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Non riuscire a innamorarsi

di enoyl

Innamorarsi ci fa girare la testa, c’è chi le chiama farfalle nello stomaco, ma la parola adatta può essere riassunta con “emozioni”!
Non ci si emoziona solo per una cotta, fortunatamente abbiamo la possibilità di farci coinvolgere, afferrare, anche da aspetti che esulano dal rapporto con qualcuno, ma è pur vero che si vive di scambio e che nello scambio e nell’incontro ci arricchiamo. L’amore non si autoalimenta, l’amore è una combustione fatta di interazione, se tagli fuori dalla tua vita la possibilità di lasciarti afferrare, sorprendere, spiazzare, anche un po’ stravolgere, ti ritrovi come una candela sotto teca…il vento non la tocca, ma senza ossigeno presto si spegnerà.
Non butterei al cesso la mia vita per intero, non posso dire “fa tutto schifo, come sono insoddisfatta”, ma qualcosa manca. Un compagno? No, no o non solo! Anche? Ma ovvio, incontrare qualcuno dovrebbe essere il semplice effetto collaterale.
A me manca la possibilità e non per qualche handicap particolare, perché è venuta meno la fantasia.
Esatto quella fantasia che ti fa tenere gli occhi accessi e le antenne addrizzate, quel gioco per cui quando esci metti fuori quel dettaglio curato: quel vestito, quel trucco diverso dal solito, una combinazione di attenzioni che ti dedichi.
Non c’è una persona ad aspettarti alla porta, ma c’è un potenziale di entusiasmo e il desiderio di scoprire.
Ecco, dopo l’ennesima relazione naufragata e l’ennesimo svilimento sentimentale, sento che è venuto meno quel potenziale, è venuto meno il DESIDERIO.
Quindi no, non tirerei tutto al cesso, ma obiettivamente la mia vita è monca.
Come una bella candelina dentro il suo cristallo fa fatica a rimanere accesa, io pure non riesco ad autoalimentarmi solo di me stessa.
Vorrei vivere a pieno, godermi questa libertà, ma manca il vento, manca l’aria.

L'autore, enoyl, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Amore - Me stesso

37 commenti

  • 1
    siriapalermo -

    Cara enoyl
    Mi ritrovo nelle tue parole. Chissà se un giorno potremmo gioire di qualcuno vicino. Io in fondo ci spero ma già so che non accadrà perché non tutti devono accoppiarsi, qualcuno deve pur essere paladino del “il mondo è bello perché vario”. Con la speranza nel profondo del mio cuore ti mando un abbraccio affettuoso.

  • 2
    white knight -

    Bellissima lettera, veramente. Mi fermo qui e non commento oltre perchè voglio lasciar riecheggiare liberamente le parole che hai scritto nella mia mente…

  • 3
    Claudia -

    Grazie per i vostri commenti…essere letti rende i propri pensieri vivi!

  • 4
    Yog -

    Potrebbe essere una buona trama per un libro. Se non te la senti, fa un tweet, occorrerà un po’ di sintesi, ma si può fare. Bella la storia della candela: è il classico esperimento del bicchiere rovesciato in mezzo al piatto colmo d’acqua con la candela dentro la cui fiamma dopo un poco traballa e alla fine si spegne per asfissia.
    Se il termine non fosse stato già abusato per indicare altre più sapide – anzi, sapidissime – istanze, si potrebbe parlare di “smorzacandela”.

  • 5
    OldBoy -

    Ciao,

    Stessa situazione da ormai 4 anni. Complice l’età, ormai 40, e la disillusione data dal momento difficile nel quale mi trovavo, quando la mia relazione crollò come un castello di carte. Io che la ritenevo solidissima.
    Come dire, l’orologio del cuore si è fermato e, nonostante le amiche che mi circondano, non faccio mai quel passo in più che da lo slancio necessario a conquistare una donna.
    Va così, per adesso.

  • 6
    Yog -

    Vabbè, Oldboy, l’importante per il cuore è buttar sangue. Per il resto, se a 40 sei a ‘sti passi, lascia perdere. È tardi.

  • 7
    OldBoy -

    Grazie Yog,

    Il mondo è pieno di persone come te che sanno affossare, sentenziare e dare buoni consigli, come cantava De Andrè.
    Tardi, per qualsiasi cosa, è solo quando si è in orizzontale.

    Ma poi, voglio dire, se il tuo commento fosse stato diretto ad un depresso (che per fortuna non è il mio caso). Fatti due domande quando scrivi.

  • 8
    Yog -

    Prego, Oldboy.
    Te lo ho detto, e non ti faccio la faccia compassionevole solo perché queruli invano: È TARDI.
    Poi ascolta De André, impara da lui, sai a me chemmifrega, se quella è la tua Bibbia seguine i precetti.
    Non è colpa mia se il tempo è tiranno ed irreversibile, ci siamo tutti soggetti e il mio è un parere di parte terza onestissimo.
    Se eri leggermente depresso ti avrei consigliato SSRI accompagnati da BDZ le prime tre settimane. Ma fortunatamente non lo sei (come dici tu).
    Segui le altre opinioni sul tuo caso, ne vedo molte, moltissime, saranno meglio delle mie e sceglierai quelle che ti servono.

  • 9
    rossana -

    Enoyl,
    ho letto la tua bella lettera come lo sfogo di un momento di sconforto, in cui già conosci le risposte.

    secondo me la più decisiva è “è venuta meno la fantasia”. è noto come questa componente sia fondamentale, per lasciarsi andare in un incontro che racchiude un’alchimia di attrazione fisica, mentale ed emotiva, in diverse misure, in gran parte facenti capo alla propria essenza inconscia. solo così, nella SPERANZA di trovare nell’altro la realizzazione delle più pregnanti aspettative, possono cadere tutte le barriere di autodifesa. senza una buona dose d’IMMAGINAZIONE è ben difficile che possa verificarsi un innamoramento.

    l’altra ragione: è venuto meno il DESIDERIO (inteso nel senso di innamorarsi) è forse quasi altrettanto importante. chi s’impone di non volersi innamorare, avrà davvero poche possibilità di farlo. si torna alle barriere di autodifesa, che si può decidere o meno di lasciar cadere, quasi sempre a motivo di pregresse sofferenze amorose.

    tuttavia, poichè in questo ambito la volontà può essere esercitata solo fino a un certo punto, se ti accadrà di nuovo d’innamorarti sarà quasi certamente in modo talmente forte da non potervi resistere.

    questo è il mio augurio per te e per chi sta patendo la stessa carenza.

  • 10
    Golem -

    Auguri ai “patendi” quindi. Enoyl “compressa”.

  • 11
    Claudia Landolfi -

    A volte è semplicemente bello lasciar andare le parole, leggerle o pensare di essere letti.
    Ci si immagina per un momento legati,ci si ritrova dentro un milione di occhi senza neanche saperlo e se pure dura un attimo e c’è dell’illusione, ben venga, per la realtà c’è sempre la vita.
    Tutto il resto vola e poi ritorna, si trasforma e ancora cambia.
    A chi (come qui) ha ancora voglia di leggere, ascoltare, capire, sentirsi….

  • 12
    rossana -

    Claudia,
    “se pure dura un attimo e c’è dell’illusione, ben venga, per la realtà c’è sempre la vita.” – concordo pienamente: finché dura l’illusione (in media tre anni) la vita è più leggera, più ricca, più bella.

    perché allora demonizzarla al suo svanire? perché immaginare che possa durare “per sempre”? ogni “per sempre” non è che irrimediabilmente legato alla SPERANZA: non si può fermare il tempo, nè la libera evoluzione del più sincero e profondo dei sentimenti. nella migliore delle ipotesi si può soltanto sforzarsi di coniugarlo alla realtà di una più o meno gradevole quotidianità.

    permane in noi una parte “naturale”, a cui si è sovrapposta, da almeno tre millenni, quella “sociale”. si vive in equilibrio fra i due aspetti, entrambi vitali e permeanti.

    la volontà può impegnare al rispetto, al mantenimento di impegni assunti, al senso di responsabilità ma non sarà mai in grado di condizionare il sentire interiore.

    nel suo permanere ogni slancio emotivo oscilla in frequenti cambiamenti, donando sia benessere che malessere. niente è tutta luce o tutta ombra…

  • 13
    Golem -

    Bene, allora, come per il filtro del depuratore dell’acqua potabile, ogni tre anni cambiate l’illusione, mi raccomando, così vi “illuderete” che l’acqua, già potabile, sia più buona. Mutatis mutandis. Ciavo

  • 14
    Acqua -

    Beh, cambiare il filtro ogni tre anni rende sicuramente l’acqua più pura e fresca. Bisognerebbe anche gasarla un po’, ogni tanto, se proprio non si riesce a trasformarla in buon vino. Ciao Rossana, sarei curiosa di sapere dove hai trovato il dato sulla “durata media” dell’illusione. Grazie.

  • 15
    Golem -

    Acqua, ho progettato acquedotti per oltre vent’anni, e facevamo anche le “case dell’acqua”, con quella fredda e frizzante. I filtri che ti vendono per “purificare” l’acqua degli acquedotti sono la perfetta metafora di “quell’altra” illusione. Esce la stessa acqua ma sembra “più meglio”. Come al sono le “credenze” che arredano la mente dei “credenti”.

  • 16
    Claudia -

    Gente, che pesantezza, sembra di stare su facebook, ognuno intento a puntualizzare o ad insegnare qualcosa..come se esistessero dei parametri fissi di ciò che va fatto, detto o pensato.
    Insomma rinsavite un attimo, non pretendete di tirare delle somme da poche righe lette.
    La realtà umana è per forza di cose più dinámica e complessa…ribadisco, si scrive per condividere, la realtà è decisamente più mutevole e ingarbugliata..
    Non è la Bibbia, non sono i “dieci comandamenti”, nessuno a gridato “a lupo a lupo” venitemi a salvare.
    Volendo si possono condividere delle parole e degli stati d’animo, altrimenti si passa avanti e si rimane altrove, perché magari ciò che si é letto proprio non ci ha detto niente …tutto il resto sono illazioni campate nell’aria.
    Ridimensioniamo.

  • 17
    Claudia -

    Ps. In effetti (Rossana) la storia dei tre anni non l’ho capita neanche io..ma fa niente.
    Non cerco l’amore, cerco la vita..si condivide, non si insegna.
    Mi interessa sentire, ascoltare, non regole o statistiche

  • 18
    Golem -

    Cara Claudia, tu parli di unicità, complessità, dinamicità, e capisco che a te sembrano sensazioni SOLO tue e imparagonabili, in realtà le tue stesse riflessioni negli anni le abbiamo lette centinaia di volte, e tutte intercambiabili tra loro. Ci crediamo unici ma per quelli che sono i sentire “fondamentali” siamo tutti uguali. Ecco perchè si traggono conclusioni che a te paiono esagerate.

  • 19
    rossana -

    Claudia,
    appunto… fa niente… scrivi… vivi e… lasciati vivere!

  • 20
    rossana -

    Acqua,
    non uno solo dei più recenti pensatori sul tema amoroso ha identificato la durata dall’innamoramento a circa 7 anni, riducendo la media a 3.

    fa capo, da un lato, nell’atavico aspetto di natura, al tempo standard per crescere un cucciolo d’uomo, ma anche al periodo sociale, molto più variabile, dell’approfondimento del “mistero” d’attrazione che esercita l’ignoto mentale del partner, quando si presenta unito a sensi e a emozioni.

    dopo che lo sconosciuto è diventato intimo, si è in grado di stabilire quali e quanti aspetti del suo temperamento e della sua visione di vita sono graditi o accettabili, e si passa a un criterio di scelta razionale, con l’obiettivo di una stabile condivisione esistenziale. a volte restando però invischiati in quanto di buono e di bello si è trovato, magari in misura meno significativa ma pur sempre nell’ottica delle proprie aspettative.

    l’deale, rarissimamente raggiungibile, consiste nel permanere nei decenni di un esile filo d’innamoramento. così come alcuni tendono essenzialmente a continuare a vedere nel proprio compagno caratteristiche di bellezza fisica svanite da tempo.

  • 21
    Acqua -

    Guarda Claudia, io non voglio insegnare proprio niente, da dove lo avresti dedotto?
    Io sono una di quelle che invece di togliere “i filtri” continua a sostituirli o ad aggiungerli, pur sapendo benissimo che la qualita’ finale della bevanda non cambia e che questo non plachera’ certo la mia “sete”e la mia “scorrevolezza”. Questo spazio e’ una sorta di “bacheca” dove chi lo desidera cerca di “carpire” da quello che scrivono gli altri qualche spunto di riflessione e di confronto e di “mettersi in discussione”, chi invece vuole solo sfogarsi o leggere in modo “asettico” e “ridimensionato” e’ comunque libero di farlo.
    L’ascolto e’ un altra cosa e presuppone un dialogo reale tra le persone.

  • 22
    Rdf -

    Beh ma chi non riesce ad innamorarsi è il più sano e onesto di tutti , rallegratevi

  • 23
    Golem -

    Esile? Rarissimamente? Cero, ma per chi si è fermato alle sensazioni delle illusioni dell’innamoramento ormonale come valore assoluto di un rapporto. Una repazione può, anzi dovrebbe, prendere sfumature diverse in ragione della maturazione della coppia, e innamorarsi “ripetutatamente” ma più profindamente, di quello che si scopre dopo il fuoco fatuo della passione alimentato dall’istinto. Se non succede è proprio perchè quella passione iniziale è quasi sempre illusoria e i protagonisti non sono maturati NELLA coppia. Un innamoramento che avviene lentamente e in una situazione di “stabilità” emotiva è infinitamente più ricco del fuoco di paglia “ormonale” o da onirismo romantico. Chi li ha conosciuti entrambi lo sa.

  • 24
    Rdf -

    A 40 anni non è tardi , eneppure a 60

    anzi ormai con la fine della famiglia si fa sempre in tempo, per quei ciucci che lo desiderano , di trovare un nuovo compagno / a

    Ho fior fiore Di amici che continuano a vivere di relazione in relazione nonostante abbiano superato i 50 da un pezzo…e con donne di tutte le età

    Non so in che paese sperduto d Italia viviate voi ma dove sto io non è mai tardi . Anzi L esatto contrario , aumentano le occasioni

    Mi spiace yog ma devo assolutamente contraddire questa tua incomprensibile “certezza” , almeno per quanto riguarda la realtà che osservo io nel posto in cui vivo non è per niente come dici te

    E si capisce ..ormai son tutti separati o divorziati o comunque sempre cornuti (ma proprio tutti, incredibile) quindi è normale vi siano molte occasioni per nuove conoscenze a tutte le età

  • 25
    Acqua -

    L’innamoramento, inteso come attrazione, e’ un fenomeno fisiologico spontaneo del tutto naturale che puo’ accadere a qualsiasi eta’ e in qualunque contesto, in quanto piu’ di una persona puo’ destare il nostro interesse (essendoci infinite combinazioni genetiche).

    La decisione di intraprendere una relazione stabile e duratura con un’unica persona e’ invece un “progetto di vita” e dipende, oltre che da una motivazione individuale , dalla volonta’ condivisa e consensuale della coppia, di impegnarsi a lungo termine (nella buona e cattiva sorte). E’ una “dichiarazione di intenti” il cui risultato non e’ mai scontato: quello a cui si assiste oggi, infatti, visto il fallimento di molte unioni, e’ una diminuzione drastica della sottoscrizione di “contratti” , proprio perche’ le coppie (maschi e femmine) hanno di fatto paura di impegnarsi e preferisono sentirsi libere e non prendersi le responsabilita’di fare scelte rischiose e impegnative.

  • 26
    Golem -

    Ma attenzione, quel “contratti” suona un po’ “burocratico”, quasi come se per il post innamoramento si dovessere ricorrere alla sola fredda lucidità speculativa di “organizzazione” della vita. In realtà quel contratto è una sceltà che nasce da una fusione tra la nostra sensibilità “immediata” della parte inconscia con quello che è l’obiettivo finale della sensibilità conscia, e che cioè quell’innamoramento diventi amore. Perchè è chiaro che si deve avere la consapevolezza che quelle “emozioni di pancia” non potranno essere eterne. Se ci si illude che è al mantenimento di quelle che punta “il per sempre”, si è già fallito prima di cominciare. È giusto invece dire che è una dichiarazione d’intenti che accomuna due sensibilità simili che “vogliono” (voce del verbo volere) diventare una sola. (Ammazza aoh, che poeta)
    Insomma, l’innamoramento non è amore, tutt’al più è una promessa d’amore, da mantenere però se lo si vuol dire di averlo conosciuto. Sennò ciccia: ti sei illusa/e/i/o/u.

  • 27
    Acqua -

    Golem, ho usato volutamente il termine “contratti” perche’ la gente a giorno d’oggi usa la scusa della “freddezza” della brocrazia per non impegnarsi in relazioni stabili, promesse matrimoniali o altri tipi di vincoli, sostenendo che non non sono dimostrazioni di “un intento” di amore , ma solo pratiche burocratiche e che l’amore e’ un sentimento spontaneo che non si puo’incasellare. In realta’ sottoscrivere un impegno puo’ aiutare in futuro a ricordare le motivazioni inziali della scelta che, appunto, non avrebbe dovuto basarsi su delle “emozioni di pancia”, destinate inesorabilmente a modificarsi nel tempo, ma sulla reciproca volonta’ di farsi una promessa che si desidera mantenere nel tempo. Se poi i fattori esterni o semplicemente la crescita personale provocano cambiamenti interiori tali da indurre entrambi o uno dei due a “violare il patto” , su questo ci si puo’ fare poco: anche l’intuito inziale e le e piu’ nobili e sincere intenzioni della scelta possono condurre su strade diverse, in determinate situazioni.

  • 28
    Suzanne -

    La dichiarazione d’intenti dev’essere sentita e rinnovata ogni giorno dentro di sé e non tanto perché si è preso un impegno formale ed ufficiale da portare avanti come un fardello.
    Comunque, la lettera credo fosse focalizzata sul “pre”: senza innamoramento non ci sarà nessuna spinta verso intenti, progetti, condivisioni. Insomma, senza scintilla niente fuoco.

  • 29
    Golem -

    Certo, è ovvio che la “cultura” del momento agisce direttamente sul senso di quei termini, dove il “destino” dei due protagonisti era segnato implicitamente nei “contratti” di un secolo fa. Oggi solo in alcuni ambiti sociali “periferici” -e spesso neppure più in questi- quel destino ha più senso. La odierna cultura mondana ha spostato le aspettative su obiettivi a breve scadenza anche in ambito sentimentale, sulla falsariga consumista che è tipica dei nostri giorni. La ricerca di un intesa di coppia che perduri, che si rinnovi quotidianamente insieme al tacito progetto di un obbiettivo comune che sottintende la maturazione di quell’amore che travalica la semplice attrazione, è “disturbata” dalle tante sollecitazioni che provengono dall’esterno offrendo facili ma effimere soddisfazioni che tuttavia proprio perchè di breve durata verranno cercate più o meno frequentemente. Quanto inutilmente, perchè se a un certo punto non si è ancora sentita la differenza tra quello che sembra ammore e quello che invece è amore- e la si sente, perchè è “diversa” dalle altre. Non ho esempi da fare se non paragonandola vagamente a certe “chiamate” per vocazioni mistiche- è inutile parlarne, e dovrei fare il solito esempio del cieco e dei colori. Ma poi qualcuno sbuffa.

  • 30
    rossana -

    Suzanne,
    ottima la sintesi: “senza scintilla, niente fuoco”.

    Acqua,
    “La decisione di intraprendere una relazione stabile e duratura con un’unica persona e’ invece un “progetto di vita” e dipende, oltre che da una motivazione individuale , dalla volonta’ condivisa e consensuale della coppia, di impegnarsi a lungo termine.” – per me, questa scelta, se ponderata e consapevole (cosa sempre più rara), sostituisce l’atavica vita di gruppo nel contesto di un clan, a seguito dell’acquisizione da parte del sesso maschile di diritti di proprietà, da godere, tramandare ed estendere sulle femmine, come ancora accade in molte culture.

    “E’ una “dichiarazione di intenti” il cui risultato non e’ mai scontato.” – per Fromm (anni ’60) sia il rapporto passionale che l’affetto amoroso costruito giorno per giorno non danno alcuna garanzia di durata. meno che meno ora che siamo quasi tutti indipendenti, difesi da leggi, non più sottoposti a ferree regole morali ma del tutto liberi di autogestire noi stessi e le nostre esistenze come meglio possiamo e desideriamo.

    il bisogno di sconfiggere il timore della solitudine spinge all’unione, che si mantiene finché i benefici che ne derivano superano i sacrifici richiesti.

  • 31
    Golem -

    Io me la godo quando leggo di citazioni scelte ad hoc per farsi tornare i conti che altrimenti non tornerebbero se si pensasse che nel mondo ci sono milioni di coppie che si amano da decine e decine di anni, e senza pensare all’atavica vita di gruppo nel contesto di un clan, a seguito dell’acquisizione da parte del sesso maschile… eccetera eccetera. Il fatto è che come la si giri e come la si volti, se si osservasse non quello che fa comodo ma la realtà dei fatti -come direbbe il titolare dell’omonimo nick- si scoprirebbero storie come quelle di Kirk Douglas e sua moglie, insieme da 65 anni, o quella di Paul Newman e Joan Woodward, e di chissà quanti altri del jet set e non, magari belli e affascinanti che però hanno capito il significato di quella parola con una M sola. Attaccarsi alle statistiche serve solo a non voler “vedere” e cercare di trovare una giustificazione che non ci veda come causa dei nostri fallimenti e magari sentirsi addirittura vittime di questi. Umanamente comprensibile ma non giustificabile di fronte al fatto che esistono tante storie d’amore “vere” e non illusorie. La scintilla è necessaria, certo, nessuno sceglie di “amare” freddamente, ma il fuoco si alimenta soffiandoci sopra quotidianamente e “tagliando la legna” che lo terrà vivo.

  • 32
    Suzanne -

    Golem, credo che invece siano parecchie le coppie che si amano “freddamente” durando anche a lungo nel tempo, per il semplice fatto che, se prevale la razionalità sulle emozioni, probabilmente è più facile gestire quello che potrebbe benissimo essere un contratto di collaborazione domestica e familiare. Credo sia difficilissimo invece mantenere un sano equilibrio tra lo slancio emotivo e la razionalità nel gestirlo in lunghi periodi. Mi auguro però che non sia impossibile, e che ci siano diverse strade per riuscirci, senza perdere quella leggerezza e quella semplice voglia di stare assieme quando non ci sono obblighi di vita ad appesantirci. Ma per me la strada è ancora lunga…

  • 33
    Golem -

    Suzy, ma non è neppure il caso di discuterne che vi siano milioni di coppie che si amano “freddamente” o peggio si trascinano per decenni in relazioni di convenienza o per rassegnata pigrizia. Ma è anche vero che esistono tante coppie silenti ancora felici dopo decenni, che hanno cambiato la “qualità” delle loro emozioni nel tempo senza restare ancorati a quelle dei sogni adolescenziali, e che sono contente di svegliarsi vicini ogni mattina, ed è a queste che va riferito il concetto di amore che, lo ripeto, se è vero non può finire. Un amore cresce e si rinforza con la crescita della coppia, che matura i due protagonisti all’interno di essa. Un amore che si “esaurisce” è un’altra cosa, per quanto abbia fatto trepidare o sognare intorno a certe emozioni “automatiche”. Poi certo, ognuno si trova le ragioni che preferisce, e se anche a conti fatti avesse trovato un pezzo di pirite dai riflessi dorati, preferisce illudersi che quei “bagliori” gialli siano stati quelli di una pepita d’oro.

  • 34
    Milena -

    Ti innamori una volta e poi quando ti prendi una scottata la seconda volta non ti innamori più, te lo dice una che ha finito tutte le risorse farmaceutiche a consumare “LASONIL” è così. Per come la vedo io non ne vale più la pena.

  • 35
    Golem -

    Un tempo si usava la vegetallumina. I tempi cambiano.

  • 36
    Yog -

    Usare il Foille per le ustioni?

  • 37
    Milena -

    Usare Activia per la pesantezza?

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