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Non so fare niente, sono solo uno che non serve alla società

di Battipanni

Riferimento alla lettera: Tempo fa andai a fare il fabbro con un mio amico, con il quale uscivo e esco sempre insieme. Lui ha imparato, anche meglio del mastro, il mestiere e io no. Io non so fare niente e rimarrò così a vita, perchè non ho capacità lavorative, quasi neanche a fare...
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Categorie: - Me stesso

213 commenti

Pagine: 1 2 3 4 5

  • 101
    risma -

    l’avete fondata questa comunita? è una bella idea! capito per caso su questa pagina perche mi sento anche io cosi, come nella lettera..

  • 102
    aldo -

    non abbiamo fatto un bel niente…..daltronde forse non abbiamo manco voglia di migliorare

  • 103
    nobody's hero -

    Ciao, no purtroppo non abbiamo fatto niente, è stata in parte colpa mia che ho voluto aspettare che ci fossero un pò più di persone.
    Ora per fortuna sto meglio ma mi rendo conto che molti con cui ho condiviso la mia sofferenza stanno esattamente come prima. Vi mando un abbraccio. Nel caso voleste organizzare un gruppo di discussione, mi iscrivo volentieri anche io per condividere i miei pensieri sull’argomento.

  • 104
    Anna -

    Ciao,
    alla fine il progetto non ha trovato realizzazione ma a dirla tutta nessuno ci corre dietro e le idee non hanno una data di scadenza, quindi più che un progetto abbandonato lo definirei un progetto accantonato: forse ora come ora stiamo tutti bene, altrimenti ci saremmo già dati da fare :D!
    In realtà però una comunità esiste già, ed è proprio questa pagina: chi si sente male ha solo voglia di sfogarsi e farsi consolare/consigliare un po’ e a quanto pare questa pagina riesce a far sentire le persone un po’ meno…sole? Poi come vedi ci sono persone come me e Aldo che continuano a rispondere nonostante siano passati mesi dal nostro primo post hehe!

  • 105
    aldo -

    gia’ scrivo da forse un anno o piu’….cmq io sono ancora depresso…putroppo mi servirebbe un lavoro per uscire dalla mia situazione…vivo con i miei genitori e la cosa mi pesa…anche perche’i miei sono un po’ pesanti e autoritari e non mi concedono gran che…ho 28 anni e non ho una macchina,sto cercando di prenderne una usata con un mio amico che e’ nella mia stessa situazione, non vado in vacanza, ecc…anche con le donne giustamente non puo’ che andare male, e lo capisco… in effetti mi ritengo un ragazzo carino, solo che le ragazze cercano altro in un uomo,sicurezza in loro stessi, oltre che anche nella situazione economica…e quindi non e’ che posso corteggiare una ragazza nelle mie condizioni…non potrei offrirle nulla e oggi almeno la macchina e i viaggi fuori contano parecchio …. in realta’ la cosa piu’ brutta e’ che una ragazza ce l’ho pure solo che e’ colpa mia se non la amo…ora sto cercando di non vederla piu’…lo so sono un mostro ho sbagliato, mi sentivo solo e ho commesso l’errore di andare con una che non mi interessava…spero che non mi giudichiate male per questo solo che uno preso dalla solitudine e dal senso di inferiorita’ fa cose sbagliate

  • 106
    Sfigatta -

    Mi chiedo sempre se anche io riuscirò a concludere qualcosa nella vita. Sono stanca di svegliarmi ogni mattina e sapere che il nuovo giorno in realtà non ha nulla di nuovo ed è tutto come sempre. Sono insicura e incapace.. insomma, cosa ci può essere di peggio? Vorrei svoltare! Ma non ce la faccio. Mi basterebbe una spintarella. Mi basterebbe lavare i piatti in un ristorante. Mi basterebbe sentirmi utile. Sto per esplodere.

  • 107
    aldo -

    e allora scusa manda i cv…. io purtroppo sono vittima dei miei genitori che vorrebbero vedermi con un posto fisso….ma oggi e’ impossibile loro nn si rendono conto…dicono fai i concorsi…ma sinceramente nn mi sembra fattibile vicerne uno

  • 108
    nobody's hero -

    @sfigatta: anche io qualche mese fa mi sentivo inutile e non trovavo alcun senso nella vita. Nei momenti peggiori volevo morire. Nei momenti in cui stavo meglio ero comunque focalizzato sul e fare qualcosa di “utile”, tipo entrare in un corpo di polizia o lavorare nel volontariato. Insomma qualsiasi cosa che mi facesse sentire più vicino alla gente. Ovviamente tutto ciò presupponeva mollare tutto il resto, cioè nel mio caso l’università (ma anche modo di vivere, in fondo). Poi ho chiesto aiuto a uno specialista, oltre che ai miei familiari, e lentamente mi sono allontanato dal baratro di disperazione… sì ogni tanto torna lo sconforto, ma non ho più avuto voglia di morire. E non ho dimenticato tutto il dolore. L’idea di voler aiutare gli altri è ancora presente in me. Solo che mollare non è mai la soluzione. Bisogna cercare di andare avanti, con qualsiasi mezzo lecito. Non mi stancherò mai di dire che BISOGNA chiedere aiuto, questa è la malattia del nostra società e moltissime persone stanno come noi o peggio. Io sinceramente mi sono aperto, prima con le persone più intime, ma ogni tanto anche con altri. Insomma, non mi vergogno di dire che ho avuto problemi di questo tipo.
    Ora sto per laurearmi, e ho deciso di imparare una nuova lingua. Inoltre, in futuro non escludo di poter cercare un lavoro completamente estraneo al settore per il quale studio, ma che mi dia soddisfazioni immediate e mi permetta di esprimere la mia creatività. Perché anche io mi sento incapace, ma sto cercando di rimediare. Vorrei apprendere uno o più mestieri “di una volta”, ad esempio mi piacerebbe lavorare il legno e fare il fornaio. O magari saper aggiustare il motore di una macchina. Insomma, sono tante le cose che puoi imparare. Solo dopo essermi aperto a tutte queste meraviglie del mondo potrò effettivamente pensare di aiutare gli altri.
    Ma, prima di tutto, devi uscire dalla gabbia che la mente ti ha costruito intorno. E farlo da soli è molto difficile. Serve che ti dica altro? Sì, hai detto di sentirti inutile, incapace e insicura. Delle prime due sensazioni te ne ho parlato, della terza no. Anche io sono insicuro, e non riguardo alle mie capacità intellettive. Sono insicuro con le persone che non conosco. Al limite della patologia. Ma non voglio entrare nei dettagli su questo aspetto. Te lo dico solo per farti capire che ce la puoi fare. Per farcela:
    1)Poniti ogni giorno un mini-obbiettivo da raggiungere.
    2)Poniti un obbiettivo a medio termine (medio tendente al breve), ma
    3)NON PENSARE a lungo termine, è deleterio, fidati. Nessuno può controllare il futuro, neanche la persona più ricca del mondo o quella più intelligente.
    Gli obbiettivi aiutano a sentirti vivo. Possono essere anche molto semplici, specialmente quelli giornalieri (per me era studiare, ma anche andare a correre, iniziare a leggere un libro…). Certo, sono solo un primo passo, ma da qualche parte tocca cominciare.

    A breve pubblicherò un commento rivolto ad aldo e un pensiero più generale sul tutto.

  • 109
    anna -

    ciao mi chiamo anna ho 38 anni e sono separata da quattro,ho due figli di 13 e 9 anni,da quando mio marito è andato via ogni giorno affronto seri problemi,avvolte la mattina non ho voglia nemmeno da alzarmi dal letto… ma non voglio far finire la mia vita quindi affronto tutto cio che mi accade con forza e voglia di vivere,lo faccio x i miei bamb e sopratutto per me stessa. questo nuovo anno mi ha portato problemi ancora più grandi,mia madre in ospedale quasi in fin di vita per un edema polmonare,dopo qualche settimna perdo il lavoro per mancate vendite,e per finire qualche giorno fà mio marito mi chiede il divorzio…io chiedo al Signore di darmi la forza di affrontare tutto questo nella speranza di rifarmi una vita più serena,perche avvolte non vi nascondo che faccio un terribile pensiero…Ciao tutti e che Dio ci indichi sempre la strada giusta

  • 110
    aldo -

    ciao anna mi dispiace per la tua situazione, cmq che tua madre stia male e’ normale che tu ci stia male ma e’ nell’ordine delle cose tutti prima o poi dobbiamo passarci e devi accettare la cosa in maniera serena perche’ e’ la natura…. il fatto che ti ha lasciato tuo marito, beh oggi succede sempre piu’ spesso, anche per questo non intendo sposarmi sono solo problemi….i figli penso debba invece considerarli come una cosa bella, e non come un problema….il tuo unico reale e concreto problema e’ il lavoro, perche’ senza lavoro non si tira avanti….tenta un call center ti danno poco ma prendono tutti anche se i licenziamenti sono elevati, ma almeno tiro avanti

  • 111
    maria antonietta -

    ciao a tutti!!! sono una “vecchia” di 45 anni, dico vecchia, perchè tale mi sento, ho una figlia di 20 che è la meraviglia della vita, e se fin ad ora non ho fatto un insano gesto è stato solo perchè penso che già è cresciuta senza un padre (morto 22 anni fa in un incidente stradale) e non mi sembrava giusto anche senza una madre, che per quanto stramba sia, è pur sempre una madre. Il mio problema è che non lavoro e non ho nessuna voglia di lavorare, fino ad adesso sono andata avanti con una piccola rendita dell’Inail, datami per l’incidente di mio marito, ma con la ragazza all’università fatico ad arrivare alla fine del mese, fino ad adesso sono stata aiutata dalla mia famiglia che non mi ha lasciata sola un attimo, ma ora, dopo anni di procrastinazione si esige, o almeno quasi, che io alzi il pesantissimo “fondoschiena” dalla sedia ed mi dia da fare. I tempi sono molto difficili, soprattutto nella realtà in cui vivo io, un piccolo paesino, nel gargano, dove l’unico lavoro che si potrebbe fare, è giusto l’unico che non riesco a fare, nonostante i miei vari tentativi, ho sempre fallito…vuoi per la lentezza, vuoi per la goffaggine…insomma la pigrizia è il mio peggior difetto e da li ne consegue il resto…ora mi trovo con l’intera famiglia contro, e con ogni giorno i rimproveri continui, le continue battue sarcastiche, insomma nel tentatico di spronarmi altro non si fa che buttarmi sempre più giù!!! Nonostante io pensi initerrottamente al bene di mia figlia, luce dei miei occhi, splendore della mia buia ed insulsa vita unico motivo della mia esistenza, per lei cerco di fare quel poco che riesco a fare…molto ben poco…ho bisogno di essere lasciata in pace, vorrei solo dormire, cosa che non riesco più a fare serenamente…sono anni ormai che vivo con questa spada di damocle sulla testa, e se di lavoro non ci fosse altro che quello delle pulizie, sarei già andata di volata…non che abbia qualche cosa in contrario di questo, ma è proprio l’unica cosa che non riesco a fare, ho provato a chiedere per fare la commessa, ma con la scusa che sono adulta, e che ho qualche kilo in più oltre che l’età vengo guardata dall’altro in basso, insomma mi sono stancata di sentire ogni giorno, dalla mattina alla sera sempre la stessa cantilena…ora basta!!! sono disperata, e poi mi sento così sola, anche se realmente non lo sono, in questi 22 anni di vedovanza, non ho avuto nessuna altro e forse questo il mio problema??? Ma io non voglio nessuno a me basta solo mia figlia, anche se ora non è qui, però il suo pensiero mi riempie la vita, e l’animo, ora che sta per tornare per le vacanze, vorrei che trovasse un ambiente sereno, ma con questa tensione a cui vengo sottoposta ogni giorno e più volte al giorno nn so se riuscirò a trasmetterle la serenità che una ragazza che sta studiando sodo per riuscire nella vita merita…aiuto

  • 112
    aldo -

    fai lavorare tua figlia….se vuole mantenersi agli studi ,anziche’ di andare in vacanza si conservasse i soldi…..e tu potresti a limite fare la badante guardare qualche vecchio senza fare i servizi in casa solo assisterlo e al massimo preparargli qualcosa da mangiare e dargli le medicine…nn mi sembra faticoso

  • 113
    Leonardo -

    ciao a tutti non vorrei stressarvi con i miei problemi ma vi chiedo gentilmente di rispondermi perche ho troppo bisogno di parlare con qualcuno nella mia stessa situazione, ho un malessere enorme dentro di me che ho bisogno di confidare.
    Ho 28 anni e ho fatto il liceo scentifico poi non sono andato all uni per problemi economici, dopo di che ho iniziato a fare lavori che però non erano mestieri, vigilante, facchinaggio, consegne e cose simili,quindi non mi hanno lasciato nulla. Ora fra un motivo e l’ altro mi ritrovo a 28 anni che ho un altro lavoro in una cooperativa che non mi garantisce un futuro, non prendo abbastanza per andarmene a vivere solo,e, peggio di tutte… ed è questo il fulcro del discorso: NON SO FARE NESSUN MESTIERE, la cosa mi spaventa troppo non ho idea su quale campo buttarmi, vorrei anche io sparire da questo paesaccio, ma poi mi chiedo” se non so fare nulla chi mi prende a lavorare li, che tra l’ altro sarei anche un immigrato?”
    GIA AVETE I VOSTRI PROBLEMI E NONVOGLIO SCASSARVI NON PRETENDO QUINDI CHEMI TROVIATE SOLUZIONI MA ALMENO RISPONDETEMI GIUSTO PER IL PIACERE DI UNA CONFIDENZA, MI SENTO MOLTOMOLTO GIU E SCORAGGIATO PER QUESTA COSA. ho bisogno di parlare… Prego una risposta grazie in anticipo

  • 114
    nobody's hero -

    Ciao leonardo, quello che ti posso dire è di non demoralizzarti troppo se non hai fatto l’università, perchè oggi in italia la laurea non conta poi così tanto. Conosco diverse persone che hanno deciso di mettersi subito a lavorare e per ora hanno una situazione molto più sicura di me che sto studiando. La cosa peggiore che puoi fare è perdere l’entusiasmo di vivere e di imparare. Partire non è mai una cattiva idea.
    Se dovessi cominciare a pensare di non farcela, sarebbe una spirale senza fine. Te lo dice uno che ne è uscito per un pelo. Come dico sempre anche agli altri che scrivono, stringiti ai tuoi affetti più cari. Parlare con loro ti può ridare quella lucidità di pensiero che la disperazione ti toglie. Io ne ho parlato con mia madre. Non è detto che tutti ti possano capire. Per esempio, mio padre mi vuole certamente bene ma più volte ho capito che lui mi ritiene un debole. Che posso farci? Mi dispiace ma vado avanti, affrontare ansia e depressione è come aver un qualsiasi handicap di tipo fisico, ma forse più doloroso.
    Non voglio dirti che volere è potere, perchè non è vero. Io stesso non so cosa farò quando avrò finito di studiare, perchè lo sto facendo malvolentieri e non mi sta trasmettendo molto. E poi non lo so neanche cosa voglio. La sola idea di passare la vita dietro una scrivania mi fa stare male. Ma dobbiamo imparare a programmare la vita per quello che è, non per quello che sarà. Cosa farò tra 6 mesi? Potrei lavorare, continuare a studiare, restare in italia, andarmene, vivere in roulotte (non scherzo, ci ho pensato e mi sembra una soluzione dignitosissima)…Ora le mie energie le sfrutto tutte per raggiungere il mio obbiettivo attuale. Insomma, la soluzione è NON PENSARE. Sembra una finta soluzione ma ho provato è funziona.

    Se hai bisogno fatti sentire. Io non posso fare altro che ripeterti cose che potrebbero sembrare banali, ma che mi hanno aiutato.

  • 115
    Anna -

    Ciao Leonardo,
    effettivamente la laurea non serve poi molto (io sono laureata e attualmente disoccupata). Il mio ragazzo finite le superiori è andato subito a lavorare e ora si può permettere cose che io mi sogno, ma del resto se non avessi fatto l’università avrei avuto il rimpianto per tutta la vita. Vabbeh…
    L’idea di Nobody’s di NON PENSARE è ottima: se cominci ad agitarti non ne vieni fuori. Smetti di pensare e agitarti e inizia ad ascoltare, anzi ad ascoltarti. Perchè sono sicura che c’è qualcosa che ti piacerebbe fare, solo che pensi che sia una scemata, o che sia impossibile, o che non sia la cosa giusta da fare. Quando capisci quello che ti piacerebbe fare allora puoi stabilire come arrivarci e inizierai a sentirti un po’ meno frustrato. Tu infatti ti lamenti di non saper fare un mestiere, ma un mestiere non è un lavoro: fare il falegname non è fare l’impiegato in un ufficio inserimento dati, ti pare?
    Comunque è incredibile: moltissimi di noi che abbiamo commentato questo post ormai storico vorrebbero fare dei MESTIERI e questo mi convince di una cosa che ho sempre pensato: i nostri problemi nascono non dal fatto che non sappiamo chi siamo e cosa vogliamo, ma dal fatto che il mondo che ci circonda sembra basarsi su valori che noi non condividiamo e su modelli che per noi non funzionano. E’ interessante!

  • 116
    Amelie -

    Ciao a tutti..leggo dopo quasi un anno tutti questi commenti ed è incredibile che mi sento così inutile anch’io.e non perchè non ho un lavoro,ma perchè ho un lavoro che non mi piace e ciò che penso di me e che purtoppo non ho la possibilità e credo,neanche il fegato di riuscire a trovare altro.avrei voluto studiare dopo il diploma,ma non avendo la possibilità economica ho dovuto trovare un lavoro e mi sono detta che una volta trovato avrei potuto,ma non è facile come a dirlo,lavorando 40 ore a settimana la mia testa ha deciso che non c’è la facevo senza neanche provare,mi sono abbattuta prima di iniziare.faccio lo stesso lavoro da 6 anni,e da 3 ho un capo che è una merda umana,non è solo stronzo,ma anche sadico e non c’è la faccio più!mi piacerebbe fare un sacco di cose ora come ora,ma la mia situazione economica non è di certo migliorata,sono da sola,e non vedo una via di uscita,ciò che penso ogni giorno,e che sto sprecando la mia vita,che sono inutile,ma che non voglio di certo morire,tutto il contrario invece,vorrei vivere a pieno la mia vita,ma la mia mente non sa come superare gli ostacoli,non avere un soldo,essere da sola,pensare di non sapere fare niente.sono bloccata in questo limbo maledetto e non so dove appigliarmi per uscirne..sono stufa stufa stufa…

  • 117
    Franci -

    Ciao a tutti, dopo almeno un decennio nel sentirmi inutile per chiunque e per fare qualunque cosa, provo finalmente a cercare su internet qualcuno che si senta come me! Ma anche in questo caso mi sento il peggiore di tutti in quanto leggo di ragazzi laureati o diplomati mentre io oltre ad essere lento di comprensione in qualunque cosa voglia fare sono sempre stato anche abbastanza stupido a scuola nelle materie, specialmente se parliamo di matematica, geometria, lingue eccetera!
    Ho quasi 27 anni, ho imparato per metà un mestiere dopo anni che lavoro nell’edilizia, guidare piccole ruspe ma non sono mai stato al quanto bravo, ho una figlia avuta con una ragazza che mi rispetta poco e niente, conviviamo in una casa acquistata tempo fa dai suoi perché io sono troppo inutile per avere uno stipendio dignitoso. Dopo sei mesi di disoccupazione sono riuscito ad entrare in una cooperativa di facchinaggio per supermercati ma dopo 5 giorni di prova mi sento ancora più stupido di prima, credevo fosse un gioco da ragazzi ed in effetti lo é, ma non fino in fondo per uno come me.
    Ho fin troppa paura anche di farla finita, seppure sia un essere vivente in grado solamente di respirare (ironicamente mi verrebbe da dire che sbaglio pure in questo perché a volte mi strozzo con la saliva stessa…immaginate quindi a che punto sia arrivato), non so neanche ballare, scrivere bene, leggere libri, essere affascinante o sapermi relazionare, bravo a disegnare, essere simpatico e avere fiducia in me.
    Sono un minimo carino esteticamemte ma non riesco nemmeno a togliere quei pochi chili in più, nessuno mi rispetta, mi sento idiota e forse il mio essere si adatta a qualche pianeta nascosto nell’universo…ecco l’unica consolazione che ormai mi sono creato!
    Voi che siete intelligenti dovreste sentirvi già più pronti ad imparare cose nuove ma io non servo proprio a nessuno, sono una delusione sotto ogni aspetto!

  • 118
    leon -

    Caro franci ho inserito un post tale e quale al tuo molto tempo fa, purtroppo ormai sono arrivato a pensare che quelli come noi siano inferiori, la gente spesso nei post ci risponde che dobbiamo impegnarci di piu e che possiamo farcela,questo probabilmente perche benche le lamentele generali… il mondo di oggi e anche molto civile e chi riesce piu di noi cerca cmq di incoraggiarci e non farci buttare giu e dobbiamo ringraziarli, io pero alla fine penso che esista veramente gente vincente e gente perdente… Perche li vedi che i vincenti fanno quello che vogliono anche cavolate magari se ne fregano pure di tante cose hanno anche comportamenti controproducenti pero alla fine vincono sempre… perche non so per quale arcana legge, ma io, non dico questo per chissa quale “credo” ma semplicemente per una constatazione di fatto , esiste gente che nasce vincente fin dall embrione proprio. gia da bimbi sono superiori a te riescono meglio di te, e se vogliamo mettercela proprio tutta hanno piu successo di te con le altre ragazzine anche,(uno dira che e una stupidaggine a quell eta, ma quando perdi sempre non lo è) e c’e’ gente che nasce perdente, bhe caro mio,… noi siamo i perdenti, e sinceramente arrivato a 30 anni non so se esiste una soluzione, non so se veramente apparte la famosa “botta di fortuna” possiamo fare altro, tanto qualsiasi cosa facciamo o falliamo o va male.

  • 119
    Franci -

    Ciao Leon, hai proprio ragione adesso andrò a cercare per curiosità il tuo post perché anche da ciò che scrivi sulle piccole conquiste adolescenziali mi riconosco in pieno.
    Già da li cresci consapevole che non hai mai ricevuto fin da bambino una di quelle lettere d’amore tra compagni di scuola, potrebbe sembrare qualcosa di stupido a prima vista ma non è altro che l’inizio di una vita come la nostra!
    Tra poche ore dovrò recarmi al nuovo lavoro, mi viene da piangere vorrei mollare ma non saprei dove andare, almeno aspetto che mi caccino loro! Devo dire non sono mai riuscito bene in nulla, qualsiasi cosa faccia commetto minimo sempre un errore.

  • 120
    aldo -

    dopo un anno esatto torno a scrivere qui…e’ cambiato poco dall’ultima volta ma sto un po’ meglio ho accettato questa situazione…ormai il mio cuore vive senza sussulti su una linea piatta e non provo piu’ emozioni di nessun genere.ho capito che probabilmente non lavorero’ mai e che sn destinato a stare a casa dei miei finche’ nn campano e accetto la cosa con cristiana rassegnazione….ho imparato a non avere piu’ speranze nel futuro che le cose possano cambiare perche’ poi ci rimani solo male…..come dice una canzone di max gazzè ho maturato la mia realta’

  • 121
    leonardo -

    Io non accetterò mai di stare a casa dei miei fino a 40 anni, se entro i 32 33 ,massimo, non riuscirò ad andarmene, prenderò il primo volo e andro via da qualche parte e se non riuscirò neanche li ……….. non lo so piu. a costo di perdere qualsiasi soluzione mi suicido giuro mi suicidero ma non vivro mai fino a 40 anni a casa coi miei. non posso accrettare proprioquesta cosa mi sentro troppo stupido e idiota
    non esiste proprio!!

  • 122
    aldo -

    beh fai bene io nn e’ che sn contento….sn rassegnato nn vedo vie di uscita ma se tu riesci buon per te….se la forza di gravita’ ti attira verso il basso e’ inutile opporsi ma adeguati a seguirne la scia

  • 123
    Franci -

    Aldo io la ragiono un pò come Leonardo, prendi in considerazione l’idea di iniziare a fare del volontariato nella tua città, potrebbe nascere l’occasione di partire per chissà dove e andare a svolgerlo lontano per esempio.
    Purtroppo oggi come oggi la crisi che i politici hanno voluto imporci ci costringe a starcene legati dove ci troviamo ma se non hai un lavoro invia curriculum in altre città, per partire vai in condivisione il giorno che trovi un posto di lavoro, e via!

  • 124
    jack -

    @Franci: devi farci l’abitudine a pensare che esista qualcuno più intelligente di te, o qualcuno più bello, o più ricco, o tutte le cose insieme. Come devi sapere che c’è chi sta molto peggio. Svolgo attività di volontariato con ragazzi disabili che non avranno mai neanche la possibilità di scegliere di vivere una vita “normale”, di lavorare, di innamorarsi, di costruire qualcosa di concreto come una famiglia. Noi, anche solo per il fatto di avere questa scelta, dovremmo considerarci fortunati.

    A tutti quanti: é ovvio che questo è il periodo storico peggiore per cadere in depressione, la crisi c’è per tutti, anche per quelli che voi chiamate vincenti, che magari lo erano fino a 3-4 anni fa e ora mangiano alla caritas. Ma se davvero avevano una mentalità vincente, allora non la perderanno per le disgrazie sopraggiunte, saranno capaci di rialzarsi, magari non ai livelli precedenti, ma saranno comunque in grado di riconquistare la loro dignità. Perché quello che conta é quanta fiducia abbiamo in noi stessi.
    Anche io sono stato male e mi sono sentito come voi. Adesso, con fatica, sto cercando un modo per sentirmi utile (non è questo che conta in fondo?), un esempio è appunto quello del volontariato. Mi arrangio, faccio qualche lavoretto sparso, studio. Non ho mai pensato al suicidio perché anche quando stavo male (ma davvero male male) sapevo che mi piace troppo vivere, anche se la vita comporta il dover affrontare dei rischi e spesso non ci sentiamo pronti. Piuttosto ho pensato di vagabondare, lo trovo molto più dignitoso del suicidio. Almeno è vita.

    Ah, comunque non è vero che si nasce vincenti o perdenti. Dipende da tante cose della vita che viviamo. Si può diventare vincenti anche a 30 o 40 anni. Intelligenti no. Belli neanche. Vincenti sì. Meglio un idiota che crede in se stesso di un genio che si autocommisera.

  • 125
    AB -

    “Meglio un idiota che crede in se stesso che un genio che si autocommisera” … a volte penso che è proprio per questo che siamo finiti in questa situazione.
    Sono pochi i lavori dove selezionano il personal per le effettive capacità.. purtroppo, si guarda solo ai pezzi di carta e quindi vince chi nella vita ne ha collezionati di più, con questo non voglio sminuire il lavoro di chi è stato anni a studiare, ma c’è anche chi un lavoro lo ha imparato sul campo o con la “gavetta” e si vede improvvisamente “tagliato fuori” per mancanza di diplomi e attestati che probabilmente non ha potuto fare perché prima lavorava. Trovo che nessuno proponga delle soluzioni concrete in nessun campo, proprio perché manca totalmente il senso pratico. C’è attenzione per la fascia dai 18 ai 26, ma quando si arriva ai 30 si è già “vecchi” nessuno si preoccupa di questa generazione per non parlare poi di quella oltre i 40!

  • 126
    Francesco -

    35 anni. diploma al grandi scuole. non so fare niente. sono fottuto.

  • 127
    AB -

    “35 anni.diploma al grandi scuole.non so fare niente.sono fottuto” Pur non conoscendoti, sono sicura che non è vero che tu non sappia fare niente, come sono sicura che ognuno di noi ha delle capacità molte volte il percorso di studi fatto non ha aiutato a farle emergere, ma sono dentro ogni individuo di conseguenza anche dentro di te.Dovresti recuperare un po’ di autostima farebbe bene al tuo “io” (chiedo scusa agli psicologi se ho utilizzato una parola in maniera errata) e credo che sia un passo sì, difficile e faticoso ma fondamentale e potrebbe aiutarti anche a conoscere quel lato di te dov’è racchiusa la tua “capacità”.La nuova “malattia” del nostro secolo (una delle nuove) è proprio questa depressione associata ad una scarsa autostima, ci facciamo piccoli come formiche forse per non essere notati e evitare così di essere colpiti… Le ragioni sono molteplici e io non sono una psicologa. Credo che tutti meritino per se stessi autostima per prima cosa da se stessi, quando si pensa che tutti ci diano dei falliti e nessuno creda più in noi dobbiamo ricordarci che quella parte di noi che ci osserva e ci giudica siamo noi a controllarla così come siamo noi a farla parlare, non è un corpo estraneo. Quella parte di noi invece di ripeterci “hai fallito” deve cominciare a dirci “vediamo dove possiamo migliorare per riprovare” per fare di questo “fallimento” una cosa “produttiva” per noi.

  • 128
    aldo -

    ragazzi sto lavorando come vigile stagionale…sn solo 3 mesi ma gia’ e’ qualcosa

  • 129
    Franci -

    Io sto lavorando per una cooperativa per conto di una nota catena di supermercati nata al nord… trattati come schiavi letteralmente, per 700/800 euro al mese
    Contratto di sei mesi.
    Sono stufo ma vediamo cosa accadrà nella vita!

  • 130
    ginevra -

    Non dire queste cose… Anch io la pensavo cosi’… Bene o male mi sn adattata un po’ a tutto… Nessuno nasce genio….

  • 131
    fiorella -

    Ma come state?

  • 132
    trader -

    Gli invidiosi mi dicevano che la mia attività è inutile, perché non produco niente. Non è vero, produco liquidità al mercato finanziario.
    Altri mi dicono che rubo, sottraggo soldi alla povera gente. Non è vero, perché i poveri non hanno soldi in borsa. Quindi sono come Robin Hood, rubo ai ricchi, per dare ai poveri, cioè a me stesso, perché sarei nullatenente se non facessi questo lavoro.

    I RACCONTI DEL TRADER – PROSSIMAMENTE SU LETTERELDIRETTORE

  • 133
    daniele -

    Ciao a tutti io sono Daniele e il mio caso è disperato. io fin da piccolo ho difficoltà a imparare qualsiasi cosa.
    Da piccolo facevo fatica a parlare e farmi capire tanto è vero che andavo dalla logopedista, a scuola (un pò più grande) ero lento nell’imparare e fare i compiti. Volevano affiancarmi a una maestra di sostegno perchè non riuscivo proprio a stare a passo con gli altri. Tutt’ora è così, sto frequentando una scuola di cucina ma vedo che pure un primino (io sono in seconda) è più bravo di me. Io quando lavoro faccio letteralmente incazzare la gente perchè io non so fare un tubo. Mi dicono: “guarda come faccio io” ma io niente non riesco ad imparare niente di niente. Perchè mi succede questo? Tempo fa ebbi un esaurimento per via di una ragazza che non mi ha voluto, adesso sono in cura dalla psichiatra e gli ho fatto presente che non so fare nulla, che non ho la manualità. Lei mi disse una volta che3 anche facendo solo i lavori di casa la manualità sarebbe venuta fuori perchè ti abitui a fare le cose e questo serve anche per il lavoro. Boh bvoi che ne pensate di tutto ciò che ho scritto ora?

  • 134
    Karen -

    Nn so fare nnt,c’è nn mi piace nnt. Sono nella scuola del benessere(parrucchiera e estetista) ma so k siamo all’inizio ma io nn c’è la faccio più a nn saper fare nnt. Io voglio saper fare qualcosa ma bene. Ma nn ce la faccio. E quindi nn so che scuola fare

  • 135
    Milker -

    Ciao ragazzi.. per puro caso mi sono imbattuto in questi post (beh non è proprio caso visto che cercavo proprio persone con le mie stesse caratteristiche), e ho potuto notare che molti tra di noi hanno tratti comuni.
    Ad esempio vogliamo essere di aiuto agli altri e tendiamo a dare consigli, anche se siamo i primi ad aver bisogno di aiuto e spesso non ascoltiamo nemmeno i consigli che diamo agli altri. Molto spesso infatti questi stessi consigli sono gli stessi che servirebbero a noi per sentirci più realizzati e felici.
    Non so se mai nessuno leggerà quanto scrivo ma voglio provarci..
    Sto cercando di uscire da un periodo di depressione che sembra non volersene più andare via. Ma ci sto provando con tutti me stesso. Qui ho notato persone con le mie stesse qualità e insicurezze.
    Ma ho notato anche che spesso abbiamo atteggiamenti ugualmente disfattisti, che non possediamo una mentalità positiva (e la chiamiamo realista), e anche che tendiamo ad avere un’auto-consapevolezza sconvolgente riguardo alle nostre paure che il più delle volte si rivelano completamente infondate.
    Ho avuto problemi caratteriali, comportamentali e relazionali.
    E attribuisco tutto questo ai traumi infantili che ho subito e alla maniera in cui sono stato cresciuto. Quindi non dico che queste paure e insicurezze non siano vere.. ma che lo sono solo per noi stessi. Ed una volta sconfitti questi sbagliatissimi schemi mentali che ci portiamo dietro.. magari potremmo sentirci meglio.
    Permettetemi inoltre di notare la profonda solitudine in cui noi tutti ci ritroviamo.. per quante persone ci possano circondare, noi saremo sempre soli e incompresi, perché ci vogliono anni e anni per conoscere a pieno una persona , e ancora non basta. Ed è lo stesso per noi, incompresi tra gli incompresi.
    Recentemente ho letto che la causa delle dipendenze sono prettamente sociali, ed è stato dimostrato.
    L’alcolismo per esempio, di cui sono stato (e cerco di uscirne) affetto, per molte persone risulta essere…

  • 136
    Milker -

    una sorta di auto-medicazione psicologica. E a volte può funzionare, ma se ti lasci andare all’autocommiserazione sei finito! Lì subentra infatti la dipendenza.
    Di persone che si sentivano come me ne ho conosciute poche e sono lieto di non sentirmi così solo leggendo questi post, ma avrei anche il piacere di trovare delle risposte a quello che scrivo.
    Io sono sempre stato considerato intelligente dalla maggior parte delle persone con cui sono venuto in contatto.. ma quando si trattava di relazionarmi: apriti cielo!!
    Nell’ultimo colloquio di lavoro che ho avuto mi sono vergognato profondamente che la mia mano non smettesse di tremare solo per fare un’insignificantissima firma!!
    Eppure non riuscivo a controllarlo.
    Noi siamo persone capaci e sono sicuro che saremmo capaci di tanto se solo ci dessero la giusta occasione!!
    Ma la giusta occasione la possiamo creare anche noi!! Se solo volessimo potremmo aiutarci a vicenda!!
    Io avrei pensato ad una specie di couch-surfing di aiuto reciproco.
    Ad ognuno la propria vita , ma uniti sapremmo di non essere soli e di potercela fare..
    Ad esempio la persona che vuole prendere la patente: io ce l’ho e sarei lieto di aiutarla a raggiungere questo traguardo magari aiutandola a studiare e incoraggiandola personalmente.
    Creando una comunità potremmo aiutarci reciprocamente e questa occasione potrebbe non arrivare più.
    Perché se qualcuno non ha un idea interessante non si fonda una società o perlomeno una comunità?
    Si potrebbe viaggiare tramite couch-surfing e inoltre aiutare persone che sappiamo benissimo essere nella nostra stessa situazione psico-fisica.
    Io penso che la sopravvivenza non conta nulla!!Conta solo per gli animali.Si VIVE o si muore (anche io ho pensato al suicidio). Noi (purtroppo?!)abbiamo il dono dell’intelligenza e ci dobbiamo convivere. Sappiamo di non essere eterni e di valere poco o nulla in questo Cosmo.
    Il nostro scopo è sentirci vivi, gioire, sperimentare e rallegrarci quando possiamo essere d’aiuto ad altri.
    Rispondete.

  • 137
    666 -

    almeno tu ti poni il problema

  • 138
    Agos -

    strani ma secondo me il 75% sono tutti ingegneri…

  • 139
    mel -

    Ti capisco … ho passato il tuo momento! qualcuno mi ha detto “ti senti fisicamente appesantito, umore basso, sotto i piedi, poco entusiasmo”? PERCHE’ NON PROVI A CAMBIARE ALIMENTAZIONE!…. (era un’osteopata) gli dissi: “cosa cavolo centra la mia alimentazione con la mia depressione ed i miei acciacchi?” .. lui mi disse “magari sei celiaco, anche se non grave, magari solo intollerante al glutine, magari mangi troppe proteine animali e sei in iperacidosi tissutale, magari mangi troppo spesso ed i tuoi organi sono stressati, e se lo sono loro, lo sei pure tu… se il tuo copro impiega il 90% delle sue energie per risolvere i danni da nutrizione, a te resta solo l’energia per cambiare canale alla tv seduto in poltrona”…. e così mi costrinse ad una cura depurante (cercane su internet.. la mia era a base di frutta verdura succhi ed un po’ di legumi… vegan!) … ho ritrovato la gioia e la voglia di fare… ed ho scoperto che pure io sono al mondo per un motivo (anche perchè non ho chiesto io di venire al mondo)… ti auguro di tutto cuore che pure il tuo sia un problema di alimentazione! e se non fosse così? beh, difficile darti torto! in un mondo pieno di falsità, una società orrenda come questa, in uno stato dove se lavori 15 ore al giorno paghi il mutuo e, al massimo , una pizza al sabato sera… che dire… datti al sociale! li non puoi sbagliare…. ti basta vedere te stesso negli altri…e sarai di certo un ottimo aiuto… che sia anche solo portare i pasti del comune a casa degli anziani… non esiste un lavoro degradante… esiste solo una vita degradante… la dignità nel lavoro sociale è intrinseca nel lavoro stesso … decrescita felice e tanto ottimismo! e quando parlo di ottimismo non intendo dire “diventeremo tutti ricchi” ma “la società si deve ravvedere visto che siamo tutti nella stessa barca”. Scusa se sono uscito fuori tema. Buon TUtto

  • 140
    me -

    Milker,

    io ci sto! Finalmente qualcuno che propone qualcosa di concreto! Una sorta di gruppo spontaneo di auto aiuto credo sia un’ottima idea! Lasci il tuo contatto?

    Ciao

  • 141
    Giacoma -

    Non riesco a esprimere quanto io possa capirti, perché io come te non valgo nulla, vivo di pensieri di sogni ma non riesco a realizzarli, non ho prolungato gli studi ed è stato l’errore più enorme della mia vita. L’unica cosa che son riuscita a fare è stata quella di lavorare stagionalmente in una stimata società della mia città, ambiente però pieno di squali che non fanno altro che abbassare quella poca stima che una persona debole come me ha. Ora come ora mi sento inutile e non riesco a trovare una via di fuga, solo angoscia, malinconia e depressione.. sì mi piango addosso è l’espressione giusta, ma non essendo intraprendente, non avendo un carattere forte, non avendo spirito e ne coraggio l’autocommiserazione è l’unica cosa che mi resta.. mi chiedo a cosa serve la mia vita e spero ogni giorno di poter trovare una singola motivazione per sentirmi utile.

    Un saluto,
    Giacoma.

  • 142
    gbr -

    ciao a tutti, vedo che di insicuri ce ne sono molti, ho letto con interesse i vari interventi, trovando anche punti in comune.
    A differenza dell’autore della lettera, che credo e spero che nel frattempo abbia scoperto anche lui che qualcosa sa fare, so fare qualcosa, come un po’ tutti… e come molti, alcuni di questi miei “talenti” sono anche passioni mentre gli altri no! L’errore è stato nel coltivare quelli che non mi piacevano solo perché erano i più sicuri “lavorativamente” parlando, e adesso mi trovo oltre i 30 anni a 3 possibili strade: continuare sulla stessa strada per la quale purtroppo provo disgusto oppure lanciarmi su altre strade risvegliando vecchie passioni delle quali sembra impossibile farne una professione oppure cercare qualcosa di non entusiasmante ma che non riguardi ciò per cui ho studiato tanti anni(di questi tempi quasi impossibile).
    Tutto questo era per dire che le scelte ci sono sempre, il problema è che spesso abbiamo paura, siamo paralizzati e siamo ciechi di fronte ad esse … ci siamo ripetuti talmente tante volte che sappiamo o non sappiamo fare una cosa, che siamo o non siamo in un certo modo o che possiamo o non possiamo fare certe cose che abbiamo finito per crederci!

    Auguro comunque a tutti di vincere le loro insicurezze che comprendo essere talvolta molto invalidanti.
    un saluto a tutti

  • 143
    Mirella -

    ciao GBR,
    le scelte che contano sono quasi sempre effettuate alla cieca, nonostante si pensi spesso di decidere in modo ponderato. riflettendoci su, o meglio rimuginandone più e più volte le ragioni a posteriori, magari a distanza di anni, a malapena si riesce a intuire l’intento primario che potevano avere nel momento in cui si sono adottate.

    siamo e restiamo animali, in quanto c’è di più importante nell’espressione della nostra essenza più profonda. innanzitutto la sopravvivenza (fisica e psichica), poi la riproduzione (indipendentemente dal prezzo che richiede). quasi niente altro ha senso, se non il sentirsi più o meno adeguati nei panni di volta in volta adottati per lo scopo. non per altro si finisce in linea di massima di seguire l’istinto, che mira appunto ai due soli obiettivi che ritiene imprescindibili.

    la società e la cultura in auge in tutto questo c’entrano poco o niente. rappresentano soltanto lo sforzo di elevarsi al di sopra della struttura di base, che ancora è dominante. la consapevolezza che l’esperienza permette di acquisire riguarda quasi soltanto la possibilità di prevedere in modo più corretto le ripercussioni a cui si può andare incontro optando per una determinata alternativa, comunque sempre scarsamente negoziabile. in ognuno emerge prima o poi in modo netto la natura di cui è costituito, ai fini dell’esistere né migliore né peggiore di qualsiasi altra, senza tener conto degli indottrinamenti o delle richieste provenienti dall’esterno.

  • 144
    Golem -

    Sentirsi esclusi da questa società dovrebbe essere un motivo di orgoglio, non il contrario.

  • 145
    maria grazia -

    “Sentirsi esclusi da questa società dovrebbe essere un motivo di orgoglio, non il contrario.”

    Golem, appoggio e sottoscrivo!

  • 146
    gbr -

    ciao mirella,
    non so se l’istinto scelse la mia strada attuale ma credo invece che optò per un’altra, più anticonformista se vogliamo…tuttavia preso dalla paura mi bloccai e scelsi diversamente(quello che faccio adesso).
    Se l’istinto avesse scelto la mia strada attuale credo che avremmo potuto chiamarlo istinto “suicida” in senso lato 🙂
    Dare voce all’istinto è comunque un ottimo consiglio che tutti dovremmo seguire.

    golem, non so te e gli altri ma a me la società sembra un po’ troppo “deviata”, con regole che non condivido e che spesso non riesco ad accettare, ma forse è solo un’impressione dovuta al personale modo di rapportarmi con essa.

    Ad ogni modo non volevo spostare il dialogo su di me, ma volevo soltanto dare testimonianza della mia esperienza per far capire che di situazioni ce ne sono infinite, tutte diverse ma tutte con tratti comuni.
    Se il “mal comune mezzo gaudio” è un detto veritiero allora cerchiamo di goderne un po’ tutti 🙂

  • 147
    Golem -

    Gbr, le “società” sono sempre la negazione delle individualitá, e paradossalmente, tanto meno identitá si ha tanto piu si vorrebbe essere accettati dal “gruppo”. Qui ci sono decine di utenti che si sentono “esclusi” da qualcosa, e non si rendono conto che la prima “esclusione” l’hanno con sè stessi.
    Essere autonomi, bastarsi, anche se per sfortuna si vive sotto un cartone, è la condizione essenziale per non dipendere dagli altri. Non per misantropia, ma per la dignità di non dovere chiedere mai a chi a volte può trattarci come mendicanti.

  • 148
    rossana -

    Marco,
    “l’ideologia bhuddista mi sta aiutando a prendermi le mie responsabilità:”Tutto quello che si è è una conseguenza delle nostre azioni”e il prendere la totale responsabilità delle mie mi sta aiutando a capire che sono solo quello che ho voluto essere e che se vorrò essere qualcosa di diverso basterà solo che lo voglia e che provi” – concetto che condivido, anche se non sempre tutto quello che si desidera è possibile. se ci si è comunque provati ad ottenerlo, questo dovrebbe essere più che sufficiente per farci sentire soddisfatti. non è il risultato che conta ma l’essersi battuti con onore nell’intento.

    i nostri limiti (tutti ne hanno, in questo o in quell’aspetto) sono le cicatrici che restano e che dimostrano, però, sia l’impegno che la volontà, di cui essere fieri.

  • 149
    Mara -

    Io sono allibita più che da quello che scrivono Battipanni e Sandro dai commenti ovvi di alcuni utenti…
    Pensate che chi nella vita è insicuro ed ha una pessima opinione di sé stesso non non sente l’entusiasmo di voler costruirsi qualcosa con le proprie forze perchè semplicemente non gli va di faticare? Io sn un ex studentessa di medicina, arrivata fino al 5 anno in regola cn gli esami..media del 28.30…e già questo potrebbe bastare se un minimo conoscete la facoltà x farvi capire che la fatica finché non mi ha mai spaventata..
    Quando mi sono scontrata con il reparto ed ho avuto molte difficoltà sia emotivamente sia come difficoltà di apprendimento della pratica ( ben diversa dalla teoria ) mi sono detta che forse non era il lavoro per me…e per rifletterci su.. mi sono presa un periodo di pausa per cercare altri sbocchi universitari e nel mentre ho fatto qualsivoglia lavoro saltuario per mantenermi..
    Non sono stati periodi facili…molti litigi familiari..dover incassare il colpo di aver deluso tutti..tanta ansia..e proprio in quel periodo ho ominciato a sviluppare delle difficoltà di apprendimento e concentrazione che..vi assicuro..non erano da me..fino a non riuscire ad organizzarmi la giornata anche avendo due soli impegni..fino a cominciare a dimenticarmi ogni cosa ( appuntamenti, orari, cose )
    Davanti a queste difficoltà mai avute non sapevo cosa fare..ho cominciato ad aver grandi difficoltà anche a fare un lavoro semplice come quello del cameriere..in questa situazione l’idea di poter riprendere un corso di studi, di poter fare un lavoro più complesso si allontanava..
    Come è possibile? È possibile xché esistono condizioni psicologiche che minano realmente le capacità delle persone o fan si che esse abbiano più difficoltà a ovviare a quelli che sono normali difetti che realmente non costituiscono uno ostacolo insormontabile ( esempio : se io sono ritardatario nonostante la mia tendenza, lotto per organizzarmi in modo da riuscire nel mio lavoro..se sono in una condizione di profondo disagio in quel momento non riesco a fare ciò che è facile figurarsi ciò che data la mia tendenza a far ritardo mi riesce di per se difficile..quindi può capitare che in tale periodo accumulo molto più ritardo )
    Ora che continuo a fare la cameriera e che mi sento spesso come vi sentite voi cosa posso dirvi?
    Uno la mente è un organo che si ammala e se si hanno difficoltà di apprendimento prima bisogna chiedersi come si sta..due se non si è tra i tipi svegli non è detto che nella vita non si riuscirà in nulla ma solo che all’inizio sarà più dura..
    Tre
    Che il nostro problema principale è che pensiamo di essere ciò che facciamo..certo ciò che si realizza nella vita è importante..per i risultati ottenuti? No..perché il percorso che facciamo le lotte che intraprendiamo per ottenere quei risultati sono occasioni per cambiare in meglio..ci permettono di arricchirci..
    Ma dovete ricordare a voi stessi che noi non siamo i nostri risultati..ma ciò che…

  • 150
    Jennifer -

    Mara… Noi siamo ciò che? Continua per favore…

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