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Ora sono sola e ho paura

Lettere scritte dall'autore  

Il bisogno di scrivere come per scaricare la tensione, la paura, il non sapere cosa fare, come andrà, cosa succederà, la voglia di fuggire lontano, di portare con me mia figlia che è l’unica cosa alla quale aggrapparmi ormai, piccola, innocente, inconsapevole di tutto ciò che sta accadendo intorno a lei, un qualcosa di rumorosamente assordante ma avvolto dal silenzio della vergogna e dell’inconfessabile.
Anni di incontri con un uomo che non amavo ma che ero costretta a vedere per la paura che tutto venisse alla luce e ad ogni incontro pensavo solo a mio marito e gli chiedevo scusa con l’anima, con tutte le mie forze ma l’altro mi intimoriva con dei filmini che a mia insaputa aveva girato nell’intimità di rapporti voluti solo da lui e che io ero costretta ad accettare pur di tenere tutto segreto: mio marito non doveva sapere, non mi avrebbe mai capita, non c’era niente da capire né da perdonare, figuriamoci… L’altro voleva solo me, sarebbe rimasto nel silenzio se solo fossi rimasta con lui in quel falso rapporto dove io lo detestavo, mi teneva al guinzaglio ed era geloso delle cose che pensava di vedere, scoprire di me con presunti “altri”.. io di altri non ne avevo, ero morta dentro per avere altri, io volevo solo la mia famiglia, mio marito, solo lui e ho cercato di tenermelo vicino, forse nel modo sbagliato, ho accettato questa infamia pur di averlo con me.
Poi un giorno, il giorno della verità, quello che ho tanto temuto è arrivato ma, sono stata io una mattina alle 6.30 a togliere l’anima a mio marito, ho confessato tutto in una breve lettera. Mentre la leggeva lo guardavo, ho visto pian piano cambiare il suo volto, da sorridente ad incredulo a pietrificato a distrutto, l’ho ucciso, ho scaricato in poche secondi la mia paura nei confronti dell’altro uomo che mi minacciava, su di lui, anima innocente, non me lo perdonerò mai. Mai mi perdonerò e mai mi perdonerà anche se dice che forse un giorno lo farà ma come potrà farlo?? Il giorno di san Valentino, esattamente il giorno dopo la confessione, mi ha portato un piccolo dono, come ha fatto??? Io lo amo ma non gli parlo, mi vergogno di guardarlo, ho una sensazione di vuoto, di paura, di inadeguatezza, ho fatto la cosa peggiore che potessi mai fare ad una persona che mi amava e dico amava (al passato), alla follia. Mi ha detto: avrei preferito non essere mai nato.
Ora c’è anche la paura ad accompagnare questo turbine di sentimenti dolorosi, che uccidono, che portano alla follia, che non si possono confessare a nessuno perché nessuno sa. La paura dell’altro che mi minaccia, che mi aspetta sotto casa nel tentativo di aggredirmi, le chiamate al 113 che arriva sempre in ritardo, la paura di uscire da sola e di mettere in pericolo mia figlia. Il dover cambiare continuamente orari, essere sempre accompagnata da qualcuno a scuola a prendere la bambina e trovare lì regolarmente lui che si apposta nei vicoli o tra le auto per spaventarmi o aggredirmi o cos’altro?? Il terrore, il non sapere cosa fare, quanto andrà avanti tutta questa paura, quando potrò riprendermi la mia vita e mio marito. Vorrei assorbire in me il suo dolore, farlo mio e tenermelo cosicché lui possa tornare a sorridere come prima, come ha fatto fino al 12 febbraio 2013… la data della fine di un amore che per me non è mai finito ma anche la data dell’inizio di un dolore che spero abbia fine presto, prestissimo per tornare alla vita insieme… se lo vorrà io sarò qui sempre. Ti Amo Massimo.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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1 commento

  1. 1
    Mau -

    Forse non ho letto con la giusta attenzione, ma mi sfugge come sia potuta iniziare tutta questa storia.
    Tu racconti che quest’uomo, che non hai mai amato, ha filmato ‘negli anni’ i vostri incontri ‘voluti solo da lui’, ti ha ricattato per tutto questo tempo costringendoti ad accettare rapporti sessuali.
    Ma come ha avuto inizio questa sinfonia? Chiarisci.
    Per il resto c’è poco da dire.
    Si leggono purtroppo spesso sui quotidiani fatti del genere finiti in tragedia.
    Con il senno del poi si potrebbe dire che, invece di trascinare per anni questa storia, dovevi stopparla subito, cospargendoti il capo di cenere e confessando ciò che hai confessato ora.
    Ti saresti risparmiata, e avresti risparmiato ad altri, un bel po’ di sofferenze. Ma capisco pure che quando si entra in un turbine di paura e ricatto si perde la lucidità necessaria.
    Ora mi verrebbe da dire che è fin troppo facile dire ‘ti amo’..’ti ho sempre amato’..’mi vergogno di me stessa’…ecc…
    Posso solo lontanamente immaginare gli attuali tormenti di tuo marito.
    Già il fatto che ti ha donato ‘un regalino’ anzichè reagire diversamente lo innalza al ruolo di ‘sant’uomo’….
    La cosa che credo sia diventata ora primaria è tutelare l’integrità psicologica e fisica di vostra figlia. Tenerla lontana a qualsiasi costo da possibili situazioni di pericolo.
    Forse bisognerebbe, se esistono presupposti concreti, andar via, cambiare quartiere, cambiare città.
    Auguri.

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