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Sapere cosa fare, non sapere come…

Lettere scritte dall'autore  mpoletti

Gentili Direttori,
in questi giorni, mi sono ritrovato a riflettere sulle mie precedenti lettere. Anche se i vostri commenti sono stati molto utili, le lettere, le mie lettere, mi hanno aiutato ancor di più. Innanzitutto, mi hanno permesso di sfogarmi; inoltre, rileggendole dopo qualche giorno, con sufficiente distacco, sono riuscito a “capirmi un po’ di più”.
La questione si può riassumere in una frase: mi sono sempre preoccupato del giudizio altrui. Pensavo (e, in parte, penso tuttora) che ogni mio comportamento sia analizzato, giudicato e criticato da chi mi sta intorno. Il risultato è stato pazzesco: mi sono creato una sorta di “maschera” in cui cercavo di apparire “la persona perfetta”, almeno secondo i miei parametri. Scusate se, proseguendo, confonderò passato e presente, ma non saprei dire se si tratta di uno stato attuale o meno.
A mio modo di vedere, la persona perfetta deve essere sempre disponibile con gli altri, “mascherando” – nei limiti del possibile – il suo umore: pensavo che tutti abbiamo delle preoccupazioni, grandi o piccole che siano, e non è il caso di mostrare uno stato eccessivamente triste o eccessivamente allegro a chi ci sta intorno. La persona perfetta non fa mai qualcosa che possa essere giudicato negativamente. Se ha un’opinione diversa da qualcun altro, esprime le sue opinioni, ma lo fa sempre in modo civile. Una persona perfetta è più propensa a chiedere scusa per ogni sua mancanza, ad accusarsi anche delle cose che non sono dipese da lui (o lei), ecc. Naturalmente, la persona perfetta cerca di mascherare ogni sua mancanza, in modo che gli altri non la possano giudicare.
Se dovessi usare una metafora, direi che la persona perfetta è simile alla creta: un qualcosa che gli altri possono manipolare a loro piacimento, senza ricevere obiezioni.
Purtroppo, come si suole dire, “la perfezione non è di questo mondo”. La persona perfetta, per apparire tale, sta male. Così come certe massaie nascondono la classica polvere sotto il tappeto, la persona perfetta non sfoga mai ciò che ha dentro veramente: cerca distrazioni che la distolgano dai pensieri negativi e dai disagi che questa maschera crea. Purtroppo, non sempre è possibile. Quando la pressione si fa troppo forte, la persona perfetta “sbotta”. È allora che nascono i primi problemi: eccessi di rabbia, insonnia, disagi fisici in generale. Personalmente, credo di aver passato tutto il campionario.
Scusate questa lunga premessa, arrivo al punto. Ho passato tutta la mia vita a cercare di essere una persona perfetta, avendo i problemi che ho appena elencato. Ora mi sono stufato di questa maschera: voglio apparire il più naturale possibile, anche se le persone intorno a me possono risultare sorprese.
Non credo sarete molto sorpresi nel leggere che ….non so come fare, né da che parte iniziare. Ho passato la vita con una maschera addosso, e non so cosa significhi “vivere”. Alcuni mi hanno suggerito di “fare cose che non ho mai fatto”. Purtroppo, la persona perfetta non ha desideri in senso stretto, quindi non sa da che parte cominciare.
Più che una lettera, vi sto proponendo una domanda: come iniziare a vivere veramente?
Grazie in anticipo
mpoletti

L'autore ha scritto 11 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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2 commenti

  1. 1
    Giancarlo -

    Ciao amico, condivido con te ogni singola parola, virgola e punto. La maschera, la creta… in realtà io ho adoperato la metafora dello specchio quando volevo raccontare il mio stato d’animo: La persona perfetta è ciò che gli altri vorrebbero vedere; però su un punto mi sento di dissentire con te: Non sono d’accordo che la perfezione non esista, tuttavia esiste nella misura in cui siamo in grado di scorgerla in noi! Insomma… la perfezione è sentirsi bene; in quello che si dice, che si pensa, nelle proprie convinzioni e, arrogantemente, nei propri errori! Per me questo è perfetto, quando cioè ci si sente liberi di essere chi si è! Come riuscire a gettare la maschera e ad imbracciare la propria essenza? Chi può dirlo? Sicuro non è un passo immediato; non ti alzerai domani in pieno possesso di te stesso, avrai ancora bisogno della safe-zone che ti assicurava la tua “maschera” perché, come un attore soffre d’abbandono quando il suo personaggio viene tagliato dalla sceneggiatura, così noi siamo dipendenti dal personaggio che un po’ interpretiamo più o meno consapevolmente! Ciò che sento di dirti è di incominciare, non importa esattamente come, ma quando avverti dentro di te quella voce irrequieta che avverte quando pensiero e parole non concordano, che freme quando si piega al giudizio di questi “altri” immateriali le nostre convinzioni mentre in realtà gli unici giudici di noi stessi siamo noi e nessuno più… beh, quando sai che non saresti tu nel dire o fare o pensare in un certo modo allora opponiti, a piccole dosi, partendo dai no più semplici da pronunciare! Ben presto ti accorgerai che alcune tue posizioni in apparenza così disdicevoli agli occhi dei tuoi giudici, saranno ben accolte, comprese o respinte con la superficialità con cui si cambia un canale televisivo e allora saprai che a pochi importa davvero, nel modo più sincero, ciò che realmente sei tu e quei pochi sono proprio quelli che mai hai considerato giudici di te stesso!

    Un abbraccio!

  2. 2
    Mr.Ros -

    Ho colto perfettamente ciò che vuoi dire e posso immaginare il disagio che può provocarti uscire tutte le mattine di casa e fingerti in parte chi non sei. Non vivi la tua vita, ma ti sforzi nei panni di chi realmente non esiste. Pensa soltanto che la tua vita la conduci tu, le redini le tieni te in mano, e nel momento in cui c è da tirare le somme e analizzare ciò che della tua esistenza è stato, il conto lo paghi solo tu. Che senso ha fare ciò che la gente si aspetta, dire ciò che gli altri vogliono sentire. Io voglio fare qualcosa che nessuno mai può immaginarsi. Voglio dire qualcosa per cui la gente possa anche dissentire. Non te la prendere, scrivo sempre con il massimo rispetto ed affetto nei confronti di chi viene qui ad esporre un suo problema. Ma proprio per il fatto che dico ciò che credo sia giusto e non quello che gli altri vogliono sentirsi dire, lasciati alle spalle questa tua insicurezza. Comincia delle piccole cose. Magari smetti di assecondare chi non te la senti. Non temere e fidati ti renderai conto che a lungo andare essere se stessi è magnifico. In primi ritroverai una persona fondamentale, che forse da sempre non hai mai conosciuto, te stesso. Poi ti aiuterà a capire il ruolo che svolge gente che ti sta intorno. Chi ti ama, ti vuole per come sei. Chi non accetta chi sei realmente, non merita il tuo tempo e le tue attenzioni.
    In bocca al lupo.
    Sono sicuro sarà un successo

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