Incontriamo potenziali killer tutti i giorni. Come riconoscerli
L’uomo, 54 anni, ha perso la testa.
Sarah è stata uccisa per aver rifiutato le avances dello zio Michele.
Strangolata nel garage e buttata in un pozzo in un podere a due chilometri da Avetrana-
QUANTI POTENZIALI KILLER INCONTRIAMO TUTTI I GIORNI? COME RICONOSCERLI
I killer passionali quasi sempre sono persone di sesso maschile molto vicine alla vittima. Mariti, figli, padri. Ma perché un uomo uccide una donna? Quasi sempre è il rifiuto della donna a fare qualcosa che il maschio pretende da lei. E cosa pretende il maschio killer da una donna? Disponibilità a fare sesso, soldi, proprietà immobiliari, comportamento da schiava e disponibilità totale a fare da badante tuttofare per il maschio padrone possibilmente gratis cioè per vocazione innata.
Questi maschi con queste attitudini al killeraggio sono stati allevati in genere da madri a loro volta succubi di maschi padroni. È la catena della schiavitù psicologica.
Ma una donna può evitare di imbattersi in un maschio killer? Si, deve innanzitutto evitare di essere troppo disponibile, non assecondare il proprio senso del dovere. Qualunque cosa le chieda un maschio non deve automaticamente dargliela e ricordarsi che se una cosa piace al maschio automaticamente piace anche a lei. Il maschio comincerà a maltrattare la donna che si mostra troppo disponibile e paurosa delle sue reazioni. La paura femminile, l’ansia di accontentarlo, eccita la violenza maschile, e il maschio pretenderà sempre di più e si mostrerà sempre più insoddisfatto di quello che la donna farà per lui.
Consiglio fondamentale per una donna: lasciate prima possibile la famiglia dei vostri genitori, costruite una vita autonoma economicamente, e soprattutto scegliete sempre il meglio per voi stessi. Il cibo migliore, i ristoranti migliori, una bella casa e così sarà facile scegliere il miglior uomo per voi. L’uomo va scelto tra quelli che sono attratti da voi. Da scartare subito quello che vi corteggia. Chi corteggia è falso e vi deluderà quando vi avra conquistato. Siate voi stesse, esprimete la vostra creatività seguite ciò che veramente vi interessa, non reprimetevi quasi mai e se dovete reprimervi scaricate subito la tensione in una attività fisica in mezzo alla natura dove possiate respirare profondamente. Non costringetevi a frequentare persone noiose e sgradevoli, che parlano di se senza preoccuparsi se vi interessa quel che dicono. Gli uomini migliori sono quelli che non vi chiedono di rinunciare a esprimere quello che sentite e a di fare quello che più vi piace. Pericolosi sono anche gli uomini che una volta iniziata una relazione affettiva con voi vogliono fare sesso anche quando voi non lo desiderate. Semplicemente non vi amano. L’amore comporta sempre rispetto dei bisogni dell’altro, pazienza ma non repressione. Se non vi va di fare sesso con il vostro partner vuol dire che non lo amate e quindi la cosa migliore è chiudere il rapporto.
Paolo Mario Buttiglieri
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Categorie: - Attualità - Riflessioni
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Mi colpisce questo: “Da scartare subito quello che vi corteggia. Chi corteggia è falso e vi deluderà quando vi avra conquistato”.
Ora, in generale, per una donna non è facile… Se l’uomo “che ci prova subito” fa una pessima impressione, più facile è riporre fiducia in quello che “corteggia”. Ma lei dice che è falso e non va bene nemmeno quello.
Quindi che si fa?
@uqbardeva
-“…Consiglio fondamentale per una donna: lasciate prima possibile la famiglia dei vostri genitori, costruite una vita autonoma economicamente, e soprattutto scegliete sempre il meglio per voi stessi. Il cibo migliore, i ristoranti migliori, una bella casa e così sarà facile scegliere il miglior uomo per voi…”
…e se, causa forza maggiore non fosse possibile “lasciare” la famiglia prima possibile, che si fa? scegliete sempre il meglio, cibo e quant’altro…meno male che c’è lei a consigliare, se no povere donne…
-“…Da scartare subito quello che vi corteggia. Chi corteggia è falso e vi deluderà quando vi avra conquistato…”
come scegliere allora, di grazia?
-“…Non costringetevi a frequentare persone noiose e sgradevoli, che parlano di se senza preoccuparsi se vi interessa quel che dicono…”
…e se si fosse costretti a frequentare persone sgradevoli e noiose di cui sopra causa forza maggiore(…leggi lavoro…)come bisogna comportarsi?
-“…Gli uomini migliori sono quelli che non vi chiedono di rinunciare a esprimere quello che sentite e a di fare quello che più vi piace. Pericolosi sono anche gli uomini che una volta iniziata una relazione affettiva con voi vogliono fare sesso anche quando voi non lo desiderate…”
…su quest’ultimo punto,no comment…
uqbardeva,
grazie per la sintesi, sempre utile anche se, magari, non facilmente accoglibile o realizzabile in tutti gli aspetti.
è sempre di aiuto per imparare a pensare e ad agire in modo attento e consapevole.
cordialità.
fatemi capire… se l’uomo corteggia, è da evitare perchè è interessato, quello che vi chiede subito sesso pure.. chi rimane? quelli che non ti guardano neppure? ma allora non rimane nessuno. min...., un genio.
per la storia della povera sara… io aspetterei a dare giudizi, perchè la faccenda è molto piu complicata di quello che è. c’è un’inchiesta in corso. e non è neppure tanto semplice. e di sicuro qualcos’altro verrà fuori, purtroppo.
tornando all’articolo.. qualcosa di giusto c’è. non si deve chiedere al proprio compagno di rinunciare a qualcosa. esiste comunque la mediazione, no?
è proprio vero che,come diceva Umberto Eco,una laurea in sociologia non la si nega a nessuno.proprio a nessuno!!!!
Scusate, ma a me sembra che in questa lettera (a parte il titolo, un po’ troppo “sensazionalistico”, diciamo) siano state dette diverse cose sensate, come per esempio di non costringerci, noi donne, a “non frequentare persone noiose e sgradevoli, che parlano di se senza preoccuparsi se vi interessa quel che dicono”. Cosa che accade molto spesso. Diciamo, insomma, che bisogna impegnarsi veramente molto, per evitarsi di avere “frequentazioni” con uomini noiosi e sgradevoli. 🙂
Quoto Pasquino!
Sono stufo di tutta questa superficialità, che i laureati in materie psicologiche e sociali, continuano a spargere!
La sociologia è una scienza, “studiata” purtroppo, da gente, che la scienza, troppo spesso, non sa dove sta di casa! Sono molto più bravo io a dire cose sensate, senza essermi mai laureato in queste materie!
La verità è ben altra, la violenza fatta, in quasi tutte le sue forme, è generata da altra violenza subita.
Insomma, questi individui, per loro natura e, o esperienza, non sono adatti a vivere felicemente nella società in cui stanno oggi nel 2010.
Finiscono per sentirsi maltrattati (quindi violentati almeno un po’ troppo) dalla società circostante, finendo così per esplodere. Magari dopo trenta anni o quaranta o cinquanta o chissà.
Sono malati? Da un certo punto di vista, probabilmente.
Sono in grado di intendere e volere? Quasi sempre sì, anche perché queste azioni scaturiscono da pensieri “impuri” (passatemi il termine, è per capirci) che sono lasciati “fermentare” dentro.
Come si riconoscono? Quasi sempre sono fra gli insoddisfatti. Quindi, al massimo siate un po’ più accorte con questi ultimi.
Per il resto, è chiaro che la società odierna così com’è, fa schifo. Bisognerebbe aggiustarla, in modo da farla smettere di creare mostri. Per farlo però, prima bisognerebbe studiarla. Servirebbero dei sociologi con una mentalità scientifica, che di concerto con psicologi sociali e altri attori dello studio dell’essere umano e della società, mettessero definitivamente i puntini sulle i. Valli a trovare in questo momento storico. Forse non c’è neppure una volontà politica. O forse è questione di cultura scientifica, carente anche nei settori scientifici?
Va beh, meglio non continuare.
@Aura
“…Diciamo, insomma, che bisogna impegnarsi veramente molto, per evitarsi di avere “frequentazioni” con uomini noiosi e sgradevoli…”
Se non baglio questa regola ha carattere generale e vale per tutti uomini e donne, a meno che tu non pensi che voialtre siate “divertenti & gradevoli” per definizione… 😉
Senz’altro, Man, la cosa può valere (quanto a “noia e sgradevolezza”) anche nell’altro senso, suppongo: per qualche raro uomo. Avevo voluto insomma – generosamente – alleggerire fatti crudi e inconfutabili: gli ammazzamenti e le violenze fisiche li subiscono in maggioranza le donne, e per mano di uomini. Perciò a una donna media scampata all’omicidio e/o a “semplici” legnate, il minimo che capita è d’incontrare uomini terribilmente noiosi e sgradevoli, che deve cercare di rifuggire, pure con molto impegno, anche vista la quantità degli stessi. 🙂
@Aura
tanto per alleggerire …
“…Senz’altro, Man, la cosa può valere (quanto a “noia e sgradevolezza”) anche nell’altro senso, suppongo: per qualche raro uomo…”
…fammi capire, quindi la maggior parte di voi “sarebbe” divertente & gradevole, ho capito bene? permettimi di dubitare, tanto per usare un eufemismo…
“… Avevo voluto insomma – generosamente – alleggerire fatti crudi e inconfutabili: gli ammazzamenti e le violenze fisiche li subiscono in maggioranza le donne, e per mano di uomini…”
generosamente?!? boh…
Le violenze le subiscono tutti, anche gli uomini mon chèrie, e per tua informazione rappresentano la maggioranza in termini statistici …a meno che per te un padre separato a cui una ex moglie(buona & brava per definizione) abbia portato via(…per non dire strappato..) figli, casa e stipendio, non faccia parte della categoria delle vittime…tu quante donne ammazzate dagli uomini conosci? Io nessuna, ne vengo a conoscenza attraverso i media per fortuna. Di padri ridotti in braghe di tela da donne senza scrupoli e senza cuore, uff… sapessi quanti! o vogliamo parlare della violenza delle madri sui figli, culminante nell’omicidio…mai sentito parlare di queste cose nei notiziari di cui sopra?
“…Perciò a una donna media scampata all’omicidio e/o a “semplici” legnate, il minimo che capita è d’incontrare uomini terribilmente noiosi e sgradevoli, che deve cercare di rifuggire, pure con molto impegno, anche vista la quantità degli stessi. :-)…”
Sapessi quante smandrappate da due soldi che scorrazzano in giro…
per concludere…Tu saresti una donna media, quindi…? che dire….chapeu! 🙂
Certo, Man, io sono una donna media. Scampata a omicidio, legnate, e banale maschilismo come il tuo… Il dente avvelenato, lì, sempre pronto, anche quando si parla di omicidi (di donne, per mano di uomini). Fa male, eh? Dà fastidio, lo so… Salutoni. 🙂
PS: sono figlia di padre separato… E allora? E meno male che mia madre si è separata… Se vuoi parlare dei problemi dei padri separati, parlane pure, ma qui si parlava di donne ammazzate da uomini, che sono tante. Risalutoni, e soprattutto auguri… 🙂
Aura
In primis le donne medie non sono quelle scampate ad omicidi e quant’altro, vivaddio…sai cosa significa “media”, no? spero di si! 🙂
Banale maschilismo il mio?!? fai di tutt’erba un fascio, ed io sono un banale maschilista? omicidio(…sul quale peraltro, non è stata ancora scritta la parola fine, e che potrebbe riservare ulteriori risvolti…) e storia personale a parte, le leggi le “cose” che scrivi?è sintomo di intelligenza il voler generalizzare ad ogni costo? il fatto che tu sia figlia di genitori separati non solo non avvalora e non giustifica le tue esternazioni, a meno che tu non sia(…lo spero per te, se no povera “media”…)molto giovane, ma spiega i tuoi atteggiamenti, un po’ troppo di parte, fermo restando il rispetto per questo grave episodio di cronaca.
“…Il dente avvelenato, lì, sempre pronto, anche quando si parla di omicidi (di donne, per mano di uomini). Fa male, eh? Dà fastidio, lo so…”
…dente avvelenato…fastidio… fa male?…
Semplicemente no comment. Cerca di risolvere i tuoi problemi personali, sai com’è,gli uomini non sono tutti come tuo padre…
“…Non ci si vendica mai bene ricorrendo al male…”
Baltasar Graciàn
“Le violenze le subiscono tutti, anche gli uomini mon chèrie, e per tua informazione rappresentano la maggioranza in termini statistici …”
Ahahaaha!
Cosa non fanno certi uomini pur di non parlare delle donne ammazzate dagli uomini… Ciao ciao Man, auguroni…
mi scusi egregio dottore,
non ho trovato una e dico una persona che mi spieghi perchè quella madre di savona ha strangolato il figlio di 3 anni; sa la gogna mediatica va a gonfie vele in questi periodi, ma quello che non comprendo è perchè il vento soffi sempre in un’unica direzione
Tra l’altro ci sono stati dei risvolti importanti dal momento della sua esternazione, ma sembra che la malsana abitudine di voler giudicare a tutti i costi, continui ad essere la panacea per i nostri mali
Spero che non risolva il mio quesito con la solita e superficiale spiegazione del post partum perchè sarebbe al quanto poco soddisfacente e comunque incomprensibile, o forse dobbiamo pensare che della morte di un bambino non ne debba essere fatta menzione per non appannare l’equazione maschio=killer ?
solo per mettere i puntini sulle i, pur ammettendo che anche le donne sono esseri umani che possono sbagliare, per le ragioni più disparate, giustificabili o meno…
“… Come dimostra lo studio dell’OMS sulla salute delle donne e la violenza domestica condotto in 10 paesi, tra il 15% (in Giappone) e il 71% (Etiopia rurale) delle donne hanno subito violenza fisica o sessuale da parte del marito o di un partner. L’ISTAT riporta che in Italia, nel 2006, quasi sette milioni di donne – tra i 16 e i 70 anni – sono state vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita. …” (Fonte: Graziadei A, Materia E.La violenza contro le donne come priorità sociale e sanitaria. Salute Internazionale 11/10/2010.)
non sempre le donne finiscono uccise, per fortuna, ma mi sa che, purtroppo, sono tuttora bistrattate da compagni e/o da figli molto più spesso di quanto si potrebbe pensare…
e, per completare il quadro statistico d’insieme:
“… Adriana Spera, di Rifondazione comunista, presidente della Commissione consiliare scuola e lavoro del Comune di Roma, ha riportato un dato indicativo dell’atteggiamento delle istituzioni. “Nonostante i casi siano in aumento – ha sottolineato Spera – l’Istat fornisce dati soltanto quinquennali. L’ultimo rilevamento è del 2002 e registra un preoccupante aumento del fenomeno, ma soprattutto indica che nel 90% dei casi le donne non denunciano le violenze subite e il 77% non parla con nessuno”. Spera ha inoltre ricordato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato la violenza come fattore di rischio per una serie di patologie (ginecologiche, gastroenterologiche e mentali), tanto da diventare la prima causa di morte per le donne tra i 15 e i 44 anni….” (fonte: http://www.repubblica.it)
In tutta sincerità Rossana, non sarei così sicuro nell’affermare che le donne sono le più bistrattate all’interno delle famiglie; la maggior parte delle denuncie sporte per molestie nei confronti dei propri compagni o mariti, si sono rivelate dei falsi creati ad hoc.
Il fenomeno va anche visto anche sotto un aspetto culturale, mi spiego meglio facendo un esempio; se marito e moglie litigano e le dà una sberla, questa lo denuncia per violenza nei propri confronti. Se la sberla la rivece il marito invece e ti garantisco che non è un evento così remoto, non rientra nel costume di maschio rivolgersi ai carabinieri e sporgere querela,non è da uomini, forse verrebbe anche ironicamente invitato ad andarsene.. alla fine la violenza è stata perpetrata da ambo le parti, ma ne è rimasta solo una traccia.
Un altro esempio, lo stalking: se facessi squillare il telefono alla mia ex moglie dopo una certa ora, potrei beccarmi una denuncia perchè secondo la legge la stò molestando, anche se l’intento era quello di avvisarla che nostro figlio è in ospedale..Se viceversa il giorno prima sempre telefonicamente mi sono beccato gli insulti più infami sempre dalla mia ex e la voglio dennciare devo poterlo dimostrare; buondì! Altra denuncia x violenza me la potrei beccare dopo un rapporto sessuale paradossalmente consenziente, niente di più facile
Non percepite lo squilibrio dietro a tutto questo? Eppure le statistiche ne tengono conto eccome.
Ed è altrettanto vero che alcune denunce non arrivano nemmeno sulla tavola del magistrato, c’è da chiedersi il perchè
La violenza c’è, ne andrebbe analizzato e ridefinito il concetto e andrebbe prevenuta ed arginata, sono d’accordo, ma arrivare a sbandierare dati che vogliano far volutamente presagire che viviamo nel paese degli orchi, non lo ritengo etico, gli avvoltoi mediatici ne andrebbero a nozze, forse anche l’autore di questo 3d visto che ci ha lasciato precisi riferimenti
Ritengo che gli studi fatti in merito dagli organi competenti debbano essere approfonditi tenendo conto di elementi di natura sociale forse in precedenza non considerati; famiglia,separazioni,violenza sono facce della stessa medaglia
Grazie inoltre Rossana, per aver riconosciuto che anche le donne sono esseri umani che possono sbagliare per le ragioni più disparate giustificabili o meno, è raro sentirlo di questi tempi,ma curiosamente mi ricorda uno slogan più in auge che recita: le donne non mentono mai e se lo fanno è a fin di bene.
un caro saluto
Quoto Diego, e, a proposito di stalking a carico degli uomini… ci sono volute le jene per far cambiare il modus operandi del call center antistalking del ministero delle pari opportunità dal momento che questo, a quanto pare, funziona a senso unico. http://www.tgcom.mediaset.it/televisione/articoli/articolo491432.shtml
saluti
man,
è stato un bene che il modus operandi del call center antistalking del ministero delle pari opportunità sia stato indotto a modificare in modo paritetico il suo operato, anche se dubito che siano molti i casi di uomini molestati da donne… magari molestati da altri uomini, con scarsa attinenza alle pari opportunità…
piuttosto, se le iene avessero questo potere, sarebbe altrettanto utile che alcune leggi relative a separazioni, divorzi e affidamento dei figli fossero riprese e modificate in modo meno penalizzante per gli uomini. questo sì che rappresenterebbe un bel passo in avanti: niente alimenti alle “signore” in grado di tirarsi su le maniche e procurarsi da vivere in modo autonomo!
e niente pensioni di reversibilità a donne e uomini che già godono di una propria pensione.
possibile che nessuno mai pensi a rendere davvero giustizia e a migliorare le casse INPS?
Rossana,
lo stalking non consiste solo in molestie fisiche, bensì in tutta una serie di comportamenti anomali e fastidiosi verso una persona, costituiti o da comunicazioni intrusive oppure da comportamenti volti a controllare la propria vittima,e così via, e lo possono subire anche gli uomini, per esempio sul posto di lavoro, da un superiore dell’altro sesso, motivato dalla volontà di licenziare la vittima, o dalle loro ex, quando usano i figli per ricattarli.Quanto alla legge sulle separazioni,spero vivamente che si muova qualcosa, se no dovranno costruire nuovi dormitori pubblici, leggevo stamattina che il numero dei padri separati del comune di Milano che va a dormire nei dormitori in questione, sta aumentando di parecchio.
man,
hai ragione ad affermare che le molestie non sono soltanto fisiche e che anche gli uomini possono esserne vittime.
ciononostante, resta nella mia mente il fastidio che provo al solo pensiero di molestie a carattere sessuale, tipo quelle banali che tutte noi, prima o poi, abbiamo provato con la semplice “mano morta” subita su mezzi pubblici affollati. ti assicuro che è qualcosa di tremendamente antico e insignificante quanto pesante e umilante da sperimentare…
ben venga la parità in tutti i sensi, anche se penso che siano ancora le donne a doverla conquistare, non tanto per legge quanto per il rispetto che loro stesse sono in grado di esigere e di ottenere.
Quoto diego e man riguardo a tutto quello che hanno detto. Aggiungo e specifico, che la presunta verità, “uomo peggiore della donna”, è sfruttabile sia da un punto di vista commerciale che politico.
Insomma, esistono, una clientela femminista, e un elettorato femminista. Inoltre, parlando di queste “questioni sociali”, è facile fare la figura della persona dall’etica sociale sviluppata, così da poter guadagnare ulteriori consensi in società.
È per questi motivi, oltre che per una questione culturale, che questa presunta verità è così protetta mediaticamente e socialmente.
Bisogna anche considerare, quello che è un dato incontrovertibile, giacché stra dimostrato scientificamente: avere più media dalla propria parte, corrisponde a una maggiore capacità di portare l’opinione pubblica dalla propria parte. Non ho mai sentito parlare di violenza femminile. Invece ho sentito parlare della violenza di SINGOLE donne e di violenza maschile. Sarà che non esiste proprio la violenza femminile? Ne dubito. Qualcuno potrebbe obbiettare che se vi fossero studi che affermano di una violenza femminile, se ne palerebbe e che certamente non si è mai trovato nulla al riguardo. Sbagliato! Gli studi ci sono. Sono rari, perché è raro che siano commissionati, a differenza degli altri.
Allora perché non se ne parla? Perché esistono argomenti tabù che non possono essere toccati. Vi basti sapere, che per ogni studio commissionato sulla violenza così detta, intergenere, senza distinzioni, ve ne sono centinaia sulla violenza maschile sulle donne. Sareste sorpresi nel leggere i risultati di questi studi più paritari. Dicono che la violenza è presente nella stragrande maggioranza delle coppie ma in tante tipologie diverse: lui picchia lei che subisce; lui picchia lei che si difende; lui istiga lei per essere picchiato o per picchiarsi vicendevolmente; lei picchia lui che subisce; lei picchia lui che si difende; lei che istiga lui per essere picchiata o per picchiarsi vicendevolmente, eccetera. Dicono anche che è un po’ più facile che siano le donne ad alzare le mani sia per questioni culturali (la donna può) sia per ragioni psicologiche particolari per esempio, il timore verso le dimensioni e la forza del compagno che devono essere esorcizzate. Comunque, non credo che servano gli studi scientifici per guardarsi intorno e vedere un certo numero di donne che assillano, prendono in giro, pizzicano, rimproverano, e avvolte, persino schiaffeggiano i propri compagni davanti a tutti. In generale io sono contro la superficialità, perciò non credete a me. Studiate il problema.
per me la risposta è semplice: basta confrontare il numero di detenuti rispetto al numero di detenute. non ricordo le cifre esatte ma so bene che le donne in carcere sono molto meno degli uomini in carcere.
queati sono fatti, indipendentemente dalle note caratteriali che possono essere pure peggiori nelle donne ma che, evidentemente, non portano a violenze gravi, fisicamente parlando.
tanto per non essere tacciata di “parlare a vanvera”:
“Che tipologia ha il detenuto italiano medio?
Secondo le statistiche, riferite al 2008, è un uomo (solo il 4,3% della popolazione carceraria è femminile), ha tra i 30 e i 34 anni (il 17,4% del totale), è celibe (il 45,5%), non ha figli (il 63,5%) e ha un diploma di scuola media (il 33,9%). Il detenuto più vecchio d’Italia si trova nel carcere di Avellino, ha 87 anni, ha ucciso il genero quando ne aveva 82. La fine pena è prevista per il 2011.”
da La Stampa.it – Domande e risposte
la verità è che molto, ma molto spesso ci si difende dietro alla violenza fisica subita per nascondere vigliaccamente la violenza morale perpretata e le donne sanno che la violenza a parole fa molto male all’altro sesso, ma di certo non si risparmiano perchè VOGLIONO fare male, ma naturalmente non all’interno dei tribunali non si possono fare i processi alle intenzioni, percui ciò che rimane agli atti e all’opinione pubblica informata distortamente dai vari pilotati palinsesti, è solo il risvolto finale di una vicenda.
Per esperienza ho imparato che prima di scendere a facili giudizi bisogna sempre ascoltare tutte e due le campane, sempre
Affermare che nelle prigioni ci sia prevalenza di un sesso rispetto ad un altro è un dato inutile che non dice assolutamente nulla riguardo il problema; e ricordiamoci a tal proposito che l’uomo è notevolmente più esposto riguardo la donna! un uomo alla disperazione spaccia o compie dei furti e viene punito, la donna alla canna del gas si mette sul marciapiede a battere, ma viene punito chi la frequenta o chi la sfrutta, la donna invece è sempre vittima, è sempre la debole, però vuole ed ottiene la parità di diritti ma apparentemente non dei doveri però, ad esempio quando chiede la separazione dal marito sa già che casa e figli le verranno assegnati a scapito della sola persona che dovrà rimboccarsi le maniche; l’ uomo. Ed anche qui le accuse di violenza si sprecano, peccato che poi si dimostrino false per la quasi totalità dei casi, ma il fenomeno è diventato un buon affare per chi è del mestiere e per tutto il carrozzone che ci gira intorno, a partire da avvocati, media e politici.
E noi stiamo ancora qua a discuterne…
@rossana. Primo, non ho mai tentato di affermare che le donne sono peggiori degli uomini. Dove lo hai letto. Ti prego di rispondere a questa domanda.
Secondo, l’affermazione che gli uomini, essendo maggioranza nelle carceri, sono peggiori, è superficiale e facilona. Infatti, parlando al livello occidentale (quindi non solo in Italia), in genere in galera finiscono soprattutto i “gruppi sociali” meno protetti dalla morale di stato (che è anche un po’ la morale pubblica delle elite culturali, oltre che delle elite politiche). Ad esempio: le minoranze etniche, i poveri, e gli uomini. Per la nostra morale di stato, infatti, le donne sono certamente a un livello di moralità e, anche un po’ di conseguenza, di dignità, superiore a quello degli uomini, anche se non esistono dati scientifici esaurienti ed esaustivi che avvalorino questa tesi. È un dogma!
Pensaci, se una donna uccide, subito, tanto i legislatori, quanto i giornalisti si chiedono pubblicamente come possa essere accaduto, cercando (secondo me giustamente) spiegazioni, ma con una specie di compassione (vera o falsa che sia) di fondo. Quando l’assassino è uomo, invece, la stessa compassione e la stessa ricerca delle ragioni, non è concessa. Non in egual misura. Mai, in egual misura.
Poco importa, se molto spesso esistono due schieramenti, che si scontrano sulle diverse questioni.
Se i poveri, e gli appartenenti alle minoranze etniche, sono sostenuti dalla sinistra e dai cattolici, gli uomini, come categoria da sostenere, semplicemente non esistono. I pochi che credono e che parlano dei concetti che espongo, sono considerati, come una resistenza partigiana (combattenti per la verità), da quelli come me, e come dei terroristi (misogini maschilisti), da tutti gli altri.
Sì, è vero, spesso anche le resistenze partigiane finiscono per fare delle schifezze in preda all’odio. Quindi, anche quelli che ho chiamato “combattenti per la verità”, possono diventare misogini maschilisti, ma ciò è dovuto alla sensazione di ricevere continue vergate sulla propria dignità, senza poter avere speranza di cambiare il mondo in modo più giusto. È un’ovvietà che la misandria produca misoginia, com’è vero, viceversa.
Chiedo scusa. Probabilmente i lettori non conoscono la parola “misandria”. Significa odio per gli uomini.
Se fate una ricerca su google, noterete pochi risultati su questa parola, mentre sul termine misoginia, altro che pioggia sul bagnato! Chissà perché? Forse solo gli uomini possono odiare l’altro sesso? O forse ho ragione io?
Ci tengo a specificare che la misoginia come la misandria non mi appartiene. Piuttosto, delle volte ho qualche scatto di misantropia.
Shokinmytown.
non mi pare di aver risposto a te personalmente.
ho espresso il mio punto di vista sulla questione, che per me resta basato sui fatti, anche se non ho difficoltà a riconoscere che spesso il maschio risponde con violenza alla provocazione verbale della donna. schiaffi dati e ricevuti da entrambe le parti, non hanno comunque lo stesso peso.
noto, in ultimo, che quando la relazione di coppia non funziona più come si vorrebbe, basta davvero poco a provocare un uomo…
“ho espresso il mio punto di vista sulla questione, che per me resta basato sui fatti” No! Quell’affermazione non si basa sui fatti, ma su quello che appare senza analizzare nulla. Chiunque, nel 1200 avrebbe pensato, “ovvio che la terra sta ferma e il sole le gira in torno”, perché questo è quello che suggeriscono i sensi. Tu non senti la terra muoversi sotto di te, però sai, perché te l’hanno insegnato, che non sempre la spiegazione più immediata è quella giusta. Io ti ho fatto un’argomentazione, per quanto stringata, che come minimo getta dei dubbi su quello che affermi, ma tu nonostante questa volta stessi rispondendo “propriamente a me”, l’hai ignorata. Perché?
“schiaffi dati e ricevuti da entrambe le parti, non hanno comunque lo stesso peso”. Falso perché: 1. Non sempre la donna è messa peggio fisicamente del proprio ragazzo. 2. Una donna, proprio perché magari si sente più debole, può usare degli attrezzi: piatti, manici di scopa, ombrelli, eccetera (ti assicuro che possono far danni gravi). 3. Perché, picchiare qualcuno è sempre lesivo della sua dignità, e questo può fare molto male psicologicamente. “spesso il maschio risponde con violenza alla provocazione verbale della donna”. Ci sono persone (uomini e donne), che vengono indotte al suicidio da atteggiamenti e parole. Non ho più tempo. Avrei ancora altro da dire.
Shockingmytown,
sei stato picchiato da una donna? io sì, da un uomo che diceva d’amarmi e d’amare la verità e la libertà!
non mi pare che siamo i più adatti (in quanto coinvolti) a discutere un tema così vasto e così “pesante”.
ti potrei dare dei numeri su quante donne ancora oggi subiscono mutilazioni genitali (non certo effettuate per volere femminile), su quante donne muoiono al giorno per mano di un uomo (sempre in risposta a provocazioni verbali?) oppure su quante donne al giorno subiscono stupri (e non solo in guerra o per abbigliamento provocante) ma non sono nemmeno troppo interessata ad aver ragione e ad argomentare con te.
mi basta porti e porre una domanda: qual’è il sesso che tende a risolvere i dissidi e a dominare con la forza?
d’altro canto, so che le leggi attuali in materia di separazione, divorzio e custodia dei figli sono sbilanciate a favore della donna. con il tempo, spero, si porrà rimedio a questa ingiustizia…
in ogni caso, “vivere male” non è equiparabile al morire o al subire botte e violenze tra le mura domestiche. sono due “dimensioni” ben diverse…
scusate, ma finche continuiamo a confrontare delle cose diverse e situazioni differenti, è ovvio che non ci si ritrova, nel parlare… le mutilazioni genitali femminili ( al prai dell’uccisione dei gemelli e al pari del sacrificio del primo figlio) sono usanze barbare e stupide e inutili di interpretazioni religiose volte al mantenimento del potere. ( infatti nel corano non si parla della mutilazione femminile. è stata imposta in alcune culture, da parte di visioni distorte dei soliti santoni, per mantenere un controllo ferreo sulla popolazione. ) non mi sembra che nell’italia cattolica esista una cosa simile. quindi, che cosa confrontiamo? questo con quello? ( ad onor del vero, in italia il delitto d’onore è esistito fino a pochi anni fa) purtroppo, come si diceva sopra, se tua moglie ti da uno schiaffo, te lo tieni. se lo stesso schiaffo lo da l’uomo, questo si ritrova denunciato per aggressione. se la stessa denuncia la fa l’uomo, gli ridono in faccia. il vero problema è che si è un po tutto spostato a favore della donna ( non di tutte. ma se vi fate un giro sul sito dei padri separati, ascoltate un paio di storielle ca fanno rabbrividire. si lo so, esistono anche uomini bastardi e stronzi) sarebbe bello che si potesse affrontare un discorso senza che le donne si debbano sentire sempre superiori o vittime e gli uomini rappresentati come maniaci sessuali maneschi e altro. siamo uomini e donne. diversi. e il torto, non è mai da una parte sola. io ho visto entrambi i lati della faccenda: le ho prese e le ho date. non mi vanto per questo. ma capisco bene entrambi i punti di vista. e nessuno dei due ha ragione.
concordo, Dancan: NESSUNO dei due ha ragione, ogni caso è da considerarsi singolarmente…
tuttavia… scusami se insisto, NON sono le donne ad aver stabilito leggi barbare, nessuna di esse… e NON sono le donne a regolare i dissidi tendenzialmente con la violenza (schiaffi momentanei a parte, magari perfettamente meritati)…
a quanto ne so, la donna preferisce il dialogo. poi ci sono anche donne perfide, che uccidono a parole e con il favore di leggi ingiuste, ma questo è davvero un altro discorso… almeno per me!
non potrò mai mettere le offese verbali sullo stesso piano di quelle fisiche, anche perchè, in linea di massima, se la donna dà un schiaffo, è molto probabile che ne riceva due in cambio… siete o non siete mediamente più forti, più alti e più robusti???
io, contrariamente a te, ho preso calci, schiaffi e pugni e non mi è nemmeno mai passato per la mente di ricambiare, nè a parole, nè con leggi a mio favore… sono semplicemente fuggita, e mi sono separata CONSENSUALMENTE, senza pretendere alimenti, nonostante i ripetuti tradimenti subiti…
la violenza non è mai giustificata. ma a volte le donne, con il dialogo, riescono a
farti saltare i nervi molto di piu che tante altre cose… ( le cose vanno viste sempre
caso per caso) comunque… appunto perchè siamo diversi fisicamente… perchè
durante una lite, la donna ti porta sistematicamente allo stremo? io ho preso a
schiaffi è vero.. ma dopo 6 ore che qualcuno mi urlava in faccia. se fossimo stati
due uomini, la cosa sarebbe finita li. due schiaffi per uno, e poi via al bar come
niente fosse. invece la donna va molto sul pricologico. ma quando saltano i nervi,
non ti rendi conto, di ciò che fai. è sempre sbagliato. quindi, perchè si vuoòle per
forza litigare fino allo stremo? ognuno dice la sua e basta. invece no.. con una
donna, ti mette in ballo qualunque cosa che è successa negli ultimi 10 anni. cose
che magari uno non si ricorda piu. ma poi si insiste… si urla… si dicono cose
orribili.. ( orbene.. io so che uno molto piu forte di me, in una discussione di
sicuro non lo porto allo stremo. una donna invece lo fa.) è sempre sbagliato,
alzare le mani. ma è altrettanto sbagliato provocare fino a portare uno fino al
tracollo. non difendo ne gli uomini, ne le donne. chiunque perde il controllo è in
errore. caso diverso chi mena perchè la minestra non era salata giusta. quello è
solo un imbecille.
Dancan,
devo ammettere che è piacevole discorrere con te…
concordo sul fatto che un uomo molto difficilmente porterebbe all’estremo, in una discussione, un altro uomo più grosso e più forte di lui. purtroppo, è vero: spesso la donna lo fa, STUPIDAMENTE, a mio avviso, ritenendosi al riparo per il fatto di essere ufficialmente il “sesso debole”, che, poi, così debole non è proprio per niente.
la soluzione ideale che dovrebbe attuare un uomo in questi casi è prendere la porta e uscire. ti assicuro che agisce come un ottimo calmante per entrambi i sessi, in quasi tutte le situazioni di attrito.
resta da osservare che, quando una donna si comporta in modo esasperato e esaperante, questo significa essenzialmente due cose, di cui tener conto: 1) la si è fatta soffrire davvero tanto e ha deciso che è venuto il momento di rendere la pariglia; 2) ama ancora, e parecchio, perchè altrimenti non gliene potrebbe importare più di tanto: lascerebbe e basta, senza troppe parole e troppe provocazioni.
un caro saluto.
grazie rossana,mi fa molto piacere, anche se sapere che c’è qualcuno che trova piacevole discorrere con me, mi dà un senso di brivido lungo la schiena. ( solitamente sono equiparato all’ultimo dei co......…) ok, considerazioni personali a parte…. il problema è proprio quello: la donna non dice nulla,e poi, quando scoppia, tira fuori anche questioni ridicole, o cose accadute anche 4 o piu anni prima. solitamente, un uomo, il limite temporaneo di attenzione è piu o meno di una settimana. ( io mi ritrovavo a litigare per cose capitate ANNI prima, e dovevo dare conto dei singoli minuti… vedi un po tu.. poi dopo qualche ora di questo trattamento, o te ne vai o mettere le mani in faccia, non è un’eventualità cosi remota, sai? e purtroppo non sempre è possibile chiudere la porta e andarsene. per due motivi: la donna è capace di cose estreme. quindi, da incazzata, o ti distrugge casa, o si butta di sotto. e se si butta di sotto, poi sono c..... dato che essendo tu l’ultimo ad averla vista e avendoci litigato… indovina un po che succede?) purtroppo le donne sono brave nel giochetto dei sensi di colpa. e nel giochetto della memoria. se un uomo si comporta male , vedrai che quel momento verrà scolpito nel marmo, e verra tirato fuori ad ogni minima discussione. non parliamo poi dell’argomento sesso: ok che noi uomini siamo maniaci sessuali a prescindere. però se le donne smettessero di vedere il sesso come una cosa che LORO concedono al loro compagno… forse magari ci sarebbe anche qualche tradimento in meno.
fare a botte, come ti dicevo, non è mai giustificato. ma a volte, bisogna anche vedere il perchè. un conto è uno che mena la moglie perchè la minestra non è salata. un conto è invece doipo una lite di ore, nella quale uno si è sentito dire di tutto e partono qualche ceffone. so benissimo che è sbagliato. e nessu na donna deve colpevolizzarsi.solo sarebbe bello che da gente adulta,uno iniziasse anche a rispettare l’altro.non ti va quello che dico/faccio/penso? hai 2 strade:o lo accetti e ci passi sopra,o cerchi un’altro che si confà alle tue idee… invece la donna sente come missione principale quella di modificare il proprio compagno sulla forma delle sue idee… ma a volte l’uomo cede,ma solo fino ad un certo punto. e alla donna questo non va giu… comunque,come ti ripeto.. tra uomini la cosa finisce li. due ceffoni per uno e poi si è amici come prima. la donna invece si sente in diritto di insistere e litigare, litigarelitigare.. poi a uno i nervi
Dancan,
non sei AFFATTO l’ultimo dei co....... a mio avviso, sei molto intelligente e capace di dialogo, due aspetti apprezzabili: il secondo in particolare quando ne è depositario un uomo.
ho riflettuto sul tuo punto di vista in merito alle parole che fanno male, espresso anche da altri uomini su questo forum, e devo riconoscere che non avete torto. la difficoltà consiste unicamente nella possibilità di valutare in modo omogeneo il danno che causano. le lesioni fisiche hanno un tempo medio di guarigione, quelle psichiche non possono essere valutate altrettanto facilmente: dipende dalla “costituzione interiore” di chi le subisce, diversa da individuo a individuo. ricevendo la stessa ferita verbale qualcuno può guarire in pochi giorni, altri possono non guarire mai più…
tuttavia, se la giustizia degli uomini sta riuscendo a valutare i danni morali nei casi di gravi perdite, forse un giorno si potrà comprendere meglio e valutare in modo più approfondito anche le offese ricevute solo a parole…
per il momento, non resta che tenere in debito conto che anche il più piccolo e il più insignificante degli esseri viventi possiede un suo sistema di difesa. la donna, non essendo forte fisicamente, ha diritto ad averne uno anche lei, che ha affinato negli anni. dovrebbe anche imparare ad usarlo con misura, nei tempi e nei modi giusti, ma non tutte sono capaci di raggiungere gli stessi livelli di saggezza e di equilibrio, come, d’altra parte, parecchi uomini sanno fare poco e male nel calibrare l’uso delle mani…
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vorrei rispondere al tuo ultimo post conoscendo la tua età, per meglio calarmi nel tuo modo di essere e di sentire, se ti va di farmela conoscere. altrimenti, risponderò lo stesso ma in modo più generico…
ciao!
bè, ho 35 anni, non è un mistero… 😉 e per essere un trentacinquenne, di
minchiate ne ho già fatte parecchie.
io non ne farei una questione di offese fine a se stesse… piu che altro, come dici
tu, un ceffone guarisce. sentirsi rinfacciare ogni cosa, poi questo te lo porti
dietro… diventi un po piu insicuro ( a meno che essere uno che non gliene frega
nulla, ma quel tipo di persona non arriva a litigare, appena c’è qualcosa che non
va, tac, cambia donna ) il problema è , in fin dei conti che l’uomo deve difendere
l’immagine della roccia, della stabilità ( ed è giusto che sia cosi) la donna invece
agisce in maniera piu psicologica. il problema è che spesso, piu un’uomo si
mostra ‘duro’ piu è insicuro, o ha qualche cosa di molto sensibile. quindi, spesso,
come è ovvio che sia, ferisce piu la lingua che la spada. poi un uomo, non ha
molta pazienza… come ti dicevo sopra, serve quel cavolo di dialogo, e quel
cavolo di rispetto… rispettare il proprio compagno/a, anche se non la pensano e
se non si comportano come desiderato…. forse questo ridurrebbe i conflitti… poi
ovviamente… esistono comunque i maneschi e le stronze…….. ma è opportuno
sviscerare la questione alla base… quindi la mancanza di dialogo,rispetto ed
educazione, sono la causa principale di tutto…
@Rossana
Mi togli una curiosità? Perché hai fatto quei complimenti a dancan, e non a me.
Non che li voglia anch’io, è solo che così sembra, che non sia stato incline al dialogo e intelligente.
Per carità, libera di pensare che io non sia intelligente, ma che sia stato incline al dialogo non puoi non riconoscermelo, è nero su bianco. Inoltre non ho detto una sola cosa che vada in disaccordo con ciò che ha espresso dancan (che, infatti, quoto sostanzialmente), semplicemente, vado anche un po’ oltre.
Forse queste tue frasi possono essere la risposta: “sei stato picchiato da una donna? io sì, da un uomo che diceva d’amarmi e d’amare la verità e la libertà!”
Ti sto sullo stomaco perché te lo ricordo. Perché dico che bisogna studiare scientificamente e molto, anche il problema taciuto e nascosto della violenza, anche domestica, femminile? Spero di no.
Io non ho mai detto che le donne sono peggiori degli uomini. Mai. Semplicemente perché non lo posso sapere, scientificamente parlando. So però, che esiste eccome, una violenza perpetrata da donne, perché è lapalissiano. Non è che una volta appurato che esiste una la violenza femminile, quella maschile perde di significato, ed è giustificata. Il valore di questi studi, servirebbe semplicemente per agire con *consapevolezza* sulla società, e renderla migliore, visto che fa schifo. Tutto qui.
Mi hai fatto una domanda. No. Non sono stato picchiato da una donna ma da almeno sette: mia nonna, mia madre (anche con bastoni), mia sorella maggiore di cinque anni, tutte in maniera avvolte molto pesante, e tre maestre. Più che altro perché ero indisponente e monello, quando ero under 14. Poi dalla mia prima ragazza, che alzava le mani (e gli oggetti) a delle “provocazioni solo verbali”. Ma non è che mi metto a fare la guerra di genere. Non provo nemmeno rancore nei loro confronti (anzi alle prime tre guai a chi me le tocca). Sono superiore a tutto questo. Gli uomini non mi hanno mai toccato con un dito, ma non è che non mi indigni, se lo fanno nei confronti di qualcun altro.
Per capire il perché non sono rancoroso nei loro confronti, ti rimando ai miei primi due post.
Shokingmytown,
non ti ho fatto complimenti per le sueguenti ragioni, in ordine sparso, così come mi vengono alla mente:
– mi hai dato indirettamente della superficiale e facilona, solo perchè pensavo in senso ampio (generalizzando ma anche analizzando la guerra tra i sessi a tutto campo) mentre tu asserivi che gli studi scientifici sono più validi delle conseguenze delle attuali leggi applicate a chi le trasgredisce e intendevi riportare l’osservazione ad aspetti più ristretti…
– ho percepito fin dal tuo primo post una grande differenza di mentalità e di studi tra noi (tendo a essere razionale ma sono pur sempre, come donna, abbastanza contraria ai concetti troppo scientifici – tendo ad andare a sensazioni e ad istinto).
– di solito si apprezza chi percepiamo più affine a noi: i complimenti sono sempre rivolti indirettamente a noi stessi.
– mi hai fatta sentire, a torto o a ragione, di molto inferiore a te, e di conseguenza incapace di misurarmi con le tue stesse armi senza dovermi impegnare a fondo, e adesso io non mi impegno più a fondo su quasi niente…
– non è mio interesse convincere nè blandire nessuno: mi piace semplicemente riflettere in compagnia e imparare sempre meglio a conoscere il mio prossimo, specialmente se molto diverso da me, ma a condizione che questo non comporti troppa fatica.
non so se sei più intelligente di me ma di certo il tuo modo di ragionare è molto diverso dal mio, e devi avere almeno una laurea, mentre io non arrivo nemmeno alla maturità…
le nonne, le madri, le sorelle e le maestre non erano il mio obiettivo di confronto ma solo le compagne di vita liberamente scelte.
sì, mi ha fatto, come sempre mi fa, male ricordare di essere stata bistrattata dall’uomo che avevo scelto e in cui avevo fiducia per essermi comportata correttamente nei suoi confronti, come avevamo concordato di fare, e come lui non aveva fatto mai. ho perdonato ma non dimenticato…
faccio fatica a comprendere la violenza delle donne di cui parli in quanto io non sono per niente violenta. forse la mia aggressività è stata stroncata dalla violenza di mia madre nei miei confroni durante la mia infanzia (anch’io ero monella!).
esistono dunque donne violente (madri comprese), così come esistono uomini violenti. di questa riflessione, a cui mi hai indotta, ti ringrazio, lieta dell’utilità ricavata dal nostro interscambio.
buon pomeriggio!
Dancan,
grazie per avermi precisato l’età.
non posso che concordare sul fatto che rispetto e fiducia sono i pilastri su cui si regge ogni tipo di rapporto, sia nelle parole che nei fatti.
per la scelta di un partner, entrano in gioco molti più fattori, a complicare la relazione, dato che si dovrebbe poter condividere in larga misura almeno gran parte delle principali scelte di vita (è più importante la carriera e il denaro o la famiglia? si condivide il desiderio di avere figli? quanto è importante per ognuno dei partner la sessualità?). questo a seguito di un’attrazione fisica di base, di gradimento dei valori dell’altro e dell’educazione/formazione che dimostra di aver ricevuto/acquisito.
e qui spesso casca l’asino, in quanto spesso si sceglie in base ad altri criteri (la bellezza e la sensualità, per l’uomo – la sicurezza e la possibilità di dominio, per la donna). la scelta di un proprio simile pare essere più proficua, nel tempo, ovviamente non se entrambi sono, ad esempio, irascibili e di natura nervosa…
mi scuso di essere prolissa ma riesco a ragionare e ad esprimermi solo così.
l’uomo, per la cultura che lo circonda e per la sua stessa struttura genetica è, e cresce, come elemento “rozzo”, sicuro di sè (a volte anche troppo, tanto da essere ostico al dialogo e poco incline agli adattamenti). la donna, invece, cresce insicura e bisognosa di sentirsi protetta. essenzialmente per questo, credo, tenta troppo spesso di plasmare l’uomo, per sentirlo più suo, più rassicurante in quanto più simile a lei, ed è logico che questo possa essere accettato solo in parte dal suo partner.
dovrebbe farlo meno, se ne fosse capace. d’altro lato, il maschio dovrebbe essere più comprensivo nei suoi confronti, e sforzarsi ad essere più paziente, pur restando fermo nel suo modo di essere. si deve trovare una mediazione tra i due opposti, ma soprattutto si deve essere oculati nelle proprie scelte di base (un artista, ad esempio, dovrebbe evitare di scegliere come compagna una donna che non ami la trsgressione e la libertà per sè stessa, in prima battuta).
quanto poi a ricordare sgarbi o mancanze d’attenzione risalenti a anni prima, mentre l’uomo si concentra al massimo sull’ultima settimana, anche questo fa parte della sensibilità, insicurezza e maggior vulnerabilità, della donna. qualcuna ci marcia troppo, di certo. personalmente rifiuterei a priori chi continuasse, reiteratamente, a farmi sentire in colpa… nemmeno i genitori lo dovrebbero fare.
concludo il mio messaggio a Dancan con alcune osservazioni sulla modalità della donna di non denunciare passo a passo le difficoltà relazionali che incontra con il suo partner ma di “esplodere”, tirar fuori di tutto e di più in una tremenda sfuriata occasionale oppure “chiudere” all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno.
credo avvenga innanzitutto per il suo atavico allenamento alla sopportazione, per accettare con un sorriso (o almeno senza muso lungo) tutte le prevaricazioni che deve subire fin da piccola (il fratello o il cugino preferito per il solo fatto di essere nato maschio, l’orientamento a prendersi cura di noiosi servizi ripetitivi per la casa e per i famigliari, la limitazione della sua libertà in quanto a rischio di gravidanze, gelosia del padre compresa, ecc…). ci si fa talmente l’abitudine da non accorgesene quasi più, e ci si sforza talmente tanto per essere accettate e gradite che non è nemmeno necessario chiedercelo in modo esplicito.
infatti, difficilmente un uomo deve chiedere a una donna di fare qualcosa per piacergli di più (salvo, forse, proibirle di continuare a frequentare i suoi amici). lei, invvece, se desidera che il suo uomo si avvicini un po’ di più a come lei lo vorrebbe, lo deve chiedere, e magari pure più di una volta. e lo fa, in tutti i modi che le sembrano più adatti, salvo stufarsi, quando proprio constata che lui non ci pensa nemmeno a fare il minimo sforzo per aderire ai suoi desideri, e a quel punto chiude, PER SEMPRE, in quanto lei ha già esaurito TUTTI i suoi tentativi di trovare un punto di incontro, espliciti o impliciti che siano stati.
forse ora le cose sono un po’ cambiate ma credo che di fondo possano ancora essere considerate nel modo che ho esposto, per diretta esperienza.
siamo creature fragili, psicologicamente, da trattarsi con cura. ci rendiamo conto benissimo quando questo avviene, quando siamo tanto importanti da essere considerate e rispettate, così come comprendiamo al volo quando non lo siamo più, o siamo appena appena tollerate, magari per utilità sessuale…
“gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere” è il titolo di un best seller sulle diffrenze tra i due sessi, che esistono, eccome, per fare il bene ed il male della coppia, a seconda di quanto questa si impegna a comprendere il diverso…