Si può stare così male per amore?
Riferimento alla lettera:
Salve la mia storia è finita dopo 9 anni. E' già un mese e mezzo, possibile che a lei non gli freghi più nulla di me? Che mi abbia già cancellato? Tutte le cose belle che le ho dato in 9 anni dove sono finite? Credo che nel nostro periodo...
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Data di pubblicazione: 25 Luglio 2006
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Categorie: - Amore
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Ciao Nicola,
le esperienze importanti ci formano, ci permettono di conoscere meglio noi stessi, di crescere e di vivere con maggiore consapevolezza la prossima storia. Ma sai cosa mi rattrista? L’esperienza fatta con me lo aiuterà a vivere meglio il prossimo rapporto. Lui, la persona con cui convivevo da un anno, dopo 5 anni, mi ha lasciato senza neanche tornare a casa…per telefono, dicendo che non sapeva che cosa doveva fare della sua vita. Io do un’altra interpretazione…lui sapeva fin troppo bene quello che voleva, sai cosa? Quella “illusione sacra” che chiamiamo libertà. Voglia di stare da soli, di non render conto a nessuno, di uscire con gli amici, di non prendersi le proprie responsabilità verso un amore. Da quella telefonata non l’ho più visto nè sentito, ha fatto il trasloco in mia assenza (ho scritto diverse cose in “come riconquistare un amore”) e puff…scomparso. Io gli ho detto “Mi fai schifo” e non l’ho più cercato, oggi sono passati 3 mesi. Tutti hanno il diritto di fare le proprie scelte se queste renderanno più felici, ma dopo tanti anni, dopo l’inizio di una convivenza con preparazione al matrimonio, non mi spiego la mancanza di rispetto che applichi per liquidare una persona che non vuoi più. Ho riflettuto tanto, ho letto, ho passato le notti a scrivere lettere mai spedite, a leggere i commenti di questo forum…ogni giorno il mio cuore lotta con sè stesso fra reazioni d’amore e di rabbia, di comprensione e di vendetta. Sono stanca, delusa perchè è mancata la comunicazione e ha dominato la superficialità, la fretta, la smania. Mi fa schifo non per la sua scelta ma per il modo egoistico e totalmente privo di sentimento che ha utilizzato per distruggermi. Ho cercato di capire che la paura ti porta a reagire in questo modo ma non ne sono sicura, chi fa del male non può essere giustificato. Chi lascia fa sempre del male ma lo si può fare con RISPETTO e cuore buono. La mia storia è simile a miliardi di storie, non sono un caso speciale, non sono più buona o altruista di altri ma questo non mi basta. Ho la sensazione che oggi più di ieri la gente butta via troppo facilmente i sentimenti per cosa ancora non lo so. Ho paura di quello che l’uomo sta diventando e non riesco ad accettare che il mio Amore prezioso faccia parte di questa cerchia di futuri mostri, no non lo accetto. Abbiamo tutto, troppo, ma l’anima si svuota e la mente che fugge dalle responsabilità concrete trova alternative in necessità inesistenti, i nuovi desideri del XXI° secolo.Questo mi fa rabbia. L’amore vero rende liberi perchè vuole solo il bene dell’altro. Chi reclama una libertà, chi è disposto a rinunciare alla persona con cui negli ultimi anni ha fatto un percorso, rendendo vano il viaggio, mi lascia di stucco. L’amore può finire…non significa niente, ci vuole volontà per superare il periodo in cui subentra la noia o non si arriverà a niente. L’amore non è solo sentimento maledizione, se finisce la scorta di stelline si butta tutto?…continua
No…è un sacrilegio buttare via tutto. L’inizio di un rapporto non è Amore è decorazione, anni, esperienze, centinaia di momenti condivisi coltivano Amore, la polvere di stelle va bene solo all’inizio perchè serve a colmare i recipienti vuoti di due persone che ancora non si conoscono. Quando si inizia a costruire insieme si forma il contenuto per questo la polvere di stelle è sempre meno necessaria. Apparentemente meno bello, dopo anni un rapporto è più ricco ma spogliato delle decorazioni superficiali. Per rendersene conto ci vuole maturità. Se ad un certo punto non si è più in due a fare un percorso l’altro resterà indietro e manderà sull’altare del sacrificio quello che di più sacro c’è al mondo. Quando smetteremo di spargere sangue inutilmente, di alimentare la cultura del dolore e della solitudine? Non sono legata a nessuna religione ma invoco un appello di aiuto per questo essere umano inaridito…
Ciao Eli,
è proprio la mancanza di rispetto che appesantisce il dolore dopo la fine di un amore…
Anch’io ho condiviso cinque anni con una persona e ora che dovevamo andare a convivere è sparita. Io ho delle colpe (chi non nè ha) ma bisogna parlarsi, spiegarsi non si può buttare via tutto alla prima vera difficoltà …
Tutti mi dicono: beh dai se si è comportata così non era quella giusta…
Ok, sicuramente hanno ragione, ma nessuno riesce a vedere il buco che mi è rimasto nel cuore…
cara eli.. le tue parole di dolore e di rabbia sono tremendamente cariche di delusione e di tristezza.. comprendo molto bene il tuo dolore.. lo comprendo sul serio perche’ lo vivo anche io e come noi tante altre persone.. quando si ama davvero qualcuno nel perderlo si sta male molto.. non ti dai una spiegazione, non hai il coraggio di fare nulla se non piangere.. il dolore e’ una forma di base che ci aiuta e essere piu’ forti.. i sentimenti oggi sono invasi di ipocrisia (non tutti) di voglia di emergere da una noia patologica che riempie solo per un attimo il vuoto e il dolore di chi agisce in questo modo. le storie di alcuni comportamenti sono per certi versi strani e quando si viene lasciati non c’e’ spazio per la comprensione. perche’ aspettare cinque anni?? o meno? questo solo loro lo possono sapere nel loro essere deboli (non sono forti). ad esempio se io te occhi blu e tanti altri che credono nell’amore e nei sentimenti reali e non “sporchi” non saremmo capaci e convinti del valore unico immenso e inestimabile dell’amore noi saremmo finiti e i sentimenti malati di inutile. questo grazie a Dio non e’ cosi… chi lascia non sta male ma quando viene lasciato muore e si perde dentro la sua malata ideologia e il mondo che si era creato diventa il suo peggior incubo.. vedi cara eli oggi c’e’ troppo edonismo troppa voglia di essere diversi come se si stesse perdendo ogni forma di umanita’ come se l’amore fosse solo “sesso” i valori della famiglia e dei figli e del vivere sani e’ roba da antichi sembra quasi che il giusto (che poi non si e’ mai giusti) si debba vergognare, sembra quasi che l’educato e chi ha rispetto dei sentimenti sia “diverso” sembra insomma che amare rispettare, voler bene, essere corretti, vivere non facendo del male a nessuno sia diventato un handicap odierno.. oggi predomina la voglia sfrenata di piacere e di divertimenti che deplorano la stessa dignita’ umana rendendo l’uomo privo di ogni valore.. donne che cercano il diverso usate come carte e vendute al peggior offerente, e uomini privi di rispetto per se stessi e per gli altri che agiscono secondo bassi istinti.. e la cosa ancor che mi sconvolge e che non si prova vergogna, non c’e’ pudore non c’e’ dignita’.. tutto e’ lecito.. ma continuera’ cosi’ perche’ il sacrificio della lealta’ costa parecchio per gli stolti.. i valori? cosa sono? i sentimenti? nulla dimenticati in una tasca dei pantaloni. mi chiedo anche io che cosa sta’ diventando l’uomo o forse e’ meglio chiederci perche’ questa gia’ avvenuta traformazione. dov’e’ finita la lealta’? il coraggio? oggi predomina solo la conquista di nuovi corpi e di nuove prede.. ma dipende davvero da noi? chiediamocelo? nel cuore di ogniuno c’e’ una risposta. perche? tanto male e tanta cattiveria? vivere per fare del male non e’ un’idea platonica e’ una triste realta’.. dovuta alla mancanza di una famiglia. le stesse oggi non si accorgono dei figli che mettono al mondo li lasciano fare cio’ che vogliono… continua
Ho letto i messaggi, che mi hanno colpita, di Eli, e mi scuso se non ho letto ancora tutti gli interventi. La mia storia purtroppo è durata molto meno, ma la dinamica, nel “piccolo”, è sempre la stessa. Mi sono sentita dire, dopo un periodo in cui tutto era andato bene, tutto: “Io sto tanto bene con te, lo sono sempre stato, e c’è tanta attrazione. Ma… non è scattato quel qualcosa”. E tu non capisci, tu ti chiedi cosa possa essere quel “qualcosa”, se hai una persona che ti piace e con cui stai bene, in tutto. te lo chiedi anche perché non ci conosce ancora da una vita, per cui a maggior ragione si dovrebbe mettere cura e impegno nel volere esplorare un rapporto, dato che ci sono tutte quelle cose positive. Non sono anni e anni di incertezze e di atteggiamenti tiepidi, insomma… Ti chiedi se lui stia sognando la Fata Turchina, la favoletta delle favole, che so… perché non ti dice che gli piaci di meno o che non si trova bene con te, no, ti sa solo dire che “non si è innamorato” e tu di nuovo ti stupisci, perché fino al giorno prima il suo comportamento era tipico dell’innamorato. Ti senti dire “voglio sentirmi libero sentimentalmente”, ti senti dire “però con te spero di continuare a rimanere in rapporti di amicizia, perché i momenti con te sono bellissimi, e ci tengo tanto”, e vedi che dice sul serio, che a te ci tiene davvero. Ma come amica, ora.
E ti piange il cuore, ti piange il cuore nel vedere con quanta leggerezza, superficialità, incoscienza, una persona butta un rapporto prezioso, in nome di… della libertà di potere avere altre relazioni forse? Vedi che l’impegno viene scansato come fosse un virus, vedi che finché la storia eccita e ha il sapore della novità, va avanti, poi, quando appena appena la novità non è più assoluta, vedi che dall’altra parte ci si smorza un po’. E le tante belle cose insieme, il fatto che si vada d’accordo, ci si trovi bene in tutto, non valgono l’eccitazione di una nuova avventura, più o meno effimera.
Ormai anche i rapporti vengono vissuti all’insegna del consumismo: alla pari di un vestito o di un telefonino, non vengono smessi perché rotti o logori o non più funzionanti, ma perché abbiamo visto un vestito più colorato, un telfonino con una funzione in più e… vogliamo riprovare l’eccitazione della cosa nuova e fresca.
E’ l'”amore liquido” di cui parla un noto sociologo, “amore liquido” che significa un legame fragile, “flessibile” come il mercato del lavoro, privo di impegno serio e di responsabilità. E’ la forma ormai sempre più diffusa di interazione tra esseri umani: rapporti leggeri, di superficie, che aborrono l’impegno, che durano quel tanto che basta per recare soddisfacimento immediato dei propri bisogni per venire relegati subito dopo nel cestino.
E io non faccio che piangerne.
dimenticando di essere genitori e’ veramente una realta’ terribile… cara eli
le esperienze belle e importanti rafforzano certo.. ma solo chi li vive con dignita’ e consapevolezza, del resto tutto passa come un passatempo. la liberta’ la voglia di stare da soli? bhe forse “il libertinaggio” voglia di continuare a cercare quello che non e’ riuscito a trovare in te.. pensi che lo trovera’ in qualche altra parte? sai la frustrazione e la mancanza o meglio l’incapacita’ di amare non sono oggetti che li trovi neglialtri ma credo che sono da ricercare dentro noi stessi e c’e’ chi non li ha ancora trovati e fara’ veramente fatica. ogni scelta e’ sempre dolorosa e chi lascia non e’ vero che non sta male se lascia e proprio perche’ nel suo peregrinare cerca una relazione diversa fatta di altro ma non di amore.. oggi come descritto sopra la gente non butta i sentimenti io credo che non li riconosca c’e’ una amnesia e una tale confusione che porta sempre vertiginosamente a un degrado terribile. il mostro di cui parli tu e’ l’indifferenza il vuoto la societa’ moderna ne e’ piena si cerca sempre piacere e divertimenti nuovi e quando sfruttare usare denigrare deludere e uccidere l’anima umana non bastera’ piu’ si passera ad altro alla violenza fisica all’omicidio e lanciare sassi da un cavalcavia e a uccidere i propri genitori e andare a bere un drinck in un maledetto e degenerato locale “IN” questa e’ la moda questa e’ una parte di societ’a che sta contaminando a macchia d’olio i valori e la bellezza del vivere in piena lealta. la monotonia, il parlare poco, il non far nulla, se ci silascia per queste cose non e’ amore vivere non significa ogni giorno fare cose diverse, amare non significa cacciarsi in un letto e stare ore ed ore a fare solo sesso, amare significa vivere dignitosamente con lo scopo di creare una famiglia e essere fedeli e rispettosi l’uno dell’altro amare significa anche negare se stessi hai piaceri blasfemi della vita e dare amore a chi lo merita veramente.. sono atrofizzato per cio’ che succede.. sembra quasi che a viver meglio siano i furbi e i cattivi.. “ma non e’ cosi’ i furbi e i cattivi sono solo soggetti schiavi del loro stesso malessere” la dignita’ e la lealta’ vincono sempre anche se sembra che non e’ cosi’ (per ora) non devi buttare via tutto devi solo guardare avanti con dignita’ e distinguarti dalla massa e da tutto cio’ che rende schiavo l’uomo solo cosi potrai trovare pace in quello che affermi e in cio’ che cerchi.. l’amore quando e’ vero puro e leale non deve temere nessun confronto anche quando viene deluso, ti assicuro che chi fa del male e chi agisce secondo istinto non ha una vita semplice, ti assicuro che essere oggetti o considerati cacciatori e prede non e’ una bella sensazione e quando arrivera’ il momento lo capiranno in molti (non perlo dell’apocalisse) mi riferisco alle varie probblematiche che affligeranno chi agisce sotto istinto e impulso del potere dei vizi e del piacere o di quella falsa liberta’..
Io credo che soffrire faccia parte dell’ essere umano, non si può vivere senza soffrire, senza dolore…è l ‘altra faccia della goia, del benessere…, della felicità
Soffrire aiuta a crescere, a migliorare, il dolore ci aiuta (forse) a diventare migliori, a maturare, a comprendere chi siamo oggi per non dimenticare mai chi eravamo prima…
La sofferenza in amore?
Bhè esiste…per fortuna esiste, perchè siamo vivi e bene o male le sofferenze in amore credo che portino sempre a qualcosa di “buono” alla fine, ti rende più consapevole di ciò che vuoi o “non” vuoi, forse meno ingenuo, le “fregature” servono anche quelle…purtroppo e chi non le prende?
Per me è la vita….
Ogni sofferenza, come anche un amore che finisce dovrebbe aiutarci a crescere…
Per amore si può stare malissimo per giorni forse mesi, qualche annetto ?!
Ma non si muore, non vale la pena di morire per chi nno ci merita, l’amore fa soffrire, ma è anche vero che l’amore ha sempre due facce….la sofferenza nel momento dell’abbandono e la felicità din quando lo vivi…e allora io prendo solo in considerazione il momento di goia che mi può dare l’amore il resto…tutto il resto…la delusione, l’infedeltà, l’abbandono è solo una conseguenza dell’amore stesso (che può succedere) ma non per questo si può smettere di amare…
IN AMORE LA RAGIONE ARRIVA FINO A UN CERTO PUNTO… il cuore vince sempre….anche quando si sta male c’è sempre una voce dentro di noi che ci dice cosa è giusto fare o non fare o cosa dovremmo fare..ma spesso fingiamo di non sentirla…(quella voce)…
Io credo che le persone che “non” calpestano i sentimenti altrui, quelle persone che ti rispettano al di là di ogni altra cosa, le persone che sanno amare..per me esistono da qulche parte, forse sono poche, ma ci sono (quelle persone)..
Perchè essere “veri” oggi per me costa davvero tanto, in una società che io definisco di merda, essere veri, essere se stessi fino alla fine, anche in amore, costa molto…per molti…
Si preferisce mascherarsi, viviere nella finzione, tenendo i sentimenti “quelli veri” incatenati dentro di noi oppure provarli e non riuscire a manifestarli o non riuscire ad affrontare una persona guardandola negli occhi…quanto costa?
Essere veri, onesti spesso è complicato…
In amore si sbaglia sempre in due, bene o male, c’è sempre un effetto causa, non esiste vittima o carnefice, siamo tutti carnefici di qualcun’altro o peggio ancora di noi stessi…
Io ho sempre preferito stare male per amore e soffrire fino alla fine con la consapevolezza che prima o poi passerà piuttosto che vivere nella menzogna e stare con chi non mi merita… con la consapevolezza che si vabbè si sta male e dopo che succede?
Sei una persona più forte e le cicatrici della vita credo servano molto…soprattutto queste…
Alla fine la sofferenza è la cosa più naturale di questo mondo che purtroppo va vissuta…
ragazzi, ma secondo voi veramente ci sarà di nuovo felicità?? veramente amero di nuovo con la stessa intensità? oppure tutti scriviamo solo per farci forza.
cioè, voi conoscete qualcuno che ci è riuscito veramente, senza accontentarsi??
Vorrei sapere la verità da voi….pura verità
ho paura…
Ciao Nicola, Occhiblu, Rebecca…grazie per i vostri commenti.Quanto è vero ciò che dici Nicola…e ho paura, tanta paura. La sensazione di smarrimento che provo è insopportabile, intorno a me miliardi di volti che si affrettano, corrono tutti e le loro immagini mi violentano l’anima, non sono in grado di sopportare tanto dolore, Dio quanto fa male. Lui adesso si è unito a quei volti che di me non sanno niente, non sanno niente di quante cose mi esplodono dentro, di quanto amore e compassione sono capace, non sanno che piango per un fiore nuovo che nasce, che mi emoziono per uno sguardo, che soffro da morire per una parola cattiva, a loro è lecito ferirmi, ma lui sapeva, conosce la mia sensibilità, mio grande pregio e difetto, doveva lasciarmi ma mettendosi i guanti perchè quando gli ho dato me stessa gli ho detto “Hai una grande responsabilità”. L’avrei lasciato andare e lui sapeva che se mi avesse parlato avrei capito ma non ha voluto comunicare, non ha voluto guardare quegli occhi che tanto adorava e che tanto l’amavano, non l’ho neanche visto, non gli ho neanche detto Addio…questo è uno strappo che non si rimarginerà. La sensazione di sentirsi sola fra la gente mi è propria da anni…forse da quando ero ancora una bimba…ma con lui e i suoi principi eravamo in due a portare alta la bandiera dell’amore, non ero sola. Chi l’avrebbe mai detto che proprio lui tramava alle mie spalle. Perchè di tramare si tratta, era da mesi che progettava la partenza mentre io guardavo gli abiti da sposa. Questo fa male, l’illusione è il mezzo più crudele, così come la vigliaccheria di chi non sa guardarsi dentro. Se la sua vita ha avuto una svolta (e che svolta!) è grazie a me (non sto a raccontare il perchè concreto), che gesto d’amore più grande potrà mai esistere, eppure il mondo nuovo conosciuto con il mio sostegno me l’ha portato via.Nicola, hai detto bene, non troverà in un’altra quello che gli mancava, perchè non lo sa neanche lui quello che cerca. E se hai accanto una persona che ti ama totalmente cosa ti manca? Il problema è veramente solo suo. Ma adesso è felice sicuramente, libero di pensare a sè stesso, io non esisto più ed evidentemente il mio grande amore non gli manca. Pazzesco, neanche un sms per chiedermi se ero sopravvissuta allo shock!Si, ho rabbia ma credimi, non voglio costruire la mia rinascita su questa emozione che non mi piace, non butterò via la mia bellezza per gli stessi fantasmi che stanno inquinando la maggior parte della gente, non lo permetterò. Se le persone sensibili devono soffrire di più per bilanciare il male nel mondo mi sacrifico volentieri ma non potrei mai passare dall’altra parte dove folle di corpi vuoti si scambiano i vestiti per saziarsi di cibo che li renderà sempre più ingordi. In fondo al cuore una specie di compassione fa capolino, insieme a questa rabbia emerge la tristezza nel sapere che non potrò abbracciarlo quando presto si ritroverà solo a piangere…e succederà.
Un caro saluto a tutte voi,anime gentili
Anticristo se ci sei batti un colpo che voglio dirti 2 parole…
Scusate ma ci tenevo davvero molto a fare un commento riguardo ad alcuni commenti che ho avuto modo di leggere..commenti molto realistici per altro…
Bè io credo che molte persone calpestano i sentimentis senza accorgersene, magari non lo fanno di proposito anche se ci fanno soffrire….o a volte si..dipende…bisogna parlare sempre dei singoli e mai di categorie…
Tutto ciò che ho letto mi rispecchia molto, tutto ha un senso, ma mi chiedevo e mi chiedo, quante persone riescono effettivamente a realizzare o a raggiungere questi valori… e a coltivarli nel tempo..
Questo mi chiedo…
Basta riflettere… tutti vogliamo, vorremmo, desideriamo, cerchiamo…ma NOI, e intendo NOI come singole persone, come uomo-donna, marito-moglie, come esseri umani..ecco NOI …COSA facciamo per raggiungere tutto questo?
Cosa facciamo per migliorare il mondo o le persone?
Cosa facciamo per distinguerci da “quel ” tipo di società, “questo”tipo di società…cosa facciamo per rendere megliori i nostri sentimenti nei confronti di chi ci ama veramente..facciamo davvero il l’impossibile o ci limitiamo semplicemente?
Io tante volte mi chiedo…se amo veramente qualcuno davvero mi fermo qui o… continuo?…Quando ti fermi forse si è arrivati a una strada senza uscita in cui fare retro marcia diventa davvero difficile..
Difficile, ma non impossibile…
Io credo che tutto ciò che rappresenta l’amore in sè e non solo quello di coppia, dipende solo ed esclusivamente da noi e solo noi…
Noi possiamo decidere come pilotare la nostra vita e con chi.. e non gli altri, facciamo parte della società ,ma non per questo ne siamo schiavi, rappresentiamo la società, ma siamo anche liberi….
Le persone non sono tutte uguali..
Quello che dovrebbe e Mi fa riflettere è il rendermi sempre più conto di quanta consapevolezza ci sia fra la gente di ciò che è giusto e sbagliato, ma….nonostante tutto si preferisce sempre prendere la strada sbagliata.
Fermarsi alle apparenze non basta, forse è vero chi è “sincero” viene calpestato, prenderà quasi sempre mille schiaffi, perchè purtroppo funziona così, come il “buono”che viene ucciso e il carnefice che sopravvive, il traditore che tradisce e l’altro a casa ad aspettarlo…è così…ma a volte bisogna anche prenderle queste fregate, nel nome della sincerità, che alla fine premia sempre…
Ciao a tutti,
leggendovi rimango colpito dalla grande sensibilità che vi contraddistingue: Eli sei una grande donna.
Vorre i chiedervi un consiglio. La mia storia si è dissolta nel giro di pochi giorni. Il motivo/i non sono ancora riuscito a capirli. Ho cercato un dialogo ma ho trovato un muro di astio e rancore. Oltretutto abitiamo lontani. Mi sono rimaste molte cose da dire e le ho scritte in una lettera che non riesco a spedire….
Ho la consapevolezza che questa è una situazione che non si recupera e quindi non so gli effetti che la mia lettera potrebbe avere….
Secondo voi cosa dovrei fare?
Grazie a tutti
mandala e chiedile di non risponedere….dille quello che pensi, non puoi tenerlo dentro!!!
Ciao Occhiblu,
in tre mesi ho scritto una quindicina di lettere che affollano il cassetto della mia scrivania. Alcune riposano già nelle buste affrancate, altre attendono di essere trascritte in bella copia. Sono tutte lì, ferme. Ti consiglio di non mandarla Occhiblu. Scrivere è utile a te, purtroppo non a lei. In questo momento sta viaggiando altrove rispetto a te, il suo filtro di lettura è diverso da quello che hai utilizzato tu per parlarle. L’effetto non sarà quello che speri, lei non è te. Tu ti vuoi avvicinare, lei fugge. Ma perchè pensi che è andata via? Cos’è successo? Un’altra persona allergica alle responsabilità?Come ti ha lasciato?
Io mi chiedo come ho fatto a trovare la forza di non cercarlo più da quella orribile telefonata, pensa, neanche un sms. So che non tornerà, ne sono certa. Deve fare ancora un bel percorso con sè stesso per tentare di affrontare una responsabilità, io ormai sono passato, porto addosso il ricordo di quello che lui era e che ora si vuole lasciare alle spalle. Forse ha bisogno di un’altra persona alla quale mostrare una persona forte e priva di difetti, io, ormai, conoscevo troppi suoi segreti.
Fammi sapere…
Ciao
Cara Eli, sei straordinaria. Leggere i tuoi post mi rallegra in quanto capisco che esistono donne sensibili, “che piangono per la nascita di un fiore”.
Mi sono scontrato contro un iceberg di recente. Dopo due anni la mia compagna, io 35, lei 31 mi ha lasciato. “non ti amo, non amo il tuo stile di vita, voglio capire, lo faccio per te ecc.ecc.”.
Dopo un paio di miei tentativi di contattarla, ricevo questo sms.
La mia freddezza non è reale. Serve ad allontanarti. Ora come ora e meglio che sia così. Dimenticami!”. A parte il mio dolore, credo che una persona sensibile come me, dopo tante storie e storielle vissute con altre donne, debba solo essere felice e per due motivi: 1) non voglio una donna così fredda vicino a me per il resto della mia vita, 2) mi ha aperto gli occhi.
So che è difficilissimo accettare tutto ciò, combatto per non chiamarla, come in questo momento, ma dinanzi a tanta schiettezza e freddezza che cosa debbo fare? Altra esperienza, punto e a capo?
Ragazzi la vita è difficile e c’è chi sceglie di di “svoltare” di £glissare” i problemi. E’ sempre più difficile mantenere i rapporti in questa società. Tutto scorre veloce, arido e sensa senso. A questo punto cerco una donna che venga con me a guardare le stelle stesi in un prato, a piangere dinanzi ad un fil drammatico, a guardare il tramonto e cose di questo genere. Devo vergognarmi di essere così? Sarò l’ultimo dei romantici ma ne sono fiero.
Aimè i tipi come me sono destinati a soccombere….
In questo momento sto male….
carissimi ogni amore che termina termina un pezzo di storia, un vissuto importante della nostra vita.. lo scrivere su un (foglio) bianco rappresenta due ideologie: voglia di conservare e di ricordare momenti belli e meno belli, rabbia dolore sofferenza, l’altra un versare uno sfogo su un oggetto senza vita, perche’ il dolore e l’orrore che si prova in questi momenti sa di morte proprio come quel foglio. inviarli o meno la realta’ non cambia, lei o lui come dice eli e’ andato\a via.. e non serviranno lettere e scritti per rientrare da quell’idea che si sono fatte di noi.. avvolte potrebbero servire ma chi non ama piu’ quelle parole suonano come un’orchestra senza melodia.. ogniuno di noi carissimi amici ha uno schema caratteriale completo e complesso dove nell’arco della vita e proprio in questi casi alcune nostre strutture cedono (la forza, la voglia di fare, l’essere attivi, ridere scherzare.. anche lavorare) tutta la gioia che avevamo nello stare affianco a chi credavamo ci amasse ora lacia spazio al vuoto. le forze vengono meno, lo stomaco si blocca, il sorriso e’ spento e giriamo per le strade e per le piazze come cadaveri viventi, privi di vita. insomma questo perche’ alquni nostri parametri sono crollati. ora la cosa piu’ importante in questo momento e proteggerci da cio’ che ci ha fatto male e che nonostante tutto forse dentro ogniuno di noi vorremmo che tornasse: cos’e’ l’amore? e’ attenzione reciproca, voglia di stare vicino nei momenti belli e brutti, accettarsi per quello che si e’, e darsi l’uno a l’altro negandosi non al mondo ma allo scempio che il contesto sociale odierno offre. se mancano in un rapporto queste basi esso non puo’ definirsi tale. lo ribadisco ancora la sofferenza che sentiamo il dolore e il vuoto che ci sovrastano sono dentro il nostro vissuto. facciamo un esempio se un passante o chiunque altro sia mi manca di rispetto, mi prende in giro, mi deturpa e mi dice ogni sorta di maldicenza contro di me io cosa faccio?? vado li e lo abbraccio? o lo coccolo? no dicerto. eppure quando questi torti li riceviamo da chi siamo persi noi non siamo capaci a dire nulla perche’ forse discutere in una coppia e’ normale. e magari la paura di perdere chi amiamo ci mette in condizioni avvolte di subire le situazioni piu’ incredibili. forse allora c’e’ da chiedersi cosa c’e’ dietro tutto questo, forse c’e’ da pensare che chi ama deve essere amato e non disprezzato o robotizzato, se tutto questo non esiste che coppia e’? e se dopo 4 mesi ci si sente dire ti amo tanto, mi manchi, voglio avere un bambino, (anche dopo svariati anni) e subito dopo per una incomprensione l’amore finisce e per un ritardo si va in ansia e se hai chiesto con insistenza un bambino e quando forse sta per arrivare dici di voler abortire? che donna sei? che uomo sei? io credo che qui’ entriamo in uno schema patologico pieno di probblematiche da rivedere in fase clinica. questo non e’ amore e chi soffre come me per persone del genere? meritano …continua
la mia sofferenza? o la vostra? a voi la risposta. io credo che questo dolore che noi sentiamo dentro per persone che forse non meritavano di essere cosi’ tanto amati e forse nemmeno tanto odiati vista la lore perenne frustrazione e la loro insanabile voragine di vuoto che li rende a tratti forti e deboli per tutto il corso della loro vita, e’ essenziale per uscire fuori da uno schema debole fragile che dara’ i presto buoni frutti. non e’ vero che con altre persone saranno felici perche’ se con noi cercavano di predominare con altri avranno bisogno di essere fortemente predominati. i forti o i fenomeni quelli che non hanno lacrime, non soffrono e non amano perche’ abituati all’usa e getta sono le persone piu’ deboli e piu’ miseri che la terra puo’ contenere.. cos’e’ l’uomo senza il pianto, il sorriso, il dolore, e la gioa, cos’e’ un uomo che non sa raccogliere un fiore e darlo con semplicita’ alla propria donna, cos’e’ una donna che vive solo di indifferenza di giorno e di frustrazione di notte, cos’e’ il successo il denaro il potere, contro due labbra calde e semplici che sanno apoggiarsi delicatamente sul proprio uomo o donna? cos’e’ il carrierismo e la rinuncia a dei figli dono piu’ bello che dio poteva concedere al fiore per eccellenza la donna capace di creare la vita e di portarla nel grembo per ben nove mesi.. cos’e’ una donna o un uomo che promettono amore e illusioni e poi quando si stancano vanno altrove? io li definisco quadri senza armonia senza colore solo semplici cornici riempiti solo dalla loro tremenda degenerazione e del loro vuoto che li divora giorno per giorno come fuoco che si spegne quando arriva la notte incapace a scaldare fino all’alba. questi sono gli aspetti importanti di una coppia e di chi vuole amare veramente.. e’ vero che puo’ succedere di tutto in un rapporto, ma per motivi ben molto piu’ gravi e anche quando questi avvengono se l’amore comprende anche le debolezze di un uomo che nel suo esistere e per sua natura e’ fragile anche quegli sbagli possono essere perdonati purche’ non si ripetano piu’.. questa e’ l’amore questa e’ la ragione per la quale ogniuno di noi deve lottare. ogni rapporto e’ un mare d’amore ma allo stesso tempo fatto di onde e di tempeste. guardiamo un po di piu’ dentro noi stessi e’ fondamentale conoscere e prendere consapevolezza dei nostri bisogni e del nostro voler dare cosi tanto anche senza ricevere nulla in cambio. vedete la sofferenza avvolte non e’ causata da una causa ma di un effetto che viene da molto lontano. la nostra infanzia e i nostri vissuti.. sarebbe bello poter parlare a voce o dal vivo di tante cose confrontarci per capire meglio e vivere con la capacit’a e la consapevolezza di essere felici anche quando la notte vela il giorno e il freddo crea silenzio e paura. forza questa e’ la parola che dobbiamo cercare dentro di noi pero’ non dentro chi ci ha lasciato o chi non ci vuole piu’ perche’ voleva dei pezzi di legno e non degli uoini e donne capaci di dare amore. un abbrac
Ciao Eli,
lei doveva trasferirsi nella mia città e penso che non ha più avuto il coraggio (ma io questo posso anche comprenderlo). Dopo due telefonate farneticanti non ci siamo più sentiti. Ho provato a chiamare una volta ma mi ha rinfacciato un sacco di cose. Io sentendola sofferente ho preferito non replicare e così per riuscire a tenere con me solo i momenti belli ho preferito non chiamare più. Credo anche sia subentrata una terza persona che le ha dato il coraggio di staccarsi da me. Purtroppo questo è il poco che posso dire.
Stasera sono andato a cena con una mia amica. Lei è molto bella e per tutta la sera non ha fatto altro che lamentarsi di uomini che si lanciano con mille promesse e poi poco dopo si ritirano. Praticamente mi ha detto che la maggior parte degli uomini si comportano da immaturi. Ora io non capisco.
Leggendo le varie lettere qui nel forum si incontrano molte persone serie e sensibili. Nella vita reale dove sono questi uomini e donne. Eli e Nicola ma su che pianeta vivete? Ma non è che scriviamo in un modo e ci comportiamo in un altro. Quello che voglio dire è che qui sembra ci siano persone (me compreso) fuori dalla realtà…Vi pongo una domanda provocatoria: ma non è che siamo noi che non sappiamo vivere?
Buongiorno Davide, Nicola…
anch’io faccio a voi i miei complimenti, belle anime sensibili che siete, c’è sostanza in quello che dite, si percepisce la differenza fra commenti sentiti e non, essere in grado di trasmettere tramite le parole è una qualità notevole.Grazie.
Pare che il mio x – compagno abbia scritto una mail ad un amico in comune, le cause che secondo lui l’hanno portato via da me sono i miei genitori. Peccato che la motivazione data a me era un’altra “non so che devo fare della mia vita”. Conclude la lettera dicendo di mandarmi un bacio. A questo punto capisco quanto è piccolo dentro e mi fa pena. Sente il bisogno di giustificare la sua coscienza aggrappandosi a tutto e sapete cosa penso? Se ha la coscienza così sporca, e ce l’ha tanto sporca, perchè non mi ha lasciato ma mi ha ABBANDONATO, io che gli ho dato una svolta alla vita, trattata senza rispetto, mi chiedo come farà a sopportare il peso dell’azione che ha commesso. Il vigliacco tira in ballo i miei adesso a cui io sono legatissima. Da questa lettera deduco che, sentendo la necessità di giustificarsi con gli amici, aggrappandosi a motivazioni a me sconosciute, forse forse si sta un pò pentendo. Voi che dite? Ma le mie porte ormai sono chiuse, forse mi sbaglio e non si pente, ma sono sicura che rimpiangerà perchè ho la certezza che tutto quello che troverà là fuori, per il quale mi ha sacrificato, non gli darà 1/ 100° di quello che ho saputo dargli io. Ho sempre cercato, sin da ragazzina, di fare un percorso di
auto – consapevolezza perchè per me questa è una missione che ciascun individuo ha nella vita. Il fine è diventare una persona migliore affrontando gli ostacoli e le pause di relax che s’incontrano lungo il percorso che conduce a casa. La casa non è il traguardo di tutti, neanche “Il percorso” è la visione che tutti hanno della nostra limitata esistenza, questo è solo un mio personale modo di vedere e pensare “il viaggio”.
Se guardo indietro, mi sono illusa tantissime volte, volevo vivere delle esperienze auto-creandomi le situazioni, anche se in fondo il mio inconscio sapeva che non erano situazioni reali, per me era necessario viverle per fame di “esperienza”. Le illusioni, e la mia mente è maestra in questo, sono state la causa delle mie più grandi sofferenze, si, a volte sembrava che il dolore me lo andavo a cercare da sola. Assurdo! Dall’altra parte però devo riconoscere a me stessa la capacità di introspezione che ho sempre avuto, questo penso che, un pò, ha contribuito alla mia crescita. Gli sbagli che ho commesso verso me stessa e verso gli altri mi hanno fatto sempre riflettere e a tuttoggi posso guardarmi allo specchio con serenità, penso di avere un’anima pulita, peccato che molto spesso non mi sono voluta abbastanza bene, non capisco perchè, ma è sicuramente l’aspetto sul quale recentemente ho iniziato a lavorare. Lui aveva accanto una persona che ha come missione un percorso col fine di crescere e di migliorare…(continua)
e questo vuol dire molto perchè anche la sua crescita, il suo benessere mi stava a cuore. Penso che molte persone non vedono la vita come l’occasione divina per auto migliorarsi, che grave dimenticanza! Questo è il motivo principale per cui mi rimpiangerà. La sua debolezza mi crea sofferenza, anche se la rabbia verso di lui non ha ancora del tutto abbandonato il mio cuore, sofferenza pensando a quanto sarà difficile e triste la nuova strada che ha scelto di intraprendere da solo. Il bacio che mi manda, alla fine dell’e-mail al mio amico, mi rattrista. Capisco che non è minimamente cosciente dell’immenso dolore che mi ha provocato. Non passo il mio tempo a disegnare i cuoricini sul diario, sto male, male da morire, non può permettersi la superficialità di “mandarmi un bacio” dopo che mi ha distrutto. Continua, indirettamente e vigliaccamente a mancarmi di rispetto. Mio Dio quanta pochezza in quell’uomo che amavo più della mia vita.
Grazie per avermi ascoltata.
Un bacio
Ciao a tutti, Eli, Nicola, occhiblu… leggo i vostri scritti e cerco di sentirmi meno sola, cerco di convivere con il mio dolore in modo più forte, o meno tormentato… per ora, sono ancora molto lontana dal rasserenarmi un po’. Purtroppo non consola constatare che davvero tante persone sprecano rapporti preziosi con leggerezza, o, come dice Nicola, che persone tanto leggere e superficiali non buttano via, perché non si rendono conto nemmeno di quel che hanno trovato. E rifletto sullo sgomento di Eli, che dice di constatare quanto il suo ex-compagno sia lontano dal capire il dolore che le ha causato. Mi chiedo cosa capiscano mai, a questo punto, questi “signori” qua… Mi chiedo se siano in grado di ascoltare altro che non sia il richiamo della novità e il senso di noia in loro prodotto dal “già noto”: quando si è tanto superficiali, è inevitabile annoiarsi. Quando non si vuole o non si è in grado di interessarsi in profondità all’anima delle persone, cosa dovrebbe tenere acceso l’interesse? L’esteriorità è già stata “esplorata”, l’interiorità non interessa…
Io non mi capaciterò mai – né voglio farlo – di come si possa dire a una persona, come è capitato a me: “Sto tanto bene con te, mi piaci, ma non è scattato quel qualcosa…”. Io, forse più matura di lui, stupisco e mi chiedo sgomenta cosa cavolo può essere mai quel “qualcosa”, se la medesima persona ti dice che con te sta tanto bene e ti dice pure che lo attrai: insomma, ci cono tutti gli ingredienti migliori per alimentare un rapporto che ha tutte le carte in regola! Se mi fossi sentita dire “Non mi trovo bene caratterialmente”, se ci fossero stati screzi, incomprensioni, se non ci fosse stata attrazione, capirei, e invece tutto questo c’era e lui continua a dire che c’è ancora! Ma aggiunge che manca quel maledetto “qualcosa”, e tu non capisci, non capisci perché fino al giorno prima era tutto un entusiasmo e una gioia, e ci si conosce poi anche da non moltissimi mesi! Ma santo cielo, cosa si vuole di più da un rapporto che dura solo da diversi mesi, cosa si cerca di più, se c’è la passione, si sta tanto bene insieme, ci son interessi comuni… eppure, a un certo punto ha cominciato a sentirsi “distaccato”. Senza che nemmeno lui sappia perché. E soprattutto, senza che abbia mai cercato di capire più di tanto le ragioni. Si è poi dato subito, con tanta leggerezza, con tanta facilità, ad altri “interessi” (altre persone): ha messo da parte un rapporto che aveva ingredienti così preziosi con una facilità disarmante, e già volava attratto da altri lidi, i primi avvistati e che magari, un po’ da lontano, promettevano ai suoi occhi chissà che nuove gratificazioni. Salvo vedere poco dopo che da quei lidi si è già allontanato. Ma non è ritornato da me, anche se come amico non si mai allontanato. Ma io continuo a torturarmi il cuore, a non darmi pace, anche perché lui mi ripete che a me tiene davvero tanto, mi ripete quell’aggettivo che usa sempre quando descrive i momenti con me: “bellissimi”
Cari Eli, Nicola, occhiblu, oggi, rileggendo un saggio di un grande sociologo, ho trovato questo passo:
[…] la tendenza, ispirata dal dominante modo di vita consumistico, a trattare gli altri esseri umani come oggetti di consumo e a giudicarli sul modello degli oggetti di consumo in base alla quantità di piacere che possono offrire, e in termini di “giustificazione economica dell’investimento”. Nella migliore delle ipotesi, gli altri sono valutati come compagni di avventura nell’attività del consumo essenzialmente solitaria; soci nelle gioie del consumo, la cui presenza e attiva partecipazione può forse accrescere tali piaceri. In tutto questo processo, il valore intrinseco degli altri in quanto esseri umani unici (e dunque anche l’attenzione per gli altri in quanto tali e come espressione di tale unicità) è andato completamente smarrito. La solidarietà umana è la prima vittima del trionfo del mercato del consumo”.
Poco tempo fa, a me che gli stavo ribadendo come a mio parere lui stia sprecando un rapporto che meritava tanto, egli mi ha risposto, con rabbia: “Insomma, con quella che sto frequentando adesso mi trovo bene come con te, c’è attrazione come con te e c’è quel qualcosina in più…”. Bello eh? E ha aggiunto: “Sono parole che non si dovrebbero dire, ma me le cavi tu di bocca, perché insisti nel dire che sto sciupando ecc. ecc.”. Insomma, sembrava il bambino indispettito dall’adulto che lo rimprovera di stare guastando una bella “cosa”, e lui, non volendoselo sentir dire, risponde arrabbiato e vendicativo: “Ma io ho una cosa più bella!”. Aldilà del senso di quel “qualcosina in più”, che potrebbe pure essere solo l’eccitazione della novità recente, la mia anima è offesa dal fatto che mi sono sentita, in quel momento, paragonata a una persona da lui conosciuta da poco: in quattro e quattr’otto, con tanta leggerezza e superficialità, questo fa paragoni facili, sorvolando sul fatto che, anche se noi due non ci conosciamo da una vita, ci conosciamo pur di più che non rispetto ad altri “dell’ultima ora”. E ti accorgi, in quel modo, che tu, paragonata a una semisconosciuta (anche per lui), non sei considerata pienamente nella tua individualità, nella tua specificità unica. Gliel’ho detto: “Quando si è superficiali nell’approccio alle cose e alle persone, mille persone potranno sembrarti equivalenti o di poco differenti, ma è solo andando un po’ più a fondo che noti le differenze”.
Le parole dello studioso che ho riportato sopra, calzano a pennello, in questo mio caso: il senso dell’unicità delle persone sembra perduto…
Come fai a dire che stai bene tanto quanto stai con me, se questa persona sai a mala pena chi sia? Quelle parole sfidano la logica, le leggi del tempo necessario per potere essere affermate con certezza, e sembrano basate solo su sensazioni, emozioni del momento, ché dietro ad esse, non ci può essere niente altro, se una persona la conosci da poco e pochissimo… Ma tant’è, le ha dette, da avventato sciocco e cattivo
Ciao cara Rebecca,
che dirti? Hai ragione, non posso trovare obiezioni ai commenti che fai, posso solo dire che questa “malattia” di cui molti di noi hanno preso coscienza, si sta diffondendo a gonfie vele, probabile che sia molto legata alla nuova società consumistica in cui viviamo. Se ci si perde si cerca quello che non c’è. I nostri Amori si sono persi, sarebbe bello rivederli fra qualche anno per chiedergli se hanno trovato quello che cercavano. Probabilmente il mio Amore non lo rivedrò più ma mi auguro che il destino (Dio, Pincopallo, chiamalo come vuoi…), riconoscendo la bontà d’animo che penso di custodire, reputi giusto regalarmi l’occasione per avere quel chiarimento che non ho. 5 anni vissuti con lui non meritano il nulla assoluto. Mi merito una spiegazione, chiarezza, l’ho accompagnato fino a ieri…mi deve rispetto, mi deve una motivazione adulta, concreta…me lo deve perchè l’ho amato con tutta me stessa e onestamente non penso di avere delle colpe così grandi da determinare la fine del rapporto. La fine non va cercata in noi ma nella loro insoddisfazione che (come diceva Nicola) ha radici nel loro vissuto. Il mio Amore aveva tanti tanti tanti problemi, pensavo di bastare ma tutto il mio amore da solo non avrebbe mai potuto fargli fare i conti con sè stesso, questo è un compito che spetta solo a lui. Sacrificare il nostro amore a questo punto spero servirà per guardarsi dentro, questo voleva, voleva dimostrare a sè stesso di essere in grado di camminare da solo, forse voleva dimostrarlo anche a me perchè si sentiva in debito e ci credo. Perchè non l’ho lasciato andare maledizione! Mi ha abbandonato, ha sbagliato è vero, si appiglia a motivazioni inesistenti, e con tutto ciò in cuor mio sento che non è un mostro. Perchè? Perchè l’amore che ho per lui supera la rabbia, la vendetta, tutto? Perchè continuo ad amarlo, a desiderarlo come non mai? Perchè il mio cuore non impara ad essere lucido e cattivo? Perchè gli amici ed i parenti lo offendono, ma che ne sanno loro di come sta veramente, non lo so io? L’amore non è un sentimento astratto porca miseria, non viene e va perchè è così. Basta con questi luoghi comuni del cavolo, basta con questa porcheria di teorie, l’uomo è complesso ed il suo equilibrio viaggia su un filo di seta. Perchè puntare sempre il dito contro quando noi stessi potremmo cadere all’improvviso? Oggi sono caduti loro, ma che ne sappiamo di quello che si portano dentro. Sarò stupida, sarò ingenua, sarò un’ illusa, ma in cuor mio so che mi ha lasciato in buona fede, il mio cuore sa che sta male, non per me, ma per sè. Vorrei essere lì per aiutarlo ma non posso, questo è solo il suo momento, così lui vuole e DEVO farmi da parte, devo continuare ad essere coerente e portare rispetto alla sua scelta. Lui non ha portato rispetto perchè adesso è lui che sta cadendo e vuole cadere SOLO. “smettere di amare” è la più grande cazzata che abbia mai sentito….non ci credo, c’è ben altro dietro, c’è una perfetta coerenza con…
le scelte che facciamo, si tratta anche di incastri di equilibri personali. “Amare sè stessi” per amare gli altri….altra grande cazzata, non ci credo. Conoscere sè stessi per amare con coerenza e consapevolezza, questo è più attendibile. Chi va all’altare non può promettere un amore eterno, che ne sa se fra 2, 3 , 10 anni sarà folgorato dalla nuova / nuovo collega d’ufficio. Non si può promettere ma ci si può impegnare. Il matrimonio è impegno non castrazione. L’istinto continuerà ad esistere in eterno, provare passione per + persone non è peccato, è NATURALE, ma ci vuole GRANDE VOLONTA’ e CONSAPEVOLEZZA. Questo è amore, non basiamo tutto, sempre e solo sul sentimento. Il sentimento non è un’astrazione. Manca impegno, mancano le palle di scegliere di FERMARSI con una sola persona, più facile essere istintivi. Nessuno ci obbliga di restare incollati ad una sola persona per tutta la vita si tratta solo di decidere se vivere d’istinto o se imparare a domarci grazie all’intelletto. La libertà è un nostro diritto e la cultura non dovrebbe costringerci all’infelicità solo perchè è ETICAMENTE GIUSTO, decidiamo come vogliamo vivere ma rispettando chi sceglie in modo diverso dal nostro. Chi vive di solo istinto, secondo me, non può amare nessuno per tutta la vita, chi CONOSCE può impegnarsi a farlo. Io ho scelto di volere una sola persona al mio fianco, non sono migliore di chi non lo vuole, nè è più giusta la mia scelta, lo voglio e basta perchè è il mio modo di essere. In un rapporto bisogna essere chiari sin dall’inizio perchè o si costruisce o si vive il momento, ma è giusto essere d’accordo sul modo d’impostarlo se no prima o poi qualcuno soffre e creare sofferenza è PECCATO e INGIUSTO. Adesso sono costretta ad amare un’altro ed il solo pensiero di questa forzatura mi distrugge. Non era quello che volevo, non voglio perdere pezzi di me stessa ogni volta che finisce un rapporto. Per me è così, chi ho amato inevitabilmente si porta via qualcosa di me, con lui ero arrivata alla convivenza come farò a rivivere tutti gli stadi con un altro? Non voglio rivivere un film già vissuto, lui doveva essere l’unico e l’ ultimo protagonista.
Lunghissimo sfogo questa mattina, un pò grintosetto ma credetemi non sono sotto l’effetto di sostanze chimiche, funghi, bucce di banane o che ne so (odio sta robaccia!) ho solo una folla di emozioni che mi tormenta.
Grazie
Ciao Eli,
vorrei, se posso, farti una domanda. Perchè non hai mai cercato delle spiegazioni? Oppure perchè non hai spedito almeno una delle tante lettere che hai scritto?
Io faccio i tuoi stessi ragionamenti, poi cambio idea, poi mi pento, insomma mi rendo conto di non sapere cosa pensare…..
Penso anch’io che chi scappa non possa stare bene, l’amore può finire in pochi giorni? Oppure ci possono essere situazioni che ti costringono a rinunciare ad una persona? Mi sento veramente confuso……