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E’ possibile provare ‘affetto’ per una persona mai vista?

di GIOVANE MATTA

Riferimento alla lettera: Io chiedo a tutti voi che vorrete leggere questa lettera se e’ possibile, pur ritendosi persone mature, responsabili e sostanzialmente con i piedi per terra, provare un sentimento che definirei affetto, per non sbilanciarmi piu’ di tanto ( senno’ i piedi per terra vanno a farsi benedire ) per una...
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Categorie: - Amore - Attualità

67 commenti

Pagine: 1 2

  • 51
    Acqua -

    È un solo un gioco mentale di evasione, attivato spesso da vuoti e mancanze. Un gioco, forse ingannevole, che si basa su intuizioni ed idealizzazioni, ma che suscita emozioni forti e reali e per questo può confondere,assuefare e, talvolta, travolgere.

  • 52
    rossana -

    Esther,
    ottima la sintesi del post 50!

    per stare sia nel luogo comune che nel banale: non tutte le ciambelle escono con il buco!!!

  • 53
    Golem -

    Illusioni. Tra l’altro, visto l’innamoramento in corso, proprio questo thread fornisce interessanti indicazioni degli sviluppi alla domanda che si pone l’autrice della lettera, e di come l’interpretazione datane da Acqua sia realistica.
    C’è chi vive alla costante ricerca di relazioni che lo faccia sentire il buco della ciambella.

  • 54
    alisee -

    Non riusciremmo a vivere senza nessuna illusione,
    anche il sogno è parte della vita e così si può
    provare affetto per persone mai viste,
    ma prima o poi arriva l’alba e il sogno finisce.
    Ci sono giorni accecanti e notti buie come
    dice il poeta Omar Kaddiah e a ogni notte segue sempre il giorno.

  • 55
    Golem -

    “Non era per me…
    Già lo sapevo.
    Ma ho saputo illudermi
    così bene con le bugie
    e giocare al gioco
    della falsa felicità,
    che talvolta mi dimentico
    – vedi come sono bambina? –
    che stavo giocando
    che tu mi amavi.”

    (Ernestina de Champourcin)

  • 56
    Acqua -

    Concordo: sono illusioni, ma a volte non si riesce a farne a meno pur sapendolo.

  • 57
    Esther -

    Siamo esseri umani. Si può sbagliare. Forse è una colpa innamorarsi dell’uomo sbagliato, il primo o l’ultimo che sia. Forse è una colpa ribellarsi. Ma si sbaglia, e chi dice che non sbaglia, mente sapendo di mentire. La fragilità concessagli, di cui egli si approfitta tanto indulgentemente con sé stesso, è la stessa che ha sbagliato, non sapendo di sbagliare né volendolo, tanto che il restare di questa è già innocenza. E il suo restare è, sì, vero amore. Che ci si creda o meno. E ho detto “meno” non “che ci si creda o no”, segno che in fondo c’è speranza nel cuore di chi dice di non credere, tanto che anch’egli resta; e quella speranza è la sua vita e la sua àncora. Ho detto “meno” non “no”: la parola cambia il pensiero. Se io dico “identità”, non è la stessa cosa che dire “similitudine”. Idem o simul. Idem ti esclude non essendo uguale. Simul, “insieme”, ti fa ritrovare “l’amore perduto”. Le cose sono più simili a come sono ora che a come sono mai state in precedenza.

  • 58
    Esther -

    L’amore resta e, infatti, non se n’è andato, anche quando lo si mette alla prova per vedere fino a che punto resiste. Resiste fino al dono di sé. Che ci si creda o no.

  • 59
    Golem -

    Forte, hai fatto un panegirico dall’effetto illusorio per giustificare le illusioni, sia quelle indirizzate all’ammore che a qualunque altra visione della vita, compresa quella che si ha di sè, che spesso é la prima causa delle aberrazioni di cui si parla. Ma nonostante l’accattivante esposizione letta -che non lascerà indifferenti i “eufonofili” laddiani, puoi contarci- resta l’inconsistenza finale dei risultati del ricorso a quelle frequenti pratiche, e la conseguente necessità di reiterarle, nella vana speranza che un giorno il miraggio si riveli realtà. Ci sono esiatenze vissute illusoriamente solo “nella speranza”, e per chi vive in quel modo, come recita la famosa vulgata popolare, può finire solo in una maniera scatologicamente nota.
    Ciavio.

  • 60
    rossana -

    Alisee,
    concordo: senza sogni e senza illusioni non è che non si possa vivere ma si finirebbe in esistenze simili a quelle dei sassi.

    e meno male che c’è chi, consapevolmente, riabilita queste benedette nefaste illusioni, almeno quel tanto che basta a farle esistere e, se del caso, sussistere per tutto il tempo necessario a bilanciare o compensare carenze di vario genere.

    a volte, regalano indimenticabili momenti d’infinito, se si è disposti ad accettarli nella loro evanescenza. d’altronde, niente dura per sempre!

  • 61
    Golem -

    Visto? È facile intuire le altrui reazioni. Eppure siamo tutti “diversi”. Unici si dice. Illusioni, ovviamente.
    Ciuavo

  • 62
    alisee -

    @rossana
    Ogni storia ha un’inizio e una fine,
    non è bello, ma questa è la realtà.
    Quando si ama però bisogna vivere l’amore
    come se durasse per sempre, viverlo intensamente,
    almeno lascerà dei bei ricordi perchè
    la memoria è l’unica vera ricchezza.

  • 63
    Golem -

    Alisea. “Ogni storia ha un’inizio e una fine,
    non è bello, ma questa è la realtà.”
    Sì, perché si muore.
    Quelle che invece finiscono “in vita” di fatto non sono neppure cominciate “nella realtà”.
    Ecco dove sta il peso dell’illusione, in amore come in altri ambiti sentimentali, quando l’emotività prevale sull’oggettività. È chiaro quindi che se si è vissuto solo della prima, quella è l’unica ” (ir)realtà” sentimentale conosciuta. E la memoria a quella attinge, ma sará una ricchezza fatta di nulla, della stessa sostanza dei sogni direbbe il Bardo di Strarford-upon-Avon. Per fare un esempio più terra terra, è un po’ come se non avendo un euro in tasca volessi comprarmi una Porsche, ma rinunciandovi sentissi di aver “risparmiato” 100mila euro e me li ritrovassi sul conto.
    Questi sono i conti che fanno gli “illusionofili”. E gli tornano, è quello il bello, perchè essendo pratici di quella “sostanza” scespiriana, se li fanno tornare.

  • 64
    rossana -

    Alisee,
    nel pieno rispetto del pensare e del sentire in dissonanza, mi fa piacere trovare sintonie.

    il mondo è bello perché è vario (luogo comune che ha sempre la sua valenza). gli eventi possono essere più che uguali, è come li si vive che fa la differenza, soggettivamente, s’intende.

    d’altronde, che me ne posso fare delle generalizzazioni sulle modalità di relazione amorosa della massa se non rientro nel suo standard? e chi può dire cosa sente il partner, al di là di gesti e parole?

    di certo non sbaglio, o sbaglio un po’ meno, se mi baso soltanto su di me, ammesso di conoscermi abbastanza e di essere almeno mediamente matura, emotivamente…

    pur non essendo mai stata incline ai sogni, ben conosco la differenza fra qualità e quantità. questione di gusti, e di indoli, che non possono che portare a un certo tipo di scelte!

  • 65
    alisee -

    La forza d’inerzia è la più grande
    forza dell’universo.
    E’ così che si muovono i pianeti è così
    che si muovono le persone.
    Molti non conoscono veramente neppure la persona che hanno vicino da tutta la vita.
    I sono intuitiva e penso di conoscere bene
    pregi e difetti di chi fa parte in qualche modo del mio mondo.
    Non si possono separare difetti e qualità ,una persona si prende com’è o..non si prende.
    Fra l’altro alcune persone “bisogna” prenderle
    per arrivare a quello che vogliamo.
    Per fare un esempio pratico il marito della mia più cara amica.
    Se fosse per me lo prenderei a pedate…per come mi ha trattata una volta, ma questo mi
    precluderebbe il rapporto con la mia amica.
    E del resto ha avuto quello che si merita
    da un’altra persona che l’ha trattato come
    una pezza da piedi davanti a tutti e ha dovuto
    subire senza reagire…
    Io sono rimasta impassibile, ma dentro di me
    ho pensato “chi la fa l’aspetti”, vecchio proverbio , ma sempre attuale.

  • 66
    Malamin -

    É assolutamente normale, mi sto sentendo con un ragazzo americano, ed è iniziato tutto per migliorare il mio inglese. Abbiamo legato moltissimo, e probabilmente se abitassimo vicino ci saremo incontrati e visti di persona. Ho letto che per innamorarsi c’è bisogno del contatto DAL VIVO, ti dirò, purtroppo ora con il Covid non posso andare in America e comunque non è neanche così facile raggiungerla… noi ci scambiamo sempre foto su snapchat e parliamo sempre e ora abbiamo iniziato pure a fare Facetime e ti posso dire che ho perennemente le farfalle nello stomaco. Non pensavo che potessi affezionarmi veramente tanto ad una persona che è dall’altra parte del mondo. Pagherei veramente oro per vederlo, toccarlo con le mie mani, vedere se è così dolce anche nella realtà, vi dirò…. se fossi una con tantissimi soldi, mi ci fidanzerei, e andrei lì spesso.. ma purtroppo non è così e per quanto mi possa piacere non possiamo stare insieme..e ciò mi fa stare molto male… quindi sì, è possibile

  • 67
    Golem -

    Malamin, per innamorarsi non c’è bisogno del contatto dal VIVO, come dici tu che ne sei un esempio. Quel contatto ci vuole per “farlo” un amore.
    Tutto ciò che è lasciato alla fantasia, nei rapporti umani, non ritorna MAI quello che ci si aspetta.
    Per il momento cerca di “apprendere” bene l’inglese, ma non essere “apprensiva” per quanto riguarda “l’americano”.

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