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Mio padre mi sta rovinando la vita

di ElenaR

Sono qui a quest’ora tarda, a scrivere invece di dormire, perché non riesco a dormire…sono spaventata, angosciata, tesa, ho un nodo alla gola che parte dalle profonde viscere dello stomaco e passa dal cuore. Non ne posso più, non ce la faccio a continuare così, e non so cos’altro ci sia da fare più di quello che ho già fatto.

È una storia un po’lunga, ma ringrazio tutti coloro che spenderanno un po’di tempo per leggerla e per darmi un consiglio o un supporto. Non so se faccio bene a scrivere tutto questo però sono disperata e non so più a chi rivolgermi. 

Ho 24 anni,e posso dire di aver sempre amato la vita, anche se a volte ci ho fatto a pugni; ho amato i sogni, le speranze, e a volte anche le difficoltà, perché mi hanno insegnato a essere forte come sono adesso..o almeno spero di esserlo. Ma adesso non so più CHI sono, quali siano i miei sogni e le mie speranze, e soprattutto non so se potranno mai realizzarsi per quanto io lotti strenuamente per riuscirci. 

Non ho risparmiato nessun sacrificio, nessuno slancio di coraggio e nessuno sforzo nella vita, ma adesso sono stremata, questa lotta mi sta uccidendo dall’interno, come una malattia, perché mi accorgo che è più grande di me.

Ho sempre amato mio padre, così come ogni ragazza ama il suo; da piccola era il mio eroe, qualsiasi cosa facesse o mi raccontasse era sempre la cosa più forte e grandiosa di questo mondo, non aveva eguali ai miei occhi e nel mio cuore. Ma adesso…sento che per tutta la vita mi sono sbagliata sul suo conto, che non è l’uomo forte è valido che sempre immaginato. E ora che il velo che avevo davanti agli occhi e che distorceva la realtà finalmente si è sollevato, mi trovo di fronte a un burattino, una figura vuota, inanimata, incapace di qualsiasi slancio di risolutezza, di passione, di forza. È come se delle catene di apatia e rassegnazione lo tenessero inchiodato a un pavimento fatto di fango e sogni infranti, e piano piano sta trascinando con sé tutti noi.

Mio padre è un uomo colto, la persona più istruita che io conosca…ma tuttavia non posso dire che sia intelligente, giacché tutta la sua cultura non l’ha portato avanti nella vita, non gli è bastata per avere successo o quantomeno una vita dignitosa. E adesso, a 60 anni, si ritrova incapace di cambiare, vecchio dentro più che fuori, arreso nei confronti della vita e arrabbiato e frustrato verso il mondo. E sicuramente parte della colpa risiede negli altri, nelle persone che lo hanno circondato, e che lui ha aiutato ma che non l’hanno mai ricambiato e, qualche volta, l’hanno messo pure nei guai. Ma posso affermare con una certa sicurezza che la colpa è anche sua, perché nella sua vita lui ha avuto tante belle opportunità, molte più di quante forse io ne avrò mai, e non è stato capace di coglierne nemmeno una. 

Ha scelto sempre di rimanere nel passato, ancorarsi a vecchi valori e fisime che adesso non esistono più, e che l’hanno portato alla rovina, o almeno lo avrebbero portato se non avesse avuto noi. Mia madre gli è sempre stata vicino, l’ha sempre assistito nella malattia, è stata una brava moglie e una brava madre, seppur con i suoi difetti. Ma lui è sempre insoddisfatto della vita. A volte parla della morte, di cose brutte che ci fanno intristire e stare male. E allora gli dico: “Papà, non sei contento che hai noi, che ti vogliamo bene? Che siamo qui con te per renderti orgoglioso di noi? Che facciamo tutto per te anche se non ce lo chiedi? Non apprezzi il fatto che hai una moglie presente che tutte le volte che torni a casa puoi trovare ai fornelli intenta a cucinarti un bel pranzetto? O il fatto che nonostante tutto hai vissuto una vita tranquilla, non hai avuto finora malattie gravi, hai potuto arrivare con le tue gambe dovunque volessi e prendere le decisioni seguendo solo il tuo giudizio?”

E lui mi guarda inebetito, come se da qualche parte dentro di lui riconoscesse tutto ciò, ma non avesse bisogno né coraggio di ammetterlo. E io sono stanca.

Stanca di lui, della mia vita, della depressione da cui sto cercando di uscire da anni e che grazie a lui sta peggiorando, e soprattutto dei suoi debiti. 

È da quando avevo 20 anni che mi occupo della sua situazione finanziaria, e a 21 anni andavo con lui ai sindacati e spulciavo da sola (perché lui non voleva aiutarmi) le sue cartelle esattoriali, gli portavo i conti, e avevo scoperto che aveva molte pendenze. Adesso anche grazie a me tante cose si sono risolte,ma ogni volta sembra che spunti qualcosa di nuovo, vecchi investimenti falliti che hanno portato ad altrettanti debiti, e lui non vuole fare niente. Si siede al divano come sopraffatto da tutto e io sono lì, che lo osservo e piango, perché non so quando tutto questo finirà, quando saremo apposto, con tutti e soprattutto con la nostra coscienza, quando potremmo smettere di avere paura che ci sfrattino o che si prendano i mobili. Quando potrò permettermi di studiare tranquilla senza ricordarmi di chiamarlo per ricordargli le sue scadenze. Sono arrabbiata con lui, perché quando si è messo in mezzo a quegli investimenti non ci ha chiesto nessun parere, ha fatto di testa sua, si è fidato ciecamente di persone che lo hanno rovinato. Sono arrabbiata perché non si è mai  interessato della sua situazione e di porvi rimedio. Sono arrabbiata perché non vuole aiutarci ad aiutarlo e chiudere per sempre ogni faccenda. Adesso tutte le magagne restano a noi figli. E io non so proprio cosa fare, non abbiamo parenti di cui poterci fidare, non ho un ragazzo, perché al mio paese mi hanno sempre allontanato per questo, non ho amici veri su cui contare, perché si sa, gli amici ci sono solo quando si ride e si scherza. 

Sono una ragazza traumatizzata, e come me anche mia sorella che l’ha sempre aiutato e che poi ci ha rinunciato perché con lui è difficile, è pigro, svogliato, passa le giornate a lamentarsi, sa che guadagna poco ed è malato e non vuole sbrigarsi a sistemare le cose, a vendere la casa per sanare i debiti, per trasferirci e iniziare da capo, a lavorare tutti quanti. Quando le mie amiche e le ragazze della mia età andavano a sbaciucchiarsi in riva al mare con i fidanzati io ero con lui a rovistare nelle pile di bollette non pagate, a conteggiare le more, a chiamare gli uffici delle imposte per chiedere un consulto. Ho messo da parte la mia vita per lui, e adesso non ce la faccio più, mi rendo conto che tutti questi anni ho abbandonato la mia vita per la sua, per un futuro migliore per tutti noi, che forse è solo un utopia…ma quando potrò concentrarmi su me stessa? Laurearmi? Realizzare i miei sogni per cui ho lottato una vita? Quando arriverà per me una giornata felice, tranquilla, normale. La tranquillità e la normalità sono tutto ciò che voglio, ma ora come ora non riesco a vedere la fine di tutto ciò, e a volte sono preda di pensieri oscuri, terribili, che non sono da me, che non mi corrispondono…ma cosa devo fare?…in questo mio mondo in cui sembra persa speranza, che fare?

L'autore, ElenaR, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Famiglia - Me stesso

35 commenti

  • 1
    Angwhy -

    Onestamente non capisco cosa c’entra tuo padre con la tua mancata realizzazione.ti impedisce forse di laurearti e costruirti qualcosa nella vita?ti tiene segregata in casa?anche mio padre è come se fosse un estraneo,finche c’e stato mi ha sempre rimproverato e anche menato le mani,ma lo ringrazierò sempre e comunque per non avermi fatto mancare nulla.poi di quello che ho combinato o meno nella mia vita devo solo incolpare me stesso

  • 2
    Maestoso -

    Ciao Elena..che dire,da cui che scrivi la situazione è molto complessa e delicata. Sei una ragazza giovane e con la testa sulle spalle..Da uomo che ha pochi anni in più di te mi sento di darti un consiglio però: pensa alla tua vita.
    So che adesso pensare alla tua vita ti sembra una cosa irraggiungibile, ma a 24 anni devi iniziare a costruire la tua vita e non mettere toppe ai problemi altrui, anche se parliamo dei genitori. Si dice aiutati che di ti aiuta, ma in questo caso ti stai rovinando la vita per risolvere dei problemi che sono più grandi di te e di cui una ragazza di 24 anni non dovrebbe neanche pensarci.
    Alla tua età dovresti ridere,viaggiare, fare esperienze di vita, uscire con gli amici e condividere un amore, non fare la ragioniera.
    Nella vita non tutti si possono aiutare: c’è chi semplicemente non vuole perché forse sta bene così..

  • 3
    ElenaR -

    Angwhy… Che dire, classico esempio di chi scrive solo per scrivere, forse senza aver letto fino in fondo. Non capisco che ci guadagna a sputare a occhio le cose…punti forse? Non mi risulta che siamo su Yahoo answer..ma non importa alla gente piace giudicare quindi ci sono abituata. Legga fino in fondo un post la prossima volta che lo legge e cerchi di essere più sensibile magari.. chissà forse ci riesce

  • 4
    ElenaR -

    Maestoso grazie della tua comprensione, per fortuna c’è qualcuno che si sforza di capire. Io sono combattuta tra i miei doveri di figlia, che appunto sono più grandi di me in questo caso, e la responsabilità che ho verso me stessa, perché non so cosa accadrà un giorno, anche se tutta questa storia si risolverà. Se non mi do da fare per me stessa adesso un domani mi ritroverò senza punti saldi della mia vita, e magari dovrò appoggiarmi a chi mi può garantire un futuro, cosa che non voglio fare perché ho sempre studiato e mi sono data da fare nella vita proprio per essere autosufficiente

  • 5
    Yog -

    Allora:

    1) tuo padre ha il pieno diritto di averne le palle piene della vita (tieni conto che a 60 vede il ‘game over’ molto più da vicino… e non è una bella scena) e alzare bandiera bianca, atteso che i suoi famigliari sono maggiorenni e capaci di intendere e volere e quindi non ne è direttamente responsabile;

    2) tu hai il pieno diritto di giocarti le tue carte lasciando l’abulico genitore a gestirsi le sue finanze;

    3) nella vita i sacrifici, gli slanci di coraggio e gli sforzi non sono condizioni sufficienti (e spesso nemmeno necessarie) per avere garanzia di ottenere qualcosa;

    4) ognuno di noi risponde in primo luogo per sé stesso, te lo ha già detto Angwhy: homo faber est sui cuisque fortunae.

    Perciò rilassati, trovati un volo low cost per Londra e fatti sei mesi fuori casa, vedrai come respiri meglio dopo; per tuo padre invece consiglierei una cura a base di narda, sicuramente non in dose omeopatica.

  • 6
    Maestoso -

    @Elena
    Pensa anche però che la vita è la tua e tu hai responsabilità solo sulla tua vita. Noi possiamo aiutare gli altri,possiamo provarci,ma solo nella nostra vita riusciamo ad agire in maniera incisiva.
    Pensa anche che impegnandoti nel realizzarti potrai un giorno magari aiutare i tuoi ed essergli di supporto.
    Stai vivendo gli anni più belli della tua vita, e non tornano più..

  • 7
    ElenaR -

    Yog si,poi andiamo al circo a vedere i pagliacci e ci facciamo una canna.Ma va!Mio padre é stufo della vita perché non ha mai preso decisioni sensate.S’è sposato e invece di pensare ai bisogni della famiglia ha sempre fatto a modo suo,come un ragazzo incurante delle conseguenze.A 40anni con bambini piccoli nn puoi buttarti in investimenti costosi alla cieca,quindi per me non ha diritto di lamentarsi punto.Secondo,quando uno è padre risponde di se stesso e degli altri,fino a ke tutti i figli nn si sistemano.Non siamo tartarughe marine ke abbandonano i figli sulla spiaggia dopo un certo tempo.Come i suoi genitori lo hanno aiutato a realizzarsi (anche se non lui non ha voluto farlo),come mia madre gli è stata sempre vicina e lo ha aiutato anche se l’ha sempre trattata come una sguattera,così lui ha il DOVERE di aiutare i figli in difficoltà. Non penso che i tuoi genitori a 18 anni ti hanno spedito a calci in culo fuori casa.Ipocrisia.Terzo io non ho mai potuto rispondere di me stessa e nemmeno pensare a me stessa perché a casa abbiamo dovuto sempre provvedere a risolvere i problemi che creava lui.
    Quarto ke c.... vado a fare a Londra?La prostituta?E poi,mi ospiti tu?Parole inutili.Empatia zero.Grazie ma nn mi sei stato affatto…

  • 8
    ElenaR -

    PS. Il game over forse sta nel tuo cervello. A 60 anni non sei vecchio puoi ancora ricominciare e cambiare vita, basta volerlo o almeno provarci. Se tutti ragionassimo come te a 60 anni ci divideremo in massa. Ma mi faccia il piacere, speravo proprio di non ricevere commenti superficiali e pieni di vacuità e presunzione come il suo.
    Se a lei piace cercare scuse nella vita a me no. Ogni giorno merita di essere vissuto e bisogna impegnarsi, non ci si può abbandonare e magari essere anche di peso a chi ci è intorno e che soffre forse più di noi.
    Non so che persona sia lei e non mi permetto di giudicare perché non sono come lei. Ma dal suo commento emerge molta sufficienza e pressappochismo nei confronti di problemi che non la riguardano. Preferivo non commentasse. Se ho bisogno di essere giudicata chiamo qualcun altro grazie

  • 9
    Gabriele -

    Ciao Elena, sono Gabriele, abbiamo circa la stessa età: io ho 25 anni, anche io lavoro con il mio babbo e studio all’università. Io non ricordo di essermi mai occupato di eventuali debiti riguardanti l’attività di famiglia, dal momento che sono alle dipendenze di mio padre, non penso di dover venire a sapere di debiti/crediti, nè tanto meno occuparmi dei vari piani di restituzione del debito/debiti, dal momento che sull’eventuale contratto non c’è scritto il mio nome, ma quello di mio padre o dell’altro socio, o di entrambi.
    Sinceramente credo che sia stata un’ingiustizia il fatto che tuo padre ti abbia reso partecipe della vostra situazione economica, un figlio deve essere ignaro della situazione economica/finanziaria della propria famiglia, sono i genitori che risolvono i problemi economici non i figli.
    Il fatto che tu abbia un percorso di studi che potrebbe servire (es. ragioneria) non cambia ciò che ho detto finora.
    Posso solo provare a capire la frustrazione che stai provando è perfettamente comprensibile, forse dovresti parlare coi tuoi genitori e spiegare loro che vorresti un periodo di pausa, e che intanto potresti insegnare a qualcun’altro, le cose che fai per tuo padre, tipo per esempio a tua madre, che ha…

  • 10
    Gabriele -

    Che ha un ruolo ben diverso, e se mi permetti più pertinente in questo genere di cose

  • 11
    suzanne -

    Cara Elena, ho una storia per molti versi simile alla tua. Un padre che per lunghi anni ho adorato, poi commiserato, odiato, rinnegato. Ti posso solo dire che la mia fase attuale, spreando sia quella definitiva, è bonaria accettazione delle sue gigantesche fragilità, ma anche ammirazione per pregi che per anni non avevo più voluto considerare. Non essendo votata al martirio, l’unico modo che ho trovato per non far degenerare irrimediabilmente il nostro rapporto è stato allontanarmi. Il distacco riporta la giusta prospettiva, e forse ciò che ora ti sembra mostruoso ti apparirà in futuro la semplice ombra che ognuno di noi si porta dietro.
    Un abbraccio!

  • 12
    ElenaR -

    Ciao Gabriele, sono contenta che mi abbia risposto anche un mio coetaneo perché almeno mi da un’idea di come affrontare la situazione da un punto di vista del mio stesso livello possiamo dire. Però voglio precisare, perché forse non sono stata chiara nella lettera, che io NON LAVORO né con né per mio padre, e non studio nemmeno ragioneria. Sono una studentessa di lingue, con una piccola passione per il diritto e l’economia…passione che mi è dovuta venire anche per far fronte a questa vicenda. Si tu hai ragione io potrei insegnare a mia madre ad occuparsene, ma il principale problema sta nel fatto che mio padre non ascolta nessuno, fa sempre di testa sua, e mia madre non riesce a tenere polso..lei è troppo buona, e comunque è relegata nel ruolo di casalinga/domestica, del resto non riesce a occuparsi, per essere laureata in architettura. Ormai si sono isolati, vivono fuori dal mondo, non sanno usare nemmeno i mezzi tecnologici più rudimentali, vivono come negli anni ’80,ragionano come se fossimo negli anni’80, perché semplicemente non sono cambiati o cresciuti da allora. E lui non si dà da fare per niente, quando andiamo negli uffici di dimentica le carte, non porta gli occhiali per vedere, tante piccole cose che potrebbe…

  • 13
    ElenaR -

    E io non so più che fare, primo perché non ho conoscenze in ambito economico e secondo perché sono demoralizzata perché so che sono tutte scuse le sue, dice che la vecchiaia gli fa dimenticare le cose, che la testa non funziona come una volta, che sta male…ok ci può stare, però lui cosa sta facendo per reagire? Niente, e io so che più uno si butta a terra e più precipita…e credimi che io a 20 anni già mi sento più vecchia di lui.
    Suzanne, io ti ringrazio per le tue parole ma purtroppo il problema non risiede tanto nel tipo di rapporto sentimentale che ho con i miei genitori quanto nel problema che questi debiti costituiscono.. perché alla sua morte io e i miei fratelli cosa faremo? Mia madre non ne capisce niente e ci chiamerà e noi come faremo a sistemare tutto, anche considerando che per ora non abbiamo un lavoro perché nella nostra zona non c’è niente, niente, solo delinquenza e depressione, e altrove non posso andare perché per muoverti, anche solo per prendere un aereo, come diceva qualcuno poco sopra, ci vogliono soldi, che non abbiamo è che in ogni caso non me la sento di togliere alla mia famiglia in un momento così delicato..e quindi rimango bloccata in questo limbo, ad attendere..un miracolo

  • 14
    Annalisa -

    Difficile situazione.difficile risponderti perché ti altero molto facilmente leggendo il parere di chi è al di fuori della situazione.secondo me dovresti fare un passo indietro e leggere di nuovo ciò che ti hanno scritto gli utenti di questo forum.non vogliono certo il tuo male, ma stanno semplicemente mettendoti davanti un punto di vista diverso da quello che vedi ogni giorno tu.ti consiglio anche io di allontanarti in qualche modo dalla tua condizione attuale da poter così pensare solo a te stessa.cerca un lavoro,fai volontariato,fai qualcosa che ti tenga lontano dai problemi familiari e che ti faccia pensare a te stessa.per dire,ancora rientri nel servizio civile iscriviti. Si guadagna qualcosa e si fa del bene per altri.tu sei troppo presa dai debiti di tuo padre che,hai paura un giorno(forse alla sua morte)passeranno a voi figli.non è facile vivere con questa consapevolezza..ma stai diventando come tuo padre. Senza voglia di svoltare.sei davvero incredibile ad essertene occupata fino ad ora.ma adesso basta. Hai 24 anni.ti lascio con un aforisma”Se c’è soluzione perché ti preoccupi? Se non c’è soluzione perché ti preoccupi?”Aristotele.
    -spero di non farti incazzare-

  • 15
    Angwhy -

    Quindi?nel tuo sfogo hai chiesto che fare,se sei cosi convinta a che ti servono altri pareri?

  • 16
    Yog -

    “Ogni giorno merita di essere vissuto e bisogna impegnarsi”.
    No. È una boiata di prima classe questa che dici.
    SE UNO VUOLE può impegnarsi; altrimenti uno è LIBERO di fare come tuo padre, cui va idealmente la mia solidarietà.
    Impegnati tu e lascia gli altri vivere la LORO vita.
    Con 30 € a Londra ci vai e un posto da lavapiatti lo trova chiunque, non accampare scuse di soldi.

  • 17
    ElenaR -

    Yog non ho studiato tutta la vita, non ho sacrificato il mio tempo libero per fare la lavapiatti e finire in un tugurio senza se e senza ma senza arte né parte. Il tuo cinismo mi offende. Sai solo giudicare, per favore non rispondere più perché per come mi trovo adesso mi stai solo ferendo. So che per te tutto ciò è irrilevante perché non ti metti dal punto di vista di chi soffre perché è coinvolto. Il mio obiettivo ora nell’immediato non è trovare un lavoro qualunque, perché non ho fatto sacrifici tutti questi anni per finire a fare un lavoro sottopagato che non mi piace, perché così farei esattamente ciò che ha fatto mio padre. Io innanzitutto voglio finire di studiare e voglio che lui mi lasci la tranquillità per farlo poi si vedrà, farò qualsiasi cosa, ma con un titolo, che per voi può essere irrilevante ma per me no… perché la lavapiatti non la fai per tutta la vita, ci vuole il piano b, quello che mio padre non ha avuto. Tu mi stai consigliando proprio ciò per cui ho scritto per evitarlo… cioè di modificare il mio futuro e rinunciare a quello per cui ho lottato una vita in base alla situazione che ha creato mio padre…te ne rendi conto?

  • 18
    ElenaR -

    Annalisa no non mi incazzo, apprezzo il tuo suggerimento ma sinceramente ora come ora devo pensare a finire gli studi, poi per fare volontariato c’è tempo, è una cosa secondaria per il momento… perché un giorno non voglio ritrovarmi come mia madre a dover fare la casalinga e mantenuta per non aver preso l’iniziativa nella vita

  • 19
    ElenaR -

    Angwhy io ho chiesto pareri intelligenti, utili, costruttivi, non sarcastico né cinici che mi offendono e mi feriscono più di quanto non lo sono. Fare la lavapiatti non è una soluzione, è solo un diversivo, ma poi? Che farò? Nel futuro? Quando non avrò più l’energia di farlo? Perché per lavare i piatti nel ristorante c’è da farsi un culo così. Non so chi spara certe minchiate se è mai stato a lavorare in un ristorante, ma io ci sono stata è assicuro a chiunque che non è una vita facile e non ti da alcuna garanzia. Le opinioni stupide e superficiali per favore tenetevele per voi, così come i giudizi…se vi va di rispondere per aiutarmi dovete anche mettervi nei miei panni, altrimenti lasciate perdere, non sprecate nemmeno un secondo per scrivere se sono stronzate perché oltre che offendere non fare niente. Certa gente stupida non capisce che anche se si chiede un consiglio non si è obbligati ad ascoltarlo. Io ascolto tutti, ovviamente tutti quelli che scrivono cose sensate e fattibili, ma poi è chiaro che ragiono con la mia testa, tenendo presente i miei limiti e le mie possibilità punto. Evitate di sparare a zero questo è quello che vi chiedo

  • 20
    Gabriele -

    Yog, come ti permetti di dire certe cose? Vogliamo pensare prima di scrivere boiate? Elena può avere mille motivi per non andarsene e mollare tutta la situazione a parte, il fattore economico/finanziario: anche nell’eventualità che fosse nella possibilità di fare un viaggio e di allontanarsi da questa situazione, comunque dovrebbe prima o poi tornare a casa, a trovare quella situazione, quindi che cosa si risolve scappando dai problemi? Nulla, rimangono lì, e anzi si ingrandiscono, perchè nel frattempo avrà pure l’astio di chi invece è rimasto ed ha subito tutta la situazione. Senza contare che, mi pare di capire, sia di un paese del Sud Italia, quindi figuriamoci. Bisogna cercare di essere costruttivi e fattivi, e non scrivere le cose così, con leggerezza come fosse aria, tanto il problema è di Elena; cosa ti interessa a te, Yog?
    @Elena: Ho capito quindi è come se tu ti fossi trovata al momento sbagliato nel posto sbagliato. Io comunque rimango dell’opinione dell’altro commento, devi farti aiutare da qualcuno. Ok tua madre è nel limbo, tuo padre è nel limbo, sono sempre genitori comunque, non credo che vi lascerebbero i debiti contratti nella loro vita.
    L’unica cosa che mi sento di dirti è di fare quadrato coi tuoi…

  • 21
    Gabriele -

    Con tuoi fratelli, mi sembra di capire che ne hai più di uno, fortunatamente. Se puoi confrontati con loro, dovete risolvere questa situazione, Perchè come giustamente hai detto tu, questa situazione andrà avanti negli anni e le conseguenze di scelte non prese o sbagliate che siano ricadranno esclusivamente su di voi. Se il problema sono i debiti una strada da percorrere sarebbe quella di capire quanto effettivamente si deve a ciascun debitore. Ti faccio un esempio: mio padre ha ereditato un mutuo per una casa da un parente deceduto, dopo le varie pratiche di successione e di accollo del mutuo, abbiamo richiesto una visura alla banca, ed il mutuo risultava avere un altro ammontare rispetto a quello prospettatoci dal direttore della banca, era inferiore di un buon 20%,quindi dovevamo restituire meno soldi e questo ci ha rasserenati. Avere un debito non significa pagare e basta, significa anche sapere esattamente a che punto si è col piano di restituzione del debito.

  • 22
    ElenaR -

    Grazie Gabriele per la tua comprensione, almeno ho trovato qualcuno che si sforza di essere empatico e di mettersi nei panni dell’altra persona. Purtroppo spesso le persone sono prive, o meglio vogliono esserlo, di qualsiasi immaginazione e sensibilità. Solo io so quello che sto passando, insieme alla mia famiglia. E ci hai preso in pieno, è proprio così non posso fuggire dai problemi, non posso lasciare gli altri a prendersene carico al posto mio. Io ho altri tre fratelli, però insieme siamo arrivati alla conclusione che ce ne siamo occupati fin troppo, ci sono cose che non ci competono e nelle quali la nostra decisione ora come ora è irrilevante. Io non capisco perché la gente a volte è così ottusa, quello mi parla di game over, di prendere e partire alla cieca…ma che min.... dici oh!? La vita non è un gioco, non è che a 60 anni puoi fare start arresta il sistema,e chi s’è visto s’è visto e poi aspettare che gli altri ti compariscano. Tutti hanno la propria battaglia a qualsiasi età e se noi lottiamo per non abbandonarlo lui non può fregarsene, che ne abbia 60 o 90 di anni!!
    E poi voglio sapere chi straminchia dice che a 60 anni la vita è finita!

  • 23
    ElenaR -

    Un figlio non può smettere di essere tuo figlio solo perché hai 60 anni o solo perché lui ha raggiunto la maggior età. Nel mio paese ci sono badanti di 80 e passa anni che vengono dall’estero per assistere gente più giovane di loro che ha più problemi di salute di loro e lo fanno per aiutare i figli e i nipoti che vivono nel loro paese. Un padre non ti può abbandonare solo perché “è stanco della vita!”. Pensa quanto sono stanca io, di stargli dietro! E per di più mi rendo conto che con questo atteggiamento di crocerossina non faccio altro che contribuire al suo lasciarsi andare, perché tanto lo sa che c’è qualcun altro che pensa a lui. E il problema sta proprio in questo. Non sono tanto i debiti in sé ma l’atteggiamento lassista di mio padre, che c.... ti dimentichi gli occhiali quando devi andare agli uffici a discutere della tua situazione, scordi di richiedere la fattura dei pagamenti, passi sopra a tante piccole cose che piccole non sono…questo che vuol dire…che te ne strafrega!!
    È questo che io non sopporto!! c.... sei nella merda, fai di tutto per uscire!! Gabriele hai ragione, devo rivolgermi a qualcuno, ma il problema è chi? Non ne ho idea perché non sono del settore

  • 24
    ElenaR -

    E comunque ci tenevo a ringraziarti per i tuoi commenti Gabriele, perché sei una Delle poche persone che si è avvicinata con un po’di delicatezza e umanità alio problema. E per la tua giovane età mi sembra sinonimo di maturità, oltre che di grazia e decenza umane. E grazie anche agli altri, voi che mi avete risposto senza prendermi in giro o buttare un giudizio distratto solo perché avevate una tastiera e un pollice opponibile.

  • 25
    Gabriele -

    Cara Elena, mi hai detto delle cose che nemmeno la mia ragazza mi dice:), grazie te ne sono molto grato.
    Non devi dare peso a qualsiasi commento, le persone sono così purtroppo: quelle che cercano di darti il colpo di grazia, e quelle che cercano, non dico di essere di supporto, ma almeno di dare qualche parola di conforto.
    Io spero di appartenere alla seconda categoria, almeno ci spero. Per il resto, anche a me capita di dover fotocopiare preventivi e ordini di acquisto perchè mio padre se ne scorda, ha 61 anni, però questo non significa essere vecchi, o senili.
    A 61 anni, come a 60, non si è affatto vecchi, anzi mio padre è rinato a 60 anni, pur avendo sei figli e tre divorzi alle spalle.
    Quello che non accetto è che tanti ragazzi alla nostra età poco più che ventenni partano già rassegnati e delusi. Siamo l’unica generazione così, non c’è ne sono state altre: giovani e già tristi. I cosiddetti neet: niente reddito, niente stipendio, niente ricchezza. Tu sei una ragazza che ha fatto troppe rinunce e che forse ha visto troppe occasioni passarLe davanti, ma questo non deve buttarti giù. Bisogna chiuderla questa situazione, se si lascia aperta è come un’emoragia che porta tutto via, e va finire che vi arrabbiate tu con tuoi

  • 26
    Gabriele -

    con i tuoi genitori e i genitori con i figli. Probabilmente è vero che te sei occupata anche troppo, così come i tuoi tre fratelli, ma chi meglio di voi può sanare la situazione?
    Se si lascia entrare qualcuno di estraneo in questo tipo di vicenda va a finire, che ci si inguaia ancora di più. Nessuno nega che sia dura, ma che altra scelta c’è? Ti direi di chiedere aiuto a qualche parente, tipo a un fratello di tuo padre, ma hai già spiegato che su quel versante siete “soli”.
    Non mi permetto neanche di consigliarti uno psicologo, perchè mi sembra ingiusto nei tuoi confronti e nei confronti del vissuto di tuo padre, che se mi permetti appartiene ad una generazione “fiera”, che i problemi li vuole risolvere, ma a modo suo, quindi sarebbe tempo perso.

  • 27
    ElenaR -

    Grazie Gabriele, davvero, le tue parole mi aiutano non sai quanto. A volte basta poco per aiutare qualcuno in difficoltà , e tu anche nel tuo piccolo l’hai fatto. Purtroppo hai ragione,di nuovo, la gente sceglie sempre la strada più semplice, cioè giudicare. E si accanisce tanto più quanto più sei incapace di difenderti, quando scopre che sei vulnerabile e sa che le parole ti penetrano dentro ferendoti.
    Oggi non si ha tempo per ascoltare chi soffre, per dare un consiglio, offrire un sorriso o una mano; tutti corrono di qua e di là cercando non so cosa e non sono mai soddisfatti. Io spero che Dio non mi faccia diventare mai così cinica e sprezzante, perché nella vita ho fatto una scelta, che costituisce anche la mia ragione di vita, e cioè aiutare gli altri, fare del bene. E finora l’ho sempre fatto, a volte anche a costo di fare del male a me stessa come in questo caso. Non voglio smettere di fare l’unica cosa che mi fa sentire viva, ma devo trovare il modo di farlo senza nuocere a me stessa. Da uno psicologo ci sono stata, anzi da due, perché volevo sentire più opinioni. E non ti preoccupare perché non ritengo scandaloso chiedere aiuto a chi è più esperto, d’altronde lo psicologo è un dottore come un altro

  • 28
    ElenaR -

    Ormai siamo nel 2020 quindi per me rivolgersi a uno psicologo non è uno scandalo, e non vuol dire essere pazzi. Purtroppo gli psicologi da cui sono stata non hanno saputo dirmi molto. Uno mi ha detto che dovrei smettere di occuparmi di questo perché è una cosa più grande di me e che non mi compete, e rischio di rovinarmi la vita, e l’altro ha detto di aiutare mio padre solo finché questo non comporta lo star male per me, perché l’energia che io dedico a lui è energia sottratta a me, che ne ho già poca. Per quanto riguarda la faccenda dell’età sono contenta di aver trovato qualcuno che la pensa come me. Secondo me ognuno decide di essere vecchio indipendentemente dall’età. Io sono stata definita vecchia a 23 anni perché mi ero innamorata di un ragazzo poco più piccolo di me, e credimi mi ci sono sentita un sacco vecchia. Viceversa vedi tante donne e uomini molto più grandi di me che sono sprintosi e frizzanti e a quelli che li chiamavano vecchi li mandano sonoramente a quel paese. Come dicono gli americani, l’età è solo un numero. Ma è la società, la moda, le apparenze che ci vogliono sempre FISICAMENTE ed ESTETICAMENTE perfetti, non dando peso né spazio alla dimensione interiore di ognuno di noi.

  • 29
    ElenaR -

    E forse mio padre soffre per questo, però non capisce che come hai detto tu in questa generazione di gente senza prospettive, ma anche vuota e superficiale, è più difficile vivere, e lui ha il compito di aiutarci, perché noi c’è lo meritiamo, siamo bravi ragazzi e bravi figli. Non beviamo non fumiamo non facciamo tardi la sera, non chiediamo niente e se ci danno qualcosa la rifiutiamo pure e risparmiamo pure su 50 centesimi pur di riuscire a sistemare le cose. L’unica cosa che vorrei è che mio padre mi lasciasse la possibilità di realizzarli personalmente, di essere indipendente, di non dover sposarmi un giorno solo perché sono incapace di provvedere a me stessa e mi serve una balia. Voglio guardarmi allo specchio e pensare che sono una persona in gamba, una donna forte che può orgogliosa di se stessa. Non ho chissà che pretese professionali, ma voglio solo arrivare a un lavoro dignitoso, che corrisponda ai miei studi e alla mia cultura ma SOPRATTUTTO ai miei sacrifici. So che oggigiorno è difficilissimo trovarlo ma la vita è una sola e vale la pena cercare e tentare. Poi se anche non ci riuscirò pazienza, ma meglio un rimorso che un rimpianto, giusto?

  • 30
    Gabriele -

    Secondo me, questo passo già puoi farlo di guardarti allo specchio e pensare che sei in gamba, una donna forte che può essere orgogliosa di sè stessa, non aspettare per essere felice, Elena. Comunque vecchia di chê? Io sto con una ragazza che ha sei anni in più di me, e la differenza di età non si sente, nemmeno i miei genitori la notano, siamo molto ben assortiti come coppia. Non lasciare che questa situazione definisca il tuo futuro di donna, secondo me nella tua famiglia sono tutti molto orgogliosi di te, che ti prendi sulle spalle responsabilità, che comportano sacrifici enormi. Solo che non ve lo dite. Magari è tutto qui il problema, se ci fosse un momento di lucida gratitudine, forse sentiresti meno pesante la situazione. Mio padre, ogni tanto mi dice: la sfumatura di questo colore solo tu puoi farla, perchè solo tu hai la sensibilità per farlo. Equivale a darmi atto che so fare il mio lavoro, e mi stima anche per questo, non solo perchè siamo “padre” e “figlio”

  • 31
    ElenaR -

    Sono contenta di aver ricevuto una risposta da una persona come te Gabriele, era proprio quello in cui speravo, lo ribadisco. Sei una persona intelligente, si capisce innanzitutto da come ti esprimi, senza la trascuratezza e il pressappochismo che caratterizza la maggior parte delle persone di oggi. Si vede che sei anche sensibile, in senso più che positivo ovviamente. Ti sei sforzato di capirmi, e già per questo ti ringrazio molto. Poi mi hai dato anche dei buoni consigli e soprattutto un punto di vista molto sensato.
    Non ti conosco né ti ho mai visto, però da quel poco che ho potuto leggere posso affermare con una certa sicurezza che la tua ragazza è fortunata ad averti conosciuto. Sicuramente per stare con una più grande e far funzionare le cose, ed essere anche responsabile a lavoro, ci vuole un gran fegato, ma soprattutto tanto buon senso. É raro che i ragazzi giovani oggi facciano questi ragionamenti, la maggioranza sono per lo più vuoti e superficiali, e soprattutto hanno una mentalità chiusa come un forziere che contiene minchiate.
    Tu mi sembri di mentalità aperta e ottimista, mi ha fatto piacere sapere che c’è un ragazzo che non va troppo all’età in ambito amoroso

  • 32
    ElenaR -

    Io sono circondata da persone ipocrite, bigotte, false e buoniste, con le quali non puoi fare un ragionamento sensato che ti faccia crescere. Quest’anno ho tanto desiderato conoscere persone diverse, che mi arricchissero, che mi dessero una prospettiva diversa sulle cose..so che avrebbe aiutato nella mia situazione.
    Ma non è successo, sono circondata sempre e comunque da persone che ragionano come fossimo ancora nell’800 (a.C. magari) e io mi ritrovo sempre più chiusa in me stessa, perché non so con chi confrontarmi. Questo ragazzo ha riso di me e mi ha disprezzato dopo aver gridato allo scandalo. E questo, insieme all’essermi sentita dare della milf a poco più di 20 anni e senza alcun figlio, costituisce solo uno dei tantissimi esempi che potrei elencare per dimostrare il perché sono così disperata e sfiduciata. Già vivo queste difficoltà, poi sono piena di gente che al posto di aiutarmi mi giudica o mi deride ecc.. Questa è la società in cui mi trovo purtroppo. Perciò mi ha fatto piacere sapere che da qualche parte c’è una persona matura che non si ferma all’apparenza ma bada alla sostanza, e spero di incontrare anch’io delle persone così, anche solo dei conoscenti, per sentirmi meno sola e diversa

  • 33
    ElenaR -

    Quando ho raccontato a un’amica di questo ragazzo lei mi ha risposto che dovevo aspettare e cercare un uomo più grande, perché quelli più grandi hanno la testa sulle spalle e sono pronti per chiederti in sposa e fare una famiglia con te. Appena ho sentito questo commento sono stata pervasa da una sensazione di profonda e acuta irritazione.. Madonna che ansia…e che minchiate! Secondo quale legge gli uomini più grandi hanno la testa sulle spalle? Io oggi vedo anzi che più sono grandi più sono depravati e gli piacciono le ragazzine di 18 massimo 20anni. E poi chi cribbio l’ha detto che il mio scopo deve essere lo sposalizio? Grandi idee da una società mooolto sviluppata. Io penso che ogni rapporto vive da se, non dobbiamo pomparlo con false aspettative. Sposarsi a che pro? A 20 anni?
    E quella stessa amica è quella che mi dice che si ragazzi non ci devo pensare, devo pensare al lavoro, a realizzarsi… mentre lei a 21 anni già pensa al colore dei confetti che dovrà scegliere appena il fidanzato le farà la proposta. Sono stanca di vivere di questo, di convenzioni e luoghi comuni. Sono stanca di incontrare solo gente che sempre la solita mentalità arretrata, vorrei conoscere qualcuno di diverso, di migliore

  • 34
    Uno -

    Ciao Elena,

    se ti può consolare la tua situazione non è molto differente dalle circostanze che milioni se non miliardi di persone stanno vivendo in questo preciso momento. Anzi tu hai un vantaggio: hai i fratelli e due genitori, non sottovalutare questa cosa perchè c’è gente che è completamente sola.

    Ciò che ci accumuna è la lucidità mentale con cui possiamo e dobbiamo risolvere i problemi.

    Prefiggiti un obbiettivo personale, prefiggiti anche un obbiettivo per quanto riguarda i debiti di tuo padre. Non assumerti tutta la responsabilità di risolvere il problema di tuo padre, deve essere un lavoro di gruppo da tutti i componenti della famiglia, primo fra tutti tuo padre.

    Raggiungi i tuoi obbiettivi, e quando hai tempo risolvi i problemi di tuo padre, ma non da sola fai un lavoro di gruppo con i tuo fratelli.

    Stringi i denti, è solo un momento passeggero.

    Buona fortuna!

  • 35
    ElenaR -

    @Uno grazie ma quello che ho spiegato finora è proprio questo, che oltre a me nessuno collabora, e mio padre si aspetta che siano sempre e comunque gli altri ad aiutarlo. Gli altri prima di me hanno comunque cercato di aiutarlo ma a tutto c’è un limite. Ci vuole maturità e responsabilità per cose. E inoltre posso dirti che stringo i denti da un sacco di tempo. Ho dimenticato cosa significa essere felice e poter pensare a me tutto qui

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