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Sconforto

di biancabianca

Riferimento alla lettera: Dico spesso che coraggio e speranza siano le uniche alleate in questa vita ma quando lo sconforto è forte, vacillanno anche le suddette. Se ti senti solo/a, se non sei gratificato da un lavoro o non ce l'hai, se un/una partner non ce l'hai ne una miriade di amici a...
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Data di pubblicazione: 30 Novembre 2015

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Categorie: - Attualità

63 commenti

  • 26
    xleby -

    Giusto! ma ti sfugge che i crolli li hanno tutti è fisiologico! Maria Grazia te lo ha scritto è capitato pure a lei e anche io ti ho detto che pure a me è capitato, e quindi pure io la comprendo benissimo. L’avrà anche la tua amica non è che glielo auguro ma la vita è fatta così la ruota gira. A tutti capitano cose “cattive”… basti dire nessuno può sfuggire alla malattia, alla vecchiaia e alla morte… come si fa ad invidiare. Siam tutti poveracci. Nel primo commento ho detto che deprimersi non gli serve, Maria Grazia se tu lo avessi letto… non stare mai a dormire l’unica cosa che puoi fare passivamente in questo momento è piangere. Però questi momenti possono anche essere utili in realtà si ha più coraggio per fare scelte azzardate che non avremmo fatto se avevamo un equilibro consolidato. Prova ad innestare dei cambiamenti, anche drastici, cerca qualcosa che ti possa interessare anche dal punto di vista lavorativo e falla. Solo così questa crisi avrà avuto un senso compiuto. Non ti adagiare a dormire che la alimenti, muoviti, cammina, mangia ecc fai tutto e forzati pure questo creerà i presupposti per il superamento, all’improvviso non ci sarà più. Il pianto va bene nella prima fase per alleggerire notevolmente la tensione emotiva poi devi anche forzatamente e lentamente agire. Ovviamente mi accingo a consigliare le soluzioni che ho adottato da me quindi condivido la mia esperienza diretta. Buona Fortuna.

  • 27
    maria grazia -

    xleby
    anch’ io ho solo riportato una mia esperienza diretta perchè mi sembrava attinente a questo caso. non vedo perchè se lo fanno gli altri va bene, se lo faccio io è da condannare. mi sembra poi di aver letto con attenzione TUTTI i tuoi post. e ne ho dedotto le mie conclusioni,piacciano o meno. a me sembra che nel tuo commento 26 tu non abbia scritto cose molto diverse da quelle che io ho suggerito a bianca.. poi mi sbaglierò.
    ci tengo solo a sottolineare che condivido ciò che dici sui momenti “in” e i momenti “out”. li abbiamo tutti, perchè è FISIOLOGICO, come dici tu. non necessariamente dietro a queste dinamiche si cela un disturbo mentale o una devianza, come crede qualcuno.
    per il resto, è vero: tutti alla fin fine siamo dei “poveracci”. a questo mondo non VINCE nessuno VERAMENTE. tutti prima o poi dobbiamo confrontarci in qualche modo con le delusioni, le sofferenze, e le brutture della vita. anche chi si crede al di sopra degli altri perchè ha ereditato dai suoi antenati uno status socialmente elevato.

  • 28
    michelle -

    bianca ti auguro col cuore che la tua opportunita` arrivi presto. Vedrai che ci saranno tempi migliori, nel frattempo non mollare, cerca di non abbatterti anche se so che e` dura. Io ho un buon lavoro e sono contenta, ma a parte quello nemmeno io ho un partner e il posto in cui vivo non mi piace per niente e mi butta giu`. Ogni giorno mando curriculum all’estero per andarmene e non smettero` finché non saltera` fuori qualcosa!

  • 29
    Alessandro -

    Maria Grazia concordo quanto dici sul percorso evolutivo che hai citato, ed è logico che ognuno, quando decide di metterlo in atto cerca in questo GRATIFICAZIONE PERSONALE negli ambiti più disparati ossia lavoro,sociale,relazionale,famiglia ecc..
    Io però mi permetto di dire che spesso e volentieri trascuriamo un elemento molto importante quando decidiamo di mettere in atto un CAMBIAMENTO o EVOLUZIONE e cioè LA VITA .. inteso come destino, fortuna, coincidenze ecc.
    il punto è che NON sempre la vita offre opportunità di riuscita e/o le possibilità per mettere in atto i cambiamenti che ci prefiggiamo e anche nelle cose che possono sembrare ad altri più banali .. come ad esempio la mia condizione che hai citato.
    Per Bianca il cambiamento è nella gratificazione personale in ambito lavorativo .. cosa che ho sperimentato anche io per parecchio tempo .
    In conclusione .. è vero che noi abbiamo il DOVERE di ESSERE il CAMBIAMENTO .. MA è altrettanto VERO che se la VITA NON ce lo consente non si va poi tanto lontano.
    Ti porto solamente 2 semplici esempi di quanto è successo a me .. poi per carità NON voglio generalizzare MA solo conferire la mia esperienza
    1)io 5 anni fa ho chiuso definitivamente i rubinetti dell’alcool per via che mi aveva portato problemi in seguito a un fermo stradale (patente + perdita lavoro dovendo svolgere in auto) + immagine sociale e nel relazionale (sei lo sfigato che bevi e ti hanno pure beccato!!! quindi chi ti si fila? nessuno/a!)
    Bè sembrerà strano ma in fino ad ora (parliamo dal 2010 a oggi) NON mi ha portato un gran che per via che nell’ambito relazionale bè sai già com’è (così non mi ripeto).. nell’ambito professionale ad oggi sono praticamente a casa … nel sociale forse ho guadagnato per via che non esco più con persone in funzione del conto del bicchiere ossia non bevo non sono più interessante ..poca roba MA vita sociale a zero.
    2)idee professionali di soddisfazione personale e qui mi rivedo parecchio in Bianca .. anche in questo caso anni di lotta per ritrovarmi in mano un pugno di mosche .. da quest’anno ho messo via tutte le mire di soddisfazione personale e ho dato precedenza alla sostanza e guarda un po anche qua un pugno di mosche anzi nemmeno quelle
    LA MORALE ? che lo vogliamo o no .. se la VITA NON ci viene incontro ma invece ci viene CONTRO .. non c’è poi tanto da fare

  • 30
    rossana -

    Alessandro,
    “NON sempre la vita offre opportunità di riuscita e/o le possibilità per mettere in atto i cambiamenti che ci prefiggiamo e anche nelle cose che possono sembrare ad altri più banali ..” – negli ultimi 7-8 anni il nostro Paese e parecchi altri in Europa non hanno più offerto alla maggioranza dei giovani la possibilità di concretizzare la loro essenza sociale in un’attività lavorativa. già è un obiettivo importante che troppi non hanno potuto raggiungere.

    a questo si aggiunge, a ricaduta, l’estrema difficoltà di concretizzare in tali condizioni d’incertezza economica il traguardo successivo: un maturo e stabile rapporto di coppia, volto alla creazione di una famiglia.

    è scontato che in seguito a questa situazione stagnante in entrambi i contesti vitali preponderanti ci si senta perduti. ci sarebbe da stupirsi se non fosse così!

    che si può fare? emigrare, per trovare un qualsiasi lavoro, se si ha il coraggio e le risorse minime iniziali per farlo. dedicarsi a una vocazione, senza fini di lucro, al solo scopo di sentirsi apprezzati. adeguarsi alle attuali condizioni ambientali, cercando di trovare un qualche sbocco lavorativo transitorio, poco o niente gratificante. insistere nel voler realizzare per lo meno le proprie aspirazioni professionali, senza scoraggiarsi troppo se si deve lottare contro i mulini a vento. concentrarsi su se stessi per poter evolvere almeno come persona, privata delle esperienze che potrebbero essere trascinanti nella crescita (a questa carenza, forse, si può ovviare con la riflessione e la presa d’atto che in inverno è quasi impossibile che fioriscano rose)…

    mi scuso per l’involontaria saccenza. non ho fatto che ripetere alcuni concetti in ricordo della saggezza contadina di mia madre: un fisico e un mondo ci è dato, quella è la realtà su cui si deve basare giorno per giorno l’esistenza, senza rassegnarsi ma anche evitando d’illudersi. all’età di nove anni mia madre rischiò di morire affetta dalla micidiale influenza spagnola (perse i capelli e parecchi denti); superò con scarse risorse economiche le carestie e le difficoltà di due guerre mondiali e approdò, serena, a una lunga vecchiaia, mantenendo la fiducia nel prossimo e l’amore per i fiori…

  • 31
    maria grazia -

    Alessandro, stai parlando con una che tre anni fa si è ritrovata con una cartella dell’ Equitalia di 10.000 euro per… multe non saldate ( perchè all’ epoca in cui mi fecero questi verbali andavo avanti con lavori precari e sottopagati ) e che si sono poi quadruplicate. motivo delle multe: autovelox stradali per una manciata di pochi chilometri in più, guidare senza cinture in centro città mentre procedevo a 45 km orari, e altre baggianate del genere. in pratica dal 2004 al 2009 sono stata letteralmente perseguitata dalla polizia stradale, che mi ritrovavo sempre- misteriosamente – ad ogni angolo. un “pedinamento” in piena regola. in seguito io e mia madre riflettemmo sul fatto che c’è una mia cugina che ci odia a morte, e che lavora nella polizia municipale. e che guarda caso è sempre stata la cocchina preferita di mia nonna paterna ora defunta ( una megera malefica che ce l’ aveva con mia madre ). così abbiamo fatto 2+2. io e mia madre non abbiamo le prove certe di questa nostra convinzione, ma tutti gli elementi farebbero supporre una dinamica di questo tipo: un abuso d’ ufficio, dettato da futili motivi di carattere personale. ora, comprenderai bene che per due donne che devono andare avanti con una misera pensione ( mia madre ) e con un lavoro autonomo ( nel mio caso ), e che come tale comporta guadagni incerti, tutta questa situazione non è facile. ci è stata concessa una rateazione dei pagamenti, ma è dura lo stesso finchè le nostre entrate non saranno più cospicue. oltre a ciò, negli ultimi anni ho avuto altri problemi e contraccolpi su tutti i fronti ( economico-affaristico, familiare, sentimentale ). Una volta, al culmine dell’ esasperazione, temendo di essere perseguitata dalla iella ho anche provato a fare un rito liberatorio. è senza dubbio una situazione molto pesante da sostenere, come dici tu, sopratutto perchè intorno a noi non c’è gente disposta a darci concretamente una mano invece di stare a giudicare e biasimare e basta. ma io e mia madre, anche per rispetto a tutti gli sforzi che ha fatto mio padre quand’era ancora in vita per lasciarci qualcosa, abbiamo deciso di comune accordo di lottare e di cercare di andare avanti invece di abbandonarci al senso di sconfitta. e ora stiamo cominciando a vedere di nuovo, dopo tanto tempo, i primi spiragli di luce. Alessandro, è di fronte alle avversità che veniamo messi alla prova, non quando tutto va per il meglio. è chiaro che è nei momenti difficili che si vede la tempra della persona. non dico che lottando si possono sempre ottenere risultati pienamente soddisfacenti. ma senza dubbio si ottengono DEI RISULTATI. per modesti che siano, sarà sempre meglio DI NIENTE.

  • 32
    Sofia -

    Maria grazia…intuivo che avevi molti problemi..mi spiace molto per la tua situazione di merda cosi!
    In Italia facciamo schifo in tutti i sensi i politici sono la rovina del paese! E mi spiace tanto per quello che ti è successo! È molto più facile torturare e distruggere una cittadina onesta del paese per delle minchiate che andare a farsi dare indietro tutti i soldi dei falsi invalidi o tutti quelli che sperperano i politici..con i nostri soldi..!.
    ..divento una bestia se entro in. Certi discorsi! Quindi è meglio che non ci entro..
    Ascolta ma non puoi proprio fare niente per dimostrare che è tutto un piano di questa porca di tua cugina?
    Si potrà fare qualcosa no? Andassi da lei ad affrontarla di persona riuscissi a farla parlare..e ad ammettere le cose..
    Avessi un piccolo registratore acceso nascosto dentro la giacca o dentro la borsa..oppure semplicemente lo smarfhon con attivo la modalità di registrazione…almeno riusciresti ad ottenere qualcosa! …
    Mi dispiace tanto Maria grazia davvero. ….

  • 33
    Alessandro -

    Bè ogni storia è utile per capire quanto la vita spesso ci pugnali alle spalle e per quanto ci sforziamo ci sia ben poco da fare.
    Io oggi per quanto riguarda i RISULTATI direi che sono tra il NULLA e il NULLA.
    Se dovessi tornare indietro e darmi un consiglio che è anche il consiglio che darei a Bianca … all’affermazione “cerco di più” risponderei “vacci prudente perché quel di più potrebbe segnare l’inizio di una vera e propria catastrofe” perché la VITA quando si impunta non c’è niente che tenga.

  • 34
    Yog -

    MG – Allaccia le cinture e corri meno! Ma ti è rimasto qualche punto sulla patente??? Occhio all’alcol perché la storia di Alessandro non è certamente inventata, se ti beccano sei rovinato, per dieci anni vai davanti alla commissione medica oggi sì e domani pure. E hai voglia a dare la colpa alla cugina…

  • 35
    maria grazia -

    Yog, nel MIO caso la versione che corrisponde alla realtà è quella che ci illustra Sofia: è molto più semplice rivalersi su una poveraccia qualunque che sui criminali veri e i grossi evasori. “fare cassa” con quelli come me è più semplice e più immediato. sei poi c’è di mezzo anche una parente inviperita che lavora al comando dei vigili e che è mossa da motivi di astio personale, figuriamoci!
    comunque non sono mai stata una che corre ( troppa paura della velocità ). superare il limite del segnale stradale di dieci chilometri NON E’ CORRERE. e da tre anni sono completamente astemia. ma anche prima non bevevo mai prima di guidare. il mio è proprio un caso di accanimento delle istituzioni contro un’ onesta cittadina.

    Sofia, io e mia madre ne parliamo spesso. L’ unico modo sarebbe assumere un’ investigatore privato e far intercettare le conversazioni di mia cugina. solo così potremmo PROVARE CONCRETAMENTE se c’è o meno una macchinazione ai nostri danni, e prendere i provvedimenti del caso. e oltre all’ investigatore, se a quel punto decidessimo di intentare una causa verso mia cugina per rivalerci del mal tolto, dovremmo farci supportare da un avvocato. e io e mia madre in questo momento non possiamo permetterci di pagare costose procedure investigative e giudiziarie. Possiamo solo stare all’ erta facendo molta attenzione a come muoverci. certamente è pesante sapere che chiunque in questo paese può finire nelle rogne solo perchè sta sulle palle a qualcuno che agli occhi dello Stato conta più di lui. io con questa cugina non ho più rapporti di nessun tipo da diversi anni. L’ ultima volta che ci siamo sentite al telefono abbiamo litigato ( parlavamo di cose che però non avevano attinenza con questa storia, parlavamo di faccende familiari ). a un certo punto sono stata costretta a riagganciare il telefono da tanto che sbraitava. dalla rabbia che aveva sembrava un’ indemoniata e non si capiva nulla di quello che diceva. è davvero un’ orrenda persona.

  • 36
    xleby -

    Va bene ovviamente come ho sempre detto a scrivere su una tastiera si fanno discorsi chilometrici ma ci si fraintdnde e ci si scanna più facilmente per via dell’anonimato… molte perdone che qui sopra si scannano sono convinto che in real si capirebbero e non si scannerebbero. Cmq va bene! ci eravamo fraintesi tutto qui. Cmq visto bianca i problemi li hanno TUTTI.Non è un caso che queste persone ti abbiano scritto i loro. E fatti na risata sei in dolce compagnia. A me divangando adesso, a volte penso che quando morirò leggeranno i miei commenti qui soprá e penseranno MA CHI È STO co......!

  • 37
    biancabianca -

    Concordo con Alessandro, puoi lottare,non mollare ma poi se e vale per tutto, la sorte ti è avversa,ti ritrovi un punto interrogativo. Da sei anni dopo un lutto inaspettato, ho perso il lavoro (insoddisfacente), ho seguito un hobby artistico che poteva dare soldi ma nella scelta in un tot di gente, io arrivavo vicina ma mai vincente. Una volta un contratto sembrava fatto ma poi all’ultimo un imprevisto non dovuto a me ma all’organizzazione fece saltare tutto. Per dire che si reagisce ma se la fortuna non ti aiuta o le opportunita , tu resti sulla panchina a ringraziare di non essere in ospedale ma lo sconforto resta. Il mio primo viaggio in aereo e in Europa fu nel 2001, andai a trovare un’amica che lavorava li a Londra. Nonostante parlassi poco inglese e fossi sola per buona parte della giornata, volli andarmene in giro e questo vi da capire che sono tosta. Cioe ci sta gente che pure nel suo quartiere non esce sola. Beh quel giorno andai a fare un giro,mi fermai in un cx cmmerciale laddove poi la mia amica nel pm sarebbe venuta per andare in giro. E li che ebbi la notizia delle torri gemelle, trovandomi di colpo sola ad attendere lei, in quanto il centro si era svuotato. È li che poi i gg dopo ancora sola andai in giro nella paura e sgomento che tutti avevamo,essendo poi Londra una meta calda. Questo per dire che io non mollo ma mai nulla mi artiva facile e leggero almeno una volta. Era la 1 volta che viaggiavo e tutto quel trambusto. Ok l’ho vissuto comunque ma se tutto cio che si fa richiede u esborso di energie tremende e poi non hai nulla, lotti ma poi ti stanchi e adesso io sono in low battery. Troppe delusioni e in ogni ambito.

  • 38
    Almost-Imperfect -

    Anch’io del resto posso testimoniare che quando va tutto storto la vita si impegna a far si che vada anche peggio. Forse siamo noi, che in quei momenti abbiamo aperti solo recettori negativi, ad assimilare solo le cose brutte, però è veramente faticoso uscirne.
    È vero che c’è una parte di soggettività in tutto questo e quindi ognuno reagisce a suo modo, ma è anche vero che oggettivamente è difficile rialzarsi, non ci sono grandi possibilità di manovra.
    Sono combattiva, ok, ma il momento di stanca capita. L’importante sarebbe che sentimenti come lo sconforto, durassero poco e dovrebbero poi lasciare posto a qualcosa di più costruttivo.
    Per quanto riguarda me, preferisco mantenere un approccio molto umile in questi casi perché non credo di essere immune ai problemi ed ai sentimenti negativi

  • 39
    rossana -

    Xleby,
    “ovviamente come ho sempre detto a scrivere su una tastiera si fanno discorsi chilometrici ma ci si fraintdnde e ci si scanna più facilmente per via dell’anonimato…” – a mio avviso, vero quanto può essere vero pure il contrario.

    l’accettarsi a vicenda può consistere in una lettura di superfice, derivante da un interscambio appunto “superficiale” (leggi: confronto a distanza su idee in opposizione).

    altro, invece, quando si strutturano gradualmente antipatie istintive, che possono essere lasciate cadere oppure alimentate per partito preso, fraintendendo di proposito a fini vari, solo soggettivamente definibili. semplici distonie di continuo portate in evidenza, certamente più fastidiose per i diretti interessati delle sintonie.

    tutto più o meno come nella vita reale, se si persiste a continuare la frequentazione degli stessi forum o salotti, senza adottare la precauzione di tendere a ignorare le persone o i personaggi con cui è facile entrare in conflitto.

  • 40
    Alessandro -

    Almost-Imperfect è verissimo il discorso dei momenti neri che generano ricettori negativi .. poi capita che ad un tratto ne esci mentalmente e un po ricominci a pensare positivo e pensi di poterti rilanciare nei tuoi obiettivi.
    Come giustamente scrivi i momenti dello sconforto dovrebbero durare poco per lasciare qualcosa di costruttivo … il problema è che spesso quando ti rilanci NON ottieni nell’immediato i risultati sperati e rischi di ricadere nuovamente nell’abisso.

    Non so se avete presente il “conte Mascetti” .. ecco bisognerebbe riuscire a vivere un po con questa filosofia MA NON sempre è possibile, purtroppo.

  • 41
    maria grazia -

    bianca, è un indubbio che la fortuna gioca una parte importante nella vita di ognuno. ma è anche vero che noi abbiamo influenza sul nostro destino più di quanto pensiamo. io ad esempio so con certezza che il mio percorso sentimentale, esistenziale e lavorativo sarebbe stato molto diverso se da ragazza avessi fatto scelte diverse. se avessi scelto un uomo affidabile invece dei tizi a cui mi sono accostata, o un percorso di studi che dava più sbocchi professionali, avrei senz’ altro avuto più opportunità, un’ esistenza meno penosa. tanto per cominciare. poi ovvio che ci sono cose sulle quali non possiamo intervenire perchè non dipendono dalla nostra diretta volontà ( la famiglia in cui si nasce, l’ ambiente in cui si cresce, anche il proprio paese di provenienza fa una differenza enorme: un conto è nascere in Danimarca, un conto è nascere a Beirut ). ma secondo me dalle circostanze difficili si possono anche imparare moltissime cose utili. io per dirti le cose più importanti le ho imparate nei momenti “tosti”, non quando filava tutto liscio. e sono cose che mi saranno utili per il resto della vita. Le mancanze, inoltre, ti insegnano a “farti le ossa”, ti preparano all’ esistenza, ti fanno diventare più sensibile alle dinamiche umane ed esistenziali, ti aiutano ad aprire la mente e ad essere empatico verso gli altri, meno egoista e meno prevenuto verso chi è diverso da te. una persona a cui è andato sempre tutto bene NON HA IMPARATO NULLA e ha un cervello totalmente dormiente. al primo soffio di vento quello casca e non si riprende più! sto quasi cominciando ad essere grata a chi mi ha creato tanti ostacoli. perchè poi ho appreso il modo di superarli. cosa che non sarebbe accaduto se mi avessero sempre tutti quanti steso il tappeto rosso quando passavo. Almost ha detto una cosa importante: i momenti di sconforto sono assolutamente normali, ma non devono durare oltre il dovuto. e io ho sprecato troppo tempo della mia vita a darmi per vinta perchè appunto, scontrandomi continuamente con una società che mi diceva NO, mi sentivo stanca, esausta, abbattuta. finchè a un certo punto, invece di continuare solo ad accusare la sorte, mi sono messa di impegno per apprendere cose nuove, di cui nemmeno immaginavo l’ esistenza, e mi si è aperto davanti a me un mondo affascinante e sconosciuto. ora non mi spaventa più così tanto l’ idea di dovermela cavare da sola e di dover restare a galla anche se non troverò chi crede in me. pensare di dover dipendere SOLO dagli altri per cambiare il proprio destino è tremendo.
    Poi, come hai visto leggendo anche la mia vicenda con l’ Equitalia, le sfighe le abbiamo tutti. ma se io non avessi reagito in quell’ occasione, invece di abbandonarmi alla disperazione, oggi sarei una donna finita, invece che una persona ancora “viva e pulsante” e carica di energie. sia per migliorare la mia condizione, che per lottare contro chi mi vuole male. chiunque esso sia.

  • 42
    michelle -

    maria grazia concordo pienamente con il tuo discorso. Le difficolta` rendono piu` forti, piu` capaci, piu` flessibili, piu` pronti ad affrontare e reagire in qualsiasi situazione invece di disperarsi.
    E` vero da giovani facciamo delle scelte senza pensarci piu` di tanto, e solo col senno di poi ci rendiamo conto se ci hanno portati sulla buona strada o meno. Pero` tutto e` costruttivo e non e` mai troppo tardi per cambiare rotta e migliorare la qualita` della propria vita.
    Il primo passo e` crederci, perché se si continua a credere che nulla succedera` (tipo mia madre, con lei ho proprio perso le speranze!) allora davvero` non arrivera` niente di buono.
    Bianca sta gia` facendo qualcosa confrontandosi e cercando un sostegno, invece di chiudersi in sé stessa e piangersi addosso. Cercare un sostegno esterno, un confronto, un aiuto e` gia` tantissimo e sintomo di una voglia di attivarsi e di cambiare le cose.
    Chissa`, da qualche idea lasciata qui in uno dei commenti, potrebbe venire fuori qualcosa di utile 🙂

  • 43
    Sofia -

    Sei forte Maria grazia…e devi essere fiera di te stessa!
    Mi dispiace tantissimo per questa vicenda…e ti capisco..per qualsiasi cosa che uno vuole fare sia per tutelarsi o per un consulto ci vogliono soldi! Soldi e soldi!e gli avvocati insieme ai notai…squallidi esseri che oltre a difendere l’indifendibile nel 90 per cento dei casi e oltre ad approfittarne e chiedere paghe assurde non fanno….
    Siamo in Italia… In questa merda fatta a stivale…non c’è una sola cosa che vada.. Non una!
    E quindi ti capisco benissimo che per te sarebbero spese enormi che non puoi sostenere!
    Ti auguro solo che possiate fregarla e scoprirla in un qualche modo e che possiate stare un po sereni e tranquilli.

  • 44
    maria grazia -

    michelle, io con mia madre ho lo stesso problema. adesso è migliorata rispetto agli anni passati, ma devo sempre stare lì a rassicurarla e a incoraggiarla perchè si lascia facilmente prendere dallo sconforto e dall’ ansia e tende a vedere SOPRATUTTO il negativo di ogni circostanza. io in questo sono proprio all’ opposto. in questi casi ci vuole molta comprensione e molta pazienza altrimenti gli scontri sarebbero all’ ordine del giorno. io ho imparato a non farci neanche più caso quando mia madre fa discorsi disfattisti e deprimenti invece che trovarsi qualcosa per impegnare proficuamente le sue giornate. ho capito che in questo non cambierà mai e devo rassegnarmi. mi basta vederla inveire e imprecare di meno contro la sorte avversa.
    è vero quello che dici tu, ogni esperienza serve. ma tante cose avrei voluto capirle prima, tutto qui.. si vede che non sono una cima 🙂

    Sofia, purtroppo il modo scellerato con cui si amministra questo paese sta facendo sì che scompaia il ceto medio ( cioè la struttura portante di qualsiasi economia ). aldilà delle vicende dei singoli cittadini, c’è proprio un nefasto progetto globale dietro a tutto questo. e l’ Equitalia è solo uno dei tanti mezzi con cui ci si serve per portare a compimento questi oscuri disegni. il comune cittadino deve comprenderlo e regolarsi di conseguenza, specie chi ha un ‘ attività in proprio. grazie comunque per le tue belle parole.

  • 45
    michelle -

    maria grazia forse proprio il fatto che loro siano cosí negative ci ha spronate a diventare l’opposto. Avere una visione negativa delle cose porta ad essere passivi, ad aspettare che qualcosa succede, ad affidare la nostra vita all’esterno.
    Probabilmente avendo dovuto cavarcela da sole fin da giovani, noi non ci siamo potute permettere questo “lusso”. Io mi sono distaccata da mia mamma e dalla mia famiglia (a parte dalla mia sorellina che amo tanto) e sento di poter contare solo su me stessa, per cui non sento di potermi deprimere o di potermi buttare giu` piu` di tanto.. cioe` chi si occuperebbe di me in quei momenti? Certo i momenti di sconforto capitano, ma mi capitavano molto di piu` anni fa. Ora mi sento piu` forte e stabile, spero di continuare cosí!!
    e comunque anche io ci ho messo tanto ad imparare, purtroppo nessuno quando ero piu` piccola mi ha indirizzata o spronata verso la giusta direzione, anzi…

  • 46
    maria grazia -

    michelle, mi rispecchio pienamente in ciò che hai scritto. chi come me e te è dovuta “crescere in fretta”, difficilmente si perde d’ animo per delle stronzate. io ho dovuto lasciare casa dei miei a 23 anni e da quel momento in poi ho dovuto pensare sempre e solo a problemi VERI E CONTINGENTI. a parte qualche sporadico momento spensierato della vita. Ho lottato tra “lacrime e sangue” per trovare il mio posto nel mondo. ma l’ ho fatto sempre con il sorriso sulle labbra e con l’ ironia, sopratutto verso me stessa. per questo non potrò mai capire chi si perde in un bicchier d’ acqua. io però queste persone non le giudico, come invece loro fanno con me.
    La mia era una famiglia problematica in cui regnava la tensione. e infatti anch’ io come te sono stata indirizzata malissimo e non sono stata mai incoraggiata nè ad avere fiducia in me stessa, nè a seguire le mie vere aspirazioni. ma non credo che da parte dei miei ci sia stata cattiveria in questo senso. parlerei più di “ignoranza”, intesa proprio come non conoscenza delle cose.

  • 47
    biancabianca -

    Il mio sconforto continua perche metto sempre più a fuoco che mi manca una definizione. Oggi un mio amico che se lo merita, ha finalmente vinto un corcorso come ricercatore all’università. Voleva fare il prof e ha tutta la sua vita inseguito quel sogno. In tanti..forse quasi tutti, hanno avuto un sogno. Chi ha fatto l’avvocato o il medico o persino l’estetista perche quello voleva fare. Io mi guardo dietro e mi dico dove mi sono persa? Ho fatto i miei studi ragioneristici che non erano giusti per me ma li ho portati a termine. Poi però ho fatto un po di quello e di questo ma possibile che nonostante abbia lottato sempre, io non sia mai arrivata ad una meta? Di colpo mi pare che non mi piaccia nulla in particolare eppure so di avere avuto e avere potenzialità. E perche non si sono mai davvero innamorata di un percorso specifico? Se domani io facessi non so la segretaria, sarei quel lavoro ma non quella scelta. Questo è il mio problema. Buffo non mi sono innamorata come vocazione ne come sentimenti. Mi sento un blocco enorme. Ma al contempo neppure riesco ad accettare il mio blocco. Quindi non ne esco dallo sconforto.

  • 48
    maria grazia -

    ciao ragazze. bianca, forse il tuo sconforto nasce proprio dal fatto che non hai ancora capito qual’è la TUA strada, più che il non raggiungere determinati obiettivi. Ho come l’ impressione che il problema qui non è il non essere riuscita a diventare questo o quello ( medico, avvocato, dirigente, ecc… ) quanto il fatto che non hai ancora ben inquadrato la tua VERA inclinazione. è chiaro che in questo modo diventa difficile perseguire un obiettivo fino in fondo, perchè nelle cose che inizi non ci credi veramente, magari le cominci per “provarle” ma poi ti accorgi che non le senti tue. e a quel punto diventa difficile metterci tutto l’ impegno che occorre. Il fatto è che la società ci ha inculcato l’ idea che a 14 anni dobbiamo decidere il lavoro che vogliamo fare nella vita, e poi per tutta l’ esistenza inseguire quello ( o comunque una sola via ). ma la realtà è molto diversa e molto più complessa. ci sono persone che nemmeno in punto di morte capiscono qual’è la loro vera inclinazione. intanto se fossi in te ricomincerei dalle piccole cose, dal cercare di intuire quale può essere un compito che ti appassiona e ti appaga, aldilà delle “etichette”. devi fare qualcosa perchè ti piace, non perchè ti dà prestigio nella società. ti sembrerà strano, ma molti dottori e molti avvocati non sono affatto contenti del lavoro che svolgono. Lo fanno semplicemente perchè la loro famiglia e il loro ambiente li ha avviati verso quella direzione. stessa cosa vale per altre “figure di prestigio”. se invece erano proprio questi i lavori che avresti voluto svolgere, forse bianca ti dovresti chiedere se non ci sei arrivata per mancanza di capacità o di semplice sfortuna, o perchè non hai perseguito il tuo obiettivo fino in fondo. Di certo non otterrai mai grandi traguardi se di una cosa non te ne “innamori”. a prescindere dalle opportunità di inserimento e di guadagno che ci possono essere in un determinato campo.

  • 49
    biancabianca -

    A casa abbiamo lottato sempre coi soldi. Io finite le superiori volevo essere indipendente ma trovavo lavoretti. Una direzione non l’avevo. Ho provato con coae artistiche sentendomi tale ma dopo arrivata ad un certo punto, in cui alcune cose andarono male, e vi erano problemi familiari se fino a prima mi ero sbattuta, di li in poi mi demotivai e senza la fortuna in soccorso, uscii dall’ambiente. Ho già detto che intrapresi un corso per organizzatrice di eventi comunque creativo, ma mi prese soldi e non diede sbocchi. Poi i soldi finirono e io restai senza opportunità. Ecco che intendo che finche ho avuto grinta io ho tentato delle strade ma nessun aiuto divino o terreno per costruire. Poi la depressione ti scende, se in concomitanza pure i lavoretti non ci sono. Il senso di fallimento e di non definizione prende il sopravvento perche hai provato in alcune cose e ti chiedi perche non siano proseguite, ho provato con le radio come speaker ma non ti pagano. Altro sogno il doppiaggio, tentato pure li ma non entri se non conosci. In giro è solo corsi per tutto ma di chi si vuol fare i soldi. E tu se soldi non ne hai, se la chiamata divina o terrena di una famiglia che ti instrada, non ce l’hai, ti senti come mi sento io. Priva di definizione. Ne soffro e a 40 suonati non ti puoi inventare qualcosa. Per cui tutti coloro che sono..(il professore piuttosto che ingegnere o estetista o o o..) mi fanno sentire un boh. Io sono un boh. Non stupida da giustificare il boh ma comunque un qualcosa che non so neppure. Ti senti di aver sprecato tutto. Tutto!

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    maria grazia -

    bianca, lo ribadisco. e spero che mi scuserai se insisto su questo punto.. ma non c’è un’ età per REINVENTARSI. può succedere anche a 50 o a 60 anni! basta sapere cosa si vuole. e tu secondo me NON LO SAI. ecco perchè in qualsiasi cosa hai iniziato fino adesso, hai mollato alle prime difficoltà. quando credi veramente in qualcosa, quando ci credi fino in fondo e sai che vuoi che sia QUELLA la tua vita, non demordi. o comunque se demordi è solo in casi estremi, quando devi scegliere tra quello che ti piace e la pura e immediata sopravvivenza. e si sa che qualsiasi progetto si decide di intraprendere, non da risultati immediati. NON PUO’ DARLI. gli altri invece – specie i genitori – si aspettano il “boom” in stile anni ’60, il miracolo magico che da un giorno all’ altro ci risollevi. ma non funziona così. ci vogliono decine di tentativi andati a vuoto prima di arrivare al successo. in qualunque ambito professionale. e anche la storia che ci vogliono le conoscenze, l’ aiuto divino, la spintarella, per mia esperienza ti posso dire che regge fino a un certo punto. se VERAMENTE sai fare qualcosa, qualcuno prima o poi lo noterà. e se sarai abbastanza convincente e quella persona avrà bisogno di quello che offri, semplicemente NE USUFRUIRA’. perchè non avrebbe motivi per non farlo, se è una persona SERIA che mira solo a trovare validi collaboratori. io mi sono proposta nella “fossa dei leoni” ( negli ambienti dell’ informatica, della grafica digitale e dello spettacolo ) quando ancora non sapevo fare quasi niente. sapevo che difficilmente mi avrebbero scelto. ma questo però mi ha permesso di capire cosa cerca il mercato e di quali figure professionali c’è bisogno OGGI. così, dopo aver preso le mie brave quanto scontate “porte in faccia”, mi sono messa al lavoro e ho cercato di imparare quello che mi serviva, invece di stare a continuare a piangere pensando “quanto è cattivo il mondo”. Le persone che mi rifiutarono e mi bacchettarono perchè inesperta ? sono diventate mie amiche e non fanno che chiedermi quando tornerò dalle loro parti. è grazie A LORO se oggi ho imparato quello che so. e non ho manco speso nulla ( a parte i soldi per acquistare i libri su cui studio e l’abbonamento alla linea internet ), e in più ho conosciuto gente interessante. Non ho mai seguito corsi e corsettini perchè mi sembravano solo gabbole. lascia anche perdere i preconcetti ( non si arriva se non si conosce, mi devo rassegnare, sono nata sfigata ). E ignora chi ti scoraggia perchè pensa che deve “proteggerti”. in realtà è solo perchè non crede in te. se io avessi dato retta, per esempio, a parenti e genitori e a CERTI conoscenti, oggi sarei ancora una cameriera che lavora in trattoria per 600 euro al mese. pensa solo a quello che TU vuoi fare, e provaci in tutti i modi. male che vada, potrai dire di averci provato. ma provato FINO IN FONDO.