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Si può stare così male per amore?

di Quirino

Riferimento alla lettera: Salve la mia storia è finita dopo 9 anni. E' già un mese e mezzo, possibile che a lei non gli freghi più nulla di me? Che mi abbia già cancellato? Tutte le cose belle che le ho dato in 9 anni dove sono finite? Credo che nel nostro periodo...
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Data di pubblicazione: 25 Luglio 2006

L'autore, Quirino, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore

4.144 commenti

  • 776
    Rebecca -

    Hai bisogno di tempo, tempo. Ora sei nella fase del dolore, della rabbia. Dell’odio, che è solo l’altra faccia dell’amore, pare. Sì, tornerà. Che farai allora? le dirai no, se ti sentirai di dirle “no”, le dirai tutto quello che ti potrà servire per sfogarti, per riversare fuori di te l’amaro che stai accumulando. E lei dovrà capire, e aspettare. Se ti ama, dovrà e potrà aspettare, comprendere, sopportare il tuo umore che passerà dal dolore alla rabbia, all’odio, a un momento di tenerezza, per poi oscillare di nuovo tra odio e amore. Fino ad assumere una veste più stabile, che forse sarà di nuovo quella dell’amore, forse no. Ma devi darti tempo, e lei dovrà capire.
    Ti basta un minuto per rivederla “angelica”, vero? Oh, come ti capisco. Forse anche quella creatura angelica che torniamo a vedere davanti a noi è quello che noi vorremmo vedere, quella che noi vorremmo continuasse a essere, cioè l’amata/l’amato così come era ai primi tempi, quando ci dava dolcezza e amore, quando sembrava ascoltarci e accorgersi davvero di noi, prima che cominciasse a rivelarsi nella sua piena personalità, che non è mai – a parte rarissime eccezioni – quella che ci appare i primi tempi, se non altro perché i primi tempi è oggettivamente impossibile conoscere veramente una persona.

  • 777
    lulina -

    è facile far vedere di dimenticarsi di una persona anche se dentro si muore…lei evita di farsi viva anche se dentro sicuramente morirà dalla voglia…. fatti furbo e datti forza..vai avanti e dagli un bello schiaffo morale: dimenticala

  • 778
    nicola -

    buona sera a tutti, leggendo ancora queste storie di dolore e di tanta tanta umanità, non posso non pensare a ciò che è una coppia o un sentimento “sentire”. a quanta commozione e allo stesso tempo quanto sconforto può portare quando tutto finisce, quando tutto ciò in cui credevamo e sognavamo si dissolve in un misero gesto. quanta forza ci vuole per superare se stessi, quando poco tempo prima avremmo preso e soolevato una montagna e l’avremo portata a chi ora non c’e’ piùe anche al resto del mondo in onore di lei o lui. c’e’ una grande confusione sentimentale, il contenitore dei valori sembra frantumato da un evolvere composto da puro degrado. sembra che il dualismo formativo, costruttivo non viene considerato, come se predominasse un virus che aggredisce il centro dei pensieri e dei sentimenti che l’uomo possiede. la famiglia il princio della famiglia, la dignità, la stessa libertà di esseri uomini e donne liberi anzichè schiavi di un mel’essere e di un mal d’esistere sempre maggiormente presente nella quotidianità del nostro vivere. ho la netta sensazione che si vive in un contesto dove predomina solo la sfida e la conquista ad ogni costo di un corpo di uno status, di una carriera di un privileggio non meritato, una gare folle contro lignoranza e la superficialità. come si può essere sereni e felici o sicuri a costruire i propri sogni quando manca il principio e le fondamenta del sentimento ahime corrotto dalle più misere perversoni e degrado che la miseria umana non è più in grado di contenere, certo per fortuna non tutti sono in questa situazione, forse c’è davvero la voglia e la possibilità di credere e di volersi affermare per ciò che ha davvero a che fare con il costruire la propria famiglia su dei valori che non fanno rumore ma che danno tanta gioia molto più di quella che può donare una macchina super lusso o un appartamento ben arredato con tutti i conforto una vita sfrenata nel lusso e nel consumismo eè di oggetti e del corpo, un corpo che diventa sempre con putrida vemenza oggetto di uso e consumo di quanti ne anno voglia. quanta paura, quanta rabbia, ma quando si costruisce qualcosa quando si incontra qualquno\a non si può non tenere in seria considerazione il contesto nella quale viviamo, non si può non aprire gli occhi davanti ad una realtà drasticamente decomposta, non ditemi che sono pessimista o drastico o moralista, credo che tutti quanti sappiamo e vediamo soprattutto tocchiamo con mano il marciume che menti perverse e falsi uomini e donne coperti da maschere generano all’nterno di questa società, tutti vediamo quanto sia diventato impossibile costruire qualcosa di bello, qunato sia difficile porgere una carezza un sorriso un abbracio, mentre è tremendamente facile uccidere calpestare offendere, torturare con ogni mezzo e modo a partire dall’uso premeditato della parola a terminare con quello fisico. quanto sia difficile amare e facile odiare, facile donarsi, difficile mantenersi saldi nella stima di se stessi… continua

  • 779
    nicola -

    d’altra parte non si può rimanere chiusi dentro le proprie paure, bisogna reagire e crescere costruendo basi solide su terreni edificabili e non su terreni abusivi. bisogna sondare nell’animo di ognuno di noi e scrutare fin dove siamo capaci e ingrado di arrivare nelle caverne del nostro inconscio, percepire e capire i nostri bisogni maturarli e nutrirli con la consapevolezza e la voglia di essere uomini e donne e non bramosi di piaceri e di bisogni, non schiavi di carne ma principi di amore e di comprensione e non può mancare l’elemento fondamentale l’umiltà. tutto questo per non crollare e cadere nella banalità e nelle credenze dei colpi di fulmine, nelle avventure di una misera notte o una passegiata sui vari luoghi del piacere deforme e corruttivo. essere liberi per cercare in primo luogo consapevolezza e custruttività. avere la sensazione di usare la ragione e il sentimento e non l’istinto e la bassezza del desiderio. sappiamo tutti quanto sia importante costruire, ma ci vuole impegno. il tempo aiuta molto a comprendere, non bisogna sostituire ma elaborare e dare spazio hai propri sentimenti perchè abbiamo il tempo necessario per arrivare sulla strada della verità e non su quella del bisogno. e spero davvero che gli incontri che svolgeremo insieme saranno di aiuto a costruire spazi dove elaborare se stessi. dove chiunque vi partecipa sia consapevole (e ci tengo a dirlo) che non sono incontri per abbordare o generare sfide e inganni, ma dovranno essere quasi se non per certo a scopo di sollievo e di forza, ma soprattutto devono aiutare a capire che non siamo soli e che stando vicini ci si può dare forza e dare vita a nuove energie da investire e elargire su noi stessi. ora più che mai dobbiamo solo prenderci cura, per rimebrare dove siamo stati maggiormente fragili e riuscire a curare una parte lesionata e, che se trascurata continuerà a dare i suoi risvolti negativi. grazie a tutti quelli che parteciperanno all’incontro a bologna in modo spaciale a davide eli, d.ms. e a quanti con buoni e onesti propositi si vorranno riunire a questa nostra famiglia se posso permettermi di definirla tale. pregherei quanti volessero partecipare oltre a davide eli dms di dare conferma almeno una settimana prima così ho il tempo insieme a dms di organizzare le varie prenotazioni e di verificare la disponibilità nei luoghi più vicini a comodi al vostro caloroso arrivo, sapere se vi fermate anche domenica o ripartite la sera stessa, dunque grazie per la vostra cordiale collaborazione. nel frattempo possiate essere tutti sollevati dall’amore che avete dentro e nel vostro cuore il dolore o la consapevolezza plasmate nella vostra vita vi diano le ali per volare oltre i confini della sofferenza perchè possiate gustare il sapore e la bellezza di essere liberi e semplici come gli uccelli del celo che pur non avendo acqua e cibo si alzano leggeri in volo e riempiono l’aria di canto.. grazie per le vostre forti testimonianze e per la vostra continua presenza.paceebene

  • 780
    Antonio F. -

    Salve a tutti nn so se mi risponderete…spero d si.Sono stato con una ragazza per soli due mesi…..ma è come se fossi stato con lei un’eternità tanto ke l’ho amata….ora sfortunatamente ci siamo lasciati……è passato un mese….un mese di ”merda”….piangendo soffrendo…mandando tutto all’aria….io l’amo ancora…come posso fare per farglielo capire..(ank se già lo sa)..per far tornare tutto come prima…?
    nn ho nemmeno il coraggio di guardarla negli occhi….mentre lei k diceva di amarmi…sembra aver dimenticato tutto..(c’è l’indifferenza totale tra noi due…..astento il saluto)..e io ci sto malissimissimo….poi in certi momenti vedo k mi lancia degli sguardi che …………..la amo troppo credo k se nn l’amavo una storia di due mesi nn mi riduceva a una ”merda”……(come fate voi ragazze a rubare i nostri cuori e a manipolarli come volete……??:P)….spero in una risposta, e chiedo scusa per i vari termini nn ”idonei” ………ciao ciao a tutti

  • 781
    Innamorato -

    meglio 2mesi che 5 anni a 34 anni, lei va a lavorare fuori per 5 mesi mi dice che ritorna ,ci vediamo 2 volte mentre lei già si trova un altro, mi ingannia mi tradisce e lascia al tel in modo brutale e violento dopo che sino a 3 giorni prima di tornare mi diceva ti amo di qua sei l’uomo della mia vita di la ecc, non vi racconto i particolari e le cose che mi ha fatto passare negli anni questa M….VIGLIACCA ED OVVIAMENTE P……
    ragazzi perchè soffrire per questa gentaglia??? chiudere i contatti e basta , non esiste niente, NC TOTALE, ma quale auguri?? sms telefonate ecc,?? a chi ad una merda che vi tratta così??? calci nel culo a partire da subito e magari anche in futuro,nella speranza che esse soffrano con gli interessi ciò che hanno fatto passare a noi. sono stati solo fortunari ad incotrare gente perbene e fessa da usare e succhiare energie e sentimenti per il porpio tornaconto (questi sanno bene che non vogliono relazioni stabili) . è gente vuota insicura che nons a amare e che ha pura dei problemi, e’ sterco, rifiuto, scaro nient’altro.
    adesso si ricomincia con al vita!!!!

  • 782
    Innamorato -

    ragazzi e ragazze, lo sbaglio sta nell’idealizzare la persona che ci sta accanto. Ovvero pensare quello che potrebbe essere o che vorremmo fosse per noi, ma che di fatto non è.(anzi a volte è il contrario) bisogna conoscere la persona prima, e vedere chi è realmente, soprattitto quando si ha a che afre con done e uomini “facili”.
    se una donna è t…..a va considerata tale, se un machio è b…..do e vuole solo sesso va considerato così, e quindi bisogna saper conoscere, studiare e decidere cosa fare.

  • 783
    Innamorato -

    amici l’unica soluzione??? conoscere un’altra persona.
    vedrete che vi svaniranno tutti i pensieri ed il ricordo della ex sarà più doloroso, anzi molto più sbiadito. fidatevi

  • 784
    nicola -

    c’e’ sempre una motivazione irrazionale dietro ogni attegiamento

    buona sera.. ogni gesto dunque è motivato da una fonte di energia contaminata di sofferenza e di dolore. tutto avviene con un senso logico, una mappa che deve evolversi per arrivare al culmine e al centro del nostro dolore più antico.. non si nasce cattivi o indifferenti, non si nasce capaci di fare del male, ma si diventa uno o più elementi con la crescita e nell’ambiente in cui si vive e nel contesto dove ognuno di noi nasce. la crisi è evidente e le porte del dolore si aprono quando ci si viene colpiti nei sentimenti. valutare il rapporto con i propri genitori e le relative esperienze e vissuti accaduti all’interno della nostra esistenza, sono pezzi importantissimi per la costruzione di un pasol; ora frammentato in migliaia di piccoli pezzi. capisco che il dolore è atroce e la rabbia di avere dato così tanto a chi non ce lo ha mai nemmeno chiesto. dare troppo e sempre è segno di disagio un percorso antico che viene dal nostro essere stati bambini, e soprattutto quel bambino che ancora oggi vive nella nostra parte adulta ci porta indietro nel tempo come se volesse ripetere e dunque ritrovare quello che gli è stato negato, una situazione assurda, ma reale al punto da farci scuotere l’anima e sconvolgere la mente. chi è abituato a dare “attenzione” “senza ricevere nulla in cambio” ma comunque da e continua, simboleggia un forte bisogno d’affetto chiede affetto in cambio di ciò che viene dato alla propria o ol proprio partenr, ma il punto essenziale di una relazione basata solo sullo scambio di doni e dunque di gratificazione personale, fa pensare a una scarsa autostima personale, dunque e come se dentro di me ci fosse e c’e’ una parte fragile che deve dare per ricevere e nel dare si sente grartificato. l’attaccamento peggiore sta proprio nell’attesa di una carezza di un sorriso di un gesto di amore, che nei rapporti bilanciati e “stabili” (oggi difficili da definire) deve essere una conseguenza naturale del rapporto di coppia e non un baratto. oggi quante situazione del genere si vivono e quanti fallimenti all’nterno della coppia, come se si cercasse una forma di perfezione, una mania di riempire l’altro, “dunque se stessi” di regali, che per noi si trasformano in carezze. capire e eleborare la propria voglia di essere perfetti di volere tutto e sempre ad ogni costo quasi si volessero comprare ciò che è naturale e’ spontaneo, aiuta molto a portare alla coscienza e alla razionalità due fondamentali principi: il primo e quello di percepire in ognuno di noi la forza, dei nostri bisogni, per elaborarli e controllarli, l’auto stima vitale in ogni rapporto e per vivere meglio in una società patologicamente spenta da questi obiettivi. il secondo è prendere in mano la parte fragile di ognuno di noi e portarla al pari con quella adulta dando per se stessi ciò che diamo agli altri, senza pensare solo la parte fuori di noi. il senso di una probabile possibilità di benessere

  • 785
    nicola -

    è proprio quella di volersi bene dando a se stessi particolare cura e attenzione, come se quella parte infantile dentro il nostro vissuto noi la prendessimo e la riempissimo di doni di coccole di affetto, quasi a volere ritornare indietro nel tempoma da adulti e da campioni che sanno prendere cura di se stessi e allo stesso tempo di noi quando eravamo bambini. non è cosa semplice forse non si sa neppure da dove iniziare, ma io credo che si possa cominciare a viere con molta semplicità accentando una parte fragile di noi, condurre una vita maggiormente consapevole usando quella che viene definita “cautele, calma, accortezza,” avere rispetto per se stessi (solo cosi’ si possono rispettare gli altri), seguire e prestare molta attenzione hai bisogni agli stimoli compulsivi e ascoltare di più le proprie necessità valutandone microscopicamente la salute di ogni nostra azione. basta con le definizioni di chi è o chi non è, guardiamo e basiamoci soprattutto su chi siamo noi senza giudicare e definire gli altri, come potremmo quando ancora non conosciamo nemmeno la più banale parte del nostro dolore e non sappiamo oltretutto da dove arriva. non a caso si incontrano persone e cose che ci rendono comunicanti nel dolore e nella vita, non è un caso davvero!!! dunque ogni esperienza negativa o positiva che sia va correlata a qualcosa che ci ha reso sofferenti prima e felici dopo o il suo contrario. negli anni 70- 80 alcuni esperti condussero uno studio molto importante sull’attaccamento affettivo: presero due cuccioli di scimpanzè e li misero con due pupazzi di ferro di cui uno lo fecero assomigliare a una mamma reale, l’altro lo lasciarono cosi’ senza nessuna copertura, dunque si dedusse che entrambi indistintamente si misero in braccio senza distinzione. e così facciamo noi quando siamo in preda al bisogno e al panico ci tuffiamo senza nessuna acortezza dentro l’ignoto dentro cioò che dopo riscopriremo quello che è il nostro dolore peggiore. non si poò abbandonare il nostro passato la nostra mente vive soprattutto di passato perchè il presente lo sta vivendo e il futuro non lo conosce o meglio viene influenzato in base a quel vissuto che non può non essere considerato importante. altra cosa molto importante è l’ambiente dove si vive e dove si cresce strettamente correlato al nostro basilare comportamento. abbiate pazienza e tanta tanta forza, il dolore che si sente in queste occasioni non è un dolore che si calma con una pastiglia di anti infiammatorio, no!!! ma si può iniziare a conoscere l’origine e dunque avviarsi verso una via d’uscita, verso una strada fatta di consapevolezza, che ci porta a concretizzare tutto quello che fino a ieri ci era sconosciuto, solo così ci si può riuscire a essere capaci di affrontare le varie intemperie che la vita ci mette davanti. studiatevi molto più di ogni altro libbro prendete atto di ciò che vi rende e ci rende fragili e per mano come se prendessimo la nostra metà portiamoci verso l’uscita che è a due passi da noi. peb

  • 786
    Innamorato -

    bravissimo!!!

  • 787
    minima -

    Credere nell’amore mi è sempre apparsa una cosa da stupidi,da allocchi. Quello che gli stolti chiamano felicita’,gl’intelligenti chiamano mera illusione.
    L’amore è sofferenza.

    nel mio caso l’amicizia divento’ amore e l’amore divento’ passione,la passione brucio’ ogni cosa e divenne cattiveria… la cattiveria odio e l’odio divenne tormento.. quest’ultimo mi ha chiaramente sconfitta…

  • 788
    Sarah -

    Secondo me la mente umana non ha limiti!!!Io purtroppo sono molto indecisa…molte volte amo veramnete una persona, però sn indecisa, distaccata per paura di soffrire!!!.Sto nn vuol dire essere sterco……stò vivendo un bruttissimo periodo nel quale vorrei riavere accanto a me una persona che secondo me mi avrebbe aiutato a crescere…invece sempre a causa del mio comportamento l’ho perso per sempre…..lasciamo perdere.Per favore almeno voi ragionate con la testa….ragionate e ragionate….e mi sono fatta una promessa….nn posso più permettermi di star male per amore….e la prossima storia che avrò, sarà una storia bella, ponderata, ragionata….niente paura, niente indecisioni!!!.

  • 789
    Rebecca -

    Ciao a tutti, ai “vecchi” e ai nuovi…
    Ebbene, non sono uscita con lui: ci siamo sentiti ancora: lui, quasi come se nulla fosse, mi ha rinnovato l’invito per uscire a cena, io ho tergiversato, trovato scuse e, insomma, da settembre non m’ha più vista. Non me la sono sentita, non me la sento. Ho tentennato, dubitato, indugiato… e intanto accumulato rabbia. Tanta, tanta rabbia, tanta come forse non ricordo d’avere mai provato. Rabbia per come s’è comportato, per la leggerezza non degna di un uomo di 36 anni: non sempre i rapporti possono funzionare, lo sappiamo tutti… ma in questo caso! Funzionava tutto, tutto… E non puoi buttare così, al vento, solo perché ti senti un po’ meno coinvolto rispetto ai primi tempi! Un conto è non andare d’accordo, litigare, avere incomprensioni reciproche, prendere la decisione di lasciare ma dopo avere riflettuto, ponderato, vagliato bene la situazione, tutt’altro buttare un rapporto tanto buono al vento, in nome di un entusiasmo che si vorrebbe sempre a mille (che poi sorge il dubbio che tale entusiasmo per questi immaturi sia solo frutto della novità), e per potere inseguire presto e bene
    la prima che passa, e subito dopo la seconda. Che delusione, che umiliazione… Così, senza pensarci troppo su, prende e butta… salvo chiedere, con altrettanta leggerezza e faciloneria, di trasformare il rapporto in amicizia. Eh, certo, facile, dall’oggi al domani! Ma come può essere tanto sprovveduto, sentimentalmente parlando? Come può avere pensato, anche solo per un attimo, che potesse essere semplice, per me? Solo ora si rende conto della grande difficoltà che invece mi blocca, del mio dolore, della mia paura che il dolore, al rivedere lui, si rinnovi con tanta acutezza lancinante… Solo ora, ora che gliel’ho quasi urlato, con disperazione, al telefono, a lui che non capiva e che invece accusa me di non capire! Sì, perché quando faccio notare che a mio parere si sta sbagliando, il signorino si arrabbia, e mi attacca. Non c’è miglior difesa dell’attacco, vero? E così quella sua telefonata, fatta in vista di un invito, si è trasformata repentinamente in una “zuffa”: non riuscivo più a trattenermi, e sono scoppiata, letteralmente scoppiata, quando mi sono sentita dire che però domenica non potrebbe, perché la domenica va da… e il nome di quella. No, a me noooo! Quella non me la devi nemmeno nominare, cribbio, ma capisci o no? Non mi puoi ferire così! Lo so che non mi ha lasciata per quella, ma poco cambia: in ogni caso, quest’estate, quando uscivamo “da amici” e ogni tanto succedeva qualcosa di più, lui già si vedeva con lei e non mi ha detto nulla prima che la cosa “si fissasse”. Mica è stato a chiedersi come mai provasse per me sempre attrazione e stesse sempre tanto bene con me (parole sue), no… era tutto intento a rincorrere quella, la prima conosciuta sulla spiaggia di un villaggio turistico… E mentre i toni erano accesi, mentre ci stavamo solo facendo del male, con le parole, ecco che lo sento dire

  • 790
    Rebecca -

    che insomma, il sentimento che in me è maturato per lui nell’arco di pochi mesi, per lui è maturato, in un periodo successivo, per quella persona. Bello eh? Ma sono cose da dirsi a chi già è ferito? E soprattutto, cosa c’entrava? Nulla! Voleva solo ferirmi, come ha fatto quando, l’ultima volta che ci siamo visti, mi ha detto, in risposta a un mio “Stai sciupando un rapporto che merita cure e attenzioni”: “Insomma, io con lei sto bene come con te, c’è attrazione come con te e quel “qualcosina” in più…”. Anche questo secondo paragone, stupido e prematuro, fuori luogo, era solo cattiveria, e gratuito. Non c’entrava nulla con quanto stavo dicendo io… E queste sarebbero le basi, da parte sua, per un’amicizia eventuale? La pretesa di parlare a me di quella, anche solo di nominarla, come se io fossi l’amico Ugo o l’amico Mario, o il compagnone del pub con cui si beve la sua birra? Certamente gli ho risposto, più realista del re, dicendogli che del mio sentimento egli non ha mai capito nulla, per cui non vedo come possa misurarlo ora e perdipiù confrontarlo al suo verso un’altra persona: cosa ne sa del mio, cosa ha mai capito, cosa?
    E’ inutile, e sterile, farsi male così: le parole son pietre, ha detto qualcuno.
    Quei paragoni stupidi… e non tanto perché io mi senta magari colpita in un supposto orgoglio femminile, no, non è questo, perché potrei benissimo pensare che lui non sappia distinguere tra la m. e il cioccolato, ma perché mi strazia il vedere con quanta faciloneria, leggerezza, e pure un po’ di stupidità, paragona il rapporto con me a quello con l’ultima arrivata, che conosce come si può conoscere una persona che frequenti da quattro mesi e con cui stai insieme da due: cioè pochissimo.
    Che male, quella telefonata… ho vomitato tutto l’amaro che avevo dentro, la rabbia, il dolore… Gliel’ho detto chiaramente che, se non esco con lui, non è per orgoglio, per puntiglio, perché magari tra me e me penso “quello stronzo non merita la mia amicizia”, ma perché sto male, sto male, sto male! Sto male perché il sentimento con cui gli volevo bene, profondo, sincero, generoso, c’è ancora, non lo posso spegnare dall’oggi al domani…
    Ora sta capendo, solo ora…
    Poi si infastidisce se gli dico che nei rapporti interpersonali si comporta da leggero… non posso dire diversamente, io.

  • 791
    Eli -

    Si può stare così male per amore? Si…si può stare così male per amore…ma la vita è un soffio e la molteplicità di dolori e gioie che offre non si possono contare nè tantomeno immaginare. Per questo limitarci a soffrire per un unico dolore è come commettere un suicidio. Non possiamo permetterci di fermarci a quell’unica esperienza di vita che fra qualche tempo non sarà più parte viva di noi. Il dolore nasce anche da una strana contraddizione che il tempo utilizza per stregarci. Il tempo è un animale ambiguo che ci permette di superare il dolore ma che parallelamente sviluppa una tristezza un pò dura a morire: la malinconia. La malinconia nasce quando restiamo ancorati a momenti, persone che non ci appartengono più perchè noi stessi non ci apparteniamo più. Eppure vogliamo costringerci a tutti i costi a restare aggrappati a quel qualcosa che aimè non esiste più. Non esiste più perchè la vita è un continuo scorrere di colori e chi si ferma a guardare per un attimo è perduto. E’ perduto chi si attacca a quell’illusione dorata di eternità per fame di sicurezza. Vorrei lasciare l’eternità alle favole dei bambini che incontro, che hanno ancora il sacrosanto diritto di sognare, ed è giusto che sia così. Quando si varca il confine del sogno non possiamo più pretendere che qualcuno ci racconti una storia prima di dormire, quanto fa male, quanto è profondamente triste ma quando il momento del PASSAGGIO scatta, non si può tornare indietro…non si è veramente più bambini. Non rattristiamoci però…nessuno può impedirci di FARE i bambini, avremo solo un pò di fredda consapevolezza che ci distinguerà dal bambino che è tale per età.La caratteristica più importante della vita è proprio la sua natura di continua trasformazione, noi siamo vita pura e mai uguali a noi stessi…ieri è un giorno lontanissimo. Oggi non possiamo stare male, oggi siamo altri e altri sono i programmi. Ogni giorno dobbiamo essere consapevoli che partiamo con una valigia vuota…se accumuliamo troppi vestiti vecchi non ci sarà posto per lo splendore che dobbiamo cogliere domani.Vorrei per me e per tutti la capacità di svuotare ogni sera, momento più dolente,il nostro bagaglio per iniziare il giorno seguente con la leggerezza tale che farà spazio alle cose belle che ci aspettano.L’uomo ha bisogno di sicurezza e spesso questa la trova nell’abitudine anche al costo di convincersi di amare perchè conviene.Più difficile staccare la corda e salpare per altri lidi perchè è un rischio,ma qualcuno ha detto che se nella vita non si rischia almeno un pò non si può sapere. Allora vi chiedo,meglio correre il rischio di trovare la cosa più bella che non conosciamo ancora o vivere una vita con ciò che conosciamo ma che non ci rende veramente felici?Spero che un giorno tornerò a guardare oltre perchè in fondo al mio cuore ho sempre amato continuare a viaggiare…spesso ho necessità di fermarmi,di restare stretta stretta al mio scoglio, ma quella non è la mia felicità,ho voglia di vita vera,di rischio.

  • 792
    Sarah -

    Ciao….io ho 24 anni, forse sono troppo giovane per dare un mio parere su questi argomenti, dato che non ho mai avuto storie importanti!!!.Però ti posso fare un esempio di un mio amico.Questo mio amico è stato fidanzato per 4 anni con una ragazza, poi lei a quanto ho capito lo ha tradito, e lui per orgoglio l’ha lasciata perdere!!!.So che lei lo tampina di sms, chiamate, ma per orgoglio lui nn le risponde!!!.Però credimi lui non l’ha dimenticata…..anzi!!!.Pensa che c’era un periodo che io e lui uscivamo per conoscerci meglio, perchè io interessavo a lui….però nn so se mi credi oppure o no…ogni volta che ci guardavamo in faccia davanti ad un tavolino di un pub….l’unica cosa di cui lui parlava era lei!!!.a quel punto ho preferito costruire con lui solo una bellissima amicizia…perchè lui voleva bene ancora lei!!!.Poi nn è per vantarmi, però ero molto più bella io di lei….ma sono orgogliosa di essere finalmente uscita dai miei ristretti confini mentali…nel senso che grazie a lui ho capito che la bellezza non conta niente….o perlomeno è sicueramente un buon biglietto da visita…ma davanti a un amore sono ben altre le cose che si guardano.Secondo me non ti ha dimenticata….forse tra di voi ci saranno stati degli screzi che l’avranno portata a chiudere i ponti con te….ma le cose belle e gli amori, nn si scordano mai!!!.Pensa che io nonj scordo nemmeno le mie storielle di 1 o 2 mesi!!!.

  • 793
    Innamorato -

    Sarah: sei una persoa seria, perchè qualche altra al tuo posto avrebbe approfittato di lui.

    ma se non dimentichi le storie si pochi mesi, secondo te una donna può dimenticarne una durata quasi 5 anni??
    vorrei capire come ragionate voi donne in amore, in base a cosa prendete decisioni in campo sentimentale, anche a costo di lasciare persone che vi picciono tanto sotto ogni aspetto. perche??

  • 794
    ragazza invisibile -

    bhe io sn stata 2 anni cn un ragazzo..ci siamo amati tantissimo stavamo sempre assieme eravamo una sl persona…e poi cirka un anno, era 11 novembre x me sebra ieri, vado sotto kasa sua e mi lascia senza un vero xke continuaa a dire ke mi ama e ke sl ke nn puo andare avanti, mi dice ke nn mi dimentikera, ke sn stata l’unika persona ke ha veramente amato, dp ennake un mese lui si mette cn un altra, mi kiama, me l’ho dice, l’ha porta negli stessi posti un cui ha portato me, ci rivediamo, lei lo viene a sapere e lui sceglie lei, poi dp un mese un altro in kontro facciamo l’amore, e dp qualke giorno mi dice ke lei e piu importante di me, sto malixximo le lo viene a sapere di nuovo lui ke fa mi pikkia pur di nn farmi dire la verita, e io continuo ad amarlo giorno dp giorno…anke se lui va dire in giro ke nn sa cm è potuto stare cn me ke sn il cesso…e tante altre cs brutte…poki giorni fa è stato il mio compleanno sn andata a ballare..c’era anke lui ha ballato cn me e alal fin emi dice ke è ubriako e nn sa kn ki ha ballato…e io cmq continuo ad amarlo…la gente mi dice passera….ma o0rmai è passato un anno..e io ormai ho imparatoa convivere cn lo sta male..la mia vita continua passiva..senza piu felicita….tutto mi ricorda lui..nn so cm andare avanti nn riesco a reagire…lui è stato il mio primo vero amore…….e nessuno riesce a farmelo dimentikare…nn ho piu carattere nn ho piu niente…a kosto di umiliarmi….IO L’HO RIVOGLIO….senza di lui nn vivo….ed dopo un anno racconto qst storia a voi a gente ke nn consco nenake…ma forse è piu facile farlo cs….paingere avanti ad uno skermo..e no avanti alla gente..forse qst storia nn importera anessuno..ma io l’ho scritta x me e x farvi capire ke si il tempo passa ma se uno n ha la forza di reagire subito si ritrovera cm me ke dp un anno SOFFRE ankora veramente tanto…

  • 795
    Rebecca -

    Eli, cara Eli… come faccio? Mi ha chiamata ancora, e mai avrei pensato che l’avrebbe fatto dopo quella telefonata “di fuoco”… Ero pressoché convinta che si fosse detto “Beh, se vuole, mi chiamerà lei, io sono stanco di ascoltare le sue critiche”. Invece ha chiamato, e di nuovo ha chiesto se ci vediamo a cena… Per paura, per pavidità, dopo un mio timido e poco convinto “sì”, pronunciato al telefono, ho poi detto no, con un SMS del giorno dopo, inventando un pretesto. Non me la sento, Eli, ho paura di ritrovarmi davanti quei suoi occhi, quel suo viso, che tanto amavo, e di tornare a struggermi per una persona che comunque ha scelto di tenermi come amica, e che che in tempi rapidissimi mi ha sostituita con un’altra. Per non dire di certe sue parole nel corso della telefonata di cui ho parlato sopra… Sto scappando, da pavida, sì; vorrei agire guidata da una forza che mi fa dire, chiara e diretta, “No, è meglio che non ci vediamo”; io gliel’ho anche detto, la volta scorsa, che se non esco è perché sto male, mica per altro, ma… non so… non so se stia tentando di salvare il salvabile o cos’altro. Non è la forza che mi sta facendo dire “no”, ma la paura… beh, meglio di niente, se mi può servire a preservarmi da altro inutile dolore.
    Continuo a non capire come possa nutrire il desiderio di vedermi, lui che frequenta una per cui ha detto di nutrire i sentimenti che io nutrivo per lui (orrore!), lui che non più tardi della settimana scorsa ha ribadito che mi può dare amicizia, ma non di più.
    E allora non capisco davvero, perché al suo posto non avrei desiderio di continuare a frequentare un mio ex-compagno, da me lasciato non molto tempo fa, e sostituito con un altro per cui provo “quel qualcosa in più”: non ne avrei nessuna voglia, di vederlo…
    Vacci a capire…

  • 796
    Eli -

    Carissima REBECCA,
    mi dispiace sentirti così…il tempo è passato, sta passando…ma si percepisce che stai ancora male, che la tua mente è imprigionata dietro una serie di pensieri che non danno nè tregua nè soluzione. Eppure da quello che scrivi le risposte sembri già dartele da sola ma non ascolti…continui a percorrere un cerchio senza inizio nè fine, senza via d’uscita. Hai paura Rebecca, lo credo bene, come fai a fidarti di una persona che ti ha profondamente deluso…la persona che amavi? E’ difficile, per me impossibile, guardare negli occhi il fantasma dell’uomo che amavo e fidarmi di lui, avere la certezza che non mi farà più male. Io personalmente Rebecca non potrei più dare una possibilità, forse perdonare si…cosa che pur sostenendo, io stessa non riesco ancora a fare totalmente, ma credere di nuovo in lui no, non ce la farei.Voglio un uomo che mi rispetti a partire dal primo giorno della nostra storia fino all’ultimo. Da un uomo di 36 anni lo devi pretendere, non siamo più bambini a quest’età, siamo sempre uomini deboli che sbagliano ma non si può commettere l’errore di mancare di rispetto.Ma forse nella vita non ci sono regole fisse ed ogni situazione e persona è un caso a parte. Io sono sicura che non potrei mai e poi mai ritornare con un uomo che mi ha dato il dolore più grande che io abbia mai provato, sai perchè? Perchè non lo stimo più. Tu sola sai cosa vuoi, credimi, non sei confusa è più facile affidarsi al dubbio che non alla fredda verità. Non vuoi lasciarlo andare ecco perchè non sai cosa fare, la solitudine è terribile ma stare con un uomo che non ti garantisce amore è ancora peggio. Quando ami qualcuno non c’è dubbio o crisi che tenga (ricordaglielo). Per quanto riguarda te, se ti fossi vicina fisicamente ti darei uno scossone cara Rebecca, uno scossone affettuoso di amica per aiutarti a scrollarti di dosso un peso che ti sta facendo perdere solo tempo quando potresti invece volerti bene, fare un cambiamento costruttivo e cercare le opportunità per vivere un futuro più felice di quello che riuscirebbe a darti un ragazzo così poco uomo. Forza Rebecca, molla l’osso.

    P.s. Occhiblu ha confermato che verrà all’incontro…manchi solo tu, se vuoi scrivimi: mingling@hotmail.it così ci mettiamo d’accordo.
    Un bacio e un forte abbraccio

  • 797
    NICOLA -

    UNA FERITA APERTA
    CARISSIMI AMICI BUONA SERA, come si puo’ ben notare il dolore, il risentimento, la fatica di lottare per una ferita che sanguina ormai da tantissimi anni; una ferita procurata nel vissuto della nostra più tenera età. continua a sanguinare perchè mancano delle basi, manca un percorso a ritroso, dove c’e’ una ferita che contunua a fare male, e ne farà finchè non si chiude finchè non arriva la conoscenza di un vissutto complesso ma fondamentale per la strada della constatazione di una maggiore costruttività all’interno della nostra vita. tutto il dolore che ricade oggi è dovuto a una mancanza d’amore o a una abbondanza d’amore che oggi come non mai si ribella inconsapevole sui sentimenti, non esiste una via di fuga se non quella della conoscenza di alcuni tratti salienti della relazione genitori figli. relazioni amorose infelici nell’nfanzia che oggi potenzialmente rendono le relazioni scoraggianti e afone.ma purtroppo dipepende da un fattore che stà alla base del nostro vissuto, avvolte capita di percepire situazioni che abbiamo gia vissute e sono reali, dunque succede che spesso inconsciamente si vuole ritornare a quel rapporto madre-padre-figlio una triade mancata durante la fase essenziale della costruttività di un’individuo, ma è possibile tutto questo? si! ma solo con chi vive questa forza distruttiva; passarla a chi non ha la capacità di comprendere, a chi non vuole, non può perchè sottratto da un pensiero che è tutt’altro che consapevolezza; diventa maggiormente dolore e si amplifica fino quasi a uccidere!! ahime, quelle crisi esistenziali, quelle ancore di salvataggio che si imboccano perchè privi (all’apparenza) di altre vie di uscita portano alla fine della stessa esistenza. avvolte si cerca di sfuggire a questa realtà e le conseguenze sono disastrose, ci si attacca a qual’unque cosa possa dare o ricordare quel tempo qurel periodo, ora scomparso, si crea così una forza avversa che esplode nel caricare insicurezze e carenze che creano solo maggiore dolore. la ferita di chi9 non si sente amato o compreso o accettato: per prima cosa ha scarsa autostima e poca fiducia in se stesso, tende a vedere e a costruire i suoi rapporti basandoli e concentrandoli su fronti burrascosi quali: la realizzazione di se stessi, la scarsa coerenza, la ricerca della sicurezza su chi “non a caso” si è scelto. spesso non riesce a valutare con la giusta misura la distanza che occorre per mantenere vivo il rapporto con l’altro sesso; insomma cerca sempre di concretizzare velocemente eludendo “(credendo) se stesso e la propria spinta anticostruttiva, l’altro non rimane indifferente e percepisce questo bisogno di fuga e di ritorno al passato e dunque fugge, fugge non perchè è consapevole del nostro bisogno ma pur riconoscendo una forma che spesso viene definita “come sei stressante, sei troppo appiccicato, mi sento oppressa ecc” perchè anche lui cerca e sente il bisogno di un ritorno alle origini continua..

  • 798
    NICOLA -

    ma è incapace ora come si dimostrarà incapace ad amare e a costruire soldi ponti per la sua stessa vita. la sofferenza viaggia a macchia d’olio nella vita del non amato o meglio di chi si percepisce non amato- e sicuramente lo è perchè va a trovare ciò che non lo potràaiutare. la sofferenza maggiore arriva quando ci si dona completamente in tutto e per tutto e soprattutto quando dall’altra parte si trova un muro, ci si rende disponibili a tutto pur di non perdere e restare saldamente attaccati al passato e apparentemente a chi si crede sia la persona giusta!! altro punto fondamentale il non amato ogni storia che vive la vive come un fallimento, e continuerà a viverle per il resto dei suoi giorni a meno che non sia ingrado e forte di percepire qualcosa che in lui o lei viaggia in senso contrario. giustificandosi che non era l’uomo o la donna giusta. e si ricomincia mettendo in seria discussione la stessa dignità umana oramai divenuta pezzo di svendita al migliore perdente. si cerca di costruire storie del tutto robotizzate perfette senza mancanze senza nulla direi di umano ma tutto basato sulla perfezione! ma esiste la perfezione? io credo che si viva di senso di smarrimentoe di vuoto, nemmeno di imperfezione, poichè dall’essere imperfetti e meglio dire umani nascono storie e segni di profonda concentrazione umana. dunque non esiste l’uomo giusto o la donna giusta, i colpi di fulmine, le serate di puro e solo essere mercie di scambio, esiste però l’uomo con la sua storia e con i suoi vissuti, che non devono mai essere caricati o spostati su chi non può comprenderli e gestirli. esiste una via di mezzo per ogni equilibbrio ritrovato, la fine arriva con la morte, il dolore cessa con la morte e tutto diventa tetro e terribile. quanti giovani e non accorrono a questo metodo, quanti giovani che mi sono nell’anima si msarriscono in stupide sere e diventano vittime e allo stesso tempo carnefici di se stessi e della loro vita. credo che la via della guarigione da una forma del non amato\a possa essere valida solo attraverso la voglia di incontrarsi e di conoscere accettando senza nessuna vergogna le debolezze che rendono umani e capaci di guardarsi meglio chi soffre e chi cerca la liberà strada della consapevolezza. la vita è meravigliosa e piena di risrse di energie che vanno riconosciute e indossate su noi stessi i vestiti dell’autostima e della fiducia, c’e’ tanta cattiveria nella nostra società c’e’ tanta gente disposta a pagare l’amore col disprezzo l’invidia la rabbia e addirittura con la morte, noi non vogliamo questo noi vogliamo percepire questa sensazione di estrema gravità e ognuno deve lottare nel suo piccolo contro l’abberrante sistema di strumentalizzazione del corpo e dei sentimenti. bisogna lottare per la vita e donare pace e luce. qual’unque mezzo si adoperi se corretto per noi stessi e per gli altri diventerà maggiormente semplice portarsi su un piano di consapevolezza e di natura. vivete di pace e di semplicità. vi aspetto a bolognail17

  • 799
    Rebecca -

    Ciao, cari…
    Nicola, come sempre i tuoi messaggi sono un balsamo di saggezza… Ed Eli… che dire, Eli? Tu mi scrivi che non ti rimetteresti mai con chi ti ha così ferita e ti ha così mancato di rispetto, e io, mentre leggevo, mi dicevo: “Beh, ma lui non mi invita mica per rimetterci insieme, anzi… sembra tutto preso da quella là!”. E ho subito colto il mio maldestro tentativo di camuffare, a me stessa, il fatto che comunque, se accettassi mai di rivederlo, lo farei solo nella speranza, timida timida, dissennata, caparbia, che lui possa ricredersi, possa accorgersi che… E alla mia fiducia in lui, che forse è stata rovinata per sempre, ho pensato, qualche volta: no, non credo riuscirei a riconcedergliela. Dovrebbe cambiare molto, cosa che non penso accadrà. Come fidarsi di un uomo che fino al giorno prima sembrava sinceramente volerti bene, essere davvero interessato a te e poi se ne esce con un comportamento che dimostra solo che si lascia guidare dalla pancia invece che dalla testa, e che non soppesa due volte quel che vuole fare del suo rapporto con te e che si è fatto andare bene la prima conosciuta sulla spiaggetta di un villaggetto turistico ? A volte però mi chiedo davvero se potremo mai diventare amici, così da non perderci “mai”, ché l’amicizia garantisce maggiore stabilità rispetto all’amore, sentimento sempre in bilico; faccio questi ragionamenti però – mi rendo conto – sempre sotto l’impulso del sentimento, non con “disinteresse”, per così dire. Mi accorgo bene del meccanismo che scatta in me, non me la racconto nemmeno, sono perfino cinica, ma il cuore, le emozioni vanno per la loro strada, e sono forti. La ragione mi dice che lui è un ragazzino, nonostante l’età, che è appunto immaturo, inaffidabile, ma il cuore, questo “guazzabuglio” di emozioni, mi fa sentire altro e ciò che la ragione mi presenta lucidamente davanti agli occhi, fatica a dare forma e a “imbrigliare” le emozioni…

  • 800
    AtomicGarden -

    Rebecca,capisco la tua “confusione” in questo momento,so che è dura ragionare quando si soffre e quando una persona ti manca..perchè questo è…ti manca qualcosa,ci manca qualcosa…Ad ogni modo qualcun altro qui scrisse una cosa molto interessante..cioè,chi ci lascia chiede la nostra amicizia per mettersi a posto la coscenza.Tutto qui.Giratela come vi pare,tanto è sempre questo il succo.Loro che ci lasciano i conti se li sono già fatti per bene,in particolare in certi casi..Vedete un pò..fossi in voi farei la parte dell’oste..fidatevi,non avete niente da perdere..mal che vada fra qualche anno li risentite..e mica possono sbagliare solo loro no?
    Bè,comunque invece di piangere e lamentarvi voi che ne avete la possibilità trovatevi delle persone migliori..ma sopratutto più sensibili..perchè la sensibilità è una qualità che non viene presa tanto in considerazione..sempre le stesse parole si usano “era dolce,tenero,mi capiva” eccetera eccetera..bè,queste cose sono facili da trovare..chi non è dolce,affettuoso..con la propria compagna o compagno?La sensibilità invece o ce l’hai o non ce l’hai.Da solo o in compagnia.Non confondiamo le cose..Fate i bravi.Tanto aygurare buon fine settimana sembra un insulto quindi me lo risparmio.

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