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Napoli e Della Porta

La perdita dell’autonomia politica in seguito all’annessione del Regno delle Due Sicilie al regno sabaudo, comportò un doloroso asservimento culturale. Molti filosofi e letterati duosiciliani furono letteralmente cancellati o fortemente ridimensionati rispetto alla loro reale importanza. Ad esempio l’opera di G. Marino il più grande poeta barocco italiano, fu letteralmente ridicolizzata. Tra i filosofi dimenticati ricordiamo Giovanni Battista Della Porta pensatore e scienziato, che orbitava nella cerchia romana del Cardinale del Monte, mecenate dell’artista. Della Porta inventò la camera oscura e costruì un cannocchiale con il quale intratteneva dame e cavalieri, nei salotti mondani dell’aristocrazia napoletana e romana. Nel suo De refratione (cap. 9), aveva dato una dimostrazione scientifica della possibilità di ingrandire le immagini attraverso la combinazione di una serie di lenti concave e convesse. Il De refratione venne pubblicato nel 1593, quindi ben 17 anni prima della pubblicazione del Sidereus Nuncius da parte di Galilei (1610). Ma già nella prima edizione della Magia naturalis del 1589, egli aveva sostenuto la necessità di potenziare la vista per capire la vita, suggerendo l’uso della camera oscura come aiuto nel disegno «Se non sapete dipingere, con questo strumento potete disegnare [il contorno dell’immagine] con una matita. Poi vi restano solo da stendere i colori. Questo risultato si ottiene riflettendo l’immagine verso il basso su un tavolo da disegno coperto da un foglio di carta. Per una persona dotata di talento è un’operazione molto facile». Questa scoperta influenzò notevolmente uno dei più grandi pittori mai esistiti: Michelangelo Merisi detto il Caravaggio.

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