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Siamo tutti figli di un unico Dio?

Lettere scritte dall'autore  

Penso spesso a come è cambiata la società italiana da qualche anno a questa parte. Nel bene e nel male stiamo diventando una società multietnica e nel bene e nel male(anche se molti non saranno d’accordo) dobbiamo fare i conti con questa nuova realtà. Cinesi,rumeni,albanesi ecc,ecc vivono a stretto contatto con noi e cercano di sopravvivere in un mondo a volte ostile e pieno di pergiudizi. Spesso mi capita di sentire commenti sgradevoli e offensivi su queste persone e spesso sento opinioni generalizzanti che nuociono ad una convivenza pacifica ed armoniosa. La mia idea è molto semplice,utopisticamente mi piacerebbe che ci integrassimo gli uni con gli altri portando avanti una società basata sul rispetto reciproco ma so che questo rimarrà un sogno per molti aspetti irrealizzabile. Quindi mi piacerebbe che si facessero nella pratica delle distinzioni tra chi lavora onestamente e si crea una famiglia nel nostro paese e chi invece delinque. Dovrebbe cambiare la testa di certe persone che ancora pensano,in modo convinto che gli stranieri vengono a rubarci il posto di lavoro,quando molti di loro sono addirittura laureati! E’ chiaro a tutti quanto sia stata e sia complicata e difficile la nostra situazione economica,ciò non toglie che alcune volte dovremmo metterci nei panni di chi non ha il minimo indispensabile per “campare” ed è costretto a lasciare il proprio paese con la speranza di un futuro migliore. Molti di quelli che si lamentano sono i primi che stanno al bar tutto il giorno aspettando che il lavoro gli piova dal cielo,altri vanno a messa tutte le domeniche ma la tolleranza non sanno neanche cosa sia. Francamente siamo tutti figli di un unico Dio anche se l’ignoranza di molti porta a pensare il contrario. Siamo tutti uguali,neri,gialli,bianchi,rossi la distinzione va fatta tra esseri umani onesti e non,tra buoni e cattivi ecc. Dovremmo essere un paese civile e democratico,a volte non lo siamo. Lo Stato dovrebbe aiutare i più deboli indistintamente,tutti quelli che hanno voglia di lavorare dovrebbero essere messi sullo stesso piano come quelli che delinquono. Sappiamo però che lo Stato e la legge spesso e volentieri hanno due pesi e due misure. Meno chiacchere da mercato e più tolleranza è quello che mi auguro per il futuro. . . .

L'autore ha scritto 6 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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10 commenti

  1. 1
    lipsia -

    Bella lettera la tua, ma utopica appunto, avrei qualcosa da replicare però, punto primo che sempre più spesso oggi siamo noi ad essere discriminati, proprio da quelle persone che accogliamo in Patria.
    Le cose che vorresti tu, le vorrebbero tutti, diciamoci la verità però, che non a tutti piace fare un lavoro di fatica (extracomunitari compresi) e sempre più spesso quando offro lavoro di pulizie agli stranieri mi viene risposto di no, anche a loro piace guadagnare e faticare poco. Ne ho appena assunto uno: 1250 euro nette al mese, spesso prima delle cinque è già a casa, il che vuol dire che non mi fa nemmeno le 8 ore e inoltre gli vengono rimborsati i pasti (cosa che a me non capita)per un totale di 200/250 euro al mese, mica male no? Perciò piantiamola di fare i paladini di chi di paladini non ne vuole. E’ vero siamo tutti figli di Dio, ma io a Dio ho smesso di crederci da un pezzo, come ho smesso di credere nelle istituzioni e nello Stato.
    “Lo Stato dovrebbe aiutare i più deboli indistintamente”
    Non sono d’ accordo, perchè lo Stato dovrebbe tutelare prima i suoi cittadini, poi se ne avanza eventualmente distribuire le briciole, come fanno in tutti gli altri Paesi. Credimi parlo con un’esperienza di volontariato alle spalle di 19 anni proprio in campo di accoglienza per gli immigrati e, ne ho viste di tutti i colori e forse senza volerlo, ho imparato a fare dei distinguo, ma anche ad arricciare il naso se, salgo sull’ autobus e vedo 20 stranieri e due italiani, perchè sono diventata diffidente, tutto qui.
    Poi se devo dare un lavoro lo do all’ italiano come all’ albanese….ma anche qui, il discorso è molto complesso.

  2. 2
    Ari -

    La differenza non la fa la pelle, ma l’indigenza, l’ignoranza, il retaggio culturale.
    Un uomo povero, ignorante, pieno di pregiudizi e di odio è molto pericoloso e le nostre strade sono piene di questi soggetti.
    L’unico rimedio è il tempo.
    Noi accusiamo il colpo, ma ho fiducia nelle prossime generazioni.

  3. 3
    luce -

    Ciao Lipsia sul fatto che le cose che vorrei io le vorrebbero tutti avrei da ridire e anche tanto.Non so da che parte del paese tu venga ma già tra nord e sud ci sono degli atteggiamenti discriminatori.A volte certe frasi vengono dette “scherzosamente” ma io che vengo dalla Sardegna non posso accettare che mi si chieda se vivo in mezzo alle pecore e se ho la tv in casa!!Cmq i “lavativi” non hanno distinzione di razza e cultura..Quando parlo di figi di un unico Dio mi riferisco al fatto che certe persone(bianche) vedono gli altri come diversi indipendentemente dal ruolo che ricoprono nella società.Qualche tempo fa è capitato un episodio di un medico arabo che aveva fatto una sostituzione in uno studio e i pazienti invece di sedersi di fronte a lui si sono seduti distanti come se avessero paura di qualcosa.E’ vero il discorso è molto difficile ma avere il cervello pieno di pregiudizi non aiuta chi invece è giusto che abbia la stima e il riconoscimento della collettività.

  4. 4
    ANNA -

    D’ accordo sia con lipsia, sia con luce…
    Dio e’ uno solo ma la cultura crea differenze ENORMI…purtroppo il razzismo e’ figlio dell’ ignoranza ed essa sta sia negli italiani, sia negli stranieri.
    Molto facile convivere con chiunque, purche’ di tua pari levatura culturale che nn significa UGUALE CULTURA. Un po’ meno e’ farlo con chi e’ stra maleducato ed irrispettoso di qualunque tradizione o uso del paese che lo sta accogliendo ed ospitando…
    Cavolo! Io, a La Mecca, in Moschea mi sono tolta le scarpe! Perche’ tu devi mangiare il pollo unto con le mani sul treno e pulirtele poi sul sedile ???
    Nn e’ perche’ sei straniero che lo fai…sei solo maleducato!
    Odio generalizzare e nn lo faccio mai…innegabile che certe situazioni mi tirino fuori dai gangheri !
    Capita anche con gli italiani, per carita’, ma, a volte, vedo davvero che gli stranieri se ne fregano di tutto cio’ che nn gli fa comodo accettare, fingendo semplicemente di nn capire o di nn sapere…

  5. 5
    lipsia -

    Ciao Luce, anche io vengo dalla Sardegna e per tutta la durata del mio matrimonio ho combattuto con i genitori del mio ex marito che all’ inizio non volevano affatto che lui mi sposasse proprio per il fatto di essere una “terrona” e i miei figli erano etichettati sempre come “faccia da terroncello”, e ti giuro che questa cosa mi ha sempre impedito di riuscire ad instaurare un rapporto normale non dico di affetto, ma di cordialità.
    E io purtroppo non dimentico anche se loro ora non ci sono più.
    Credo che qui in Italia si fa un gran parlare di integrazione, ma strutturalmente non siamo pronti, tant’è vero che sono sempre le associazioni di volontariato ad intervenire nelle emergenze e là nelle molte occasioni dove lo Stato latita.
    Questi anni mi sono serviti per carità, ma è anche vero che un fondo di intolleranza mi rimane, forse per alcuni fatti personali gravi (ad opera di extracomunitari)successi all’ interno della mia famiglia.
    Per questo disprezzo tulla la classe politica, che come volevasi dimostrare non sta producendo nulla di costruttivo.
    Negli altri Stati europei gli extracomunitari ci sono eccome, ma sono tutti integrati e non c’è accattonaggio, nè molestie per la strada…., ma comunque resta sempre la diversità nelle culture e nelle tradizioni…per esempio se vai in alcuni paesi arabi, (e non solo) per loro mettersi le dita nel naso è una cosa normale, una necessità corporea come fare pipì, mangiare etc.. be’ io quando li vedo per strada o in tram non posso fare a meno di intervenire disgustata per ricordargli che non sono nel loro paese e che si devono adattare a certe regole, perchè in questo caso non possiamo parlare di cattiva educazione, ma di qualcosa di insito in loro…che ce li rende sgradevoli anche per queste cose…

  6. 6
    luce -

    ciao Lipsia,io vivo in Sardegna e certe situazioni le ho vissute quando mi sono spostata,cmq è vero non siamo pronti..mi dispiace che in quanto sarda abbia dovuto affrontare certe situazioni insieme ai tuoi figli.Cmq il popolo sardo è davvero speciale,se non ci fosse tutta questa disoccupazione sarebbe uno dei posti più belli dove poter vivere.Sono d’accordo sul cambiare certi tipi di abitudine se così si possono definire,per il rispetto della gente e del paese che li ospita.

  7. 7
    lipsia -

    Ciao, posso chiederti in che zona vivi, se non sono invadente… cmq è vero noi sardi siamo speciali….
    Per esempio a me capita che mi venga dato in maniera molto elegante della rompiballe, perchè quando sono convinta di una cosa non demordo, anzi insisto fino allo sfinimento…e sai cosa mi dicono: Oh, ma sei proprio una sarda , sei de coccio……e io sono orgogliosa

  8. 8
    luce -

    Ciao sono di Iglesias ma mio nonno materno era di Seui(NU).Anche io sono un pò testarda ma a volte per il quieto vivere cerco di calmarmi.Noi sardi siamo pieni di qualità e se prima eravmo molto chiusi adesso stiamo riuscendo ad aprirci mantenendo le nostre forti identità isolane.Non sei stata invadente,anzi e tu?Qual’è il tuo paese di origine?

  9. 9
    lipsia -

    Ciao Luce io sono di Carbonia.

  10. 10
    luce -

    Fantastico Lipsia,io sono nata a Carbonia!Mio padre ci ha lavorato per un pò di tempo e mia bisnonna viveva li.Alla fine scopriamo di avere parenti in comune!!Il mondo è proprio piccolo!!!

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