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Notte dell’inaugurazione della mostra

Grande evento ieri notte al Lido: musica che arrivava dalle parti della Mostra del Cinema, anzi se esiste una mostra c’è anche un mostro per par condicio o per riproduzione, quindi la musica proveniva dai Mostri del Cinema. Qui si aprirebbe una parentesi sulla fauna che frequenta i luoghi, ma ve la risparmio. Comunque, se non avete capito, sono più o meno quelli che, ovunque siano, girano col cartellino al collo. Un pò come l’anellino alla zampetta degli uccelli: sarà quindi per studiarne gli spostamenti. Ma ve li dico io: alla fine migrano ma poi inesorabilmente ritornano.
Comunque sia, erano le due circa e la musica arriva forte e chiara, si ma non roba lagnosa da cinema tipo Morricone, no no roba forte, musica siderurgica: bum bum bum. Ritmi ossessivi tribali (ho viaggiato un pochino e vi assicuro che in India, Africa suonano proprio quella musica là, pari pari).
Si sentiva veramente bene tanto che volevo aprire le finestre per sentirla meglio, ma era freschino e comunque sentivo benone lo stesso. Mi chiedevo come mai tanta limpidezza del suono, sarà l’amianto, pensavo, che tra le tante caratteristiche utili ha quella di essere un buon conduttore acustico. Poi mi è venuto in mente che non ci sono più i pini del parco, neanche il parco a dire il vero, quegli inutili, vecchi ed enormi alberi buoni solo per fare da palo per le porte quando da ragazzini si giocava a pallone. Ricordo che ce n’era uno giusto in mezzo al campo (campo n°3 quello più sfigato riservato ai giovanissimi) che chiamavamo “l’arbitro” anche se per alcuni era più un terzino tanto spesso ci sbattevano contro.
Traumi e tristezze di un’infanzia infelice. Grazie ancora a chi li ha eliminati quegli stupidi pini.
La musica verso le 2 e mezza è scemata un pochino e per non tirare le orecchie ho preso l’ipod e ho messo su gli Iron Maiden dal vivo ( up the Irons, niente scherzi su questo, n.d.r.) un pò come fanno i sub, una specie di decompressione acustica per abituarmi gradualmente al silenzio.
Insomma amici del Lido, il Lido è vivo, rivive i fasti Liberty, c’è musica c’è allegria, c’è festa, ci saranno torri e costruzioni, il Lido vibra, pulsa. Bum bum bum.
Rivive quell’età d’oro che ci ricordava ogni tanto un nobile Signore che ho avuto la fortuna di conoscere. Lido di oggi e Lido di allora.
Poi pensando alla musica ormai svanita, erano le 3 circa, mi è venuto in mente il valore simbolico di quella musica: bum bum bum era il cuore della nostra, comunque amata, isola, ora rinata. E’ viva e vegeta, scoppia di salute. E per fortuna dico, se così non fosse, fosse malata intendo, non sapremo proprio dove portarla.

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