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Occasioni sprecate: Campanilismo Musicale

  

Gentile Corrado Augias,
sono Giorgio Binotto, seguendo la puntata di “Le Storie – Diario Italiano” del 07/02/2013, a mio parere, non si è trasmesso il “Miracolo della Musica” (che era il titolo della trasmissione).
Si dava per scontato il fatto che la Musica sia la Musica Classica, ora se accendiamo una qualsiasi radio “popolare” capiamo immediatamente che non è così, la musica classica è una minoranza, ma forse è quel “sapermi diverso, piacere perverso….” (come dice Caparezza) che lo fa diventare un vanto.
Un vanto per la musica classica, una musica per pochi, ma un danno per il livello musicale generale, che si nutre di mille altri generi, se la classica fosse meno arroccata nella propria “superiorità” musicale, potrebbe contribuire a far si che la musica si diffondi più come arte, che come prodotto.
Anche il termine “Conservatorio” ci suggerisce un modo di vedere la musica non proprio aperto alla contaminazione e l’incontro con altre visioni musicali, dovrebbe essere un arricchimento, non un pericolo da evitare.
Ho avuto l’occasione di conoscere allievi del conservatorio intimati a “non farsi contaminare”, ho visto una pianista diplomata e concertista di musica classica, completamente persa di fronte ad una improvvisazione anche semplice.
Sembra che didattica della classica, tenda a privare, a chi la segue, il piacere di muoversi con libertà su proprio strumento, che è il modo più bello per dare vita alla propria creatività.
Questo atteggiamento di chiusura, non è solo antipatico ed arrogante, ma anche suicida e porta ad una spirale egocentrica, per cui il passo successivo, è quello di dire che non solo la musica che suono è la migliore, ma anche lo strumento che suono è il migliore e questo l’ho percepito nell’atteggiamento del maestro.
Frasi del tipo “il violino non è come il pianoforte in cui hai le note a portata di mano”,”è tutto il corpo che vibra col violino”,”il primo violino è il musicista più importante dell’orchestra, è detto Spalla del direttore”, tutte cose vere, ma lasciano trasparire la volontà di rimarcare il primato del proprio strumento.
La discussione “il mio strumento è più difficile del tuo…” mi sembra un po’ infantile ed è chiaro che ogni strumento ha le sue difficoltà (il compito della mano destra di un pianista è ben più arduo di quella di un violinista, senza parlare di coordinazione tra le due).
Anche se potessimo, dopo aver studiato ad alto livello tutti gli strumenti (avendo a disposizione una decina di vite) fare una classifica delle difficoltà, non sarebbe elegante andare in giro annunciando che il proprio strumento è ai primi posti della classifica.
Il passo successivo della spirale egocentrica è quello di dire, non solo suono la musica migliore, non solo suono lo strumento migliore, ma solo anche il più bravo.
La scelta del brano di Paganini, come anche lei in qualche modo ha sottolineato in trasmissione, va in questa direzione, scelgo un brano che porta all’estremo le possibilità dello strumento e l’abilità tecnica del violinista.
Come ha detto il maestro, la tecnica deve essere a servizio della musica, ma a volte sembra sia più a servizio dell’ego del musicista.
Intanto, tra elogi alla nostra parrocchia e virtuosismi fini a noi stessi, il seme del “Miracolo della Musica” non si semina, ma si conserva.

Distinti saluti
Giorgio Binotto

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