Come si fa a non amare più all’improvviso?
di
Ares160
È una domanda che rivolgo a tutte le ragazze (e perché no anche ai ragazzi… ).
Vi è mai capitato di svegliarvi un giorno e ritenere di non amare più il vostro partner, nonostante con lui ci stiate benissimo? Cioè che da un giorno all’altro perdete attrazione nei suoi confronti e non riuscite a spiegarvelo.
Fatto sta che siete costrette di lì a poco tempo a lasciarlo.
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Categorie: - Amore
65 commenti
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Hai un altro?
Per mia esperienza, posso dirti che non si smette di amare dal dì alla notte o viceversa. I segnali di captano molto prima ma non essendo chiari e concreti, spesso si va avanti come se niente fosse.
Nel tempo che intercorre tra quei segnali e la fine di un amore, si ha sempre piu chiarezza del proprio sentimento, fino a concepirne la fine.
Da “un giorno all’altro” è l’impatto che ha chi viene lasciato/a, ma chi lascia sa bene che il sentimento non va e viene nell’arco di 24 ore.
Se cosi succede, credo che formalmente non si possa parlare d’amore.
non è possibile smettere di amare da un giorno all’altro…
allora non è amore
… non si puo’ smettere di amare da un giorno all’altro…
Sicuramente l’amore finisce piano piano…
E ci sono dei segnali che molte volte non si vogliono vedere ma che ci sono…
Conosco tantissime donne che smettono di amare con la stessa frequenza del cambio dei loro vestiti.
Ciao sono Martina a me e’ capitato di essere lasciata e il mio lui mi ha detto di non amarmi piu cosi’ tutto di un botto.Il mio cuore si e’ frantumato,ho smesso di mangiare,per me niente ha piu’ senso.Era un grande ed intenso amore anche se un po complicato visto che io sono sposata con una bimba.Sono a pezzi perche’ non mi aspettavo che finisse cosi visto che e’ sempre stato lui a perdere la testa piu di me.Lui e’ stato male per me,si e’ disperato,piangeva all’inizio della nostra storia.Ho capito con questo che l’unica cosa certa nella vita e’ la morte,il resto non si sa.Ho capito che anche il piu grande amore puo finire,quindi non credo piu in niente e in nessuno.Sono davvero morta dentro
Ciaooo a tutti leggo le vostre storie che tristezza..
La mia piccola si e abbandonata ad un umo sposato che non lascera mai la moglie e dalle interminabili bugie che le dice non riesce a renderse conto dalla meschina falsita che si arriva per avere una storia extra coniugale.. so che e assurdo ma il cuore lacrima e le notti lunghe non trovono pace alle mille parole dette alle conferme date..come si fa a non amare.. c è qualcuno che sa come si fa??
Oggi sono arrivata alla conclusione che l amore finisce piano alla volta, cosi come è iniziato. Finisce perché non si parla piú, non ci si diverte più insieme, perché rimaniamo delusi da certi atteggiamenti, per le cose non dette, perché non ci si corteggia più, per i problemi che la vita ci pone, per la poca fiducia, per quell’abbraccio non dato e non ricevuto…e x tutte le altre cose che non dovremmo mai dare x scontato…
Io sono stata appena lasciata da un ragazzo ke la sera prima ha dormito con me e il giorno dopo mi dice di non amarmi più dopo continui lascia e prendi ke da 6 mesi facevamo sempre lui ke lasciava sempre io a soffrirne adesso sto malissimo piango e mi dispero non mangio più non dormo più non riesco a trovare un senso.
Valentina
anche se è dura, lascialo perdere o continuerai a soffrire ancora. Lui sa che tu ci sei sempre ad aspettarlo e si permette di andare e venire da te a suo piacimento. Lo stai amando troppo e nel modo sbagliato, così ti fai solo del male. E’ evidente che lui non ti ami. Non rispondergli più e evita ogni contatto, solo così ti salverai da questa storia.
Ciao, sono arrivata qui per caso in un momento di dolore forte lui non mi vuole ed io sono innamoratissima. Ha deciso di frenare sul nascere qualcosa di stupendo adducendo scuse sto male e mi ha tolto la serenità e la gioia di vivere mi mancherà sempre lo so quando non sarà cosi è perché faro finta che non esiste ma all’improvviso ritornerà in me sempre meno intensamente spero ma ci sarà per sempre.
Dopo quasi tre anni mi lascia di punto in bianco.dopo un po mi dice che lo ha fatto perché non mi ama più. Ormai sono passati tre mesi è ancora ci sto male. All’interno sento come un piccolo palloncino , pronto ad esplodere (la mia tristezza) Ma la nascondo perché non ho fatto nulla per meritarmi quello che è successo. Il problema quindi sta alla base. Che senso ha amare se potrebbe smarrire ?come ho letto nei commenti di prima non si ama più per abitudine per un abbraccio non dato o altro. Quello che ho provato io fino alla fine era amore. E anche se ho subito tanto le emozioni non cambiano. Il problema sta all’egoismo della gente. Il volere sempre di più.
non è una cosa che avviene all’improvviso, ma piano piano, giorno dopo giorno, solo che spesso si confondo i segnali, o più semplicemente si preferisce fingere di non vedere.
Io sono stata lasciata, dopo sei anni, lui mi ha detto di nn mi amarmi più. A me naturalmente l’ha detto all’ improvviso quando già ne era sicuro e metabolizzato il tutto ma lui ci ha riflettuto a fondo. Il suo motivo è perché siamo gli apposti, troppo diversi, vivendo lontani e svolgendo vite diverse ha portato lui a mutare il suo sentimento. Ma perché a me nn è successa la stessa cosa? Perché nonostante sia finita il mio sentimento nn cambia? Io credo che finisce perché si pone al primo posto non l’amore quello puro come ti fa sentire quella persona ma se soddisfa i tuoi bisogni e quando cio non succede più ti senti insoddisfatto e non stai più bene. Ma questo non è amore.
Mk,
per me è quasi impossibile definire quello che è o che non è amore. solo chi prova un sentimento può dargli un colore, e nemmeno sempre…
sei anni sono tanti, per essere serviti soltanto a soddisfare dei bisogni. inoltre, sarebbe utile capire quali potrebbero essere stati questi bisogni, che prima erano saziati e ora richiedono altro… e altri.
accade sempre più spesso di essere lasciati intorno ai 5-7 anni di relazione. c’è da chiedersi perché questo succede ora mentre non succedeva quasi per niente in passato.
forse, quando il divorzio non era possibile, sia per convenzioni sociali, sia perché l’unione era poi legalmente definitiva, si rifletteva parecchio prima di decidersi al sì, e magari si correva la cavallina a sazietà prima d’iniziare un rapporto amoroso “serio”.
ora ci si lascia coinvolgere in trasporti sessuali e/o emotivi senza pensarci su più di tanto, magari pure troppo presto, con il risultato che si cambia o non si era abbastanza maturi per sapere cosa si cerca e chi potrebbe esserci affine. inevitabile che chi ama in modo più profondo saldi il conto per entrambi.
non so se quanto sopra si può adattare al tuo caso. so benissimo, invece, che l’intero ragionamento in questo momento non ti è di alcun aiuto, ma non so dirti di meglio o di più.
spero tu sia molto giovane, così da poter dimenticare in fretta ed essere presto disponibile a un nuovo più proficuo incontro.
un abbraccio.
Siamo proprio sicuri che in passato tutto ciò non succedeva, che non si aveva voglia di lasciarsi dopo 5-6 anni di fidanzamento?
In base a che cosa viene detto questo? In base al ricordo dei nostri nonni? E una singola esperienza dovrebbe spiegarci come funzionava il mondo 50 anni e più anni fa?
Bè, sicuramente anche all’epoca si smetteva di amare, solo che adesso i tempi sono un po’ cambiati:
1) la donna lavora…ergo può permettersi di vivere indipendentemente dall’uomo;
2) c’è molta più libertà e occasioni di incontri rispetto al passato: si esce quasi tutti i giorni, in contesti vissuti costantemente da uomini e donne allo stesso tempo…ergo ci sono molte ma molte più occasioni di conoscere sempre qualcuno
3) internet: una donna che si iscrive in qualsiasi “social network” (Facebook, Badoo, e quant’altro) è costantemente bombardata da messaggi di uomini…ergo, basta un periodo di insoddisfazione con l’attuale partner, che trovarsi un nuovo compagno è davvero una bazzecola.
P.S. una volta pure esistevano le insoddisfazioni…ma (non per fare il maschilista eh), se una donna si fosse permessa di lasciare il proprio uomo per un altro:
1) veniva considerata “prostituta” dal contesto sociale;
2) rischiava di morire di fame.
Per il resto, traete voi le vostre conclusioni.
Non si smette di amare da un giorno all’altro: da un giorno all’altro si capisce che si è smesso di amare già da tempo prima. In questo caso sono io il diavolo, e lui l’angelo. Lui è davvero il ragazzo che tutte vorrebbero: gentile, premuroso, attento, caloroso, sensibile, affettuoso. Io invece mi rendo conto di essere una serpe, ingrata e sempre scontenta… sapete qual è il più grande sbaglio che ho fatto con lui? Non essere chiara nell’esprimergli quello che non mi piaceva di lui: di lui non mi piaceva l’essere pantofolaio, non siamo mai andati da nessuna parte se non per mia proposta; il suo essere fin troppo attaccato a me, il volermi sentire ogni minuto per sapere ogni mio passo, ogni mio spostamento, ogni minimo particolare; il suo volermi sentire tutte le sere su skype, il suo volere la mia buonanotte a voce tutte le sacrosante notti. Addirittura se io dovevo stare sveglia fino a tardi per studiare, o per qualsiasi altro motivo, lui mi diceva che non andava a dormire finchè non ci andavo io, non capiva che mi metteva solo fretta ed ansia. Tante volte non è uscito con i suoi amici perchè gli dispiaceva che io rimanessi a casa, non capiva che questo suo atteggiamento non mi faceva piacere, anzi…Io gli lanciavo qualche frecciatina, ma a quanto pare non ero abbastanza incisiva. Quindi continuavo a ripetermi che, a parte questi suoi comportamenti asfissianti, lui era un ragazzo meraviglioso e non dovevo lasciarmelo scappare. E’ che giorno dopo giorno, ho cominciato a stancarmi, fino a non farcela più. Dopo tre anni ho voluto lasciarlo. Io ero tutta la sua vita, e lui è caduto in una depressione profonda. Sono una cattiva persona. Ma per porre rimedio al mio comportamento stupido che ho avuto per ben tre anni, l’unica soluzione era lasciarlo, per non fargli più del male in futuro. Tante volte ho pensato che sarebbe stato meglio che non fossi mai nata…non avrei combinato tutti questi pasticci. Ragazzi e ragazze, parlate con i vostri fidanzati e fidanzate. Confidatevi. Ditegli tutto quello che provate, nel bene e nel male. Ditegli quello che non va, cosa vorreste cambiare. Siate sinceri con loro e con voi stessi. Non combinate i macelli che ho fatto io.
“Lui è davvero il ragazzo che tutte vorrebbero: gentile, premuroso, attento, caloroso, sensibile, affettuoso”
Ma cosa dici Erika, questo nelle favole, nella realtà è il contrario. E tu lo dimostri.
Ragazze please, non prendetevi in giro.
Ci conosciamo da poco.
Ma io so di amarlo.
Sono gelosa di lui,a ogni notifica che mi arriva spero sia la sua.
All’inizio lasciavo iniziare a lui la chat.
E lui puntualmente mi scriveva.
Ma ora sono sempre io a cercarlo.
LO AMO.
LO AMO.
Sto male,sto bene,sto una merda e poi una favola.
È tutto per me.
Ti prego C. resta sempre.
Non sparire dietro a quei cuori mandati su wathsapp.
Ti prego.
Ti amo.
Non riesco a dire altro.
Solo,ti amo.
Ma tu non lo puoi sapere.
Rovinerei tutto.
CI HO LITIGATO CON LO STRONZO DI CUPIDO.
SI STA VE DICANDO.
Ma io vincerò mi spiace.
LUI È TUTTO,LUI È MIO.
Solo,vorrei essere un po sua…
Vi conoscete da poco ma è già amore “hè”? Ammazza! Quanti anni hai 15, 16? È normale. Tra un pò ti passa, è come l’influenza, non si è mai vaccinati per sempre. Ogni volta il ceppo virale è differente. E chi te lo dice è un medico di LaD.
Golem, hai proprio ragione. a nessuna età si può essere immuni dal “virus dell’ ammore”. ce lo confermano i tanti commenti che possiamo leggere in questo sito da parte di utenti di ogni fascia anagrafica, così come anche l’ ultima triste vicenda di cronaca riguardante la povera Gloria Rosboch. è chiaro che lì si è trattato di un palese caso di una madornale e incosciente illusione da parte di questa donna, oltre che di un suo comportamento deliberatamente infantile. Una donna psicologicamente matura non si va a impelagare con un giovincello – per quanto “figo” – e che oltretutto ha delle palesi devianze.
Giusto Maria Grazia, quello della Rosboch è un caso esemplare, oltre che limite, dell’illusione di cui abbiamo trattato per mesi. Ci sono tutti gli elementi portati all’eccesso. Lui giovane “figo” e manipolatore, lei più vecchia, bruttina e senza esperienza eppure non stupida sembrerebbe, ma comunque lasciatasi irretire dalle “sirene” di omerica memoria, come allegoria degli istinti irresistibili. E in fondo anche la sua morte atroce è un’allegoria tragica del malinteso sentimento di amore di cui abbiamo tanto parlato.
Golem, credo che Gloria fosse una donna dotata di una vasta cultura accademica e di una certa intelligenza. ma era completamente carente in quanto a esperienze di vita ed evoluzione personale. Complice forse una famiglia eccessivamente soffocante, non aveva mai sviluppato il senso “dell’ io”, una personalità strutturata e indipendente, e questo l’ ha poi portata a cadere totalmente nella rete di un abile e giovane manipolatore senza remore, con i tragici epiloghi che abbiamo visto. Ma del resto, anche in storie meno estreme e molto più comuni di questa, vedo sempre – come figure femminili – donne “non cresciute” emotivamente, vittime della loro stessa ostinazione nell’ inseguire sogni romantici senza basi. Abbiamo avuto un’ ampia dimostrazione di questa tipologia di donne anche sulle pagine di questo forum, e ormai mi sono convinta che – almeno in questo campo – le donne che riescono davvero a rimanere lucide o a prendere coscienza dei meccanismi che le muove, sono una rarità. Come abbiamo potuto vedere anche in questo sito, le donne intervengono in maniera infuocata per difendere i loro “amori” immaginari e non, per esempio, per neutralizzare attacchi di tipo maschilista verso il genere femminile. io spero invece che saranno sempre più numerose quelle che riusciranno a liberarsi del fardello di una certa cultura che ci vuole ancora troppo stupidamente sognanti, troppo sprovvedute ma sopratutto TROPPO PRIGIONIERE ( della famiglia, delle convenzioni, ecc.. ).
Assolutamente d’accordo MG, e qiesti questi retaggi di cui parli, oltre a limitare la “visuale” generale della realtà, al punto di “modificarla” per farla calzare ai propri obiettivi, impedisce qualunque maturazione in ambito personale praticamente per sempre. Infatti quella povera donna non potrà far tesoro di quell’esperienza. È come se la vita le avesse dato la sentenza di “inadatta”. Il “Piccolo Mondo Antico” della Rosboch è finito almeno 60 anni fa, mantenuto in vita qua e là solo all’interno di piccoli nuclei familiari e di ancora più piccole comunità “autosufficienti” che gravitano intorno a figure genitoriali che spesso condizionano con “amore” il futuro dei figli, e per questo capaci di “isolare” questi ultimi attraverso “indicatori” morali ormai anacronistici, rendendo completamente avulso dal contesto culturale generale in rapida evoluzione il soggetto a cui è rivolto l’esempio educativo. Come nel cibo, l’eccesso o la carenza di “nutrienti” creano scompensi di natura differente, ma pur scompensi. Paradossalmente, i casi di “eccesso di amore” possono essere più pericolosi del contrario, non fosse altro perché il “fruitore” non penserebbe mai che senza volerlo gli stanno scavando una fossa, invece di aiutarlo ad affrontare il mondo quando quei “riferimenti” saranno venuti a mancare.
Quella poveracrista era come una creatura di otto anni dal punto di vista emotivo pur possedendo intelligenza e cultura accademica, perché solo una bambina può dare 170 mila euro a un soggetto del genere essendone stata evidentemente plagiata per mancanza di “esperienza” di vita vera.
Purtroppo fuori da ogni moralismo è un tragico esempio di “selezione innaturale”. Innaturale per come si è manifestata perchè siamo nell’ambito umano. Innaturale in ragione del gesto di quel bastardo che ha sfruttato quella che si è rivelata in fondo una “debolezza” emotiva della vittima. Come succede in ambito animale, nè più nè meno, dove il più debole soccombe al più forte, con la differenza sostanziale che gli animali non hanno “morale” ovviamente quindi fanno quello che vuole la loro natura.
Insomma, non basta essere “buoni e leali” nella vita, ma anche imparare a capire quando vale la pena esserlo. In questo senso nel nostro piccolo, io e mia moglie stiamo facendo sì che nostra figlia “assaggi” il mondo pur sapendo che potrà contare su di noi in ogni momento, ma a vent’anni, avendo la fortuna di poterlo fare, le abbiamo comprato una casa e “invitata” a cominciare a pensare a se stessa, e se i primi mesi era perplessa, quasi la volessimo “cacciare”, oggi sa a cosa miravamo e ci ringrazFirenze,fatti la aspettiamo per pranzo proveniente da Firenze dove ha incontrato degli amici già da giovedì)
Bonne dimanche toseta.
Golem, mi convinco sempre più di una cosa: che c’è molta più LOGICA, più comprensione, più benevolenza e più AMORE nel mondo animale che non in quello umano. che la vera BESTIALITA’ regna tra i nostri simili, non altrove. Noi esseri umani facciamo un errore madornale, sia con i nostri partner che con i nostri figli: confondiamo l’ AMORE con il controllo e il possesso. Gli animali hanno invece capito già da tempo che sono due cose ben distinte e separate, e che l’ accudimento della prole deve limitarsi a un periodo breve e ben definito nella vita dei propri pargoli. Per quanto riguarda tua figlia, credo che non sarà difficile per lei costruirsi una SALDA personalità e diventare presto una donna soddisfatta e realizzata sotto ogni aspetto, forte della sua consapevolezza. succede sempre così, quando hai dei genitori che ti aiutano a VOLARE, invece di cercare di COSTRINGERTI A RESTARE NEL RECINTO. il quale, come sappiamo, è presenziato da polli e galline, e anche da tanti CORVACCI PREDATORI. oltre che essere circondato da reti metalliche difficili da oltrepassare..
Il problema dell’uomo è proprio quello che lo distingue dal mondo animale e che lo ha reso quello che è, mma che ha portato con sè l’angoscia della “decisione”, che gli animali non hanno se non per la ricerca del cibo e della sopravvivenza in generale. D’altronde questa “angoscia” è riportata sotto forma di metafora sia nella mitologia con Prometeo, che nella Bibbia con la “mela” che Eva offre ad Adamo. Il bisogno di “conoscenza” tipica dell’intelligenza umana paga il prezzo di quell’angoscia che è il lato B della coscienza.
Le aberrazioni che abbiamo descritto relativamente ai traumi che nascono nelle famiglie, sono frutto proprio di quella condizione connessa al libero arbitrio che ci caratterizza, e che spessissimo ci conduce a scelte che in realtà non sono nostre, ma che indirizzano le nostre vite sui binari paralleli della realtà e della fantasia, con risultati sempre imprevedibili.
Per quanto riguarda i figli, certe “carenze” genitoriali diventano comunque un imprinting che ne condizionerà il resto della vita, giacché i comportamenti che di questi ultimi osservano sono l’unico riferimento che hanno per costruire il proprio sè.
Gli animali non hanno questo problema, sanno bene quello che devono fare, sempre, perché non hanno la coscienza di “essere”.
Genitori distratti o eccessivamente protettivi mancano di quel sé di cui parlavo forse derivante da quando erano figli, chissà, ma non usano più l’istinto come gli animali, non lo sanno più distinguere, esattamente come succede col sesso scambiato per amore, e a causa di quelle “mancanze” di lettura delle situazioni, riversano sul figlio l’incapacità di relazionarsi col mondo nel quale questo prima o poi dovrà vivere, e del quale a sua volta avrà un’immagine distorta.
Disamore o eccesso d’amore sono entrambi due forme di egoismo da immaturità, che impedisce di comprendere il proprio ruolo all’interno di una situazione, cosa che come puoi immaginare riguarda sia il rapporto genitore figlio come quelli tra partner sentimentali. Ossevarvali nelle dimensioni che spesso possiamo leggere qui e vedrai quanti punti in comune hanno.
E ancora presto per dire cosa succederà a mia figlia nella vita, ma so che stiamo facendo la cosa giusta per lei, e, più importante di tutto, è che lei ne è cosciente.
Ciao MG
come sempre Golem sai dare un’ elaborazione sorprendente, nella sua completezza, dei concetti introdotti nelle nostre discussioni. tutte le inutili sofferenze che abbiamo vissuto per via di amori sbagliati e passioni mal riposte, nascono appunto da quella lettura errata che abbiamo dato di certe situazioni. una carenza che, come dici bene, deriva dalle situazioni familiari “sballate” che noi persone che abbiamo “amato troppo” avevamo vissuto nell’ infanzia e nell’ adolescenza. l’ immaturità e l’ egoismo che inevitabilmente ereditiamo da genitori assenti o iperprotettivi, sono quegli stessi atteggiamenti che poi, quando ci si ostina su una passione infelice, riversiamo sull’ altra persona. gli animali, a differenza di noi, non sono perseguitati dall’ idea maniacale di dover dare a certi istinti un’ aurea di romanticismo perchè li si possa accettare meglio. vivono i loro impulsi PER CIO’ CHE SONO. noi non siamo in grado di farlo, appunto perchè a differenza degli animali siamo dotati di una “coscienza morale”, altrimenti – nel vivere certe situazioni – eviteremmo di farcene coinvolgere emotivamente.
“questa “angoscia” è riportata sotto forma di metafora sia nella mitologia con Prometeo, che nella Bibbia con la “mela” che Eva offre ad Adamo. Il bisogno di “conoscenza” tipica dell’intelligenza umana paga il prezzo di quell’angoscia che è il lato B della coscienza.”
il prezzo da pagare per la libertà e la conoscenza E’ SEMPRE la perdita dell’ innocenza. in ogni epoca. e questo, inevitabilmente, porta con sè il tipico “tormento” di chi ha visto il lato più bello e anche il lato più oscuro delle cose.
A presto.
È così MG, per questo ho citato mille volte “Fuga dalla Libertà” di Fromm, saggio che per me adolescente è stato un maestro di vita. La fuga dalla propria libertà è il tentativo di sfuggire all’angoscia della “scelta”, dal dubbio e dall’incertezza. Rifugiarsi nelle “sicurezze” che ci vengono “offerte”: le religioni, i credo politici, l’amore che ti arriva dal cielo persino un certo tifo sportivo e quant’altro sono opzioni consolatorie e rassicuranti che molti abbracciano quando l’angoscia del futuro ci strazia. È una opzione che Prometeo non scelse per seguire l’anelito della vera libertà che il libero arbitrio umano ci consente. Lo fece sfidando l’ira degli dei, rubandone il “fuoco” della “conoscenza” ed avvicinandosi a loro, ma pagandone in prezzo che sappiamo: con il fegato divorato continuamente dalla forza della Natura. Il fegato, che per gli antichi era la fonte della vita, e non il cuore come si pensa normalmente. Come dire che più sarai cosciente della verità più la tua vita sarà dilaniata dall’angoscia che questa conoscenza ti darà.
E così stanno le cose. Chi non ce la fa ad affrontare la continua ricerca della conoscenza di se stesso, finisce nel mare magnum della grande “fuga” di cui ho accennato all’inizio e si “anestetizza” come meglio è possibile.
Ho un cugino, (anzi, avevo) di grande intelligenza e sensibilità, un fratello gemello omozigota dal punto di vista mentale. Circa 25 anni fa dopo qualche vicissitudine professionale dovuta al suo “eccesso” di fiducia nel prossimo, aderì ai Testimoni di Geova e da lì non è più uscito. È realmente “fuggito” alla vita, convincendosi che siamo nati dal “fango” di botto, che l’evoluzionismo darwiniano è una bufala, e che solo in 144 mila assurgeranno al regno di Jeova e altre “credenze” del genere.
Laureato in Fisica, con stage al Max Planck in Germania, non un fesso qualunque insomma, ma…incapace di affrontare l’apparente “non sense” della vita, ci vuole vedere per forza uno scopo trascendentale, che darebbe senso, secondo lui, a questo “passaggio” terrestre.
Coi Testimoni si trova come un pesce nell’acqua, gli sgancia non so quanto del suo ottimo reddito, ma per andare a Shanghai per il matrimonio della figlia ha fatto la questua tra i parenti che non sentiva da anni, me compreso. Non ci sentiamo da anni quindi, ma se lo facessimo, per dirci cosa? Nulla, viviamo su due pianeti diversi.
Vive per diventare uno dei 144 mila illusi, e intanto una bella testa è “fuggita” per sempre. È questa la vera fuga dei cervelli. Quella da sè stessi.
Bye.
Golem, pensa… ho anch’ io una zia ( acquisita, perchè coniugata a un fratello di mio padre ) che a un certo punto decise di aderire al credo dei Testimoni di Geova. Anche lei, una “bella testa” ( cosa rara, tra la mia parentela ), una persona deliziosa sotto il profilo del carattere e anche con un’ intelligenza sveglia. ma si fece risucchiare in questa spirale, forse per non pensare più alle continue e tremende disillusioni che le propinava la vita. e così, nella convinzione che poi un bel giorno sarebbe arrivata per lei e per tutti noi la salvezza eterna, rinunciò a darsi da fare attivamente per conquistare un’ esistenza soddisfacente in ogni ambito. La stessa cosa che del resto fece mia madre affidando completamente il suo destino a un’ altra persona ( mio padre ) piuttosto che interessarsene in maniera diretta assumendosi in prima persona la responsabilità del suo futuro. La prima scelse un ipotetico “Dio”, la seconda un riferimento umano. ma in entrambi i casi, si tratta di delegare ad altro/i ciò di cui invece siamo tenuti a interessarci in maniera diretta e risolutiva. Una “fuga dalla realtà”, appunto, per non riconoscere i punti dolenti e le carenze su cui OCCORRE lavorare, anche a costo di fatiche, lotte e sacrifici. in un quadro di questo tipo, la figura della donna o della persona che si rifugia in un amore immaginario, è emblematico al fine di capire certe dinamiche. cullarsi in una piacevole illusione ( Il “Dio” o il marito che ti risolvono tutti i problemi, o il sogno d’ amore che ti salverà dai mostri brutti e cattivi che stanno là fuori ) per certe persone è probabilmente l’ unico modo per non soccombere del tutto sotto il peso di quella che altrimenti sarebbe un’ insopportabile e stridente presa di coscienza.
Non sono dissimili dai casi fin qui citati, coloro che assurgono una spiegazione moralistica o psichiatrica per certe scelte di vita e certi comportamenti che loro ritengono “non consoni” e non giusti per le convenzioni in auge. individuare il “peccatore da punire” in una persona che non si riesce a comprendere, è indubbiamente meno gravoso ( e forse anche più dilettevole ) che non cercare di mettersi nei suoi panni e di conoscerla passo dopo passo.
Indubbiamente non è facile accettare l’ idea che si è sempre vissuti secondo convinzioni errate o che ci si è dedicati a persone non meritevoli del nostro amore. a nessuno piace sentirsi un ridicolo bacchettone, un illuso o un fesso…
…ma rimane il fatto che diventare adulti nel vero senso della parola, vuol dire uscire da questa zona di confort fatta di false certezze, di illusioni, di comodi adattamenti, di ideologie e di dogmi. Vuol dire saper riconoscere il nostro modo di essere per ciò che è, riuscire a vedere i nostri limiti ( ma anche le REALI possibilità che abbiamo intorno a noi ) e rimetterci in discussione se necessario. io l’ ho fatto, più volte nella vita, e non me ne sono mai pentita ma semmai, DOPO, sono sempre stata meglio che in precedenza. Sorprendentemente, a volte si riesce a “risvegliarsi” dal mondo chiuso e ottenebrato in cui si è sempre vissuti, proprio in seguito a una grave perdita, un vero problema o un trauma. in tutti gli altri casi, temo che ci dovremo rassegnare ad avere a che fare con persone che hanno semplicemente spento l’ “interruttore della coscienza”.
e comunque non si può fuggire da se stessi per sempre. prima o poi sia la vita che il nostro VERO IO ce ne chiederanno il conto. meglio “guardarsi allo specchio” e rimediare MOLTO PRIMA che il nostro volto ( ma sopratutto il nostro animo ) saranno completamente abbruttiti e colmi di pieghe.
“più sarai cosciente della verità più la tua vita sarà dilaniata dall’angoscia che questa conoscenza ti darà.”
confesso che a volte sono letteralmente spaventata da tutta l’ incredibile bellezza che ci può essere nella vita, e dal grande senso di “rinascita” che ti dà la conoscenza. spaventata perchè percepisco l’ enorme precarietà e transitorietà dell’ esistenza umana di fronte a questo miracolo prodigioso ed incredibile, di cui sento di dover sapere e comprendere ancora troppe cose prima di lasciare questo viaggio. è per questo, E SOLO PER QUESTO, che vorrei mi fosse concesso un tempo infinito. ma non è possibile, e non mi resta che far tesoro nel migliore dei modi di quello che che mi resta. poco o tanto che sia.
– a volte sono letteralmente spaventata da tutta l’ incredibile bellezza che ci può essere nella vita, e dal grande senso di “rinascita” che ti dà la conoscenza. spaventata perchè percepisco l’ enorme precarietà e transitorietà dell’ esistenza umana di fronte a questo miracolo prodigioso ed incredibile, di cui sento di dover sapere e comprendere ancora troppe cose prima di lasciare questo viaggio. è per questo, E SOLO PER QUESTO, che vorrei mi fosse concesso un tempo infinito –
Maria Grazia, meriteresti la vita eterna già solo per aver scritto queste parole!
Ciao.
Ci penso tutti i giorni anch’io a quanto sia bella la vita MG. Stamattina guardavo le nuove foglie del glicine che ho in cortile e lo pensavo. Ma penso che sia proprio la precarietà che dà valore a certi momenti che se fossero “perenni” perderebbero il senso che gli dà la “finitezza” della vita.
In questo senso mi aiuta molto la figura di mio nonno materno dal quale credo di aver ereditato la verve artistica quanto da quello paterno la ferocia. Tanto per sottolineare la “dualità” che spesso caratterizza le nostre personalità.
Dal nonno materno ho imparato la capacità di godere dei momenti e di perseguire uno scopo con determinazione accettandone i risultati, ma di saper riconoscere quando si è fatto quelli che si doveva.
Forse l’ho già raccontato, ma un episodio che mi ha segnato è stato quando lui, ricoverato in ospedale per un enfisema polmonare che lo ha ucciso, rimproverato bonariamente dal figlio che più gli somigliava, di non essersi curato come avrebbe potuto, gli rispose : Domenico, ho vissuto la mia vita con soddisfazione, sono sopravvissuto a una guerra, ho “fatto” assieme a tua madre una famiglia dove tutti si amano, ho quasi 80 anni, sono sazio”.
SONO SAZIO. Cosa non c’è dietro queste due parole, un uomo che è arrivato sereno ad accettare la fine della vita consapevole di averla vissuta come “doveva”. Solo così si accetta la morte, quando si SA di averla “vissuta” da…”NOI”.
Noi potremo fare di tutto, seguire le mode, rifarci alle tendenze, immaginare di essere qualunque cosa, ma non sfuggiremo mai al giudizio che ci proverrà da noi stessi che ci dice se stiamo viventi o sopravvivendo, sino al giudizio finale espresso negli stessi termini.
Qui percepisco quanta gente ci sia che si sta ponendo questa domanda cercando una conferma positiva ad altra gente nelle stesse condizioni.
Ecco, quell’esperienza trasmessami da mio nonno quand’ero giovanissimo, mi accompagna tutti i giorni, e tutti i giorni ascolto quel giudice che ho dentro di me per ascoltarne la sentenza sull’argomento vita. È stata la vera eredità di un nonno che non ha potuto lasciare altro che quegli esempi, ma è grazie a questi se oggi mi ritengo “ricco”.
Ciao putea.
Anch’ io Golem ho pensato spesso a quanto sia sorprendente che le lezioni e i ricordi che rimangono in maniera profonda e indelebile dentro di noi, sono di solito legati a episodi che durano lo spazio di un momento…sguardi, parole, sorrisi, voci, atmosfere, suoni in lontananza.. ATTIMI, che però ci accompagneranno per sempre come un amorevole angelo custode.
Anche dentro di me hanno sempre convissuto tendenze contrastanti: una certa durezza e un certo cinismo ( probabilmente ereditati dai parenti di mio padre ), che forse sono indispensabili per poter campare in questo mondo. e al tempo stesso un’ incorreggibile “romanticismo” e un’ “insostenibile leggerezza dell’ essere” ( sicuramente appresi geneticamente da mia madre ) che mi hanno – parallelamente – permesso di non soccombere del tutto sotto quel terribile, soffocante e letale senso del dovere che ha invece ucciso il mio povero padre.
Sognatrice, smemorata e comunista nel DNA, pigrona e mangiona. questa è mamma.
Meticoloso, intransigente, irremovibile, fanatico dell’ attività fisica e filo-fascista. questo era papà.
quando era un uomo giovane, in salute, vitale e forte aveva sempre indotto in me un certo “timore”, per via dei suoi metodi e delle sue idee rigide e immutabili, ma al tempo stesso anche una certa ammirazione. mi sentivo perennemente inadeguata confronto a lui, e tutto sommato capivo che in fondo ai suoi occhi era naturale che fosse così. Lui considerava TUTTI inadeguati, non “all’ altezza”, delle pappemolli. credo fosse anche per via dell’ infanzia tremenda che aveva sopportato, tra sacrifici, lavoro minorile e privazioni. fisicamente ed emotivamente aveva sopportato di tutto, e si aspettava il massimo da chi gli stava vicino. ma poi poco prima che morisse, quell’ uomo diventato così inerme, così minuscolo in quel letto di ospedale, così INDIFESO davanti alla morte che sopraggiungeva, mi ha fatto compassione. e mi ha fatto comprendere quanto sia prezioso ogni singolo attimo che viviamo accanto alle persone che ci sono care. prezioso proprio perchè, come dici tu, ha un tempo limitato. e ho giurato a me stessa che da quel momento non avrei più permesso alle mie ansie e alle mie paure di vincere su di me. stavolta avrei vinto io. anche in omaggio a quell’ uomo che davanti a me, in quel momento, cercava ansimatamente il calore della mia mano come un bambino impaurito.
Credo che la cosa che più mi dispiacerà lasciare di questo mondo, sono proprio quei glicini e quelle foglie cui hai accennato all’ inizio. il cinguettìo dei passerotti che mi svegliano al mattino, la passeggiata nel viale del bosco, sapere che – in qualche modo – c’è ancora speranza. il “mondo di Golem” ( un utente che negli ultimi tempi mi ha dato grande forza e grande ispirazione ) me lo sono immaginata proprio così! 🙂
bergo, GRAZIE.
Maria Grazia e Golem, scusate se m’intrometto nel vostro dialogo. ho letto un po’ i vostri commenti e, visto che sarete sicuramente più grandi e più esperti di me che sono una “bambina”, volevo chiedervi:ma davvero per voi i genitori hanno tutta questa colpa? Davvero il menefreghismo o al contrario la troppa oppressione dei genitori è così determinante nel carattere dei figli? Per me non é del tutto vero, perché bisogna analizzare i singoli casi…per me c’è anche una componente strettamente personale, un figlio può nascere già di suo piu incline alla debolezza e all’insicurezza oppure forte e sicuro di se. Poi magari ci sono quelli che per reazione di opposizione diventano tutto il contrario dei genitori. E poi diciamocelo chiaramente, molto spesso i genitori tengono “nel loro recinto” i figli a lungo per cause economiche. Io ho 22 anni ma per adesso non potrei mai vivere da sola perché non ho abbastanza soldi e non voglio di certo chiederli ai miei, sarebbe una finta indipendenza!!!
Per quanto riguarda gli animali, e il loro vivere l’amore in una maniera più sana rispetto a come lo viviamo noi…non lo so…per me gli animali non provano amore come lo intendo io. Gli animali si accoppiano. Anche loro hanno dei sentimenti ovviamente, ma non posso pensare che provano amore vero e proprio. Io sinceramente preferisco “impazzire d’amore” per un uomo, fare follie per amore, piuttosto che dovermi comportare come un animale (ovviamente con i dovuti limiti, non come nei casi di omicidi che avete citato)… l’amore secondo me ha anche una componente di irrazionalità, di follia, a volte ci si annulla un po’ per l’altro…basta che siano pochi momenti e non un rapporto basato solo su quello, altrimenti diventa patologico… scusate se ho scritto male ma scrivo con il cellulare. La mia non é una critica ma un confronto con qualcuno che ne sa più di me 🙂
ciao Erika. benvenuta! secondo me i genitori hanno una loro responsabilità nel momento in cui decidono di interferire con le nostre scelte di vita, il nostro modo di essere e le nostre naturali e legittime inclinazioni. e, almeno per me, è stato così. e comunque un genitore che gioca sul tuo senso di colpa o sul tuo senso del dovere, rinfacciandoti quello che avrebbe sempre fatto per te, sarai d’ accordo anche tu che “non gioca pulito”, perchè ti costringe a una sorta di ricatto psicologico per tenerti legato/a a loro. se fossi stata una persona caratterialmente DEBOLE, avrei fatto tutto quello che volevano impormi i miei genitori invece che ribellarmi, andare via di casa a 23 anni ( senza un soldo ) e seguire la MIA strada. qualunque essa fosse. Non ho fatto scelte dissonanti con il loro sentire e la loro mentalità solo per “ribellione”. Ho semplicemente fatto due cose: quello che MI ANDAVA di fare, e quello che HO DOVUTO fare pur di poter mantenere una mia autonomia, una mia serenità e un mio “equilibrio” ( cose che non mi sarebbero state possibili condividendo il tetto con i miei ). Ero intenzionata a proseguire ciò che avevo iniziato: liberarmi della morsa di persone che – seppur avevano le migliori intenzioni – erano però deleterie per la mia evoluzione personale perchè incapaci di comprendere le mie esigenze e il mio mondo interiore. tutto qui. sono sicura che i miei genitori fossero in buona fede e non ce l’ ho con loro, per quanto le loro ostinazioni mi hanno sempre creato enormi problemi. ma sta di fatto che non permetterò più a nessuno di avere la pretesa di sapere CHI SONO o COSA E’ MEGLIO PER ME basandosi unicamente sulle sue personali convinzioni.
Ancora oggi non potrei vivere con mia madre, se non per periodi limitati e ben definiti. siamo troppo diverse, lei non capirà mai la mia propensione a VIVERE senza avere paura di niente e mantenendo l’ allegria anche nei momenti più difficili, e io non capirò mai la sua necessità – del tutto soggettiva – di tendere al più cupo pessimismo, di vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto e di crearsi da sola palcoscenici immaginari abitati da mostri oscuri che la perseguitano.
per quanto riguarda gli animali, ho detto che non hanno la cattiveria e la malvagità che hanno gli esseri umani e che agiscono per puro istinto di sopravvivenza. Non ho detto che dobbiamo fare come loro. però certamente in molte cose dovremmo prenderli come esempio, visto come sta andando l’ “umanità”!
“l’amore secondo me ha anche una componente di irrazionalità, di follia, a volte ci si annulla un po’ per l’altro…”
Erika, io credo che quando ci si ama VERAMENTE non si arriva mai AD ANNULLARSI, ma semmai ci SI ARRICCHISCE, anche e sopratutto accanto all’ altro! quello di cui parli è l’ attrazione, NON l’ AMORE. ma d’ altra parte, e sopratutto alla tua età, è giusto viversi anche quella!
un grande saluto.
P.S. non è detto che ne so più di te! 🙂
Cara Erika, hai poco meno dell’età di mia,figlia che ne ha 23. Le tue sono giuste riflessioni. Un figlio può nascere certamente con caratteristiche “particolari”, nel bene e nel male, ed è proprio il cocktail che nasce dall’interazione di quelle caratteristiche con le esperienze vissute in famiglia che ne segneranno il destino. I ragazzi nascono pronti per “apprendere” oltre che bisognosi di protezione e conferme, non avendo evidentemente altre esperienze per sapere come “muoversi”. È dagli esempi che vivranno in famiglia che potranno cominciare ad avere i primi riferimenti del loro valore come persona. Se mi vuoi dire che due figli degli stessi genitori sottoposti agli stessi esempi e attenzioni -o disattenzioni- maturano una visuale diversa di sè e della vita,ti rispondo di si, per via di quel temperamento di base col quale vengono al mondo. L’esempio più clamoroso viene dalla tua omonima di Acqui Terme che molti anni fa uccise madre e fratellino, e se ci fosse stato, anche il padre. Perche? Perché è nata comunque assassina, come c’è chi nasce col talento per la poesia o per fare le barchette di carta. In tutte le relazioni umane, e non solo, ci sarà sempre un’aleatorietà rispetto a quanto ci si aspetta da queste.
Per quanto riguarda l’indipendenza di cui fai cenno, certo che oggi in particolare, la situazione economica (specie quella italiana) costringe molti ragazzi a parcheggiarsi in casa dei genitori, a volte ben oltre i trent’anni. Ma non è solo quello l’unico aspetto di quel fenomeno, ma anche una mancanza di “visione” del futuro in generale da parte delle nuove generazioni, le cui cause sono più complesse che non il solo aspetto economico.
Quanto all’amore “al tempo delle mele”, capisco quelli che vuoi dire perché ho avuto anch’io vent’anni, e so (ora) da cosa “nascono” certi sentimenti. Non voglio paragonare il desiderio sessuale umano a quello degli animali, per la evidente differenza della strutturazione della mente umana rispetto a quella animale, ma lo scopo è lo stesso. Solo che noi umani siamo capaci di farci una “poesia” da un innamoramento che in un cane si risolve in un accoppiamento. È l’intelligenza, la capacità di immaginare che trasforma quel “bisogno” in un “sogno”, capacità che gli animali non hanno, giacché vivono solo il presente. Ma come ho detto mille volte, non abbiamo nessun merito ad innamorarci, è la Natura che ci “obbliga”, con l’aggiunta che un istinto come quello sessuale che in Fido si risolve come sai, nell’uomo passa attraverso quell’ “umanità” che ci ha,resi quelli che siamo. Avremo merito se e quando trasformeremo quella “follia” meravigliosa, ma passeggera, in un sentimento vero, nostro, voluto e perseguito insieme al nostro “amore”, per il quale dovremo essere la stessa cosa se si vuole realizzarlo. Cosa che credo capirai col tempo e l’esperienza.
Quello è l’amore, il resto si vorrebbe che lo fosse ma non lo è, sono solo istinti. Magari “ben vestiti” educati e dolci, ma l’amore è ancora da venire.
Grazie per le risposte!!
Golem, se davvero l’amore in realtà è SOLO un istinto, un “obbligo della natura” per la procreazione e la sopravvivenza della specie…bhe, spero di rimanere nella mia “ingenuità da ventenne” ancora per un po’, perchè quella che lei descrive è una realtà abbastanza cruda e per adesso non la voglio prendere in considerazione. Per adesso mi piace pensare che sì, noi ovviamente siamo spinti da istinti animali, perchè anche noi siamo animali, ma io separo l’istinto dall’amore. Io penso che ciò che ci differenzia dagli animali è che noi possiamo decidere con chi fare l’amore, con chi procreare. Io scelgo quella persona perchè la amo per svariati motivi: per il carattere, per la personalità, perchè la trovo attraente. La amo e quindi voglio prendermi cura di lei, crescere con lei, scoprire cose nuove con lei, affrontare il mondo con lei. La amo e voglio dei figli che hanno i miei occhi e i suoi capelli assieme, le mie labbra e il suo sorriso in un unico essere. Sì, fare dei figli è un istinto, ma perchè dobbiamo per forza vedere questo lato e non possiamo concentrarci invece su quello che ci differenzia dagli animali? Gli animali non provano questo tipo di sentimenti. Gli animali si possono accoppiare con un esemplare che è sempre diverso ogni volta, oppure sempre con lo stesso che non se ne accorgerebbero e non gliene fregherebbe neanche niente!!! Per loro è uguale.. per me invece non è uguale… Ci sono un sacco di altri fattori che contornano l’istinto e ci rendono umani. Questo ha anche i suoi lati negativi, perchè come dice Maria Grazie noi umani possiamo anche diventare crudeli e cattivi, gli animali no. Ma c’è sempre il rovescio della medaglia, come in ogni cosa.
Erika: “Io scelgo quella persona perchè la amo per svariati motivi: per il carattere, per la personalità, perchè la trovo attraente. La amo e quindi voglio prendermi cura di lei, crescere con lei, scoprire cose nuove con lei, affrontare il mondo con lei…”
Giusto, la penso anch’io così: “scelgo”, ma il termine AMO lo si potrà dire alla fine o durante quel percorso di “costruzione” condiviso. Percorso che è appunto “solo” umano. La corrispondenza col mondo “animale” sta nel fatto che noi confondiamo spesso il “mi piace” istintuale con “lo amo”, per via di quella lunga stratificazione culturale e morale dell’istinto sessuale umano. Come ho detto più volte su queste pagine, l’amore si vede dal risultato di una relazione non dalle “intenzioni” amorose, che spesso sono pilotate solo dalla Natura, e non da noi. Per l’essere umano confondere le “istanze” che ci provengono da “dentro” è la cosa più normale che ci sia. L’animale non ha questo problema perché ha solo l’istinto. L’animale NON MENTE MAI, neanche a stesso, neppure il più feroce: NON PUÒ. L’uomo sì, e spessissimo, anche in buona fede, e anche quando pensa di amare. Spero di essere stato chiaro.
In ogni caso è bellissimo che tu abbia le tue convinzioni da ventenne, è anche logico. Quello che è veramente importante è che non restino le stesse a quaranta a tutti i costi, se la vita, come temo (ma non ti auguro) ti mostrerà che spesso certe convinzioni erano solo illusioni.
Tranqulli, non morirete affatto qualora abbiate riconosciuto l’Eterno in voi, questo sarà solo l’inzio del viaggio.
Purtroppo invece quelli che perdono tutta la vita ad ingrassarsi di vane illusioni muoiono davvero. Una scelta del libero arbitrio.
La prof si è fatta abbindolare da uno che, data l età, poteva essere benissimo suo figlio.
Il tutto penso che sia successo per un mix di ingenuità e voglia di cambiare la propria vita, da parte della prof.
Non so se c era amore da parte di lei, non so cosa passasse nella sua testa quando ha preso quasi 200 mila euro e li ha consegnati a lui .
Questo può saperlo solo lei.
Ma mi chiedo, a prescindere da tutto questo, ma le guardate le persone che frequentate negli occhi e in faccia, santo cielo?
Questo soggetto emana negatività da tutti i pori,ha gli occhi e l espressione malvagia.
Oppure la gente vede solo quello che vuole vedere?????
Rispondo a questa lettera vecchissima perché questo è comunque un tema molto attuale, che salta fuori spesso qui su LaD. E dico che secondo me no, smettere di amare all’improvviso non è possibile. L’unica eccezione è costituita dal verificarsi di fatti molto gravi, quale ad esempio un tradimento, che fanno trasformare immediatamente l’amore in odio (cit. “il contrario di amore non è odio, ma indifferenza”). Ma che il sentimento cessi all’improvviso non è possibile, è sempre una cosa graduale. Anche se il/la partner decide di parlarne in un momento preciso, è sempre una cosa che in realtà aveva maturato col tempo. Per premonirsi bisogna quindi saper riconoscere i segnali di avvertimento che l’altro non ama più, che non sono necessariamente le liti. Sono piccoli segnali spesso inizialmente trascurati, ma importanti. Quali la mancanza di attenzioni e di affetti, il non aver voglia di fare le cose insieme, risposte secche e fredde, una minore voglia di fare sesso, eccetera. E purtroppo, una volta svanito l’amore, è difficile riaccenderlo (in tanti casi addirittura impossibile). Può rimanere l’affetto, certo, ma “stare bene con una persona” e “amare una persona” non è la stessa cosa.
Finisce gradualmente con l’abitudine
e la trascuratezza, se smette di colpo
non era amore.
Finisce con un tipico andamento che in elettronica si dice a “dente di sega”, con massimi e minimi racchiusi in un inviluppo esponenziale decrescente.
Dopo 24 anni di matrimonio si e accorta di non amarmi più,dice che il sentimento una volta andato non torna piu,potrei fare qualsiasi cosa che le cose non cambierebbero,non vedevi suo futuro con me ,sola vuole stare sola,dice di non avere un altro uomo ,io dopo un tumore al pancreas ho lottato per la mia famiglia ,inutilmente sono distrutto e deluso ancora non ci credo
Inutile dire che siamo davanti alle solite “illusioni d’amore”, che si sciolgono come neve al sole di fronte alle vere prove della vita che quell’amore avrebbero dovuto confermarlo. E invece confermano il contrario.
Mi spiace.
Fattene una ragione e pensa ad altro. Altri obiettivi. Altre persone. Altri interessi. È andata in crisi perché stavi male, non è matura. Lasciala alla sua immaturità e anaffettività narcisistica.
Per esperienza personale ti dico di sì. Ho smesso di amarla dal giorno alla notte. La psicologa dice che si chiama Clic e succede che a livello inconscio già non ami me quando questa informazione diventa conscia allora sei fottuta/o come è successo a me.
“Per esperienza personale ti dico di sì. Ho smesso di amarla dal giorno alla notte. La psicologa dice che si chiama Clic e succede che a livello inconscio già non ami me quando questa informazione diventa conscia allora sei fottuta/o come è successo a me.”
Vabbè, al di là delle approssimazioni sintattiche, si capisce abbastanza bene che di colpo ti accorgi che non ami. E questo può succede solo se si è “creduto” di amare. È l’illusione che si è mostrata per quella che era.
Edge,
interessante il tuo contributo, così come quello di Esther.
al di là del “linguaggio dell’amore” che rieccheggia in libri e film, tanto da renderlo paradossalmente unificato, e, ovviamente, della consistenza dell’amore stesso, talvolta, rapporti che reggono grandi sciagure non sono in grado di superare la noia e la carenza d’innovazioni, pur apparendo ottimi all’esterno.
facile, a livello statistico, conteggiare quante rotture amorose e magari anche il sesso che maggiormente le impone (quasi sempre la donna, che ha maggiori possibilità di ulteriori scelte) ma resta impossibile determinare una statistica sulle ragioni dello scacco, su chi ne è maggiormente responsabile, sul tipo di reazione che queste possono indurre in ognuno dei partner e, a maggior ragione, sull’età o sulla maturità emotiva di entrambi gli interessati.
senza contare che spesso solo uno dei due è innamorato o fisicamente attratto, mentre per l’altro è comodo o utile amare o lasciarsi amare…
L amore è una illusione legata a semplici scopi riproduttivi. Quando la gente lo capirà verranno meno aspettative culturali ed importanza che ad esso danno
X le donne :
– Identificare un candidato ideale per figliare (buona genetica)
– Un uomo che possa Garantire sicurezza alla prole nel primo periodo (stabilità economica , quindi Anche forza, leadership , carisma sociale )
– per gli uomini invece una figura che richiami L amore incondizionato materno (imprinting infanzia) , amicizia maschile (stessi interessi) e bellezza estetica (Interesse sessuale/riproduttivo)
Queste inconsce esigenze nella selezione (veicolate oggi anche da sfasate convinzioni impartite dalla cultura di riferimento ) sono a tempo determinato (una volta raggiunto lo scopo naturale , La consuetudine culturale della vita monogamica condivisa fino alla morte in due ovviamente decade, sopratt oggi)
Tutti i bei discorsi su “volersi bene , animo, dolcezza, rispetto, comprensione, altruismo, esperienze condivise”,.. contano zero