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Qual è la strada?

di Spectre

In questi giorni mi sto accorgendo di come io stia vivendo in uno stato di continuo stress anche nei momenti di calma (pochi). E’ come se non avessi la capacità di prendere le cose giuste, dai momenti giusti. E’ come se tutto fosse una parentesi “in attesa di…” .

Al posto di quei puntini si può mettere quel che si vuole: l’attesa che la persona più importante della mia vita ritorni da me (dopo gli ultimi sviluppi come faccio a non continuare a sperarlo?), l’attesa di iniziare il lavoro su un paio di nuovi progetti che andranno in porto in autunno, l’attesa di incontrare un’altra persona che mi faccia uscire da questo incubo che dura da mesi, l’attesa che il mio lavoro ritorni a darmi quel che voglio, l’attesa che questa fuga da chissà cosa finisca, l’attesa che questa smania di tentare finisca.

Non riesco più a interiorizzare le cose, vivo di corsa, partecipo a tutto quel che mi attira, ma ho soddisfazione da meno della metà di quel che provo. Non ho più quegli attimi di silenzio che prima mi davano così tanto, manco IO quando sono nelle situazioni, perché al mio posto c’è UNO, che si trova lì a fare la sua parte. Una presenza assente, ricercando motivazioni che mi facciano stare meglio, cose che mi facciano stare meglio, persone che mi facciano stare meglio. Sto finendo, spinto da me stesso e dai fatti, in quel vortice di insoddisfazione che cattura tutti quanti prima o poi, quello che ti inculca nella testa che il meglio deve ancora venire.

Non riesco a fermarmi, anche quando sono fermo. Se mi fermo, scalpito. Quando scalpito, penso d’aver bisogno di fermarmi. E’ sicuramente frutto dell’aver perso IL mio punto di riferimento… tutto è chiuso, ma non lo è. Risposte? Vaghe. Dubbi? Quanti se ne vuole. Speranze? Sì, molte. Ma se fossero soltanto illusioni per non cedere ancora all’evidenza? Perché restare appesi a parole importanti come quelle che ho letto in una lettera recente, quando queste dicono tanto, tutto, ma pure nulla di sicuro?

E se per trovare la strada bastasse non cercarla? E se la soluzione a tutto fosse semplicemente smetterla?
Temo, o spero, che tutto questo sia soltanto una fase di sbronza crescente, prima di una cernita inderogabile tra quel che è inutile, e quel che resta importante.

Ho perso il mio punto di riferimento, anche se so bene che il problema non è chi non si trova al mio fianco, bensì io.

Qual è la strada?

L'autore ha condiviso 37 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Spectre.

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Categorie: - Me stesso

14 commenti

  • 1
    tommy444 -

    Guarda io mi trovo in una situazione simile alla tua…Mi hanno consigliato di leggere un libro (“Undici Minuti” di Paulo Coelho”) e mi sta aiutando a schiarirmi molto le idee, ma soprattutto ad indirizzarmi in ciò che veramente è giusto anche con una semplice frase: “perchè soffrire?”. Leggilo, ti sarà utile. E’ la storia di una giovane che cambia città ed illusa dal denaro inizia a prostituirsi; è raccontato in prima persona.

  • 2
    confusione84 -

    ciao spectre…ho trattenuto a stento le lacrime perchè dentro sento le stesse cose che tu hai così chiaramente e perfettamente descritto…con una piccola differenza:che io i risultati di un periodo nero che sembra stia passando li sto già raccogliendo eppure mi danno ben poca soddisfazione perchè il mio riferimento non è qui con me…perchè quella che sto percorrendo non è la mia strada…io ho perso la mia strada e la mia strada ha perso me…quella che sto percorrendo è un’altra strada..un palliativo,che ho accettato nella mia vita perchè dopo più di due mesi ormai che non lo sento più,mi sono dovuta rassegnare al fatto che lui non ritornerà mai più(e,a dire il vero,non so neanche se vorrei che tornasse da me:mi ha troppo ferita!),che la bellezza della nostra vita insieme non ritornerà mai più..mi sono rassegnata al fatto che la perfezione di quel suo abbraccio che io completavo quando mi stringeva,beh quella perfezione di me e lui insieme non esiste più…altre persone mi hanno abbracciato ma nessun brivido mi ha percorso la schiena come quando mi abbracciava lui,nessuna sensazione di perfezione,di eterno ho provato con loro…solo dei palliativi!sono certa che per te sia la stessa cosa…io vorrei dirti di sperare…perchè è vero io ho scelto la rassegnazione ma se avessi avuto la possibilità di sperare ancora,forse avrei scelto di sperare…ma il mio riferimento neanche questa possibilità mi ha lasciato!dunque il mio consiglio è..SPERA!spera ma non per lei,per te stesso..perchè la speranza ti fa sentire vivo ed in questo momento tu ne hai estremo bisogno…in bocca al lupo!un abbraccio

  • 3
    lipsia -

    Ciao Spectre, ahimè le parole del tuo post mi appartengono…non mi sono mai fermata a scriverle..proprio perchè quando mi fermo scalpito e ho paura, paura di me stessa e dei momenti “di bianco” come si dice, solo che la tua situazione è fresca, la mia dura da due anni ormai.
    E ti auguro di riuscire a interrompere definitivamente o riprendere il filo da dove si è interrotto, per non vivere in questo limbo, che per certi versi è distruttivo e improduttivo. A volte la sofferenza abbrutisce chi non ha un carattere sufficientemente forte e si finisce per fregarsene di tutto e lasciare tutto al caso.
    “E se la soluzione a tutto fosse semplicemente smetterla?”
    Ma smettere di fare che cosa? Di sperare, di cercare, di soffrire?

  • 4
    Spectre -

    Palliativo, appunto. imposto da altri, per giunta. Imposto dalle loro decisioni contro le quali non puoi far altro che alzare le mani in segno di resa.

    Per fortuna gli abbracci che il mio “punto di riferimento” mi da ancora, li sento sempre uguali, anzi c’è l’intensità in più della lontananza e della quiete (rigenerante) dopo la tempesta (devastante). come se in quei piccoli momenti che ancora ci concediamo senza programmazione, tornassimo ad un tempo. Quasi fossero una fuga da questa pazzia che ci ha investito.

    Però manca il filo conduttore di tutto questo marasma. Anche io raccolgo dei risultati, ma sono tutte cose impostate senza la terra sotto i piedi, fatte consciamente, o meno, in funzione di un qualcosa che verrà, sia esso del bene o del male.

    Una fase di transizione odiosa, nella quale gli atti compiuti devono essere sia parte di un soggetto più grande, ma anche il soggetto stesso. Il tempo dirà quali etichette attaccare e dove, io intanto lo ho stampare e le tengo in mano in attesa di un segnale.

    […] perchè la speranza ti fa sentire vivo ed in questo momento tu ne hai estremo bisogno… […]

  • 5
    tina -

    Caro Spectre…
    non so rispondere alla tua domanda e nemmeno ci provo. E poi, in fondo, penso che tu sappia già di aver dato tutto e di poter solo aspettare, o meglio, sperare…Però vorrei tanto poterti stringere tra le braccia come farei con un fratello minore che non ho ma che avrei tanto voluto avere. E lo avrei voluto proprio come te: saggio e fragile al tempo stesso. Di sicuro, qualunque cosa accada, rimarrà qualcosa di veramente importante…un ragazzo meraviglioso che ha dentro di sè un tesoro inestimabile.
    Ti abbraccio da sconosciuta ma con immenso affetto:))

  • 6
    Marco -

    Come ti capisco…mi sento come se guardassi la mia vita in televisione, come se fossi “staccato” dal mio vero me stesso..

  • 7
    celine -

    Spectre, comprendo bene questo tuo periodo di disorientamento, di “vertigine” continua, di dubbi che si insediano nella tua mente, senza lasciarti respirare. Credo che, in momenti particolari della nostra vita, sia inevitabile vivere queste sensazioni, specie se si è sensibili e speculativi, come tu mi appari. E credo anche che perdere la propria strada e i propri punti di riferimento, per quanto doloroso, sia a volte anche necessario e utile perchè ti costringe a far i conti con tante verità che ti sembravano ovvie e scontate.

  • 8
    confusione84 -

    come ti capisco….e come vorrei anche io ancora qualche attimo di quiete rigenerante con lui dopo mesi di tempesta devastante….spera….fallo perchè anche io lo farò con te…spererò con te,per te che lei ritorni…che il vostro amore ritorni…continua a vivere e a sperare!fallo un pò anche per me,che per il mio rapporto ormai in frantumi non posso più sperare….ti abbraccio teneramente…

  • 9
    Isis -

    Spectre…capisco in pieno il senso di smarrimento…ci son passata anche se diversamente…il mio punot di riferimento non è più tornato…mai più tornerà a questo mondo…
    MA
    il problema siamo noi, non loro, loro non avevano chiesto di essere il nostro riferimento, simoa noi che ce li abbiamo fatti diventare…è questo che dopo 5 anni ho compreso e non ho permesso che accadesse ora con l uomo che amo e con cui vivo…non farne mai un punto si riferimento, amare si, con tutti se stessi, andare avanti insieme si, ma con la consapevolezza di andare avanti, comunque , anche da soli…si nasce soli, si vivie soli, si muore soli…anche con una persona accanto, perchè prima ci siamo noi, poi noi e gli altri..non è egoismo è istinto di sopravvivenza, emotivo.

  • 10
    Spectre -

    @ confusione84
    se qualcosa dovesse accadere ti dovrò qualcosa 🙂

  • 11
    arianna -

    Si dice che “non esiste vento favorevole per un marinaio che non sa dove sta andando”, ed è vero…
    Capisco pienamente il tuo stato d’animo e una risposta non c’è alla tua domanda.
    Credo che le strade giuste si imbrocchino per caso e si palesino da sole; non c’è bravura nella scelta, non c’è tecnica, ma solo fortuna sfacciata..o destino..
    Io cerco di tenere alto l’entusiasmo, anche se a volte manca; cerco di continuare a credere che in mezzo a tanti matti ci sia la persona normale che cerco; continuo a sperare che la persona che mi ha fatto male rinsavisca sulla via di Damasco e cresca, prima anche di chiedermi scusa; continuo a cercare un senso che per ora non vedo, ma che certamente c’è.
    A volte mi piace pensare di essere dinanzi ad un quadro emorme, grandissimo, di dimensioni colossali, ma di non essere alla giusta distanza per ammirarlo nella sua interezza.
    Ne vedo solo alcuni dettagliatissimi particolari, che di per loro non hanno senso…ogni giorno mi allontano un po’ dalla tela e scopro un particolare in più…ecco, io credo che la strada giusta sia quella percorsa fino ad ora, quella che tra l’altro è obbligata e che mi allontana ogni giorno di più dal quadro, facendomi guadagnare un giorno la giusta prospettiva per capire il senso di tanto peregrinare.

  • 12
    confusione84 -

    SPECTRE……se qualcosa dovesse accadere,ed io me lo auguro,dovrò qualcosa io a te che mi avrai dimostrato che ancora vale la pena di sperare……CORAGGIO!!!!!!io sono con te….per quel che può valere,ci sono e spero con te…

  • 13
    Nick 75 -

    Caro Spectre…
    Domanda da “n” milioni di dollari…la strada che ho intrapreso io è quella dell’analisi razionale,in quanto penso che questa sia l’unica via (consolatoria??) per affrontare percorsi che il cuore devierebbe in maniera impietosa.Ed è soltanto la ragione che potrebbe innescare quella “speranza” invocata da confusione84,e che il cuore non lascia mai fuggire…Personalmente,la ragione mi sta dando tanta speranza…Ricordi,caro Spectre,nei vari post in cui ci siamo scambiati le nostre opinioni e le nostre sofferenze,la metafora del mosaico…La ragione, a distanza di un pò di tempo,ha messo a posto tanti tasselli,forse la maggior parte…I più importanti sono nelle mani di lei…La ragione mi dice che non si può sfasciare questo mosaico,una volta acclarati (da parte di entrambi) i motivi per i quali è accaduto questo cataclisma…Spero con tutto il cuore che anche per te possa valere questo tipo di “impostazione”…anche perchè,se così non fosse,e cioè se da un lato la mente ci dà speranza, se la mente porta verso strade di positività,e che quindi hanno motivazioni razionali,coincidenti con le sensazioni del cuore,mentre poi dall’altro lato la realtà,in futuro,non avesse un tale sviluppo,penso che il cassetto dei ricordi si potrà svuotare e chiudere a chiave più semplicemente…Il cuore conta più della mente,ma è solo quest’ultima che ci potrà consentire di andare avanti e di dire un domani che spero non arrivi mai per nessuno di noi “ma sì….ma chi me l’ha fatto fare…non ne valeva proprio la pena!!”
    Un abbraccio fortissimo, grandioso Spectre…spero che un giorno potremo conoscerci,”sento” un feeling speciale nei confronti di ciò che esprimi!!

  • 14
    Spectre -

    Come hai ragione nick75, dannatamente ragione. Nei periodi di crisi si scoprono insperati alleati o compagni di viaggio che paiono gemelli da cui ci hanno separato alla nascita.

    L’impostazione di cui parli è proprio la stessa che ho dato io alle cose. Analisi razionale in mezzo ad un mare di cose irrazionali, con quella consapevolezza (di entrambi, ma senza garanzie) che “[…] non si può sfasciare questo mosaico, una volta acclarati (da parte di entrambi) i motivi per i quali è accaduto questo cataclisma […]”. Attesa, costruzione, ricostruzione, gioia e tormento, inferno e paradiso appunto. Mosaico, che poi per me è fatto essenzialmente di due pezzi, volendo ridurre la cosa ad un minimo che è anche il massimo. Due pezzi che sanno entrambi di essere perfettamente tagliati per incastrarsi tra loro, e che alla fine se lo sono detto pure, consci però c’è qualcosa che non và.

    Purtroppo, come nel tuo caso, “[…] I più importanti sono nelle mani di lei […]” e visto come lotto per certe cose, la situazione mi fa ribollire Per il resto hai parlato per me.

    Come ho già detto, nel caso in cui ci fossero sviluppi li leggerai qui. Nel bene e nel male bisognerà dare una fine a questo percorso no? Speriamo di incrociare le ns. storie positivamente, senza trovarsi a chiudere il tutto con quel “… ma chi me l’ha fatto fare”, che sa tanto d’occasione d’oro buttata nello scarico del water.

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