Voi che pensate del mondo in cui viviamo?
Ormai da tempo ho paura di esprimere la mia opinione sui social perché temo che, nel caso in cui mi discostassi anche solo di un millimetro dal “politicamente corretto”, verrei letteralmente massacrata. Credo che questa sensazione di disagio data dal non sentirsi liberi di esprimere la propria opinione sia più diffusa di quanto si creda. Oggigiorno sono veramente pochissime le persone “coraggiose” che vanno controcorrente, dicendo anche cose che molti non condividerebbero.
Anche a voi succede di sentirvi così limitati? Prima si potevano avere dibattiti stimolanti senza aver timore degli “attacchi”, adesso, invece, devi stare attento ad ogni affermazione perché potrebbe essere fraintesa e ti potresti ritrovare in un attimo oggetto di un autentico linciaggio. Ma è mai possibile che in un Paese democratico non si accetti un confronto più sereno, in termini più moderati? Trovo che in giro ci sia troppa arroganza e spocchiosità e, quindi, anche quando si sostengono opinioni esatte, si finisce per apparire antipatici per la presunzione con cui vengono affermate e per la poca apertura e disponibilità al dialogo nei confronti degli altri.
Non mi piaceva il mondo di prima, in cui a tanti erano precluse libertà fondamentali, ma non mi piace neppure quello di adesso, dove devi giustificarti se la pensi in un modo e non in un altro. Non mi piace anche perché ti costringe all’ipocrisia: non credo proprio, infatti, che tutti facciano davvero le stesse considerazioni… Ognuno, nella sua intimità, sa cosa prova e pensa di certe situazioni/questioni, ma esterna un pensiero diverso per non essere messo alla gogna.
Voi che pensate del modo in cui viviamo? Vi sentite condizionati dalle riflessioni dominanti o pensate sempre e comunque con la vostra testa, senza timore di come sarà accolto il vostro pensiero?
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Categorie: - Riflessioni
23 commenti
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Penso che le narrazioni ideologiche che popolano i media, sono in grado di creare di sana pianta un immaginario psichico, contro il quale è difficile contrapporsi. Pena l’aggressione verbale e l’esposizione al pubblico ludibrio.
Questi sistemi sono sempre stati utilizzati per controllare le masse. Si avvalgono dei mezzi d’informazione, il sistema scolastico, quello giudiziario, quello politico, quello sanitario. Si crea così una fabbrica del consenso di dimensioni planetarie. Si istiga una folta schiera di fedelissimi, che non ragionano con la propria testa, a confrontarsi non sul risultato di una ricerca o di una elaborazione di dati, ma sulla condizione di frustrazione che prova chi non si sente rappresentato.
La tecnica è ormai consolidata: si denigra l’altro per denigrare le sue idee. Lo si insulta per non riconoscerlo come interlocutore.
In questo modo si evita anche di rispondere in modo logico-dialettico alle sue argomentazioni perché vengono considerate viziate all’origine.
Più che altro io mi sento condizionata dalle persone contrarie al cambiamento, che potrebbero nutrire sentimenti di odio verso chi cerca di cambiare le cose, e avere reazioni di irremovibilità limitante per la società.
Io sono d’accordo con il politicamente corretto fino a quando non diventa moralismo eccessivo, credo che le opinioni possano essere esposte, ma che sia necessario sapersi porre, ovviamente con fermezza e decisione, quindi evitando sia l’ipocrisia che l’aggressività.
Ci vorrebbe più spazio per le opinioni, più accettazione, ma è anche vero che, purtroppo, alcuni messaggi discriminatori si nascondono dietro battutine, modi di dire e detti della tradizione, e questi portano avanti stereotipi.
Fino a quando non ci sarà rispetto, non ci sarà la libertà di espressione, deve essere uno scambio civile tra noi e correttezza.
Innanzitutto, grazie ad entrambi per aver risposto.
Giuly, io credo che il problema sia proprio che il “politicamente corretto” è ormai diventato moralismo eccessivo. Facci caso: qualsiasi opinione che non si allinei perfettamente alle convinzioni del “politicamente corretto” viene subito condannata senza appello. A me non piace vivere in un mondo del genere, dove non si può più nemmeno dubitare. Tutto questo è pericoloso: laddove il dubbio non trova più terreno fertile, si scivola inesorabilmente verso la dittatura.
Sono tutt’altro che contraria ai cambiamenti, però non mi permetto di giudicare e limitare il pensiero altrui a priori come si sta facendo negli ultimi tempi. E poi non sempre apertura a qualsiasi cambiamento è sinonimo di progresso. Naturalmente nei dibattiti tutto questo non si può più dire perché chicchesia si potrebbe offendere. Allora non parliamo e non pensiamo più. Così eliminiamo il problema alla radice.
PS: Sono l’autrice della lettera da un altro profilo.
Finalmente un argomento intelligente e stimolante. LOL
E’ vero ciò che dite.
E continuo a ribadire che per me il problema e’ proprio dovuto alla troppa importanza che viene data alla comunicazione tramite cellulare/web, che appiattisce l’intelletto e deresponsabilizza tantissimo il singolo ma, su larga scala, crea un vizio diffuso che può rappresentare la scintilla per un regime che ha maggior controllo delle masse. E riesce a discriminare pubblicamente qualcuno in un secondo.
Lo dico sempre che i social sono l’oppio dei popoli oggi.
La gente smadonna sui social ma vedi sempre meno manifestazioni in piazza. E se ci sono, sono poco convincenti.
Ormai siamo talmente poco elastici mentalmente e talmente standardizzati nel decidere e nell’esprimerci, nonostante la disponibilità di una tecnologia avanzata, che sembra di vivere un romanzo di Orwell o di Asimov.
Loro evidentemente erano pionieri.
Noi invece siamo un popolo di rinco totali. In cui basta cavalcare il politically correct per salvarsi la faccia.
Diritti e pensieri del singolo individuo non contano più nulla.
“Oggigiorno sono veramente pochissime le persone “coraggiose” che vanno controcorrente, dicendo anche cose che molti non condividerebbero…” Sono d’accordo, perchè quello che emerge prepotentemente con le nuove tecnologie è solo la bassa qualità media della gente, cosa che aveva già scoperto Leonardo da Vinci senza bisogno di Internet. Una tecnologia che di per sè non è un “mostro” ma un mezzo, e come tale risponde secondo l’uso che se ne fa, indipendentemente dal tempo impiegato per quell’uso.
Internet ha solo dilatato la platea dei comunicatori. È così che trionfano le ovvietà, i luoghi comuni e la tanta idiozia, che mediamente muovono i comportamenti della massa bovina, tra i quali spiccano su tutti i moralisti.
Ora che vivo un lungo intervallo di lucidità, avendo trovato una non tracciata stradina che allontana dai disordini della quotidianità “obbligatoria”, li osservo sui social questi “fenomeni”, felice di godermi l’altrui stupidità e illusorietà che questi mezzi offrono a chi le sa notare, in tutti gli infiniti modi in cui queste si manifestano.
BAD “la comunicazione tramite cellulare/web, che appiattisce l’intelletto (…) può rappresentare la scintilla per un regime che ha maggior controllo delle masse”
Può essere anche esattamente il contrario: la diffusione del web aveva permesso di fare informazione dal basso grazie a siti come Indymedia, dove si poteva pubblicare notizie in tempo reale, che sfuggivano alla censura dei media ufficiali. In questo modo le masse evitano di essere controllate da un’informazione filtrata da chi detiene il potere.
Il motto di Indymedia era: “Don’t hate the media, become the media” (non odiare i media, diventa i media).
https://italy.indymedia.org
Come si fà a parlare di “Politicamente corretto” in Italia se molti italiani non sanno la differenza tra destra,centro e sinistra se alcuni italiani vanno a votare per favoritismi personali, perchè chi devono votare veste bene o è una bella donna o un bell’uomo.
Insomma se l’Italia già prima del covid era messa male a chi vogliamo dare la colpa a lo spirito santo?
A mio parere noi italiani abbiamo più difetti che pregi… e il più grande difetto e che neghiamo l’evidenza e ipocritamente diciamo che và tutto bene anche se dovessimo stare dentro a una fossa.
Dal 2-3 decenni l’italia per me è in declino morale ed economico onestamente non sò come andrà finire ma non credo bene se l’italiano non fà qualcosa.
Dicono che abbiamo la costituzione più bella del mondo ma anche la più non rispettata.
Come mai i figli di quella costituzione non riescono ad attuarla?
Perchè a seguito di tanti blabla, intellettualismi di ogni tipo non seguono fatti e realtà concrete di cui andarne fieri?
Perchè potenzialmente potremmo essere tra le nazioni più ricche d’Europa e invece siamo tra le più povere dell’Europa?
Forse bisognerebbe pensare a cambiare in meglio, a capire che cosa c’è che non va in Italia e in noi italiani e perchè no si potrebbe fare utilizzando anche questo forum. Potrebbe essere un inizio a pensare a un futuro per l’Italia e gli italiani migliore.
Anche se ho 4 computer e un tablet ho un vecchissimo cellulare con i tasti. Anche se in famiglia sono super criticato e quando mi telefonano mi suggeriscono di non rispondere devo dire che dopo quello che scrivi Lalli96 ne sono ancor più affezionato.
Comunque anche se avessi un cellulare di nuova generazione il mio poco tempo libero non lo passerei a leggere e a scrivere menate da e sui social.
Io non mi devo uniformare a nessuno, io sono quello che sono e rispetto solo il mio modo di essere, io non mi farei condizionare dai social oppure troverei il modo per non farmi condizionare.
Per me invece esprimere idee in un forum è meglio non essendo condizionati da un rapporto di conoscenza personale possono produrre idee più libere e intelligenti specie se accompagnate da un pizzico non dico tanto di educazione.
Con la speranza che anche l’educazione non sia espatriata…
Il mondo in cui viviamo adesso sta girando al contrario. Mi hanno detto che era più bello negli anno 60, io poi mi sono informato ed ho avuto conferma che quelli erano tempi migliori, adesso è tutto uno schifo !!
Marc per cominciare la rivoluzione bisognerebbe propagandare meno l’utilizzo del virtuale e concentrarsi sulle cose più importanti, innanzitutto, come i rapporti umani, che sono sempre più in crisi. Finiamola di prendere troppo seriamente hashtag, pagine social, follower, likes, influencer, sono tutte idiozie che alimentano il problema che sta alla base di tutto: la perdita di tempo.
Per fare le rivoluzioni bisogna sporcarsi le mani, e’ impensabile riorganizzare la società solo tramite la rete web, e’ da ignoranti totali solo pensarlo.
Quindi il concetto e’ che bisogna vedersi in faccia per relazionarsi in modo costruttivo, se si vuole decidere seriamente il l futuro.
E’ una idiozia continuare a pensare che il virtuale possa sempre sostituire il reale. E questo e’ elementare, non ne usciamo più se non se ce lo mettiamo in testa tutti!
Perciò dico che ci si è appiattito l’intelletto a furia di abusare del virtuale.
E vabbè se leggo pure che pensi di poter rivoluzionare il paese usando questo forum, allora credo che si, ci siamo rinxoglioniti senza alcun dubbio.
Caro Marc, in ogni momento storico la tecnologica ha avuto i suoi detrattori, che credevano (o volevano credere) di vederne in prospettiva la negatività. I luddisti erano contrari allo sviluppo industriale, i venditori di cavalli ironizzavano sull’avvento delle prime automobili, e oggi abbiamo i moralisti antiweb che gridano le loro arringhe, dal…web.
È banale ricordare che “È” nel destino dell’uomo cercare di cambiare continuamente la propria vita pensando di migliorarla, spesso pagandone un caro prezzo. Ma è una spinta irrefrenabile, che proviene dall’innato bisogno di “conoscere” che è SOLO dell’uomo, e che la figura mitologica di Prometeo rappresenta benissimo anche nel prezzo che quel “bisogno” di conoscenza comporta. E per questo fu punito dagli Dei ad avere il fegato (the liver, “la vita”) perennemente divorato dai rapaci, restando “incatenato” alla “roccia”, come metafora dell’impossibilità dell’uomo di separarsi dalla terra e dal suo umano destino. Quindi i moralisti si rassegnino. La Storia non si ferma, neppure coi loro lamenti antiweb…sul web.
Lalli,il motivo ricorrente che rende questo mondo in cui stiamo Affascinante,ma al tempo stesso(e in abbondanza)Triste e Angosciante è che si può vivere bene con tutto,ma anche con il contrario di tutto e questo comporta,ahimè molto spesso, anche quel sentimento d’ipocrisia che hai giustamente riportato.
Alla fine, però,risultiamo sempre dei comuni mortali in balia delle”leggi”del destino e della natura oltre che dell’universo!
J.J BAD ti ricordi che cosa è successo al G8 di genova nel 2001 i pestaggi della polizia e la morte di un manifestante Carlo Giuliani. Tu ti andresti a far pestare di botte senza risolvere nulla!! Noi non siamo francesi che per ogni banalità scendono in piazza. E poi scendere in piazza con quali fini, quali scopi, quali obbiettivi per passare da un attuale democrazia non funzionante alla completa “anarchia”.
Oppure far un passo indietro e far tornare la dittatura in Italia!! La democrazia funzionante è la miglior forma di governo. Se vuoi provare a cambiare le cose in Italia devi individuare per quale motivi le cose non funzionano in Italia usando la testa e provarle a cambiare anche tramite questo forum cercando di far ragionare la gente.
Insomma se io sono un rincoglionito ai tuoi occhi tu non hai capito chi sono attualmente gli italiani e fare una rivoluzione in questo momento con questo tipo di esercito, con una crisi economica preoccupante, con un ignoranza della basi della politica, con un ipocrisia dilagante, con mancanza di unità di idee per me è follia pura elevata al cubo. Rifletti J.J BAD sei troppo istintivo non puoi negare alcune amare realtà e verità sul nostro popolo e magari fosse solo un problema di social.
Il problema è molto, molto più grande tanto che solo averne provato a parlarne, già ho capito di essere un povero idealista.
“…Per fare le rivoluzioni bisogna sporcarsi le mani, e’ impensabile riorganizzare la società solo tramite la rete web, e’ da ignoranti totali solo pensarlo…”
Ma si può usare per invitare il popolo a non usarla? Per quello vale, sì?
Sono d’accordo con Marc e Golem.
Visto che Marc ha menzionato il G8 di Genova 2001, aggiungo che Indymedia fu uno strumento fondamentale di comunicazione durante le manifestazioni di piazza di Genova. Ossia uno strumento che utilizzava internet per diffondere l’informazione dal basso in tempo quasi reale.
Io invece non sono d’accordo con chi si ostina a credere che il virtuale sia la panacea per tutti i problemi. Mi fa pena chi la pensa così.
E siccome mi hanno censurato il commento, direi che è un motivo in più per rendersi conto che in generale il mondo virtuale non è il luogo più costruttivo per confrontarsi su argomenti seri come politica e sociale, se non ve ne siete ancora resi conto.
Lo dice la parola stessa, “virtuale”…
Chi ha mai detto che il virtuale sia la panacea per tutto, lo sa lamadonna. Il virtuale è solo una nuova, ennesima frontiera come lo sono state molte altre nella storia dell’Umanità. È inutile voler fermare il corso della Storia solo perchè non ci piace la prospettiva che si immagina di fronte a certe novità. Per cominciare non si dovrebbe “praticare” quello che si sta criticando. È il minimo che serve per essere credibili.
La comunicazione può avvenire faccia a faccia, in un forum come questo, in alfabeto morse, in stenografia, a gesti come i sordomuti, con i segnali di fumo.
Questo non è fondamentale l’importante è comunicare e trasmettere un idea. Di quest’ultima ti dovresti preoccupare, il mezzo passa in secondo piano.
Sconcertante J. BAD che non riesci a capire questo.
E dato che ho scritto “data la dilagante ipocrisia italiana”… allora perchè tu scrivi in questo forum? Se sei contro il “virtuale”…?
Faccia a faccia o nel virtuale che cosa ne pensi di quello che dico nei miei commenti?
Marc e Golem mi hanno tolto le parole di bocca.
Internet è un mezzo di comunicazione. Innovativo, moderno, dal quale però mi aspetto che assolva la funzione di trasmettere la comunicazione, l’informazione efficacemente. Non ha il potere di rendere più intelligenti né più stupidi i fruitori. Chi non ha niente da dire, parlerà del nulla sia tramite internet che di persona. Ma non è colpa di internet se tanta gente non ha niente da dire, se è vuota. Quelle persone resterebbero vuote anche spegnendogli computer e cellulare. Su facebook Tizio ha postato la foto del water di casa cosparso di wc net, per far vedere che stava facendo le pulizie. Un altro ha fotografato al ristorante il suo piatto con gli avanzi del pollo. Queste persone non avrebbero niente di meglio da raccontare nemmeno incontrandole dal vivo: il primo ti direbbe che ha pulito casa, l’altro che ha mangiato un pollo. Non ci faresti conversazioni più complesse di queste. Ma un utente intelligente, che scrive un articolo…
interessante su internet, raggiunge un numero di persone maggiore di quello che riuscirebbe a raggiungere incontrandosi direttamente con qualche conoscente.
Non c’è niente di sbagliato nella parola “virtuale”. Non c’è niente di male se la trasmissione delle informazioni è virtuale. Tra l’altro si evita il contagio del coronavirus.
C’è chi usa internet per postare i propri selfie e chi per leggere e approfondire le notizie.
Indymedia era uno strumento potente di trasmissione delle informazioni non mediate dalle fonti controllate, ma direttamente dalla gente che assisteva agli avvenimenti. Adesso è un documento storico degli avvenimenti, alcuni ancora attuali, avvenuti durante i primi anni di questo millennio.
https://italy.indymedia.org
Trad, Internet ha solo dato voce alla sconfinata massa di imbecilli che compone il 90% dell’umanità, come diceva Umberto Eco, e confermando peraltro quello che penso da decenni. Il restante 10% sa come usarlo, e perchè. La zavorra no.