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Riflessioni sulla nostra Italia

  

Ogni epoca ha avuto i sui pregi e i suoi difetti ma non avendola vissuta in prima persona e quindi facendo affidamento esclusivamente a dati e testimonianze indirette possiamo esserci fatta un’idea solo approssimativa di come era la vita nel passato. I quadri e le sculture che vediamo sono stati realizzati da artisti che, a modo loro, hanno interpretato il momento storico che hanno vissuto. Noi dobbiamo fare uno studio critico approfondito per capire il passato e non sempre questi studi ci portano alla verità assoluta dei fatti e restiamo spesso pervasi da tanti dubbi. Il presente invece lo stiamo vivendo, siamo testimoni diretti, i fatti avvengono sotto i nostri occhi. Ma allora cosa vediamo oggi? Vediamo che nella stanza dei bottoni c’è gente ignorante e/o corrotta. Certamente non possiamo generalizzare perché ci sono tante persone per bene, per lo più autodidatte e dal carattere forte che comunque si adeguano al sistema o finiscono per fare i martiri. Potrebbero, per esempio, far emergere come i parametri relativi ai valori delle analisi fatte ai pazienti vengono ritarati in base alle esigenze economiche delle multinazionali farmaceutiche. Sembra che il profitto economico venga molto prima della salute umana. Oppure potrebbero canalizzare positivamente il grande potere della tecnologia odierna che sembra, per esempio, alquanto indigesto alla nostra giustizia e burocrazia la cui lentezza e farraginosità continua a penalizzarci inesorabilmente. Se vogliamo scomodare Foscolo, a noi prescrisse il fato speriamo non illacrimata sepoltura ma certamente la convivenza con disastri in ogni campo e ad ogni livello. Vediamo ponti costruiti 50 anni fa che crollano portandosi via decine di vittime e vediamo ponti costruiti 1000 anni fa che, a parità di sollecitazioni, restano al loro posto come nuovi. Esempi di disservizi ne potremmo citare a valanga, inerenti ad ogni settore e tutti ci portano ad un unico denominatore comune: il malaffare e quindi la mancanza di valori o la distorsione dei valori stessi. A soccombere resta sempre il cittadino o il popolo come lo si vuol chiamare perché la sua testimonianza vera, diretta, visiva, molto spesso non conta nulla di fronte a contratti abilmente redatti da pool di avvocati profumatamente pagati per salvaguardare proficui introiti di avvoltoi, personaggi o società senza scrupoli. Per scrupoli intendiamo anche la vita della gente. Noi attendiamo che qualche eroe non permetta di far dormire il villan quando la carta è così profondamente stonata. Forse a tutto ciò siamo arrivati per un eccesso di democrazia o per una cattiva interpretazione e gestione della democrazia stessa. Restiamo succubi di leggi per le quali puntualmente si trova l’inganno. Così i drammi continuano a succedere sotto i nostri occhi e sembra che regni l’indifferenza rispetto ai retroscena ed alle conseguenze. Se ci sono parecchie cose che non funzionano nella nostra cara Italia è forse principalmente colpa nostra. Forse abbiamo peccato d’ingenuità o forse abbiamo elargito troppa fiducia. Ora non dobbiamo arrenderci di fronte a tutto ciò che non ci sembra chiaro, trasparente, di fronte alle ingiustizie ed ai diritti negati. Dobbiamo essere coraggiosi e non temere ritorsioni. Quando entriamo in ospedale e vediamo inefficienze, carenze varie, dobbiamo protestare e ribaltare le scrivanie, ovviamente in senso metaforico. Se vediamo automobilisti distratti perché magari intenti a parlare al cellulare dobbiamo cercare di dissuaderli il più possibile, con buone maniere; potremmo evitare che il giorno dopo essi investano un nostro congiunto. Non dobbiamo mai voltarci dall’altra parte quando ci troviamo di fronte ad un qualsiasi pericolo; non smettiamo di inviare, a chi di dovere, segnalazioni e fotografie, per esempio di infrastrutture o edifici pericolanti. Denunciamo i concorsi che ci paiono poco trasparenti. Non possiamo permetterci di farci visitare o peggio operare da medici che avrebbero voluto fare di tutto eccetto che i medici e sono diventati pseudo tali non per loro scelta; magari hanno sostenuto concorsi farlocchi, seguito corsie preferenziali ed avuto compiacenze a vario livello. Questo concetto vale per tutte le altre categorie di pseudo professionisti senza principalmente tralasciare una gran moltitudine di insegnanti di ogni ordine e grado, professori e rettori che hanno portato tante scuole e università italiane ad una svalutazione senza precedenti. Mettete a confronto, in una qualsiasi attività lavorativa, un diplomato degli anni 70/80 con un plurilaureato di oggi; quest’ultimo, dopo tanti anni di studio, spesso sponsorizzati dalla famiglia, non è assolutamente e neanche minimamente in grado di svolgere il lavoro del diplomato anni 80. E’ vero e per fortuna che c’è una minoranza di ragazzi talentuosi, appassionati e soprattutto autodidatti che se la cava benissimo e in breve recupera le spese sostenute per gli studi. Ma poi c’è una maggioranza di ragazzi che dopo aver frequentato la scuola superiore, generalmente scadente, nell’impossibilità di trovare un’occupazione, intraprende, per lo più senza requisiti, un percorso universitario ancora più scadente ed a tempo indeterminato. I risultati li vediamo nostro malgrado ed in ogni ambito. Non ci resta che essere tutti molto vigili dovunque e perseveranti con le nostre cortesi denunce per qualsiasi disservizio. Così potremmo anche sperare nella redenzione delle coscienze smarrite. Germano Bordon

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3 commenti a

Riflessioni sulla nostra Italia

  1. 1
    Angwhy -

    L’Italia è un espressione geografica (citazione)

  2. 2
    Attimo Ogi -

    Caro Germano,

    tu scrivi parole interessanti, e io vorrei risponderti in modo adeguato, al fine di divulgare la “scomoda” verità italiana.

    Ti cito alcuni punti:

    – Gli americani inneggiano a George Washington. Molti italiani disprezzano Giuseppe Garibaldi.

    – Molti italiani non sanno che la Chiesa era la prima casta avversa ai patrioti risorgimentali, al punto che allo stesso Mameli è stato attribuito il testo “se il papa è andato via” e Garibaldi odiava il clero. Durante i 150 anni dell’unità d’Italia il nostro presidente della repubblica partecipava alla Santa Messa papale.

    – Se chiedi agli italiani chi erano: Angelo Brunetti, Pilade Bronzetti e Emilio Morosini, quasi nessuno lo sa. Eppure ogni italiano dovrebbe piangerne amaramente la morte, da tanto hanno amato questo paese.

    – l’Italia è nata grazie al sacrificio carnale di una donna, Virginia Oldoini, che ha adescato sessualmente il re di Francia contro l’Austria, su richiesta di Cavour!

  3. 3
    Attimo Ogi -

    Nei tempi moderni:

    – i nostri nonni/bisnonni erano dei sempliciotti, vissuti durante la guerra. Credevano nella “parola” data. Grazie a questo le banche hanno prosciugato i loro conti correnti proponendo strumenti finanziari fallimentari.

    – i governi che si sono succeduti, per loro profitto, hanno venduto l’Italia ai poteri forti, tra cui gruppi finanziari e industriali. Oggi se ne vedono le conseguenze.

    – gli italiani sono divisi per orientamento politico. Non lo sarebbero così tanto se capissero che qualcuno li vuole vedere divisi al fine di controllarli meglio.

    – al tempo stesso gli italiani hanno già avuto la loro occasione “di vincere”. Ma hanno perso. E questo paese non è mai stato “libero” dopo la seconda guerra mondiale.

    – abbiamo un debito pubblico per il quale nessun cittadino ha messo la sua firma. Però dobbiamo pagarlo, perché “ci siamo impegnati”. Idem per l’euro, idem per l’Europa, idem per gli immigrati ecc.

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