Non mi piace niente e nessuno!!!
di
crema
Riferimento alla lettera:
Non riesco a scrivere ed esprimere tutto quello che provo, sento solo un’inesorabile angoscia, ho 22 anni e nella mia vita penso di non aver fatto e concluso niente di quello che avrei voluto. Non mi piace nulla, inizio a fare determinate cose, andare all’università, cambiare amicizie e dopo un...
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Data di pubblicazione: 26 Maggio 2011.
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Categorie: - Me stesso
106 commenti
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Cancellato su richiesta dell’autore del commento
29/11/2013 ore 9:35
Lettere al Direttore
fabio@
ciao,immagino che sarà dura ma io il suggerimento te lo do lo stesso!!
ora non so se frequenti amici o proprio vuoi star solo soletto,comunque
inizia a fare dello sport anche a casa,anche in un garage con una radiolina!!fosse emglio una corsetta anche all aria aperta!! lo so è molto dura ma ad un passo alla volta arrivi in cima se vuoi!!!! volere & potere!!!!!! inizia da li magari qualche chakra si aprirà e le endorfine ti daranno una buona mano 🙂 ciaooo
anch’io-sono-così-e-ne-sono-orgogliosa
Ciao a tutti. Anch’io come molti di “noi” sono arrivato qui digitando “non mi interessa nulla”, ho letto i vostri commenti e tutto quello che sta scritto qui lo ritrovo in me stesso e nelle mie notti insonni a pensare al male di vivere.. A questo punto ho pensato, usciamone insieme da questa voragine! Potremmo fare un gruppo su whatsapp o Skype o chicchessia. Credo sia l’unico modo per uscirne. Chi vuole provarci può scrivermi a hatescream@libero.it e vediamo di organizzare questo gruppetto!
M.
Anche io sono arrivato qui cercando su google “non mi interessa nulla”, ho letto tutti i commenti e mi rivedo più o meno in quasi tutti. Il pensiero di dover vivere in mezzo alla massa di persone inconsapevoli, con le loro menti banali e superficiali (o “diversamente” superficiali nel caso di quelli pseudointrospettivi che cercano di darsi un tono) mi angoscia profondamente. Per me sono marionette insulse, egoici adattivi, bovini in attesa di essere macellati. Credo che fondare una community tipo un forum o un gruppo whatsapp potrebbe essere un’idea, anche se in fondo penso che le persone dotate di consapevolezza siano destinate ad una sorta di solitudine. Se non lo conoscete già vi consiglio il mio autore preferito: Emil Cioran. È il più lucido e obiettivo che abbia trovato, e perciò anche molto infelice. Comunque è sempre bello sentirsi un po’ meno soli, siamo pur sempre animali sociali.
Anche a me non piace niente e nessuno. Non provo interesse, partecipazione, coinvolgimento, personificazione praticamente in niente e nessuno. Non mi sento partecipe della mia generazione, né della collettività. Socialmente non sono nessuno, ma nemmeno nessuno è qualcuno per me. Voglio bene a pochissimi, a cui darei tutto, eppure c’è un abisso tra noi. Non mi riconosco nel comune sentire, pensare, agire, anzi ormai mi sembra tutto un automatismo che conosco fin troppo. A volte provo a vivere come tutti, ma a parte brevi insensati entusiasmi, mi resta delusione, ma neanche troppa. Non credo nelle lodi né nelle denigrazioni, nelle esaltazioni né nella normalità.
E’ un male di vivere che non è dato da un dolore acuto, bensì è come un bruciore di stomaco, lieve ma persistente, che al suo culmine si trasforma al massimo in un vago senso di nausea, in un quasi impercettibile giramento di testa. Dati forse dal vuoto, dal non trovare senso, da quell’insipido trascorrere del tempo tutto uguale. Lo sento adesso, lo sento addosso, nelle mie notti insonni, quando ho un appuntamento o un impiego, quando mi costringo a fare ciò che và fatto. Ma è un trascinarsi. Non ho stima di me, ma nemmeno negli altri. Trovo teoricamente belle alcune cose, ma in pratica non mi toccano proprio, appunto, distanti da me, non ne sono minimamente partecipe.
Non mi piace vivere, non intendo tentare il suicidio, ma è come se aspettassi che il tempo trascorra arrivando al momento che mi allontanerà dalla vita, l’unico mio impegno nelle giornate meno nebulose è di farlo passare il più velocemente possibile, questo è il massimo, ma il malessere incessante mi ricorda costantemente che esisto senza un perchè, senza alcun piacere vero. Tranne qualche eccezione, ma che passa troppo in fretta e lascia l’amaro in bocca subito dopo.
Non è egocentrismo, è un tedio esistenziale.
Non mi sento superiore a nessuno, ma non trovo senso alla maggior parte di ciò che mi circonda e mi costituisce.
Io anche leggendo le vostre considerazioni mi sento giù e demotivato. Ho 19 anni e non ho mai avuto una relazione sentimentale di amore. Non provo attrazione fisica per nessuna e ho paura del mio futuro pensando a questo. Sono sicuro di essere sempre stato così, sono attacattissimo a quelli che, credo e spero, sono i miei amici più stretti. Ma non trovo pace.. mi sento molte volte fuori da certe discussioni che avvengono tra di noi che riguardano la sfera amorosa, non so cosa fare. Sono andato anche da uno psicologo ma ho capito che ti fanno solo spillare soldi cercando problemi che non hai. Ma io ho bisogno di aiuto.. ho veramente paura del mio futuro e del mio presente. Al passato mi ci sono abituato senza rendermene conto.
E’ strano, tantissimi che soffrono e quasi nessuno che dà consigli su come uscirne fuori
Salve a tutti ho 20 anni… Ho trovato questa pagina cercando “non mi piacciono le persone”. Tutt’ora quando mi capita di essere in gruppo, di vedere un film rimango completamente catturato dalle movenze, dalla parlantina che mi succede per un attimo di sentirmi quella persona o quell’attore. Non so se quest’empatia sia positiva o no ma mi ha portato ad analizzare i comportamenti delle persone da un contesto esterno. Quello che mi ha fatto esplodere come un’immensa tristezza è stato vedere come ognuno indiscriminatamente agisse per un suo personale tornaconto. Anche azioni a cui assistevo che inizialmente potevano sembrare puramente fraterne avevano secondi fini, non solo dal punto di vista morale ma anche biologico. Questo mi fa stare male , non mi fido più di nessuno, ovviamente non ho una ragazza e quei pochi amici che ho preferisco vederli di rado. Abbiamo iniziato ad uscire insieme dal liceo ed ora che sono all’università, dopo anni che ne abbiamo passate insieme, mi sono reso conto che è come se vivessero una vita programmata, il papà mette i soldi, lavoro assicurato e mi prendono a parole se per uscire la sera li foldo perché la mattina seguente devo studiare. Non provano neanche a chiederti come stai e se lo fanno è solo per uso, si aspettano che tu stia sempre pronto lì a tirar su un teatrino per intrattenerli. Ritengo le persone così stupide da continuare a macellarsi tra di loro e non capire che siamo soltanto noi su questo pianeta! Basterebbe un minimo di…
Di collaborazione per convivere in pace e chi no vuole collaborare stia per i fatti suoi senza cercare di sopraffare l’altro. Tutto ciò penso sia un po’ utopista, perché gli uomini non cercheranno mai di collaborare tra di loro, è nella loro indole animale, sopravvivere. Questa tristezza ha generato in me anche una grande apatia. Non riesco a trovare qualcosa che mi appassiona veramente, dopo un po che intraprendo qualcosa di nuovo tendo a tralasciarlo con indifferenza. Le uniche cose che mi danno conforto è scrivere, la natura e gli animali e più di tutto il cielo buio la notte, pieno di stelle e quell’immenso vuoto sulla testa. Forse è un vuoto non soltanto esteriore ma anche interiore. Una cosa strana è che nell’ultimo anno mi capita spesso di vedere orari palindromi (certe volte pure sei volte i un giorno), è vero che guardo spesso l’orologio ma perché proprio in questi istanti mi domando io. A modo nostro ognuno di noi si sente speciale, è come un bisogno inconscio, quello di avere uno scopo nella vita. La cosa più bella penso sia riuscire a trovare una persona con cui confidarti liberamente senza temere il peggio, che ti accetti così per come sei,senza giudicarti ,con i tuoi pregi e difetti. Auguro a tutti di trovarla, in carne e ossa, non nel mondo virtuale che progettano per sostituire quello reale. Non sono molto social da questo punto di vista. Una persona con cui voglio stare o parlare preferisco vederla, toccarla. Comunque da qualche parte si deve pur…
Salve anche a te Wiz: “…mi succede per un attimo di sentirmi quella persona o quell’attore”.
Niente di grave, è la cosiddetta “sindrome di Proteo”. Abbiamo alcuni casi anche qui. Non si muore ma non ci sono cure. Invece sui palindromi visivi e il fatto di sentirsi speciali starei più attento però, perchè possono degenerare in ircocervi auditivi o crasi tattili senza che te ne accorga, e sarebbero guai. Per il resto stai benone per la tua età.
Scherzo neh, sei normale, ma fottitene degli altri se vuoi stare VERAMENTE bene.
Scusa Golem potresti spiegarti meglio al contrario di sentenziare prognosi? Da quello che ho cercato in internet la sindrome di Proteo è tutt’altro rispetto a quello che dici tu. Inoltre credo che sentirsi speciali non faccia mai male, sempre nei limiti. Oltretutto se fosse così facile fregarmene di tutto e tutti non sarei qui a parlare con voi. Se io ci sto male è proprio perché non ci riesco. Vedere qualcuno che se ne frega altamente dell’altro in difficoltà o che, peggio, lo mette in difficoltà per un suo personale interesse personale mi fa cadere una spirale di tristezza. Noi uomini pensiamo di essere evoluti, ma ci siamo evoluti soltanto nel l’aspetto, le nostre strutture cerebrali sono rimaste quelle dell’uomo di Neanderthal, sopravvivere e basta. E sul culto della vita è nata questa società consumistica che aberra la morte e ne sottovaluta il significato. Dai libri che ho letto ed esperienze che ho fatto credo che tutto ciò mi abbia portato ad accettare la morte in se come punto di svolta . Questo non vuol dire che io voglia tentare il suicidio ma ciò lascia un vuoto immenso dentro di me. È quasi come quando aspetti degli amici che ti vengano a prendere per uscire, ma tu sei già pronto e non sapendo quando passeranno rimani immobile nell’attesa perché se ti mettessi a fare qualcos’altro potresti non sentire il campanello ….
La sindrome di Proteo è una cosa terrificante, ma ad un esame obiettivo con te non c’entra nulla. Meglio così. Rilassati. Hai una visione della vita forse un pelino troppo ottimistica, togliti gli occhiali con le lenti rosa e sii più realista.
L’intervento era leggermente ironico Wiz, non si capiva? Lo era per evitare di accentuare la “pesantezza” mortifera del tuo post. La sindrome di Proteo è usata anche come metafora per coloro che per vari motivi tendono a “prendere” le sembianza altrui, a identificarsi, come Zelig, inteso come il personaggio dell’omonimo film di Woody Allen, e non come lo potresti immaginarlo tu pensando allo spettacolo di comici che ne ha usurpato il nome.
Se hai bisogno di quel tipo di “collaborazione” e ne soffri perchè non la trovi, devi avere solo pazienza, prima o poi la troverai e ti deluderà. Non perchè non esista, ma perchè tu hai aspettative “romantiche” non realistiche. Ma alla tua età è normale crederci, anche se mi pari portato a vedere tutto nero. A vent’anni.
Certo che siamo come gli uomini di Neanderthal, e pure peggio, infatti li abbiamo “estinti”, poveracci. Perché la vita la guadagnano i più scaltri, non i più “buoni”. Cambiano le modalità nei millenni ma non lo scopo finale.
Se non lo capisci e tibdecidi a contare soprattutto su te stessi, soffrirai sempre. Ma pensare di fare quello che stava tentando Beppino con l’albero, la cassetta e la corda, non cambierà la Storia, e neanche la Geografia del mondo. Homo homini lupus. Lo capirai con gli anni se ce la farai a resistere, come spero.
Auguri.
Caro Golem…continuerò a contare su me stesso come ho sempre fatto. Sono un tipo che prima di confidarsi si accerta di chi ha davanti. Purtroppo con la tua risposta mi hai confermato quello di cui ero già abbastanza sicuro, ovvero che un animale resta sempre un animale. Mi rammarico solo di far parte di una tale specie in cui non mi ritrovo completamente. Non parlo mai con nessuno di queste cose e se l’ho fatto in questo contesto è stato perchè forse mi aspettavo di trovare qualcuno che la pensasse come me al di là del bene e del male…poco importa,la vita va avanti e ci lasciamo trasportare. Mi sono informato su Beppino XD…stai tranquillo rimarrò ancora su questo atomo opaco del male finchè ne avrò le forze 😉 e quando sarà ora incontrerò la morte come una vecchia amica con cui non mi vedo dal giorno in cui sono nato. Saluti e grazie per la chiacchierata:). Wizer
Wiz, i romanticismi si vivono al cinema o sui libri. La vita non il posto più adatto.
Conta solo su di te, e fai caso mai che sia il prossimo a cercarti e non il contrario.
Che il tuo motto sia: “Avanti il prossimo”.
Wizer,
mi sono piaciuti i tuoi post iniziali, a mio avviso correttamente collocabili nell’età dichiarata e nella sensibilità delineata.
ci sarebbero parecchi punti da approfondire ma, per ora, mi limito ai seguenti:
– “mi succede per un attimo di sentirmi quella persona o quell’attore. Non so se quest’empatia sia positiva o no ma mi ha portato ad analizzare i comportamenti delle persone da un contesto esterno.” – a me capita qualcosa di simile quando provo a immedesimarmi in persone che si aprono parzialmente, nel virtuale o nel reale, con l’intento di meglio interagire con loro. è un esercizio che mi attrae e che non mi costa grande impegno. è sia un proiettarsi in vite diverse dalla propria che un cercare di condividere aspetti essenziali comuni a tutti gli esseri umani. nel tuo caso, però, potrebbe trattarsi di una ricerca di maggior indentificazione della tua personalità in formazione.
– “Quello che mi ha fatto esplodere come un’immensa tristezza è stato vedere come ognuno indiscriminatamente agisse per un suo personale tornaconto.” – l’ideale di un amore/affetto eterno e incondizionato è, appunto, un ideale a cui tendere, restando, però, nei fatti rarissimo a concretizzarsi. con il tempo ti renderai conto che in generale qualsiasi scelta umana ha un fine quasi sempre egoistico. la differanza consiste solo nella sincerità di ammettere l’entità e la qualità delle aspettative in esso racchiuse. è bene avere chiarezza in tal senso anche per sé.
Appunto, un rapporto sta in piedi
se entrambi soddisfano le esigenze dell’altro.
Non esiste nulla di veramente gratuito, nulla.
Neanche il cane muove la coda per niente.
Se invece per te perderla sarebbe un duro colpo e soprattutto se anche per lei perderti lo sarebbe…
sei sulla strada giusta…
Se tutti e due hanno molto da perdere lasciandosi…
non lo faranno…
Ottima sintesi, Pensiero dubbioso! 🙂
Ho amato leggere tutti i commenti! Non mi sono sentita sola per un po’! Spero ci saranno altre persone che continueranno, nonostante il passare degli anni, a scrivere qui la sensazione comune e a volte logorante che proviamo… Non voglio conoscere persone, le trovo tutte false anche perché io stessa riconosco di essere ipocrita e a volte tradisco me stessa, é anche per questo che non voglio interagire più del dovuto. Non voglio fare cose, non voglio dover indossare sempre una maschera e far finta che vada tutto bene, non ce la faccio. Non potrei mai scrivere in modo conciso ed esaustivo tutto ció che penso con la mia mente e ció che provo con la mia anima. Amo dipingere, la natura, qualsiasi forma animale e fare discorsi filosofici con altre persone… Purtroppo pochissime volte mi é capitato e ora che ho 0 amici posso farli solo con me stessa ma va bene cosí, sto bene nel mio unico malessere che nessuno potrebbe capire in fondo
Bah! Fare discorsi filosofici con sé stessi non è poi malaccio, soprattutto se le disquisizioni si conducono davanti al caminetto con un tavolino Luigi XV a portata di mano, vicino alla poltrona preferita.
E, beninteso, solo se sul tavolino è presente una bozza di narda, giarna stravecchia.
Ciao Sally ho letto il tuo commento. Trovo molto di vero in ciò che hai scritto, ma io sono sempre stata convinta che il confronto è crescita. Quindi, a volte, è bene smettere di parlare solo con se stessi, e confrontarsi… Magari ti sorprenderai! O forse no, nel qual caso avrai altro su cui parlare con te stessa! Un abbraccio
Sinceramente ho letto tutti i commenti e mi siete sembrati più o meno tutti persone sensibili e profonde. È una cosa rara in mezzo a tutta la superficialità che vedo intorno a me. Ci vorrebbe qualcuno non impedito dal mortifero taedium vitae che ci attanaglia che si sbattesse per creare non so una community, un forum, un collettivo di qualsiasi tipo per unirci hobbesianamente e non rimanere tutti più o meno isolati dentro ‘sta società becera, che non so voi ma a me crea un’ansia della madonna. Insomma ci vorrebbe da unirci tutti sotto il vessillo della maledetta/benedetta DEPRESSIONE ESISTENZIALE, che è il nostro marchio di consapevolezza avanzata. Che poi io riguardo la depressione esistenziale ho letto qualcosa riguardo la logoterapia, anche conosciuta come analisi esistenziale, un approccio psicoterapeutico teorizzato da Viktor Frankl che si pone come obiettivo la riscoperta del significato dell’esistenza dell’essere umano… mi è sembrato una cagata sinceramente.
C’è un filosofo, Galimberti, che ha trattato proprio il tema del male del nostro secolo, che è ciò di cui tu parli, la noia di vivere. Pare sia dovuta alla mancanza di un senso della vita intrinseca alla società occidentale, in altre parole i valori della società occidentale sono vuoti, si tratta solo di accumulare ricchezze e spendere in maniera edonistica. Manca il senso della vita, che un tempo era guadagnarsi il paradiso, vincere una guerra, portare avanti un ideale. Quindi no, non sei sola, ma qui hai compagnia. Anche io condivido il tuo stato d’animo. Devi trovare un ideale per cui vivere.
Formiamo un gruppo segreto su fb. Potrebbe essere un modo x sentirsi meno soli