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La cosiddetta “rivoluzione sessuale” degli anni 70 a chi ha giovato?

di Domenico1

Views: 7 - Views e voti dal 14 agosto 2026.

Come valuti questa lettera?

Ciao,

tra le altre cose, questa “rivoluzione” ha liberato le donne dall’incubo della verginità a tutti i costi fino al matrimonio oppure al massimo avere rapporti solo con il futuro marito.

Le poche donne “coraggiose” che osavano ribellarsi a queste “regole” e che mettevano al primo posto i sentimenti e poi le regole, sarebbero state marchiate sappiamo come e va anche detto che i pochi uomini che avrebbero sposato donne così una volta li avrebbero definiti come “il fesso della situazione”.

E anche per gli uomini è stata una “liberazione…” ….perché , soprattutto per i più “intraprendenti” si possono avere molte fidanzate e avere rapporti anche senza “impegno”…cosa che una volta un uomo si poteva scordare nel 90% dei casi…..cioè se voleva portarsi una ragazza a letto era meglio che ci pensasse più di una volta.

E poi, forse la cosa più importante, ha apportato molte cose positive nel diritto di famiglia.

Vista dopo 30/40 anni, secondo me ci si può fare un ‘idea, chiaramente mi rivolgo soprattutto  alle persone tra i 40/50 anni… i più giovani non hanno potuto vedere il “prima” e il dopo.

E’ stato tutto positivo, o c’è dell’altro?

Data di pubblicazione: 19 Settembre 2015

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Categorie: - Attualità

51 commenti

  • 1
    Rossella -

    La donna tende a farsi guidare dall’istinto materno e la cosa le porta a pensare che l’amore dipende dalla sua volontà. Quindi la rivoluzione sessuale ha giovato soprattutto alle donne perché ha avvalorato ai loro occhi le tesi dei padri. In questo senso è diventata più consapevole. Infatti per noi è naturale lasciare qualcuno che non s’impegna; le nostre madri lo vivevano come un fatto culturale. La parità consiste nel fatto che ti è lecito perdere tempo esattamente come un uomo, lo frequenti a tempo perso ma non stai aspettando la proposta di matrimonio perché sposerai chi s’impegna dal primo momento, passeranno dieci anni ma a fare la differenza saranno le intenzioni che aveva quando ti ha conosciuto. Molti uomini vivono la parità come una forma di schiavitù… la verità è che continuerò a starci fino a quando mi conviene. Quando viene meno il rispetto finisce tutto.

  • 2
    Almost-Imperfect -

    Mah senti mia nonna si è sposata perché era incinta di mio padre… Questo nel ’39 e dai racconti di chi la conosceva da giovane sembra fosse anche piuttosto sveglia, quindi non è che proprio funzionasse come ci raccontano.
    Anche nell’800 si facevano matrimoni riparatori e comunque esistevano le amanti, esistevano già anche i preservativi.
    Diversa era la morale, forse lo si faceva più di nascosto e poi magari tutti sapevano uguale. Almeno le donne intendo.
    Comunque chi ha 40 anni non credo abbia così tanta esperienza del prima, visto che negli anni ’70 s’era un pò giovincelli per pensare al sesso…
    Dopo di che non credo neppure che chi facesse sesso prima del matrimonio mettesse per forza di cose i sentimenti davanti alle regole, forse erano bisogni fisici, ne più e nemmeno come oggi.
    Poi sarebbe anche giusto che tu, che comunque poni domande che fanno discutere, dessi anche un tuo parere sulla questione no?

  • 3
    maria grazia -

    La rivoluzione sessuale ha giovato a tutti. ma siccome l’ essere umano per natura è fatto per complicare e complicarsi la vita, si blatera che per rinsaldare i rapporti e superare l’ attuale crisi della famiglia, bisognerebbe tornare a quando la gente non era libera, le ragazze si sposavano vergini e le mogli prendevano mazzate a tutto andare dai mariti patriarchi. in realtà il VERO AMORE non ha bisogno di queste stronzate per rimanere SALDO.

    Almost-Imperfect
    guarda che ti sbagli. un tempo se si veniva a scoprire che una ragazza ancor prima di sposarsi non era più vergine, veniva marchiata a vita e in certi casi rischiava pure la pelle! QUESTO era il PATRIARCATO. Gli uomini che acclamano il ritorno di quel periodo sono degli inetti, delle merde, gente che ha mille problemi con l’ altro sesso e mille insicurezze. tutto qua.
    purtroppo i postumi di quella aberrante cultura condizionano le nostre vite ancora oggi. ci sono ad esempio moltissime donne single intelligenti e in gamba che non trovano un compagno solo perchè vengono percepite come TROPPO libere, oppure ci sono tanti femminicidi proprio perchè molti uomini non riescono ancora ad accettare i mutamenti che inevitabilmente sono giunti nelle dinamiche di coppia ( dover aiutare la moglie nei lavori domestici, permetterle di fare carriera, ecc.. ).

  • 4
    rossana -

    Domenico1,
    secondo me, niente e nessuno è mai “tutto positivo” o “tutto negativo”.

    i passi in avanti anni ’60-’70 nel rapporto uomo-donna sono stati fortemente voluti da molte donne e da alcuni uomini, e si sono potuti concretizzare perché quei cambiamenti erano ormai maturi, ineludibili.

    avrebbero portato parecchi miglioramenti se sia gli uomini che le donne fossero diventati più consapevoli di sé e di quanto era loro possibile ottenere in coppia, con misura e buon senso.

    poiché invece l’intera società ha preso un’altro orientamento, quello dell’edonismo e del consumismo, quelle svolte sono servite quasi soltanto a creare maggior confusione, soprattutto in ambito famigliare. non è la libertà, è il modo in cui la si usa a fare la differenza.

  • 5
    Almost-Imperfect -

    @mg
    Dicessi che la morale e l’opinione pubblica fossero le stesse sarei proprio fuori di testa, certo che le cose sono cambiate.
    Ma comunque lo si faceva uguale. Esistevano espedienti che le donne usavano per dimostrare la propria verginità e c’erano amanti e relazioni extra coniugali. Forse in misura ridotta, visto che il deterrente più forte era proprio il biasimo della collettività.
    Oggi si è, o si dovrebbe essere, moralmente più liberi e va bene così. Non avrei ciò che ho altrimenti!
    Concordo in parte sul discorso violenza sulle donne. Forse diversamente dalla donna, l’uomo non ha ricevuto gli strumenti necessari per accettare questi radicali cambiamenti ed alcuni non riescono più a porsi sullo stesso piano, o sopra, come prima. Così l’unico modo per zittire una donna o per prevaricarla, resta la violenza fisica, è ovvio che un uomo è fisicamente più forte.
    Dal canto mio comunque libertà sessuale non implica necessariamente l’avere più partner, o fare sesso solo come bisogno fisico. Rimane sempre tutto molto legato ai sentimenti, non sono in grado di scindere i due aspetti ed allora magari, resto impantanata in una vecchia convenzione. Peccato che dire…

  • 6
    maria grazia -

    ciao Almost. per quanto mi riguarda, “libertà sessuale” vuol dire proprio, paradossalmente, far combaciare sesso e sentimenti. nel senso che se la nostra società fosse realmente emancipata sotto il profilo della parità di genere, una donna potrebbe sentirsi libera di affermare con disinvoltura, davanti a un probabile partner, di essersi fatta allegramente un intero esercito senza che questo abbia ripercussioni di nessun tipo sulla sua immagine, ma come ben sappiamo così non è. e allora, evidentemente qualcosa non torna. di contro, abbiamo uomini idolatrati dalle donne proprio in virtù della loro reputazione di chiavatori seriali. io trovo che la società di una volta fosse meno libera ma anche meno ipocrita. perchè – ad esempio – a una donna che veniva considerata libertina, tutti le spiegavano candidamente che nessuno l’ avrebbe mai presa in moglie unicamente per quel motivo. oggi invece tutti si atteggiano a moderni, liberi, evoluti, e tutto quello che vuoi, e se sei considerata piuttosto disinvolta, per spiegarti i motivi per cui non si vogliono fidanzare con te devono montare una marea di assurdità e divagare in roboanti voli pindarici. ma fondamentalmente la situazione è rimasta la stessa di una volta: gli uomini dividono il mondo in sante e puttane, e per loro non sono ammissibili posizioni INTERMEDIE. con la differenza che oggi, rispetto a prima, una donna ha accesso a molte più professioni e può abortire o divorziare. ma a una donna emancipata nessuno dirà mai la verità: e cioè che gli uomini non la vedono come probabile compagna di vita perchè la temono. per l’ uomo di oggi è disdicevole ammettere a se stesso e agli altri di essere un retrogrado e un maschilista. puramente e semplicemente. mentre un tempo gli uomini lo ammettevano senza problemi e con fierezza. c’era più onestà, da questo punto di vista. di conseguenza la gente era meno confusa e le donne sapevano cosa dovevano fare se volevano un marito. c’erano dei PUNTI FERMI. per quanto eticamente sbagliati.

  • 7
    Alessandro -

    Perdonatemi ma io queste classificazioni non le condivido,io sono un uomo ma sono prima di tutto io,non mi riconosco nella descrizione che spesso leggo degli uomini e se devo dirla tutta non riconosco nemmeno le donne ,quelle che ho conosciuto io erano e sono persone di valore che mi hanno dato tanto indipendente da quanti uomini si son portati a letto o con cui son state a letto.
    forse sono un marziano io che vedo le persone migliori di quello che leggo descritte.

  • 8
    Than -

    È tutto un porcaio. Sia prima che adesso. Ognuno ha il suo bel punto di vista e ogni opinione sarà sempre contrastata ma non mi frega perché non cambierà nulla ugualmente, siamo in un porcaio punto e basta. Non faccio di tutta l’erba un fascio ovviamente ma tutta questa libertà adesso e la poca libertà di prima portano comunque al malessere, forse non di tutti gli individui ma una buona parte si. La soluzione secondo me è a portata di mano e bisognerebbe lavorarci su parecchio, ma son sicuro che non si risolverà mai niente quindi o si va avanti ingoiando i rospi (per chi è un po all’antica) o ci si adegua. l’educazione d’infanzia influisce molto su questi punti di vista, poi c’è anche il carattere di chi non si pone problemi e si accontenta del porcaio in cui vive.

  • 9
    Almost-Imperfect -

    @mg
    Ma io non penso proprio che mi sentirei più libera dopo essermi fatta un intero esercito… Meglio dedicarsi a quell’unico soldato che mi ha colpito più degli altri. Così come non sono attratta dal chiavarolo come dici te.
    Non credo che emancipazione voglia dire non avere più nemmeno un briciolo di amor proprio e rotolarsi tutti dietro un pagliaio… Ma che squallido alla fine!!
    E non c’è libertà che tenga, sono tutte scuse per far passare come normale un comportamento che non lo è e non lo è principalmente nei confronti di se stessi.
    Ma te lo sceglieresti per la vita uno che non è capace di tenerselo nelle mutande? Uno che te o un’altra, o un’altra ancora non fa nessuna differenza?
    Io no e nemmeno un uomo magari vorrebbe una donna simile, ammesso che non sia solo un passatempo temporaneo.
    La libertà e l’emancipazione dovrebbero essere valori molto più profondi.

    @alessandro
    Approvo su tutta la linea!

  • 10
    maria grazia -

    Almost, il punto non è cosa sessualmente FARESTI TU, O IO, O UN’ ALTRA. il punto è che a tutt’ oggi le donne NON sono libere, se non a parole. La parità tra i due sessi ( intesa come pari dignità e pari diritti individuali di fronte alla società ) non è reale ed esiste solo sulla carta. con l’ aggravante che gli uomini di oggi, nella maggior parte dei casi, simulano una tolleranza e una modernità che invece non hanno. e questo per me è grave quanto e come nascondere un tradimento. tutto questo genera confusione, incomprensioni, e gravi manchevolezze tra i due sessi proprio a livello di SCAMBIO UMANO.
    Io ho fatto un esempio un pò “estremo” per far capire questo concetto, ma come sempre le mie parole sono state fraintese.

    “Ma te lo sceglieresti per la vita uno che non è capace di tenerselo nelle mutande? Uno che te o un’altra, o un’altra ancora non fa nessuna differenza?”

    Io personalmente no. e magari neanche tu. ma tante altre si! vedo tante donne essere attratte solo da personaggi del genere, e farne addirittura una specie di idolo ( continuando ovviamente a massacrare socialmente le donne libertine, come del resto stai facendo anche tu ). perchè fino a prova contraria non sono affari nè tuoi nè miei di quanti una se ne è scopati. NON E’ QUESTO IL PUNTO! il punto è che se il femminismo avesse messo DAVVERO radici nella nostra cultura collettiva, una donna che se ne è scopati 100 sarebbe considerata uguale a un uomo che se ne è sco.... 100. e sto parlando semplicemente di UGUAGLIANZA tra i due soggetti, lasciando perdere i giudizi morali ed etici sul loro comportamento. ti è chiaro?? quello che pensi tu o quello che penso io non conta un caxxo, qui si parlano di cultura di massa, di massimi sistemi.
    e l’ idea comune è che l’ uomo scavezzacollo è un ganzo, mentre la donna scavezzacollo è feccia.
    Poi le donne si lamentano del fatto che sono infelici, trascurate, piene di corna.
    Proprio come il tizio che aveva scelto la “santarellina” ( a parole ), cioè l’ equivalente al femminile dello stendi-gnocche, secondo i canoni di apprezzamento della nostra società. Siete tutti fregati dagli stereotipi che avete in testa! volete capirlo o no ?? ecco perchè poi cadete dalle nuvole quando i vostri rapporti cadono a picco.
    Credo che da parte di tutti debba cominciare ad esserci meno ipocrisia, ammettendo tranquillamente che molte situazioni non gratificanti che viviamo dipendono anche dalle nostre SCELTE.

  • 11
    maria grazia -

    Than, MAGARI fosse tutto un porcaio!!.. speravo in un’ estate di fuoco. e invece io qui sto praticamente tornando vergine. ragazzi che tristezza!..

  • 12
    M. -

    La rivoluzione del ’68 è stata tutto, tranne che una rivoluzione, e men che meno una spinta all’emancipazione femminile.
    Emancipazione femminile che, i più attenti e i più studiosi, osservano con occhi diversi rispetto a chi preferisce guardare il mondo stando dietro una tenda.
    Iniziamo ad essere onesti prima di tutto con noi stessi e poi, se proprio si vuole, anche con gli altri. Iniziamo a mettere tutti i tasselli al posto giusto.
    Il ’68 e la “grande” rivoluzzzzzzione ha avuto 2 e solo 2 scopi:

    1. abbattere la cultura borghese che aveva come caratteristica principale quella di mettere dei limiti.
    2. spianare la strada a ciò che siamo ora, e cioè un rigurgito del capitalismo.

    La rivoluzzzzione sessuale sinceramente non vedo che cosa abbia portato di nuovo, visto e considerato che chi voleva sco.... in libertà lo ha sempre fatto, infatti come già ha riportato Almost, i metodi contraccettivi non li abbiamo inventati noi, ma esistono da millenni, e questo dovrebbe già far riflettere.
    Se il ’68 e il femminismo avrebbero dovuto liberarci dalla morale borghese, cattolica, beh…sono arrivati con quasi 400 anni di ritardo visto che una rivolta intellettuale del genere era già avvenuta attraverso il libertismo del XVII secolo.
    “Il femminismo ha dato la possibilità alla donna di usare il proprio corpo”, potrebbe dirmi qualcuno/a, ma c’è un piccolo appunto da fare anche in questo caso: ben prima del ’68, e da secoli e secoli, la donna usava per piacere proprio, il suo corpo. Ci sono infiniti quadri nei quali è ritratta la donna più o meno nuda, poi sono arrivate le fotografie e poi i film, e mi riferisco a film muti e non necessariamente a quelli moderni.
    Se qualcuno di noi ha ancora un nonno può chiedergli se durante la II guerra mondiale, per esempio, negli accampamenti non girassero fotografie di donnine. E siamo negli anni ’40, e quindi cultura borghese a manetta.

    Poi ci sono state donne grandiose che ancora ricordiamo

  • 13
    M. -

    nonostante siano passati secoli, e di solito queste donne sono passate alla storia proprio perché LORO, e non altre, avevano capito il vero significato dell’emancipazione: usare il proprio cervello.
    Questa è la vera e unica emancipazione, e non ha tempo. È sempre stata presente e sempre lo sarà.

    La rivoluzione sessuale degli anni ’70 (che di rivoluzionario ed originale non ha avuto assolutamente nulla perché ha riproposto cose già accadute secoli prima) è una maschera.
    La vera DEvoluzione che è partita dagli anni ’70 è stata quella che, in nome di una finta libertà, ha lavorato contro la vera natura dell’essere umano.
    L’essere umano ha una caratteristica che lo accomuna ad altri animali e che rappresenta l’unica chiave per la sopravvivenza ed è la solidarietà.
    La custode di questo principio solidaristico è sempre stata la famiglia, soprattutto se molto numerosa.
    Questo principio è nemico del capitalismo perché ti permettere di essere un po’ meno consumatore.
    Negli anni ’70 è successo questo. Gli anni ’70 hanno polverizzato questo principio e distrutto tutti i valori (ai quali hanno dato un prezzo) che vi gravitavano attorno, famiglia compresa.
    Ed ecco che cosa siamo diventati: atomi vaganti, innaturali, soli, importatori di bambini già fatti perché ci dicono che non siamo in grado di farli noi.
    Siamo diventati atomi con un prezzo stampato in fronte, incapaci di ribellarci perché incapaci di credere che una realtà diversa da questa sia possibile, ma soprattutto crediamo di essere liberi, quando invece la tecnologia sa tutto di noi. Tutto. Quando ti mettono un telefonino in tasca sanno dove sei, cosa ti piace, quante volte il tuo cuore batte al minuto.
    Eccola qui la nostra libertà. Bella nè?
    Leggete il libro “1984” di Orwell. La nostra realtà ha superato anche la sua fantasia.
    L’emancipazione non esiste perché siamo tutti schiavi, e lo siamo più di prima.

  • 14
    maria grazia -

    “chi voleva sco.... in libertà lo ha sempre fatto”

    cazzate! una volta se volevi scoparti una ragazza senza prenderti impegni, dovevi rivolgerti unicamente alle prostitute. altrimenti saresti andato incontro a conseguenze sociali o vendette familiari truculente.
    La rivoluzione sessantottina e quella sessuale anni ’70 ci hanno liberato da tutto questo.

    “ben prima del ’68, e da secoli e secoli, la donna usava per piacere proprio, il suo corpo. Ci sono infiniti quadri nei quali è ritratta la donna più o meno nuda, poi sono arrivate le fotografie e poi i film”

    si tratta di casi circoscritti alle classi di ceto elevato. la gran massa di donne appartenenti al POPOLO non erano assolutamente libere di disporre del proprio corpo come più gli aggradava, senza risentire di pesantissime conseguenze sociali. cosa che poi in molte realtà di provincia avviene ancora oggi.

    “Poi ci sono state donne grandiose che ancora ricordiamo nonostante siano passati secoli, e di solito queste donne sono passate alla storia proprio perché LORO, e non altre, avevano capito il vero significato dell’emancipazione: usare il proprio cervello.”

    e infatti queste donne ai loro tempi erano state perseguitate e condannate a morte per le loro “capacità”, che allora si ritenevano FRUTTO DEL DEMONIO.

    “L’essere umano ha una caratteristica che lo accomuna ad altri animali e che rappresenta l’unica chiave per la sopravvivenza ed è la solidarietà.
    La custode di questo principio solidaristico è sempre stata la famiglia, soprattutto se molto numerosa.”

    ti sbagli. non è nella natura umana essere SOLIDALI. questo è un concetto introdotto dalla cosiddetta società moderna e civile. in realtà l’ uomo non è dissimile da altri animali, e anzi istintivamente in realtà è la più crudele e feroce delle belve. perchè uccide anche senza un “motivo” ( diversamente dagli altri animali che ammazzano solo per nutrirsi e per istinto di sopravvivenza ).

  • 15
    maria grazia -

    l’ essere umano, PER NATURA, non è monogamo ed è assolutamente individualista. poi, con l’ avvento delle religioni, della cultura romantica e della società matriarcale prima, e patriarcale dopo, si è voluto introdurre i concetti di “famiglia”, “castità” e cooperazione tra gli individui come modelli di riferimento FUNZIONALI a un certo TIPO DI SISTEMA.

    “Siamo diventati atomi con un prezzo stampato in fronte, incapaci di ribellarci perché incapaci di credere che una realtà diversa da questa sia possibile, ma soprattutto crediamo di essere liberi, quando invece la tecnologia sa tutto di noi. Tutto. Quando ti mettono un telefonino in tasca sanno dove sei, cosa ti piace, quante volte il tuo cuore batte al minuto.”

    non è la tecnologia ad averci schiavizzato, ma il nostro modo di usarla e il nostro stesso stato mentale. in realtà non siamo schiavi proprio di nulla, se non di noi stessi, dei nostri pregiudizi e delle nostre convinzioni, secondo cui dobbiamo PER FORZA omologarci alla massa.

    chi come me non si omologa è visto come “pazzo” e deviato. ma noi non siamo pazzi, siamo LIBERI. che è un’ altra cosa…

    “Successe un giorno, che uno che voleva governare, ma non aveva i requisiti per farlo, pensò di inventare qualcosa che gli permettesse di ergersi al di sopra dell’intelligenza, della forza e dell’onestà ed inventò la religione…Io rifiuto l’eccessivo attaccamento al denaro e alla religione; non li posso rifiutare completamente perché vorrebbe dire rifiutare il mondo intero, se rifiutassi tutto questo, varrebbe non esistere. Si deve accettare il denaro perché necessario per mangiare, ma non adorarlo più di quanto non si adori l’acqua, il sole, il vento…
    Qualcuno dice che sono cattivo, ma ho già detto che bene e male non esistono…Sono leggero e per questo sono salito in alto sulla mia montagna e guardo giù il mondo bastardo…”. Valerio Fioravanti.

  • 16
    M. -

    MG,

    dopo aver letto quanto hai scritto in risposta ai miei post, non mi rimane che augurarti buona fortuna.
    Tu sei l’esatto prodotto del nostro tempo.
    Omologazione perfetta.
    Poi una persona può pure credere che Gesù Cristo sia morto di freddo, per carità, siamo LIBBBBBBERI.

    P.s.
    “sbagli. non è nella natura umana essere SOLIDALI. questo è un concetto introdotto dalla cosiddetta società moderna e civile.”

    Già. Probabilmente l’uomo preistorico viveva da solo in una caverna e i suoi graffiti ci trasmettevano una realtà fatta di cooperazione tra esseri umani che probabilmente era inventata, o forse era solo un pezzo della scenografia di ” 2001 odissea nello spazio”.
    L’uomo delle caverne disegnava più persone che cooperavano, ma solo perché era ubriaco quando lo faceva, e quindi vedeva più persone di quelle che in realtà c’erano.
    È già che ci siamo, diamo un bel calcio in culo a due secoli di studi demoetnoantropologici, e urliamo con tutto il fiato che abbiamo in corpo che quelle donne e quegli uomini studiosi di altri uomini e donne, di sistemi sociali, di tradizioni, in realtà sbagliano a sostenere che il sistema famiglia e il principio di cooperazione è ciò che ha garantito la sopravvivenza. Diciamo a loro che si sono sbagliati perché la vera natura dell’uomo è individualistica.
    E diamo anche un altro calcio nel culo a quelle migliaia di studiosi VERI che hanno investito milioni di ore di ricerche e studio, e che hanno avuto la brutta idea di tramandarcele scritte su tonnellate e tonnellate di carta, e che ci dicono che la religione non è altro che uno dei tanti, e nemmeno il primo, sistema di validazione delle regole.
    Diamo un bel calcio in culo a tutti loro e poi sediamoci, e riposiamoci, in cima alla montagna, in compagnia di Fioravanti, e osserviamo ad occhi chiusi il mondo.

  • 17
    M. -

    Ah, dimenticavo: date un calcio in culo anche a me perché ho avuto la bruttissima idea di studiare archeologia con Andrea Carandini è una tesi con menzione che trattava proprio della donna greca e romana, e poi ho studiato anche giurisprudenza, e quindi conosco cose che, a quanto pare, so cazzate da bar.
    E non fa nulla se ho passato parte della mia vita in realtà di vita diverse dalla nostra occidentale, vivendo in Siria, in Libano, in Giordania, in Iran, in Turchia, nel nord Africa..e mi rendo conto che la “realtà” che molti ciechi osservano dal loro comodo divano da salotto, non è uguale a quella che ho visto io in mezzo alla sabbia.
    So tutte cazzate.
    Perdonatemi.
    Girl power!

  • 18
    rossana -

    Almost-Imperfect,
    quoto il tuo post n. 9, sottolineando la sintesi: “La libertà e l’emancipazione dovrebbero essere valori molto più profondi.”

    personalmente, mi sforzo a volte di comprendere i donnaioli (uomini inclini per natura a corteggiare le donne, in genere a prescindere da eventuali unioni coniugali sue o loro e con scarso scrupolo nei loro confronti). invece, i veri e propri libertini (uomini che conducono una vita interamente dedita ai piaceri, in particolare quello sessuale, guidata da una concezione della vita di stampo edonista e spesso libertaria) mi sembrano più accettabili, a condizione che si presentino in modo sincero e che non lascino intendere di poter essere coinvolti in rapporti amorosi stabili e duraturi.

    ognuno vive come preferisce, donne incluse, ma non può pretendere di essere e non essere portato a un certo tipo di vita. bisognerebbe non imitare i maschi nelle loro attitudini peggiori e condurre la propria esistenza facendo delle scelte, in base al proprio temperamento, usando la testa e non soltanto gli organi sessuali.

    la chiarezza è utile sia a se stessi che al prossimo, a cui si desidera affiancarsi.

  • 19
    Andrea_The_Original -

    Almost-Imperfect: il tuo commento 9 è perfetto.
    E il fatto più eclatante è che molte donne attirare dai chiavaroli come li hai definiti, sono ancora convinte di non far parte di quella categoria, o si illudono di non farne parte.
    Il loro personale chiavarolo non è tale, ma un uomo sfuggente, che ha subito delusioni, ecc ecc..ed è quindi da loro assolto.
    Ma come sempre nella vita, contano solo i fatti! Delle buone intenzioni sono piene i libri.

    Ross. concordo con il tuo intervento. In realtà molti uomini ambirebbero a rapporti uomo – donna più equilibrati e distesi e a mio avviso si vivrebbe tutti meglio.
    In realtà il mondo social (virtuale) accentua le differenze, alimentando l’ego a dismisura.
    Non faccio parte di questo mondo di proposito, passami la metafora, ma per me un’utilitaria resta tale, anche se valanghe di uomini la desiderano come fosse una Ferrari.

  • 20
    Almost-Imperfect -

    @rossana
    @andrea
    Si grazie. Vorrei però chiarire che il mio non è un giudizio che vuole colpire qualcuno di proposito, cioè non vorrei salire in cattedra per giudicare nessuno. Per la verità mi ritengo abbastanza libera anche in questo ed ognuno fa come gli pare e sono d’accordo. Io però credo personalmente in determinati valori e non mi sento di fare scelte che li rinneghino.
    Che la donna per sentirsi emancipata, si debba misurare con parametri tipo quantità di sesso occasionale, mi fa pensare che purtroppo siamo proprio lontane da quella libertà tanto cercata. Cioè il messaggio comune è che se assumo gli stessi comportamenti sgradevoli o deplorevoli tipici dell’uomo, allora sono libera ed emancipata.
    E a ‘sto punto si perde di credibilità.
    Chiariamo anche che nemmeno a me piace essere presa alla leggera, o trattata come una stupida, ci mancherebbe… Però con dice Andrea, rapporti equilibrati e distesi. Si.

    @M.
    Azz… Vorrei avere la tua capacità di parola, quattro righe a me costano una fatica esagerata…. Sempre questo 2+2=4 a casa mia…

  • 21
    M. -

    Almost,

    e meno male (per i pochi che mi leggono) che non sia possibile fare più di due pubblicazioni per volta, altrimenti la Divina Commedia sarebbe un bigino a confronto.

    Diciamo che divento sempre più intollerante alle “balle contemporanee” che spacciano le malattie come cure.
    È un dato di fatto che la ri(de)voluzione del ’68 è stata una truffa che ha seminato ciò che abbiamo iniziato a raccogliere da qualche decennio a questa parte.
    Poi, ripeto, una persona può anche essere contenta di raccogliere questi fiori “rivoluzionari”, ma io preferisco altro sinceramente.
    Ormai l’atto rivoluzionario è credere nella famiglia, ma soprattutto non dare un prezzo ai propri valori, perché tutto ciò che ha un prezzo si può vendere e comprare.
    Per quanto mi riguarda, un vero cambiamento, la vera emancipazione, la sta attraversando l’uomo.
    Pensa soltanto a un dato: l’uomo rapportato alla propria famiglia.
    Fino a non molto tempo fa la cura dei figli era un lavoro tutto al femminile. Ora non più.
    Fino a non molto tempo fa l’uomo adagiava la sua esistenza sempre su figure femminili; prima la mamma e poi la moglie. Ora non più.
    Mentre la donna fa sostanzialmente ciò che ha sempre fatto.

    E qui mi fermo, altrimenti allungo il brodo.

    Saluti

    P.s. la capacità di parola non manca nemmeno a te.
    Poi io sono un caso incurabile perché parlo anche con i muri.
    2+2 = 5!

  • 22
    maria grazia -

    M. mi scuso per il “francesismo” ( le famose “cazzate” ) ma come ben sai sono diretta e non uso toni ricercati per esprimere le mie idee. del resto, ci eravamo già promessi di tornare a scornarci, no ? 😉 e comunque, mi riferivo UNICAMENTE a una sola tua frase, e non a tutto il tuo discorso per intero.
    indubbiamente hai una cultura di tutto rispetto e una spiccata intelligenza, ma rimango della mia opinione per quanto attiene agli argomenti che stiamo trattando, e riconfermo in pieno tutto ciò che ho espresso nelle mie precedenti risposte. non me ne volere.
    io invece non ho avuto bisogno di girare mezzo mondo per vedere in faccia l’ umana disperazione e capire quali sono le cose DAVVERO IMPORTANTI della vita. ci sono riuscita anche restando a casa mia. e ringrazierò sempre la sorte per avermi concesso questa immensa fortuna. ciao!

    “Tu sei l’esatto prodotto del nostro tempo.
    Omologazione perfetta.”

    no M. ti sbagli. QUESTO non è il MIO tempo. io sarei dovuta essere una giovane donna negli anni ’70, vivere il mio periodo fiorente in quegli anni. QUELLA era la MIA epoca. non mi riconosco in questa e non mi interessa. ma va bene lo stesso. ho trovato comunque spunti interessanti da cui (ri)partire.

    Al resto dei commenti degli altri non replico nemmeno. la solita valanga di banalità dette e ridette milioni di volte, i soliti interventi tendenziosi. vorrei che il livello delle discussioni si elevasse, e in questo modo non sarà mai possibile. rientrerò nel dibattito solo se dovessi vedere qualche intervento DAVVERO interessante, seppur non in linea con il mio pensiero.

  • 23
    maria grazia -

    https://www.youtube.com/watch?v=kGHZpReVct0

    https://www.youtube.com/watch?v=_WFLUhSym80

  • 24
    Andrea_The_Original -

    Almost. “Che la donna per sentirsi emancipata, si debba misurare con parametri tipo quantità di sesso occasionale, mi fa pensare che purtroppo siamo proprio lontane da quella libertà tanto cercata. Cioè il messaggio comune è che se assumo gli stessi comportamenti sgradevoli o deplorevoli tipici dell’uomo, allora sono libera ed emancipata.
    E a ‘sto punto si perde di credibilità.”
    Pienamente d’accordo. Cosa che dovrebbero capire anche molte altre donne.

    Piccolo inciso che c’entra ben poco con il discorso, me ne rendo conto ma spero faranno un’eccezione e non lo casseranno. Manco dal sito da un po’, ho dato una letta qua e là e ho avuto l’impulso di intervenire, ma noto che non è cambiato praticamente nulla, nulla di nulla. Sempre i soliti vecchi limiti, le vecchie invincibili frustrazioni. Davvero felice quindi di aver impiegato il mio tempo in altro modo.
    Però questo sito infondo lo ringrazio anche, e qui viene il punto, perché da quando lo frequento avrei voluto incontrare personalmente due persone. Una non ho potuto, l’altra si.
    Ed è una persona che lascia il segno. Dal vivo è ancora più profonda e intensa di come pensavo.
    Un’Amica. Grazie

  • 25
    M. -

    MG,

    ma tu gli anni ’70 ce li hai stampati addosso, e con tutta l’ideologia che conteneva.
    Personalmente di quella ideologia (tema lavoro a parte) io penso le peggio cose.
    Teniamo presente che gli effetti di ciò che facciamo oggi si inizieranno a raccogliere tra parecchi anni.
    Si può dire che noi viviamo un presente che è stato progettato negli anni ’70 e ’80.
    Che dire? Scontiamo tutto quello squallore sparato a raffica da intellettualoidi del tempo in stile Mughini.
    Una donna (o un uomo) è liberissima di vivere la propria sfera sessuale come meglio crede, e se vuole collezionare uccelli come fanno i cacciatori, che lo faccia pure, ma io pretendo che venga riconosciuta la stessa libertà di “registrare” questo comportamento come negativo.
    Se un uomo ha avuto mille donne, ma poi vorrebbe essere l’unico uomo per una donna in particolare, altrimenti la giudicherebbe una poco di buono, fa bene a farlo.
    Il discorso vale anche a parti inverse anche se devo dire che mi è capitato più volte di riscontrare una certa soddisfazione da parte femminile di essere la prescelta (prescelta momentanea, ma questo la donna non lo sa ancora. Lo saprà quando si renderà conto che il suo donnaiolo è, appunto, un donnaiolo).
    La chiamo “sindrome dell’ape regina”.
    La vera ipocrisia non sta nel pensare ciò che si pensa e regolarsi di conseguenza, ma voler dire ad altri come dovrebbero comportarsi per essere in un certo modo.
    Basta accendere la tv (non la guardo praticamente mai, e faccio bene) per capire come, in nome di una libertà, DOBBIAMO comportarci per essere: buoni, accoglienti, non razzisti, non fascisti, non nazisti, non omofobi, non cattivi, ecc…
    Tutte imposizioni del pensiero unico fatte in piena libertà.
    Libertà di chi le impone, ça va sans dire.

    C’è solo una verità nella “rivoluzione” degli ’70: voi donne vi siete usate a vicenda.
    E paradossalmente lo avete fatto trasformandovi in giocattoli sessuali, e vi lamentate quando un uomo vi usa come…

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