Penso ancora a lei
Riferimento alla lettera:
Questa è la seconda volta che scrivo nel sito, questa fu la mia prima lettera "La mia vità è cambiata". Scrivo perché pensavo veramente di aver dato un taglio al passato, di esser riuscito ad andare avanti senza dovermi voltare, invece? Invece mi sbagliavo, sono ancora lì che penso a...
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Data di pubblicazione: 16 Giugno 2011
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Categorie: - Amore
534 commenti
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Virginia,
la semplicità e la chiarezza verbale con cui ti esprimi comunicano la bellezza della tua interiorità.
stupendo il raffronto con il credere alla Befana o a Babbo Natale! da ricordare anche queste due sintesi:
– “non esiste un canone tradizionale per amare, o si ama o non si ama.”
– “Sembra che tu releghi i sentimenti a imposizioni culturali, mentre essi non sono il prodotto di una cultura morale.”
ho già riportato l’estratto che segue almeno un paio di volte ma non ne conosco altri altrettanto netti e incisivi:
“Nel 1992 furono esaminati dagli antropologi i dati relativi a 166 società di vario genere, scoprendo evidenze di amore SENTIMENTALE in ben 147. Per quanto riguarda le altre 19, gli antropologi avevano semplicemente omesso di esaminare questo aspetto della vita.” (Da: Donne: il primo sesso” di H. Fisher)
è possibile che si stia andando verso una società più robotizzata. resta il fatto che il sesso si può sempre trovare mentre l’amore non può che avere una sua intima e spontanea sorgente, al di là di epoche, luoghi, usi e costumi.
potranno cambiare le parole con cui suscitarlo o descriverlo ma questo non scalfirà minimamente l’intensità e la durata di ogni singolo sentimento amoroso.
un abbraccio.
Golem, mi pare che in un tuo precedente commento tu abbia scritto di amare tua moglie. Quindi anche tu la ami secondo certi criteri che sono la istituzionalizzazione dei sentimenti provenienti dall’istinto sessuale che li ha mossi, secondo certi “standard locali”?
Io non mi sono inventata l’amore per giustificare un banale desiderio sessuale. E se avessi trovato attraente un fusto Bantu’ e frequentandolo avessi trovato delle affinità che vanno oltre il sesso perché mai non avrei potuto progettare una vita con lui ? Paradossalmente potrei dirti che sarebbe stato più difficile essere attratta sessualmente da questo Bantu’.
Continui a scrivere che quelle donne erano sicure del loro amore. Ma io da donna ti dico che se una donna va a letto con un altro uomo, sicura del proprio amore non lo é di certo.
Io constato senza spiegare? Cosa dovrei spiegare scusa? Ti ho scritto più volte che in ogni parte del mondo si ama con i sentimenti, a prescindere dalle culture e le regole vigenti.
Tu continui a portarmi esempi di altri mondi come la Cambogia. Ognuno ha le proprie usanze, regole e religioni e ogni popolo le applica a suo modo. Ciò non toglie che ogni singolo individuo, sia esso uomo o donna possa provare dei sentimenti che vadano al di là del semplice desiderio sessuale.
A me sembra molto più consona e chiara la citazione di Rossana riguardo l’esaminazione di 166 società di vario genere e sulle quali sono state scoperte evidenze di amore sentimentale
su 147, mentre sulle restanti 19 avevano omesso di esaminare questo aspetto.
É una ricerca come se ne potrebbero effettuare tante, ma ribadisce quello che ti sto scrivendo da tempo.
E anche questa ricerca testimonia dei fatti piuttosto normali e che non rappresentano una novità.
“Il sesso si può sempre trovare mentre l’amore non può che avere una sua intima e spontanea sorgente, al di là di epoche, luoghi, usi e costumi. Potranno cambiare le parole con cui suscitato o descriverlo ma questo non scalfira’ minimamente l’intensità e la durata di ogni singolo sentimento amoroso.”
Concordo Rossana.
“Sembra che tu releghi i sentimenti a imposizioni culturali, mentre essi non sono il prodotto di una cultura morale.”
Come parlare di colore coi ciechi.
Sembra a te Virginia. Io sto dicendo da mesi che spesso i sentimenti vengo FRAINTESI a causa di una perversa visione delle istanze da cui nascono, e non che non esistono, non che non esiste l’amore. I tuoi sentimenti sono veri a quanto pare, tu ne sei convinta e va bene no? Personalmente ti ho detto che io ho trovato diverse donne che giuravano di essere altrettanto convinte, ma, al contrario di te, evidentemente si sbagliavano. Il perchè si sbagliassero pur essendo certe dei loro SENTIMENTI, credo di averlo individuato nelle stesse ragioni “perverse” che avevano portato la donna che amo a “gestire” il bisogno di sesso nei termini che dovresti sapere ormai, e che non è più il caso di ripetere, intravedendo quell'”escamotage” di natura morale sia nelle esperienze vissute all’esterno della coppia che all’interno di questa, ma anche qui in questo forum.
Se non sono riuscito a spiegarmi pazienza. Io sono responsabile di quello che dico, non di come viene compreso. Mi resta la prova vivente di quello che sostengo, e quello mi può bastare.
Virginia, se ti vuoi leggere una testimonianza “esterna” su quante “varie” siano le forme di amore, e di come il sesso le condizioni, vai sulla Chat, dove ho riportato un articolo di un’antropologa. Vedi tu come interpretarlo.
Va bene Virginia. Credo che col mio post 379 è chiaro che non ci capiamo.
Io parlo di possibili aberrazioni del sentimento causate della nostra cultura sessuofobica, e del perché possa accadere, e tu parli che il sentimento è sentimento. E se nasce da un’illusione, quella famosa aberrazione? Se quello che si “vede” è un “miraggio” romantico? E se fosse una “scusa” inconscia per fare sesso senza sentirsi delle donnacce, come ci ricorda il Vangelo, che non vuole che si fornichi? Io cerco di spiegare perché certe donne convinte di “amare” forse sono state vittime ignare di quelle possibili aberrazioni, e tu rispondi con l’ovvietà che tradivano perchè non amavano il marito, ma non sai dirmi perché fossero convinte del contrario, e perché questo non potrebbe dipendere da quelle ipotesi di cui ho parlato. C’è una spiegazione per tutto o no? Per me c’è, e io ho l’ho cercata attraverso una ricerca storica, religiosa e psicologica, culturale tout court, del perché “credevano ma non lo erano”. Così come nel caso che ha riguardato la mia lei che “doveva” sentirsi innamorata per giustificare certi bisogni, perché questo LE è emerso. Se credi che non esistano queste “realtà amorose parallele” e l’amore è sempre amore anche quando è solo immaginato, fermiamoci qui. Ho già vissuto certi momenti sul forum. Non credo che sia il caso di continuare.
Ma troverai parecchi con cui essere d’accordo. Sono in esuberanza.
Ciao e grazie per la chiacchierata.
Golem, ti ripago con la tua stessa moneta: come parlare di colore ai ciechi!
Ti ho già spiegato che quelle donne giuravano a te di essere convinte del loro amore, ma in cuor loro, stanne certo, non lo pensavano.
Si certo io sono sicura del mio amore per mio marito, perché tu non lo sei di tua moglie?
Non puoi relegare un tuo fatto personale a regola per tutto l’universo femminile. La chiami prova vivente, ma ammesso che lo sia ciò riguarda un singolo caso che tu sembra voglia applicare a chiunque.
Ti sei fatto una convinzione che tutto dipende dalle imposizioni morali. Non é così, ti ho fatto l’esempio di Babbo Natale e la Befana. Rossana lo ha recepito.
Ho letto la testimonianza esterna che hai riportato sulla chat. É una usanza di un altro popolo. E soprattutto di un piccolo villaggio isolato dove la cerchia di persone credo sia piuttosto ristretta. Mi piacerebbe sapere cosa accadrebbe se queste coppie, una volta formatesi si trasferissero in una città occidentale. Magari divorzierebbero tutte. Ma pensi che il sesso libero esista solo in quel villaggio della Cambogia? Oggi in Europa, in Italia, in America il sesso non é libero? E le donne non scelgono il partner con cui andare a letto eppure i divorzi ci sono in massa ?
Golem guarda che io ti capisco benissimo, non sono una cieca che non vede i colori. Semplicemente non condivido alcune cose che dici.
Virginia,
dal caso di una giovane ballerina inglese, in giro per il mondo, che fra tanti corteggiatori ha scelto di legarsi per 5 anni con quello che “più le faceva sangue”, siamo arrivati, dopo quasi un lustro, a dibattere se gli esseri umani siano maggiormente condizionati dalla genetica, accumulata nei millenni, oppure dall’ambiente in cui crescono.
da un episodio minimo, ai massimi sistemi, che ancora non hanno trovato soluzioni condivise fra fior di studiosi. così come in amore c’è chi, da secoli, vede soltanto il trucco di natura per perpetuare la specie e chi, invece, insiste sul bisogno umano di aggregazione, magari anche solo temporanea, che induce all’amore fra partner. nessun responso consolidato neppure in questo contesto.
si chiede di spiegare l’origine del sentimento alla stregua dell’erezione del pene o dell’emissione di liquido vaginale che caratterizzano l’eccitazione sessuale.
“Periodicamente si tenta di ‘biologizzare’ la psiche umana, misurandone i meccanismi biochimici (ormonali, enzimatici, ecc.) delle reazioni emotive. E così gli appetiti erotici, sepolti nel passato sotto la coltre del pudore o congelati sotto l’occhio della morale, ora figurano sui tabulati dei computer. Ma, pur essendo vero che le emozioni sono scatenate da ormoni, enzimi e altre sostanze chimiche, i sentimenti restano i VERI registi dello psichismo. Essi, anche se partono da nervi e cellule, NON sono valutabili.
segue…
segue…
La conoscenza biologica non esaurisce dunque l’essere umano, che è anche istinto, sentimento, emozione. I dati organici della biologia ci informano che il piacere, sia maschile che femminile, ha sede nell’area diencefalica (°), ma NON ci dicono affatto se un adulto sa amare bene o male, se fa l’amore o pratica soltanto coiti, se cioé vive un rapporto di coppia maturo o immaturo.
(…)
La vera educazione dovrebbe essere quella che insegna all’individuo a incanalare la propria istintualità nell’affettività. Non si può infatti esercitare una buona sessualità se non si è capita la psicologia dell’amore, perché amore e sesso sono inseparabili e uno incentiva l’altro. Le pulsioni erotiche, se ben sublimate, sono energie positive che formano la ricchezza dell’umanità.”
(°): Il centro cerebrale del piacere pare sia l’ippotalamo, che regola molte altre funzioni fondamentali dell’organismo, come la termoregolazione, la sensazione di fame e di sete, ecc.
(Da: “Che cos’è l’amore” di G. Dacquino)
“Ma la prova più inconfutabile che desiderio sessuale e attrazione sentimentale siano due emozioni distinte è fornita da quegli americani di mezza età che si fanno iniezioni di testosterone per aumentare l’impulso sessuale. L’effetto della sostanza provoca un aumento del loro desiderio sessuale, ma NON SI INNAMORANO.”
(Da: “Donne: il primo sesso” di H. Fisher)
potrei citare altri saggi ma mi piace accostare antropologia e psichiatria.
Virgi, ma perché ti senti chiamata in causa anche tu come successe alla tua fan? Io non voglio convincere te o lei, che tra l’altro credo che parliate più su basi teoriche che non pratiche, perché non vi immagino reduci da decine di storie. Io ho ovviamente conosciuto molte più donne di voi in “certe condizioni”, quindi mi permetterete di poter avere sotto mano casi “veri”, che ho ricollegato alla luce della mia vicenda? Oggi me ne è venuto in mente un altro clamoroso per esempio. 25 anni vacanze in Puglia con amici e ragazze al seguito in campeggio libero sullo Jonio, un paradiso caraibico in quegli anni. Ci ritroviamo con un gruppo di bella gente dentro la macchia mediterranea e le dune, tutti più grandi di noi e sposati. Un medico di Bari con moglie e figlio, una coppia di Firenze di cui lei chiamammo subito la bonazza, e un’altra bellissima coppia di Milano con due figli di 6, 7 anni. Lei una bella e volitiva donna sui 35 anni e lui pure meglio per i miei gusti, professore universitario di glottologia, simpatico, colto e intelligente e affascinante come pochi, e lo dico da uomo; e suonava pure la chitarra. Figurati la sera, tra grigliate canzoni e Primitivo di Manduria. Sembrava di essere una piccola comunità su un’isola deserta. Una delle vacanze più belle e libere mai fatte. Non un equivoco di nessun genere.
Un bel giorno i due bambini di questa coppia idilliaca, che giravano liberi come animaletti nell’isola dei Pirati >>>
>>> entrano nel nostro accampamento e a un certo punto uno di questi rivolgendosi a me mi dice: “ma lo sai che tu piaci alla mia mamma? Lei dice che sei bello”. In effetti era vero, e non lo dico per fare il buffone, perché quel ragazzo non c’è più, ma solo per segnalare un fattore destabilizzante legato al famoso sesso.
I bambini avevano sentito delle discussioni tra i genitori e candidamente sono venuti a parlarne. La mia ragazza del momento si è messa a ridere, e non era una che lo faceva spesso. Ero si un bel giovane non scemo, e avevo notato che lei era carina con me, ma il prof non era da meno, e in più aveva un carisma che notavo persino io. Fu utilissima quella ingenua confessione, perché ci regolammo di conseguenza per evitare che la vacanza degenerasse. Infatti fini bene.
Una volta a casa, molti mesi dopo, decisi di andarli a trovare. Abitavano a Segrate. Volli andare per salutarli e togliere ogni dubbio sulla situazione, perchè lui non era scemo.
Feci bene, e apprezzarono, perché capirono che io avevo capito che tenevo che quella bella coppia restasse tale. Stavano facendo i bagagli per trasferirsi in Umbria, anche a causa di quella crisi. Fu un bel momento per tutti.
Non li ho più sentiti.
Allora Virgi? Lo amava, non lo amava o cosa? E aveva un c.... di uomo che avrei voluto io se fossi stata una donna.
Quanti ormoni c’erano in quella sbandata? Cos’era? Che mi dici?
Ho finito i caratteri. Ciao
Rossana, sulla Chat
Virginia,
ottime le chiusure di sintesi, a cui sono arrivati quasi tutti i ciechi a cui, via via, sono stati descritti colori:
– “Non puoi relegare un tuo fatto personale a regola per tutto l’universo femminile. La chiami prova vivente, ma ammesso che lo sia ciò riguarda un singolo caso che tu sembra voglia applicare a chiunque.
Ti sei fatto una convinzione che tutto dipende dalle imposizioni morali. Non é così, ti ho fatto l’esempio di Babbo Natale e la Befana.” – per lo meno si dovrebbe poter accettare che NON sia PROPRIO SEMPRE così!
– “Oggi in Europa, in Italia, in America il sesso non é libero? E le donne non scelgono il partner con cui andare a letto eppure i divorzi ci sono in massa ?” – anche Sally, in epoca post-rivoluzione sessuale, avrebbe potuto scegliere di fare sesso, paludato da amore, con qualcuno logisticamente più vicino e con un futuro più promettente di quello del portoghese… DIFFICILE credere che una ballerina in giro per il mondo fosse vittima di un’educazione più repressiva della norma…
se non si condividono alcune TESI (non una soltanto), si diventa LIMITATI:
– a livello mentale, per scarse capacità di ragionamento o di argomentazione;
– a livello culturale, per carenza di approfondimenti dotti;
– a livello pratico, per carenza di esperienze dirette.
e, se quanto sopra non basta per elevarsi sopra la massa dei tubi digerenti, si diventa automaticamente sia INATTENDIBILI che, nella migliore delle ipotesi, INFANTILI.
segue…
segue…
negli ultimi 3-4 anni, nell’ambito del “caso Sally”, costantemente riproposto come soluzione da applicare a TUTTE le difficoltà amorose specificamente femminili, sono stati sviscerati i seguenti aspetti:
– sindrome della crocerossina;
– balordaggine femminile nell’orientarsi in ambito amoroso;
– inutilità e necessità d’azzeramento postumo di amori non corrisposti;
– scelta della “femmina” legata a sensualità e scelta della “donna” legata ad affidabilità;
– illusione nell’innamoramento;
– bisogno pressante di sesso giovanile, da paludare “al femminile” con sentimento;
– amore come realtà unicamente ormonale/riproduttiva (gay e lesbiche esclusi);
– prevalenza di istinto su ragione, in ambito d’innamoramento, e viceversa, quando si tratta di “costruire” l’amore/rapporto di coppia;
– validità di sentimento legato esclusivamente alla durata del “per sempre” delle favole;
– infantilismo della fantasia amorosa femminile;
– prevalenza della cultura sulla genetica;
– incontrollabili impulsi sessuali in donne “felicemente” sposate;
– cinismo in opposizione a romanticismo.
Dal più al meno, tutto e il contrario di tutto, pur di uscirne sempre al di sopra di tutto e di tutti, unico depositario di verità, estensibile all’intero genere femminile di tutti i tempi.
grazie per l’impegno che hai investito nel confronto. invidio, in senso buono, la tua capacità di chiarezza nella semplicità sia di sintesi che d’espressione.
Non è neanche difficile individuare nei comportamenti umani una comune genesi psicologica. Non c’è bisogno di richiamare alla memoria movimenti di massa “pilotati” da norme morali e convenzioni sociali espresse sottoforma di ideologia, che sia pure soggettivamente faceva reagire milioni di soggetti sottoposti ad uno stimolo, nello stesso modo. Cosa che oggi è perfettamente sfruttata dalla pubblicità.
Come agisce quest’ultima per raggiungere l’obiettivo? Semplice, è cosciente della psicologia di massa che attinge ai parametri comportamentali della cultura del momento, percependone i “desideri” in essa contenuti e fomentandoli subliminalmente.
Il comportamenti amoroso maschile e femminile segue le stesse logiche, anzi, in maniera ancora più restrittiva. La parte femminile, per esempio, è condizionata da una moralizzazione punitiva della propria sessualità, esattamente al contrario della parte maschile, quando, in termini strettamente logici se non di libertà personale, dovrebbero essere accettate nella stessa maniera.
Nel caso in argomento, se non si tiene conto che la comune cultura morale, e l’educazione etica che corrisponde ad una specifica categoria umana, risentono in maniera inconscia di migliaia di anni di questi condizionamenti, non si capirà mai che certi comportamenti di natura sessual-amorosa seguono un “rito” comune molto più uniformato di quello che la soggettiva visione del proprio libero arbitrio possa far pensare.
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Dato lo stesso esito, non sarà lo sviluppo di una certa vicenda che la renderà diversa da quella di milioni di altre, perché se la strada appare diversa, l’obiettivo era il medesimo per tutti. Ma ognuno crede di viverlo in maniera originale ovviamente, specie quando si tratta di uno scopo tra i più importanti della propria esistenza come dovrebbe essere l’amore.
In realtà solo osservando il piccolo spaccato di umanità che si avvicenda su queste pagine, si potrebbero limitare le categorie umane che credono di aver vissuto una storia “unica” in non più di cinque. Chi è felice col partner e vive il “vero” amore; chi è stato lasciato inopinatamente e non sa perché; chi pensa al vecchio amore nonostante sia accoppiato; chi ne ha uno in parallelo come amante; e chi ama pazzamente ma non è ricambiato. Lasciamo da parte scambisti e puttanieri che con l’amore non c’entrano niente, ed ecco come l’incredibile “variabile soggettività” di storie, come immaginato da Virginia e Rossana, si riportano ad un comune denominatore. Questo a prescindere dalle personali convinzioni che fanno pensare al singolo individuo di aver vissuto una vicenda “unica”. Basta interrogare due innamorati e ti risponderanno che sono i più felici del mondo. Cosa ovviamente non vera ma che si vuol pensare che lo sia. E lo si “sente” anche.
Ecco perchè la vicenda che ho descritto è “identica” a milioni di altre. È la trama di un copione teatrale. Cambiano solo gli attori.
Vediamo quelle che confermo e le “invenzioni” rossaniane.
– sindrome della crocerossina; (Spesso)
– balordaggine femminile nell’orientarsi in ambito amoroso; (Cosa vuol dire?)
– inutilità e necessità d’azzeramento postumo di amori non corrisposti;( No. Lucida revisione)
– scelta della “femmina” legata a sensualità e scelta della “donna” legata ad affidabilità; (Hahaha. Chi, io?)
– illusione nell’innamoramento; (È ovvio)
– bisogno pressante di sesso giovanile, da paludare “al femminile” con sentimento;(Si)
– amore come realtà unicamente ormonale/riproduttiva (gay e lesbiche esclusi) (Inclusi. L’istinto è quello, il “terreno” no)
– prevalenza di istinto su ragione, in ambito d’innamoramento, e viceversa, quando si tratta di “costruire” l’amore/rapporto di coppia; (Ovvio)
– validità di sentimento legato esclusivamente alla durata del “per sempre” delle favole. (L’amore è per sempre, l’illusione no)
– infantilismo della fantasia amorosa femminile; (Spesso, ma per immaturità emotiva)
– prevalenza della cultura sulla genetica; (Non capisco. La cultura “indica” la strada da percorrere. È inevitabile.)
– incontrollabili impulsi sessuali in donne “felicemente” sposate; (Ci hanno fatto delle biblioteche sull’argomento)
– cinismo in opposizione a romanticismo. (Realtà versus illusione).
Voto 5 +
Serve più attenzione quando vengono esposti gli argomenti. Alcuni passaggi sono assolutamente inventati.
Golem, non conosco quella coppia per potermi esprimere, ma da quello che racconti non credo proprio si amassero. Anzi ho la sensazione che entrambi si cornificassero a vicenda.
Una coppia come tante e in crisi come hai precisato. Ne conosco anche io. Anche questa non mi pare una novità.
Che io parli su basi teoriche é un tuo pensiero e questa si che é una immaginazione, in quanto di storie ne ho avuto diverse, ma non sono entrata in questo sito per fare l’elenco delle mie vicende amorose.
Quindi permetti anche a me di avere in mano casi veri. Anche perché se tu hai avuto modo di conoscere donne in certe “condizioni” anche io ho avuto modo di conoscere uomini in certe “condizioni”
Ormai ti sei convinto che le donne debbano aggiustarsi la morale con la storia dell’innamoramento.
Io non voglio entrare nelle vicende personali con tua moglie perché sono questioni vostre ma da quello che hai scritto a Rossana, anche a me appare un po’ particolare quello che scrivi riguardo la questione di tua moglie. Una donna, per giunta ballerina e in giro per il mondo che deve giustificare il suo bisogno di sesso inventandosi l’amore con un eroinomane?
E se lo deve andare a cercare in Portogallo quando, come scrive Rossana poteva avere tanti corteggiatori più vicino?
Forse semplicemente provava qualcosa di più di una normale attrazione fisica o forse era solo sesso ma la storia della giustificazione mi pare un po’ assurda.
Però come ho sostenuto su queste…
righe, ognuno é diverso dall’altro e quel che é normale per te non lo é per me.
Come ti ho già spiegato, anche io ho ricevuto una rigida educazione morale, ma se mentre vado al lavoro incontro alla fermata del bus un uomo che mi piace non é che per giustificare questa attrazione devo inventarmi che lo amo. Posso solo dire che mi attrae fisicamente. Poi se dovessi frequentarlo e farci sesso mi accorgerei piuttosto brevemente se trattasi di sesso o di altro. L’equivoco non me lo porto oltre. Ma come me anche molte altre donne.
Virginia,
dimenticavo alcune osservazioni:
1) il passare da un aspetto all’altro, confermando unicamente le tesi di base elaborate per un caso in famiglia, ha finora avuto, a mio avviso, il solo scopo di riconfermare all’infinito che Sally non è mai stata legata al portoghese da sentimento. vale la pena di annullarne l’esistenza per il mondo intero, pur di non ammettere che la propria donna ha amato un altro, in modo diverso, prima del matrimonio.
2) “Tutto quello che è stato scritto da uomini sulle donne dev’essere sospetto perché essi sono nello stesso tempo giudice e parte in causa.” (Poulain de la Barre)
3) secondo me, in linea generale si dovrebbe almeno ammettere, una volta per tutte, che i due generi non vivono affatto la sensualità e il sentimento (l’istinto di riproduzione e quello, non meno importante, d’aggregazione) con le stesse modalità, oltre che con tendenza ad obiettivi primari alquanto difformi. gli uomini, mirano al sesso assicurato; le donne, alla maternità. tutto il resto non sono che esercitazioni sul campo e tentativi vari per trovare il partner con cui condividere uno o entrambi gli impulsi.
4) se tu ed io, con altri utenti e utentesse, ci siamo sentiti più coinvolti della media dal tema perennemente riproposto, c’è da chiedersi, nella logica, quanto lo sia anche di più chi non cessa di cercare conferme ai propri convincimenti, che restano soggettivi.
nessuno possiede in amore criteri assoluti, ed è bene che sia così!
Virginia, io ho spiegato per filo e per segno le dinamiche che portavano quella ragazza a “giustificarsi” per soddisfare un banale desiderio di sesso, e ho parlato anche di come ognuno cerchi la strada che gli sembra più consona per dare un colpo al cerchio del sesso e uno alla botte della morale per soddisfare certi desideri. Trovo curioso che tu metti l’accento su una mia analisi, che trovi “personale” e non applicabile a terzi, mentre continui a reiterare il fatto che a tua volta hai avuto una educazione rigida ma a te non è successo. Cosa vuol dire scusa?
Continuo a ripetere che certe modalità femminili sono “soggettive”, proprio per la colpevolizzazione del desiderio sessuale, ma tu riparametri tutto alla tua esperienza, non seguendo nè l’excursus culturale che ho proposto e che può portare molte donne a giustificare con “l’amore” il bisogno di sesso, né le dettagliate descrizioni di come si svolgevano i fatti di Sally, e persino le dichiarazioni della stessa interessata, che alla fine ha riconosciuto, A SÈ STESSA, che il tipo che incontrava una volta l’anno, era un “comodo” e lecito “sistema” per mettere insieme “cerchio e botte” quando il bisogno di “compagnia” faceva sentire i suoi richiami.
Se tu e Rossana non vi ritrovate in quelle dinamiche, bene, ne siamo contenti, a me invece sembra il contrario, e cioè che preferite NON ammettere che il sesso al femminile ha le stesse impellenze >>>
Rossana, da quel che mi pare di aver capito, Sally dovrebbe essere la moglie di Golem.
Come già scritto nel mio precedente commento non mi piace entrare nel merito di questioni altrui a meno che non mi siano richieste, comunque visto che la storia é stata tirata in ballo più volte dallo stesso Golem, posso solo dire in linea generale che anche a me sembra che questa donna abbia provato qualcosa per quest’uomo, che sia solo attrazione fisica o sentimento.
Per il resto mi sembra piuttosto scontato il fatto che i due generi, maschile e femminile vivano, in genere, la sessualità e il sentimento in maniera totalmente differente. Fatte le dovute eccezioni che, a mio avviso, confermano la regola.
>>> di quello maschile, che però ha meno “moralismi” a cui rispondere.
Tu credi che si cornificasse quella coppia? E cosa te lo fa pensare? Forse il fatto che ti senta immune da certe tentazioni? Io invece ti dico che nel leggere quello che dici non mi appari diversa da quello che sentivo da quasi tutte le donne che si sono sorprese di scoprirsi “traditrici”, quando in realtà si sono accorte solo di avere delle idee stereotipate sul sesso vs amore.
Come vedi i tuoi giudizi sul comportamento di quell’ultima donna di cui ho parlato si rifanno ad una “tua” visione particolare e non alla possibilità che quella donna si sia trovata di fronte ad una situazione che NON immaginava di vivere e ne abbia parlato col marito.
Se fosse stata del genere a cui pensi tu, avrebbe fatto “la furba” e mi contattava senza dire niente al marito una volta a Milano, visto che sapevamo entrambi i nostri indirizzi. Come hanno fatto alcune di quelle che volevano farsi trombare da me. Una di queste si fece 1000 chilometri fingendo una visita “specialistica” a Milano per raggiungere lo “scopo”. Le “visite” furono due, solo una dal “dottore”. Vita vissuta, da me.
Eyes wide shut Virginia, e quel “per giunta ballerina” la dice lunga sulla tua mentalità. Tutte mignotte no?
Io è questa “ipocrisia” che ho voluto che mia mia moglie vedesse, e ci siamo riusciti.
Forse anche quella coppia ha fatto lo stesso. Puoi escluderlo?
E dì a Ross che le conferme le ho da un pezzo.
“…posso solo dire in linea generale che anche a me sembra che questa donna abbia provato qualcosa per quest’uomo, che sia solo attrazione fisica o sentimento”.
Virginia, la Rossa ti dirà quello che ama pensare per farsi tornare conti che non le tornano, è brava a farsi le ragioni che gradisce quando quelle evidenti non le piacciono, ma non potrà saperlo meglio di me e della mia lei come stanno le cose, se mi permetti. Io sono quello che se avesse scoperto che la moglie fosse stata “realmente” legata a quel tipo, l’avrei accompagnata da lui. Quello che dovrebbero fare tutti i mariti di quelle donne che hanno “VERI” sentimenti retroattivi in atto.
Se non credi che ci siano donne che si convincono di “amare” un uomo per poter fare sesso senza rimorsi, è bello che lo pensiate, ma la realtà è diversa. Proprio perché, come dice continuamente la love expert, ritenendo che sia io a generalizzare, siamo tutti diversi nei percorsi, ma uguali negli scopi che li attivano. Specie “quello”.
Se ci tieni a saperlo, il tipo manco sapeva che lei fosse “innamorata”. È stata la prima sco.... della vita di lei, e il resto l’ha fatto la “mala educazione” per la quale lei “doveva” amarlo. Oggi Anonimo parlava con Franci di “mentire a se stessi”. E quello è stato un classico caso di autoinganno. Non so più come dirlo: bisogno di “compagnia” uguale bisogno di sesso. La cosa più normale della vita, ma ancora un tabù per molte donne. L’amore è un’altra cosa.
Caro kaber,
è il tempo ad alleviare la sofferenza e ad affievolire i ricordi, unitamente alla motivazione ad andare avanti, se non altro per il bisogno di costruire, e di migliorarsi, insito in ogni essere umano pensante. La mia esperienza di sofferenza in amore non è mai durata più di 4 mesi: dopo 4 mesi di no contact, ma anche meno, anche l’amore più grande svaniva, per lasciare il posto a nuovi e più grandi progetti. Non sono mai riuscita a fossilizzarmi su un’esperienza limitante e non costruttiva, magari potenziale causa di una mia regressione esistenziale. Questa è la mia esperienza. Ti consiglio di conoscere gente nuova: il resto verrà da sé.
Virginia,
sì, si è appreso che Sally ha sposato Golem quasi tre decenni fa. nei primi 20 anni di matrimonio, magari perché anorgasmica oltre che connotata da sessualità di stampo anglosassone, non ha dato al cagliente marito salentino le gratificazioni sessuali quantitative (e forse qualitative) che questi ritiene abbia accordato, a suo tempo, al portoghese (come scoperto da diari tardivamente esplorati in incognito).
il resto della storia è arcinoto, in tutti i dettagli, ritoccati e alleggeriti qua e là nel tempo…
aggiungo ai precedenti contributi l’osservazione che, a quanto so, la libido femminile non è mai stata studiata a fondo come aspetto a se stante ma solo come derivazione della libido maschile. per una conoscenza più mirata in merito sarebbe utile un approfondimento di genere.
è innegabile che la sessualità abbia una funzione sostanziale, compenetrando l’intera vita, ma non si tratta di un dato irriducibile: c’è nell’esistente umano una “ricerca dell’essere” più originaria e più ampia, di cui non rappresenta che una parte (come evidenziato da Sartre e da Bachelard).
avrei apprezzato di più se un marito si fosse impegnato a comprendere e risolvere il blocco sessuale psicofisico della moglie piuttosto che risolvere il problema avvilendo un suo passato vissuto.
lieta, comunque, che la coppia abbia raggiunto un reciproco soddisfacente equilibrio, a seguito delle specifiche difficoltà che hanno delineato la loro crisi.
buon fine settimana!
Come piace a Rossana pescare nel torbido. È interessante notare la gesuitica perversione con la quale ha parlato degli orgasmi, dimenticando che non è vero che lei ha concesso di più a nessun altro, proprio per il “blocco”, portoghese compreso.
Il suo era un problema che nasceva da lontano e che nel caso in discussione si era idealizzato sulle sensazioni del desiderio non soddisfatto dalla presenza del desiderato. Era un vivere di favole romantiche. La nostra esperta non ha capito e non vuol capire che i limiti di espressione erotica erano dovuti proprio a quel blocco sessuofobico che le era stato inculcato e che insieme ABBIAMO RIMOSSO. Questo è vivere la coppia costruendo assieme la strada da percorrere mentre si superano gli ostacoli che ne impediscono di percorrerla, e non le teorie lette qua e lá, ma che non si sono mai vissute veramente. Lei “avrebbe preferito che” manco se vivesse con noi.
Poteva parlare di tutto il resto della storia ma “l’orgasmo” la intriga sempre, oltre a citare Sartre e Bachelard, di cui non ha letto niente ma che fa figo. Con questa atmosfera pseudointettuale, richiama con maligno brutalismo i problemi intimi dovuti a quel blocco di maturazione che erano presenti, ma che io ho avuto il coraggio di mettere in piazza per spiegare il percorso di “guarigione” seguito. Problemi che sono più frequenti di quello che si pensi, ma che non tutti se la sentono di dichiarare.>>>