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La politica estera del Marocco in Medio Oriente non cambia

di BarattoM

Secondo un comunicato stampa del gabinetto reale del Marocco, i partiti politici e le forze vitali della nazione erano ben informati prima della decisione di riprendere le relazioni con Israele.

Questa è una chiara risposta del Gabinetto Reale in Marocco, a seguito dell’inopportuna uscita della Segreteria Generale del PJD, che ha recentemente pubblicato un comunicato contenente irresponsabili sconfinamenti e pericolose approssimazioni, sui rapporti tra il Regno del Marocco e lo Stato di Israele, in collegamento con gli ultimi sviluppi nei territori palestinesi occupati.

Secondo i termini del suddetto comunicato, la posizione del Marocco nei confronti della questione palestinese è irreversibile, e costituisce una delle priorità della politica estera del sovrano, che lo pone sullo stesso piano dell’integrità territoriale del Regno, rilevando che il la strumentalizzazione della politica estera del Regno in un’agenda partigiana interna costituisce quindi un precedente pericoloso e inaccettabile.

Si tratta quindi di una riformulazione del PJD da parte del Palazzo Reale, che gli ricorda con fermezza le sue responsabilità dopo le sue recenti dichiarazioni sui rapporti marocchino-israeliani.

Va ricordato che la posizione di principio del Marocco a favore della causa palestinese è costante e inalienabile. È una delle priorità dell’azione estera del Marocco.

Con i suoi tentativi di strumentalizzare soggetti fondamentali della politica estera marocchina, il PJD, di tendenza islamista, ha creato uno sfortunato precedente, che mette in discussione i veri secondi fini dei suoi atteggiamenti.

In effetti, nessun nuovo sviluppo nel dossier palestinese ha avuto luogo per giustificare il rilascio mediatico del PJD.

La dichiarazione del PJD è abbastanza frettolosa e molto evasiva e utilizza gli stessi elementi di linguaggio veicolati dagli avversari del Regno.

L’SG del PJD, infatti, ha pensato di prendere di mira certi interventi del Ministro degli Esteri all’interno degli organi dell’UA, fingendo di dimenticare che la diplomazia marocchina era nel bel mezzo di una battaglia per l’emancipazione e l’emancipazione di questa organizzazione panafricana di algerini e fiduciari sudafricani.

Dobbiamo notare qui il grande contrasto tra questa azione di superiorità commessa dal PJD contro la diplomazia marocchina e l’inspiegabile silenzio di questo partito e dei suoi leader, nonché le loro contraddizioni sui recenti ribaltamenti della Turchia e del PJD turco, che hanno ripreso a pieno regime i loro rapporti con Israele, sapendo che questo partito islamista marocchino è stato firmatario della dichiarazione tripartita del 2020, nella persona dell’allora capo del governo, Saad eddine Othmani, mentre anche l’attuale SG del PJD, Abdelilah Benkirane ha tenuto informato e aveva espresso il suo pieno sostegno.

Va ricordato che il ristabilimento delle relazioni tra Marocco e Israele è stata una decisione dello Stato presa in un contesto specifico per il Marocco, in connessione con il riconoscimento della marocchinicità del Sahara da parte dell’allora presidente americano, Donald Trump e circostanze note a tutti, vale a dire, tra l’altro, la diffusione di comunicati stampa, interviste con la parte palestinese, il sequestro preventivo di partiti politici e forze attive che ne erano stati informati.

Ciò che è deplorevole in questo caso non è che venga fatto un commento politico su un fascicolo di affari esteri, ma un chiaro tentativo di estorsione e ricatto in nome della causa palestinese da parte di questo partito islamista.

La reazione del gabinetto reale ha scelto, questa volta, l’opzione della chiarezza e della responsabilità, contro il gioco dell’ambiguità e la tentazione della strumentalizzazione guidata da agende partigiane o riconquiste politiche, guidate dal PJD, posto in opposizione dal governo marocchino.

Va detto che le relazioni internazionali del Marocco non possono essere ricattate da nessuno e per nessuna considerazione perché è un dominio riservato al sovrano marocchino che privilegia soprattutto gli interessi fondamentali di questo Paese.

Il messaggio del comunicato del Gabinetto Reale, infatti, si rivolge all’intera classe politica del Marocco, che è invitata a rispettare i parametri costituzionali, in particolare in materia di politica estera ed privilegiare l’interesse nazionale su ogni altra consideraz

La posizione del Gabinetto della Casa Reale, non fa che riaffermare la posizione storica del Regno. Una linea che da un lato non ha mai abbandonato la posizione di sostegno alla causa palestinese ma semmai di tutela dei luoghi santi di Al Quads . Il Marocco, non dimentichiamoci ha mediato , in diverse occasioni. Nella dichiarazione congiunta con il Santo Padre, il Sovrano del Marocco ha ribadito la sacralità di Gerusalemme ma non ha mai messo in discussione la necessità di due Stati. Non possiamo rilevare come la situazione in Medio Oriente non è una causa delle popolazioni coinvolte bensì della politica occidentale. Una politica che durante la grande guerra ha usato sia gli arabi sia gli ebrei per interessi che non prescindevano le ragioni delle popolazioni ma logiche coloniali

Marco Baratto

Lettera pubblicata il 13 Marzo 2023. L'autore ha condiviso 5 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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