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Non sono più innamorato di mia moglie ma

di lincolnburrows

Ciao. Non sono più innamorato di mia moglie. Ho 35 anni e siamo sposati da 5. O almeno, forse ho detto una cosa normale, perché l’innamoramento visto come infatuazione, palpitazioni, emozioni ecc si hanno solo i primi anni in cui si è insieme, giusto?? In realtà le nostre liti sono normali, non di quelle violente che caso mai immaginavate, ci intendiamo ancora, io non la tradisco, lei non mi tradisce e le cose vanno avanti con rispetto e impegno da parte di entrambi (xò lei sento che è molto più coinvolta da me di quanto non lo sia io).. Io non è che con questo stia pensando di lasciarla x farmi i miei, vi chiedo solo se la mia situazione secondo voi è una cosa normale… 

L'autore, lincolnburrows, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore - Famiglia

31 commenti

  • 1
    Michelle -

    Che dire.. decidere di sposarsi giurando il “per sempre” per poi dichiararsi non innamorati dopo solo 5 anni.. mi sembra evidente che tu ti sia sposato senza renderti conto di ciò che significa il matrimonio

  • 2
    bava di vento -

    Lincoln,
    sì, è abbastanza normale che dopo qualche anno si affievolisca di molto o scompaia del tutto l’attrazione che induce all’innamoramento.

    forse sei ancora troppo giovane per essere in grado di sostituirvi una forma di attaccamento profonda, derivante da maggior maturità emotiva.

    del tutto normale, dal mio punto di vista, che ci sia quasi sempre nella coppia chi prova un sentimento più netto e più intenso di quanto non avvenga per il partner.

  • 3
    Angwhy -

    Fammi capire,ma tu pensi che le altre coppie siano innamorate e felici?passata la fame subentrano la convenienza l’interesse e la sopportazione.sempre piu spesso sento parlare di complicità,di amicizia ma che c.... quando non hai piu voglia di saltarle addosso l’amore è gia belle che finito

  • 4
    Rossella -

    Ciao,
    quando una donna incontra un uomo che la rispetta e la fa sentire importante nel suo cuore nasce un entusiasmo, che considerati i tempi, appare come il coronamento di un sogno. A me è capitato, proprio sul finire della scorsa estata di cominciare a conoscere, sia pure in maniera virtuale, un uomo che mi ha fatto innamorare. Pian piano sono emerse le sue passioni, e già lì ho cominciato a sentirmi un po’ disorientata, ma non ho potuto fare altro che restare conquistata dalla sua maturazione personale. Come donna del terzo millennio in cuor mio sentivo che le cose non sarebbero potute andare, ma sul colpo non mi è venuto in mente il discorso politico perché tra di noi ci sono delle somiglianze, per cui i miei sogni e le sue passioni sembravano coincidere nel rispetto che mi ha sempre portato. E’ stato perfetto in tutto. Mi ha fatto capire materialmente come si rispetta la dignità di una donna e glie ne sarò sempre grata. Che dire? Non mi resta difficile pensare come sarebbe stata la nostra vita nel mondo preistorico, quando gli uomini avevano un vago senso di Dio e la legge naturale non rappresentava un impedimento. Sicuramente già ai tempi sarà esistita una sorta di scienza basata sul confronto delle esperienze, ma nel medio periodo l’apatia mi sarebbe sembrata la strada per arrivare a Dio. La mia stanchezza sarebbe stata motivo di gaudio.

  • 5
    Rossella -

    […]Nel tempo avrei cominciato ad occupare un ruolo di primo piano nella vita della comunità, proprio in virtù dell’esperienza e della comparazione. Sta di fatto che nel terzo millennio una donna con la mia sensibilità quando sente un uomo che parla delle sue passioni (andare a fare la spesa, ecc.)la vive come una caduta di stile e la cosa in un certo senso lo riscatta dalle sue responsabilità. Non è una caduta di stile per tutte le donne. Tutt’altro. A limite si potrebbe trattare anche di un comportamento virtuoso che tuttavia esclude la matrice politica della vita di società. Infatti nel giro di qualche mese, sempre virtualmente, avrei conosciuto un uomo che non si è presentato come un cavaliere della tavola rotonda, ma mi ha fatto capire cosa mancava nelle altre conoscenze. Mi sono sentita apprezzata, anche se non è nato niente e ho capito che per portare avanti la vita di coppia con un uomo del quale conosci le passioni devi essere preparata a cambiare il tuo modo di vedere. Quando hai la mia sensibilità ti viene naturale trovare una soluzione. Magari decidi d’interrompere la conoscenza perché per motivi culturali non sei preparata al pensiero del salto di classe o comunque della separazione dei beni e ritieni di non disporre delle risorse necessarie per far fronte alla partecipazione delle spese della famiglia. Se l’amore è talmente forte da consentirti di superare questo scoglio la corporeità e le emozioni non saranno un valore aggiunto.

  • 6
    Golem -

    È finita Lincolnburrowsdarachidi. Il solo fatto che tu ti ponga certe domande (a 35 anni) significa che non hai ancora idea di cosa sia “fare l’amore”.

  • 7
    celi_lois -

    Ma, io dico una cosa, che tra un rigo e un altro ho già trovato nei commenti degli altri: possibile che ti sei sposato senza aver già superato la fase delle palpitazioni ed esserti reso conto di quello che provavi per la tua futura moglie oltre la mera attrazione sessuale?
    Ma altre storie nella vita non ne hai avute, possibile?!
    Mi sembra quasi falsa la tua lettera, scusami, mi sembra incredibile che a 35 anni si possano fare riflessioni del genere.
    Mi dispiace per lei che è molto più matura di te probabilmente. Quoto chi ha parlato di profondo attaccamento emotivo da nutrire per il partner, e aggiungerei che sono necessarie passioni in comune, una personalità che ti fa impazzire e che funziona con la tua, un progetto di vita in comune (FONDAMENTALE). Ancora, tra le cose più importanti di tutte, è indispensabile che a letto ti piaccia, da morire, perchè l’attrazione è una cosa che dopo i primi tempi se ne va ma poi per tornare, mica se ne va per sempre, e fare l’amore con la tua donna che ti conosce bene e sa come farti impazzire è qualcosa di impagabile, che nessuna donna da una botta e via (o tre mesi e via) potrebbe darti.
    In linea generale sposarsi con qualcuno dovrebbe significare sposarsi con un individuo con cui si condividono tutte queste cose, altrimenti come si fa, me lo spieghi?!
    Solo che oggi in media questo si capisce tra i 20 e i 25 anni, tu lo stai scoprendo a 35 da sposato. Mah.

  • 8
    celi_lois -

    “Il solo fatto che tu ti ponga certe domande (a 35 anni) significa che non hai ancora idea di cosa sia “fare l’amore”.”

    Golem, mi mancavano tanto i tuoi commenti, te lo dico così, con un tono un po’ laconico un po’ sentimentale. Come sempre apri davanti agli occhi una prospettiva dotata di infinite sfumature, spero che le tue semplici parole possano aprire gli occhi al nostro ragazzo ancora acerbo.

  • 9
    Golem -

    Mah Celi, quello che gli è successo è solo l’inizio di un lungo cammino che bisogna “volere”. I tempi sono difficili anche sotto questo punto di vista. Siamo passati dall’eccesso di illusioni romantiche a quelle di natura sessuale dei nostri giorni. Quasi tutti pensano che l’amore sia un regalo di Cupido, pochi sanno che è una “casa” da costruire in due, e nel tempo. I primi, i cupidi, fanno la festa di ingresso prima ancora di cominciarla quella casa, pensando di trovarla bell’e fatta alla fine dei festeggiamenti, e quando la festa è finita si accorgono che sono in mezzo a una strada.
    E in mezzo a una strada infatti si trova adesso Lincolnburrowsdarachidi. La festa “gli” è finita sotto il naso. No scusa, più sotto.
    Tutto bene tu Celi?

  • 10
    celi_lois -

    Golem, scusami, però io ritengo abusata ormai l’espressione “i tempi sono difficili”. Mi pare che noi trentenni di oggi abbiamo avuto tutto e di più dai nostri genitori, e che oltre a loro, anche i tempi ci abbiano permesso tantissimo: studiare (quindi di educarci e di avere gli strumenti per accedere a una dimensione privilegiata e non scontata per l’uomo di nessuna epoca), scoprire l’amore e il sesso in età giovane o comunque prima di fare passi definitivi quali il matrimonio, e potrei elencare ancora a lungo i nostri privilegi sconosciuti a molti dei nostri genitori e dei nostri nonni. Io lo dico a questo ragazzo come lo dico a me, noi che siamo i primi a poter capire forse con chiarezza e libertà che l’amore si debba costruire, finiamo per non capirlo e arrotolarci, cadendo vittime di illusioni romantiche e sessuali appunto. Dico “primi” per dire che le coppie del passato l’hanno dovuto imparare spesso essendo costrette a stare assieme, ma noi, noi abbiamo la scelta, e dovremmo fare del nostro meglio per fare meraviglie con le nostre possibilità. Prima di noi con tanto di meno hanno costruito tutto. E quindi? Il problema sta in noi stessi, noi non facciamo abbastanza, non leggiamo e non capiamo e non ci sforziamo. Questo è il punto, a trent’anni. A trent’anni non ci sono più scuse, purtroppo.

    Sto bene, continuo quel percorso che ho cominciato nel periodo delle mie lettere qui. Procedo lentamente e con tanti inciampi ma mi pare di stare meglio di prima. Un…

  • 11
    Golem -

    Celi, quando parlo di tempi difficili in amore intendo rifermi al bombardamento di messaggi sottoculturali che tendono a sottolineare solo gli aspetti edonistici dell’amore, o quelli esclusivamente romantici. Questa generazione nata negli ’80 è la più sfortunata sotto certi aspetti, perché si era al culmine di un periodo di crescita basata su valori economici alterati dalla speculazione finanziaria, che poi ha fatto scoppiare la famosa bolla della quale stiamo pagando ancora le conseguenze. Questa ubriacatura di “benessere” si è riversata anche i quelli che sono i rapporti umani più delicati, come quelli sentimentali, importando in essi il consumismo che si viveva, e si vive ancora (per poco) nell’economia, anche quella spicciola. Il fattore che li accomuna è la “superficialità” e l’edonismo appunto.
    Chi non ha visto altro da quando è nato, non riesce spesso a contemplare un “progetto” com’è quello di una vita in comune. Il valore del “tutto e subito” di ispirazione consumista, è quasi automatico in un combinato disposto di valori effimeri come quelli di cui ho accennato. Ecco perché Lincoln cade dal pero e si chiede “ma come, è finito l’amore?”, quando ignora che l’amore vero non era neppure iniziato. Ma per lui, forse in buona fede, quello che si è spento era “l’amore” così come gli è stato trasmesso dagli esempi che ha assorbito dall’ambiente.
    Se sarà capace e lo vorrà potrà riflettere e capire. Ma oggi è sconcertato. Ciao Celi

  • 12
    nevealsole -

    Il commento di celi_lois mi piace tantissimo. Io ho 24 anni e non so nulla di matrimonio, ma la penso esattamente come questo utente. L’amore si sostanzia nella volontà di restare con qualcuno che abbiamo scelto consapevolmente e senza mentire a noi stessi. Quindi è primario scegliere una persona il cui carattere si armonizza con il proprio (è inutile sperare che il carattere cambi, a meno che non si abbiano 16 anni). Inoltre bisognerebbe avere una visione della vita simile (il progetto!): famiglia, figli, rapporti con le famiglie di origine, senso del risparmio. Le passioni comuni a mio avviso non sono fondamentali, se la visione della vita è comune. Ogni coppia mette sui piatti della bilancia quello che preferisce, l’importante è che siano in equilibrio. Aggiungo che l’attrazione non può finire quando ci sono tenerezza e affinità; potrà andare e venire. L’amore è un sentimento che da solo non basta, perché ci vuole poco per avere l’impressione di non amare più: un periodo di stress, un litigio. L’amore è quando hai accettato anche gli inevitabili lati negativi dell’altro e ci passi sopra senza troppo sforzo. Ma tutto il resto poi deve esserci: il progetto soprattutto. Come fai a dire di non amare la donna che hai sposato? L’amore che è nato non può morire. Concludo dicendo che il sesso fatto sempre con la stessa persona regala grandi soddisfazioni. E comunque il sesso è il punto più alto e non il punto di partenza di una relazione.

  • 13
    Pax -

    Cell, parzialmente d’accordo con te, specialmente sulla frase di chiusura.
    Ma non sono d’accordo che la tua sia la generazione più fortunata. La liberazione sessuale c’è dyata in massa per quelli che oggi vanno verso i 70 anni. Pillola e post68.
    Sempre quella generazione ha avuto una scolarità di massa e non per censo. E figli di operai sono diventati primari o con ruoli apicali. Che in fondo è stata una ripetizione del dopoguerra. Con l’aggiunta per questi due periodi avevano anche la caratteristica si avere una ragionevole speranza di avere una vita migliore, sia in qualità sia in quantità, dei propei genitori. Per voi, come ha sottolineato Golem non avete più queste ragionevoli attese. Solo i più attrezzati o fortunati possono avere questa speranza. Forse tu sei nella parte alta della tua generazione, Hai speranza e da quel che ho capito sembri avere i mezzi. Molti della tua generazione non hanno la tensione ideale delle generazioni precedenti, sono a volte apatici e quindi potenzialmente sconfitti.

  • 14
    Sospeso -

    Paff Bum
    https://youtu.be/rIC6EhYhfFo

  • 15
    celi_lois -

    @Pax, ciao e grazie per avermi chiarito le parole di Golem, devo ammettere che ho peccato di ignoranza totale in materia storico/sociale.
    Hai perfettamente ragione, non mi sento di aggiungere altro se non di chiarire che dietro alla mia riflessione c’è ignoranza del dato di fatto e non un ruolo privilegiato tra i giovani di oggi, tutt’altro.
    Pensando a ieri pensavo ai miei genitori, persone in materia di libertà sessuale chiuse come poche della loro generazione, persone che con me (che ho avuto il coraggio di farmi piacere un uomo per la prima volta a 25 anni) si sono comportate in modo raccapricciante, persone che mi hanno offesa dopo un’uscita la sera sola con lui (“se facevi la prostituta era meglio di quello che fai ora”) e disturbata e fatto stare male fino ad avere i crampi e a rovinare il rapporto nascente a causa del loro: non puoi uscire, non puoi andare, non far vedere che vai, ma i vicini che pensano “questa è proprio un cane!”, e questo cosa studia, e quanto tiene in banca, allora stai pensando al matrimonio?, etc etc etc…le cose sono lunghe da dire ma puoi leggerti le mie lettere per scoprire almeno in parte i miei traumi.
    Io ho avuto così poche speranze che sono sempre stata chiusa in casa e ne sono uscita a 24 anni più o meno, non so nemmeno io come. Forse o morivo o uscivo, boh! A trenta senza lavoro e con questo passato sto come a 18 anni con l’aggravante dell’età.
    (continua)

  • 16
    celi_lois -

    Mi permettevo di dare un consiglio al ragazzo solo perché ho avuto modo di capire quello che i miei coetanei hanno capito a 16 anni, all’età del loro primo amore. Ricordo una mia amica, di sicuro tra le meno brillanti, di discutere con le nostre coetanee di quanto il suo rapporto di quel momento non potesse proseguire perchè senza attrazione fisica, o ancora che solo con questa non si poteva andare avanti, etc. Loro lo provavano sulla loro pelle, e i coetanei maschi facevano lo stesso. Oggi queste ragazze sono 30enni realizzate, sono partite dalla condizione operaia (in alcuni casi anche di meno) e hanno raggiunto l’insegnamento universitario, sono diventate donne ingegneri, hanno studiato all’estero lavorando. Io sono cresciuta avendo davanti ai miei occhi la dura legge del: deve rimanere vergine così si sposa e fa i figli e sta a casa tranquilla. Questo è il futuro a cui mi hanno preparata e per cui sono stata addestrata anche con le maniere più dure, con le offese e i lavaggi del cervello violenti per capire la “direzione”. A volte leggo i commenti di ragazzi di 18/20 anni sulle pagine fb (maschi) e mi sorprendo della loro maturità, delle cose che sanno, che capiscono delle loro coetanee, perché succede questo? Perchè oggi è così, perchè oggi a 18 anni tanti hanno avuto tante esperienze, si sono confrontati, hanno amato, hanno perso, poi hanno vinto, e per vincere bisogna raddrizzarsi, bisogna capire quello che dice Golem, quello che il nostro utente non ha capito…

  • 17
    Pax -

    Cell, sei matura, hai un problema che hanno alcune persone nei riguardi della cultura, scolarità e cultura non sono sempre correlate. E non è detto che chi ha avuto tante esperienze sia sessuali sia di relazione abbia capito qualcosa. Tu sei come una persona, che avendo riflettuto molto, non hai la sicurezza di essere a posto come gli altri perché non hai fatto le scuole….
    Qui in questo forum c’è un gruppo di persone che favoleggia la verginità come valore assoluto, invece è relativo, e che si fanno le pippe mentali sul patriarcato, che non esiste più da molte generazioni, restano tracce e miti.
    La verginità deve essere e rimanere un fatto personale, possibilmente, per la donna, vissuto con responsabilità nel decidere se farlo e quando farlo, perché il “sigillo” è un fatto solo femminile. C’è chi decide di rompere il “sigillo” per togliersi un peso e chi da un significato alla verginità come un valore, sia religioso, sia come i tuoi genitori, si sanzione sociale (ho letto e ricordo le tue lettere ed i tuoi interventi;). Non c’è una regola fissa nel fare sesso la prima volta. C’è chi lo fa a 14 anni o prima, e si spera con un coetaneo/a e chi a trenta. I secondi, salvo che per motivi religiosi lo sbandierano di meno. Tu hai fatto un percorso tutto tuo, sia in termine di sesso e di relazioni, non angosciarti e non mitizzare il sesso e le relazioni adolescenziali. E ricordati che non è solo colpa dell’atteggiamento sessuofobico per paura dei giudizi dei tuoi…

  • 18
    Pax -

    Altri si sono ribellati in perfetto silenzio, mica tutto si dice alla mamma ed al papà.

  • 19
    celi_lois -

    Pax, io sono sorvegliata duramente ogni volta che devo mettere piede fuori di casa, la normalità per i miei è che io stessi chiusa senza uscire (come tutte le donne di campagna). Ogni volta che solo mi preparo (preparavo) c’erano le frasi che insinuavano che stessi andando da un uomo. Adesso ancora ci sono e sono fidanzata, figurati a cosa arrivano.
    Comunque, è vero non tutti hanno capito le cose ma la maggior parte sì, ed è innegabile che l’apertura e la diretta esperienza delle cose facciano maturare. Forse su 100 non maturano tutti, ma un buon 70 sì, e se non matura completamente il restante 30% comunque ha un forte miglioramento.
    Forse il ragazzo autore del post ha avuto poche possibilità, come me. La crescita comunque è innanzitutto culturale, ma a volte è difficile crescere da soli. Leggiamo i libri ma cogliamo solo quello che riusciamo a cogliere e che è connesso a ciò che noi già sappiamo. Bisognerebbe avere un maestro. Possibilmente bisognerebbe studiare filosofia. Certe cose bisognerebbe che accadessero a scuola, ci vorrebbero i grandi dibattiti con grandi professori, professori studiosi e non impiegati da fame dello stato trattati sempre peggio affinchè appunto non formino le menti quando devono essere formate cioè nell’adolescenza e prima giovinezza.
    Comunque sono discorsi inutili in Italia, in fondo. Dobbiamo vedere cosa riusciamo a fare con quel poco e niente che abbiamo. NOn ci sono altre alternative.

  • 20
    Golem -

    “La crescita comunque è innanzitutto culturale, ma a volte è difficile crescere da soli…ci vorrebbero i grandi dibattiti con grandi professori, professori studiosi e non impiegati da fame dello stato trattati sempre peggio affinchè appunto non formino le menti quando devono essere formate cioè nell’adolescenza e prima giovinezza.”

    Brava Celi è così, e tu sei sufficientemente equilibrata, intelligente e curiosa per sapere cosa è giusto per te, e capire chi può darti qualcosa di realmente utile . Fidati del tuo fiuto.

  • 21
    Solnze -

    Celi,
    scusa la franchezza, ma superati i 18 anni, se i tuoi non ti fanno uscire, lì puoi accusare per sequestro di persona. Devi tirare fuori il carattere!!
    Sono d’accordo con Golem che alla nostra generazione (io sono nata nell’89) hanno trasmesso valori sbagliati, anche se dipende dalle persone. L’unica valore universale nella vita è che si deve tentare di ottenere il massimo con i mezzi che abbiamo a disposizione. Se oggi la società è più povera e le relazioni fugaci, noi dobbiamo cercare di accontentarci di uno stile di vita inferiore e far funzionare la nostra famiglia. I genitori, passati i 18 anni , dovrebbero essere messi man mano da parte e a 30 dovresti essere già autonoma.

  • 22
    celi_lois -

    @Golem grazie per queste attestazioni di stima, vorrei esserne all’altezza, vedremo.. 🙂

    @Solnze hai ragione, su tutto. non ho saputo sfruttare le mie possibilità quando più avrei dovuto farlo per sperare di avere un futuro migliore. ci sto riprovando ora. grazie!

    il nostro ragazzo che fine ha fatto secondo voi?

  • 23
    Golem -

    Celi, so che può apparire banale e risaputo, ma i genitori combinano guai nei confronti dei figli anche quando credono di fargli del bene sinceramente.
    Io ho combattuto con mia moglie una battaglia di quasi tre anni per mettere a fuoco certi problemi di relazioni intime, che dipendevano da un educazione molto restrittiva che ne ha condizionato alcuni aspetti della sessualità sino all’età adulta. Eppure lei non ha mai avuto risentimenti verso i genitori, la madre in particolare. Il che è peggio se ci pensi, perché se questi sono stati “buoni” e accudenti, riuscire a comprendere gli errori che hanno fatto e uscirne è ancora più difficile.
    Io credo che tu sia all’altezza di quello che ti ho detto, perché hai fatto un’analisi matura della situazione. Devi cercare di liberarti della “schiavitù” psicologica che i tuoi ti hanno indotto. Non hai alternative se ho capito il carattere che hai. E appena possibile, cambiare “aria” dal paesello. Certe provincie sono la morte civile.

  • 24
    celi_lois -

    @Golem grazie. Grazie per queste parole e tutte le altre, grazie perché dai sempre qualcosa, a tutti, qui su questo sito! Tua moglie ha fatto sicuramente degli sforzi enormi per cambiare prospettiva, ma è stata anche fortunata a trovare te. Non so cosa stai facendo in questi giorni ma ti auguro di spendere quest’estate in serenità e magari facendo anche qualcosa di piacevole. Ci sentiamo qui in giro, a presto.

    PS – ma il nostro utente? Forse gli abbiamo fatto troppe critiche e non abbiamo saputo ascoltarlo..farci spiegare,almeno.

  • 25
    Golem -

    Celi, puoi contarci che passerò una bella estate. Ma fallo anche tu.

    Sei generosa con me per quanto riguarda la “mia ragazza”, ma in realtà sono stato molto più fortunato io ad incontrare lei. Io l’ho solo aiutata a trovate la “vera” se stessa. Ma credo che l’amore non può che dare quel risultato.
    Ciao

    P.S. Forse Lincoln sta riflettendo su quanto gli è stato detto. Gli servirebbe farlo.

  • 26
    Pax -

    Torniamo a incolnburrows, cel, pet colpa tua lo abbiamo trascurato :-).

    Ci sono 80 90enni non in preda a denenza senile che girano mano nella mano. ma l’innamoramento può finire in ogni momento. Se è sostituito da in altro sentimento positivo, non vedo che male ci sia. Sintetico ma completo.

  • 27
    lincolnburrows -

    Grazie a chi mi giudica (e che non sbaglia o non ha mai sbagliato) nonostante avessi chiesto un opinione, un aiuto e non un giudizio su di me, e grazie ancora di più a chi con sincerità mi ha detto che le palpitazioni non ci sono per sempre. Mi dispiace, ce lo dice anche la psichiatria, ci sono INNAMORAMENTO (che è la fase delle emozioni cioè rapide, intense, incontrollabili) e AMORE (che è l’andare avanti insieme e del progettare insieme). Voi che mi avete giudicato per quanto tempo siete stati fidanzati?
    Ditemi voi che mi avete giudicato se dopo 10 anni pensate durante la giornata al vostro partner allo stesso modo dei primi 6 mesi, in cui l’avevate guardato in ogni suo gesto, avevate pensato quello che poteva pensare lui in funzione di voi, l’avevate corteggiato.. e poi mi avete parlato di come si fa l’amore? beh, scusate ma rispetto a questo non avevo detto che mia moglie mi ammoscia, non so poi come gira a casa vostra, comunque…
    un po’ di sincerità, please…. 😛
    Grande PAX, hai concluso splendidamente

  • 28
    michelle -

    Mi sa che non hai capito il senso dei commenti..

  • 29
    Golem -

    Giusto Lincoln. Vi ammosciate a vicenda probabilmente.

    P.S. Io dopo trenta la penso pure di più dei primi sei mesi. Ma non sono “normale”.

  • 30
    OLLA -

    Mah…dopo 5 anni non essere più innamorati. L’ amore non dura per sempre. E il matrimonio basato sull’amore romantico è destinato a fallire. Ci vuole anche altro. Per questo in Comune si firma un negozio giuridico. E in Chiesa Cattolica “prometto di amarti” vuol dire “prometto di rispettare la scelta che ho fatto”. Tant’è che né in Comune né in Chiesa chiedono se due si amino…

  • 31
    OLLA -

    Lincolborrows: una domanda…quando hai sposato tua moglie eri molto innamorato? Innamoratissimo e poi è finita oppure le volevi solo bene?

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