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C’è qualcosa di strano…

Salve a tutti. E’ la prima volta che scrivo su una pagina web che molti definirebbero per cuori solitari. Ma vorrei raccontare a tutti la mia storia, che è molto complicata. Cinque mesi fa conobbi a Varsavia la mia fidanzata. Ci siamo piaciuti sin da subito, quasi un amore a prima vista. E’ stata una primavera fantastica, quella di quest’anno, io andavo a Roma e lei veniva a Venezia. A maggio qualcosa si è inceppato. Fino alla prima metà del mese andava ancora tutto a gonfie vele, ma poi la terza settimana dello stesso mese, cominciamo a sentirci sempre di meno, a non pianificare più nulla, perché lei stava male. Parlando onestamente, credo che lei si sia caricata su di sé una responsabilità enorme, quella del mio ormai prossimo trasferimento a Roma. Una responsabilità verso di me e verso la mia famiglia. Non sono uno psicologo, studio relazioni internazionali, ma i sensi di colpa giuocano brutti scherzi. Vorrei cercare di farle capire che non si deve fare carico di una responsabilità che non le appartiene. Io sto per terminare la triennale a Venezia e il corso magistrale in Relazioni Internazionali alla Sapienza si è rivelata una scelta obbligata, studio infatti polacco, cosi come la mia ragazza. Insomma siamo precipitati in un periodo di crisi profonda, ci sentiamo poco e quel poco litighiamo, ma l’amore non è finito, c’è ancora, da parte mia come da parte sua. Non riusciamo a capirci a vicenda. Lei dice di voler risolvere alcuni suoi problemi da sola, ma non ho capito quali siano. Non mi è mai capitato di soffrire cosi tanto. E c’è dell’altro. Essendo uno studente fuori sede, sono infatti nato e cresciuto a Cagliari, ho dovuto rendere conto del mio trasferimento ai miei, che conoscendo la situazione, mi hanno lasciato libero e avrebbero potuto dire di no. Cari lettori, caro direttore, io sono credente, credo che nella nostra vita siamo chiamati ad una missione, sia per quanto riguarda la realizzazione professionale, sia per quanto concerne la sfera sentimentale. E credo ci siano dei segni che ci vengono mandati da Lassù, un segno secondo me, è il fatto che io veda Roma e senta il nome della mia ragazza dovunque, troppo spesso, per essere casuale. Un segno è anche che anche lei, ieri, poiché nella Capitale la terra ha tremato, ha vissuto l’esperienza del terremoto, come me un mese e mezzo fa circa a Venezia; a lei tutto va male e pure a me le cose non stanno andando a gonfie vele. Sento di dover continuare a credere in quest’amore, almeno finché non sarò a Roma e lì vedrò effettivamente se la storia continuerà oppure no.
Stefano.

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