Non riesco a smettere di mangiare
Non riesco a smettere di mangiare. Anche cose che non mi piacciono. Ultimamente ho iniziato a farlo di nascosto. In famiglia, al momento dei pasti principali, ostento equilibrio e propensione per i cibi sani. Non appena rimango solo, nulla può più fermarmi… Il tempo precipita a spirale: mi sento incalzato, incitato ad abbuffarmi come se non ci fosse domani. Non bevo, non fumo, non mi drogo e non scopo: suppongo che il cibo sia l’unico lenitivo di cui disponga contro il mio male di vivere. Per fortuna non è illegale. O per sfortuna.
Posso iscrivermi a una palestra, mettermi a dieta, tenere un diario, e dimagrire anche. Ma non ha alcun senso: la vedo (e la sento) come un’impresa. Non riesco a trovare un equilibrio: il digiuno, o il mangiare senza criterio. Queste sono le uniche alternative possibili. Posso pianificare, progettare, fare buoni propositi per il nuovo anno (o il nuovo mese, la nuova settimana; ultimamente, il nuovo giorno), ma è sempre tutto vano: perché li faccio alla sera, con la pancia piena di cibo di ogni genere e la mente piena di disgusto per quello che ho fatto. Per quello che sono.
Ogni notte mi addormento con la speranza di non riaprire gli occhi il mattino seguente. Ma continuo a svegliarmi. E l’incubo ricomincia.
Lettere che potrebbero interessarti
37 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.
Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.
▸ Mostra regolamento
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

fermati finke sei in tempo xk questo è un circolo vizioso senza fine… te lo dico x esperienza. dietro il cibo o meglio l’abbuffata c’è un forte bisogno di affetto, di considerazione, di autostima…
la soluzione è fermarti a pensarti. chiederti xk lo fai. renderti conto che in realtà nn risolve i problemi prova così prima di aprire il frigo decidi cosa mangire e quanto!!! ascolta il tuo stomaco un po’ e sopratt cerca qlks che ti distragga. ankio lo facevo di nascosto e ankio sapevo che era una droga. come l’alcool, come il sesso, come il gioco d’azzardo è una voglia di tutto o niente e nn ci sono limiti e proba rispecchia te nella vita.
prova a fare pasti completi primo e secondo!! abbondanti… vedrai che nn avrai più questi enormi vuoti e ti sentirai sazio. altrimenti rivolgiti a uno psicologo. x risolvere questo vuoto che hai dentro.
auguri
Puoi provare a diminuire il senso della fame provando a bere molta acqua quando hai gli attacchi oppure mangiando una mela. Sono dei piccoli trucchi , ma è sempre la volontà a contare. Posso capirti nel mio piccolo mi è successo (poche volte) di sfogarmi col frigo e quando lo si apre si fa fuori di tutto senza neanche prestare attenzione a cosa si mangia.Il digiuno non serve a niente ( a meno che tu non sia un credente in quaresima).Abbandona questa brutta abitudine e mangia cibi ipocalorici con grande ingombro (polenta bianca,patate lesse, pane integrale, mele , acqua).
Ho la pretesa di organizzare scientificamente la mia giornata alimentare. Tutto deve essere previsto, codificato anticipatamente: in una parola, giusto. Mi fa sentire virtuoso, privo di responsabilità. In pace con me stesso. A tal punto che il fattore estetico cessa di essere un problema. Ma per ottenere questa sensazione, non è ammissibile lo sgarro. Di nessun genere. Mangiare anche solo una mela in più, in prossimità di una “crisi” (termine quanto mai azzeccato), è un insostenibile fuori programma: a quel punto la dieta è compromessa, il buon proposito ostacolato, la volontà negata. Il piano è saltato in aria, tanto vale cercare di toccare il fondo oggi. E domani è un altro giorno: sicuramente andrà meglio…
Fatti aiutare al più presto.
Consulta un terapeuta, parlane col tuo medico di base, che magari ti indirizza all’ASL di competenza. Non aspettare, non rimuginare, non sognare, non pensare che ti alzi e sei “guarito”.
Mi permetto di essere molto schiettaperchè ho 1 anno di anoressia e 3 di bulimia alle spalle, so di cosa parlo. Non ne esci da solo. La forza di volontà è il 50%, Il resto deve esserci un medico al tuo fianco.
Copio e incollo:
: il digiuno, o il mangiare senza criterio. Queste sono le uniche alternative possibili.
Rileggi ciò che hai scritto. Questo è il “principio” da applicare del 99% di tutti (noi) che soffriamo di disordini alimentari.
Abbuffata e goduria. DIgiuno e pena.
Parlane col tuo medico. AI familiari, amici, ecc, anche dopo. Per esperienza, soffriranno e capiranno ( o non capiranno affatto). Un estraneo competente ti può aiutare di più.
soffro di disordine alimentare da tanti anni, ed in tutti questi ani è stato un continuo di digiuni e di abbufrfate, ma questa volta mi sembrava davvero di avercela ed invece rieccomi ricaduta nel più totale degli incubi…le abbuffata, in qualsiasi ora del giorno e della notte, in continuazione, mangio di tutto e sempre, e tutti i kili persi con tanto entuasiasmo e sofferenza, ripresi nel giro di poche ore…mi semnto di nuovo gonfia goffa, e stupida…prima quando avevo le crisi prendevo ed uscivo, ma ho un problema al piede e non posso camminare, quindi anzichè fare altro, svaligio il frigor, tutto quello che trovo, indistintamente, salato dolce, amaro, tisane acuqa a litri, frutta e verdura abbondante, ma niente serve a niente, sono davvero disperata, e più sono disperata e più mangio, ho pèrovato anche a non comperare più niente, ma in casa mi so fare le torte da sola, ed allora non compro gli ingredienti, ma niente serve, arrivo persino a mangiare lo zucchero pur di riempirmi la pancia, pur di riempuire questa voragine che ho dentro, ma mai si riempie, allora dopo mesi e mesi di sacrifici per arrivare al mio peso forma, tutto svanisce nel gioro di poche ore, perchè quando rinizi è la fine e ti sembra di impazzire perchè è una cosa incontrollabile, e nessuno ti capisce, nessuno capuisce il tuo spasmodico bisogno di cibo…aiuto!!! Mi sono rivolta anche ad uno psiochiatra, ma gli incontri sono forse troppo sporadici, e le medicine tgroppo leggere…quando sono andata lò’ultima volta ero ancora magbra, ora nel giro di 15 giorni sono tronata ad essere grassa e per di più zoppa!!!! Non ce la faccio più voglio trovare un equilibrio!!!! Ma come???
È terribile. Devo farcela – meglio il digiuno che l abbuffata- mi scambiano per anoressica ma io l anoressia non so nemmeno da che parte cominci, non ho la forza di on mangiare, sono ossessionata dal cibo, l unica cosa che desidero nella mia insulsa vita è mangiare. Non sono niente, i familiari mi amano solo in quanto familiari, non c’è niente di me che possa essere salvato. Non c’ e rimedio a questa vita orrenda, me la sono costruita io e non ho intenzione di distruggerla-semai nasconderla e silenziosamente rafforzarla,finche -sono io stessa l ossessione, non provate ad estirparla,estirpereste la mia anima.
Mi chiedo se tutto questo abbia un senso; no.che importa? Chi ti ama non ti vuole cambiare, ti accetta per quella che sei. E cosa sono io?
K. abbiamo lo stesso problema. Ho passato 5 mesi a pesare al grammo gli alimenti da mangiare,tutto perfetto,non toccavo nemmeno mezza tazza di caffè più del necessario.Un’ossessione che però portava buoni frutti.Tutto è precipitato dopo il primo sgarro,come hai scritto anche tu,a quel punto la dieta era compromessa e non valeva la pena trattenersi. Sto continuando così da 3 mesi ormai e non riesco a smettere. Alterno giorni di fame a immense abbuffate.E piano piano sto mandando in fumo tutti i buoni risultati che avevo ottenuto.Ho paura.
Ciao a tutti. Leggendo questa pagina mi sono reso conto di non essere il solo ad avere questa tipologia di problema. E’ iniziato qualche anno fa: sono sempre stato goloso, certo, ma non ho mai esagerato a livelli tali.
A casa mangio assai solo se sono solo. Davanti ai miei mangio poco o nulla. Poi, di nascosto, la sera, vado nelle rosticcerie e prendo la qualunque,mi chiudo in macchina in una zona buia e mangio. mi sto vergognando tantissimo a scriverlo. Il colmo è che amo lo sport, non fumo, non bevo, cerco di condurre una vita salutare. E adesso, dopo aver perso 15 kg da febbraio a giugno, li ho ripresi come se nulla fosse mai successo, forse qualcuno in più. Sono felicemente fidanzato, i miei amici mi adorano. a casa va tutto bene. Non ho carenze di affetto. ho solo questo fame, queste immagini in testa che mi fanno venire il desiderio di rustici. il problema è solo con quelli. non vado nelle pasticcerie, non amo i dolci. vado ogni tanto al cinese o al mec, ma sono le rosticcerie che mi richiamano. a volte anche 3 o 4 volte a settimana. appena finisco di mangiare sto male, mi pento, anzi mi pento mentre mangio, ma mangio lo stesso perchè non voglio lasciare tracce, mangiando quindi anche quando già un pezzo o due mi saziano. mi sento malato se ci penso..non è normale.
La mattina mi alzo con buoni propositi, ma poi nel pomeriggio sento un bisogno irrefrenabile di pizza e rustici. Penso a dove potrei andare a mangiare di nascosto, a quali locali chiamare per ordinare e a cosa prendere. Questa cosa va avanti da un pezzo, e inizio a spaventarmi. Vorrei trovare il controllo da solo. So che la prima cosa sarebbe parlarne a un professionista, ma vorrei farcela da solo, come ho fatto con le sigarette e gli alcolici (che non tocco da anni e anni). Non sono nemmeno una buona forchetta. mi piacciono poche cose. amo però le schifezze. è fame nervosa, e voglio combatterla. siamo pure a Natale..
vorrei iniziare l’anno con il verso giusto, con la pazienza, la buona volontà e la determinazione. Tutti dimagriscono, anche gente svogliata, gente che conosco che non vale nulla. e io no. questa cosa mi fa andare fuori di testa. e poi i jeans che stanno stretti, i disagi nei negozi. le battute dei miei e degli amici che sono ingrassato. anche la mia ragazza è consapevole ma non me lo fa notare o ci scherza su. lei non sa di questo mi segreto e non voglio che lo sappia.
Volevo sapere se coloro che hanno il mio stesso problema ci stanno provando, come sta andando, cosa devo fare secondo loro.
Grazie.
È da una vita che lotto con il cibo… Penso di nn essermi mai sentita a mio agio cn il mio corpo… Sn una buona forchetta ma ho sempre fatto tanto sport… Fino a qnd nn hanno diagnosticato il cancro a mia madre e nel giro di un anno sono ingrassata di ben 30 kg… La prima volta mia mamma ce l’ha fatta e io insieme a lei e grazie a lei… Sn passati gli anni e cn loro anche i kg che andavano e venivano… Mia madre nn c’è più da 2 anni ormai… Ha lottato cm un leone sopportando dolori fisici incredibili, ma nulla… Il cancro ha vinto… Le ho promesso che avrei smesso di fumare e così ho fatto… Le ho promesso che avrei smesso di abbuffarmi… In qsti 2 anni ho rimesso 35 kg… Vorrei tanto mantenere la promessa che le ho fatto… Devo, x lei…
Per me è iniziato tutto all’età di 16 anni. Dopo una dieta ferrea non seguita da un dietologo (in cui l’obiettivo era quello di mangiare il meno possibile), è iniziata questo rapporto malato, questa ossessione per il cibo. Alterno periodi in cui mangio davvero poco e altri (come questo) in cui NON RIESCO a controllarmi. Propositi su propositi giorno dopogiorno che vengono immancabilmente infranti. Mi sento in gabbia, e non so più dove sbattere la testa. Sto provando a lavorare sulle cause di tutto ciò. Sono molto spaventata. IN futuro continuerà così? sarò costretta a lottare per tutta la vita con questo incubo? Ogni volta che mi troverò in una situazione di non totale serenità dovrò fare i conti con questo disturbo? Qual è la soluzione?? A cosa mi devo aggrappare?? Sono anche testarda. Non voglio farmi aiutare e non voglio dirlo a nessuno.
Voglio solo uscirne e trovare finalmente un equilibrio. E’ la cosa che in assoluto desidero di più.
aiuto!
Sono completamente ossessionata dal cibo. Da piccola era una buona forchetta, mangiavo con piacere ma senza esagerare, nel giusto. Da quando i miei genitori iniziarono la fase di divorzio ho vissuto una grande mania di mangiare convulsivamente senza ritegno. Sono arrivata a procurarmi dolore fisico per autopunirmi, volevo morire, però poi mi sono ripresa, sono andata da un dietologo e sono diventata da taglia 48 a 44. Mi sono fidanzata, ho vissuto bene, poi qualcosa mi ha fatto ricadere. Ho lasciato la dieta, non la sopportavo piú. Da 68kg sono passata a 78 nel giro di due mesi. Di li a poco sono arrivata ai 90. Ho fatto diete e poi ho ricominciato. Sono arrivata a sfiorare i 100. Mi sono iscritta in palestra. Ho fatto diete dove il digiuno era d obbligo, intanto dimagrivo 10 kg in una settimana. Poi non ce l ho fatta più. Oggi mi ritrovo a pesare 105 kg, con ben 40 kg in più. Non ne parlo con nessuno ma mangiare é la mia ossessione. Di nascosto, per forza. Gli altri credono che la mia sia disfunzione ormonale perché non mangio in pubblico. Sono in colpa con me stessa dopo e durante l abbuffata. Sono arrivata a mangiare un intero barattolo di nutella nel giro di mezzora. Perché? Se mia madre se ne accorgeva si incazzava. Sono scesa a comprare un barattolo nuovo e quello finito l ho fatto scomparire. Vorrei una mano x uscire da questo circolo. Non ho il coraggio di parlarne. Nemmeno al mio ragazzo. Vorrei morire
Avevo dimenticato questa lettera.
Ora che attraverso nuovamente un periodo di fame incontrollata, l’ho ritrovata quasi per caso, su internet. Sono di nuovo nel tunnel.
In fondo, sono sempre stato grasso. Ciclicamente attraverso periodi di dimagrimento ma, se mi soffermo su ognuno di loro, trovo sempre un alterato stato emotivo alla base di tutto. Una condizione di sofferenza psichica. Il sovrappeso è la mia normalità. La magrezza, una malattia della mente.
L’ultima volta che ho perso peso, ne ho perso così tanto che per la prima volta in vita mia è successa una cosa inedita: mi sono piaciuto. Mi guardavo allo specchio, e mi piacevo. Ed ero così felice del risultato da dimenticare completamente la ragione di quel cambiamento: un implacabile desiderio di morte.
Ironicamente, col ritorno alla vita, sono tornati uno ad uno tutti i chili di troppo.
Una ragione negativa può essere molto potente come benzina motivazionale, ma non può durare, non può essere assunta come regola di vita: la sua logica conclusione è l’autodistruzione.
Perché non può esserci una ragione positiva alla base di tutto?
È quello che cerco.
Credevo fosse un problema di conoscenza. Ma non è così. Non c’è consapevolezza che tenga.
È un problema di fede. Io riconosco la mia insufficienza. Ma tutto mi sembra così relativo e sciocco da non fornirmi nessun appiglio, nessun punto fermo a partire dal quale costruire qualcosa.
Ho bisogno di un piano, qualcosa in cui credere ciecamente e assolutamente.
Così, allo sbando totale, non si arriva da nessuna parte.
Ho molta paura anch’io.
Vi capisco profondamente.
Tutte queste lettere mi hanno colpito molto, anche perchè mi sembrano tutte scritte da persone molto sensibili e intelligenti…anche solo da come uno scrive certe cose si notano. io non ho mai avuto questo tipo di problemi però sono sempre stata un po’sovrappeso, sono sempre stata un’adolescente che non si piaceva per quei chiletti e quei rotolini in più…adesso mi piaccio e mi accetto di più anche se a volte certe insicurezze ricompaiono. sono alta ma anche di corporatura “robusta” e sono consapevole che non sarò mai una 42, praticare sport non mi è mai piaciuto ma cerco di mangiare sano e di fare cmq movimento e lunghe passeggiate. insomma di avere un EQUILIBRIO. e credo che proprio l’equilibrio sia la parola d’ordine per tutti voi.
quello di cui soffrite è un disturbo alimentare e credetemi è una cosa seria e da non sottovalutare. io ho sofferto di depressione, avendo anche periodi di crisi molto difficili, e vi dico che da soli NON ci si può fare, non ci si fa. fatevi aiutare, parlare del vostro disturbo con specialisti competenti (oggi ce ne sono tanti e anche tramite il servizio sanitario senza dover spendere troppo). solo così potrete andare fino in fondo alle radici del vostro disturbo, affrontarlo e anche risolverlo. non c’è nulla di cui vergognarsi e chi pensa il contrario è una persona ottusa e insensibile..
da queste lettere traspare la grande sofferenza che c’è dietro questo mangiare incontrollato e nessuno merita di stare così male giusto? perciò non aspettate ancora, chiedete aiuto..magari sarà un percorso difficile e lungo ma da queste cose si può uscire per ritrovare la felicità che tutti voi meritate.
K dici bene ciò che si nasconde dietro un disturbo alimentare (così come in tanti altri disturbi) è un malessere e un disagio profondo che va tirato fuori analizzato combattuto e risolto…ma credo si possa fare solo con l’aiuto di esperti.
Qualche considerazione aggiuntiva.
Ieri, dopo l’ennesima abbuffata, ho steso il mio nuovo infallibile piano. Che è durato fino alle undici di stamattina. [risate]
Sono un tipo abitudinario, ma a quanto pare la mia routine non va codificata più di tanto. Ogni schema, dieta, piano o progetto, viene automaticamente rigettato: quantità, numeri, tempo, lancette… nemici mortali!
Non riesce a convincermi il discorso sull’eliminazione dello stress come causa della fame incontrollata.
Non sono un granché nell’introspezione, ma anche quando mi ci dedico, e riesco a fermarmi cinque minuti per individuare le cause dello stress che alimenterebbero il desiderio di mangiare, non posso dire di riuscire a ottenere un equilibrio stabile.
Se guardo alla mia infanzia, c’è già un bambino grasso. Sono nato stressato?
Mi porto qualche residuo di angoscia da una vita precedente?
Per quello che ne so, l’angoscia è la condizione di base dell’esistenza umana.
O almeno, lo è della mia.
Forse, per eliminarla, potrei provare a eliminarmi!
Sono poco sensibile ai discorsi sulla forza di volontà.
Ho notato che le persone che impugnano quest’argomento però sono sempre, come dire… magre. A prescindere. Per “costituzione”!
E quindi scambiano la causa per l’effetto: “sono in forma perché ho forza di volontà”.
E se fosse invece: “ho forza di volontà perché sono in forma”?
Secondo me, non si può nemmeno scegliere di essere sostenitori del libero arbitrio!
Ma, va da sé, questa è l’opinione di un ciccione. E i ciccioni, si sa, sono individui poco raccomandabili: inaffidabili e incapaci di controllarsi, sempre disfattisti.
Pesanti!
Eppure, nonostante tutta la mia consapevolezza della necessità di ogni cosa; nonostante io creda fermamente che tutto sia sempre assolutamente come dovrebbe essere e non potrebbe essere altrimenti…
Soffro della mia condizione.
..UN ULTIMA COSA..SI PUò USCIRE K.
..io ci sono dentro come te..
Ciao K.
Non so bene come iniziare… È la prima volta che scrivo su un sito di questo genere, pur avendone visitati a tonnellate. Purtroppo il tema delle abbuffate è più comune di quanto pensassi. Ho letto mille post, mille lettere di persone che soffrono di questo problema, ma la tua testimonianza mi ha particolarmente colpito, probabilmente perché mi identifico in ogni singola e sofferta parola.
Non sapevo se rispondere o no alla tua lettera dato che risale ad un paio di anni fa, ma poi ho visto che hai ancora scritto di recente.
Io mi abbuffo da poco meno di tre anni, ma ora sto iniziando seriamente a perdere il controllo della situazione. Da tempo immemore ormai soffro di depressione e di manie ossesivo-compulsive. “Tempo immemore” … Ho solo 23 anni anni, ma mi sento stanca e consumata come non mai. Ma grazie a Dio, o alla poca forza che mi rimane o non so bene a cosa, come te, anche io sono riuscita a star lontana da vizi come l’alcol e il fumo. In quanto a sco.... poi… Diciamo, molto in generale, che la mia situazione sociale è degna di un’eremita.
Insomma, il cibo è la mia unica fonte immediata di gioia, seppur fittizia. Ho sempre avuto un rapporto conflittuale col cibo, ma ora sono al terzo anno di giornate passate ad abbuffarmi come un maiale intercalate a giornate passate a digiunare e a non pensare a nient altro che a mangiare. Sono stanca. Sono stanca di guardarmi alla specchio e di vedermi gonfia e brutta. Sono stanca di piangere e di lenire questo dolore col cibo. Sono stanca di questa spirale. Ogni giorno mi preparo per quello seguente, pensando, sperando, che sarà il giorno giusto, il giorno in cui finalmente riuscirò a rinascere e a vivere. E qualche volta ce la faccio e, se tutto va bene, rinasco per una settimana, e poi… Una mela, un cioccolatino in più e BAM! Un’ intera settimana buttata nel cesso. Sono arrivata al punto di aver paura di me stessa, della mia mente, delle mie reazioni e dei miei pensieri. Ma come te, il giorno dopo mi risveglio ancora.
Sono alla disperata ricerca di un motivo, di uno scopo… Ma non trovo la motivazione per fare nulla perché so che ogni sforzo che farò verrà reso inutile dalla prossima abbuffata, dal prossimo cedimento, dalla prossima delusione, da me stessa, insomma.
L’unica vera decisione che ho preso ultimamente è stata quella di andare da uno psicologo che mi ha subito dato il numero di una psichiatra…. È l’unica possibile soluzione che riesco a vedere in questo momento, oltre a quell’altra… La soluzione che nessuno MAI dovrebbe prendere in considerazione, ma a cui, purtroppo, mi capita di pensare sempre più spesso. Mi disprezzo per ciò che sto dicendo. (…)
(…) Vorrei esserti di supporto… Mi rendo conto che ciò che ho scritto non ti aiuterà. Probabilmente lo faccio perché mi sento sola, terribilmente sola. Penso che qualche volta la forza di volontà non basti, e con questo non voglio dire che io o te siamo più deboli di altre persone. Ognuno di noi ha il proprio vissuto, la propria personalità, le proprie forze e le proprie debolezze. Una classica frase fatta, insomma, e che irrazionalmente userei come scusa alle mie azioni che ritengo deboli e vigliacche, ma a cui razionalmente credo. La vita è orribilmente difficile, ma sicuramente avrai già notato come talvolta un sorriso o un abbraccio possano risollevare la situazione. Io sono convinta che se gesti di tale banalità, spesso e volentieri, riescano a darti l’energia necessaria per affrontare un certo momento, non ci sia bisogno di chissà cosa per combattere la depressione o, in questo caso, un disturbo alimentare.
Tu ti definisci un “ciccione”, una persona che, secondo te, è vista come priva di forza di volontà. Hai ragione, purtroppo la società ci porta a stereotipare delle persone a seconda del loro aspetto fisico. Non fare lo stesso errore, non farti condizionare dall’immagine che vedi di te stesso. Scusa, sto dando per scontato che tu lo faccia, ma a me succede. Io ho la fortuna di esser riuscita più o meno a mantenere il mio peso forma. Appaio di corporatura normale, anzi, potrei anche passare per una tipa magrolina… Finché son vestita, sia ben chiaro. Ma ho perennemente la pancia gonfia e, dato che passo le mie giornate a letto, sono flaccida come una mozzarella. In poche parole, faccio schifo. Ma oltre al fattore estetico, un’altra cosa che mi disgusta e mi fa spesso piangere davanti allo specchio è il mio sguardo… Lo sguardo di una persona vuota, senza scopo, priva di qualsiasi ambizione. Insomma, provo pietà per me stessa. In quei rari e brevi momenti in cui “rinasco”, cerco di guardarmi allo specchio con lo sguardo di qualcuno che ha forza di volontà. Cerco di automotivarmi perché so che il gran passo lo dovrò fare da sola. Solo io e me stessa. E poi chissà… Magari un ulteriore sostegno mi verrà dato dagli psicofarmaci che mi prescriverà la psichiatra, ma IO dovrò trovare il coraggio di chiamarla e di confidarmi. O magari sarà una persona ad aiutarmi, ma senza che IO abbia il coraggio di uscire di casa, è altamente improbabile che qualcuno mi aiuti.
Auguro a te e agli altri ciò che auguro a me stessa ogni santo giorno: combatti, trova ciò che ti rende felice e vivi.
Il mio dilemma è nell’impossibilità di conciliare posizioni divergenti.
Gli esperti non aiutano.
Il dietologo nutrizionista mi parla per ore dei benefici effetti che il consumo di frutta, verdura e pane integrale avrebbero sull’organismo.
Tutto molto interessante e consivisibile. Solo che non è questo il punto.
Il grasso non è più goloso né più ignorante in fatto di corretta alimentazione di altri (è spesso più esperto, la sua condizione lo porta a documentarsi).
È evidente che mangiare troppo fa ingrassare, ma perché si mangia troppo?
Se la fame incontrollata è solo un sintomo, perché intervenire sulla dieta?
I magri mangiano di tutto, anche le schifezze. Ma sanno quando fermarsi.
Lo psicologo a sua volta dice che il problema è lo stress. Bene.
Come intervenire? Bisogna seguire una corretta alimentazione.
Ah!
Frasi circolari, serpenti che si mordono la coda.
Il problema è psicologico o fisico?
Esiste una condizione fisica oggettiva in grado di negare alla persona di ricorrere al cibo senza averne un reale bisogno?
E poi, naturalmente, c’è il familiare. Colui che ti ama per quello che sei, e che proprio per questo nega nella maniera più categorica anche solo l’idea che tu possa avere un problema. Che tu possa considerarlo un problema. Perché i problemi esistono nel momento in cui te li poni.
Ma se un giorno ti svegli e ti rendi conto che questa soluzione non ti basta più. Perché hai passato il punto di non ritorno e hai visto quello che potevi essere, hai realizzato, anche se per breve tempo, il tuo potenziale, sai che puoi essere altro, magro, normale; allora non puoi più continuare a ignorare un problema che per te è reale, fingendo che non esista.
L’iperprotettività dell’amore incondizionato, non è necessariamente un bene. E l’ignoranza di un problema non ne nega la presenza.
Personalmente, non mi curo minimamente né della mia estetica né soprattutto della mia salute. L’unica cosa che mi interessa è il controllo. Avere la possibilità reale di fare una scelta. Non essere schiavo di qualcosa, non abusare del mio corpo.
Voglio essere libero. Libero di essere me stesso. Niente di più, niente di meno.
E se questo non è possibile, mi accontento di una dipendenza alternativa.
Non voglio più ricorrere al cibo. Questo pensiero fisso ha dominato da solo la mia intera esistenza. Me ne rendo conto solo ora.
Non voglio più mangiare se non per sopravvivere.
Tutto quello che serve in questi casi è la mente! La nostra mente regola tutto l’evolvere della vita. Innanzitutto la causa principale di queste abbuffate è la sedentarietà,ovvero più si passa del tempo in casa,e più si è predisposti ad annoiarsi e ad avere a portata di mano il cibo. Bisogna cercare inoltre di capire che il nostro fabbisogno giornaliero ammonta ad un tot che non va superato poichè noi non viviamo per mangiare,ma mangiamo per sopravvivere e nel momento in cui le calorie che assumiamo sono eccessive e non le bruciamo diventano seriamente dannose per il nostro organismo.Vi basti pensare che le persone gravemente in sovrappeso sono maggiormente esposte al rischio tumori,infarto e altre patologie gravi.Il problema dunque,non è fare la dieta misurando il grammo in più o in meno di pasta,il problema è mangiare in base alla vita che conduciamo.Provate ad abbuffarvi e iniziate a fare un’ora e mezza di passeggiata a passo sostenuto.Inizierete a rendervi conto che il movimento innescherà dentro di voi dei meccanismi per cui nonostante voi mangerete,una parte di quelle calorie sarà ingerita mentre l’altra bruciata,ma il vostro metabolismo inizierà a lavorare poichè si sveglierà da un lungo letargo ed è allora che inizierete a sentire l’esigenza di mangiare meno,di trascorrere del tempo fuori casa e di muovermi,verrà tutto naturale,certo è che per fare questo salto di qualità ci vorrà della gran forza di buona volontà.Voletevi bene,pensate alla vostra salute come la cosa più importante che abbiamo e cerchiamo di preservarla nel migliore dei modi,siamo sempre in tempo per guardarci allo specchio e renderci conto che siamo forti abbastanza per non farci mettere i piedi in testa dal cibo.Cercate inoltre di avere un piano alimentare ben definito e di avere in casa sempre molta verdura,frutta e yogurt,che potete inizialmente mangiare senza freni fuori dai pasti ma anche durante i pasti.Una cosa molto importante è andare a fare la spesa con lo stomaco pieno e una lista stilata a casa con calma cercando di privilegiare quegli alimenti a basso tasso calorico,come per esempio le gallette di riso al posto del pane e dei taralli,la pasta integrale e di mais,le carni magre e bianche,i salumi meno grassi,i formaggi light e tutto in porzioni giuste.La spesa è molto importante,perchè più compriamo e più abbiamo a disposizione nei momenti di crisi.Purtroppo non è facile,ma non è neppure impossibile,provate a piccoli passi,non eistono diete drastiche quando si soffre di questi problemi,esiste solo l’aproccio sano al cibo,capire che si può mangiare con gusto anche se in porzioni ridotte,se riuscirete a capire questo, l’ago della bilancia improvvisamente inizierà a calare.Ci sono migliaia di persone che solo avendo dimezzato le porzioni sono riuscite a perdere anche 20 chili,senza nessuna dieta particolare.Provateci anche da subito e poi mi farete sapere se funzionano questi accorgimenti.
Vorrei dire a J,che purtroppo la sua situazione è molto delicata e sicuramente difficile,ma sei troppo giovane per entrare in un circolo vizioso così brutto!Devi volerti bene,devi vivere la vita sotto ogni aspetto,devi trovare la forza di importi che sei l’unica persona che può farti uscire dal tunnel e solo tu hai la chiave per aprire la porta,ti devi sforzare di trovarla e poi aprirai tutte le porte dinanzi a te.Se ti senti sola e non hai amici,iscriviti in palestra,iscriviti ad un corso di nuoto,ad un circolo arci dove hai la possibilità di conoscere nuova gente,impara a sorridere,guardati allo specchio e pensa come sarebbe bello il tuo sguardo se solo riuscissi a sorridere anche solo per il fatto di avere la fortuna di poter guardare il cielo azzurro,un fiore che sboccia,un cane o un gatto che vogliono le coccole;ragazzi la vita è fatta di milioni di cose meravigliose,sta a noi coglierne il senso da ogni cosa.Pensiamo a chi lotta contro la morte,a chi ha avuto la sfortuna di nascere su una sedia a rotelle e non può camminare,a chi non può parlare e a chi ha poche facoltà mentali per essere padrone delle proprie scelte.Finchè siamo capaci di riconoscere il nostro malessere saremo sempre capaci anche di risolverlo.Bisogna farsi aiutare,anche dalla propria famiglia,ma in qualche modo bisogna uscirne perchè la vita è una e non possiamo sprecarla nella sofferenza,noi valiamo e dobbiamo dimostrarlo a noi stessi che siamo capaci di essere felici nonostante i mille problemi che si possono presentare.Se avete bisogno di parlare privatamente o di un consiglio vi lascerò qui un recapito dove potrete chiedermi quello di cui avete bisogno.Voglio potervi aiutare con dei consigli e dandovi carica e forza necessaria per affrontare il tutto.
A me piacerebbe tanto conoscervi…uscire, condividere ma anche no..semplicemente VIVERE altre cose insieme..senza questa fissa continua. Credo possa farci bene.
K. mi piacerebbe conoscerti mi rivedo in te ma nel tuo percorso, pensieri..angosce e speranze. Che ne dici?
Avevo quasi dimenticato questa discussione ed è strano che io la legga proprio in questi giorni di dieta. Ebbene si, dopo pasquetta ho detto, ancora una volta, basta. martedi è stato un giorno esemplare, ieri un po ‘ meno perché ho ceduto ma non a livello troppo esagerati. oggi sta andando molto bene. I pensieri del cibo spazzatura ci sono sempre ma sto cercando di controllare il mio impulso di uscire e mangiare di nascosto. il paradosso è che mangio schifezze x stare bene, quando invece mi rendo conto che quandò mangio poco e sano mi sento bene davvero.eeppure le tentazioni sono sempre ddietro di me. pronte a farmi cadere ancora una volta. spero di avere la forza e iniziare questa lunga scalinata verso il peso giusto. E soprattutto verso la salute. cosa che mi interessa molto di più. Mi dona forza leggervi. non sono solo.
A me piacerebbe molto se ci vedessimo.
J soprattutto: chissà, forse tutto quello di cui abbiamo bisogno è il supporto reciproco, non il genio della lampada degli psicofarmaci.
Ho sempre pensato che l’unica “terapia” efficace fosse la comprensione, l’accettazione di chi ti sta intorno e può davvero capire, perché è come te.
Mi piacerebbe vivere, condividere qualcosa con voi.
K…non potevi farmi più felice..è proprio con questo spirito che intendevo proporti di conoscerti..noi che temiamo l’immagine che possiamo dare..il pensiero del giudizio altrui.
Come possiamo fare? Non vedo l’ora di uscire con un mio simile 🙂 ..dici che è il caso di lasciare qui in indirizzo email? Non so..
…ovviamente l’invito è esteso a chiunque voglia riempire quel vuoto di vita..con altro che non sia cibo..empatia, comprensione, accettazione e rispetto per quello che siamo..incontriamoci sul fondo chissà che insieme sia più facile trovare appigli per iniziare a risalire.. vedere questa cosa in modo diverso..esagero..come se fosse un’opportunità.
Chiunque voglia scrivermi, per qualunque motivo, può farlo al seguente indirizzo:
ciacco.alapioggiamifiacco@gmail.com
Per chi fosse interessato a contattarmi, la mia mail è jasmin.mekkattu@gmail.com.
Sarebbe bello conoscervi,uscire,parlare. Se non fosse per la solita paura.
Comunque,vi seguo commento per commento e vi ringrazio; mi date forza e voglia di credere che qualcosa di buono sia possibile da creare.
Sono un Ariete.
L’ego è il peggior difetto, la più grande sciagura, la fonte di tutti i miei mali.
Qualunque gesto, parola o atto, che osi mettere in dubbio la mia assoluta bontà e giustezza, fa strazio della mia sensibilità.
È una reazione istintiva, viscerale. Fisica. Ed è incontenibile.
Sapere che è così, è indifferente: un rimprovero velato, una parola di biasimo detta in un momento di umana debolezza e frustrazione, mi ferisce profondamente.
Allora entra il cibo.
Non subito. Dopo. Dopo un po’. Quando a casa, dopo aver accusato il colpo, non si riesce ad elaborarlo, non si ha voglia di giustificarsi, ci si vuole solo spegnere.
Ma ho notato anche un’altra cosa: mangio per “conoscere” il mondo circostante.
Per conoscerlo, e per ordinarlo.
Devo sapere che gusto ha quella cosa, se posso servirmene. Se non fa per me (e può essere anche un dolce, non necessariamente la verdura), avrò le idee un po’ più chiare. Meno dubbi. Meno variabili, meno confusione.
Vivere, sarà più semplice. Ed io sarò un po’ più forte e un po’ più libero nella mia perpetua ricerca della conoscenza definitiva!
Sete di sapere quindi, ma anche principio ordinatore.
Il caos non è ammissibile. Due varietà di biscotti pongono un dilemma: dovrò mangiarne uno per tipo affinché rimangano sempre pari nella quantità. Anche se di uno dei due ne farei volentieri a meno. Anzi, proprio non mi piace!
Quale misteriosa origine possa avere una tale, profonda avversione, un così irresistibile terrore nei confronti di ciò che è dispari, asimettrico, irregolare, va al di là di ogni mia capacità di immaginazione.
Quindi entra il corpo.
Il secchio cosmico in cui buttare tutto ciò che è brutto e cattivo affinché non esista più. Affinché tutto sia regolare, bello. Controllabile. Prevedibile.
Fino a smarrire completamente la sensazione di sazietà.
Voi di che segno siete?
K: Scorpione… Ipersensibile, insicura, permalosa e ahimè… Ottima ascoltatrice, espansiva ma riservata, ironica e autoironica, onesta, amica, passionale… Detesto ció che è banale, scontato, ordinario, mediocre, consueto… anche se, a volte, la consuetudine è ció in cui mi rifugio… mi rifugio nel cibo, mi abbuffo nel cibo… amo i solitari, i diversi, coloro che hanno un vissuto da raccontare, la rarità, la peculiarità… il rock’n’roll… il cibo… l’H2O… faccio sub, ma non entro piu nella muta…Adoro la capacità che possiedi nell’esprimere ciò che sei, ciò che senti, ciò che odi, il tuo malessere… Hai mai pensato di scrivere un libro?
*ahimé vendicativa… Ottima…
=}
..ariete
Ciao a tutti, sono una ragazza di 15 anni.
e’ da quando avevo 9 anni che faccio diete, non mi sono mai piaciuta, più mi guardo allo specchio più la mia immagine mi mangia. Ho letto tutte le lettere, e mi rispecchio in ognuna di queste. Anche io davanti ai miei genitori e amici non mangio praticamente nulla, ma quando sono sola inizio a mangiare di tutto senza controllo passando dal dolce al salato e viceversa. A volte non vedo l’ora che i miei vadano a lavoro per aprire lo sportello e strafogarmi… Io non so più che fare, ogni mattina mi sveglio e penso “da oggi dieta” e poi finisco col mangiare più di prima… Io non voglio diventare ancora più grassa, davvero ho bisogno di aiuto , di qualcuno con cui parlare. Sono alta 1,63 e dovrei pesare 59 kg circa, invece ne ho 11 in più ebbene si 70 kg..
Se sapete come aiutarmi vi prego contattatemi e fatelo, l’anno scorso sono riuscita a perderli tutti calcolando tutto quello che avrei dovuto mangiare il giorno dopo, ma dopo il primo sgarro ho iniziato a mangiare sempre di più e ho ripreso con gli interessi quei 10 kg.
Io ho davvero bisogno di qualcuno con cui parlare, di qualcuno che mi spinga nella retta via quando smarrisco la strada.
Grazie per aver letto.
Ciao Sole,
probabilmente avrai letto i miei post risalenti al 2013.
È stato strano tornare qui e rileggere i messaggi dopo più di 2 anni… Ad essere onesta, mi sono commossa parecchio: non pensavo fosse ancora possibile visualizzare questa conversazione.
Ma ciò che più mi ha rattristato, è stata, ovviamente, la tua testimonianza.
Ho letto il tuo messaggio il giorno in cui l’hai postato, ma purtroppo sono parecchio occupata in questo periodo e non ho ancora avuto il tempo di risponderti.
Ho pensato spesso a te e alla tua lettera in questi ultimi giorni e prometto che ti risponderò come si deve appena possibile. Per ora voglio solo dirti che sono orgogliosa di te perché il tuo messaggio, pur avendomi reso triste sul momento, significa che riconosci d’aver bisogno d’aiuto. Questo è spesso il passo più difficile, specialmente alla tua età.
Non posso dire di sapere come aiutarti, ma se hai bisogno di qualcuno con cui condividere i tuoi pensieri e le tue esperienze, io ci sono. Se preferisci scrivermi in privato, questo è il mio indirizzo: jasmin.mekkattu@gmail.com.
Io intanto cercherò di trovare il tempo per riflettere e rispondere al tuo messaggio.
Ti abbraccio forte forte e, mi raccomando, non disprezzarti per quelle che tu vedi come debolezze. Per me è stato molto d’aiuto parlarne con i miei genitori. Non so se tu ci abbia mai riflettuto, e so che anche solo l’idea può far paura, ma prova a pensarci.
Non so se K e gli altri vedranno questo messaggio, ma se questo fosse il caso, mi piacerebbe tanto sapere come state.
A presto,
Jas
Ho letto della tua esperienza caro K. e spero che nel frattempo tu sia riuscito a risolvere. Se posso darti un consiglio, prova quest’app…ti fa sembrare tutto un gioco ma in qualche modo a me ignoto riesce a far scattare l’impegno e poi la prendi come una sfida. Alla fine provare non ti costa nulla https://www.yazio.com/it