Salviamo le donne dalla follia maschile!
La civiltà e le relazioni sociali e umane si stanno logorando giorno dopo giorno e il costante incremento dei femminicidi e dei suicidi è il segnale di un malessere esistenziale che sta dilagando ad ogni latitudine ed ogni longitudine, senza privilegiare o risparmiare alcun ceto sociale, seminando morte e disperazione. L’inasprimento delle pene giudiziarie per i femminicidi è solo un piccolo ma insufficiente granello di sabbia nel deserto di un’ immensa lacuna che pone in evidenza l’ incapacità strutturale per iniziare un processo di revisione didattico rivoluzionario a livello scolastico, finalizzato ad iniziare una programmazione “psico-comportamentale” per un cambiamento generazionale a partire dai banchi della scuola, iniziando sino dalle scuole elementari. Per prima cosa se si vorrà intervenire efficacemente in tale direzione, la formazione degli insegnanti dovrà presentare delle solidissime basi di psicologia per poi potere trasmettere negli alunni prima e negli studenti poi, quei principi e quei valori che possano porre un deciso cambiamento di rotta nei prossimi anni al dilagante fenomeno dei femminicidi che appare ormai irreversibile e totalmente fuori controllo. Sarà fondamentale iniziare con programmi strutturati e adeguati alle capacità cognitive dei giovanissimi alunni delle elementari e sarà importante far comprendere loro il significato di elementi basilari, quali il concetto di corpo e spirito come essenza trascendente ma nello stesso istante anche immanente. Ovviamente utilizzando un linguaggio semplice con esempi semplici che verranno utilizzati per fare apprendere determinati argomenti trattati. Importante è fare comprendere, sempre nell’ambito di un percorso strutturato, in conformità ai vari livelli di studi, concetti come il pensiero, le emozioni, il rispetto sociale, la carità cristiana, il rispetto per la propria e l’altrui vita, per poi proseguire con concetti più importanti come i bias cognitivi, i neuroni specchio, il cherry picking – il locus of control – il pensiero dicotomico, il concetto delle aree di Brodman – la teoria del campo di Kurt Lewin – la gabbia caratteriale di W. Reich, l’intelligenza emotiva, l’intelligenza sociale, nonché la funzione dei “neuroni von Economo”, possibili prodomi che anticipano il suicidio e pertanto come rafforzare il livello della potenzialità della propria resilienza al dolore, in particolare quello psico-emotivo, ovvero tutti quei concetti che appresi in termini di insegnamento psicologico possano contribuire sensibilmente ad una formazione comportamentale in età adulta, atta ad evitare che certe persone crescendo in maniera “selvaggia e disturbata” arrivino poi a compiere atti inconsulti come ad esempio i femminicidi o per l’appunto atti autolesionisti come il suicidio. Importante soprattutto è insegnare e fare capire ai giovani che la vita è un dono e non una casualità e la gelosia non è sinonimo di amore ma sinonimo di grave disturbo psichico che può essere guarito con l’ausilio della psicologia cognitivo comportamentale. La parità di sesso, la condivisione dei doveri di coppia, il rispetto, il senso vero dell’ Amore sono i primi concetti che devono essere trasmessi agli alunni. I bambini e i ragazzi devono imparare e sviluppare sino dai banchi della scuola cos’è un’emozione e come si sviluppa nella loro mente, utilizzando adeguata informativa didattica in ambito psicologico e dialettico da parte del corpo insegnante per spiegare di base, concetti come l’intelligenza emotiva, ovvero sapere gestire le proprie emozioni, e come le medesime devono e possono essere gestite razionalmente, nonché l’intelligenza sociale, ovvero porre in atto quegli insegnamenti comportamentali educativi che permetteranno loro di agire adeguatamente in senso positivo e corretto in ambito sociale e relazionale sin dalla loro giovane età. E’ necessario insegnare loro non come sfogare la propria rabbia, ma come gestirla e dominarla. E’ inoltre indispensabile impostare un piano psicologico per fare nascere e crescere la loro autostima, utilizzando ad esempio gli insegnamenti forniti dalla “Psicocibernetica” di Maxwell Maltz o dalle teorie dei “Sei pilastri dell’ autostima” di Nathaniel Branden per non farsi poi travolgere da impulsi omicidi in occasione di litigi familiari da adulti, in maniera che sappiano dare un valore alla persona che hanno accanto, ma soprattutto alla propria interiorità in modo sano e corretto per non precipitare nel burrone degli omicidi, dove oggigiorno quotidianamente giovani e meno giovani scivolano all’improvviso, sentendo minacciata la loro inesistente autostima, davanti al minimo rifiuto che ricevono da parte della donna che deve essere sempre libera di potere prendere le proprie decisioni, senza essere condizionata dalla “cultura e dal giogo maschilista” che va a minare sovente la sua libertà individuale. La famiglia dovrebbe essere il primo sostegno concreto in questo processo formativo, ma purtroppo i gap culturali e tradizioni intergenerazionali malsane, in una gran parte delle famiglie, in maniera più sensibile e marcata in quelle a basso livello culturale e reddituale, impediscono che ciò possa adeguatamente svilupparsi. Ecco allora indispensabile da parte delle istituzioni scolastiche iniziare fin dai prima anni della scuola a formare dei programmi adeguati per età e capacità cognitive che possano condurre gli alunni prima e gli studenti poi verso una formazione esistenziale consapevole e matura. Questo è un passo fondamentale per iniziare a formare e fare maturare una nuova classe sociale di persone equilibrate, colte, e sensibili, dove solo l’istruzione finalizzata e la consapevolezza con presa di coscienza del lato umano dell’individuo, può condurre ad una regressione di questo fenomeno attualmente inarrestabile che mina i rapporti umani e sociali tra uomo e donna, aprendo varchi di angosciante incomunicabilità. Devono imparare le giovani generazioni (e anche quelle meno giovani) a riconoscere e gestire i rapporti conflittuali di relazione, risolvendo adeguatamente le problematiche conflittuali che si determinano come chiaramente evidenziate nell’ambito del famoso paradigma del “Triangolo drammatico di Karpman”. La comunicazione deve avere come prima base di sostanziale miglioramento la capacità di ascolto senza prevaricare gli uni sugli altri. I dibattiti politici sono oggigiorno un pessimo esempio di cattiva e deleteria comunicazione. Il metodo Montessori a tal riguardo contiene un ottimo principio pedagogico per insegnare ai bambini a comunicare. La grande pedagogista Maria Montessori nel metodo educativo da lei elaborato insegnava ai bambini a comunicare tra loro in maniera corretta con un semplice metodo. Prendeva un tavolino con ai lati opposti seduti due bambini e con l’ausilio di alcune candele, accendeva la prima candela e permetteva a un bambino di esprimere il proprio stato di conflitto relazionale con il proprio interlocutore che fintanto la candela rimaneva accesa non aveva diritto di replica, imponendo l’assoluto ascolto e un sacrale silenzio di quest’ultimo. Spenta la prima candela, si accendeva la seconda candela e le parti si invertivano. Il secondo bambino aveva diritto di replica in maniera educata, senza urlare con toni di voce pacata, così come aveva fatto il primo bambino. Poteva parlare fino allo spegnimento della sua candela e l’altro bambino doveva rispettare la consegna del silenzio e dell’ascolto fino allo spegnimento della candela del secondo bambino. Poi se la discussione continuava, il gioco delle parti si ripeteva in tal modo fino alla conclusione e all’avvenuto chiarimento da parte di entrambi. Ciò evitava il sovrapporsi in maniera inopportuna, evidenziando il rispetto dell’ascolto e la ponderazione razionale della risposta logica e non impulsiva. Per inciso, al fine di non dare costanti cattivi esempi televisivi, molti parlamentari dovrebbero imparare da questo metodo, come condurre i dibattiti sia in Parlamento che alla televisione!
Mi auguro quanto prima che le istituzioni scolastiche inizino a programmare adeguatamente nel loro complesso un’iniziativa di tal genere nell’ambito dei prossimi programmi di studio che possano percepire, seguire e ovviamente sviluppare i principi che ho esposto e questo sarà un primo passo per definire e programmare un rinascimento culturale e sociale per porre in futuro un reale freno al tristemente angosciante fenomeno dei femminicidi e dei suicidi..
Data di pubblicazione: 31 Maggio 2025.
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141 commenti
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Una lettera interessante, che analizza in maniera analitica le dinamiche sociali. Purtroppo ancora oggi i giovani non vengono educati a saper gestire le proprie emozioni e a incanalarle nella giusta direzione, a coltivare interessi e obiettivi, ma vengono indotti a rispondere a dei diktat sociali che impongono degli step prestabiliti: fidanzarsi e sposarsi entro una certa età, fare “bella figura” mostrando agli altri di avere un partner consono alle aspettative, trovare il “buon lavoro”, e così via. Tutto questo, unito a una sottocultura per cui se non fai esperienze sessuali e sentimentali in giovane età vieni automaticamente bollato come “sfigato”, genera un tale livello di malessere che può avere risvolti esplosivi, come quelli a cui assistiamo attualmente.
Penso però che il titolo di questo thread sia impostato male. Le donne non devono “essere salvate”. Devono imparare a salvarsi da sole. Devono smettere di cercare l’approvazione altrui e diventare artefici del proprio destino. Che non necessariamente è quello di moglie e madre. Comprendere questo significa evitare molte trappole.
https://youtu.be/pW-ee1y6lzM?si=0op3X-NzTDitRGMF
Argo hai finito con questi video idioti? Di donne uccise per mano dei maschi ce ne sono ogni tre per due. Di uomini uccisi dalle donne ce ne sono ogni morte di papa. Lo capisci che il paragone non regge? Ti devo fare un disegnino?
Seneca:”fenomeno dei femminicidi che appare ormai irreversibile e totalmente fuori controllo.”
MG:”Di donne uccise per mano dei maschi ce ne sono ogni tre per due”
Non diciamo sciocchezze. Ci sono cento femminicidi all’anno. I morti sul lavoro sono DIECI volte tanto. I morti negli incidenti stradali TRENTA volte tanto.
“Di uomini uccisi dalle donne ce ne sono ogni morte di papa”
Ma il numero di uomini uccisi dagli uomini è superiore a quello delle donne uccise dagli uomini. Allora, secondo la vostra logica, l’emergenza sono maschicidi, non i femminicidi.
E allora salviamo prima gli uomini!
https://youtu.be/g3WNedzt6XY?si=1CoRUxp3W0rcdHdN
A parte che mi sembra un testo scritto con chatgpt, ma solo io lo trovo delirante? “La vita è un dono e non una casualità” : e chi lo dice? “Programmazione psico-comportamentale” a scuola, cioè? Dove sono i dati sull’aumento di femminicidi? Un miscuglio di concetti senza nessuna relazione tra loro, assiomi dati per veri, paroloni per esasperare la percezione di un problema, quasi come ci trovassimo in costante pericolo noi donne di essere ammazzate. Eddai, ma facciamo discorsi sensati e logicamente attendibili, su!
Nell’ usare chat GPT, i quesiti da porre all’AI devono essere espressi in maniera precisa e dettagliata. Quindi chat GPT bisogna saperla usare. Essendo io abituata a usarla, smentisco categoricamente che questa lettera sia il parto dell’AI, con la quale è molto più piacevole discutere rispetto alla maggioranza degli esseri umani, che purtroppo sono in genere troppo emotivi, sconclusionati ed egoriferiti. Parlare con GPT invece è un po’ come entrare in una dimensione paradisiaca, dove l’orgoglio e i limiti della psiche umana non esistono. Una meraviglia!
Tornando al tema della lettera, è assurdo paragonare i femmicidi alle morti sul lavoro. I primi riguardano la violenza di genere, i secondi lo sfruttamento e le condizioni di scarsa sicurezza. Due questioni molto diverse, per quanto entrambe drammaticamente attuali.
I fatti di cronaca parlano chiaro: la violenza sulle donne è più che mai un’ emergenza. E che a negarlo siano anche alcune donne, la cosa è ancora più grave. È segno che alcune donne ormai sono assuefatte alla sopraffazione e certe cose le considerano normali.
La vita è un dono? NI. Nel senso che la nostra anima sceglie di incarnarsi in un corpo piuttosto che un altro per compiere un percorso evolutivo in un determinato contesto. E questa esperienza nella materia può essere piacevole come anche dolorosa. Dipende.
MG:”è assurdo paragonare i femmicidi alle morti sul lavoro. (…) questioni molto diverse”
Secondo te i morti sul lavoro sarebbero di serie B. È un ragionamento insensato. Un’emergenza è caratterizzata dalla dimensione o dall’accelerazione del fenomeno, non dalle cause. Dunque è corretto confrontare le dimensioni dei vari fenomeni, per capire se si tratta di un’emergenza o meno. È un problema più grande la violenza di genere o le condizioni di insicurezza sul lavoro? Lo stabiliamo confrontando i morti: cento femminicidi, mille morti sul lavoro, tremila per incidenti stradali. È ovvio quale sia il fenomeno più ingente e quindi emergenziale, basta confrontare i numeri.
“I fatti di cronaca parlano chiaro: la violenza sulle donne è più che mai un’emergenza”
I fatti di cronaca non ci possono dire se la violenza sulle donne sia un’emergenza, semmai se il fenomeno suscita particolare indignazione sociale. Sono i numeri a dirci se si tratta o meno di un’emergenza. E i numeri…
Sono: cento femminicidi, mille morti sul lavoro, tremila per incidenti stradali. E nel 2020 CENTOMILA per Covid-19, però per te erano fole. E ci sono più uomini uccisi che donne. Quindi il fenomeno del femminicidio ha un’entità minore perfino rispetto al fenomeno degli omicidi dolosi in generale. Che poi al telegiornale si dia più risalto ai femminicidi, non cambia l’entità del fenomeno.
Ma tu non eri quella che non credeva ai media ufficiali?
Niente. Come al solito non hai capito un caxxo.
Morti sul lavoro e femminicidi sono due fenomeni distinti e separati, non li si può paragonare perché rientrano in ambiti e dinamiche completamente differenti. Vuol dire che non si può stabilire quale sia tra i due emergenza o meno. È come dire che l’inquinamento è meno importante della guerra sulla striscia di Gaza perché fa meno morti nel breve termine, ma è ovvio che sono situazioni altrettanto urgenti che richiedono interventi immediati.
Lo capisci il senso del discorso o bisogna farti un disegnino, bambascione?
Certe cose riportate dal mainstreim sono palesemente delle stronzate, come la storia della pandemia. Chi è consapevole lo capisce al volo. Questo non significa dover negare fatti di cronaca nera. Madonna mia ma ripigliati!
Poi certo, i femminicidi vengono strumentalizzati per portare avanti certe narrative, ma così come viene strumentalizzato tutto il resto.
https://youtu.be/TqiKGImexgs?si=vdCqRCkwiyVaaytQ
Questo video tanto per rendersi conto dell’importanza di riportare dati corretti e soprattutto saperli leggere. Anche molte donne si sono stancate di questa narrazione secondo cui siamo tutte potenziali vittime di mariti, partner o semplici stalker. Che vantaggio può avere tutto ciò nel rapporto tra i sessi? Forse, invece di starla a menare sempre con sta rottura del patriarcato bisognerebbe interrogarsi su come aiutare i giovani, fin dalla piú tenera età, a costruire rapporti significativi con le persone, basati sul rispetto della libertà e dell’individualità altrui. Questo perché tantissimi giovani maschi non verranno ammazzati ma soffrono di depressione, isolamento sociale, ansie, fino ad arrivare nei casi piú estremi al suicidio. Questo ha meno importanza? È tutto frutto della stessa incapacità a relazionarsi in modo autentico all’altro. Sicuramente istigare all’odio per il sesso opposto non aiuta.
Secondo me, non ci dovrebbero essere classifiche, fra i due fenomeni, perché @Trader e @Maria Grazia, certi fenomeni che state descrivendo hanno un aspetto in comune, che é cruciale: il rispetto.
Se io ti attraverso come persona, allora posso eliminarti fisicamente, entrambi i fenomeni, sono uno il frutto del non rispetto, sia delle normative sulla sicurezza sul lavoro, sia anche della dignità che comporta il lavoro e la mansione. Parimenti i femminicidi, vedono il non rispetto della donna in questo caso, tanto da eliminarla fisicamente.
Personalmente in entrambi i casi, mi ritengo un’oppositore fisico di entrambi i fenomeni, e lo scarso rispetto, in qualsiasi ambito é quello che mi infastidisce e mi fa arrabbiare, che mi offende. Quindi il punto in comune fra i due fenomeni é questo, il rispetto che manca. Poi ovvio che entrambe le posizioni sono condivisibili, ma non le separerei cosí nettamente perché, c’è questo aspetto che le collega, e poi non é mica una gara…
@Suzanne, però scusami é un dato di fatto, secondo il report del Ministero dell’Interno sui reati di genere, includendo non solo i femminicidi, ma anche le molestie, lo stalking, gli stupri e cosí via, c’è oggettivamente un buon 80%, di reati, se mi ricordo bene, salvo rettifiche, che riguardano come vittime le donne, quindi é innegabile che c’è un problema da un punto di vista sociale e Culturale che riguarda la donna, la questione di genere.
Poi hai ragione anche tu, che fare la vittimizzazione della donna costante non va bene, però non é che si esagera, almeno secondo me, se ne parla anche troppo poco.
Se volete approfondire:
http://www.interno.gov.it/it/stampa-e-comunicazione/dati-e-statistiche/omicidi-volontari-e-violenza-genere
Sl contrario, sei tu che non capisci niente, mi hai ripetuto la stessa cosa che ti avevo contestato. Provo a spiegartelo diversamente.
Tu mi dici che non si può paragonare fenomeni distinti. Innanzitutto cosa intendi per “fenomeni distinti”? I morti accaduti per cause diverse. I morti sono morti, la differenza quindi sta nelle cause. Ho confrontato quale di questi fenomeni sia più grave, più grande, cioè quello che produce più morti. Perché non si può fare? C’è un fenomeno di morti per cause x e un altro per cause y. Cosa c’è di sbagliato nel constatare che le cause x producono più morti delle cause y e quindi concludere che il fenomeno che produce più morti sia più grande, più preoccupante di uno che ne produce meno? Spiega.
Brava Suzanne, concordo pienamente.
@Trader, la risposta alla tua domanda é che anche una morte, é tanto, perché sempre causata da terzi, e nessuno ha il diritto di togliere la vita agli altri.
Tu mi dirai, sul lavoro, “sono incidenti”, secondo me no, @Trader, gli incidenti non esistono si creano le premesse affinché avvengano. Se uno é negligente o distratto sul lavoro, può incorrere in conseguenze gravi. Si dovrebbe riflettere sul motivo reale che porta a dei decessi cosí numerosi sul lavoro, questo sí.
No, @Suzanne non ha meno importanza.
Che poi al telegiornale si dia più risalto ai femminicidi, non cambia l’entità del fenomeno.
ultimamente c’era la notizia che una lesbica ha ucciso la compagna e poi si è suicidata, ebbene non ho sentito parlare di femminicidio (chissà se verrà conteggiato come tale, forse sì, se occorre fare numero). Poi un uomo è stato ucciso a Bologna e la sospettata è la moglie, ma i media ne hanno parlato appena
Poi certo, i femminicidi vengono strumentalizzati per portare avanti certe narrative
Narrative che a te, femminista, fanno comodo. Ma poi se è ovvio che vengono strumentalizzati , spiegaci a quale scopo
Cogito, tu e Trader partite da due condizioni diverse: tu sei un giovane uomo attraente che ha subito molestie sessuali nel corso della sua carriera di modello, mentre Trader sarà il classico uomo medio bruttino, un po’ stempiato e con la pancetta, che ha pure il pene piccolo e che nella sua vita sarà dovuto ricorrere molte volte al sesso a pagamento. Argo corrisponde alla stessa descrizione di Trader. È chiaro che uomini con questo vissuto sono risentiti con il genere femminile, e a differenza di te non riescono a inquadrare obiettivamente il fenomeno della violenza di genere, che come giustamente dici è un problema reale e tangibile, lo vediamo ogni giorno in tutte le situazioni quotidiane e non solo nei fatti di cronaca nera.
Anche Suzanne probabilmente ha un aspetto anonimo o addirittura repellente, e quindi la maggior parte degli uomini non erano ossessionati da lei al punto da crearle dei problemi.
Da notare che il termine “troi@” o puttan@ viene sempre rivolto a donne di bell’ aspetto. Tutti i rapporti di coppia di Suzanne sembravano basarsi sull’ affetto e sulla stima più che sulla passione autentica, Suzanne inoltre pare aver vissuto sempre in un mondo ovattato, molto distante da quello reale e questo avrà contribuito a maturare le sue convinzioni, che sono molto idealizzate rispetto alla società vera.
Per rispondere ad Argo: vengono portate avanti certe narrative sempre per lo stesso motivo: indebolire il popolo creando divisioni ( provax contro novax, donne contro uomini, ecc.. ) così da renderlo più manovrabile.
Non sono femminista. Non mi identifico in queste diciture tipiche della terza dimensione.
@Maria Grazia, é vero quello che dici, però tieni presente che non fa di certo piacere ricevere molestie di quel tipo, poi faccio l’indossatore, in passato di più rispetto ad adesso, ma non ti immaginare che io sia un modello di intimo di 60kg, con addominali six pack in evidenza…
Non credo che la mia sensibilità derivi da questi pregressi, perché pensavo le medesime cose anche quando non indossavo, quindi in questo sono molto coerente. Ho sempre cercato di solidarizzare con le colleghe, che subivano ben di più rispetto a quello che capita e capitava a me. La solidarietà da parte mia c’è sempre.
Poi, non sono d’accordo sulle descrizioni che fai su Trader, Argo e Suzanne, perché volendo rimanere sul piano dell’aspetto, e dell’indossare, chi lo dice che non potrebbero indossare? Ultimamente ci sono modelli e modelle “curvy”, ed indossatori e indossatrici “curvy”, oppure di una certa età, perché la gente si é stufata del fisico perfetto, e continuare a proporre il fisico…
…il fisico perfetto e proporzionato, magari va bene per le grandi maison, ma per le sartorie piccole o medie, frena un pò le vendite, e dunque si stanno diffondendo immagini “più normali” e convenzionali di modo che la gente sia invogliata a riconoscersi e a comprare.
Anche nella pubblicità, propongono curvy, c’è una nota marca che vede come protagonista Big Mama, curvy, e modelle curvy, che sinceramente sono quelle che preferisco.
Di fronte ai presupposti surreali usciti dalla fantasia di MG sui nostri aspetti fisici e sul nostro vissuto, è inutile continuare la conversazione.
Spostare il discorso, attaccando sul personale l’interlocutore, è una fallacia argomentativa, che peraltro in questo caso si basa su aspetti fisici e caratteriali inventati, cioè sul nulla.
Ribattendo alla stessa maniera potrei inventarmi che lei è risentita con il genere maschile perché gli uomini la rifiutano e scappano a causa del suo odore, ma mi rifiuto di portare il discorso al suo demenziale livello. Se si discute seriamente e intelligentemente bene, ma se devo discutere con una utente che dice queste idiozie, preferisco dedicarmi ad altro.
Quello che avevo da dire, l’ho detto e non è stato smentito.
Cogito, concordo con te.
Argo, infatti è proprio così, se si dà maggior risalto ad un genere di notizie, si ingigantisce la percezione del fenomeno.
Certo Cogito che non fa piacere ricevere molestie sul lavoro. Anch’io ne so qualcosa.. ed è proprio per questo che tu sei in grado di inquadrare bene il problema di cui si sta parlando. Chi ha espresso opinioni divergenti dalle tue e dalle mie, ha vissuto altre situazioni e per cui ha una visione diversa, questo intendevo dire.
Le mie considerazioni sull’ estetica di Trader, di Argo e di Suzanne non volevano essere un giudizio discriminante nei loro confronti, ma un modo per far capire che si può avere una prospettiva piuttosto che un’ altra sulle cose, in base alla propria condizione e situazione personale e in base a ciò che ne consegue.
La faccenda delle modelle curvy è una cavolata, è solo una tendenza passeggera. La vita di tutti i giorni è un conto, ma tra i modelli e gli attori la gente desidera vedere la bellezza, quella vera.
Tra l’altro promuovere l’ obesità è sbagliato per motivi legati soprattutto alla salute. Esattamente come è sbagliato far sfilare modelle anoressiche.
Trader, in effetti può capitare che le ascelle, la bocca e la vagina emanino un cattivo odore. In questi casi, una donna può rimediare con un’ alimentazione a base di frutta e verdura e riducendo lo stress. Con questi semplici accorgimenti si ritornerà a profumare di betulla, e l’ uomo che dovesse avvicinarsi non avrà nulla da temere.
È chiaro che uomini con questo vissuto sono risentiti con il genere femminile,
Te presumibilmente sei risentita verso i tuoi ex e la figura paterna, inoltre hai scritto che avresti voluto nascere maschio
Suzanne inoltre pare aver vissuto sempre in un mondo ovattato
Te invece hai avuto una vita dura e difficile, lo testimonia quanto sei matura 😀. Però sei bella, la vichinga venuta del sud, mentre gli altri sono repellenti perché lo affermi tu senza averli mai visti. Intanto Trader e Suzanne dicono di essere sposati e di avere figli, e saranno contenti così, mentre te che sei super sei ancora zitella. Un po’ di razionalità e autocritica no, Maria?
Per rispondere ad Argo: vengono portate avanti certe narrative sempre per lo stesso motivo: indebolire il popolo creando divisioni ( provax contro novax, donne contro uomini, ecc.. ) così da renderlo più manovrabile.
Allora vedi che non è un’emergenza come vogliono fare credere (e lo dicono i numeri)
Essere curvy, non vuoldire essere obese, ma di certo non magrissime.
Come ti ho detto sul commento precedente sono cose che pensavo a prescindere da quello che ho subíto, per dire che non bisogna viverle certe situazioni per capirle, o almeno lo spero. Per farti un esempio, io ho una cugina di 14 anni, che mi ha confidato, che il suo ragazzo, le chiede ad ogni secondo dove si trova, durante il tragitto per tornare a casa da scuola, poi ha avuto anche il coraggio di dirle, che non vuole vedere altri vicino a lei, banalmente se passo a prenderla per portarla a casa si scatena una gelosia mai più finita. É vita questa? Io penso di no. E non mi sono neanche permesso di banalizzare la questione e dire “siete piccoli cosa volete che sia” manco per un secondo Maria Grazia. Le farò un discorsetto, però userò l’escamotage delle ferie per portarla in ferie con me e la mia ragazza, almeno potremo parlarne più serenamente e magari farle capire che cosí non deve farsi trattare, già l’ho…
…detto anche ai miei zii, ma non ho per niente banalizzato o minimizzato, secondo me, a parte le esperienze pregresse vissute personalmente, si tratta anche di avere capacità di empatia e solidarietà.
Ciò che gira intorno al tema femminicidi è piuttosto chiaro: si crea un’ emergenza a tavolino per un discorso economico.
È sicuramente un grosso business che crea posti di lavoro con i tanti centri antiviolenza (ad esclusivo uso femminile) finanziati dallo stato, che non a caso gonfiano i dati in ogni modo.
“Attiviste femministe” sono infiltrate in ogni ambito della politica e del sistema mediatico e se ne vedono gli effetti, con gli slogan ripetuti a pappagallo.
Le numerose femministe della domenica invece, trovano nel femminismo l’alibi alle loro sconfitte lavorative e/o relazionali, eterne vittime di un mondo che si oppone alla loro felicità e alla loro carriera, quando sarebbe bastato concentrarsi su studio e lavoro e scegliere uomini intelligenti, lasciando perdere i bellocci senza cervello.
Una donna che rimorchia utilizzando il sesso è l’equivalente dell’uomo che paga cene e viaggi per rimorchiare, purtroppo alcune non lo capiscono.
Ah certo, mettermi con uno fuori di capoccia come Trader senz’ altro mi avrebbe reso più felice che non SCEGLIERE di restare single 😂
LOL. Ti informo che non esiste un obbligo ad accasarsi, e che si può benissimo essere felici senza essere sposati e senza prole al seguito. Sono tutti condizionamenti sociali, basta vedere come sono la maggior parte delle coppie che vedi in giro.
Il termine “zitella” non lo usava più manco mio nonno. Nel 2025 non si può sentire! Madonna che persona triste che sei..
Ad ogni modo io non sono sola come lo intendi tu perché frequento una persona.
Cogito, secondo me fai bene a parlare a tu per tu con questa tua cugina. Spero che riuscirai a trovare le parole giuste e a convincerla a riflettere. Certo, non è semplice a quell’età gestire le emozioni e non essere impigliate nella dipendenza emotiva a cui portano le prime esperienze amorose. Per questo tante ragazze purtroppo ci lasciano le penne. Questo caso di cui parli è l’ennesima prova che c’è un’ emergenza a livello culturale, a differenza di quanto sostengono Argo, Suzanne e Trader.
Cogito, ma puoi dialogare con una persona che non ha altri argomenti all’infuori dell’insultare a livello estetico individui mai visti? Ma la tua autostima non scende sotto i piedi nel portare avanti discorsi su quesri livelli? Poi cercare di colpire un interlocutore maschio con la storia del pene piccolo… Maronn che disagio, ragass.
Cogito, ho lavorato in un ristorante da quando avevo sedici anni, quante molestie credi possa aver ricevuto? Toccate di culo, allusioni sessuali, approcci espliciti, bogliettini sulla macchina, addirittura pedinata. Ho viaggiato spesso sola in città come Genova e Torino per frequentare le università, quante molestie pensi mi siano capitate? Di ogni genere e tipo. Non è sicuramente qualcosa di raro e non sono certo qui a negare che esistano. Io ho detto qualcosa di ben diverso : questo non è il modo di affeontare il problema. Primo, una molestia non è lontanamente paragonabile a uno stupro e a un femminicidio; i fenomeni hanno radici completamente…
Serpirla è fantastico, lo dico da tempo. La sua fervida di fantasia, quanto deviata mente, ha declassato la questione femminicidi ad un progetto economico silente per creare posti di lavoro, dichiarando così, implicitamente, che che di fatto sia un fenomeno “artificiale”.
Però il problema, dice lui, si risolverebbe facilmente se le donne scegliessero uomini intelligenti anche se bruttarelli, tra i quali evidentemente si colloca il nostro detective, riconoscendo invece che il problema sì esiste ma è colpa delle donne.
Vabbè, la coerenza sembra una caratteristica di queste menti solitarie. Così, mentre attende che le donne cambino target e prendano in considerazione la sua candidatura di “intelligente non belloccio”, si mantiene allenato col “do it yourself”.
Ecco come sia possibile osservare quali problemi crea la solitudine in certe “menti”?
Scusa Suzanne, e qual’e’ il modo di affrontare il problema? Negare che esista come fai tu? Ti rendi conto che è offensivo in primis nei confronti delle vittime? Ho messo il punto sull’ aspetto fisico di alcuni utenti non per insultarli, ma perché in genere è un’ estetica penalizzante che porta a fare determinati ragionamenti. I commenti di Serpico e di Argo ne sono la prova. La questione è che viene negato alla donna il diritto di fare liberamente le proprie scelte, anche commettendo degli “errori” perché è l’ unico modo per CRESCERE. Ma chi lo ha detto che il percorso debba essere lineare e prestabilito per tutte? Chi lo ha detto che una che è nubile e senza figli è una fallita? Capite che sono tutte schematizzazioni pericolose, che ci condizionano e che quindi ci portano a legarci a uomini inadatti a noi pur di non stare “sole”.
Lasciamo perdere gli stronzi che non vogliono una relazione seria perché quelli ci saranno sempre.
Il punto è che non è normale che in un rapporto un uomo sia ossessivo, possessivo in maniera esasperante, che non voglia che la propria donna si realizzi in altri ambiti. In tutto questo c’è anche un problema culturale che ha radici profonde, specialmente in Italia. I femminicidi sono solo la punta dell’ iceberg. E mi rifiuto di accettare che le situazioni da te descritte debbano essere considerate come la normalità!
Perché ti facevi toccare il culo? Perché non reagivi?
Diversi. Secondo: considerare l’uomo colpevole a prescindere e sempre in posizione di vantaggio è piuttosto demenziale. Un esempio su tutti: la disparità tra la madre e il padre nella gestione della prole, quando i ruoli dovrebbero essere equiparati nel carico di lavoro ma anche nei vantaggi. Non mi piace il modo in cui si parla di fenomeni complessi banalozzandoli e ritenendoli tutti sullo stesso piano, senza cercare di andare piú a fondo dei banali slogan e della spettacolarizzazione di donne uccise e poi ancora violate nella loro privacy per fomentare i dibattiti tra gente che non ha nulla da dire. Pornografia del dolore, annullamento totale del rispetto della dignità di ogni essere umano. Non è sicuramente questa la strada per risolvere un problema culturale, una difficoltà generazionale nel rapportarsi agli altri in modo significativo e nella maturità per sopportare le frustrazioni.
P. S. Solo le belle sono chiamate “tr...” : ma cosa ti fumi??
Golem, già. Nel leggere certi commenti non sai se ridere o piangere. La soluzione a tutti i problemi sentimentali? Mettersi con uno che non ti piace, l’importante è che stia con te tutta la vita. Ma certo! Come mai non ci avevo pensato prima! Sai che figata vivere accanto a uno di cui non te ne frega niente, che magari ti fa ribrezzo e di cui non sopporti la presenza.
Le lotte femministe ovviamente sono state create dai cattivoni capitalisti per indurci ai consumi. E non da tutte quelle donne che non volevano più passare la vita in cucina a prendere mazzate dal marito. Che nella maggior parte dei casi era pure.. bruttarello.
Ahh.. il caro vecchio e sano patriarcato!
Ho la sensazione che Suzanne volesse proseguire il suo pensiero. Per rispondere alla prima parte del tuo commento, certo che mi confronto al netto, di quello che ha detto a livello personale, che ovviamente non condivido, andare su un piano diverso rispetto al discorso, mi fa venire tristezza, te lo confermo, infatti sono intervenuto. Però al netto di quelle denigrazioni a livello personale, penso che Maria Grazia, almeno in questo frangente abbia ragione. Nella seconda parte del tuo commento dai riferimento a molestie che hai subíto, a più livelli, in quanto cameriera ma ti sembra normale subire molestie in questo modo? Come ti sei sentita quando succedeva? Non ti si é rotto qualcosa dentro? E quando magari c’erano altri che assistevano, e non ti davano nemmeno una parola di conforto come ti sentivi? C’è anche questo aspetto, Suzanne, il fatto di abituarsi a certe cose, alla lunga porta alla banalizzazione del problema, alla quale faccio riferimento. In un altro commento,
il commento n°15 di questa lettera: “@Suzanne, però scusami é un dato di fatto, secondo il report del Ministero dell’Interno sui reati di genere, includendo non solo i femminicidi, ma anche le molestie, lo stalking, gli stupri e cosí via.” Nell’ultimo commento @Suzanne, non capisco questo ultimo passaggio: “Primo, una molestia non è lontanamente paragonabile a uno stupro e a un femminicidio; i fenomeni hanno radici completamente…”
Immagino tu volessi proseguire col discorso, però questa distinzione che fai, mettendo le molestie da un altra parte rispetto agli altri reati di genere, sinceramente dovresti spiegarmela perché le molestie secondo me non sono qualcosa di meno grave. Infatti penso che anche quando capitarono a te, anche tu hai ed avevi il diritto di ricevere solidarietà e supporto, invece di “abituarti alla cosa”.
Il rispetto c’è o non c’è.
Mah, MG, il discorso sul femminicidio è così complesso e contentente talmente tante istanze, che spaziano dall’istinto agli aspetti culturali più recenti che riguardano l’emancipazione femminile, che anche quando si è concentrati si finisce per trascurarne alcuni e la loro interazione con gli altri, finendo per non riportare il vero “sapore” di quanto sta accadendo in questo momento nella nostra societá italiana. In questo senso sarebbe interessante avere un quadro di quanto accade anche all’estero, cercando di trarne elementi di confronto che potrebbero diventare derimenti riguardo alcuni spunti di discussione.
Ma quando leggo considerazioni come quelle del nostro “detective”, dopo il primo momento di incazzo mi prende un senso di pena per come, usando un problema così drammatico, il poveretto cerchi ingenuamente di convincere le donne che per evitare di essere uccise debbano optare per uomini intelligenti, che nella dotta analisi del nostro esperto non possono essere di bell’aspetto. Quindi, donne: brutti, intelligenti e buoni.
Come lui, of course
Eccolo il Mitico, che dismessi i panni di stratega militare da divano, ora indossa quelli dell’ ispettore Recchietta, rinomato profiler salentino, che più che profiler pare un profitterol.
Con i suoi portentosi neuroni, ha letto mie correlazioni inesistenti,ma tant’è.
E si, quella dei femminicidi è un’emergenza artificiale.
Saltando sul carro del “sei brutto/sei bello”, unendo i suoi famosi puntini, il risultato è che se critichi una certa narrazione sei brutto.
Tuttavia, non mi stupisce il livore verso i brutti o presunti tali, daltronde l’unico uomo di cui sua moglie si sia mai veramente innamorata fu proprio un brutto, affronto terribile per la nostra cara “freccia del sud”, soprannome affibbiatogli per la sorprendente capacità analitica. In quel caso, la sentenza fu che la fanciulla fosse una povera ingenua, per non dire proprio cretina.
P.S. scommetto che stai scrivendo dal fronte…dal palazzo di fronte intendo, ahahah.
Ciao vecio, mi strappi sempre una risata.
Non sono certo io che sto banalizzando il problema, Suzanne. Sei tu che lo stai riducendo a una barzelletta ( le molestie? E che vuoi che siano! ). E invece quelli sono i presupposti che favoriscono gli abusi nei rapporti uomo-donna, dai quali poi scaturisce la violenza nella maggior parte dei casi. Ecco perché la questione va affrontata a monte, a livello culturale. Cosa che tu neghi sia opportuno fare.
Per quanto riguarda l’ assegnazione dei figli in fase di separazione, l’ ordinamento già prevede la bigenitorialità, salvo quei casi in cui uno dei due genitori presenti tratti e condotte inadeguati alla crescita della prole, e questo viene stabilito attraverso una specifica CTU in sede di giudizio. Quindi non esiste nessun sopruso premeditato a danno dell’ uomo per partito preso.
Golem, Serpico in pratica sosteneva che i bellocci sono poco intelligenti perché difficilmente si impegnano in una relazione seria. Che i bellocci siano poco propensi alla stabilità amorosa e alla…
…fedeltà può anche essere vero in molti casi, ma il fatto che i bruttini cerchino la ragazza fissa non ha nulla a che vedere con l’ intelligenza nel vero senso del termine. Lì nella maggior parte dei casi è questione di bisogno, di attaccamento emotivo, di paura di perdere la ragazza in questione e di rimanere soli. E non può nascere un rapporto sano su questi presupposti perché le relazioni vanno vissute senza pressione, con naturalezza, e confidando nel proprio valore. Se poi l’ altro comunque non ci apprezza il problema è suo, non nostro.
Qui in Germania la condizione femminile è molto diversa che in Italia, c’è molta più apertura. Anche se comunque nei paesini di provincia permane una mentalità molto ristretta.
Cogito, se dovessi aprire il capitolo “molestie” potrei scriverne un intero libro. Ma assolutamente no, non possono essere equiparate a violenza sessuale e femminicidi, mi sembra pure assurdo specificarlo. Mi hanno infastidito molto, vero, ma non ho riportato traumi irreversibili. Mi sono difesa eccome, a parole e pure a fatti, in quanto il principale molestatore era il mio datore di lavoro, uomo che tra l’altro molte trovavano affascinante e io repellente. Un giorno con un mestolo gli spaccai l’orologio nuovo perché passando in cucina si era strusciato. Tutto alla luce del sole e con la moglie e le altre dipendenti a considerare normale che un uomo di mezza età avesse istinti sessuali mal tenuti a bada verso una giovane ragazza carina. Era goliardia, piú che altro. A me questo faceva infuriare, cosí come le battute e i commentini di molti clienti di mezza età. Mai capitato con ragazzi giovani, molto piú rispettosi e timidi.
Ok, quindi se un datore di lavoro, di mezza età muove molestie, sono meno gravi, rispetto ad altre cose. Peccato, che per “difenderti” hai dovuto muovere violenza fisica, e violenza a tua volta, dal canto nostro, mio e di Maria Grazia, stiamo semplicemente dicendo che a certi livelli non bisognerebbe arrivare, dunque se si arriva a dover rispondere a livello fisico, siamo già oltre il tollerabile @Suzanne.
Inesistenti, genio di un Serpi? Fatti aiutare dalla portinaia a rileggere quello che scrivi, dove hai fatto un outing quasi radiografico delle tue sfigate condizioni, che cerchi di dissimulare con ingenuità consigliando alle donne quelle penose soluzioni, che intanto ci comunicano come sei malmesso da quel punto di vista, e non solo.
Il livore, assieme alla infantile frustrazione di saperti brutto e giovane (quel “vecio” è un must degli young loser) lo mostri tu in maniera cosi evidente che è persino imbarazzante sottolinearlo. Venire qui a cercare di compensarlo nei modi che conosciamo, credendo di coprire i tuoi problemi con l’altro sesso fanno capire il poveretto che sei, Serpirla.
MG, Serpirla è il solito sfigato che non batte chiodo con l’altro sesso, ma abbastanza presuntuoso per rodere di rabbia nei confronti di chi è messo meglio di lui. Ecco quindi che “si fa” tutta la narrazione che gli serve per consolarsi e attenuare la frustrazione che gli proviene dall’obbligato onanismo.
È così preso dal bisogno di rivalsa per quello che ritiene gli spetterebbe -attualmente mal compensato dal…”bricolage”- che conosce a memoria tutta la vicenda del mio portoghese; ma di tutta la vicenda che lo vede protagonista ne sottolinea la sola “bruttezza” vincente, secondo lui, alla quale si accomuna con il penoso intento di toccare il mio orgoglio.
Vedi perché a un certo momento leggere di questi sfortunati si finisce inevitabilmente a compatirli? Perchè la loro è una inutile battaglia contro i mulini a vento “belli”, mentre le Dulcinee si annoiano in attesa che questi disgraziati si rendano almeno interessanti, e non si occupino della loro “estetichezza” ritenendola la causa dei loro fallimenti.
Soggetti che sarebbero falliti comunque.
Non mi fumo niente Suzanne. Il termine troi@ viene di solito rivolto a donne belle perché tali donne riaccendono il desiderio maschile, e questo è un problema per tutti quegli uomini che non possono accedere a quelle donne se non nelle loro fantasie.
Troi@ e puttan@ sono parole usate anche per zittire, umiliare e sottomettere donne ritenute scomode, che non si adeguano a un certo tipo di impostazione culturale che vuole la donna sempre e comunque un passo indietro rispetto al maschio, sia in termini sociali sia in termini personali.
In particolare, si vuole punire la donna che vive molto liberamente la propria sessualità, perché nella visione del maschio medio ( il piccolo borghese retrogrado ) questo tipo di donna rappresenta una minaccia al controllo di matrice patriarcale.
In rete non c’è niente di più patetico di chi, da sgamato, si appiglia disperatamente a schernire la presunta vita sessuale del proprio interlocutore senza manco sapere chi sia, senza conoscerlo.
Abituato a rapportarsi soltanto con dei nickname, assistiamo in questo caso alla massima espressione dell’intelligenza di un sociopatico.
Siamo a livelli di gnegnegne da asilo Mariuccia, praticamente.
Ecco come ci si riduce quando ci si sente soli e indifesi, e internet si trasforma in un salvagente per questi individui vili, che grazie ad esso possono raccontare qualsiasi fregnaccia.
Questa è la società di oggi, bellezza. Triste.
Ma scusami tanto Cogito, davvero tu metti sullo stesso livello uno stupro, un femminicidio e una molestia? Parli seriamente? Ovvio che non si debba arrivare a certi livelli, altrettanto ovvio che sia una visione dei ruoli di genere stantia e inaccettabile. Ma… Altro discorso è ridurre tutto sempre e comunque al patriarcato e alla colpa insita in ogni maschio. Inoltre a me in quanto donna repelle essere considerata una povera vottima che non sa difendersi manco da due fischi per strada, sempre in continuo pericolo perché “sesso debole”. Ci rendiamo conto che anche questo è sessismo? E basta, vi prego basta, prendere casi di cronaca e scandagliarli come se fossimo tutti criminologi e psichiatri e sociologi. Questa è la parte che mi disgusta di piú.