Siamo vittime dell’ignoranza di ritorno?
di
Suzanne
Riferimento alla lettera:
Oggi si parla spesso dell'analfabetismo di ritorno, ossia delle perdute capacità linguistiche normalmente acquisite durante il percorso scolastico a causa del mancato esercizio di quanto imparato. Ho preso in prestito questo concetto per spostarlo in generale sulla cultura, partendo dalla mia personalissima e discutibilissima sensazione di vivere in una società...
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Data di pubblicazione: 8 Febbraio 2017
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Categorie: - Attualità

Itto. La bibliografia che supporti e avalli la tua alata tesi? Ce l’hai o no?
Golem, non ho Sky. Comunque il riferimento a Genova era per sottolineare come il centro storico più degradato di Genova, sia il suo grande punto di forza e di fascino ineguagliabile. Adoro i contrasti e i mescolamenti. De André non era un sociologo ma bazzicava continuamente nei bassifondi, soprattutto perché andava a salutare molte “amiche” col suo grande amico Paolo ( Villaggio).
Pace, servirebbe ancora la voce di Faber…
“Ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
come una svista
come un’anomalia
come una distrazione
come un dovere”.
No, non è che tu vieni considerata, sei la “socia” di Ogami e ti fa piacere farglielo sapere. Itto: The last Guru on the LaD, at the moment. Ma risentiamola lo stesso la tua visione sulla verginità, vediamo se coincide con “quelle” degli ultimi tre anni. Ripeticela, repetita “juventus”.
Anch’io la stimo la Scarly. Anzi credo in lei.
Non ti scoraggiare, che dire, ti auguro buona serata, vai per la tua strada fanno ormai parte della mia filosofia esistenziale. Sono state le più grandi illuminazioni che mi siano capitate nella vita. Vanno bene sempre.
Rientrano nelle comode P.C. con le quali si risolve tutto quando non si sa cosa dire o non si è detto niente. A parte l’eufonia delle parole.
Grazie Rossana,
non ci sono problemi per me. Io non pretendo che la pensi come me. Non l’ho mai preteso.
Ma si Suzy, il centro degradato, i carrugi, le prostitute, l’immigrato e Faber, affascinante. Fa tutto parte dell’immaginario di certi ideali romantici. Forse bisognerebbe viverli veramente certi “luoghi” – sia fisici che “comuni” – per poi poterli giudicare come quelli che ci abitano. Finchè ci si “passeggia” è facile vedere quello che vogliamo vedere.
Comunque mi pare che sul digitale forse su “Cielo” ritrasmettono molti programmi di Sky. Controlla.