Penso ancora a lei
Riferimento alla lettera:
Questa è la seconda volta che scrivo nel sito, questa fu la mia prima lettera "La mia vità è cambiata". Scrivo perché pensavo veramente di aver dato un taglio al passato, di esser riuscito ad andare avanti senza dovermi voltare, invece? Invece mi sbagliavo, sono ancora lì che penso a...
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Data di pubblicazione: 16 Giugno 2011
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Categorie: - Amore
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Vic se hai l’anulare più lungo, fai piu’ fatica a toglierti la fede e quindi dovrebbe essere il contrario : ). Mah, credo che, in generale, indipendentemente dall’anulare, gli uomini abbiano più bisogno di sesso e che se davvero capitassero loro delle “offerte su piatti d’oro o d’argento” non le disdegnerebbero, nemmeno se già impegnati in un rapporto serio (soprattutto se vi è’ la garanzia che restino occasionali e nascosti e che la donna in questione poi non pretenda di più ). Gli uomini infatti hanno meno problemi a distinguere il sesso dall’amore e quindi per la maggior parte non so tratterebbe un “vero” tradimento, ma solo una piacevole e disinteressata “ginnastica”.
Vero Eau. Non capisco però perchè formalizzarsi sulla materia dei piatti di servizio: ai maschi interessa poco.
Golem, quelle “virginie” che hai conosciuto tutto sono fuorché donne innamorate del loro marito. Ne conosco tante, molte delle quali mie amiche. Il loro é un amore di facciata, stanno bene con il proprio marito tra alti e bassi, ma se capitano loro occasioni che a loro garbano non se le lasciano sfuggire.
Di contro posso dirti che di “golemini” ne ho incontrati anch’io, alcuni attraenti stile Mister “X” ma stop. Non faccio parte di quelle “virginie” che pure esistono. Come esistono quelle che in ragione di una propria morale non cedono agli istinti. Ma esistono anche uomini così.
La fantasia che continui a citare é normale, e accade anche nel sesso maschile. Normale fantasticare su una donna o un uomo che non si conoscono.
Continui a citare anche il romanticismo. Nel mondo occidentale é presente certo, come non lo é in altri mondi. Ma chi ti dice che la donna Inuit offerta all’ospite non abbia dei sentimenti verso il proprio marito ed esegua “l’ordine” solo perché imposto da quella cultura?
Ognuno ha i propri usi, costumi e religioni che impongono le loro regole, anche in ambito sessuale e amoroso e che vengono rispettate gioco forza. Anche calpestando il proprio sentimento.
Non penso che anche una donna di una tribù indigena, dove il romanticismo non é presente, seppur preposta a determinati doveri e imposizioni, non abbia un sentimento oltre che un istinto sessuale.
Poi ognuno gestisce il proprio sentimento a seconda del proprio modo di essere. Per…
quanto mi riguarda, il voler bene ad una persona vale molto più di una notte di sesso, che é comunque un desiderio che soddisfo con mio marito.
Non do nulla per scontato, semplicemente sostengo che una donna innamorata con un altro uomo non ci va, ma non certo per forzatura culturale o morale. Che poi esistano anche forzature morali o culturali ok, ma non é una regola neanche questa e, soprattutto non é una novità.
Certo Virginia che non erano innamorate del marito, perchè non avevano ancora fatto i conti con l’istinto, e chiaramente quell’amore era all’applicazione del famoso protocollo sociale di cui accennavo, che se rispettato ti fa dire a te stessa e alla “comunità” che sei una donna che ama il marito.
Francesca (di cui non so se hai seguito la vicenda) è una brava ragazza di circa 40 anni, che dice di amare il marito, ma ovviamente non è vero, ma non finge, è solo confusa. Perchè per la sua cultura, aver seguito il “protocollo” la qualifica come una donna che ama il marito e la famiglia, poi incontra (lo “cercava” in realtà) Robert su una chat, e alè, va in confusione, e mo’ ama pure lui. Biblicamente per giunta.
Non a te evidentemente, per come ti descrivi, ma non sai quanto quelle “istruzioni per l’uso” possono spostare la bussola per orientarsi in amore? È con mia moglie che l’ho scoperto, ma perchè la amo. E oggi lo sa anche lei quanto una certa educazione, o “protocollo” sessual-amoroso, ne limitava la femminilità e la crescita come donna all’interno della coppia.
Non devi pensare che il tuo essere in equilbrio tra morale e sentimenti sia la norma. È esattamente il contrario, e nella maggior parte dei casi lo è nella massima buona fede. Ti assicuro che quelle “virginie” erano tutte brave ragazze, alcune timorate di Dio.>>>
>>> Ma non immagini neppure come si sentivano soddisfatte dopo aver “peccato”. Vita vissuta Virgi. Poi si sentivano in colpa ma non durante.
Ho citato l’esempio estremo della Inuit, per sottolineare che la morale amorosa delle varie culture non c’entra niente con l’istinto amoroso. Anzi, la nostra morale amorosa quando è molto severa, porta spesso a dover giustificare con l’amore e un certo romanticismo un banalissimo bisogno sessuale. Sono fantasie romantiche che attengono alla nostra cultura dell’immaginario amoroso, mentre non hanno nessun peso in altre. Aver scoperto il perchè di certe fantasie in mia moglie, e cosa in realtà volevano coprire, ha significato la differenza tra salvare il matrimonio e concluderlo.
A molti appaiono scontate certe “fantasie”, te compresa, ma se andassi oltre la “superfice” che te le fa apparire tali, scopriresti che sono tutt’altro che banali, perchè nascondono dedali di incredibili dinamiche psicologiche di “gestione” del desiderio sessuale, che ai due estremi sono la ragione sia di un certo romanticismo esasperato che della pornografia. Le due facce queste della stessa medaglia chiamata “morale”. In entrambe i casi un banale -quello sì- bisogno di sesso.
Per Acqua e Virginia
“Cresciamo in un mondo caleidoscopico di esperienze e idee che formano le nostre preferenze SENTIMENTALI. Il senso dello humor di nostro padre e il suo interesse per la politica o i film; il modo di parlare della mamma e il suo senso estetico; come i nostri genitori sottolineano quanto dicono con silenzio o risa; che cosa fa arrabbiare i fratelli e le sorelle, e come si sentono provocati; la visione degli insegnanti sulla giustizia, l’onore e la gentilezza; ciò che gli amici trovano disgustoso o intimo: migliaia di forze sottili costruiscono le nostre convinzioni individuali, gli interessi e i valori. Così, quando siamo adolescenti portiamo già nel profondo di noi stessi un insieme di caratteristiche da ricercare in un partner.
Il sessuologo John Money, della Johns Hopkins University, chiama questo stampo mentale inconscio “mappa dell’amore”. Egli ritiene che i bambini comincino a elaborare queste mappe fra i cinque e gli otto anni, e che esse diventino stabili nella pubertà.”
Da: Donne, il primo sesso” di H. Fisher
—
Lo stesso concetto è stato elaborato in precedenza da Lou Andreas Salomé in “La rivolta dell’eros”.
Consapevole della sessualità che pervade gli esseri umani dalla pre-nascita alla morte, ritengo non sia difficile per uomini e donne adulti identificare il tipo di coinvolgimento nei confronti di un partner, ovvero distinguere fra semplice soddisfazione dei sensi e ampia gratificazione multifattoriale.
segue per Acqua e Virginia
“Normalmente, specie all’inizio di una relazione di coppia, l’amore non è costruito o vissuto nel rapporto con l’amato, ma è legato a esperienze e FANTASIE passate. Tutti noi infatti, prima d’innamorarci, fantastichiamo una specie di programma amoroso con un partner ipotetico, rischiando così di vivere, al momento dell’amore, una relazione immaginata in precedenza. Tuttavia questa viene quasi immediatamente adeguata al rapporto con il partner reale.”
Da: “Che cos’è l’amore” di Giacomo Dacquino
—
Non ho interesse a elaborare tesi da adattare a personali vissuti. Né avrebbe alcun senso per me riassumere la visione d’insieme di questo o quel studioso…
Mi limito da una ventina d’anni ad approfondire per hobby l’argomento, vastissimo e spesso per molti versi indefinito o indefinibile, comparando saggi di specialisti vari, al fine di meglio interpretare la realtà del fenomeno amoroso. Le assonanze derivanti da diverse scuole di pensiero sono gli elementi che ritengo degni di maggior considerazione.
Ciò non toglie che ne accolga alcuni con più forte adesione di altri. Come ad esempio la convinzione che l’amore non sia soggetto alla volontà, nascendo spontaneamente dall’inconscio, e che non possa in alcun caso permanere immutato nel tempo.
Utilizzo nel confronto parole più autorevoli delle mie più per opportunità che per carenza d’idee. Contributi che spero utili anche per i giovani nelle prime esperienze di coppia.
“Cresciamo in un mondo caleidoscopico di esperienze e idee che formano le nostre preferenze SENTIMENTALI…Così, quando siamo adolescenti portiamo già nel profondo di noi stessi un insieme di caratteristiche da ricercare in un partner.”
Infatti, comprese le aberrazioni e le nevrosi che ci sono state trasmesse da quei “riferimenti”
Le descrizioni di Rossana pescano sempre nell’immaginario idilliaco dell’amore, ignorando che la maggior parte di noi ha ricevuto “imprinting” nevrotici se non patologici di quel sentimento.
Che ricerca è quella di riferirsi alla visione idealizzata dell’umorismo del papà o della gentilezza di questo o di quello quando ne hai avuto uno che era il contrario, o una madre che il sesso lo vedeva come la regina Vittoria. E il resto delle nevrosi famigliari, anche “benigne”, in cui la maggior parte di noi è cresciuta? Non sono imprintig anche quelli. E non incidono nelle scelte? Sembra piuttosto la solita ricerca di “conferme” alle proprie aspettative, non certo uno studio serio di quel fenomeno dell’animo umano, con tutte le sfumature che lo contraddistinguono, spesso tutt’altro che romantiche.
Se non si vogliono razionalizzare i propri trascorsi per quelli che sono stati “realmente”, proporre il meraviglioso mondo di Amelie come traguardo dei sentimenti è praticamente inevitabile. Ma è una fuga dalla realtà, non la realtà.
Tutto parte da un sentimento, un’attrazione
e non dipende dalle qualità oggettive di una persona,
ci piace quella, punto.
Poi trattandosi di sensazioni, pensieri, non è detto
che quello che pensiamo sia la realtà.
Parlando di educazione “vittoriana”
non sto dicendo che questa educazione sia del tutto negativa, certe cose sono giuste, il senso della famiglia , la disponibilità a sacrificarsi se necessario, ma in una vera coppia non ci devono essere barriere.
Il sesso è una parte molto importante, ma non l’unica.
Il reciproco aiuto è cosa molto importante e anche
il senso di stabilità.
Non è che appena si presenta un problema uno dei due debba mollare, il matrimonio è un impegno , va difeso.
Virginia, tu non hai partecipato al lungo dibattito sull’argomento, anche se io ti ho anticipato che tutto è nato dal mio bisogno di capire il “perchè” di certi comportamenti della donna che amo, e che non solo per questo considero intelligente e matura. Eppure ho scoperto che quei famosi imprintg del caleidoscopio avevano alterato la visione di un aspetto essenziale delle relazioni sentimentali e infondo dell’amore.
Se a te appare singolare che una donna, persino non italiana, ma con una forte componente sessuofobica “vittoriana” proveniente dagli esempi materni, non possa, anzi NON DEBBA giustificare ogni istanza sessuale come “amore” pur di accettarlo come lecito, e quindi creare dentro di sè una spirale di “equivoci” su quell’ultimo malinteso termine, bè, io invece ti dico che per me non lo è. E almeno a me stesso e a lei lo si è dimostrato.
La storia è lunga e ripeto, non posso riproporla, ma come ho detto nel precedente post, i labirinti della mente nei quali si insediano certe “norme” comportamentali che alterano per le piú varie ragioni il significato di certe “emozioni”, sono sconfinati.
Per quella donna averlo capito ha significato rivedere un trascorso vissuto “nell’equivoco” di cui ho accennato, e un presente che non si evolveva proprio a causa di quell’equivoco non chiarito. Soprattutto a sè stessa.
Il post precedente in non era evidentemente indirizzato a Virginia ma a Vic. Mi scuso con entrambi.
Golem, quelle donne non amavano il marito, altrimenti a letto con te non ci venivano. Così come questa Francesca di cui sono andato a leggere qualcosa. Lei non ama il marito. Crede di amarlo ma non é così. Diciamo anche che é una delle tante persone che non sa cosa vuole.
Si può essere anche timorati di Dio ma non amare i propri compagni.
Io te lo ripeto ancora una volta, ho ricevuto una educazione rigida stile tua moglie, ma non ho mai pensato ad un mio ex amore nel modo in cui tu dici lo abbia fatto tua moglie o la mia amica.
Io non sono la norma ma neanche ciò che dici tu é la norma.
Mi pare di aver già accennato ad una mia precedente storia prima di conoscere mio marito. Una grande attrazione fisica ma null’altro. Non c’erano condivisioni, caratteri differenti e vedute differenti. Solo sesso….come si fa a scambiarlo per amore?
E’ vita vissuta anche quella che ti dico io e che mi raccontano le mie amiche, alcune delle quali, nonostante abbiano famiglia andrebbero a letto con chiunque.
Ma non c’e’ amore verso il marito, solo situazioni di comodo e di lunga relazione che non conviene chiudere.
La cultura non c’entra.
Vedi Virginia, è chiaro che quelle donne non amassero i compagni, ma forse ne erano convinte, perchè – e lo ripeterò sino allo sfinimento – gli era stata “inculcata” un idea sbagliata di cosa realmente debba chiamarsi amore.
Il problema che si è a lungo dibattuto sul forum è proprio il significato di quel termine che molti, forse i più, equivocano in buona fede perché lo assimilano alle emozioni che, continuo a ribadire, sono SEMPRE di origine fisiologica, sessuale è meglio dire, ma che torno a ripetere, sono state “educate” da una certa cultura a non essere accettate per quelle che sono, creando inevitabilmente un errore di prospettiva, specie se si prendono decisioni su quella base, che prima o poi, come sappiamo, si esaurisce.
Il caso di mia moglie rientra nelle aberrazioni dovute ad una certa educazione, che dipingeva il sesso come qualcosa di “sporco” se non collegato all’amore. Ora, è abbastanza ovvio che il bisogno di sesso invece è assolutamente indipendente dall’amore, diventando una potente integrazione di quest’ultimo se e quando è avvenuto il passaggio “maturo” alla comprensione del vero significato di quella parola.
Riesci ad immaginare quante donne sono convinte di “amare” un uomo perché corrisponde a un certo stereotipo? Una infinità. Tra queste forse rientravano quelle che ho “frequentato” io, che in quel momento hanno visto infranti certi principi che le avevano “assistite” sino a quel momento>>>
>>> trovandosi di fronte alla forza di quell’istinto sessuale che forse non avevano considerato come si sarebbe dovuto considerare. Ergo, cosa non ha funzionato nel loro rapporto se sono state portate a tradirlo? Io non lo so, e neppure mi interessa saperlo, ma è CERTO che tutto è nato da un equivoco sull’amore.
Non so quale fosse l’equivoco di quelle donne, ma so -e ora lo sa anche lei- quale era quello di mia moglie, che le impediva di vivere la sessualità adulta se non legata a immagini stereotipate di quell’amore romantico, a volte struggente e sofferto che ha alimentato la sua adolescenza, fatta di romanzi rosa e film romantici con inevitabile happy ending.
Per una ragazza cresciuta con quei “principi”, le prime spinta sessuali non potevano che essere “immaginate” con quegli stereotipi, anche se la realtà oggettiva era completamente diversa.
La faccio breve, e vorrei essere chiaro una volta per tutte. Il suo non era un ricorrere al ricordo di un ragazzo che peraltro non la ricambiava, e anzi neppure immaginava il suo “stato”. Era un cercare quello “stato” per giustificare il sesso. Cosa impossibile da mantenere nel tempo in un rapporto “reale” se non si è superato quell’equivoco di natura moralistica che le era stato trasmesso da una rigidissima madre, realmente vittoriana.
Abbiamo impiegato tre, anni ma l’ha superato quel “complesso”, e il castello delle illusioni si è dissolto per lasciare il posto alla realtà. E ora ama da “donna”.
Golem io credo che quelle donne avessero convinto più te che loro del fatto che amassero il marito, così come questa Francesca di cui tu parli, e della quale sono andata a leggermi alcuni stralci.
Le emozioni, nell’ambito di un rapporto di coppia, nascono sempre o quasi da un istinto sessuale, e ciò è così da quando esiste il mondo, a prescindere dal fatto che questo sesso ti venga inculcato essere sporco. Cosa credi che nella mia rigida educazione non era compresa questa “sporcizia del sesso”?
Ma tutto questo si supera crescendo ed entrando nella realtà. Seguendo il tuo discorso sarebbe come continuare a credere a Babbo Natale e alla Befana. In fondo anche quelle credenze ci sono state inculcate non ti pare?
Ti sei convinto che quelle donne amassero i loro uomini in quanto “stereotipi”. Perdonami ma non é così anche se sicuramente esisteranno donne che sposano uomini perché rappresentano modelli di marito ideale. Ma questo accade da secoli anche negli uomini che sposano la brava ragazza che rispecchia gli ideali di moglie e mamma.
E credo sia piuttosto normale che questi uomini o queste donne, sposate in quanto modelli, non rispecchino l’ideale in fatto di attrazione sessuale.
Ma, non vedo la novità.
Chiaro che questi uomini, o queste donne, saranno sempre attratti da personaggi che possano stimolare il loro impulso sessuale dato che non avviene da mogli e mariti.
I romanzi rosa e i film romantici piacciono anche a me, e sapessi quanto mi piacerebbe che la
la realtà ricalcasse quelle situazioni. Ma la realtà é diversa. E anche per me i primi impulsi sessuali sono stati immaginati con i contorni della storia d’amore, e come sarebbe potuto essere altrimenti?
Non siamo bestie e abbiamo dei sentimenti, per cui vedo piuttosto normale il fatto di abbandonarsi ad emozioni diverse che vanno al di là del sesso.
Quello che, forse fai fatica a comprendere é il fatto che difficilmente una donna cerca solo il sesso in un uomo, anche se può accadere. Ma ciò non é dovuto ad educazione e cultura, come tu pensi, ma semplicemente ad un modo di essere diverso da quello maschile che spesso cerca solo sesso senza nessun tipo di coinvolgimento.
La donna Inuit o Masai, benché impostata in maniera differente da leggi, culture, usi e regole, e non lettrice di romanzi rosa, non é comunque diversa dalle altre donne della terra in fatto di sentimenti.
Vic,
se avessi partecipato al lungo dibattito sull’ILLUSIONE in amore e derivati, a quanto so di te, credo che non avresti modificato i tuoi concetti in merito.
forse potresti farlo in futuro, per scelta o a seguito di nuove esperienze, che hanno maggior peso dei convincimenti altrui. si vive di sé e per sé, non per sentito dire…
gli usi e costumi, oltre a connotare epoche e luoghi, fanno capo ai diversi ambienti (economici, sociali e culturali) in cui si è calati. persone appartenenti a elite abbienti, di solito poco imbevute di valori religiosi, sono più inclini di altre, maggiormente legate a carenze di mezzi vari, a cercare momentanei PIACERI sessuali, che non hanno niente a che vedere con pressioni ormonali a fini riproduttivi.
non siamo più schiavi della natura. il trasporto sensuale di sporadici amplessi ha ben poco in comune con la vera multiforme attrazione. spesso, per un certo tipo di uomini e donne, non è che giocoso passatempo, voglia di novità, priva di proiezioni future. non BISOGNO, ma DIVERSIVO!
ampliare troppo l’argomento distoglie dal punto d’avvio. PER ME, una precedente relazione amorosa, se mai avesse necessitato di AUTO-GIUSTIFICAZIONE morale nel passato, NON aveva motivo di continuare a mantenerla immutata per decenni nel ricordo. TRE anni di “riesame” sono tanti per la spontanea revisione di un vissuto!
casi singoli restano eccezioni. per alcuni apparsi qui, molto dipende ANCHE dalla libertà mentale con cui li si interpreta…
Virginia,
anche secondo me Francesca “vuole bene” ma non “ama” il marito. credo che lei stessa ne sia pienamente consapevole.
per quanto mi riguarda, di solito cerco d’immedesimarmi il più possibile nelle situazioni descritte che ritengo d’interesse evitando, però, salvo rare eccezioni, di giudicare pesantemente scelte o limiti. libera comunque di esprimere opinioni a favore o contro, soprattutto sui casi che l’hanno richiesto.
concordo in special modo con:
– “Io non sono la norma ma neanche ciò che dici tu é la norma.” – il punto cruciale sta proprio qui: NON si può applicare una “tesi” costruita appositamente per dipanare un proprio vissuto o i propri concetti sul tema a tutte le persone che sperimentano difficoltà in amore.
– “Solo sesso….come si fa a scambiarlo per amore?” – se può farlo una ragazzina alle prime armi, come può continuare a farlo una donna matura, nell’ambito di un matrimonio consolidato nel tempo, dopo aver messo al mondo figli?
– “non ho mai pensato ad un mio ex amore nel modo in cui tu dici lo abbia fatto tua moglie o la mia amica.” – credo non ci possa essere esperienza personale più soggettiva di quella amorosa. inutile volerla incanalare in filoni prestabiliti, benché l’obiettivo e i tentativi di raggiungerlo si tratteggino sempre sulla stessa falsariga.
per lo stesso percorso un’infinita varietà di vissuti! tutti umanamente degni, se non di comprensione o condivisione, per lo meno di rispetto!
Virginia, io prima di avvicinarmi al “fenomeno” di cui ho parlato, davo per scontate come te che certe cose che io ritenevo “normali” lo fossero anche per gli altri, ma ho scoperto che non è così. Fin quando non entri nella psicologia di una persona NON si può sapere come certe “azioni” culturali producano un’azione soggettiva. Come vedi in te lo ha fatto un un modo, in Sally in un altro e in quelle donne altre ancora. Ma la cultura è la stessa. Questo dovrebbe far rassegnare Rossana, che insiste sulla soggettività del singolo caso, e pensa che io generalizzi, quando in realtà quella cosa la dico da tre anni. Il vero punto è COME si “elabora” l’istinto sessual amoroso attraverso le “mores” correnti.
Quelle donne non mi hanno convinto di niente, ho solo constatato i fatti. E questi erano quelli che ti ho esposto, e cioè che tutte, in un modo o nell’altro, hanno tradito i principi ai quali riferivano la loro morale.
Quindi è chiaro che c’era un’errore di valutazione nel valore che davano a quell’amore per il marito, i figli e la famiglia.
Ovviamente questa riflessione l’ho fatta dopo la ricerca su mia moglie, che mi ha spiegato cose che non immaginavo, proprio perché, come qualcuno pensa, le liquidiamo come scontate, o “acqua calda” se preferisci. Termine qui molto usato per credere di aver capito tutto sui sentimenti.
>>>
>>>Io invece sono persuaso che molte di quelle donne fossero realmente “convinte” di “amare” secondo i canoni “tradizionali”. Se lo dicevano. Solo non avevano avuto modo di trovarsi di fronte a un episodio “rivoluzionario” che le ha messe in crisi di fronte ad un “desiderio” che non pensavano di poter provare. E ti giuro che ho assistito a cose imbarazzanti, se penso agli uomini che avevano a casa. “Mio marito va via il tal giorno”; oppure, “rientra a quell’ora”; “non vieni mai a Imola per la Formula Uno?”. Cosa credi che volessero da me? I sentimenti? No, li inventavano per dare un quadro lecito a “quel” desiderio.
Qualcosa che non quaglia. Perchè tu ti senti inattaccabile e queste donne si sono trovate “spiazzate”? E io non ho mai fatto il marpione con nessuna donna in vita mia. Parlavo come parlo con te.
Dove vanno cercate le cause secondo te se non in una educazione morale che ha alterato la visuale dell’amore. Ma ripeto, a me non interessa saperlo, se non per quello che succedeva a mia moglie, però le mie conclusioni sono quelle che moltissime donne sono vittime ignare di illusioni pilotate dalla loro cultura e sottocultura morale.
Le Masai o le Inuit hanno desideri sessuali come tutte, ma li esplicitano diversamene. Contaci.
Rossana, piantala di scrivere a Vic parlando della mia storia. I tre anni non erano la rivisitazione di UNA “storia”, ma di UN MODO INTENDERE LE STORIE. Una differenza abissale tra le due cose.
Golem, guarda che io non do nulla per scontato.
E non credo che Rossana si debba rassegnare, anzi mi pare che anche io abbia cercato di dirti che ognuno di noi é diverso dall’altro.
Quelle donne hanno prima di tutto tradito il proprio marito e poi, successivamente, forse anche i loro principi.
Di base c’e’ il fatto che non amavano il marito, altrimenti con te a letto non ci venivano.
Golem, non esiste un canone tradizionale per amare, o si ama o non si ama. E quelle donne volevano solo venire a letto con te per una, due, tre volte. E non si inventavano nessun sentimento credi a me.
Cerchi le cause? Sono semplici, cercavano un diversivo, un qualcosa che le facesse uscire dal quotidiano, un’emozione diversa ormai sopita da anni di matrimonio con un uomo con il quale da tempo si era spenta la passione e che magari tradiva a sua volta.
Queste cose succedevano anche in tempi passati, quando il divorzio non esisteva, la morale era rigida e la religione cattolica dettava legge.
Sembra che tu releghi i sentimenti a imposizioni culturali, mentre essi non sono il prodotto di una cultura morale.
Io, come tante donne, ma anche come tanti uomini, amo mio marito perché l’ho scelto in base, non solo all’attrazione fisica, ma soprattutto per il suo modo di essere, di interpretare la vita e di essere in sintonia con me. Ciò non toglie che nella vita si possa sbagliare partner oppure sceglierlo semplicemente per non restare soli o per avere dei figli.
Non tutti hanno la
fortuna di trovare la persona giusta. Il matrimonio é spesso un terno a lotto, ma é un vecchio detto e, in fondo anche questo non é una novità.
Poi é chiaro che possono esserci persone, che consce del fatto di aver sbagliato persona, rispettano i propri principi morali, secondo i quali il partner e la famiglia non si tradiscono.
Ma ti domando ancora, dov’e’ la novità?
Certo che le donne Masai e Inuit hanno desideri sessuali come tutte ma anche dei sentimenti come tutte, pur se non enfatizzati dal romanticismo.
Va bene Virginia, non ci capiamo. Conosco questo momento di empasse nella comunicazione. Io cerco di capire da cosa nascono certe “reazioni”, ma tu mi dici che questo succede da sempre, il che è ovvio perchè siamo tutti immersi in una certa cultura, ed è per questo infatti che, pur con giustificazioni diverse, tuttavia quelle donne sono giunte tutte alla stessa conclusione, e tutte “sicure” del “loro amore”, coniugale e non, verso il compagno. Pur non usando appoggiarmi ad altri per essere sicuro delle le mie riflessioni, spero avrai notato che Sospeso in altri thread è giunto a conclusioni molto vicine alle mie quando parla delle aberrazioni che ha prodotto una certa cultura, ma a te basta che “è così”. Constati senza spiegarti il perchè “è così”.
Non è affatto vero che si ama o non si ama. Si AMA secondo certi criteri che sono la istituzionalizzazione dei sentimenti provenienti dall’istinto sessuale che li ha mossi, secondo certi “standard” locali.
Hai mai sentito parlare delle “Capanne dell’amore” in Cambogia? E il “Ballo della Purezza” in alcune comunità di cattolici evangelisti negli USA? Ecco, se vuoi, cercali su internet e vedrai come la VISIONE dell’amore non la stessa dappertutto, come lo immagini tu e altri che si fermano ad osservare il nostro come riferimento assoluto. E sono uomini e donne come noi, che se fossero cresciuti a Bagnacavallo “amerebbero” secondo i canoni di quella cultura.>>>
>>>In entrambi casi citati, “quell’amore” nasce da una gestione OPPOSTA del solito istinto sessuale, tradotto in AMORE. Il sesso è universale, ma la sua gestione è “particolare”, e l’amore è una diretta emanazione culturale del sesso, che nella nostra cultura che ha “moralizzato” quell’istinto crea infiniti equivoci e malintesi. Dall’inventarsi l’amore per giustificare un banale desiderio di sessuale, al seguire i clichè tradizionali, sino al porno, tutti rientriamo in quella visione “locale” dell’amore. Io stesso ho scelto una donna perchè rientrava nei parametri dei miei “gusti”, proiettati in una vita in comune IN QUESTA SOCIETA’, è chiaro che non potrei “amare” una Bantù con i suoi principi, ma potrei portarla a letto. E lo stesso tu, potresti trovare attraente un fusto Bantù, ma scommetto che “lucidamente” non progetteresti mai una vita con lui, non lo AMERESTI, se non IN TEORIA.
Io lo ripeto per l’ennesima volta che ho “scoperto” che la donna che ho sposato si trascinava una visione “retorica” del sesso, e che questa dipendeva da quella aberrazione culturale che la faceva sentire colpevole se NON lo collegava all’amore, con un escamotage morale che ne condizionava il sano sviluppo emotivo, stop. Da lì ho allargato la ricerca ad altre culture, scoprendo il perchè di quell’escamotage inconscio.
Quell’amore a cui pensi è il NOSTRO, ma PIENO di TABU’ che creano rischi di essere frainteso.