Si può stare così male per amore?
Riferimento alla lettera:
Salve la mia storia è finita dopo 9 anni. E' già un mese e mezzo, possibile che a lei non gli freghi più nulla di me? Che mi abbia già cancellato? Tutte le cose belle che le ho dato in 9 anni dove sono finite? Credo che nel nostro periodo...
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Data di pubblicazione: 25 Luglio 2006
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Categorie: - Amore
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e il sorriso, tra il buio e la luce. dall’altra parte di quella porta a soffietto, c’e’ la parte adulta, che è fortemente incatenata a quella infantile, sono incondizionatamente legati l’uno a l’altra, una parte quella piccola nella sua fragilità e grande nel causare un dolore quasi delirante, piange, trema, ha fame e freddo, tende la mano e la tende a te, vuole essere ascoltato, preso in braccio, accarezzato, vuole da te ascolto, mentre tu adulto preso da una fiamma che rappresenta quella candela che da anni si è consumata, e che nessuno ha riacceso o potrà riaccendere, (mi riferisco all’amore anoressico o bulimico, presente o assente di mamma e papà) continui a sperare che quella sia la volta buona, sei carico, non hai paura, ti butti senza vedere le conseguenze, senza pensare a cio’ che ti serve, corri ma dopo poco tempo inciampi: chi sa piccolo mio se l’altra parte di te ti prenderà in braccio, se ti ascolterà se ti darà una carezza, tu la cerchi la desideri, ma non hai per ora nessuna risposta. ora vivi in una corazza di uomo o di donna, ma reclami con dolore quello che non ti è stato donato, lo reclami e lo cerchi su chi? lo stai cercando su una fonte di un forte bisogno, lo stai cercando su una lei o un lui che mai e poi mai potranno sostituire quello che non ti hanno dato nella tua vera tenera età. vorresti tornare indietro per chiudere il conto con l’ingiustizia, stai cercando di convincere l’altra parte di te a prendere la tua mano e entrare nuovamente dentro quella porta che preme contro la tua stessa esistenza. il modo c’e’! certo che c’e’! per prima cosa devi entrare con coraggio dentro il tuo doloroso passato, dentro le tue spinose esperienze in modo particolare dentro quelle che oggi ti schiavizzano e ti mettono inquietitudine e paura, devi guardarle con i tuoi occhi da uomo o donna, e perdonarli, devi accettarli, devi accarezzarli, ora non possono più farti del male, ora quei cani che erano tanto arrabiati con te sono legati e calmi, (ma se non ti fermi per fargli una carezza saranno sempre più aggressivi) sono innoqui ma meritano attenzione e rispetto, meritano di essere accolti, non tentare però piccolo di cancellarli perchè i solchi del dolore le cicatrici non possono essere cancellate, pero possono essere ammorbiditi, con l’autostima, il rispetto, la consapevolezza. devi camminare insieme a quello che è stato e accettarti da adulto per quello che sei, devi essere te stesso senza modifiche, senza cambiamenti alcuno, devi avere la bellezza della semplicità e della umiltà e correre nei segreti del tuo passato. questo mi sembra un ottimo inizio. devi in’oltre tenere sempre come punto fondamentale della tua crescita la vicinanza a ciò che ti appartiene per meglio dire alla parte interiore di un uomo o una donna adulta, dovete comunicare, prendervi per mano e percorrere insieme un cammino di consapevolezza, non importa se sei ricco, se sei povero, se sei quello che sei. l’importante e che tu riesca a camminare insieme all’altra
parte che fino ad oggi ti ha letteralmente condizionato. lo so piccolo mio che non è semplice, che devi lavorare tanto prima di farti ascoltare da quel dolce uomo e quella smielata donna che ti ritrovi ad essere oggi, ma l’importante è iniziare a lavorare sopra alcuni processi dolorosi che stanno investendo la tua esistenza. quando riuscirai a mettere un freno a quella porta, quando avrai tu le redini di quel cavallo impazzito che corre su e giu’ per le vie del tuo esistere, sarai sereno, sarai tu a scegliere, sarai tu a dire io do il mio piccolo fiore a chi in cambio me ne darà un altro, non avrai bisogno di sperare che ti diano quello che tu meriti, non avrai bisogno di chiederti se davvero mi ama o se davvero a me ci tiene, quello che ha davvero una fondamentale importanza è la capacità con la quale tu riuscirai ad accettarti e a volerti bene, devi stre bene con te stesso prima di tutto, non devi farti ingannare ancora dal desiderio della speranza, devi elaborare con profonda coscienza di pensiero e di meditazione per sentire davvero il benessere e la voglia di stare in compagnia di te stesso che devi essere in questa fase delicatissima il centro e il cuore di ogni attenzione che prima rivolgerai a te stesso per poi elargire solo a chi ricambierà quello che davvero sei, solo a chi apprezzerà le tue grandi doti e a chi sentirà davvero nell’anima lo sforzo e la fatica che hai fatto per essere davvero un uomo e una donna non in carriera ma in armonia con te stessa\o. so che la solitudine spaventa tutti, so che l’abbandono è un triste ricordo lontano del passato, ma è l’unica via per arrivare a vedersi interi e non frammentati dentro un labirinto confuso di aspettative di speranze di desideri e di dolore. ora tesoro che i tuoi piedini sono asciutti, ora che le lacrime che versi sulle gote del tuo essere maturo, ora che le braccine che hai per anni teso e mai accontentato, oggi sei tu a prendere te stesso e a ridarti un volto una stima un rispetto, quello che non ti hanno mai dato chi si doveva prendere cura di te e della tua crescita morale e soprattutto pscologica. ora sei un uomo e una donna mantieni alti questi appellativi costruiti da te con sacrificio forza e coraggio, mantieni vivo il valore di quello che sei e soprattutto di quello che sei stato. il cambiamento c’e’ e non è illusorio. ma devi prima passare per quella porta e ci vuole tempo, d’altronde se non passi per quella stanza e fingi di non vederla vuoldire che non vuoi vedere te stesso e allora tutto ricomincerà da capo…
cara giovi “una come me” no! io preferisco una donna una persona meritevole di stima e di rispetto, perchè hai varcato come tanti la soglia di quella porta. grazie a te dolcissima donna grazie di cuore. la forza che ti sei costruita con dolore e sacrificio, oggi ti rende unica e particolarmente splendente grazie di cuore a te.
grazie anche a te caroi davide per la tua profonda comprensione a me rivolta. continua nel tuo piccolo a cercare… non fermarti.. grazie
forse nn dovrei nemmeno unirmi al vostro lamento, alla vostra sofferenza che è in cerca di una risposta per aver amato qualkuno che improvvisamente vi ha lasciati. Ecco io sono una di quelle che in modo silenzioso e spietato ha abbandonato un grande amore. Tre gli anni passati dal momento di quella scelta: una scelta che adesso mi sta distruggendo. Amo ancora la persona che ho ferito, ho provato a rimediare ma… troppo tardi ormai. Lui, giustamente, dopo aver sofferto a causa mia per anni si è ricostruito una vita. Ecco la mia condanna, mi tocca soffrire in silenzio e pagare per ciò che mai avrei desiderato fare: LASCIARE L’UOMO CHE AMAVO. Sì l’ho lasciato, ho distrutto i nostri sogni, bruciato i nostri ricordi… sono un’ingrata, non ho giustificazioni per ciò che ho fatto, ma credetemi che si soffre uguale soprattutto quando la scelta è stata dettata da qualkosa di più grande. Vorrei solo che capiste che l’altra persona nn è da condannare ma bisogna capire che se c’è un motivo per cui un amore finisce è perchè Qualcuno ha voluto così. Ci vuole Fede per accettare ciò ma solo così nn ci si sente soli, anche dinanzi ai propri sbagli.
posa scusa perchè lo hai lasciato?
io sono un abbandonato e mi piacerebbe capire cosa accade nella testa di chi lascia. come si può passare dall’amore all’abbandono in un attimo, con violenza e senza apparentemente soffrire per il dolore arrecato al lasciato?
Buon pomeriggio a tutti e buon san valentino! il mio pensiero va agli animi sensibili a quelli che maggiormente soffrono il peso dell’abbandono, a coloro i quali i ricordi, le emozioni, le gioie, i sorrisi, le lacrime, sono ancora vivi e palpitanti nell’attuale presente dove quegli attimi risuonano oggi come una triste melodia. oggi è con maggiore sentire il giorno della spensieratezza per chi vive un sentimento, ma è soprattutto un giorno per ricordare nella solitudine del cuore un innato senso di maggiore rispetto e responsabilità verso chi oggi soffre ancora per amore; direi un amore solitario ma definito a due io e la mia parte sofferente, una parte che ha bisogno d’amore un uomo e una donna dove dentro portano un piccolo fiore che il vento ha peigato al volere dell’affronto quello peggiore tra tutti, e che oggi chiede di essere annaffiato con l’ascolto e la voglia di vivere, senza perdere le speranze o debbellarsi inadeguati al resto del mondo solo perchè oggi non è insieme a un altra persona, ma grazie a Dio è insieme a se stessa\o e deve raccogliere frutti per gustarli poi nel tempo senza fretta. questo giorno commerciale di gran fortuna per molti abbina l’amore al commercio. quante persone si ricordano dell’impronta che ha lasciato s. valentino vescovo (I) di Terni, per dire ti amo alla propria metà per poi domani o tra qualche mese dire basta: brutta osservazione ma di grande attualità, dunque non scoraggiatevi per un giorno che sa di spensieratezza e per migliaia di persone allo stesso tempo vive di ipocrisia, anche se fortunatamente esistono anche quelle persone che nel silenzio del loro more vanno contro tendenza e si vivono il loro sentimento festeggiandolo tutti i giorni, molti oggi danno una rosa un bracciale, un piccolo oggetto e domani… vi lascio a la vostra fantasia. Datevi una carezza ringraziandovi per aver dato la possibilità a voi stessi di aprire una porta di consapevolezza- volgiatevi bene e siate amanti di voi stessi; questo aiuterà a vivere meglio dopo. perchè il martirio di s. valentino con la flaggellazione, l’umiliazione fino alla morte per avere dato ascolto e unito in matrimonio un pagano e una cristiana attraverso il suo sacrificio di riconciliare l’amore quello che in assoluto viene fuori solo dal profondo dell’anima e dal vivere con responsabilità i sentimenti, possa il suo profondo dolore attraverso il sacrificio dell’amore per l’amore donare a quanti oggi si sentono preda dell’angoscia e della disperazione della solitudine: pace e conforto, luce e speranza, voglia di vivere e reagire alla banalità del presente. perchè ogniuno di voi possa guardare con attenzione la facilità dell”sposizione fisica e sentimentale, guardando con occhi di adulto e con pensiero e ragione ciò che spesso si presenta con troppa facilità. l’amore è un sentimento perpetuo e chi lo conserva nel sui integro sentire vive di maturità e consapevolezza.. buon proseguemento a tutti.. posa 44 volevo rispondere un po al tuo quesito
ben venuto in questo forum. quando si lascia una persona uomo o donna che sia, i motivi sono svariati oppure sono assenti. entrambi spesso vivono nell’uomo come due forze avverse, direi come il bene e il male. proviamo a guardare alcuni motivi: spesso durante la costruzione di una storia, molti particolari vengono immagazzinati dentro un fattore chiamato entusiasmo, o meglio dire voglia di nuovo (hai presente quei bambini che appena vedono un gioco nuovo buttano via il vecchio? o quasi molto spesso già quel gioco non piace più) allora la speranza (inadeguatezza) che l’altro gioco possa piacere di più si abbandona! dopo diverso tempo però quando anche l’altra attrazione perde di valore si torna indietro a cercare nei giochi (forse tanti troppi) scartati e ti accorgi che uno tra i tanti ti piaceva davvero che era quello che maggiormente ti dava gioia e ti faceva stare bene, ancora funziona bene ha sempre funzionato bene e se tu non lo avessi rotto oggi sarebbe ancora il tuo gioco e quello della tua famiglia e dei tuoi bimbi!! ma ahimè ora è tardi (il pentimento, la realtà, l’entusiasmo che termina) “un po come quando tu volevi essere preso in braccio da mamma o papà e stendevi le tue manine verso qualcuno di loro e loro ti dicevano “dopo” o più tardi perchè dovevano pensare ad altro. dando spesso insicurezza instabilità, vedi l’attenzione della famiglia verso il bimbo\a è di estrema importanza e da li soprattutto nella posizione di maggiore attenzione che va da 0 a 3 anni dove si forma il ceppo della personalità del carattere insomma ed è quello che resterà sempre per tutta la vita sarà immutabile. ora comprendi che chi ha vissuto male da piccolo\a in una famiglia instabile nelle guerre nel non rispetto nell’abbndono nel disinteresse della propria prole oggi si ritrova molto spesso ad avere attegiamenti di retorsione verso altri, quasi come voler riparare in un certo senso l’abbandono o il male ricevuto. oggi nelle famiglie dette moderne o figurative o di fatto (per lo stato) vige un attegiamento di profonda solitudine di indifferenza, di disprezzo di persecuzione: ti danno e poi ti tolgono o peggio “una bulimia d’amore” e una anoresia d”amore” entrambi simili per la gravità del non misurare con attenzione e naturalezza ciò che oggi è invaso e contaminato dal peggiore nemico dell’uomo il potere. avvolte invece il motivo per la quale si lascia una persona è la banalità, la voglia di libertinaggio di uscire fuori dalle regole di invadere le cronache dei gionali con atti eroici e con gesti che mettono a repentaglio la loro stessa vita e quella degli altri. con questo mio commento non intendo dare giudizi a riguardo di chi si è espresso in merito al probblema dell’abandono, o giudicare famiglie che non mi spetta o che non conosco, il tutto nasce da esperienze conosciute personalmente e vissute oltre alla conoscenza di alcuni testi universitari. ma soprattutto vissute. mi fermo quì per l’impossibilità di spazio, ma l’argometazione è molto vasta.
Paradossalmente nel forum di S. Valentino se ne parla poco…forse perchè un pò tutti ammaccati o forse un pò per paura e dolore:per me questa festa non ha mai significato molto anche perchè quando ero fidanzato,per vari motivi,non l’ho mai festeggiata…però non posso nascondere di non essere oggi certo al settimo cielo,sarà una festa consumistica quello che volete ma oggi mi pesa viverla solo…vago per la rete in cerca di un lettore di mp3 d’occasione da regalarmi, per accompagnarmi con la musica durante i viaggi di lavoro,ma mi rattrista pensare che pochi mesi fa erano i suoi sms e la sua voce a farmi compagnia in ogni trasferta..oggi faccio tutto di nuovo solo e ormai mi sto riabituando, ma quel peso “supplementare” della sua mancanza non va via, così come sapere che ha già un altro non mi da pace…ma è la vita…però oggi pesa tanto sapere che lei non c’è, ma c’è per un altro,così come mi pesa che gli altri possano festeggiare questo giorno ed io (che paradossalmente l’ho sempre schifato)no…probabilmente è solo oggi che mi mette disordine nella testa e nel cuore,o il fatto che cmq il dolore che mi sono caricato sulle spalle in questi mesi è troppo per essere smaltito senza ferite e cicatrici…a volte i ricordi tornano micidiali e spietati e mi chiedo perchè proprio a me tocchi una pena simile..ma per fortuna ho trovato degli appigli che mi danno forza e per ogni giorno in cui sprofondo mi rialzo un pò più forte quello dopo..mi fa piacere rileggere le parole di nicola sempre ponderate e profonde…così come alla domanda su quali siano i pensieri di chi lascia è dura rispondere: nicola ha indicato forse l’ipotesi più plausibile,la voglia del nuovo,la ricerca della scossa elettrica e dei zero problemi che l’inizio di un amore dà…ma poi le responsabilità e la sostanza umana vengono a galla e lì si vede quanto vale ciò che si ha in mano e il nuovo,perfetto e bello diventa pesante e noioso come il vecchio. Ma forse è inutile macercarsi sui perchè del passato e sul come siamo stati lasciati,oggi siamo qui e siamo solo noi e abbiamo l’obbligo di ripartire facendo pulizia del male che ci ha devastato,ognuno fa le sue scelte giuste o sbagliate la vita è la sua,noi non possiamo fare altro che riprenderci la nostra e offrire il nostro mondo a chi lo vorrà esplorare e conoscere…a volte mi sembra di essere stato uno sconfitto,un perdente a fronte di chi mi ha abbandonato per altri e a fronte di tutto quello che ho dato mi ha ricambiato con tanto male…ma chi ha amato sinceramente non perde e non è sconfitto anche se sembra così…il bello che abbiamo vissuto era dovuto anche a noi,non è svanito con la fine dell’amore,cerchiamo proprio oggi dove chi è solo non festeggia di scoprire il bello che c’è in noi e intorno a noi,e che chi ha lasciato non ha saputo capire,apprezzare ed aspettare di conoscere,perchè in amore bisogna saper anche aspettare che una persona riveli tutta se stessa..la pazienza virtù persa…un abbraccio e buona serata
L’amore è tutto o niente, o si ama o non si ama.é da più di un anno ke sono innamorata di un ragazzo che non mi ama,ma qualcosa prova x me altrimenti non mi guardarebbe così.L’ho visto pure oggi, ma mi fa male quando lo vedo xkè so di non poter abbracciarlo forte tra le braccia e non lasciarlo mai.Non so come dimenticarlo,la domanda ke mi pongo sempre quando lo vedo è COME FACCIO A DIMENTICARLO?
scusatemi se l’ho scritto qui,ma sono da sola a casa e DEVO sfogarmi in qualche modo…
saluto tutti quelli che soffrono per amore e non
buon san valentino a tutti!!
Ciao Nicola..
grazie sempre x le parole dolci ke scrivi..la tua sensibilità è qualcosa di straordinario..resta sempre così…
Buon San Valentino anche a te!!
ciao roberto44,
cosa passa per la testa di chi lascia?
L’abbandono nn è mai una scelta istintiva, soprattutto se si è fatto un percorso importante insieme, ma è il frutto di un malessere che cova dentro e che esplode all’improvviso nella scelta della rottura. Ecco, questo è ciò che è successo a me. Una storia delicata, la mia, come immagino lo sia stata anche la tua… Spero tu abbia capito quali sn stati quei motivi che hanno portato l’altra persona a lasciarti… in modo da accettare senza sofferenza la fine della tua storia.
purtroppo e’ tardi..accade la maggioir parte delle volte cosi……………………….ti accorgi di amare 1 persona solo quando la vedi stretta nelle braccia di un altra e tu con un sorriso,,,…ti senti morire!!!!
ema………..ti rivoglio
in omere ci si deve sempre credere…amo da 2anni e 5mesi me li conto giorno xgiorno!purtroppo nn sempre e rikambiato,cm nel mio kaso….!!!sn +di un mese ke nn riesco a dimentkare tt qlle emozioni ke mi trasmetteva!!!sto male….anke se la gente nn ci crede io sto male…male dentro…nn riesco +a vivere…mi manka tt di lui,ki sa se lui mi pensa ki sa se lui ci sta male….vi kiedo solo di aiutarmi anke se nn ci riuscirete,xke nessuno mai ci èriuscito!!!!nn so prp kosa fare,mi sento in un buko nero senza uscita,mi sento una merda(§scusate del temine)vbb io ora vd…aiutatemi….un bacio ciao….stefano ti amo torna…!!!
caro dolce Nicola, ti ringrazio per le belle parole………..a volte ci e si lascia per lasciare vivere l’altro, anche questo è amore e, forse è il mio caso………
Mi sto riprendendo piano piano, lo amo ancora tanto ma se non sarà lui a fare il passo giusto non lo cercherò. So che chiede sempre di me (è stato un amore grande in tutti i sensi, di quelli che forse nella vita raramente ricapitano), ma non basta, c’è un’altra che lui non ama più (dice ) e, prima deve essere onesto con se stesso e con lei, poi tornare da me. Mi costa molto non vederlo e non cercarlo, ma devo…..
Un bacio a tutti voi, e vi abbraccio forte per scaldare con il mio solito brodo caldo le nostre anime fredde……
Giovi
buon pomeriggio a tutti. come ogni sentire, l’amore è parte dell’uomo e del suo plasmarsi con la debolezza e il dolore che la vita stessa porta nel quotidiano di tutti: grandi e piccoli. in ogni gesto compiuto o premeditato per il bene dell’uno o dell’altro, c’e’ più di un fattore a dominare la scena dell’esistere la paura l’insicurezza, l’affermazione di principi spesso contrastati dell’unione che oggi come non mai turba e spaventa. le scelte importanti tendono verso un margine di non consapevolezza, dettate dal senso di inadeguatezza che ci troviamo a vivere in un contesto paralizzato dalla banalità. non voglio giudicare scelte dolorose o criticare il dolore di chi scrive, sia ben chiaro, ma tendo verso una visuale che proietta con maggiore chiarezza una violenza verso i sentimenti e i suoi sottoderivati, e fatico a correre verso un comportamento apparentemente certo ma che purtroppo non ha basi solide dove poggiare il proprio respiro e che dopo poco tempo crolla in un gesto banale o in due frasi: non ti amo più, mi sono stancato\a, mi sono accorto che non sei la persona giusta per me, e via di seguito con la pausa di riflessione,ecc,. fortunatamente non è tutto così. credo che ci sono persone straordinarie, persone che volano con ali di consapevolezza e forte senso di vitalità, rimanendo appigliati alla natura del sentimento puro o semplice. questo termine quanto dista tra l’uomo e il suo esistere! quanto dista la dolcezza dall’aggrassività! la banalità distruttiva e lesionistica, ma soprattutto quanta fatica si fa oggi ad amare qualquno? e come si ama? un giorno mi sento dire: quando vengo a casa e apro la porta sento il bisogno di vedere la stanza vuota! parole dette e premeditate. quando una sera prima ti sei sentito dire amore voglio un bimbo! tutto questo mi fa tenerezza perchè percepisco un senso non di miseria ma di vuoto nelle persone che portano avanti stereotipi paradossali di una malattia defibile con nome di “vuoto” purtroppo riempito con tanta tantissima miseria e sfruttamento, con sofferenza e delusione. ma chi è consapevole di questa frammentazione dell’individuo intesa come fisico-pensiero come può, non valutare questa abberante situazione? come puo’ la sensibilità e la consapevolezza mischiarsi col vuoto e con il banale? come si può pensare di concedere parte del nostro dolore del nostro essere sensibili a chi lo potrebbe sfruttare e calpestare? certo sarebbe bello avventurarsi nel mondo dei vuoti e riempirli con una piccola dose di consapevolezza, sarebbe bello sbarcare sulle pagine della non consapevolezza e sussurare con inchiostro di lacrime il sorriso e la carezza, quella forse negata da chi la ha messi al mondo, sarebbe stupendo navigare nell’oceano dell’indifferenza o forse nell’infinito della banalità e per mano rassicurare chi fugge e chi crede che l’indifferenza e il male siano la strada per portare vittoria al loro povero senso di insoddisfazione, sarebbe meraviglioso correre ritornando nel loro bambino ferito
su prati verdi di amore e di coccole, quelle che forse non hanno mai ricevuto. l’uomo cari amici quando nasce nasce puro, provate solo per un istante ad immaginare lui o lei da bimbi, nel loro lettino sorridenti e spensierati, come cuccioli indifesi e desiderosi di vivere, li vedreste come ora? no! forse qualcosa non è andata per il verso giusto nel loro processo di crescita, forse l’alimentazione a loro offerta è sempre stata mal digerita e non adatta a quel piccolo esserino che chiedeva solo quello che gli spettava un po d’amore!! oggi ne potrà dare? forse! ma quanto tempo prima che la morbida mano della sua mamma arrivi a curare quelle ferite che il tempo ha aperto con maggiore cattiveria rendendo l’individuo cattivo o forse codardo ma con delle difensive che oltraggiano la sensibilità di chi li incontra! con la paura di essere ancora calpestato usato ferito umiliato violentato maltrattato. quando poserà le sue armi per prendere le ali dell’amore e della semplicità? e noi cosa possiamo fare!? aiutarli comprenderli? e come se forse qualquno di noi ha ricevuto lo stesso trttamento se non peggio! ma vi dico con certezza che l’amore è un fuoco che brucia tutto anche il male più sconvolgente, anche quello in”enarrabile, ma quanta pazienza, quante lacrime, per poter dare quello che più ci manca l’amore! quello smarrito quello negato! quando si soffre per amore si soffre in assoluto per quel che siamo stati, per ciò che ci è mancato, per tutto quello che ci han negato, e magari quell’amore non ricevuto lo proiettiamo su chi oggi sta vicino a noi! ma quanto fa male perdere ancora una volta e poi un’altra quello che oramai eravamo sicuri che nessuno più ci togliesse. abbiamo bisogno di costruire delle basi solide per far risalire quel dolore incompreso nascosto, non voluto. c’e’ stata una storia particolarmente terribile quasi dieci anni fa: un giovane violenta e uccide due bimbi di 4 e 11 anni, quando ho letto in parte la sua storia non ho fatto a meno di piangere, e per lui e per quegli innocenti massacrati dall’indifferenza e dalla non curanza di chi doveva proteggerli da quel giovane malato nel suo esistere e nel suo orgoglio “l’orgoglio una piaga sociale infettiva” ancor pena maggiore ho provato per i genitori di lui presi dal loro costruire vuoti di carta e castelli di materialismo era il 4 ottobre del 1992 e il 7 agosto del 1993, la follia non ha tempo ne spazio, viaggia sul filo della normalità. ma la sua tragedia del giovane inizia a narni il 27 maggio del 1968 quando sua madre dopo la nascita lo abbandona e lo lascia in cura degli operatori sanitari. grazie rosaria per la tua nolbiltà d’animo, grazie davide per la tua profonda meditazione e il tuo spirito di responsabilità verso la vita. grazie a tutti per le storie che con dolore esprimiamo su questo forum. grazie soprattutto hai gestori che ci danno l’onorevole opportunità di esprimere al meglio sensazioni e meditazioni personali. un forte abbraccio rosaria grazie ancora per il calore espmi
Caro Nicola, mi sembra di essermi dissetata con le tue parole. Trovare uno specchio ogni tanto e sentire e vedere e ascoltare ciò che provi e avere la consapevolezza che qualcun altro è simile a te, è un grande dono! E’ il dono di questo mio piccolo oggi, in cui vivo delle mie piccole gioie quotidiane, dove ho imparato a nutrire me stessa e ho cercato di nutrire i miei figli. Sono felice di aver incontrato la tua anima e aver accolto le tue emozioni e capire che come spesso accade, chi ha sofferto non parla più, non narra di fatti, luoghi e persone, ma narra attraverso i colori delle emozioni. Come tu hai fatto e come spero di aver risposto! Un abbraccio di luce. Kira
carissima kira buon pomeriggio. quante volte ogni giorno nel nostro piccolo vivere lo specchio delle emozioni, della comprensione, dell’ascolto, si frantuma e i pezzi di ogni aspettativa si raccolgono e si stipano dentro la dispensa dell’attesa e della prospettiva di un giorno migliore. e tu nella tua bellissima semplicità con molta fatica e molta sofferenza sei riuscita a costruire i pezzi di quello specchio che la cattiveria la banalità molte volte a rotto.questo tuo piccolo oggi è grande perchè l’hai saputo far diventare superiore al male e cresce sempre e nutre te e i tuoi figli:) che gioia! sai il dolore accomuna le parti sofferenti e li eleva alla consapevolezza e alla virtuosa coscienza dove il tempo non ha dimensione ma solamente l’auto dedica a chi come te offre a se stessa attenzione donando gioia e amore soprattutto hai tuoi figli. grazie. sai cara kira ogni confezione di colori contiene un pennarello che molti bambini usano spesso, e quando da adulti colorano la loro esistenza eliminano con dolore il resto dei colori e usano sempre lo stesso pennarello: il nero. ogni forma ogni posto ogni oggetto il colore nero prende parte del disegno, o nel peggiore dei casi le linee del progetto tendono ad assumere forme disadorne e incomprensibili quasi ad indicare una forma di inadeguatezza alla vita, un rifiuto a se stessi e al resto del mondo. molti di quei bambini oggi e nel passato hanno fatto e continuano a fare un soggiorno di riflessione e si trovano anche qui a cercare di espropriare un terreno lasciato incolto o peggio coltivato solo quando era gradito alla miseria e al degrado del vuoto e della non attenzione. le sagome rimangono, e il nero si può osservare e accettare, non può essere eliminato ne coperto da altri colori. il compito dei feriti da quella guerra di dolore è quello di costruire a fianco un’altra casa un altro disegno con maggiore attenzione a non calpestare o camuffare il nero del passato, perchè l’effetto sarebbe distruttivo. è quello lo specchio con la quale ti stai confrontando e con la quale molti si scostano e si allontanano credendo di coprire con il nuovo colore e con una porta chiusa il contesto del passato. tu hai saputo mettere di fronte il peggio hai dato a te stessa la bellezza di guardare quella piccola bambina e oggi prenderla per mano, proprio come fai con i tuoi figli, hai sicuramente saputo collegare due parti di te che da tanto tempo non comunicavano e oggi grazie e te e solo a te sanno dialogare: come due soldati che dopo la guerra con due divise diverse sanno stringersi la mano e abbracciarsi ringraziando Dio di essere ancora vivi. hai lottato e continui a lottare, e grazie a questo che sai vivere delle tue grandi gioie “piccole” che si tramutano in “grandi” come la fede “un piccolo granello” un granello con la quale san Francesco di Paola si rivolge a un sasso che crollava verso la città distruggendola e uccidendo migliaia di persone dicendogli “fermati per carità” ed egli si pose hai piedi
di Francesco e non si mosse più fino ad oggi. questo è il bello della semplicità, il compito di ciascun individuo uomo o donna che sia piccolo e grande ha il dovere di ascoltere e di comprendere senza vergogna senza colpe una parte lacerata e umiliata dalla sofferenza per portarla in casa nei nostri piccoli momenti nelle nostre piccole e grandi gioie e nei dolori che saranno più forti se condivisi con la parte debole di noi. e tu kira non hai fatto altro che costruire l’altra parte dando ospitalità nel tuo nuovo mondo. so quanta fatica possa fare oggi una mamma per crescere con coraggio i propri figli, so sopratutto quanto sia facile perdersi nella solitudine nella moda odierna tendente a distruggere i valori e le vere e grandi soddisfazioni, ma so anche che chi segue il suo cuore chi segue la via della semplicità non solo ritrova se stesso ma dona il cammino illuminato a chi vive accanto a noi come sicuramente farà la dolce kira con i suoi cari figli. questa è la bellezza che non deve mai venire meno dentro ognuno di voi- quanto vale un sorriso, una carezza, un abbraccio, una mano posata sull’altra e accarezzata con dolcezza, l’ascolto, la comprensione, la semplicità (che è la madre direttrice di ogni nostro passo) doni che non sono stimabili non possono essere acquistati non sono in vendita. nascono dal profondo di chi sa ascoltare con pazienza se stesso. la fonte delle vita l’acqua che disseta le nostre paure le nostre insicurezze la chiave di ogni porta chi oggi fa paura si trova solo nel profondo ascolto e nella profonda conoscenza di noi stessi. la chiave la possediamo noi. avvolte si smarrisce nel trascinarsi dietro pesi di poco valore ma di grande dolore. credo che tutti sapete che il processore del nostro pc è costruito di silicio di sabbia, da tanti piccoli granelli di sabbia, ora provate a immaginare quello che riesc a compiere quel piccolo pezzettino di silicio grande piu o meno come due volte le schede sim di un telefono. guardate le meraviglie che riescono a fare, ci permettono di fare ogni cosa possiblile materiale: ma non sanno amare, non sanno provare emozioni. noi siamo imparagonabili ad un processore, ma spesso sappiamo fare poco e dare poco, soprattutto a noi stessi e a chi ci circonda. e per questo che credo molto nella belllezza della semplicità basta un gesto per riempire il mondo intorno a noi di gioia e pace. dolce kira hai risposto con le perole dell’amore e del dono che possiedi, ricambio di cuore e semplicità la bellezza di questo incontro virtuale su questo forum di emozioni e meditazione, ti ringrazio per la tua spontanea e corretta interpretazione, auspico di cuore che il tuo piccolo nutrire sia di conforto a te a chi sta intorno a te e a chi come me e come tanti altri hanno avuto modo di leggere e meditare le tue profonde parole. ricambio con semplice affetto l’abbraccio di luce perchè serva sempre ad illuminare davvero chi ancora brancola nel buoi e nella inconsapevole miseria. pace e bene a tutti a te kira grazi
ciao io sono dominika…ho letto tt le pagine di questo forum,tante storie,tante sofferenze.Sono o forse ero fidanzata da più di 2 anni..una storia bellissima ma con tanti problemi fin dall’inzio. Da dicembre xò le cose sono decisamente pegiorate,prima l’ho lasciato io,poi lui e adesso nn so più se si può recuperare questa situazione. non so ke fare,ci sto male…cosa devo fare???
l’ amore è una canzone.. l’ ascolti e ti piace.. ma ad un certo punto finisce.. come tutte le cose.. tutto inizia tutto finisce e purtroppo anche l’ amore.. non è sempre chiaro il perchè ma succede.. e dopo l’ amore, cari amici, cosa c’è dopo?
scegliendo di amare si sceglie anche di soffrire perchè siamo consapevoli che non sarà mai per sempre..
si l’ amore finisce.. fa male, male da morire.. continui a vivere fisicamente ma dentro sei morto e non vuoi più vivere..
una mattina ti svegli e ti accorgi di essere cambiato.. apri gli occhi e sei gia consapevole che qualcosa è cambiato.. l’ amore è dolore.. l’ amore è una scelta.. l’ amore finisce…
Ciao a tutti,beh che dire di tutto cio che ho letto dei vostri commenti,io nella mia vita sono stato a volte lasciato e altre volte sono stato io ad abbandonare,ma la cosa piu ridicola è che ogni volta che incontro una donna che mi attrae e in cui vedo un progetto da costruire insieme,vengo sistematicamente lasciato e a volte addirittura con l’ingiuria e l’infamia….quando invece incontro una persona che al di la di una semplice attrazione sessuale non provo altre sensazioni,sistematicamente ci scatta l’aggancio relazionale da parte sua e sono fregato,così mi tocca inventarmi bugie su bugie per venirne fuori al piu presto. Inizio a pensare di essere il solo a trovarmi in una situazione del genere perchè non mi è mai capitato di ricordare un grande amore vissuto da tutti e due insieme ma soltanto da una parte. Credetemi che anche in questo modo si vive malissimo e si ragiona facendo caso alle cose piu irrazionali possibili,senza poi dover tener presente quando ci si mette a fare i conti con se stessi,sia per le ferite ricevute ingiustamente e sia per quelle date altrettanto ingiustamente. Io non ci ho ancora capito niente.
buongiorno a tutti, quante volte sotto il celo estivo o invernale ci siamo recati sulla spiaggia, e abbiamo insilenzio osservato il movimento delle onde, o di quel suo essere calmo. in funzione di questo ci attraeva la bellezza e la forza del mare, soprattutto quando eravamo in compagnia di chi per noi era più del tutto. noi siamo mare, un mare che pensa e che reagisce, che non rimane nel suo contenitore ma viaggia verso la sua limitazione. dunque quante volte sarà capitato di andare a casa prenderla\o per uscire fuori fare ciò che comunemente viene definito lo svolgersi di una storia!! forse ancora non bene definita, non sappiamo se viviamo la nostra o la loro, se in quel momento che siamo li davanti a loro siamo li per noi (consapevoli di quello che facciamo) o solo per loro “onde che si avvicinano violentemente per poi ritirarsi lentamente verso il ritorno all’origine” noi nella nostra fisicità quasi oggetti manovrati apparentemente da loro, in realtà è il nostro principio, il dolore. un sentimento contrapposto all’amore, ma che in modo indiretto è un reclamare qualcosa che non è mai arrivata a noi o se ha raggiunto la riva noi l’abbiamo presa in maniera confusa cosa: l’amore! la base di ogni struttura che ci farà camminare su strade alberate o su deserti dove ogni tanto troveremo delle oasi per dissetarci per poi dopo u breve soggiorno camminare nuovamente verso il deserto del dolore della incomprensione. “onde formate nel lontano oceano e disperse nella forza della banalità” proviamo a scendere lentamente nei meandri del dolore, prendete per mano la vostra piccola parte di voi e senza paura portatela con voi per guardare insieme cosa puo’ essere accaduto quando la parte che prendete per mano era viva ed era presa per mano da altri che non siete voi oggi. era il lontano 19…in casa si respirava un clima di guerra, loro litigavano spesso, si picchiavano continuamente gli oggetti volavano da una parte all’altra, (gli occhi di ieri sono quelli di oggi) mi sono messa\o in un angolino aspettando che tutto fosse finito, piangevo, non volevo che litigassero, vedevo la mia mamma presa a botte e il mio papà carico di rabbia di dolore (una rabbia che al tempo stesso si è fatto carico di quel dolore antico, e una mamma allora bambina portata a subire oggi la violenza blasfema di un marito e un padre che non hanno mai voluto prendere consapevolezza) corro verso la mia cameretta (se c’era) e mi chiudo denro per non vedere nulla. il giorno dopo li vedo tranquilli si danno delle carezze (la confusione) ho ancora paura! passa una settimana papa’ mi sgrida sempre se gioco, se guardo la tv, la mamma lo asseconda (il dolore dell’incomprensione- una ricerca di un uomo e una donna che da adulti riconoscano quella parte che state tenendo per mano e che mamma e papà non hanno mai vista) piango mi guardo davanti lo specchio ho le lacrime che scendono dal mio viso, sono triste, vorrei che tutto fosse diverso (la speranza che anche da adulti quel volto triste possa
incontrare quella parte che li riassicurarà e che le daranno forza! ma davvero la avranno? lo specchio quello con la quale oggi ci rispecchiamo con l’opposto di noi che ci dia un tempo falsificato del bello di quella armonia che non è reale ma falsificata dal momento) mi do forza ma quando torno in cucina e vedo loro già nuovamente in discussione (mi lascia ancora) vorrei morire, entro in panico anche se non so cosa sia ma cerco qualcosa che mi tranquillizzi, apro la porta e vado dal papà di chiara mia amica lei non arriva si fa sera i miei non mi cercano sono preoccupata corro in casa e li trovo a litigare nuovamente. dopo un mese si dividono io rimango senza mamma e senza papà (lei dedica le attenzioni ad un altro convinta come lo diventerà la figlia che tutto ora si è sistemato il papà non la cerca più scompare e si fa una vita altrove chi darà ora le dritte a quella piccola\o? cosa sarà senza l’autorità di un uomo in casa? cosa diventera\o quel piccolo\a senza le attenzioni della mamma?! anche se non in tutte le le persone che soffrono per amore questa storia vale, ma questo è solo il primo gradino di un dolore e di una tragedia che nasce all’interno della famiglia discreditanto con la patologia dell’indifferenza ogni base rassicurante per chi deve crescere, questo è solo l’inizio di un susseguersi di avventure drammatiche nella vita di chi li subisce, e cosa succederà quando quella sicurezza che per poco tempo ci viene data dall’esterno cessera? cosa succederà il giorno seguente quando ti alzi e corri nella tua camera perchè que periodo di falsa tranquillità è terminato? nessuno sceglie di amare come nessuno sceglie di soffrire, le conseguenze di un dolore o di una falsa ricerca dell’amore (per molti vera perchè come la bimba si guarda dentro lo specchio e ricomincia tutto dal principio) è dettata dalla variante di una carenza d’amore che trova il suo spazio dentro il frammentarsi di chi molto spesso incontriamo, nulla avviene per caso tutto è dettato da una linea che si collega con un dolore antico e avvolte inspiegabile.. e allora ritorna quel mare con la suo onde alte alte con lo scopo di volere sfuggire a cio’ che è. ma quando cade sulla riva anche se lontana dalla vastità di quell’acqua “di quel dolore” ritorna dentro e riprende il suo cammino. a differenza dell’uomo che puo’ soffermarsi a guardarsi dentro e elaborare il suo percorso con dolcezza e amore rivolto soprattutto verso se stesso. cerchi una via di fuga ma non la trovi perchè guardi nella direzione sbagliata. fino a che il dolore non si prende cura di te e ti porta a sfracellarti contro un muro mentre corri veloce o a prendere una corda e finire di ascoltare quel moto di dolore che non si placa proprio quando il mare nella sua espansione trova pace all’orche i venti si indeboloscono fino a non avere più forza per spostare quel mare o quel dolore per smuovere quest’uomo che si frantuma nella più totale indifferenza e non pensa a quanto sia bello vivere.. pace e bene a tutti
Ed ecoomi dinuovo qui a scrivere,forse per sfogarmi,forse per capire o semplicemente forse perchè non ho nient’altro di meglio da fare. Vi prego spiegatemi come è possibile che due persone che si amano tanto non riescono a stare insieme ma a farsi solo del male?Io non posso credere che tutto ciò che sto vivendo in questo periodo è la realtà.Mi rendo conto che però continuando cosi mi distruggerò,non posso più stare in questa situazione di agonia…o ci lasciamo ed io provo a dimenticarlo oppure ci buttiamo alle spalle tutto il passato.Non so davvero più cosa pensare,ho solo voglia di un po di serenità.