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Personalità non sviluppata

Ho 26 anni e faccio una grandissima fatica a rapportarmi correttamente con le altre persone. Il problema nasce dal fatto che dai 15 anni ho cominciato, causa scarsa autostima e una educazione molto oppressiva da parte dei miei genitori, ad isolarmi e non parlare con nessuno, se non necessario. Risultato: ora ho 26 anni e mi sento un “selvaggio” nel senso che, pure avendo fatto grossi miglioramenti nel relazionarmi agli altri, mi sembra di avere una personalità non sviluppata. Con le altre persone mi comporto in mod diversi completamente opposti: con quelli che non conosco non parlo e mi mostro i per la timidezza, con i pochi che conosco bene mi comporto in modo infantile a volte. Qualcuno una volta mi ha definito in questo modo: “sembri rimasto indietro con glii anni”.
Il mio problema è che non ho una compagnia e nemmeno una fidanzata. Ho 3-4 amici, ma sono più i giorni che passo da solo che non con loro.
Dovrei passare più tempo con gli altri? La mia infantilità nasce dalla mia insicurezza e mancanza di autostima? Dovrei andare dallo psicologo? Ho ancora qualche speranza?

L'autore ha scritto 5 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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15 commenti

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  1. 1
    -Rosso81- -

    non parlare di “speranza” come se fossi condannato a morte! in molti hanno i tuoi stessi problemi. passerà. devi solo sforzarti.
    prova così: immagina una discussione con un tuo amico o con una ragazza, immagnati sicuro di te, sorridente, aperto, gentile, pensa a una discussione qualunque, inventati qualche battuta introduci i discorsi che ti stanno a cuore. fallo spesso, più volte al giorno, immaginandoti situazioni soddisfacenti dal punto di vista dei tuoi rapporti personali.
    queste situazioni così vivide che creerai con l’immaginazione saranno per la tua mente indistinguibili dalla realtà. il vantaggio che così otterrai è l’acquisizione, a livello inconscio, di comportamenti e modi di fare più disinvolti e aperti…. ti verranno spontanei come ti fossi comportato da sempre così. trucchetto molto facile che dovrebbe dare qualche risultato.
    ricorda, la prima cosa è la stima verso se stessi.
    auguri!

  2. 2
    guglielmina -

    Sì andare da uno psicologo è una buona idea.Non devi aver timore, gli psicologi sono professionisti come tutti gli altri e una buona psicoterapia può veramente cambiarti la vita.Cerca però uno psicologo qualificato,isctitto all’albo professionale della tua regione
    Auguri Guglielmina

  3. 3
    Unlovable81 -

    Veramente da uno psicologo ci sono già stato quakche anno fa ma evidentemente non è servito..

  4. 4
    Atena -

    Quanto tempo sei stato in terapia? Hai deciso tu di sospendere nonostante “l’insuccesso”, vero?
    Ti ha somministrato anche dei test?
    Comunque il fatto che ammetti “il tuo problema”, è già un ottimo punto di partenza per venirne fuori, fidati… 😉

  5. 5
    Unlovable81 -

    Sono stato da psicologa e psichiatra (che mi somministrava blandi antidepressivi, ma che non mi ha diagnosticato di essere depresso bensì di avere una bassa “soglia di emozionalità”) per 2 anni e mezzo dopodichè ho smesso di mia iniziativa. Un po’ perchè mi sentivo meglio e un po’ perchè veniva a costarmi troppo. Però nel frattempo ho letto parecchi libri, tecnici e non, che trattano del mio problema e penso di aver capito più o meno le cause del mio malessere. Il problema è che ad ogni faticoso miglioramento succede puntualmente di ritrovarmi punto a capo. Stasera sono ancora in casa da solo..

  6. 6
    Atena -

    Sei sicuro che torni proprio al punto di partenza, e non c’è nessun minimo miglioramento?
    Comunque, se vorresti tornare in terapia, ma è solo una questione economica, puoi andare da uno psichiatra dell’asl (so di alcune persone che per altri motivi (anche se completamente diversi dai tuoi) ci sono andate e stanno meglio) e le prime sedute non le paghi, mentre le successive ad un prezzo “più accessibile” di una terapia privata..

  7. 7
    ChiaraMente -

    Scusa il parere discordante ma benchè io apprezzi molto il lavoro degli psicologi e degli psichiatri ritengo che esista il rischio reale di rifugiarti in seno a relazioni protette dove sarà il tuo interlocutore, magari, che si adatterà a te in conformità alle sue capacità. Potrà capirti, indirizzarti forse verso una o l’altra terapia, da integrare o meno con farmaci, ma il problema è che se non ti “eserciti” non “sviluppi” le potenzialità. Sei un selvaggio? bene, sei molto intuitivo forse. Mi sembra di capire che il tuo problema è la comunicazione, che come sai non passa necessariamente con le parole. Prova come prima cosa a mettere in sintonia il tuo modo di sentire (la tua “bassa”soglia di emotività, che detto così non si capisce se hai una soglia DI TOLLERANZA all’emotività bassa o l’emotività bassa, ma credo sia la tolleranza..) con quello degli altri. Basta guardarli in faccia ogni tanto e scoprirsi sulla stessa onda, assecondarne le espressioni facciali per così dire. La timidezza di per sè non è ostacolo di niente, anzi, è spesso ben vista come tutte le manifestazioni di imbarazzoo e vergogna che attirano “la benevola simpatia”. Per quanto riguarda le persone che conosci bene il discorso sembra opposto, nel senso che ti rifai delo stress patito con gli estranei con uno sfogo infantile con loro che “possono capire”. Potrebbe esserti utile guardare gli estranei cme più simili a te di quanto non credi nelle emozioni e i familiari come più diversi e meno “comprensivi” di quello che ti aspetti.Le giuste distanze non sono poi così terribili, soprattutto perchè fluttuano continuamente. Inizia a fare un passo che ti avvicini all’esterno- e di conseguenza ti allontanerai di un passo dall’interno della tua famiglia. Se non ti garba puoi sempre..fare un passo indietro e cambiare direzione..hai circa 360 gradi su cui rigirarti, ma devi procede almeno di un passo in una direzione, sennò ruoti su te stesso e diventi troppo egocentrico in senso proprio del termine. Una volta scelta la direzione munisciti di filo d’Arianna per non perdere il contatto con la tua famiglia così oppressiva. Potresti scoprire di avere cose interessanti da raccontare al tuo rientro, soprattutto sul buffo mondo che ti circonda. Mi sembra che ti riesca difficile farti capire. Prova prima a capire gli altri, avrai dei riferimenti per spiegare te stesso. Dopotutto..abbiamo tutti riferimenti comuni alla fin fine.

  8. 8
    Unlovable81 -

    Per ChiaraMente: ti dirò che qualche giorno prima che tu mi rispondessi, avevo già iniziato a fare qualche sforzo “verso l’esterno”, probabilmente grazie alla spinta emotiva che un capodanno in compagnia mi ha dato.. Proprio in quell’occasione, passata grazie ad un mio amico insieme ad altri 30 ragazzi, mi sono accorto del gap che mi separa dagli altri, ma comunque sono sopravvissuto e un po’ mi ha dato forza.
    Quelli che sto provando a fare adesso sono passi microscopici, tipo chiedere informazioni o scambiare due parole con sconosciuti, spedire qualche sms in più, cercare di sorridere di più e magari avventurarmi in qualche situazione per me “pericolosa”.
    Il problema è che gli altri vedono la mia timidezza in modo negativo, probabilmente a cause del mio aspetto fisico, non saprei.. E’ come se nella mia testa ci fosse qualcosa che mi blocca e non mi fa parlare, quasi per paura di dire cose banali, scontate, di cui mi potrei vergognare..
    Come mi ha suggerito Rosso81, sto cercando di immaginarmi spigliato e socievole con gli altri e devo dire che un po’ funzione.
    Quello che voglio capire è se posso diventare realmente meno timido, più socievole “allenandomi” in questo modo oppure se la componente genetica e al mia adolescenza passata in totale solitudine avranno sempre la meglio

  9. 9
    ChiaraMente -

    Ma guarda, di componenti genetiche per la timidezza per fortuna ancora non se ne sente in giro e meno male, perchè da quando si è scoperto che esistono le predisposizioni l’uomo non fa altro che guardare al DNA come prima guardava all’oroscopo. Per quanto riguarda l’adolescenza è un periodo talmente variopinto che se ne vedono di tutti i colori e devo dire che la timidezza a volte è più saggia della dinamicità. Il discorso dei piccoli è ottimo ma ti prego, non forzare troppo la mano nel “pensarti” così e cosà. Entro i tuoi limiti di realisticità va bene ma ho in mente gente che pur di non far vedere che è timida preferisce diventare logorroica o provocatoria, e non è bello. Ma non credo cadrai nell’errore di crearti un falso sè.

  10. 10
    Unlovable81 -

    ChiaraMente ci potremmo sentire in provato. Vorrei chiederti un paio di cose se ti va. La mia mail è ryan_8119@yahoo.it

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