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Non riesco a guardare negli occhi nessuno

di Shaine

Riferimento alla lettera: Salve, non so se capita solo a me ma non credo. Io quando parlo con qualcuno non riesco molto facilmente a guardarlo negli occhi, non riesco a sostenere lo sguardo degli altri. Mi passano nella testa diversi pensieri, tipo che se guardo o fisso qualcuno negli occhi, questa persona si...
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Data di pubblicazione: 25 Giugno 2008

L'autore ha condiviso 2 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore Shaine.

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Categorie: - Me Stesso

142 commenti

  • 101
    teseo -

    III : sicuramente è una questione di testa! Nel mio caso è innata o quantomeno non ricordo il giorno preciso in cui è comparsa la problematica, ma se tu ricordi bene il momento preciso in cui si è verificata la cosa, beh allora molto probabilmente riuscirai a “guarire”, magari facendo mente locale per cercare di capire quale può essere stato il “fattore di stress” (guardo troppo Criminal Mind)che ha innescato il tutto….quanto meno te lo auguro:-)
    Ah dimenticavo: nei miei commenti precedenti posso aver dato l’idea di essere uno pieno di sé…al contrario, sono dannatamente timido, insicuro e remissivo (anche se molto meno che in passato!!!). Volevo solo cercare di tirare su il morale a tutti voi, perché per come la vedo io nessuno è perfetto e tantomeno può pretendere di esserlo…a noi è toccata una cosa del genere, ad altri cose ben peggiori! Sfruttiamo l’incapacità di fissare gli occhi altrui per fissare cose ben più profonde:-)

  • 102
    francesco -

    che ne dite di fare un gruppo “segreto” su facebook in cui ci iscriviamo tutti e ci contattiamo giornalmente per scambiarci esperienze e consigli utili?? siete d’accordo?? se si chi lo crea??
    buona serata

  • 103
    lll -

    Teseo hai detto delle belle parole, che mi hanno tirato su veramente il morale!! Pure io gli scorsi giorni stavo pensando che nessuno è perfetto e che tutti abbiamo almeno un difetto, certo che a differenza di altri difetti il nostro è un po’ difficile da nascondere!!!
    La cosa che mi fa rimanere più male è che gli occhi non sono solo fatti per vedere, ma anche per parlare, per indicare, per innamorarsi, per ridere… io queste cose da un anno a questa parte non sono più capece di farle e temo di non poterle fare mai più!!! Mi ha fatto specie vedere un articolo e così tanti commenti su questo problema, pensavo di averlo solo io! Più e più volte ho tentato di dare una spiegazione ”clinica” del problema, ogni giorno trovavo una possibile causa di questo disturbo. Fra le tante ho pensato la troppa tivù, il troppo computer!!!! Ma alla fine penso che non centrano niente!!! BOHHH… Umberto con te vedo parecchie similitudini, il problema ti è comparso così all’improvviso come me e pure nello stesso luogo (la scuola). una coincideza pazzesca!!! Comunque preferisco non dare la mia mail e cose varie anche perchè me ne vergogno un po’ di questo disturbo!!! Voi siete le prime persone con cui ne parlo!!!! Comunque questo disturbo è maggiore durante il giorno, invece quando è buio o comunque c’è meno luce riesco un po’ meglio!! Pure a voi capita così?????? Penso sia davvero difficile guarire anche perchè ormai me lo sono messo troppo in testa, è il mio pensiero fisso!!! Mi piacerebbe sapere se gli altri che hanno commentato hanno risolto!! ma nessunaltro a parte voi risponde!!

  • 104
    teseo -

    III : Hai ragione, con gli occhi si fanno molte cose ed è per questo che in effetti la nostra situazione è problematica! Forse io la faccio facile perché praticamente ho questo problema da quando sono al mondo (o cmq da quando ero bambino) e di conseguenza, invece che cercare di risolverlo, ho adattato la mia vita in base ad esso: in pratica ho dovuto imparare a sorridere di “traverso”, a parlare fissando altrove ma camuffando il tutto assumendo a volte un atteggiamento da “filosofo” o pensatore (ahahah!), a dare delle rapidissime occhiate dirette abbastanza “generose” da non sembrare scortese con l’interlocutore ma contemporaneamente molto “avare” per consentirmi di non distrarmi ed entrare in panico…insomma è una vita che recito, almeno da parecchio…ho 37 anni!
    La cosa curiosa è che a causa di questo mio “adattamento”, i miei modi di fare, di interagire ecc. ne hanno risentito parecchio e sicuramente posso dire di non passare inosservato…i vantaggi sono stati molti (soprattutto con l’altro sesso, incuriosito da queste mie “anomalie” comportamentali:-).
    Sicuramente la mia è una fuga, un ripiego, ma a differenza vostra non saprei davvero come “guarire”, almeno non da solo…la cosa è troppo radicata in me e cmq so che è anche un effetto della sindrome di Asperger di cui soffro, seppur in forma lieve (è una specie di autismo), e da quella non si guarisce! Inoltre ormai convivo abbastanza bene col problema:-)
    Secondo me i vostri casi sono molto più semplici (anche perché più recenti): un buon psicologo potrebbe aiutarvi davvero…a me servirebbe un Dr. House della psiche, ahahah!

  • 105
    luca -

    spesso non ci arcoggiamo della presenza e lo sguardo del prossimo e l’importanza di chi c’e davanti perche’e una cosa normale riflettere con la mente.ma se apriamo il cuore e vedessimo che ognuno di noi ha bisogno dell’altro come veri fratelli ci arcoggiamo che non siamo soli ma possiamo contare al nosto prossimo e agliutarci gli uni e gli altri come un cerchi che non ha inizio e non ha fine.per qualsiasi cosa contattatemi sul mio email redgianluca@live.it

  • 106
    Marco -

    Ragazzi non avete idea di quanto sia stato utile questo articolo (e i vostri commenti). Mi è sembrato di leggere qualcosa di mio… sono quasi due anni ormai che non riesco a relazionarmi profondamente con una ragazza. Ma al contrario di molti il mio problema non sta nel sesso della persona ma proprio nella mia impossibilità di guardare negi occhi. Come si legge nella lettera anch’io penso di trasmettere agli altri il mio disagio, l’imbarazzo.. un pò come Clark Kent che cerca di nascondere la sua vera identità eppure mi domando: “cos’ho da nascondere? Non ho nulla di cui mi dovrei vergognare!”. E’ veramente un incubo e non vedo prospettive di miglioramento. Vorrei combatterlo ma più mi sforzo, più fallisco. Il paradosso è che io adoro conoscere e parlare con persone nuove ma non riesco. Le persone con questa particolarità forse hanno un tesoro dentro di loro che nessuno conoscerà mai (o pochi conosceranno)… per questo mi sento di augurarvi di risolvere il problema e, soprattutto, vi voglio bene.. anche se non so chi siate o cosa facciate nella vita… perchè avere questo disagio ci accomuna e mi fate sentire meno solo. Grazie.
    Marco

  • 107
    TESEO -

    @ Marco: ciao, come ho già scritto nei commenti precedenti il mio caso è diverso dai vostri perchè io è fin da quando son bambino che ho questo problema e quindi non saprei proprio andare a ritrovare la causa di ciò, anche se probabilmente il tutto nel mio caso è dovuto, oltre alla sindrome di Asperger, anche all’eccessiva severità di mio padre e contemporaneamente alla mia ipersensibilità emotiva…praticamente sono stato shockato da piccolo e il mio non riuscire a guardare negli occhi gli altri è una sorta di difesa preventiva, come se avessi paura di provocarli con lo sguardo…ancora oggi non riesco a guardare mio padre negli occhi!!! Ma i vostri casi sono più recenti quindi secondo me più facili da risolvere…se sono 2 anni che hai questo problema cerca di fare mente locale e capire cosa può essere successo, perchè quasi sicuramente hai subito uno stress psicologico come me, con la differenza che tu puoi capirne meglio la causa scatenante:-)Io ormai ci convivo e il mio modo di fare e di vivere è quello….come dici tu pochissime persone hanno potuto accedere al mio “tesoro” interiore…anzi forse solo quando “scrivo” lo rendo accessibile (sono un’autore)! Ti auguro di risolvere la cosa, io invece me la porterò nella tomba…se mai andrò in paradiso, a differenza di Dante non chiederò a nessuno di intercedere per permettermi di guardare anche solo x un attimo Dio negli occhi…sarebbe fatica sprecata, ahahah!!!

  • 108
    Marco -

    @Teseo: stima per la citazione (io non adoro Dante ma lo amo: la mia chitarra si chiama Beatrice :D).
    Sono due anni che ho realizzato questo problema ma pensandoci è una cosa che ho da quando son bambino.. solo che alcuni eventi possono ‘svelare’ cose che prima non potevi capire (non sono orfano ma sono cresciuto senza figure genitoriali.. quindi nessuno che mi conoscesse cosi tanto da potermi dire “guarda che forse hai un problema). Tempo fa riguardai le mie vecchie pagelle delle elementari: l’unica costante è la nota ” timido, introverso, difficoltà nelle relazioni. Ho sempre lasciato stare perchè chi mi avrebbe potuto aiutare? Però forse in questi due anni si è aggravato proprio per un fenomeno scatenante… in poche parole, il rpoblema è sempre stato li, nascosto, mitigato da apparente felicità… Strano che tu parli della “scrittura” perchè è la stessa identica cosa per me. Scrivo (musica e in ‘lingua’, cambia l’immagine ma non l’emozione) e non faccio altro. Anzi, la scrittura (sia di musica che di “parole”) è l’unico mezzo che conosco per farmi capire dagli altri: inutile dire che entrambe le cose le tengo segrete nel mio comodino… Questa selva è troppo buia e sperare di trovare il mio Virgilio è troppo… sarebbe troppo bello.
    Grazie Teseo… se dovessi trovare Virgilio gli dirò di liberarti dalla tua ‘sedia’ 🙂 (avendolo citato questo saluto era d’obbligo eheh)

  • 109
    Artificial -

    Io ne soffro da circa 6 anni e negli ultimi 2 si è aggravata, guardo forzatamente le persone e loro se ne accorgono e mi sento trattato come se loro pensassero che io sia pazzo….sto molto male….sono troppo depresso, un abbraccio a tutti voi fratelli…..perchè non creiamo un gruppo su facebook?

  • 110
    Marco -

    @Artificial: Artificial ti va di crearlo? Se si lascia il nome e vedi che avrai un iscritto in più 🙂

  • 111
    TESEO -

    @ Marco: Ma pensa te, anch’io sono un chitarrista e anch’io proprio come te scrivo canzoni (musica e testi)…sopra ho detto che sono un “autore” senza precisare di cosa, ma in effetti sono principalmente un compositore/autore (da qualche anno lo faccio proprio di lavoro!). Ultimamente poi mi sono avvicinato anche alla scrittura vera e propria e ho iniziato la stesura del mio primo libro.
    Io però alle mie chitarre non ho mai dato dei nomi, chissà magari inizierò adesso:-)
    Cmq ti do un consiglio: le tue creazioni falle sentire, anche solo agli amici…se sei come me allora è l’unico modo che hai per raggiungere davvero gli altri e consentire loro di apprezzarti davvero x ciò che sei…è l’unico “ponte” tra il tuo universo e quello circostante!
    Io personalmente ho tratto non pochi benefici aprendomi (almeno artisticamente) agli altri: ho conquistato molte donne, ho fatto piangere persone apparentemente “dure”, ho mostrato le mie qualità mostrando a tutti che valevo qualcosa ma soprattutto ho dato prova che io non ero solo quel timidone strano e introverso con un QI molto elevato ma apparentemente inutilizzato (se non al liceo, ahahah!!!), ma che ero “vivo”, sensibile (anzi superipersensibile!!!)e attento a tutta l’universo emotivo mio e di chi mi stava intorno…insomma, ho mostrato che anche se potevo sembrare un autistico un po’ suonato(e in piccola parte lo sono, per via di una leggera sindrome di Asperger)in realtà ero emotivamente molto più “vivo” delle così dette persone “normali”:-)
    Tornando invece alla causa del nostro problema, direi che hai pienamente ragione: queste cose restano latenti dentro di noi finché non capita qualcosa che le risveglia…nel mio caso la causa scatenante è molto remota, infatti ricordo che quando ero piccolo mia madre, accortasi che ero un po’ troppo strano e asociale (cosa che ora non sono più fortunatamente) decise di mandarmi da uno psicologo, solo che mio padre x motivi economici si rifiutò…e dire che sicuramente la causa di tutto erano lui e le sue follie improvvise (oltre all’iper-severità ogni tanto dava proprio di matto, sclerava all’improvviso manco fosse stato un cocainomane in astinenza, ti dico un pazzo sembrava!).
    E’ ovvio che io sono nato col terrore di farlo infuriare (cosa che poteva accadere in ogni momento anche x delle sciocchezze) e di conseguenza ho “imparato” a tenere la testa china e lo sguardo basso, come i cani che nella vita hanno subito maltrattamenti (che io xrò non ho mai subito fisicamente, x carità!).
    Il bello è che ora mio padre è una persona diversissima, da quando ha lasciato il suo lavoro (probabilmente la causa del suo nervosismo eccessivo) è diventato un altro, complice anche l’età ovviamente!
    Mi raccomando esprimiti artisticamente, fatti sentire e apri il tuo tesoro al mondo, l’arte è la madre di tutte le terapie e affinchè funzioni al meglio devi esternarla e non tenertela nel comodino!
    Ciao!!!

  • 112
    alessandro -

    torno a scrivere con molto piacere dopo aver letto le vostre storie, beh mi fa paicere che il gruppo si è ingrandito, io sono stato uno dei primi a scrivere e vedo che se ne sono aggiunti molti altri, io torno per dareun po di speranza, io mi ritrovo con quasi tutti i commenti lasciati da voi, però io non sono cosi dalla nascita, ho iniziato ad avere problemi a fine maturità. praticamente a scuola. se penso a quanto tempo è passato un po mi spavento, ma oggi quasi dopo 7 anni posso ridare speranza, ho fatto un percorso molto lungo , e devo dire che la guarigione e dentro se stessi, abbiamo un percorso da fare, ma toglietevi dalla testa parole e non criticatevi perchè non riuscite a guardare le persone, lo so è bruttissimo lo sguardo è troppo importante, dovete lottare giorno per giorno, non evitare le situazioni che ci creano problemi , andare avanti sempre e provare , non abbatersi anche se questo è impossibile, però tirate fuori gli artigli.. forse per me èp facile parlare perchè dopo sette anni, ma in 7 anni ho imparato a conviverci, e con il tempo si impara a trovare scorciatoie altre allo sguardo diretto, ce ne sono tante .. lo so il nostro problema e io posso dargli un nome, Fobia sociale ( di cui di divide anche in altre categorie, però di fondo c’è questo problema, cmq dicevo il nostro problema è veramente brutto , rende pesante quasi ogni interazione con gli altri, e si diventa molto stressati mentalmente, ma io vi urlo di non mollare mai , uscite lo stesso imparate a conviverci perchè una volta a accettato sarete in grado di incominciare a lavorare su come sviarlo, a una cosa importante, lasciate stare l alcool , non da nessuna cura, solo un momento di star meglio, ma è un metodo che fa male, io l ho provato su di me, lasciate stare il bere e alcool non cura ma distrugge.. tornero a scrivere appena ho tempo..

  • 113
    Ketty -

    Ho letto i vostri commenti perché cercavo una risposta in quanto c’è un ragazzo che ho conosciuto da poco che mai mi guarda negli occhi quando mi parla. Pensavo fosse maleducato o che mi nascondesse qualcosa, ma qui dite che è un problema che avete da un bel po’ e che si porta dietro fin da bambini per motivi che nemmeno si sa spiegare… effettivamente da fastidio sta cosa… sembra che non gli interessa quello che dico e la cosa irrita parecchio! E fra poco gliene dico 4…

  • 114
    Artificial -

    non dirgli nulla, lo faresti solo sentire di peso o rischieresti di farlo fissare, se sai anche tu che è un problema comportati di conseguenza. Quanti hanni ha qyesto ragazzo? e che comportamenti assume?

  • 115
    Marco -

    @Alessandro: forse tu hai ragione in merito ad alcol e droghe ma vivere sani fino a 80 è indice di ‘vivere’ o sopravvivere piuttosto? Preferisco morire in uno squallido motel di overdose che campare fino a 80 anni e ritrovarmi con le catarratte che oltre ad annebbiarmi seppelliscono le ultime cose che mi rendono un uomo, talmente rimbambito da aver dimenticato chi e cosa sono.. senz’anima. L’alcol e soprattutto la droga sono delle chiavi..devi conoscere quali porte aprono.. se no sei solo un idiota con una chiave (cit.).

    @Ketty: Non capisco il tuo ragionamento. Ti è venuto il dubbio che abbia questo problema e dici “gliene dico quattro”… se hai questo dubbio non sarebbe meglio indagare e, soprattutto, avere pazienza? Se la risposta è negativa che problemi ci sono? Fai come la massa ed evitalo….

  • 116
    aaaaaaaa -

    Anche io sono un po’ in difficoltà con questo stesso problema, ho pensato un po a tutto, probabilmente è un blocco psicologico ma non voglio che questo mi condizioni per tutta la vita.

    Quando parlo con la gente tutti mi guardano, e io non ci riesco, è terribile!
    Se ho una paura voglio superarla, innanzitutto, devo capire meglio dove guardare, perché anche questo non è per me facile da capire…

    a volte punto il mio sguardo su un occhio solo dell’altra persona, altre volte alterno prima uno poi l’altro, altre ancora provo a guardare all’attaccatura del naso tra occhio e occhio, ma non sapendo quale sia il modo corretto tra questi lancio solo rapide occhiate e poi guardo subito qualcos’altro perché temo di sbagliare..

    Questa cosa mette molto a disagio me, com’è per voi tutti, e spero di capire prima possibile come comportarmi e sbloccarmi da questa condizione mentale. Saluti!

  • 117
    Anto -

    Salve,
    ho letto questo articolo, il quale mi ha interessato moltissimo, e i vostri commenti; mi rendo conto che l’oggetto della discussione riguardi un problema molto più comune di quanto si possa immaginare.
    Sicuramente è un bene conoscere la storia di ciascuno di noi, e capire l’origine del problema, ma soprattutto dobbiamo sforzarci di “ideare” dei metodi per superare tali difficoltà.
    Per quanto riguarda l’origine del mio “ostacolo”, credo che molto derivi dal fatto che mio padre sia stato poco propenso nel seguirmi nelle piccole vicende della mia vita (tipo, venire al campo sportivo per vedermi giocare, venire ad un colloquio con un mio insegnante per parlare delle mie prestazioni scolastiche, etc.); poi, ho capito che lui era il primo ad avere problemi di interazione, e questa cosa mi ha molto influenzato, a maggior ragione se penso che lui in passato utilizzava sempre degli occhiali da sole graduati (forse per evitare gli sguardi…). Oltre a tutto ciò, devo aggiungere che a livello psico-fisico sono molto simile a mio padre, e quindi, oltre ad una predisposizione genetica oggettiva, il fatto di riflettere proprio su quest’ultimo aspetto non ha fatto altro che rendere il tutto “ancora più grande di quello che è poi realmente”.
    Inoltre, mi sono “fissato” sul mio deficit del visus, in quanto, oltre ad essere ipermetrope ad entrambi gli occhi con (più o meno), c’è una differenza di una diottria per quanto riguarda l’astigmatismo, e quindi l’occhio destro è ben più astigmatico. Questa situazione rende la cornea dell’occhio destro leggermente più ovale, e quindi, oltre a vedere in modo leggermente diverso rispetto al sinistro, mi accorgo che, quando vedo verso destra, il destro è direzionato un pochino più verso l’estremità rispetto all’occhio sinistro. Aspetto che viene sottolineato esteticamente usando gli occhiali con lenti che tendono “ad ingrandire gli occhi”.
    Senza addentrarmi troppo nei particolari, nel mio caso ho capito che alla base di tutto ci sia una componente psicologica ben radicata legata ai rapporti familiari, una componente psicologica legata alla vista, ed una pratica sempre a livello di visus.
    La cosa importante è capire quali strategie attuare per superare le proprie insicurezze. Nel mio caso, ho pensato di consultare uno specialista per una terapia cognitiva-comportamentale, e di prendere in considerazione la possibilità di fare un intervento di chirurgia laser agli occhi per eliminare od attenuare i deficit visivi, soprattutto per quanto riguarda quella pippa mentale di cui vi scrivevo.
    È un nostro diritto vivere guardando senza paura, o per lo meno senza troppo timore, e dobbiamo fare in modo di superare, se non totalmente, almeno in buona parte…
    Una domanda: ma nessuno di voi ha deficit legati alla vista?
    Un saluto…

  • 118
    Riccardo -

    Salve a tutti
    aver trovato questo forum è fantastico e liberatorio! Perchè tra noi possiamo parlare liberamente, capendoci profondamente e grazie a internet, senza guardarci negli occhi 😉 generando inutili freni e imbarazzi..
    In ogni vostro intervento c’è qualcosa che sento un pò mio.. ho sempre cercato di non appesantirmi pensandoci il meno possibile.. questo ha portato una normalità altalenante, forse apparente, perchè a tratti tutto era normale e in altri casi non riuscivo ad avere una conversazione testa a testa con una persona. Nel mio caso il problema si è strutturato verso i 20 anni poco a poco, ma essendo molto socievole e amando tantissimo stare con tante persone, fare gruppo, la cosa non la prendevo sul serio. Ora ho 35 anni ho una vita normalissima e piena di interessi, faccio anche teatro e me ne voglio liberare definitivamente, mi sembra di correte con del cemento intorno ai piedi, davvero limitante e mi sono davvero rotto! Devo capire meglio alcune cose e penso che in ognuno di noi ci siano cause scatenanti differenti con lo stesso risultato, “risultiamo strani ai nostri interlocutori”! Tutto è iniziato perchè io ad esempio ho un leggero strabismo e in principio senza occhiali mi dava fortemente fastidio che la persona che mi stava davanti potesse avere l’inbarazzo che a causa del mio occhio pigro potesse non capire dove guardavo. Poi però la cosa deve aver preso un’altra piega, visto che ora uso gli occhiali da vsita e non si nota più lo strabismo.. quindi il problema deve essere diventato qualcos’altro! Vi volevo chiedere io elimino completamente il problema usando gli occhiali da sole, forse è banale ovvio, ma voi come la vivete ne traete beneficio nell’usarli? Qualcuno di voi ne ha mai parlato con uno professionista?

  • 119
    Maria -

    Ciao a tutti ragazzi! Tutto ciò che avete scritto mi ha interessato moltissimo! Ho cominciato a soffrire di questo”disturbo” da quasi 6 mesi..anche io mi trovavo a scuola… un’ansia pervasiva che ti rende nevrotico, e non riesci a interloquire con una persona tranquillamente e guardarla negli occhi, perchè il tuo “io” in quel momento è completamente assente dalla conversazione..non ascolta davvero ed è incentrato tutto su se stesso, cercando di fare la faccia giusta al momento opportuno e di non sembrare imbarazzato!!! insomma…è proprio una patologia del c...... non so come sia nata in me tale “fobia” dato che sono sempre stata un vero e proprio “animale sociale”.. ho sempre fatto serate ai centri sociali, pieni di gente dove si passano notti di eccessi…insomma sono sempre stata una tipa ultraestroversissima…Insomma dopo tutto ciò vi posso dire che ho scoperto che per queste sintomatologie nervose non bisogna curare la psiche ma il corpo. Comincierò a bilanciarmi tra una settimana…mio fratello soffriva dei miei stessi disturbi, si bilancia ormai da 4 mesi e non ha piu un sintomo. Il bilanciamento consiste nel ripristinare il giusto rapporto cranio-mandibila, ripristinando appunto la giusta dimensione verticale tra i denti. Le testimonianze sono milioni, ed ora vi lascio il link del sito, perche sono sicura che camberà la vita anche a tutti voi!! Buona fortuna ragazzi http://www.metodo-og.info/ ed anche: http://www.occlusionegravita.it/

  • 120
    totò -

    anche a me capita:(

  • 121
    andrea -

    io ho gia scritto tempo fa, vi aggiorno la mia esperienza.
    occhi di pietra, la sera mi fanno male e incrociare uno sguardo è dolorosissimo nonchè difficilissimo. Passo le giornate a fissare le persone negli occhi convinto che questo mi aiuterà a risolvere il problema e sapete qual’è il lato positivo? che forse ho imparato a farlo, ma lo faccio troppo, lo faccio male, il mio sguardo è fisso penetrante immobile, di pietra appunto. E mentre scrivo mi accorgo che adesso saprei guardare qualcuno negli occhi ma dovrei impararlo a fare nei momenti giusti. E’ proprio questo il punto, ciò che mi lacera il cervello, guardare sta diventando qualcosa di meccanico invece che qualcosa di naturale. quando ero piccolo non guardavo molto negli occhi ma ogni tanto si, poi un giorno ho deciso di risolvere questo problema perchè le persone, se non le guardavo, non mi consideravano. ed è proprio questo il punto, un altro, fondamentale, noi ci sforziamo di essere quello che non siamo e non riuscire a guardare negli occhi per poi imporsi di farlo è l’estrema conseguenza del fatto che non ci accettiamo perchè vorremo essere chi non siamo e l’ultimo atto di questa tragedia è accorgersi che gli altri si sono accorti che noi non siamo quello che vorremmo essere e non sopportiamo l’idea che ci guardino per quello che siamo veramente. in poche parole ci da fastidio apparire deboli sfigati perchè è quello che siamo veramente. siamo cresciuti in una società che giorno dopo giorno ci ha
    convinto che solo il figo puo essere acccettatto e siccome abbiamo fallito questa misssione ora non riusciamo a farci accettare perchè ancora proviamo a fare i fighi piuttosto che gli sfigati. i miei mi davano gli schiaffoni in faccia e questa ha influito. i miei hanno divorziato e l’idea che sia stato io e sempre io a rovinare tutto in ogni situazione ha sicuramente influito.
    sono cresciuto con l’idea di diventare qualcuno, mio padre mi diceva
    continuamente che solo i primi vanno avanti nella società e non essendo attualmente nessuno questo ha influito
    da piccolo ero molto estroverso poi ho cominciato a prendere le botte da tutti i miei coetanei e questo ha influito. insomma io non riesco a guardare la gente negli occhi perchè ho paura degli altri, ho paura di essere noioso, ho paura di deludere sempre, ho paura di essere una SOLA perche cerco di essere quello che non sono, perchè non accetto quello che sono. a destra e manca mi apprezzano ma sono pochi quelli che veramente passerebbero dei momenti insieme a me, i piu mi evitano e li capisco, NOI PROIETTIAMO IL NOSTRO DISAGIO SUGLI ALTRI. guardare negli occhi è diventata una fissazione, forse smettere o meglio fottersene è la prossima cosa da fare, ma sopratutto quello di cui sono convinto stasera è che se imparassi ad accettarmi per quello che sono andrebbe molto meglio. cerco di andare bene a tutti ma riesco a legare con pochissimi e ma in maniera frustrante perchè sembra che ci sia sempre qualcosa che non va,CHE MI STO PERDENDOqualcos

  • 122
    andrea -

    e non noi non siamo quello che non siamo perchè non saremmo mai in grado di esserlo, i nostri ci hanno cresciuto con valori diversi, ci siamo cresciuti con valori diversi. non abbiamo la faccia da culo, non ci piace essere falsi, cerchiamo la verità e preferiamo le cose semplici e genuine.

  • 123
    xxxxx -

    Ma qualcuno ha provato a seguire una terapia cognitivo comportamentale ? Io si e qualche vago miglioramento lnho riscontrato….

  • 124
    Maria -

    Cioèè io te lo dico spassionatamente andrea… gli altri sono una massa informe di gentucola che vie LETTERARMENTE PER UN CA…O, che non è buona ne a pensare ne ad esprimere un pensiero, e te lo dico io che ho fatto parte di quella “gentucola”.
    Il problema lo risolverai solo riuscendo a sentire ciò che nella vita fa vibrare la tua anima…Io sto sola da un anno perchè la solitudine è terapeutica. Solo un uomo che nella solitudine è lieto è un vero uomo (io sono una donna ma è uguale :)) Ti sei mai domandato perchèp gli altri non riescono a stare da soli? Proprio per il motivo di prima…NON SONO NESSUNO DA SOLI? Chi rifletterebbe la loro immagine….Nessuno! La gente va in paranoia se rimane sola! Un uomo che semplicemente E’…automaticamente sta da solo, perchè solo così puo esprimersi realmente. La vita penserà da se a combinare gli incontri opportuni! Quindi insegui te stesso. Devi esistere solo tu, solo il tuo gusto…Non pensare piu a cosa “dimostrare”. Vedrai che non soffrirai più!!!! 😉

  • 125
    Marty -

    Salve a tutti!
    Io ho lo stesso identico problema.. Non so dire da quando sia cominciata, io me ne sono accorta da un paio d’anni.. Devo dire che è una situazione frustrante e le sensazioni che provo mi fanno male, credo sia iniziato tutto nel primo anno di università… Sono sempre stata timida.,ma i primi 3 anni di università non sono stati facili per me…. Mi sono allontanata dalle mie amiche storiche e l’uni non andava come volevo io..Inoltre vivevo con unA coinquilina super perfetta in tutto e credo che questo abbia fatto uscire tutta l’insicurezza che c’è in me. Non riuscivo a guardarla negli occhi,era come se avesssi paura che guardandomi vedesse la parte peggiore di me. Pensavo che la cosa fosse circoscritta a lei, ma in pochi mesi mi sono resa conto che si era estesa a tutti o quasi. E’ come se avessi un segreto che gli altri non devono scoprire, ma in realtà io non nulla da nascondere!Credo che si tratti di un senso di inferiorità assurdo.. Peggiorato dal fatto che da sempre io non voglio che gli altri vedano le mie lacune, cioè tendo sempre a dare un immagine perfetta di me. Eppure questa cosa fà acqua da tutte le parti..Credo che gli altri si accorgano che mentre parlo non riesco a guardarli, io mi sforzo, come molti di voi hanno detto, ma non mi sento naturale e spero sempre che nessuno se ne accorga. Mi ripeto che non sono inferiore a nessuno, ma poi ci sono serate come questa, dove proprio non ce la faccio ad essere razionale. So che devo smetterla di voler dare l’immagine perfetta di me (e forse sono proprio io la prima a dover accettare di non esserlo..)Però quando vieni ferita dalla gente, quando sai che ti prendono in giro.. ti scatta qualcosa dentro e senza neanche volerlo ti chiudi, lasciando tutti fuori..
    Come qualcuno ha scritto si chiama “Fobia sociale”

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