Come se avessi vissuto in un sogno con un brusco risveglio!
Ciao a tutti, mi chiamo Elisabetta.
Anche se provo un immenso dolore nel parlarne, provo comunque a raccontarvi la mia storia.
Nel gennaio 2006, avevo 26 anni, entro per la prima volta in chat, un mondo sino ad allora a me sconosciuto. Conosco nel giro di 2 giorni un ragazzo di Milano ma che si trovava per un puro caso virtualmente nella mia regione, puglia, sapete la chat di yahoo è suddivisa in varie stanze tra cui quella delle città.
È un anno più grande di me, si instaura subito un certo feeling. Abbandoniamo la chat pubblica per quella più privata di msn. Iniziamo conversazioni sempre più coinvolgenti, sempre più forti… lui sta appena uscendo da una storia che ha dell’incredibile, brutta e soprattutto shockante. Inizia a dirmi tutto, a confidarsi con me non appena capisce di potersi fidare di me. Cominciamo a sentirci anche per telefono mantenendo cmq la chat. Lui sempre più coinvolto, sempre più preso, inizia a confessarmi di essersi innamorato di me, io non ci credo, lo prendo per una follia del momento, ma anche io inizio a sentir dentro una certa attrazione. Mi chiama ogni giorno alle 9 del mattina non appena entra in ufficio per dirmi “Buon giorno amore mio” e io prendo con un sorriso quelle parole che giorno dopo giorno, ora dopo ora iniziamo a scavare nella mia anima un enorme cratere di contentezza e pienezza. La situazione va avanti. Io mi sento sempre più attratta.
I primi di marzo devo intraprendere un progetto comenius trimestrale in danimarca, ma devo fare scalo a Milano. Prima o poi ci si deve incontrare, così ci vediamo, ci piaciamo moltissimo, andiamo fuori a cena. Una passeggiata in centro, dopo qualche giorno arriva il primo bacio intenso e meraviglioso, il giorno prima che io prenda l’aereo. Così sotto il cielo stellato e la scintillante piazza del duomo di M. diamo inizio alla nostra storia. Parto il giorno dopo, in danimarca fa freddo, c’è la neve, e io non conosco il danese, per fortuna che loro parlano inglese. Che bella l’isola di Moen! E io sempre più piena dentro di una sensazione difficile da descrivere, in un bivio tra “ci provo” e “ho paura, forse non dovrei iniziare questa storia, faccio in tempo a fermarmi”. Ma il calore delle case danesi e l’accoglienza delle persone mi fanno sentire sempre più propensa alla prima soluzione. Dopo qualche giorno inizio a sentirlo strano, instabile, nervoso e preso dal lavoro, con un carico di problemi che quella storia gli sta lasciando. Lui vive ancora con lei, sono separati in casa, ma ha iniziato una storia con me. A me stranamente sta bene, in fondo l’epilogo di quella storia è più che scontato e quindi non mi faccio problemi. A maggio lui va via da casa. In atto la separazione, e di lei non si sa più nulla.
Dicevo, lo sento strano, sfasato, mi chiama sempre più raramente. E quelle poche volte che lo fa non riesce a parlarmi più come prima. Cosicché verso la fine di marzo, mentre io sono circondata dal gelo atmosferico della danimarca, su msn mi confessa di non amarmi più, non è più sicuro dei suoi sentimenti… Mi cade il mondo addosso, mi sento morire, la danimarca la sento sempre più ostile e le case scaldate sempre più fredde. Lo chiamo per chiedere spiegazioni e lui mi dice “scherzavo” ma io non ci credo. È nervoso. Inizia per me un periodo nero, a lavoro sono insufficiente, non capisco niente, non capisco soprattutto come mai un ragazzo conosciuto da poco è riuscito a imbambolarmi a quel punto. Non capisco come faccio a farmi travolgere. Ma lo sono e basta. Passo giorni in casa a nascondermi sotto un tavolo per piangere, piangere, piangere, mi sento protetta sotto quel tavolo… Ma protetta da cosa? Da chi? Perché sotto il tavolo? Passo una settimana da schifo, lui mi manda un sms dicendomi di non chiamare perché vuole stare solo. Arriva pasqua, scendo a casa ma faccio scalo a M. Non ci vediamo, lui mi chiama prima che io prenda il treno per dirmi “scusami, tu non c’entri niente, ti amo”. Arrivo a casa. Il giorno dopo lo chiamo e mi dice “non chiamarmi in continuazione”, la sera mi dice” ti ho tradita” e io gli chiedo perché mi fa questo e lui “perché non ti amo, perché così voglio”. Risprofondo in un’angoscia tremenda. Il giorno dopo chiama per dirmi ti amo. Torno a MI prima di riprendere l’aereo per copenaghen, ci vediamo, ci baciamo, stiamo bene insieme. Io lo amo.
Da allora, maggio e giugno passano abbastanza coerenti. È giugno, è arrivata l’ora di tornare in italia, ci vediamo in stazione, lui è distaccato, ci baciamo, parliamo del nostro futuro. Torno a casa. È ora di trovare un lavoro, ma dove, qui o a Mi? Verso fine giungo di nuovo “questa no è una storia, non ti amo”, 2 giorni dopo “ti amo”.
A luglio vado a Mi per un colloquio, ci vediamo, stiamo benissimo per 2 settimane. Torno a casa, lui vorrebbe conoscere i miei. Ad agosto viene a casa mia, tutto perfetto. Ai miei piace e lui piace ai miei. A settembre, la sua assistente va via e lui mi chiede di prendere il suo posto. Faccio le valige e vado. Ho un lavoro e un fidanzato. Cosa volere di più? Ovviamente il mio desiderio era fare qualcosa inerente ai miei studi, lingue straniere, ma lui preferiva che io rimanessi lì con lui. Va bene. In fondo ho un lavoro. Iniziamo una vera e propria storia fatta di passo dopo passo, intensa, tra gioie e dolori, ricchezza e povertà. Poi i problemi economici lasciati dall’ex per un po’ lo dissanguano, il lavoro arranca un po’. Poi finalmente le cose iniziano ad andare meglio. La sua famiglia mi adora e io lo stesso. Iniziamo un cammino bellissimo insieme. Ma io sempre più inglobata nella sua orbita, inizio a dimenticare me stessa, lo aiuto nel realizzare i suoi sogni, gli sono accanto, sopporto.
Andiamo a vivere insieme dopo un anno, stiamo benissimo, complici, uniti e affiatati, ma per me sempre poco spazio. Dopo un anno e mezzo cambiamo di nuovo casa, stavolta è più grande, dividiamo le spese, lavoriamo insieme, viviamo insieme, ci amiamo. Fedeltà assoluta. Serietà, responsabilità. È sempre più unito ai miei, si crea un bellissimo rapporto, ormai siamo di casa. Ma per me sempre meno soddisfazione professionale. Lui mi ingloba nella sua sfera. Tra viaggi meravigliosi e sensazioni stupende procedono gli anni, ma per me sempre meno considerazione, sempre al secondo posto rispetto al lavoro. Per lui il lavoro, se è contento lui lo dovevo essere anche io. Inizio a vacillare. Il suo lavoro va sempre meglio.. A lui il SUO lavoro, a me il SUO lavoro. Lui e i suoi sogni, io e i SUOI sogni. Apre a settembre il terzo ufficio. Che soddisfazione. Siamo felici. Ma io sempre più messa da parte. A dicembre 2009 entriamo finalmente nella mia nuova casa, un regalo dei miei per un eventuale matrimonio di cui già si parlava. Lui sempre molto attento alla casa, cucina, mi aiuta. il 23 dicembre in un brindisi davanti ai nostri colleghi annuncia la sua intenzione di sposarmi… A natale siamo dai miei, a gennaio 2010 rimane fisso nel nuovo ufficio. E io nell’altro. Il lavoro è sempre più stressante, anche per me che ero solo una segretaria. Ci vediamo a casa, ma siamo stanchi. Poi arriva la metà di gennaio ed io sento sensazioni strane, il 24 gennaio facciamo l’amore, ma io mi sento strana avverto sensazioni sempre più strane. Dal 25 al 30 lui non mi parla più, solo la sera a cena, poi dormiamo. Io sempre più incerta, non capisco, sarà il lavoro. Lui è strano, sarà il lavoro. Non mi chiama più, neanche in ufficio. Il 30 io non ce la faccio più e gli dico di prenderci una pausa perché non sono sicura dei miei sentimenti (in realtà volevo dire dei SUOI sentimenti) . Mi sento allontanata. Lui approfitta dell’occasione e va via: NON TI AMO PIÙ. Mi cade il mondo addosso. Io lo amo. Va via e non torna più. Il giorno dopo in ufficio ribadisce di non amarmi più, che gli dispiace. Il 4 febbraio, forte del fatto che io avrei voluto cambiare lavoro, mi fa firmare le dimissioni con una certa fretta. Ha conservato per 2 anni di fila sempre la stessa foto su facebook (che tral’altro usava solo per lavoro e non per altro) , fidanzato ufficialmente con me, e lo stesso giorno in cui io vado via, lui passa allo stato di “impegnato”, sotto gli occhi di tutti, di coloro che hanno sempre creduto nella nostra storia, cambia foto, ne mette una non sua, poi dice di essere felice.. Poi scopro la verità: un’altra, la segretaria neo assunta a fine novembre, più piccola di me e con un matrimonio fallito alle spalle. Da quanto andava avanti? Già le dice ti amo, le confida il deserto che provava dentro (la storia con me) , lo confida a lei, non a me! La ringrazia per essere la sua nuova strada. Non aspettava altro che io me ne andassi, guardandomi anche con stizza. Forse le mie ultime richieste di considerazione lo hanno infastidito? Forse non avevo diritto anche io a una certa parte in tutta questa storia dopo che per lui ho abbandonato i miei sogni per aiutarlo a realizzare i suoi? Ma chi è quest’uomo, quello che ho amato alla follia, quello che mi ha sempre protetta e amata? Con chi sono stata? Poi si cancella definitivamente da fb. Ha gettato nel cesso 4 anni intensi e belli, ma forse vissuti dal suo punto di vista. Ha shoccato tutti, le famiglie, i colleghi, tutti! Ha detto a sua sorella “sono fatto cosi”.
E io sono senza nessuno, senza fidanzato e senza lavoro… all’improvviso!
Come credete che mi senta?
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Categorie: - Amore
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Che uomo di m*rda…scappa subito all’estero, cerca un nuovo lavoro, nuovi ambienti, nuove facce. Non è facile ma si può superare.
Hai perso tutto, ma tutto ciò che avevi era ESTERNO a te e alle tue esigenze. Ora hai trovato TE, ovvero un occasione più unica che rara di, finalmente, crearti una personalità indipendente dal volere delle altre persone. La sconfitta può essere interpretata in due modi. O come il fallimento di tutto, il che ti porta a sprofondare nella depressione, oppure come un occasione di rinascita, rivincita, rivalsa. A te la scelta! Coraggio!
Male.
Ti capisco… e leggendoti capisco quanto abbia perso quel ragazzo.
Ce ne fossero come te.
un abbraccio
Posso provare a immaginare come ti senti e la rabbia che hai dentro…Hai sacrificata tutta te stessa per stare con lui e non hai avuto in cambio nulla…Non pensare che lui possa cambiare o che lui possa tornare indietro perché ti faresti solo del male e resteresti sempre attaccata ad una speranza che forse non c’è. A mio parere tu hai tutte le carte in regola per voltare pagina e dimenticare per sempre questa persona che di sicuro non ti merita. Troverai qualcuno che ti vedrà per quella che sei veramente e non solo come la sua “segretaria”. Sei una ragazza in gamba e lui è semplicemente uno che nel 2006 si è trovato nel posto giusto al momento giusto. Fermati un attimo e pesaci…la tua vita potrebbe essere miglio senza di lui?!
Che stronzo…Menomale che te ne sei liberata, fatti forza e guarda avanti. Sei una persona in gamba riprendi in mano la tua vita e rinizia daccapo imparando da quello che hai passato. Dai forza!
La tua lettera e’ lucida nel descrivere il tuo sentire verso di lui. Quel che i tuoi occhi ancora rifiutano di vedere, e’ che hai fatto un pessimo “investimento”. Ti sei scelta un’egoista e un egocentrico a cui non importa nulla degli altri. Vive per se, per i suoi sogni, per i suoi progetti.
Tu sei soltanto un accessorio funzionale al raggiungimento degli obiettivi che via via si pone. Un tempo era una nuova vita lontano dalla prima mogli, e oggi una carriera costellata di nuovi uffici aperti a certificarne il successo. E tra nuovi divani e scrivanie anche…una nuova segretaria. Quella vecchia ha fatto il suo corso.
Non rinunciare mai ai tuoi sogni. Chi ti ama veramente sa dar loro le ali affinche essi possano spiccare il volo.
Buona fortuna.
Stai malissimo, ti senti vuota e senza scopo..
Anch’io sto passando questo periodo dopo nove anni di storia buttati al vento (puoi leggere la mia lettera se vuoi “io non lo meritavo”).
Per certi aspetti anche il mio ex era cosi..fino all’ultimo giorno “ti amo”, “fai schifo, vattene”, “amore senza te non ci so stare” e poi mentre sono a casa con la febbre lui va a ballare..altre voci di ragazze in sottofondo, la mia arrabbiatura e il suo “ti lascio”.
Capisco come stai. Spero solo che Dio ci dia una mano per superare tutto questo dolore.
Grazie a tutti.
Io per umiltà e onstà non vorrei che si intendesse la storia unicamente dal mio punto di vista, e a volte cerco di immedesimarmi in lui e di provare a capire come lui possa avermi vista in quest’ultimo periodo. Io credo ke la lontananza fisica dei 2 uffici abbia sicuramente influito avendolo distratto da me, ma pensandoci bene, lui mi avrà vista di sicuro incerta, indifesa, chiusa a riccio, bisognosa di attenzioni che lui non poteva e non voleva darmi..insomma “di troppo”.
Sì, perchè è cosi che mi sentivo, “di troppo”, sopportata, soprattutto nei miei sfoghi dovuti alla frustrazione lavorativa.. Insomma percepivo la sua indifferenza, e anzicchè cogliere l’occasione per farglielo presente (anche se lo avevo fatto altro volte, ma senza nulla di concreto) ho preferito (non chiedetemi il perchè!) la via dell’aggressività..un modo tutto sbagliato di attirare l’attenzione di qualcuno. Magari non sarebbe cambiato nulla, ma a quest’ora mi sentirei un peso sulla coscienza in meno. Io ho sbagliato, sicuramente ho sbagliato, ma lui non mi ha mai fatto capire niente, preferiva non impeganrsi in un confronto, erano parole sprecate!!! Questo era un suo grosso difetto: poca voglia di confrontarsi. E poi, se a dicembre aveva detto di volermi sposare…come facevo a pensare che stesse vivendo un disagio interiore, magari dovuto a qualche mio comportamento o frase detta e che lo ha ferito? Perchè non mi ha mai detto niente? Perchè non ha confidato a me il suo disagio, ma a lei? perchè non ha parlato con me? Se ci fosse stato più dialogo e meno discorsi di lavoro anche a casa, forse questa storia poteva proseguire nel migliore dei modi… Era e poteva continuare ad essere fruttuosa, se solo ci avessimo messo più impegno: lui nel dialogare e io nel percepire un suo disagio.Ma ripeto…i soi continui “ti amo” almeno fino a dicembre non mi facevano sospettare nulla.. Forse avrei dovuto essere più gelosa, o forse accontentarmi di ciò che avevo?
Un’analisi di quanto e’ accaduto, credo sia doverosa da parte tua, soprattutto riguardo a quei comportamenti, a quelle che definisci incertezze (ma chi non ne ha?), a quelle tue chiusure etc.
Quando avrai preso coscienza e ti sarai assunta la proprieta’ dei tuoi errori, scolpisci tutto nella pietra a futura memoria (per te stessa) affinche’ quel che avrai imparato da questa introspezione ti serva domani, quando ritroverai la fiducia e il valore in cio’ che sei.
Nel frattempo non cercare di spiegare e giustificare attraverso le tue debolezze, comportamenti di un uomo che fin dal primo giorno non aveva consapevolezza di cio’ che affermava. Un uomo che passava dal “ti amo” al “lasciamoci” finanche “sposiamoci” come se aprisse la porta del frigorifero.
Troppo spesso “ti amo” viene pronunciato perche fa sentire bene chi lo dice, lo fa emozionare finanche alle lacrime, ma in realta’ tale parola, vuota di reale significato, e’ una sorta di attivita’ autoerotica che gratifica chi la dice, prima ancora di chi la riceve.
E’ un attivita’ da egoisti, e accoppiarsi agli egoisti comporta prima o poi un prezzo enorme, la rinuncia di se stessi. E’ questa la lezione che devi scolpire nella pietra.
G.
Elisabetta, benedetta ragazza… Il mio ex mi diceva “ti amo” sempre: anche quando continuava a guardarsi intorno, anche quando io mi preoccupavo per i suoi problemi (es. il suo lavoro), ma lui dei miei mai (faceva finta), anche quando riceveva messaggi da altre, anche quando andava su internet a cercare altre. Anche quando illudeva altre… Anche quando l’ho lasciato: ti amo, ti amo, ti amo. Non posso vivere senza te. Morirò. Eccetera.
Capisci?
Hai amato un omuncolo che ti ha usato e gettato. Non hai niente, proprio niente da rimproverarti. Sii forte (è un trauma che dovrai superare) e ringrazia di non averlo sposato (anzi: che lui non ti abbia voluto sposare, tu lo avresti sposato…) e di non averci fatto un figlio insieme.
Con il prossimo, stai molto, molto più attenta: soprattutto a quelli che noti (fin dall’inizio) completamente incentrati su loro stessi e sulla loro carriera. Abituati come sono per la loro carriera, per deformazione professionale, appunto a usare e gettare gli altri.
Ciao Elisabetta,
capisco benissimo il tuo stato d’animo, in un certo senso, ho vissuto anche io la tua stessa situazione, e come copione vuole, è finito tutto nel peggiore dei modi..
Il tuo ex, è solo un bambino, anzi loro sono puri.. lui è un ometto senza palle.. quindi puoi porti milioni di domande, ma non troverai risposta.. ora puoi fare solo una cosa, concentrarti su di te.. vivi per te e cerca di rialzarti il più serenamente possibile.. non darti colpe.. tanto sappiamo entrambi che non ne hai, per ora vivi il tuo stato, purtroppo è inevitabile, piangi fino a quando vuoi, ma poi basta, chiudi con quello che c’è stato, e guarda avanti.. sembra difficile vero? ma non ti preoccupare, prima o poi vuoi o non vuoi.. ti rialzerai e credimi.. quando ripenserai a ciò che ti è accaduto ci riderai pure sopra, perchè sarai così forte e lucida che finalmente capirai con chi sei stata e quanto tempo hai perso dietro a lui.. tu gli hai dato una mano nella carriera.. e ne ha fatta di strada.. ora fai una bella cosa.. aiuta te stessa… chissà dove arrivi…
un abbraccio.
Grazie di cuore a tutti, avete dato dell risposte efficaci e soprattutto partecipi del mio dolore.
Adesso però vi espongo il lato di me stessa un pò più ingenuo e ancora innamorato. I questu 4 anni mi è sembrato di avere al mio fianco un angelo che, a parte ciò che ho citato sopra, riusciva a farmi sentire protetta e rassicurata, sapevo che niente mi e ci avrebbe colpiti perchè eravamo insieme. Lo so, vi sembrerà cozzare con l’argometazione riportata nella lettera, ma sofforo proprio perchè nella mia mente e nel mio cuore convivono 2 immagini diverse della stessa persona perciò quanto più penso al senso di pienezza e affettuosità, meno riesco a convincermi che sia potuta finire in questo modo cosi freddo e cosi squallido.. Come se non avessi mai contato per lui, eppure quando se ne è andato gli ho chiesto “ma sono stata o no importante per te?” e lui, con occhi gonfi e scavati, mi ha risposto “certo che 6 importante”, poi subito dopo gli o chiesto “perchè ho contato sempre meno del tuo lavoro?” e lui ha fatto spallucce, come per dire “non lo so, ma è cosi”. Il giorno dopo a lavoro mi ha detto “non preoccuparti per il lavoro, tanto nessuno ti manda via e tutti ti rispettano” anche se lui sapeva benissimo che io non sarei rimasta per niente al mondo! Poi il giorno dopo, mi ha fatto firmare le dimissioni di fretta, tra l’altro senza neanche consigliarmi (visto che io non ero in me!) di farmi licenziare per avere l’indennizzo di disoccupazione, almeno questo in nome di tutto ciò che abbiamo vissuto insieme!! Niente, niente, niente! Io ci sono arrvata solo qualche giorno dopo, al momento ero incapace di intendere e volere e quindi di oppormi!
Capite il mio dissidio??
Tra non molto le due immagini si sovrapporranno fino a diventare una sola, quella di un ometto piccolo piccolo e in quanto tale concentrato su se stesso, sul suo lavoro, sulla sua azienda.
Tutto prendera’ forma e corpo e vedrai le cose con maggior chiarezza e con maggior distacco. Credimi, sei giovanissima e il mondo e’ pieno di cose belle che attendono di essere vissute…a cominciare da un nuovo lavoro.
Non versare piu’ lacrime per qualcuno che non le merita.
Come ti ho scritto in precedenza.. è un ometto senza palle… guarda avanti, e anche se ora stai male per lui.. un giorno ringrazierai il cielo che si è tolto dalle scatole.. su.. tranquilla.. il tempo aggiusta tutto, credimi.. ora anche se non ne hai voglia, svagati, cerca un nuovo lavoro e sopratutto dievertiti.. una risatina fa sempre bene.. e vedrai che piano piano, ritornerai ad essere quella bella ragazza che ha voglia di spaccare il mondo..
Ricordati che in tutta sta storia, quello che ci ha perso.. è lui… non tu..
Ciao.
Elisabetta, infatti… Tu eri (e sei) traumatizzata (ecco il perché delle “due immagini”), lui invece la lucidità l’aveva… Mentre tu lavoravi (per lui), mentre tu costruivi la tua vita (credevi: con lui e anche per lui), lui lavorava per sé stesso nel suo nuovo ufficio, con la nuova segretaria (e amante). Ecco perché lucido-lucido, ti ha fatto firmare in fretta e furia il foglio di licenziamento (ma chiamiamolo pure “foglio di via in tutto”).
Capisci?
E’ un verme. E tu soffri terribilmente adesso: lo so. E per questo hai tutta la mia comprensione.
A lui non ne do alcuna: ricordati che non solo ti ha mentito, non solo ha fatto il doppio gioco, non solo ti stava già tradendo con un’altra, ma ti ha anche tolto un lavoro dall’oggi al domani.
Sai perché? Perché averti davanti agli occhi (o nella stessa azienda, dove si chiacchiera…) per lui, il verme, sarebbe stato un problema.
Quindi Elisabetta: ormai è andata. Vai a testa alta, esci, e a testa alta. Mostra questo a tutti quelli che lavoravano con te e che conoscevano la vostra storia la tua dignità.
Perché il verme, tra l’altro, così facendo, ha voluto toglierti la dignità davanti ad altri che vi conoscevano: facebook, l’ufficio.
Fai qualsiasi cosa per risollevarti – in maniera civile – immediatamente.
Basta poco, sai, a certi vermi. Basta che scriva anche tu, su facebook: finalmente ho conosciuto un uomo meraviglioso…
A buon intenditor, poche parole.
ps: e dopo un po’ cancellati per un periodo da facebook: sei troppo impegnata con questo uomo meraviglioso, per perdere tempo con facebook. E poi… Non vuoi far sapere di preciso che cosa stai facendo di così bello in questo periodo…
Facebook ci sto, mi ci tolgo, sono impegnata, e ve lo faccio sapere. Aura lu tua “perfidia” e’ incommensurabile ma con un pirla del genere ci vuole questo e altro. Brava, ottimo suggerimento…per cominciare.
Ieri ho saputo tramite mio padre il reale motivo. Udite udite: lui ci è rimasto malissimo perchè in casa, finalmente l’unica cosa che potevo dire di essere mia, io ho detto qualche volta che certe decisioni spettavano a me. Lui si è sentito ferito nell’orgoglio, come se in tutti questi anni lui non avesse ferito il mio, solo che io l’ho fatto involontariamente,lui non so! Il fatto è che il mio era un entusiasmo iniziale di avere una cosa mia, la casa, in una città dove a parte lui non avevo niente, neanche la famiglia (visto che l’ho lasciata 4 anni fa per andare a stare con lui, un entusiasmo che poi si sarebbe esaurito e avrebbe lasciato il posto ad una convivenza serena e felice. E che cavolo. E ha deciso di nn amarmi più per questo motivo. E poi perchè aveva un’altra.. boh, non so davvero a cosa credere.
…posso dirti che sei stata fortunata? immagina cosa sarebbe successo in caso di matrimonio.Tu sei una ragazza in gamba riappropriati della tua vita, lascia fare al tempo, vedrai passerà e sarai più forte di prima…e stai tranquilla che riserverà alla “nuova fiamma” lo stesso trattamento(è il suo modo di fare…per lui dire ti amo, voglio sposarti è come bere un caffè…)
Hai due immagini di lui… quella di un angelo che ti protegge e “l’altra”, quella vera, di un freddo calcolista dedito a se stesso e al suo lavoro…
Cara elisabetta un uomo che ama,fosse pure la persona più orgoliogliosa di questo mondo, non smette di farlo per delle discussioni inerenti alla casa…è assurda come cosa,propendo quindi per la seconda immagine…lui aveva già preso la sua decisione
Vedi, tu sei questo”Io per umiltà e onestà non vorrei che si intendesse la storia unicamente dal mio punto di vista e a volte cerco di immedesimarmi in lui e di provare a capire come lui possa avermi vista in quest’ultimo periodo…”, lui invece…va beh, lasciamo perdere…
Ti mando un abbraccio forte e un grande in bocca al lupo…
…un tuo conterraneo
Ciao Kenzo, grazie per le tue parole, effetivamente si nota una certa differenza tra me e lui. E’ solo che il fatto che io mi sentissi padrona in quella casa lo ha fatto sentire piuttosto a disagio, ma non me lo aveva mai fatto capire!! In fondo era solo un periodo iniziale di entusiasmo!! Non era neanche la casa definitiva, visto che era solo un investimento. Ad ogni modo, ciò che mi delude di più è stata limmaturità di questo ragazzo che forse mi aveva fatto credere di essere ciò che non è. Ma come ho fatto a non rendermene conto? Un ragazzo che non va neanche a trovare la propria madre di salute cagionevole, ma che si limita a darle solo dei soldi per andare dal parrucchiere o per fare la spesa, come pensa di poter vivere un rapportonormale con una donna?
Come si può essere cosi? E la madre si ostina pure a vederlo come un gran bravo ragazzo che non farebbe del male a nessuno! Mi dispiace molto per lei, ma dovrebbe ridimensionare un attimo l’opinioe di suo figlio! Ed è ciò che le ho detto io l’altro giorno. Ma lei non si vuole capacitare che tra noi sia finita, lei spera ancora che torniamo insieme! Io le voglio un bene immenso, ma non riesco a capire come suo figlio possa essere diventato cosi. Cari amici tra l’altro una cosa che ho notato del mio ex ragazzo:è particolarmente buono sul lavoro, con tutti, e concede sempre delle possibilità anche a chi non le merita. Ma con lepersone che invece lo amano davvero e che avrebbero davvero bisogno di lui, lui sembra indifferente e nei miei confornti persino arido d’animo. In fondo ho fatto tantissimo per lui, più di quato abbia fatto lui per me e guardate che fine ho fatto! Proprio io che di possibilità gliene ho date tante, da lui non ne o avuta una,ma forse è vero, come dice Kenzo, lui ha voltuo trovare una giustficazione a tutti i costi dando la colpa a me per essermi comportata un pò da padrona e di avere un carattere particolare!! In realtà se questo motivo ha in parte influito, il più grande è quello di LEI. o_O
…non ce di che, Elisabetta…
Una certa differenza tra te e lui dici? Veramente c’è un abisso tra te e lui!Innanzitutto è un debole che vuole avere il “controllo” ad ogni costo… una casa di tua proprietà invece di farlo contento(…dal momento che ci avrebbe vissuto pure lui…), lo metteva a disagio(!),è immaturo,poi farti firmare le dimissioni in una situazione di estrema vulnerabilità da parte tua,senza pensare che il licenziamento sarebbe stato meglio per te…
come hai fatto a non capirlo in tempo? magia dell’amore,che smussa e spiana anche le montagne più impervie… di certo non è stata colpa tua,non sei stata ingenua o altro, hai semplicemente investito le tue energie in un rapporto in cui credevi.
Comunque stai tranquilla, passerà…anche se ora sei intorpidita e senti il vuoto dentro di te,arriveranno giorni migliori, e di lui ti resterà solo un ricordo sbiadito…
un abbraccio
Ciao Kenzo,
da come scrivi intuisco la tua forza interiore e soprattutto carattere. Mi sbaglio, per caso?
Quanti anni hai? di dove sei precisamente?
Lo sapete che in questi giorni mi è venuta voglia di rileggere il diario di quei famosi mesi in danimarca e….sorpresina….in quelle pagine avevo descritto e predetto con grande fedeltà ai particolari la fine di questa storia!! Voi forse non ci crederete, ma in quel periodo io essendo molto più lucida e ancora non cosi coinvolta come ora, non facevo che ripetere e ripetermi che quella storia sarebbe prima o poi finita e che uno dei 2 ne sarebbe uscito con le ossa rotte.Incredibile, sembrava che avessi la sfera di cristallo! E scrivevo pure quanto lui mi facesse soffrire e che avrei fato meglio a troncare allora!! Accidenti, non prendetemi per stupida, non ditemi “te l’eri detto da sola!”, è solo che ho voluto dare una chance al nostro amore, una chance che per un pò mi ha fatto sognare.. Una chance che a me non è stata data quando ho sbagliato!
ciao Elisabetta, come stai? spero meglio…lo so è dura, specie quando da un giorno all’altro ti ritrovi in ginocchio a raccogliere i pezzi di un sogno infranto e con mille interrogativi che affollano il cervello…animo, passerà!
stai leggendo il tuo “vecchio” diario e ricostruendo attraverso le sue pagine la vostra storia e i tuoi primi dubbi…”…E scrivevo pure quanto lui mi facesse soffrire e che avrei fatto meglio a troncare allora!! Accidenti, non prendetemi per stupida, non ditemi “te l’eri detto da sola!”, è solo che ho voluto dare una chance al nostro amore…”
Hai fatto bene a dare una chance al tuo ex…è andata male? pazienza,quantomeno non ci saranno dubbi o rimpianti di qualsiasi sorta ad arrovellarti la mente…credimi sembra niente, invece è tanto!
Cerca di uscire e distrarti un po’, parlane con gli amici e non fossilizzarti troppo sui tuoi “errori”…
sono della provincia di Foggia ed ho 39 anni…tu di dove sei?
passa una buona serata…
Ciao Elisabetta,
il comopotamento del tuo ex mi ha lasciato letteralmente senza parole! Era solo un egoista, che nell’insensiblità del suo cuore troppo pietrificato non avrà mai spazio per nessuno, se non per se stesso, e non sarà mai in grado di amare veralemnte!
Quindi, a questo punto, è stato meglio così, perché come si dice: meglio un male minore oggi che un male peggore domani!
Ti auguro di dimenticarlo presto, perché tu sei una donna speciale e che mi ha colpito molto, e lui, credimi, non ti meritava per niente.
Io sono un cantautore e sono anche pugliese come te.
Se mi vuoi contattare, ti lascio il mio contatto di messenger: Cantautore68@hotmail.it
Tanti auguri.
Ciao. Sto ancora più male. Ieri la sorella mi ha riferito di averci parlato per capire meglio la situazione, ma lui ha solo ribadito il fatto che non mi ama più. Dopo aver provato a parlarci, lei si è arresa perchè sembrava che tutto gli rimbalzasse, come se non sentisse niente e nessuno… Del resto quando non gli conviene ascoltare fa sempre cosi, lo faceva anche con me. Quindi lui è sordo a tutto ciò che non gli conviene, perchè è tempo e fatica sprecata aprire ed affrontare un dialogo. Per non parlare del confronto! Non sia mai aprirsi ad un confronto con qualcuno che la pensa diversamente da lui.
State inquadrando il tipo??
Cara Elisabetta,
leggendo la tua storia ho pensato alcune cose, che vorrei dirti.
Per prima cosa, non credo affatto alla storia della casa, come motivo di allontanamento o di fine dell’amore. Credo che tu ti sia imbattuta in un uomo assolutamente incapace di amare, se non in una maniera malata e poco sana. So che ora tu cerchi tutti i motivi possibili, anche pratici, per spiegarti la fine di una così lunga e travagliata relazione, per la quale a tanto hai rinunciato. Ma non è giusto che tu ti dia alcuna responsabilità, per il tuo comportamento nei suoi confronti o per il tuo carattere. Avevi il sacrosanto diritto di avere i tuoi spazi, e questo è chiaro: da come racconti la tua storia, leggo anche molta insoddisfazione che per tanto tempo hai mandato giù o hai cercato di ignorare. un uomo che non è capace di gioire e sostenere l’indipendenza della donna con cui sta, ma che la vorrebbe vedere relegata a vivere nella sua ombra non è sicuramente una persona matura e adatta a costruire una relazione sana; un uomo che mette in prima pagina su Facebook le sue ultime conquiste non è una persona matura su cui si possa fare affidamento; un uomo che ti trascina nelle sue altalene emotive, amandoti un giorno e lasciandoti il giorno dopo, non ha la più vaga idea di che cosa sia un sentimento sincero. Il fatto è che tu hai voluto credere a questa storia, hai voluto pensare che la tua pazienza e la tua sottomissione ai suoi sogni e desideri fossero sufficienti a mantenere in piedi il rapporto.E soprattutto hai pensato che pur di stare con lui avresti dovuto rinunciare alla tua identità e al raggiungimento dei Tuoi sogni e della Tua felicità; si sta con un’altra persona non per assoggettarsi alla sua felicità, ma per condividere l’obiettivo di raggiungere ognuno la propria. Ora che la storia è finita, è l’amarezza a traboccare.Ma prova a pensare quanto avresti ancora sofferto, se fossi rimasta con un uomo che non ti riconosce la dignità di avere sogni tuoi e realizzazione tua,
pensa a quanta infelicità per la tua vita, per scelte che hai accettato solo per compiacerlo. Forse presentivi, nelle tue pagine di diario, che quell’uomo non dava alcuna certezza (se mai in una relazione si può dire di avere certezze…). Forse ora hai un’occasione, una volta che il dolore sarà passato, e ti resterà la consapevolezza del fatto che rinunciare a se stessi non è mai una scelta giusta. L’unica cosa che ti puoi rimproverare, è non aver ascoltato quella vocina che ti diceva che in fondo eri infelice, ma che sulla Tua infelicità potevi passarci sopra, così presa com’eri a render felice un altro. Dici, se fossi stata meno aggressiva, se non avessi detto questo o fatto quest’altro forse staremmo ancora insieme: beh, forse avresti ancora un fidanzato e un lavoro, ma che tipo di fidanzato? Un uomo incapace di amare. E quale lavoro? Uno che non ti soddisfaceva. Ora sei libera; e so che il senso di essere liberi è sempre avvelenato dalla sensazione di essere soli.
Ma non sei sola, in realtà. Si è soli quando in una relazione non si riceve niente, e ci si umilia. Si è liberi quando anche dopo una esperienza così negativa si è capaci di vedere che ora sì, hai la chance di fare davvero quello che ti corrisponde. E di trovare qualcuno che ti appoggi nell’essere te stessa in tutto e per tutto.
Un grande bacio.
Valentina, non trovo il modo giusto per descrivere il tuo modo cosi musicale, incisivo e coinvincente di scrivere.
Ho letto tutto d’un fiato ciò che hai scritto e attraverso le tue parole, come anche quelle degli altri, ho potuto vedere un’altra me stessa, una specie di sdoppiamento della mia personalità in cui ad aver condotto e perso il gioco non è stata quella razionale e intelligente che ha gettato fiumi di inchiostro in quel diario che sarebbe dovuto essere un vangelo per me, ma quella emotiva e sentimentale.
Valentina, ti va se ci scambiamo i contatti msn o facebook?Quale dei due hai?
Certo Elisabetta,
questa è la mia mail valentintintina@gmail.com; puoi scrivermi quando vuoi, così ci scambiamo i vari contatti.
Se hai bisogno di parlare io ti ascolto; non sentirti sola.
a presto.
Ciao….ho letto la tua storia…forse sarà perchè anch’io ho appena scoperto di aver dedicato la mia vita ad una persona egoista e fredda…e bugiarda…ma mi sono sentita vicinissima a te…
non so come e se ce l’hai fatta a reagire…ormai sono passati mesi da quando hai scritto….io te lo auguro….vorrei tanto che non esistessero persone come il tuo ex che riescono a fare così male alle persone….alle loro famiglie…..ma purtroppo ho dovuto smettere di credere nella bontà e nell’onestà…
spero tu stia meglio e abbia trovato un lavoro…un uomo vero o comunque qualcuno che ti ami davvero….ciao!
Ciao SY,
grazie 1000 per le tue parole.
Generalemte non scrivo in modo cosi convulso e senza senso, quasi come un flusso di coscienza, ma avrai capito come in quel momento a pigiare i tasti del mio pc non fossero le mie dita ma il mio stato d’animo, totalmente distrutto….
Come sto ora?
Beh, molto meglio, direi! Molto meglio, tra l’altro l’ho rivisto ci siamo chiariti, e proprio grazie a questo ho capito chi realmente abbia avuto davanti in questi anni.
Che tristezza! L’unica cosa è che ho un pò di alti e bassi, ogni tanto ricado nell’angoscia, ma mi riprendo subito.
E’ un pò come una convalescenza da una brutta malattia, con i rischi di ricadere quando meno te l’aspetti.
Ma sicuramente niente a che vedere con lo stato d0animo di quando ho scritto questa lettera.