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Mio padre e il gioco d’azzardo

Salve a tutti,
è la prima volta che utilizzo il web per problemi personali, e mi sento anche un pò impacciata, ma le ho davvero provate tutte e non so piu cosa fare.
Ho 24 anni, e sono la piu piccola di due figlie.
I nostri genitori due impiegati statali, seppure mai navigando nell’oro ci hanno concesso un’infanzia felice. Con sacrifici e rinunce sono riusciti a far in modo che entrambe riuscissimo a laurearci.
I problemi non so neanche io quando sono iniziati, mi ricordo di una telefonata di quando avevo 8 anni che presi io per sbaglio, dove un uomo da una voce camuffata minacciava mio padre che se non gli avesse portato i soldi avrebbe detto tutto alla moglie, mia madre.
Ero piccola, piansi molto, non capivo bene. Corsi da papà che disse che era uno che aveva sbagliato numero. Gli credetti, ma lui mi fece promettere di non dire niente a mamma, e io innamorata di lui come ogni bambina del suo papà, tenni il segreto.
Solo oggi mi rendo conto di quanto è costato a tutti noi mantenere quel segreto.
Negli ultimi 6 anni le cose sono andate sempre peggio, papà non porta piu ormai lo stipendio a casa da secoli, ogni mese dice che ha avuto problemi, ogni mese ci sono sempre storie assurde che ci racconta.
Un giorno tornando dall’università vidi mio padre che stava giocando alle macchinette in una sala giochi, gli andai vicino e gli urlai contro montando un casino. La sera stessa dissi tutto a mamma, nonostante lui fosse arrivato anche a minacciarmi nel caso lo avessi fatto. Dopo quell’episodio mamma e mia sorella lo misero alle strette, proibendogli di uscire da solo.
Ma mio padre soffre di cuore, e noi tutti abbiamo paura a farlo innervosire, molte volte durante queste pesanti liti è finito in ospedale, e noi ci siamo sentite colpevoli. Lui usa questa cosa a suo vantaggio, quando la situazione in casa precipita, lui fa finta che si sente male, noi ci spaventiamo e il litigio termina in un soffocante silenzio.
Noi sappiamo che gioca, ultimamente sono mancati in casa anche oggetti di valore, e regali ricevuti dai parenti alle nostre lauree, lui nega, nega sempre. Ogni tanto quando si sente alle strette inventa bugie assurde e pretende che noi ci crediamo. Io non so veramente piu che fare.Non mi fido piu di lui, non è piu il mio eroe. Ha distrutto la famiglia perfetta che eravamo. Voglio aiutarlo ma non so come.Piu volte abbiamo provato a portarlo da un psicologo ma lui si rifiuta categoricamente di venire. Abbiamo anche parlato con i suoi fratelli che se ne lavano le mani. Siamo tre donne, che lottano contro il fantasma del gioco d’azzardo, non vogliamo abbandonarlo, perchè lui senza di noi morirebbe, ma davvero non sappiamo come fare per risolvere questa situazione. Vi prego datemi un consiglio pratico su cosa fare, voglio tornare a essere fiera del mio papà.

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14 commenti

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  1. 1
    dolcevita -

    Ciao Violeteli. Per quanto riguarda il consiglio pratico, ti consiglio di rivolgerti al Sert (servizio dipendenze) della tua città, è gratuito e prendono in carico l’intera famiglia.
    E’ garantito l’anonimato e forniscono anche la consulenza legale (anche questo è importante). Vi diranno che fare e aiuteranno anche il papà a prendere coscienza del suo problema, lo inseriranno in un programma di cura e avrà bisogno di tanto sostegno, e anche voi ne avrete bisogno. Dovete farvi aiutare.

    Per quanto riguarda lui e la vostra famiglia, non lo so, penso che le famiglie perfette non esistano. Esistono persone che fanno degli sbagli e, per i motivi più strani, si infilano in situazioni dalla quale è difficile uscire.
    Al tuo papà è successo di ammalarsi di gioco d’azzardo patologico, lo so è brutto. Ma consideralo per un momento un uomo e non solo come il tuo papà. Ormai te sei una donna adulta e puoi capire questo. Ha tenuto la famiglia unita, vi ha aiutato negli studi, almeno quando avevi bisogno lui c’era, con tutti i suoi difetti (ma chi non li ha??). Penso che questo sia abbastanza per essere fiera di lui :). Ora ha un grosso problema e va aiutato. Ha bisogno del tuo sostegno e di sapere che non lo consideri una schifezza, piuttosto una persona che sta affrontando una brutta bestia, ma può farcela perchè ha tante persone che tifano per lui e gli vogliono bene! Un grande in bocca al lupo, forza!

  2. 2
    Violeteli -

    Ciao dolcevita,
    grazie davvero per avermi risposta, leggerti è stata come una carezza mattutina.
    Ora mi informo circa il Sert , e spero che mi dicano cose positive, anche se la cosa difficile sarà portare papà perchè lui non accettando di avere un problema rifiuta ogni tipo di aiuto.

    Se sto lottando ancora con tutta me stessa, è proprio perchè gli voglio un bene dell’anima. Ho vissuto per due anni in un’altra città per finire gli studi, e ora sono tornata a casa in attesa del giorno della laurea, anche per aiutarlo con qualche lavoretto magari a pagare le bollette. Non passa giorno che io non cerchi un dialogo con lui, cercando anche per vie traverse di entrare nel suo mondo e capire meglio il suo disagio. E’ un buon padre. Mi ha insegnato ad allacciarmi le scarpe, a guidare la macchina e ad aver rispetto per le persone e cura della propria famiglia. Io voglio solo che torni a essere quello di una volta. Sempre sorridente e giocherellone con le sue figlie che lo adorano. Vorrei che cosi come io sono ricorsa a lui ogni volta che ne avevo bisogno, lui si fidasse di me e si facesse aiutare.
    Grazie infinite per le tue parole. Buona Giornata.

  3. 3
    dolcevita -

    Ciao Violeteli, sono felice d’esserti stata un po’ d’aiuto! 🙂
    Hai ragione, se ancora non vuole ammetterlo è vero, sarà difficile convincerlo. Prima di tutto deve rendersi conto d’avere un problema. Purtroppo questo è un problema diffusissimo :(. L’unica roba che mi viene in mente è di continuare come stai facendo, cercare un dialogo… E poi vedere se puoi cercare qualche alleato che ti dia un mano, ad esempio un suo amico che lo conosce bene, o che gioca insieme a lui. Intanto spero che al sert ti diano un appuntamento solo per te, così ti diranno meglio come fare e a chi rivolgerti per la consulenza legale (ad esempio, impedire che il tuo papà prenda dei prestiti o venda oggetti di valore).
    Magari con te non vuole parlarne perchè si vergogna e appunto non vuole che lo vedi in certe condizioni, ma comunque va aiutato. E’ commovente vedere quanto lo stimi e gli vuoi bene 🙂 Fammi sapere se ti va, un forte abbraccio!

  4. 4
    LUNA -

    Ciao 🙂 sono d’accordo con Dolcevita.
    In ogni caso, anche se il tuo papà, nell’immediato, non volesse saperne di farsi aiutare (anche le resistenze fanno parte di un problema di dipendenza), parlando con persone che conoscono il problema intanto tu ti sentirai meno sola, più compresa, più sostenuta e più consigliata, e questo è anche un aspetto importante.
    Parlare con persone che sanno cosa sia una dipendenza, e nel caso specifico questa dipendenza, e anche cosa sia una co-dipendenza (cioè il fatto di avere una persona vicina che ne soffre) è comunque differente da non accedere ad una serie di informazioni su come affrontare le situazioni o sentirsi soli ad affrontare un problema.
    Pensa che comunque già identificando il problema, ammettendolo (è vero, non esistono famiglie perfette nè persone perfette, sono d’accordo con Dolcevita) tu per prima hai fatto un passo importante. E hai fatto un passo importante anche ammettendo con te stessa, in primo luogo, che questa situazione ti crea disagio, anche se si tratta di un problema, una dipendenza, e non di una colpa.
    Un abbraccio.

  5. 5
    nico62 -

    ciao ti capisco benissimo conosco il tuo problema
    e credimi inutile rivolgerti al sert o chi che sia
    nessuno puo’ fare nulla
    vai avanti pensando a cio’ che hatto in passato il tuo papa’ per voi 3
    vedi e’ una malattia seria “ludopatia” solo lui puo’ decidere
    le bugie fanno parte anch’esse della malattia.
    Mi dispiace ma è proprio cosi’.

  6. 6
    Violeteli -

    Salve a tutti,
    vi ringrazio per avermi risposta e per le parole di conforto che avete scritto.
    L’altra sera tornando da un’uscita con gli amici, ho visto che papà era solo in cucina a guardare la tv. Mi sono avvicinata piano, era notte inoltrata. Quello che ho visto mi ha fatto gelare il sangue nelle vene. Il suo sguardo. Era assente. Aveva gli occhi fissi allo schermo ma vuoti e spenti. Senza chiedere nulla, mi sono chinata a dargli un bacio e lui mi ha sorriso. Gli ho consigliato di andare a letto perchè era tardi, lui mi ha detto che aveva mal di stomaco e non riusciva a dormire, gli ho chiesto se volesse una camomilla ma ha detto che non dovevo preoccuparmi e che dovevo andare a letto.
    Mi sono seduta accanto a lui fingendo di guardare la tv. Poi piano gli ho chiesto se avesse qualche problema che lo tormentava, e che la sua presenza-assenza mi sta facendo preoccupare. Lui ha detto solo che ci sono dei problemi a lavoro, poi si è alzato e senza dir nulla è andato a letto. Sono stata tutta la notte sveglia a pensare a quello sguardo, e mi chiedo come faccio a distruggere quel mostro, o quella cosa che ha fatto spegnere il mio papà.
    Sono incazzata con i suoi familiari che sanno solo giudicare dicendo che lui è un buono a nulla e che fa una cosa stupida. E mi chiedo se è perchè sono sua figlia, che solo io lo vedo come vittima e non come carnefice.
    Non penso ormai ad altro tutto il giorno …e spero davvero che succeda qualcosa che sblocchi questa situazione, una qualunque cosa che ci porti verso una qualsiasi direzione.

  7. 7
    dolcevita -

    Cara Violeteli, non so bene che dirti per alleviare un po’ la tua preoccupazione, so che niente servirebbe 🙁 Sei una ragazza davvero in gamba e una figlia speciale, sono certa che il tuo papà questo ce l’ha ben presente e si dispiace nel vederti preoccupata. Però sembra che sia finito in una situazione per cui, lui guarda ma non vede. Ha gli occhi aperti, ma non si rende conto, proprio come quello sguardo che hai visto. O forse boh, è cosciente di tutto ma non sa come fare, questo solo lui può saperlo.

    Quello che ha detto Nico62 purtroppo ci fa capire che tutto dovrebbe partire da lui, e che senza questo presupposto è tutto più difficile.
    Pensavo che magari ti sarebbe utile contattare qualche associazione di familiari o gruppi di auto-aiuto, in rete ho trovato solo questo http://www.giocatorianonimi.org/
    anche se non conosco questa associazione… Sono d’accordo con Luna, dice una cosa molto importante, che anche te hai bisogno di aiuto e di ascolto! Posso solo immaginare quanto sia pesante, però non tenere questo peso solo per te, non trascurare questo aspetto..
    La sua famiglia non vi aiuta, però non trovo giusto che sti qua lo giudicano a quel modo… E’ tanto facile giudicare e sputare sentenze!
    Cara per ora scrivi e sfogati qua, magari ti fa star meglio, siamo qua! Un caro abbraccio, ti sono vicina :*

  8. 8
    Labissa -

    Cara Violeteli, ti sono vicina con tutto il cuore. Spero che prima o poi tuo padre prenda coscienza di avere un problema e accetti di farsi curare. Tu intanto non trascurarti. è un peso troppo grande da portare da sola. Cerca di farti seguire da qualcuno: uno psicologo, un sacerdote, scegli tu. Se vuoi essere d’aiuto a tuo padre devi prima di tutto stare bene tu.
    Il mio ragazzo ha lo stesso problema, anche se non così avanzato ed io, malgrado lo abbiano abbandonato tutti, compresi amici e parenti, non riesco ad odiarlo. Lo amo tanto e anche se ha fatto un grosso sbaglio non credo sia lui stesso ad essere sbagliato. Ora ha accettato di farsi seguire da uno specialista, ma fino a poco tempo fa si rifiutava categoricamente perchè pensava fosse disonorevole. Non c’è niente di disonorevole nello scoprirsi fragili e ci vuole intelligenza e coraggio per capire che si ha bisogno di aiuto.
    Io da sola non ce la faccio però ad affrontare la situazione e allora voglio farmi aiutare da qualcuno più competente e che abbia uno sguardo più obiettivo, magari da uno psicologo.
    però parlarne fa bene. Perciò se vuoi, scrivimi pure.
    Ti abbraccio forte

  9. 9
    stella -

    Ciao Violeteli, spero che nel frattempo tu abbia iniziato un percorso di cura per te ed il tuo papà. per lui sarà molto difficile ammettere di essere dipendente, ma ammetterlo è un primo passo, forse il più difficile perchè il primo. Il Sert vi può dare un aiuto, come anche uno psicologo che segua anche voi e aiutano anche i gruppi di auto aiuto come i giocatori anonimi. Certo la maggior parte del lavoro dovrà farlo lui e voi. uno dei primi passi da compiere e toglierli la gestione del denaro, dargli solo piccole somme togliere la firma dal conto corrente, fa diminuire la tentazione e non farsi intenerire dalle scenate, sono ricatti ad hoc. bisogna affrontare un giorno alla volta, non avere obiettivi ambiziosi ma ogni giorno passato senza giocare è una conquista. ti abraccio forte

  10. 10
    bali -

    ciao cara. sono una ragazza di 26 anni e ho avuto a che fare col tuo stesso problema. purtroppo sono situazioni terribili ed è un problema molto più grande di te, perchè tuo padre in tutti questi anni ha acquisito una tale intimità col gioco che adesso è diventato la sua vita. anche mio padre ha fatto la stessa cosa. spero che tu voglia parlarmi anche in privato se vuoi qualche volta quando ti senti giù puoi anche chiamarmi. ci sono delle cose pratiche che puoi fare come tutti ti suggeriscono…però non dimenticarti della tua di vita. fammi sapere

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