalità” che è dotazione di tutti. Cosa mai potrebbe confermarti quel poveretto che non sa neppure per quale motivo tu ne sia ossessionata.

    Non immagini quante similitudini trovo tra te e mia moglie riguardo l’immagine che si era fatta di quello che era veramente un poveraccio, ma che nella sua fantasia si era trasformato in un “mito”, e non perché lo fosse ovviamente, ma perché era lei ad averne bisogno di pensarlo. E “Lui” era perfetto per quel tipo di “costruzione”, perché NON lo conosceva in realtà, vittima com’era di un imprintig favolistico nato dall’adolescenza.
    Quando finalmente lo ha “riconosciuto” nella sua “verità” oggettiva, si è resa conto che LUI, per lei, non era altro che un “tramite” per raggiungere la sua personale “Shangri la”. Che non esiste come sappiamo. E NON deve esistere se ci pensi bene.

  • 62
    Goccia d'acqua -

    Certo Golem razionalmente è proprio così , un paradiso perduto per perdersi all’occorrenza. L’uso della lettera maiuscola per “Lui” mi viene spontaneo. Nel mio caso il riconoscimento del “mito” non è stato sufficiente per allontanare questa mia tendenza a favoleggiare sulla realtà: avrei bisogno di scontrarmi frontalmente con esso per frantumarlo, ma so la probabilità che ciò avvenga è assai remota. Imparerò quindi a conviverci e a modulare questa illusione per renderla innocua per me stessa e per la mia relazione reale. Probabilmente se non avessi deciso di conferire a “Lui” questo valore simbolico, mi sarei cercata un altro “tramite” per transitare nel mio mondo parallelo. L’importante è esserne coscienti e non addentrarsi troppo in questo affascinante labirinto.

  • 63
    Golem -

    Acqua di rose.
    “Probabilmente se non avessi deciso di conferire a “Lui” questo valore simbolico, mi sarei cercata un altro “tramite” per transitare nel mio mondo parallelo”

    Puoi contarci. Se ti sei “invaghita” di uno sconosciuto è perchè quella tendenza è una tua caratteristica. Come lo era della mia inglese, che oggi può parlare, felice di questo, al passato.

  • 64
    Acquaoltregliargini -

    Rossana, puoi chiedere a questa tua collega come ha fatto a “farsela passare”? Non guarirò, ma forse potrei riuscire a ricacciare questa persistente illusione nell’angolino remoto da cui è riemersa, la’ dove se ne è stata assopita per tutti questi anni fino all’ incontro scatenante. Certo, è naturale che se il mio rapporto reale andasse a gonfie vele non avrei spazio e tempo per pensare al passato o al futuro, ma mi concentrerei sul presente..
    Suzy, tu hai qualche suggerimento per mitigare un desiderio quando sembra incontenibile? Vorrei che raccontassi anche un po’ più di te e della tua esperienza, per condividere possibili strategie di controllo.
    Golem, tua moglie ha superato felicemente il suo smarrimento, ma è stata anche facilitata, correggimi se sbaglio, dal fatto che ad un certo punto il soggetto-oggetto delle sue fantasie se ne è’ fisicamente andato per sempre, sparendo dalla scena reale oltre che da quella mentale. Quindi tua moglie ha dovuto per forza elaborare un lutto, forse non solo a livello astratto. Certo è positivo che, poi, tua moglie abbia definitivamente capito, grazie al tuo aiuto, che questa sua innata tendenza era stata la causa delle vostre incomprensioni e che quindi abbia ritrovato la gioia del presente.
    Ehi, ma Markus dove è’ finito?

  • 65
    Sofia -

    Ma Angela che il tuo lui sia imbranato e rincoglionito stai tranquilla che si vede! Anche perché uno che non è in grado di depilarsi le sopracciglia non può essere che un imbranato….ma non sotto valutarlo…gli scemotti e i finti santarellini a volte sono mille volte peggio degli altri…quelli normali..
    Quindi smetti di farti domande! Ti h
    Ha tradito e allora mandalo affanculo!
    Bon!

  • 66
    Golem -

    Acquafan.
    Probabilmente durante le mie tediose descrizioni non è emerso con evidenza che per quanto riguarda la faccenda di mia moglie il “problema” NON era il tizio mitizzato, ma la sua personale tendenza alla mitizzazione. Caratteristica questa che accomuna tante dolci ragazze cresciute ed educate in un certo modo, e che naturalmente sono predisposte a credere più il sogno che la realtà. Come dire, è un eccesso di sensibilità alimentata da una sovrabbondanza di fantasia.
    Per lei è stato importante capire questa semplice differenza per “svoltare” e cambiare pagina. Ma non facilmente, Acqua, ci sono voluti quasi tre anni di discussioni, sia pure occasionalmente. Ma non ho mollato sino a che non ho potuto e non ha potuto “capire” a sua volta.
    Nel suo caso, quella eterea caratteristica utilizzava il “passato” come terreno sul quale sbizzarrire la fantasia e, come ho avuto modo di dire, tutta la retorica assorbita “sull’ammore” durante l’adolescenza si è cristallizzata intorno a quel soggetto, che, rimasto pressochè “sconosciuto”, si prestava benissimo ad essere “addobbato” di illusioni come fanno le bimbe coi vestitini di Ken, il bambolotto di Barby, alla quale lei curiosamente somiglia (ma non il de cuius a Ken).

    E’ talmente legata al passato (oggi non più in quel certo modo) che casa nostra trabocca di fotografie e ricordi coi quali potresti ricostruire giorno per giorno la sua vita a partire dai quattro anni. Io al contrario butto via tutto. Per me esiste solo il presente e il futuro (e il gerundio dai). Il mio passato è come le scie degli aerei, che dopo un po’ si dissolvono.
    >>>

  • 67
    Golem -

    >>>
    Il decesso ha solo modificato il mito eroicamente, come si addice alle “tragedie” kareniniane, altro che lutto. Il tipo credo avesse tirato le cuoia almeno cinque anni prima che cercassi di capire cosa ci stava “dividendo”, nel momento in cui il rapporto dietro una apparente serenità (mai veri litigi per intenderci) si stava però spegnendo.
    “Tolstoj infatti non vuole che il lettore commiseri i maltrattamenti di Anna, ma che riconosca la sua incapacità di impegnarsi davvero nella ricerca della felicità e della comprensione dei propri sentimenti, incapacità che la porta al suicidio”. E in un certo senso questo stava avvenendo, ci stavamo “suicidando”, per mancanza di comprensione dei sentimenti. Quelli veri da quelli “inesitenti”.

    Il punto è che non si può vivere una relazione con la testa da un’altra parte, è inutile. Non si vive né l’una e neppure l’altra ovviamente, non si vive e basta. Prima o poi si perdono pezzi di realtà strada facendo, e con questi la direzione che si sta seguendo. Io ho voluto capire soprattutto se fossi stato solo una “seconda” scelta, e decidere quindi se proseguire o meno. In realtà ero e sono la VERA scelta, come lei lo è per me, c’è amore concreto e “crescita” tra noi, specie ora, ma quel particolare “mondo” è una cosa a parte, che proietta una realtà idealizzata utile come alternativa ipotetica alle inevitabili difficoltà della VITA VERA. Che però, volenti o nolenti, è l’unico luogo dove si può avere la serenità e qualche momento di felicità. La fantasia “abusata” in certe maniere può diventare una “droga” in tutti i sensi, e con i medesimi effetti di allontanamento dalla realtà.
    Non so se la tua crisi è causa o effetto di quella tendenza al “sogno”. Nel caso della mia lei era la causa, perchè di fatto siamo “fully compatible”, ma io sono reale e come tale…”puzzo”. Capìta la metafora?

  • 68
    rossana -

    Acqua,
    conosco abbastanza a fondo l’iter a suo tempo percorso dalla collega/amica con cui ho condiviso lavoro e ufficio per più di dieci anni.

    la sua storia aveva accenti di grande sventura. aveva sposato un uomo di bell’aspetto, buono e socialmente positivo ma parecchio impositivo in privato (ad esempio, le vietava i pantaloni, passava un dito sui mobili e ne paragonava la polvere con quelli della casa materna, le impediva d’incontrare alcune amiche…). negli anni ’80 non era infrequente l’accettazione di questo tipo di supervisione.

    le era successo di restare incinta prima del matrimonio e l’aborto era stato il passaggio obbligato per “evitare la vergogna” ma le aveva impedito la possibilità di avere altri figli. superati i 40 anni, la coppia era riuscita ad adottare una bimba straniera, che presentò fin dal primo anno di età seri problemi di salute.

    è a questo punto che al marito fu diagnosticata un’inguaribile malattia, a lunghissimo decorso invalidante, e che ebbe l’amara sorpresa di scoprirsi non solo del tutto abbandonata dalla famiglia d’origine di lui ma anche di sapere che la malattia, già nota in embrione pima delle nozze, le era stata tenuta nascosta.

    il tenero ricordo di un corteggiatore che, con il senno del poi, considerava a lei molto più affine del marito, e che aveva cullato negli anni, per meglio accettare la realtà di coppia concretizzata, svanì del tutto, all’improvviso. si rese conto che avrebbe avuto motivo di recedere dall’unione in quanto palesemente ingannata ma non ebbe il coraggio di farlo.

    figlia unica, da sempre eccessivamente protetta, non se la sentì di affrontare il futuro da sola, per di più con l’impegno della bambina, che le avrebbe impedito di allontanarsi definitivamente dal marito. il rovello mentale durò più di un anno.

    poi, a poco a poco, alla fantasia amorosa subentrarono gli antidepressivi. cancellò dalla mente passato e possibile futuro, concentrandosi sulla scelta che le parve obbligata.

  • 69
    acquadimare -

    Golem, certo che era perfettamente emerso che per tua moglie, come per gli altri casi esaminati e discussi incluso il mio, l’orgine del problema fosse la “tendenza a mitizzare” e non “il soggetto mitizzato”.
    Confermo, almeno per quanto posso evincere dalla mia autoanalisi, che trattasi di caratteristica connaturata individuale- caratteriale, pertanto non eliminabile, ma solo controllabile.
    Probabilmente quel che e’ accaduto nel vostro caso e’ che tua moglie, prima della svolta, non fosse assolutamente consapevole di questa differenza, ma fosse realmente convinta di essere innamorata di Ken. Nel momento in cui tu le hai aperto gli occhi, lei ha riconosciuto la vacuita’ dell’illusione ed il suo occulto potere nel logorare lentamente il vostro rapporto reale . Avendo avuto questa esperienza e questa rivelazione “improvvisa” e’ riuscita definitivamente a “liberarsi” dalla sua suggestione (anche se non potra’ mai cancellare del tutto la sua “tendenza a mitizzare” che come abbiamo detto fa parte della sua sensibilita’ individuale). Per quanto mi riguarda, invece, io da sempre sono perfettamente cosciente che trattasi di comportamento irrazionale ingiustificato e pericoloso e cio’ nonostante persevero con questo genere di gioco usandolo proprio come modalita’di fuga dalla realta’ e ricerca di appagamento alternativo. Ovviamente cio’ mi provoca una soddisfazione incompleta e solo apparente e, come succede al drogato, crea una forma di dipendenza che e’ allo stesso tempo piacevole e distruttiva, a cui non e’ facile rinunciare. Il racconto di Rossana conferma come, in certi casi, solo un evento veramente traumatico possa riportare la mente sui giusti binari. La storia dell’amica di Rossana presenta, tuttavia, delle connotazioni molto estreme e non ci trovo alcuna affinita’ con la mia che e’ (fortunatamente) assai piu’ serena e regolare, priva di disavventure e traumi che avrebbero rinsavito anche la sognatrice piu’ recidiva.

  • 70
    acquagasata -

    Per questo motivo vorrei ardentemente conoscere relamente il mio “soggetto mitizzato” , per smitizzarlo definitivamente e riportare il tutto alla realta’ , avere la dimostrazione che ,come lui stesso mi ha detto ,”e’ una persona mediocre” e “non ha nulla di speciale che meriti questa mia attenzione” o, come dici tu, Golem, che ” puzza” come tutti gli altri.
    Meno si conosce, piu’ la fantasia trova spazio per viaggiare
    D’altra parte pero’ sono consapevole che essendo io in una condizione di forte coinvolgimento emotivo e quindi di fragilita’, da un incontro potrei ottenere l’effetto contrario ovvero un’accentuazione di questa mia idealizzazione. Mi piacerebbe almeno avere con lui anche solo uno scambio epistolare via mail cosi’ potrei mantenere facilmente le distanze e forse mi stancherei presto, ma non posso proporgilelo mi prenderebbe per una pazza sghiandata… gia’ l’ho spaventato. Eppure sono una persona estremamente equilibrata.

  • 71
    Angela -

    @sofia
    Mi sa che hai ragione.

  • 72
    rosablu -

    Angela, potrebbe anche essere che il ragazzo in questione è un omosessuale represso. Non ci hai pensato?

  • 73
    rossana -

    Acqua,
    la mia collega ha fantasticato per più di un decennio, nel ricordo/rimpianto dell’ex corteggiatore. come giustamente hai osservato, ha smesso quando la realtà è diventata talmente pesante da toglierle anche quell’innocente evasione.

    è vero che non ci sono grandi analogie con la tua situazione, così come, PER ME, non ce ne sono che di MOLTO LONTANAMENTE simili in ogni particolare caso, sempre diverso da tutti gli altri, se non altro per i vissuti della donna che li interpreta animandoli. è probabile che un uomo, invece, risolverebbe analoghe incertezze con qualche sporadica scappatella, a scopo di confronto.

    il dato che a mio avviso accomuna il sogno è sì l’inclinazione a dar corpo alla fantasia ma anche un certo qual disagio o carenza nella routine di coppia.

  • 74
    Golem -

    Si Acqu-edotta, che tu abbia una fantasia prorompente lo si capisce da come giochi simpaticamente coi tuoi nomignoli, cosa che mi fa gongolare, perché ci vedo l’intelligenza che amo. Anche lei è così, infatti in casa nostra è un teatrino continuo. Ma è anche un tipo molto pervicace, perché io credo che non abbia mai superato il “rifiuto” che nei fatti le ha dato quel tipo. Che non ha mai saputo quanto lei ci aveva ricamato sopra nei lunghi periodi durante i quali erano lontani. Anzi temo che l’abbia ritenuta una scema che una volta l’anno lo incontrava e ci finiva a letto come succede nelle storielle estive.
    Io ho fatto una fatica bestiale a capire perché molte donne, anche molto intelligenti arrivano a certe ossessioni, perché ragionavo coi miei parametri maschili e le mie esperienze che mi impedivano di avere il minimo interesse verso chi non mi vuole. Anzi, non sono arrivato neanche vicino a una situazione del genere, e scoprire che c’è qualcuno che invece ci pensa ancora dopo vent’anni mi ha spiazzato. Ma non c’era nessun innamoramento, lo ripeto, se non per gli aspetti “consolatori” che certi “rifugi” regalano. Quel piacere dello struggimento di cui tu stessa ci hai parlato, e che come dicevo poteva solo aversi per una storia che poteva essere e non fu. Ricordo solo dei dettagli che riguardavano quell’interesse “nevrotico” quando si andava in Portogallo e lei parlava (in inglese) di lui con l’amica comune, ma mi pareva una normale curiosità, non sapendo ancora della sua “sindrome”. Anzi, come ripeto ne ignoravo l’esistenza in senso lato. Invece, ho scoperto in tarda età che ci sono donne che “vivono” di quello.
    >>>

  • 75
    Golem -

    >>>
    Se sono riuscito a capire, pur con immensa fatica, le ragioni fisiologico-cultuali di quel “loop” di mia moglie, che almeno ci è andata a letto, non riesco a intuire cosa possa averti folgorato di uno che in fondo non conosci, e come potrebbe non deluderti se lo incontrassi, perché è evidente che dentro di te devi aver costruito un “mostro” alla Frankenstein, schiaffandoci dentro tutte le “mitologie” “sull’uomo” tipiche dei vaneggiamenti dell’adolescenza femminile. Lo ha fatto la mia lei, per poi capire che era veramente un poveraccio, neanche fortunato esteticamente, e che quando le sue amiche di chiedevano cosa ci trovasse in uno così avevano ragione. E non parlavano solo dell’aspetto.

    Comunque adesso sono impegnato a capire cosa ci trova da tre anni mia figlia, intelligente, bella e sensibile nel “tarello” che chiama “ammore”. Anche lui sfortunato fisicamente e non solo.
    É un incubo come vedi.

  • 76
    Angela -

    @sofia e rosa blu
    Io mi baso molto sulle risposte maschili che ho avuto qui perché penso che un uomo comprende meglio di una donna un altro uomo. Mi baso anche su alcuni articoli di psicologia letti inerenti al rossore, mangiarsi le unghie, tirarsi le sopracciglia, grattarsi la testa.
    Si tratta di comportamenti di una persona con disagio sociale e che quindi, in teoria, non dovrebbe tradire.
    Ma potrei sbagliare. Inoltre il mio compagno si eccita solo quando mi vede indifesa, debole. Si eccita al punto tale da avere una eiaculazione precoce.
    Altra cosa…a chiunque chiedo tutti ridono all’idea che il mio compagno mi possa aver tradito e dicono che è buono e tranquillo.

  • 77
    acquacontaminata -

    Rossana :”è vero che non ci sono grandi analogie con la tua situazione, così come, PER ME, non ce ne sono che di MOLTO LONTANAMENTE simili in ogni particolare caso, sempre diverso da tutti gli altri, se non altro per i vissuti della donna che li interpreta animandoli”.
    Questo e’ un dato di fatto, tuttavia chi viene qui cerca di trovare delle analogie con gli altri casi per confrontarsi con situazioni simili nella speranza di trovare spunti di riflessione e di soluzione.
    Golem, e’ ammirevole il tuo sforzo nel voler capire certe dinamiche della “sensibilita’” femminile, ma ti consiglio, soprattutto con tua figlia, di non arrovellarti troppo. Lei dopotutto e’ molto giovane e ha bisogno di vivere le sue esperienze per quanto tu le giudichi non alla sua altezza. Forse se ne rendera’ conto da sola e, avendo te come padre ,non credo che abbia subito i condizionamenti religios-etico -sociali cosi’ deleteri per me e per tua moglie, per cui penso che se davvero questo tipo e’ cosi’ “scadente” se ne accorgera’ da sola.
    Per quanto riguarda il tema del “rifiuto del rifiuto” da te citato all’inizio del tuo post , penso che questo sia anche per me uno degli aspetti cruciali su cui riflettere. Di fatto anch’io non voglio accettare questo rifiuto. Lo vedo come un affronto e una mancanza di riconoscimento della potenza di questo mio “sentimento” cosi’ fedele nei suoi confronti e cosi’ duraturo negli anni che solo per questo meriterebbe un briciolo di interessamento o di semplice curiosita’ da parte sua.
    Questo mio desiderio mentale e’ talvolta cosi’ forte da provocare un’autosuggestione anche sul piano fisiologico: in certi momenti avverto una sorta di tensione a livello dello stomaco e del petto con difficolta’ a respirare bene e non so decifrare se si tratta di una sensazione piacevole o dolorosa.

  • 78
    Golem -

    Angela, ma tu vuoi fare la psicologa o la compagna di quel ragazzo? Decidi presto, perché uno come quello il tradimento sarà l’ultimo dei problemi che potrebbe darti. Non so se te ne rendi conto.

  • 79
    rossana -

    Angela,
    continuando a leggerti, ho la sensazione (solo sensazione, eh!) che tu pensi di poter avere il controllo di questo rapporto per le fragilità che noti nel partner. e magari potrebbe essere anche così!

    tieni presente, però, che nessuna persona si conosce mai del tutto, nemmeno da parte dell’analista che ne esamina i sogni e che ne raccoglie le più intime confidenze. se per un soggetto considerato “normale” (PER ME non lo è quasi mai nessuno) si possono prevedere alcune attitudini o reazioni, per un individuo con disturbi evidenti di personalità sarà spesso più difficile ipotizzare con un buon margine di correttezza pensieri e comportamenti.

    ogni persona è un mondo a sé, da approfondirsi sul campo e da seguire nelle sue successive evoluzioni/involuzioni.

  • 80
    Angela -

    @rossana
    È vero che io voglio capirlo per avere la situazione, non lui, sotto controllo.
    Tu dici che ha disturbi evidenti della personalità?
    Prima che io facessi esperienza sociale non notavo tutte queste stranezze e le cose tra me e lui andavano meglio. Lui si confidava di più con me.

    @Golem
    Grazie del tuo punto di vista come sempre.
    Secondo te perché lui mi tiene nascosta? Nel senso che mi presenta gli amici ma poi isola la coppia. Quando incontriamo qualcuno che conosciamo si mette sempre davanti a me per “coprirmi”, a scudo.

  • 81
    Golem -

    Ciao Aguardiente.
    Vorrei dirti subito che io non sono affatto convinto che le analogie siano così rare nei comportamenti umani, come qualcuno vorrebbe sostenere. Se così non fosse non ci sarebbero stati casi di condizionamento di intere popolazioni se chi lo ha fatto non avesse toccato dei tasti che danno in tutti la stessa “nota”. Che poi le vicende nate con quei presupposti si sviluppino soggettivamente non sarebbe neppure il caso di sottolinearlo per quanto é evidente. Ma se si tratta di un’illusione sentimentale come quelle di cui parliamo, in cosa si vogliono differenziarne gli esiti? Come dire che in un soggetto l’influenza passa in tre giorni e un altro muore per delle complicazioni, ma è sempre la stessa malattia il problema.
    Se ho cercato di capire certi aspetti della psicologia femminile é solo perché mi sono reso conto che NON la conoscevo, ritenendo ingenuamente di conoscerla. Ti giuro che ho “studiato” sull’argomento, tanto da poter prendere una laurea triennale, ma ne sono venuto a capo, oltre ad aver acquisito delle cognizioni sul comportamento umano che mi hanno fatto capire quanto sia limitato il panorama di quello che chiamiamo il NOSTRO libero arbitrio.
    Tu hai portato un esempio paradigmatico, quando citi la frustrazione del mancato “riconoscimento”, che fa emergere con cristallina evidenza a chi ha certe cognizioni, di quanto l’istinto “esiga” soddisfazioni quando ti fa “scegliere” un partner in “certi modi”
    Un moto “irrazionale” ha comunque una ragione seppure non “leggibile” dalla ragione, che tuttavia cerca di inquadrarlo nella logica amorosa -in questi casi- di cui abbiamo discusso animatamente e per mesi. Che lo si gradisca o meno quella logica é solo “riproduttiva”, anche se non dovesse concretizzarsi mai. L’ape non feconda tutti i fiori sui quali si posa, e non sa neppure di farlo quando lo fa. Ci pensa la Natura come riuscirci, e quali “trucchi” usare per raggiungere lo scopo.
    >>>

  • 82
    Golem -

    >>>
    Quando si perde la testa è perché prevalgono misteriose alchimie che ci stanno dicendo: “tu devi accoppiarti con quel maschio, il perché lo so io, la Natura, che da un miliardo di anni sa come fare per avere il miglior risultato possibile per la riproduzione della VITA sulla Terra. Sei in missione per ME. Esegui gli ordini”.
    Una donna ha circa 5/600 possibilità di riprodursi in una vita, poche, quindi estremamente preziose e da “investire bene”. Un maschio miliardi, e se ne strafrega di dissiparle. Non ha niente da perdere, se la femmina è una bella gnocca gli basta. A una donna NON basta, deve sentire “altre” sensazioni, e “sentire” e la radice di “sentimenti”, chiaro no?
    Se osserviamo per un momento certi “interessi” ossessivi nei termini appena citati, si può capire perché una femmina non possa trascurare certi “richiami”, che li si volti in amore romantico, in frenesia, in desiderio o in ossessione, la “nota” che è uscita da quel “tasto” è sempre la stessa. Hai voglia a personalizzare le storie, la trama del film è quella, le interpretazioni tutte diverse.
    Per farla breve, il rifiuto da parte del “prescelto” per compiere la “missione” è di fatto la castrazione di quel valore personale che si ha come femmina più che come donna. Ed é una frustrazione che attiene al più profondo e identitario istinto, che é quello sessuale. Che per estensione dei suoi effetti é quello del riprodurre sé stessi e i propri genii nel futuro. Spero di essermi spiegato. Significa “sentire” di VALERE O MENO come essere vivente prima che come essere umano.
    Un ossessione come la tua, quella di mia moglie e di milioni di altre donne nasce da questo mancato “riconoscimento”, che nessun “ragionamento” non pilotato può cancellare, ma che con l’Amore NON C’ENTRA NIENTE. Anzi è solo innocente egoismo.
    Cercare di capire come e perché nasca è impossibile, infatti tu non sai perché Lui ti attrae. Come non lo sapeva lei.

  • 83
    Golem -

    Angela, perché ha in testa più “problemi” di un libro di matematica.
    Un rapporto non ha nessun futuro con le premesse di cui hai parlato. È un insicuto, complessato e pieno fi fobie. Tu gli vuoi bene ma lui non sará mai in grado di ricambiare. È una relazione nevrotica, e come tale non può crescere se non “crescono” i protagonisti.

  • 84
    Specchiodacqua -

    Mmmm…mi sta venendo il dubbio che anch’io non conosca a fondo la psicologia femminile e che forse dovrei approfondire meglio. Quali letture mi consiglieresti a tal proposito? Non troppo tediose… qualcosa di scorrevole e brillante. Dimmi cosa hai letto per documentarti…Oppure hai usato solo un metodo di indagine empirico? Comunque sono seria, ti sarei grata se potessi suggerirmi qualche libro sull’argomento.
    Ammettiamo che tu abbia ragione e che quindi questo genere di illusioni abbiano una radice prettamente sessuale. Prendiamo il caso di Sally. Lei sarebbe stata ingannata dalla Natura che la avrebbe indotta in tentazione a fare sesso col portoghese . In seguito, per giustificare un simile “ignobile” comportamento, lei avrebbe passato i successivi 20 anni a costruirsi delle autogiustificazioni romantiche per coprire questa deviazione dai suoi valori etico-morali fino a quando grazie al tuo intervento avrebbe gradualmente acquisito piena consapevolezza dell’inganno. Occhei …ci può stare. Prendiamo ora il mio caso. Io , più’ 20 anni fa , di fronte alla Natura che mi indicava due possibili maschi con cui riprodurmi ne avrei scelto uno, ma avrei costruito per entrambi una sceneggiatura romantica per conferire all’attrazione fisica un valore di “sentimento”puro. In seguito avrei portato avanti un’ unica relazione durante la quale l’attrazione iniziale si sarebbe realmente trasformata in sentimento. L’ altra relazione mai vissuta sarebbe rimasta accantonata in un angolo della mia mente, rimanendo intatta la convinzione iniziale che anche verso l’Altro si trattasse di vero amore, ma a cui era necessario rinunciare. Sicche’, quando l’avrei rivisto dopo 21 anni, la mia nativa propensione all’ autosuggestione mi avrebbe fatto credere di essere da sempre innamorata di lui , quando in realtà si sarebbe trattato di puro e banale istinto sessuale… Mmm ci può stare come spiegazione scientifica.

  • 85
    acquabollente -

    L’ unica cosa è’ che non capisco perché cavolo il mio istinto sessuale si sia risvegliato proprio ora. In fondo mi sono già’ riprodotta abbondantemente e non ho assolutamente voglia di riprodurmi ancora. Tra l’altro la Natura dovrebbe sapere che alla soglia deii 40 anni è’ rischioso spingere in questo senso, essendo più’ frequenti gli errori genetici causati dall’ invecchiamento delle cellule.Inoltre non capisco come mai , pur avendo riconosciuto e in parte ridimensionato il condizionamento etico che per anni mi ha influenzata, io mi ostini a costruire fantasie romantiche su questa unica persona concentrando il mio istinto unicamente su di Lui, pur essendo stata castrata da parte sua. Quale sarebbe la soluzione? Suppongo che sia di ammettere che si tratta solo di un istinto irrazionale egoistico e concentrare tutti gli ormoni e le energie mentali su mio marito. Questo però comporta un grande sforzo mentale perche’ in un certo senso implica non solo la repressione di un istinto naturale, ma anche la rinuncia a tutto il gioco di fantasie che ci sta intorno. Inoltre bisognerebbe che mio marito facesse qualcosa per far dimostrarmi che ne vale la pena.
    Al momento sono stanca e non riesco a fare questo sforzo, inoltre mi piace fantasticare e voglio continuare a farlo. Infine in alcuni momenti non riesco a reprimere l’istinto. Insomma Lui MI PIACE e mi piace che lui mi piaccia e mi piace pensare che a forza di piacermi alcuni spezzoni del”film” da me costruito possano in parte realizzarsi.

  • 86
    rossana -

    Acqua,
    interessante testimonianza, che mette in dubbio il concetto dell’impulso riproduttivo come movente obbligato di una relazione amorosa. benché nel tuo caso l’orologio biologico possa FORSE pressarti per un’ultima possibilità, fuori dal nido.

    A ME il tuo fantasticare appare poco come illusione di concretizzare un rapporto definito, nel senso d’intuire qualità immaginarie gradite per formare un’unione di coppia alternativa. sembra piuttosto un bisogno di verificare la scelta fatta in passato, la necessità psichica di provare un sentimento quasi incondizionato, diverso da quello che ti lega a tuo marito, oppure di trovare un più profondo “riconoscimento” di sé.

    le scelte prettamente razionali hanno spesso miglior risultato se i soggetti interessati hanno sperimentato in precedenza quelle molto spontanee. pare che le donne nella ricerca di un partner suddividano inconsciamente i maschi in due tipologie di fondo: la prima, connessa a particolari attrattive (bellezza, furbizia, giocosità, libertà trasgressiva, ecc. …) che intravedono e che vorrebbero riprodurre nei figli; la seconda, invece, caratterizzata da affidabilità, stabilità insita in alcuni temperamenti, bontà, onestà, laboriosità, ecc. …, a garanzia indiretta di uno stile di vita confortevole e rassicurante, per se stesse e per la prole.

    generalizzando, nell’immaturità emotiva si tende a scegliere il maschio considerato più affascinante mentre in seguito ci si orienta maggiormente sul maschio che lascia intuire attitudini protettive di buon marito e buon padre. al di là di innati gusti personali, invertire la sequenza, per raziocinio o qualsiasi altra ragione, senza che questa sia basata su un forte coinvolgimento iniziale, spesso comporta in seguito spiacevoli conseguenze, soprattutto per il genere femminile. può subentrare un’impellente necessità di rivedere e di far nuovamente quadrare in una qualche forma i propri bilanci emotivi interiori.

  • 87
    Golem -

    Acquacorrente.
    La mia ricerca ha seguito un metodo empirico riferendomi però a testi scientifici, saggi di Storia, Antropologia, Sociologia, Etologia e Religione, ma non trascurando neppure romanzi, uno per tutti Madame Bovarye o “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”, di Carver. Ma ti consiglio di leggere subito “Il piacere di soffrire” di Alain de Botton. Ci troverai diversi esempi di situazioni assimilabili alla tua o a quella di Sally.
    Ma attenzione, tu non sei nelle condizioni in cui era mia moglie, che ignorava completamente di essere vittima di una sindrome, sei molto più avanti nel momento in cui riconosci che si tratta di una condizione “nevrotica”.
    Il fatto che tu riconosca che alla base c’è un’idealizzazione dell’amore, che trae le sue origini dal cocktail di intelligenga, fantasia e cultura, ma che nello stesso tempo non riesci s vincere né a volervi rinunciare, dimostra, a chi ha voglia di capire che noi in fondo siamo macchine biologiche, che quelle pulsioni trascendono la tua volontà. E se non è la tua é quella di “un altro”. Quella della Natura.
    L’istinto sessuale che porta alla riproduzione non si estingue quando quest’ultima ci sia stata, perché é un istinto vitale. E quello che ci fa sentire più vivi se solo pensi allo stato di beatitudine che si può raggiungere con esso. Quindi in teoria NON HA ETÀ. Se hai letto la storia di Rosa su questo forum avresti trovato l’ennesimo esempio di ultrasessantenne che é scappato con la ventenne “illudendosi di fermare il tempo.
    La tua vicenda è simile a quella di Sally solo per due punti: l’istinto sessuale, (che é il motore di tutto) e l’illusione verso il soggetto maschile, null’altro. Tu sei conscia, lei non lo era per niente. Come dicevo ieri gli sviluppi saranno inevitabilmente differenti, è la genesi che é sempre la stessa.
    Io ho la sensazione che questa tua tendenza a fantasticate su “quello che poteva essere” di sarebbe verificato a parti maschili invertite.
    >>>

  • 88
    Golem -

    >>>
    In fondo si tratta pur sempre di una ricerca del miglior compromesso possibile nella ricerca del partner, che corrisponde a quell’egoismo innocente di cui parlavo. Non dobbiamo scandalizzarci di intravedere in certi nostri comportamenti questi aspetti “etologici”, non sono moralizzabili come una certa cultura cerca di fare da duemila anni, perché hanno una ragione naturale che non è né buona né cattiva, “È” e basta. Certo poi si deve fare i conti comunque con quella morale sociale nella quale siamo immersi, ma di uomini e donne che escono pazzi per soggetti con i quali non potrebbero vivere la quotidianità è piena la Storia. È “sesso”, voglia di vivere e di sentirsi vivi, di provare quei piaceri, anche illusori, perché il desiderio sessuale è “L’UNICO” che li può dare, ed é l’unico che fa fare follie in condizioni di “normalità”.
    Tu a 40 anni sei nel momento più torrido della tua sessualità, e per quanto riguarda le mie esperienze, i 40/50 li ritengo l’età eroticamente più completa. Ma se non si è potuto creare un rapporto di complicità col partner, che abbia spostato l’intesa in ambito intellettuale, i desideri di un certo “sessamore” restano in “circolo”, con le conseguenze che vediamo spesso, coniugate nei mille modi che conosciamo, ma tutti figli della stessa Mamma Natura.
    L’amore UMANO é un prodotto della mente, quindi dell’intelligenza e della volontà, e si serve del sesso come ulteriore mezzo di “comunicazione” di un sentimento cresciuto dentro quell’intesa intellettuale. Ma se questa non si ha, è inevitabile prima o poi orientarsi “altrove”, facendosi indirizzare proprio da quell’attrazione sessuale alimentata dalla fantasia.
    Dalla fantasia perché siamo umani e “creiamo” situazioni mentali “ideali”. Non lo fossimo basterebbero gli ormoni, e i tuoi sono belli in gran forma a 40 anni. E la fantasia ancora di più a quanto pare. Vedi tu.
    A presto “Deuteria”
    >>>

  • 89
    Golem -

    Mi piacerebbe sapere in quale modo la testimonianza di Acqua “mette in dubbio l’impulso riproduttivo come movente di una relazione amorosa”. Acqua ha detto che si sorprende che a 40 anni possa accadere di avere certe “pulsioni”, ma non esclude un bel niente, e nel mio post successivo spiego che a quell’età l’impulso riproduttivo non è estinto, e continuerà a manifestarsi come ricerca di quel recondito aspetto in diversi modi. Con l’amore coniugale se c’é, o con la ricerca di un’alternativa come nel caso di Acqua.
    L’esempio dell’ape del post di ieri sembrava chiaro. È inutile gridare Eureka quindi. Acqua non ha confermato per niente quell’affermazione a chi SA leggere quello che c’è scritto.

    È ancora in cerca di una risposta a certi suoi dubbi. Per quello ha cercato di dialogare col sottoscritto, che forse le ha dato qualche ragione in più di altri, se ora ci sta discutendo in maniera interessante e intelligente mi pare.

  • 90
    acquasanta -

    Rossana, il tema della scelta gioca sicuramente un ruolo importante nella creazione delle illusioni in quanto, come già evidenziato in precedenza da Suzanne, costringe a porre un limite all’ infinito. Ovvero: le aspettative ad un certo punto devono convergere nella realtà a causa del bisogno emotivo di soddisfarle. Ma si tratterà di un compromesso.La vita è una sola e la scelta di una strada comporta la rinuncia ad altri percorsi. Mentre si procede può capitare di domandarsi come sarebbe stato imboccare al bivio l’altra direzione. Concordo che, probabilmente, non si tratta di reale desiderio di vivere e concretizzare quello che non si è’ vissuto , ma di un dubbio spontaneo che può’ nascere nel momento in cui un bisogno emotivo o affettivo non è’ adeguatamente soddisfatto. Per quanto riguarda il coinvolgimento iniziale ti assicuro che da parte mia si è’ manifestato per entrambi i ragazzi. Tuttavia probabilmente con il primo è’ subentrata ad un certo punto la ragione e la conseguente analisi razionale costi-benefici , mentre con il secondo il tutto è rimasto fermo al primo stadio, non avendo avuto la possibilità di superare la fase emotiva attraverso la reale conoscenza di questa persona nel tempo.
    Golem, ti ringrazio molto per i suggerimenti: nei prossimi giorni mi procurerò un po’ di bibliografia.
    Tornando a noi, io, avendo anche una formazione di tipo scientifico, non ho mai messo in dubbio che siamo “macchine biologiche” e che certe pulsioni trascendono la nostra volontà : anzi, questo l’ho sperimentato anch’io direttamente in diverse occasioni. Tuttavia, come già’ sai, io credo che quella che tu chiami “volontà ” o “intelligenza” che spesso contrasta questi istinti e che ci distingue dal mondo animale, abbia avuto origine non per caso ( tentativi della Natura con selezione delle strategie adattative vincenti) , ma per uno scopo ben preciso di cui al momento non ci è’ dato di sapere…

  • 91
    acquainbocca -

    …che appunto trascende il nostro raziocinio e la nostra corporeità. Qui mi fermo perché’ come tu stesso hai detto non possiamo trovare un accordo se sconfiniamo sul piano teologico.
    Sono pienamente d’accordo sul fatto che il sesso non debba avere connotazioni ne’ negative ne’ positive, in quanto trattasi di istinto primordiale connaturato nel nostro essere vivi. Sarai però d’accordo con me che in una coppia è’ necessario che tali istinti siano convogliati e vissuti in modo maturo ed esclusivo nell’ambito di questa relazione perché pochi sono propensi ad accettare la cosiddetta “coppia aperta” dove ognuno fa sesso con chi gli pare per assecondare il proprio istinto naturale. Ad un certo punto interviene quindi la volontà di limitare la propria libertà ( di riproduzione della specie) per dedicare all’ unica persona scelta , in virtù’ di una compatibilità fisica ed intellettuale riconosciuta, il proprio Amore ( che dovrebbe essere incondizionato) e le proprie energie sessuali. Questo aspetto che giustamente tu hai definito in altri post “divino” è’ quello che dovrebbe far sì che superiamo il nostro egoismo e riconosciamo è’ bello e piacevole donarsi reciprocamente all’altro/a. Questa è’ la teoria… nella pratica per quanto mi riguarda, comincio ad essere un po’ preoccupata di aggirarmi in questo periodo con tutti questi ormoni a fior di pelle e spero di riuscire a ricanalizzarli nella giusta direzione cercando di ripristinare un’intesa intellettuale con mio marito a quanto pare oggi carente. Tuttavia per ora un po’ di ormoni me li voglio tenere per i miei giochini fantasiosi, talvolta azzardati.

  • 92
    Golem -

    Acquatonica.
    La tua preoccupazione è in realtá la constatazione di quanto siamo spesso sconosciuti a noi stessi. Lo siamo proporzionalmente a quante domande ci poniamo rispetto a quello che vogliamo a “crediamo” di volere.
    Noi agiamo mossi dalle spinte vitali che ci muovono verso la realizzazioni di bisogni che ci riconoscano come “entitá”, e utilizziamo “esperienze” acquisite o trasmesseci da soggetti che riteniamo come “autorità”. I primi dei quali sono stati i nostri genitori. La loro attenzione nei nostri confronti ci dava la sicurezza di “essere”. Quindi il loro amore verso di noi ci dava il senso del nostro valore, ma fondamentalmente serviva ad assicurarci la vita fisica. Capisci quindi perchè dietro un riconoscimento affettivo adulto si cela ancora una necessità ancestrale legata alla sopravvivenza. Come dire che noi non esistiamo se qualcuno non ci vede esistere.
    Noi ci orientiamo nelle noste scelte attraverso comportamenti quasi pavloviani, che attingono ad esperienze emotive pregresse rielaborate da quella famosa cultura morale perchè venga riconosciuta dall’ambito sociale nella quale si manifesta.
    Tutto questo sottintende che moltissimi di noi in mancanza di esperienze dirette tendono ad utilizzare nelle proprie scelte i cosiddetti comportamenti imitativi. Un esempio banale è quello che puoi osservare se entri in una sala riunioni o un aula magna vuota. Il primo che dovesse entravi sceglierà un posto, ma quelli che lo seguiranno tenderanno a seguirne il comportamento e si siederanno non lontani dal primo, ritenendo inconsciamente quella collocazione come “buona” per motivi che non conoscono ma che devono esserci, per forza.
    Lo stesso facciamo per tutte le nostre scelte. Ed essendo queste per antonomasia sempre nuove esperienze, (il bivio è sempre diverso) ricorriamo a stereotipi, luoghi comuni o imitando scelte altrui che riteniamo giuste per quel caso.
    >>>

  • 93
    Golem -

    >>>
    L’acquisizione di tante esperienze dovute alla crescita e l’auspicabile arricchimento culturale (o l’ impoverimento sottoculturale) rimettono in discussione scelte pregresse con tutte le possibili conseguenze che possiamo immaginare. Ma certi imprinting restano intatti, e parametrano certe soddisfazioni a quella prima esperienza. Ecco perché molte donne spesso non escono dal loop bovariano dell’illusoria ricerca di un amore sconfinato che, come dicesti brillantemente tu una volta, potrà solo avere una soluzione asintotica e mai finita. Perché le esperienze non sono riproducibili se non come ASPETTATIVA.
    Se dovessimo riferirci sempre a questa metodologia fisio-psicologica per le nostre decisioni, in ragione di quella “crescita” esperenziali dovremmo riconoscere che quelle scelte presto o tardi segneranno il passo. Ma per riconoscere ciò dovremmo già sapere che nel caso dei sentimenti amorosi – o quello che riteniamo tali- l’indicazione “emotivo ormonale” è il miglior alleato del fallimento, se non verrà riconosciuto come un dolce inganno che serve a quei reconditi scopi naturale, e che l’amore nasce DOPO che quelle istanze saranno state INEVITABILMENTE “secolarizzate” dalla realtà, da parte di ENTRAMBE i protagonisti della relazione, cosa che credo non sia avvenuta nella tua relazione, quanto non lo era nella mia, seppure per ragioni differenti.
    Credo comprenderai che se non si riesce ad afferrare che esiste un OLTRE nelle relazioni, che bisogna VOLERE, le alternative saranno solo due: una ricerca “esterna” bovariana, o una “interna” salliana o similare alla tua e a mille altre analighe.
    Il passo OLTRE si fa scegliendo “l’Amore” come progetto, non facendoci scegliere dall’amore. Capito cosa significano maiuscolo e minuscolo no?
    Leggerai di Alice nel libro di De Botton e mi dirai se non ti riconosci. Tu come altre milioni di donne. Sally in testa.
    Poi sempre di De Botton leggiti “Le consolazioni della Filosofia”.

  • 94
    rossana -

    Acqua,
    “dubbio spontaneo che può’ nascere nel momento in cui un bisogno emotivo o affettivo non è’ adeguatamente soddisfatto” – PER ME il seme che porta all’evasione con la fantasia sta lì, ed è l’attuale rapporto di coppia che dovresti forse prendere in attenta considerazione per primo, in autonomia e serenità, per evitare di restare nel tempo incastrata in un’ambigua sospensione, a mezza strada fra quello che hai in casa e quello che immagini di poter trovare altrove. una visione probabilmente troppo semplice e troppo pragmatica per la complessità di sfaccettature che caratterizzano il tuo temperamento.

    è però un vero peccato che il secondo uomo non voglia accordarti la possibilità di approfondire la sua conoscenza, cosa che ti sarebbe di certo di grande aiuto nell’abbreviare i tempi di approfondimento della situazione.

    spero ci terrai informati su come prosegue o in futuro come avrà modo di concludersi questo tuo vivificante percorso, con il sincero augurio che tu ne possa trarre tutto il bene che desideri.

    buona serata!

  • 95
    Acquarella -

    Golem, purtroppo non tutti sanno cosa desiderano a priori, poiché alcune aspettative si modificano e si adattano a seconda delle esperienze vissute. Io sono sempre stata molto indecisa nelle mie scelte, ma sempre costante nella decisione finale: ovvero una volta imboccata una strada , l’ho sempre percorsa fino in fondo, aggirando, talvolta con fatica, ostacoli e ripensamenti e puntando dritta all’obbiettivo. Ciò non costituisce necessariamente un’attitudine positiva in quanto potrebbe essere sintomo di una mia incapacità di accettare un errore o un fallimento a discapito della mia felicità interiore.
    L’equilibrio tra volontà e fatalità , anche sul piano sentimentale, mi ha sempre affascinato dal momento che la prima implica fatica e forza del soggetto che la esercita, la seconda invece, quando positiva, offre su un piatto d’argento opportunità facili e piacevoli sorprese al soggetto che le riceve passivamente, tanto che, a volte, viene la tentazione di immaginare che l’evento atteso sia accaduto grazie all’intensità del proprio desiderio che avvenisse, quando invece è spesso la volontà che lo determina.
    La tua spiegazione scientifica sulla persistenza di imprinting che influenzano la valutazione delle esperienze presenti e passate è’ convincente ed è forse questa incapacità di rinunciare alla credenza che una soddisfazione passata si possa rivivere tal quale che crea una trappola dalla quale si può’ uscire solo attuando un comportamento maturo. Io come ti ho già detto più’ volte, sono assolutamente convinta e d’ accordo con te che l ‘ Amore nasca dalla volontà di costruire un progetto comune e che debba oltrepassare il semplice istinto spontaneo emotivo. Ciò’ che mi preoccupa è’ che nonostante razionalmente io VOGLIA andare oltre , in certi momenti non ne ho la forza e quindi mi lascio cullare da queste illusorie fantasie che sono assolutamente platoniche e che mi concedono una gratificazione solo temporanea e non appagante.

  • 96
    Acquarella -

    Sally, prima della sua catarsi, era inconsapevole di questo e quindi “innocente”, tanto che, quando ha capito l’equivoco, ha saputo e voluto superare l’ostacolo andando oltre.
    Io, invece, essendone pienamente consapevole sono “colpevole” di non volere o non riuscire ( per debolezza momentanea? immaturità emotiva?) a rinunciare a questa suggestione, pur ammettendo che si tratta di un comportamento infantile che crea dipendenza ed e’ controproducente se non controllato. Spero che le letture che mi hai consigliato abbiano un effetto terapeutico. Dovrei procurarmi una sorta di sigaretta elettronica che permetta di dosare la nicotina-suggestione diminuendone gradualmente la quantità’ fino ad eliminarla del tutto.
    Rossana, grazie per il tuo consiglio: certamente tale naturale propensione all’evasione è esponenzialmente accentuata dal fatto che il mio rapporto reale non fornisce al momento adeguate risposte ai bisogni affettivi. Probabilmente dovrei concentrarmi su quello che non sta andando per il verso giusto con mio marito e cercare di riavvicinarmi a lui. Nel frattempo, vorrei tanto che l’Altro mi concedesse un incontro per conoscerlo e sfatare il mito, ma temo che non succederà. Mi vergogno a ricontattarlo : lui mi ha già chiaramente liquidato (essendo io Acqua) quando gli avevo chiesto (con una certa insistenza) se potevamo vederlci, dicendomi anche che oltre ad averlo imbarazzato( e secondo me anche spaventato) , avevo trascurato il fatto che lui potesse essere ” sentimentalmente impegnato” e che questo incontro lo riteneva una mancanza di rispetto nei confronti della sua partner, oltre che un inutile e forse dannosa forzatura nei miei confronti, vista la mia situazione emotiva. Pensandoci il suo ragionamento fila. Ciò nonostante, tuttora, spero ( inutilmente) che cambi idea o che accada una situazione fortuita che me lo faccia incontrare anche solo per una volta. Vi terrò’ aggiornati, Grazie e a presto.

  • 97
    Golem -

    Aguademarso.
    Non credo che tu potrai mai fare a meno della tua vivace fantasia, lo si capisce da tanti dettagli che trasmetti nei tuoi scritti, il primo sono le divertenti variazioni sul tema del tuo nick, che la dicono lunga sulla tua capacità creativa. Infatti mi chiedo se non sei architetto anche tu, perchè sono caratteristiche che ritrovo in me come in altri colleghi con una vena artistica spiccata.
    Agua, Sally ha dovuto usare uno “specchio” per vedere riflesse certe tendenze che si portava dietro da sempre si può dire, e che come ripeto era solo un rifugio per cercare di vivere un ideale romantico maturato nel periodo degli imprinting, e puoi giurarci che non è per niente facile vedere la realtà per quella che è e rinunciare a quei passatempi, che però alla lunga ti allontanano dai veri piaceri della vita.
    Come ho avuto modo di dirti non si può sapere se questa tua condizione sia la causa o l’effetto del tuo rapporto di coppia, ma è un problema che dovrai affrontare se non vuoi vivere una situazione schizofrenica con te stessa più che con tuo marito, che mi sorprende che non capisca.
    Sentire accentuare il desiderio attraverso il rifiuto è un’altra degli esiti di certe condizioni immaginifiche, che non fa che aumentare l’effetto che si sta subendo in chi come te o Sally ha la tendenza a fantasticare, ma lo è un po’ di tutti in realtà. E’ una caratteristica che per esempio Tolstoj ha utilizzato in Anna Karenina, tanto per restare in tema, dove lo scrittore non dà nessuna indicazione chiara sull’aspetto della protagonista, così che il lettore potrà crearsi l’immagine che preferisce dall’interpretazione soggettiva delle descrizioni delle sue vicende. Se ci pensi è esattamente quello che fai con quell’uomo, che non conosci in realtà, e che faceva l’inglesina con quel tarello.
    >>>

  • 98
    Golem -

    >>>
    Come ho avuto modo di dire, noi agiamo molto di più attraverso il subconscio che non la ragione, anche se crediamo il contrario, ragione che attiene in fondo ad una “conquista” recente tutto sommato, e che deve farsi largo tra le mille istanze “vitali” che sono dentro di noi da prima che divenissimo umani, e delle quali tutto sommato stiamo studiando le dinamiche solo da Freud in poi. Niente sotto l’aspetto evoluzionistico, ma è bene sapere che siamo più condizionabili di quello che pensiamo.
    Ti affascinano le situazioni alla “sliding door”, si era capito, ma se rifletti sono ipotesi che non si potranno mai provare, solo immaginare, e l’immaginazione arriva con facilità dove si vuole, ma non “tocca nulla”, e mai lo farà. La tua è una creazione artistica onirica, che ogni tanto nella tua galleria personale vai a rivedere per provare quelle emozioni che ti fanno sentire viva. In realtà hai bisogno di innamorarti o lo sei già, dell’amore, condizione che altro non è che l’effetto di quel cocktail di umori endocrini, istinti, imprinting e cultura di cui tutti siamo fatti. Quando “beviamo” quel cocktail ne sentiamo il piacevole sapore e gli effetti euforizzanti, ma non riusciamo più a distinguere i vari ingredienti che lo compongono, per farlo ci vorrebbe una fredda analisi chimico-fisica, quello che abbiamo fatto io e lei, ma tu vuoi farla? Probabilmente il tuo problema è più serio ma più semplice nello stesso tempo e dorme a fianco a te.
    Ciao.

    P.S. Posso sapere in che città vivi?

  • 99
    tiracqualpropriomulino -

    Purtroppo non ho mai fatto fruttare adeguatamente la vena creativa che molti mi dicono che possiedo con la scusa che non ne ho il tempo. Vedermo in futuro.
    Non sono un architetto anche perche’ solitamente chi fa questo mestiere, oltre ad avere doti artistiche, e’ solitamente dotato di senso di grande precisione, propensione all’ ordine e chiarezza-linearita’ di idee.
    I live in Romeo & Juliet’s town. A dopo per la mia riflessione serale-notturna su quanto hai scritto.

  • 100
    H2O+HCl -

    Quello che vorrei è che il livello della suggestione rientrasse a come era prima di 4 mesi fa, quando se ne stava tranquillo nel subconscio senza creare grossi problemi ed effetti fisiologici secondari, ma facendo qualche rara comparsa di notte, sfuggente e rarefatto, durante la fase R.E.M.
    Un’autoanalisi chimico-fisica molto profonda della mia situazione credo di averla già compiuta (anche grazie ai vostri spunti di riflessione di cui vi ringrazio) . Penso che non ci sia molto altro da mettere in luce. C’ è’ molto da migliorare nel rapporto con mio marito che assai raramente dorme a fianco a me ( lui dice perché il suo posto viene spesso usurpato da qualche figlio e non ha tutti i torti, ma a me sembra che il motivo principale sia che preferisca guardarsi la TV sul divano o starsene a giocherellare con lo smartphone). Qualche volta scendo io a ” fargli compagnia”, ma spesso sono stanca e negli ultimi tempi preferisco scrivere qui, a causa del risveglio e dell’interferenza della mia dolceamara ossessione interiore che mi tormenta da qualche mese. Anche se riuscirò prima o poi a farmela passare ( magari sostituendola con altre) e a rimettere la testa a posto, i miei problemi di coppia rimarranno e so per riaffrontarli ho bisogno di recuperare energie ed elevarmi ad un livello superiore di tolleranza. Alcuni tentativi di riavvicinamento che ho fatto non hanno dato grandi risultati: anzi spesso lui è’ intollerante nei miei confronti e si spazientisce per attitudini e comportamenti che ho sempre avuto e che non credo di poter migliorare essendo parte del mio carattere, come se li avesse scoperti adesso…

Pagine: 1 2 3

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.

Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.


▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati dopo approvazione, più volte nel corso della giornata.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili