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Pensavo fosse amore invece…

Sono separata non ancora legalmente da circa cinque mesi. Ho 28 anni e due splendide bambine di 4 e 6 anni. Ho lasciato mio marito dopo anni vissuti sulla scia di un’intesa malata ma allo stesso tempo viscerale. Non potevamo stare lontani e allo stesso tempo stando insieme riuscivamo solamente a distruggerci vicendevolmente. Il mio ex è tutt’ora affetto da disturbi sessuali conseguenza di un trauma vissuto in età preadolescenziale. Io senza peccare di presunzione sono una donna piacevole, ho sempre tenuto al mio aspetto fisico e ai dettagli senza dimenticare il mio ruolo di madre e moglie. Questa vena edonistica forse risultato degli anni passati sulle passerelle lo ha sempre disturbato e, a detta sua, acuiva i suoi problemi nella relazione di coppia, non permettendogli di fidarsi di me. Ora sta seguendo un percorso neuropsichiatrico che sembra avergli dato un leggero giovamento. Il problema ora sono io. Da quasi tre mesi vivo una splendida e “normale “relazione con un ragazzo che mi è stato pazientemente vicino negli ultimi sei mesi. È l’uomo che, con il senno di poi, avrei voluto incontrare 10 anni fa e sono sicura che con lui non saremmo arrivati ad una separazione così travagliata e carica di sofferenza. Nonostante ciò la presenza del mio ex mi è ancora indispensabile. Lui ora frequenta una donna più vecchia di me di circa dieci anni che incarna una personalità agli antipodi di ciò che ero e sono io. Sovente mi sottolinea come l’anonimità di questa donna lo rassicura e come permette ai suoi problemi di rimanere sopiti. Queste pseudo confidenze mi fanno stare male e non capisco il perché. Lui dice di desiderarmi ancora, che nessuna potrà essere ciò che sono stata io per lui e allo stesso tempo continua a ballare questa danza dell’odio et amo che mi strazia. L’apertura mentis che riuscivo ad avere con lui, la complicità che nel bene e nel male ci univa tutt’ora non riesce ad emergere con il mio nuovo compagno. Lui mi ama, ma in un modo più razionale, un modo a cui forse, io, non sono abituata e di cui non riesco a coglierne in pieno le cose belle. Questo tira e molla sta rivelandosi una via crucis senza fine. Il cosa eravamo si sovrappone al cosa siamo creando nella mia testa una gran confusione. Sono certa che lui non è l’uomo per me e allo stesso tempo sento dentro sensazioni inspiegabili che scaturiscono dalla sua assenza. Non rinuncerei per nulla al mondo alla nuova possibilità che il fato e la vita stessa ha voluto donarmi, allo stesso tempo trovo enormi difficoltà nel trovare quell’equilibrio che mai ho avuto negli ultimi dieci anni di vita. Solo pensare alle mie bambine mi permette di trovare un po’ di forza ma il mio terrore è che loro possano leggere il mio disagio e viverlo; in questa maniera tutti i nostri sacrifici nel rendere loro il meno traumatico possibile l’iter della separazione fallirebbe. È possibile amare due persone? È possibile sentirsi come me? È possibile dipendere così tanto dalla persona che forse obbiettivamente è meno adatta a me? Aspettando sinceri consigli… Angelica.

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2 commenti

  1. 1
    gio -

    si puo’ amare anche piu’ di 2 persone bisogna sempre capire il modo in cui le stiamo amando, ad esempio l’attrazione che hai per il tuo ex compagno potrebbe essere una sorta di sfida di passione ovvero il vero volto del peccato, mentre l’amore libero che sembra darti questo tuo nuovo compagno questo potrebbe essere un amore autentico libero da possessioni.

  2. 2
    NIK -

    Sono sicuro che ugnuno di noi ha un modo personale di amare ma sono altrettanto convinto che chi si ama veramente resta unico.
    Certamente è possibile sentirsi emotivamente nel tuo stato. Ma il vero amore rimane essere uno solo. A Te la scelta.
    Un consiglio:
    Cerca di essere meno egoista e pensare maggiormente ai tuoi figli che un giorno in età matura pretenderanno il conto dei vostri comportamenti consensienti.

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