Se vuoi mio marito te lo puoi prendere
Dopo aver saputo del tradimento di mio marito di 30 anni fa (che per umiliarmi me lo ha gridato per ben tre volte in un anno e io non gli ho creduto) con la mia migliore amica che in questi anni ha continuato a frequentare la mia casa pure con il suo secondo marito,
Mi ha inviato queste due righe dopo averle detto che non volevo più saperne nulla della sua farlocca amicizia che lei si ostinava a sostenere come vera e sincera.
Lei mi ha risposto con questa:
“se tu in questi lunghi anni hai fatto un percorso di maturità e di consapevolezza perché non vuoi concederlo anche agli altri? Anch’io non ti riconosco. Questa tua condanna senza appello è tremenda per me ma credo soprattutto per te”
Questa è stata la mia risposta:
Per M.
Io non ho tradito la tua fiducia condividendo intimità e fisicità per molti mesi e frequentemente con tuo marito, né quello passato né quello presente e non ho continuato a frequentare la tua casa da sempre come se niente fosse facendomi schermo dell’amicizia dei figli per frequentarla, penso che in quel periodo non te ne fregasse assolutamente nulla dell’amicizia con me.
Il mio percorso di consapevolezza, ammesso che lo abbia fatto, parte da me, da bisogni miei e non ho la pretesa che gli altri me lo debbano riconoscere per togliermi delle responsabilità.
Ho lavorato parecchio per la mia caparbia volontà di avere un rapporto coniugale soddisfacente dal momento che ritenevo che mio marito, seppure malamente e maldestramente mi amasse.
Se tu fossi veramente stata mia amica mi avresti detto cosa sapevi di lui, mancava solo il tradimento, i tradimenti, per completare la sua personalità ed io avrei finito, una volta per sempre di trascinami tra i miei sensi di colpa, soffrendo, continuando a soffrire e rimanendoci dentro.
Tu dopo averlo goduto contemporaneamente a me (!!! ) hai continuato a raccogliere le mie confidenze disperate e non mi hai mai detto nulla.
Quale motivo ho di concederti, cioè di tenere conto che hai fatto un percorso di maturità e di consapevolezza quando verso di me non hai dimostrato alcun senso di responsabilità?
Il percorso lo hai fatto per te e parzialmente perché non hai avuto il coraggio di parlarmene.
Quindi io non ti assolvo e non devo riconoscerti alcunché, perché la tua amicizia per me nascondeva un furto.
Se ti sei lavata la coscienza è affar tuo e sono contenta per te. Del male altrui non ne godo, mi sei indifferente.
La mia condanna è senza appello, non è importante che capisca io, devi capire tu.
Su cosa basi la considerazione che “questa è una condanna tremenda soprattutto per me” proprio non capisco.
È invece un sollievo su tutti i fronti.
Ora in tutta libertà ti posso dire che se vuoi mio marito lo puoi prendere.
°°°°°°°°
La sua risposta è stata questa:
“mi scrivi dall’alto della tua purezza e con sarcasmi e profferte veramente fuori luogo. Devo confessare che non ci sarei mai arrivata al fatto che proprio come amica avrei dovuto essere io ad avvertirti, e quando? Se non quando la vostra situazione sembrava già di per sé deteriorata.
Tra l’altro dimentichi che io ero convinta che tu ne fossi al corrente proprio da come mi parlavi, mi sono ingannata, forse, nonostante tutto non volevi trarne le conseguenze evidenti.
Commento: l’ultima sua frase è fasulla. Come ha potuto pensare che fossi al corrente. Da come ne parlavo?
Ne parlavo? di che?
Ho poi scritto un’altra lettera ma ho pensato che non ne valeva la pena, meglio era ignorarla per sempre.
Vorrei sapere come vi sareste comportati in una situazione simile o se vi è capitata cosa avete fatto, se siete più nobili di me che invece non ne voglio più sapere nulla.
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L’ unica vendetta è quella di lasciarglielo!
Ti ho già risposto ma continuo anche a leggerti.Scommetto che se non ti sfogassi qui avresti voglia di sbattere la testa contro il muro…e non posso aggiungere nulla di quello che sai già…un tradimento (con l’amica poi) non si dimentica mai e nulla vi si può ricostruire sopra specialmente se il marito non si mette in ginocchio e si cosparge il capo di cenere…Scommetto anche che la tua femminiltà non la senti più,che ti senti vuota e spenta…NON perdonare,non te lo consiglio anche perchè in ginocchio non vedo nessuno e che tu ti faccia carico delle debolezze altrui mi sembra molto poco naturale…
Ti sei comportata benissimo e ammiro il tuo modo di agire.
non sei scesa al loro livello e continua a mantenere alto il rispetto che hai per te, brava brava e brava 😉
la tua amica è squallida e pure tuo marito che con tutte le donne che poteva farsi è andato a prendere proprio la tua migliore amica, che schifo che fanno entrambi!
ti auguro di uscire presto da questa situazione e sono certo che presto starai alla grande!
in bocca al lupo 😉
BUON GIORNO ALBA NASCENTE.
Il maiuscolo e lo spaziato non sono casuali ma voluti. Se il buongiorno si vede dal
mattino, la tua pare essere una nuova e radiosa alba.
La tua risposta e’ carica di quella dignita’ della quale hai finalmente ripreso possesso dopo
il calvario di questi anni.
“Questa tua condanna senza appello è tremenda per me ma credo soprattutto per te”. A
quanto pare le frequentazioni con tuo marito hanno evidentemente contagiato anche
questa tua “cara amica”. Che meravigliosa coppia di individui quella in cui le proprie
responsabilita’ vengono scaricate sugli altri. In quel “soprattutto per te” si cela la sua
autoassolutoria attitudine di giuda dal bacio al veleno.
Che posso dirti…se non BRAVA!
“Fama di loro il mondo esser non lassa; misericordia e giustizia li sdegna; non ragioniam
di lor, ma guarda e passa.”
Dante Alighieri, Inferno, Canto III, verso 5
Dante descrive cosi gli ignavi, i vili “che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo” Egli pone
nell’Antinferno, ove persino i dannati possono sentirsi superiori a loro, coloro che per viltà
nella loro vita non si schierarono mai. In fondo, i malvagi hanno almeno scelto una strada,
hanno preso una posizione, seppur quella della perdizione.
Proprio il non aver spedito quella tua ultima lettera racchiude in se il biasimo per coloro ai
quelli non vale nemmeno la pena di sprecare parole di condanna ma soltanto andare oltre,
soprassedendo in silenzio.
BUONA GIORNATA, G.
grazie a tutti uno per uno,
è veramente liberatorio questo sfogo, per le risposte che ricevo sulla base delle emozioni che suscitano le mie lettere pur non conoscendomi personalmente.
Ho bisogno di sapere cosa suscita questa storia in altre persone perchè a volte mi dà il capogiro e le vostre risposte mi confortano e rassicurano.
Da tre mesi che parlo dell’accaduto con figli, amici, parenti passando dalla rabbia alla disperazione sconsolata per arrivare a rendermi conto che non era un sogno, era tutto vero e che non potrei mai perdonare.
Dal 1991 studio e dò esami all’Università; molto lentamente, è ovvio; ho cominciato quando i miei figli avevano 18 anni e avevo avuto l’occasione di lavorare in una città sede di Università per due gg. la settimana. Avevo questo sogno nel cassetto, volevo rendere maggiormente liberi i miei figli di fare la loro vita una volta diventati adulti; volevo che mi vedessero con interessi personali, impegnata a fare quacosa per me con entusiasmo. Non volevo essere avvinghiata a loro; pensavo la mia vecchiaia con i libri in mano e non alla finestra ad aspettare figli che non arrivano.
Lo studio mi ha molto aiutata in questo periodo difficile da governare emotivamente. Continuo a studiare nonostante il subbuglio. Non avrei mai pensato che sarebbe servito per stare a galla, per sentirmi una persona con altre risorse pur non riuscendo a riempire, comunque, un grande vuoto affettivo.
Le vostre risposte mi fanno compagnia. Presto dovrò affrontare il cambiamento decisivo.
Grazie di cuore.
Ciao albanascente,
io di consigli non te ne posso dare, ma ti posso solo dire che ci sono persone che tradiscono, non solo mariti, ma anche le amiche e questi non hanno nessun senso di colpa, anzi sono convinti di aver fatto la cosa giusta.Ci sono persone che vengono tradite e si sentono in colpa di non aver fatto il possibile o di aver sbagliato qualcosa, ma la veritá é solo che siamo diversi. Ci sono i cattivi (traditori) e i buoni (i traditi)e solo il destino che li fa incontrare e se sfortuna vuole il buono incontra il cattivo e alla fine soffrirá, non c’é medicina alla sofferenza, quando ami qualcuno e poi vedi che tutta la tua fiducia e il tuo amore verso la persona amata non avevano alcun valore per l’altro, allora crolla il mondo e non riesci neanche ad adiare la persona che ti ha tradito, perché tu la ami, cerchi un pretesto per perdonarlo, forse abbiamo sbagliato noi e questo circolo vizioso non ha fine e la sofferenza non ha fine.
Ma bisogna reagire e cercare di capire che i “cattivi” sono gente bastarda senza alcun sentimento che non meritano neanche una virgola del nostro amore, ci vuole tempo, ma bisogna dimenticare il cattivo e pensare che al mondo ci sono tante persone buone e che vale la pena insistere, non arrendersi e essere convinti che il nostro amore gratifica la nostra persona, sempre.
Ciao
complimenti sei una gran donna , hai fatto bene a lasciarglielo,cosa te ne avresti fatto di un tale traditore cosi meschino. Ma dico io che schifo c’è in giro , lasciamo perdere la finta amica che poi alla fine è una estranea ma il marito? colui che ci promette amore fedelta’, colui che divide tutto o quasi con la moglie ma dico io come si puo ma dove sono andati afinire i veri uomini tutto questo mi fa shifooooooooooooooooooo viviamo in un mondo dove tutti sono pronti a pugnalarti alle spalle senza un minimo di rimorso. Comunque ti ammiro moltoin bocca al lupo .P .S Secondo me l’indiferenza è un’ottima arma auguroni un grosso abracciooooooooooooooo
Mi associo, solo per onor di firma, agli altri commenti. Il solito tocco d’artista di glosstar da ritagliare e mettere in cornice!
Veramente di cuore, BUONA GIORNATA!
beh che dire la tua amica è una z*****a doc,non solo si permette di sco..... tranquillamente tuo marito ma osa criticare il fatto che condanni il loro tradimento,invece di farti le sue scuse(che comunque non sarebbero servite)ti accusa.Alla fine tuo marito si merita una donna del genere si vede che dopo due mariti voleva farsi il terzo…e il suo maritino lo sa?XP magari informarlo sarebbe interessante che dici?Ti prego dimmi che questa donna non ha figli perchè sapere che delle vreature vengono cresciute da un essere del genere mi fa stare male.Allontana i traditori,cancellali dalla tua vita,cercheranno di tornare ma sono solo falsi e bastardi e tu non hai bisogna di gente di merda nella tua vita.Buona fortuna!
mi domando con che faccia (si, lo so con che faccia purtroppo…la conosco bene) sta qua veniva a casa tua a fare l’amica scopandosi tuo marito
cioè…bisogna veramente essere delle merde all’ ennesima potenza
purtroppo è un male diffuso
hai fatto bene a non spedirla; ritorniamo al solito discorso delle perle ai porci che conoscono solo il letame. Tempo sprecato!
Ciao cara Albanascente,
è da un pò che non vengo in questo sito, ma ogni volta tornarci significa selezionare qualche lettera e decidere di rispondere, inevitabilmente.
Sento il tuo dolore, emerge dalla rabbia che lo racchiude, come credo sia connaturale in una situazione come la tua.
Non ho consigli da darti, in realtà quando ne chiediamo dalla partenza credo abbiamo bisogno di una risposta che si avvicini allo stato d’animo del periodo, ai nostri pensieri al riguardo, un punto di vista proiettato da valori e vissuti quasi all’unisono, seppur più obbiettivi in quanto non personalmente coinvolti. Solo tu puoi sapere quello che provi, che senti, che vuoi, solo tu potrai decidere sul da farsi per te stessa e hai il diritto di soffrire come ti viene.
Cosa posso dirti? Che non posso che condividere con gli altri commenti..sei una Signora, con la sua dignità, la sua sana fierezza, il rispetto verso se stessa. Non ti biasimare se senti la necessità di affidarti alle confidenze e alle cure di figli e amici, in fondo sono le persone più vicine che hai, sarebbe più doloroso non riuscire ad esternare il male dentro, magari rinchiudendosi in una nicchia di solitudine, comprensibilissima, non colpevolizzabile, ma insondabile per chi ci ama, vorrebbe aiutarci ma non riesce.
Riguardo alla tua “amica”: semplicemente poverina! In tutti i sensi.
Un’ultima cosa: anch’io mi sono avvicinata allo studio molte volte per ingannare tempo e dolore, seppur sia più giovane dei tuoi figli. Al di là della morale, ma davvero al di là, io non la perdonerei, semplicemente perchè non potrei farlo. Vedi, la sua NON è amicizia, come posso aggiustare qualcosa che non esiste? Posso solo crearlo da capo, ma avendon avuto modo di “conoscere” la persona, ovviamente segliendo accuratamente la nuova persona che sarà degna della mia fiducia, che si conquista, non si può regalare se non fallacemente.
Riguardo a tuo marito, senza parole. Un abbraccio anche a Toroseduto.
Chiarisco alcuni elementi di questa storia.
All’epoca del tradimento 1980-1981 la mia amica era
– sposata con un figlio di 7 anni,
– io ero sposata e di figli ne avevo due, 6 e 7 anni.
Lei mi ha detto che contemporaneamente a mio marito aveva pure un altro amante e scambi di coppia in altre città col marito.
Dopo un anno dalla storia con mio marito lei si è separata e dopo qualche anno si è sposata con un altro uomo dal quale ha avuto una figlia che ora ha 19 anni.
Io ho saputo di questa storia tra lei e mio marito 30 anni dopo, non è una storia tuttora in piedi, ma collaborano attivamente a livello politico insieme facendo parte di un gruppo di 5/6 persone;
io invece non me la sono sentita di continuare l’attività politica con loro due. Il risultato è che loro continuano questo impegno senza riguardo alcuno nè per me nè per i figli; ma già non si può pretendere riguardo, loro sono nella fierezza.
Suo marito ha cercato di parlarmi per farmi sapere che disapprova il mio rifiuto nei confronti di sua moglie e che comunque questa storia è precedente il loro matrimonio, è una storia di quando eravamo giovani (secondo me lei non gliel’ha raccontata giusta), che lui lo sa perchè la moglie gliel’ha detto e lui è pacifico così.
Ma cosa voleva dirmi?
Non mi interessano queste persone, lo scrivo solo per completare il quadro.
bhe alba…è risaputo che di becchi e contenti (traduco…cornuti e contenti) è pieno il mondo, anche perchè generalmente fanno parte della tipologia “tu fatti pure i c.... tuoi, che io mi faccio i miei”
c’è chi questa cosa la accetta (molti)
chi invece la rifiuta categoricamente (pochi ma buoni)
sii contenta di far parte della seconda categoria di persone, forse in via di estinzione ma sicuramente migliore
ricomincia la tua vita con una persona migliore, seleziona bene
in bocca al lupo!
So di andare contro corrente e so, per esperienza personale, il male che fa scoprire di essere stata tradita: però vorrei sottolineare il fatto che si tratta di una storia che risale a 30 anni fa!!!! Scusate ma chi di noi, oggi quarantenni o cinquantenni, non ha fatto qualcosa in gioventù di cui adesso si vergogna e che di sicuro non rifarebbe mai più?? L’amica in una cosa ha ragione: le persone cambiano; possono capitare nella vita dei momenti in cui fai cose di cui poi ti penti, di cui poi capisci la gravità. Detto ciò io sinceramente l’amica la perdonerei, proprio in virtù di tutto il tempo già passato da allora. Quello che assolutamente non potrei perdonare mai è il marito: ma anche qui, non per il tradimento (vecchio di 30 anni e per cui valgono le stesse considerazioni fatte per l’amica) ma per averlo confessato adesso: dando alla moglie un ormai inutile grande dolore. La domanda che albanascente dovrebbe porsi secondo me, invece di concentrarsi sull’amica, è: “ma perchè quest’uomo, dopo tanti anni, ha sentito il bisogno di ferirmi in questo modo? cos’è che voleva ottenere con la sua abbondantemente tardiva confessione?”….
Ammiro la tua fierezza.
Comprendo il tuo dolore, e lo comprendo benissimo.
Sei sicuramente una persona che ha molta più esperienza di me nella vita, e la tua reazione composta mi insegna tanto.
Io composto non lo sono stato. probabilmente non lo sarò mai mi capitasse anche 1000 volte.
Ogni volta davanti a qualsiasi forma di tradimento mi dimeno e cerco di ottenere tutta la verità, che non mi è mai stata concessa.
Perchè come ha scritto qualcun altro: questi individui sono dei bastardi.
Tu hai ottenuto lo stesso risultato di una verità segreto morto nella tomba, perchè la verità non è arrivata tempestivamente; anzi è ancora più distruttiva perchè ti toglie la vissuta e intima onestà di un percorso più lungo. Cosa te ne fai ora quando hai dato 30 anni?
Se ora leggessero alcune persone che conosco mi direbbero: vedi Sergio? a te è accaduto prima di impegni più grandi… Meglio prima che dopo…
Magra consolazione… è come uno sportivo che a causa di un incidente diventa paraplegico e c’è qualcuno che gli dice che è stato fortunato perchè non è morto.
Io non sono stato composto… ancora oggi dopo più di un anno il mio cervello ribolle e sbraita, e come hai scritto tu, per queste persone tutto scorre tranquillamente.
Chi è cattivo non sente il peso del dolore provocato e cade sempre in piedi.
Mi spiace tanto per lo squallore che ti ha circondata, e mi spiace per me stesso per lo squallore in cui ho erroneamente sguazzato pensando fosse acqua purissima… a volte è difficile riconoscerlo ed evitarlo, e probabilmente chi ha cuore tende a vanificarlo nell’aspetto , ma non nella sostanza della sua meschinità, e questa alla fine ha maledettamente la meglio su tutto.
Per Anna65
Innanzitutto io vivo il tradimento fuori del suo tempo perch l’ho saputo dopo 30 anni. Questo peggiora perchè come dice Sergio mi ha tolto la vita vissuta di questi 30 anni, mi sembra di essere stata protagonista di un teatrino e ti assicuro che non aver potuto reagire contestualmente non alleggerisce nè lo fa cadere in prescrizione
All’amica non perdono la disonestà di quel periodo e soprattutto quella dei successivi 30 anni.
Per il tradimento invece me la vedo con mio marito. Puoi leggere “tradimento confessato” e “tradimento per umiliare”
Ma vuoi scherzare? Ha ricevuto le mie confidenze, continuato a frequentare la mia casa, pranzi e cene. Devo andare con la memoria a quelle circostanze dove anche se non c’era più niente tra loro ciò che avevano vissuto alle mie spalle aleggiava tra di loro. Soprattutto per lui che non avrebbe voluto che la storia finisse. E io tra di loro che ruolo inconsapevolmente avevo per loro? La poverina il cui marito si è dato all’amica? E lei vuole ritenersi mia amica?
Perchè mio marito ha voluto che lo sapessi? Mi pare di averlo scritto.
Voleva rapporti sessuali e io no perchè volevo che si chiarisse il perchè del suo maltrattamento. Lui non ha ritenuto fosse argomento di discussione, non voleva ascoltare la mia richiesta che fosse almeno educato; in casa e fuori erano continue svalutazioni della mia persona, senza motivo. Quindi la nostra relazione si è rotta sul piano sessuale, secondo lui, quindi mi ha voluto umiliare (parole sue) sul piano sessuale, ed ora fiero mi chiede se sono disponibile a cancellare tutto e a ripartire senza più parlare di nulla. Nessun pentimento, anzi non vuole nemmeno affrontare l’argomento ma è prolisso nel parlare di sospetti (fantasiosi) su di me.
Carino, vero?
E’ chiaro che dopo tre mesi di agonia, finalmente ho distrutto il suo mito dentro di me, svanite tutte le speranze di salvare la famiglia, di ricucire con lui, ora penso a come sistemarmi e prepararmi a nuova
So che cosa provi; so cosa vuol dire guardare il mondo con quattr’occhi e ritrovarsi solo con i propri; un vuoto che nei primi tempi è incolmabile.
Io ho passato 40 anni con una persona dal carattere difficile, credevo che amasse solo me, credevo che fosse onesto, era gelosissimo, come non pensare che non mi volesse bene; abbiamo avuto due figli stupendi, realizzati al massimo; gli avevo attribuito molto valore e capacità ma lui non mi ha mai apprezzato. Incapace di sentire emotivamente, incapace di ascoltare, incapace di riconoscere il diritto sacrosanto della libertà di pensiero. Per lui i sentimenti passavano esclusivamente attraverso i rapporti sessuali.
Quando mi sono stancata di non riuscire ad imbastire il minimo dialogo su queste difficoltà che negli anni si erano fatte inaccettabili ho posto la condizione che non ci sarebbero più stati rapporti sessuali se prima non ci fosse stata una lettura di quali erano gli atteggiamenti che lo facevano andare su tutte le furie.
Conclusione: per oltre un anno, chiusura assoluta, non voleva saperne di parlare, diceva che io avevo già preso la mia strada e che non c’era più nulla da fare. Era minaccioso e in tre diverse occasioni mi ha detto che si era fatto la mia migliore amica, 30 anni prima, una storia lunga mesi, quando avevamo i figli di 6/7 anni e lei veniva a casa mia con suo marito e suo figlio, a cena, in pizzeria insieme.
Bello vero?
Dopo 30 anni vengo a sapere che quest’uomo con cui io ho condiviso la vita si è distratto in questo modo ma soprattutto con me non aveva mai avuto un buon atteggiamento.
Ho sentito il bisogno di rivedere con altri occhi i successivi 30 anni svuotati di ogni significato.
Mi ha detto che ha voluto umiliarmi e ce l’ha proprio fatta anche in questi successivi tre mesi, con un atteggiamento strafottente e poco responsabile mi chiede di ripartire ex novo ma non fa nulla, non è dispiaciuto, piuttosto ne è orgoglioso.
L’autostima se ne va? Sì per un pò ma poi si deve ripartire
anna tu sei pazza!Se uno mi tradisce ora e lo scopro fra 20 il suo gesto è meno grave?NO!L’amica va trattata per quella che è…una tro.. e va mandata direttamente a quel paese insieme al marito con un bel biglietto di sola andata e con un bel calcio nel culo!Si certo le persone cambiano ma raramente in meglio!Queste due persone sono complici e non vanno minimamente perdonate,l’amica ha avuto la faccia di merda a presentarsi a casa sua mentre si scopava suo maritoe invece di scusarsi ha pensato bene di prendersela perchè giustamente non viene perdonata,l’autrice della lettera soffre già abbastanza,non ha bisogno di una persona falsa al suo fianco,io le spaccherei la faccia,ogni volta che la vedrebbe le verrebbe in mmente il tradimento,ma dove siamo?l’amica si perdona e il marito no?entrambi sono colpevoli!!!
A proposito di “soprassedere col silenzio” non vi sembra che, di fronte a persone con pochi scrupoli, insensibili, il nobile silenzio sul torto subito consenta di farli sentire in pace?
Io penso che convenga il silenzio solo dopo aver parlato, altrimenti questi personaggi si permettono di fermarti, farti domande per dirti che stai sbagliando, dirti ciò che a loro interessa farti sapere e poi non ti stanno nemmeno ad ascoltare.
Se invece gli si dice quello che si pensa (che non conterà nulla, non cambieranno opinione) probabilmente sentendo comunque una reazione successivamente ti gireranno alla larga e a questo punto, tolti dai piedi, posso anche starmene in silenzio.
credo che la cosa peggiore sia proprio il fatto che questo stronzo invece di sentirsi pentito pretenda di ripartire…e certo chi se lo fila ormai?i tuoi figli saranno cresciuti ormai,sanno cosa ha fatto il loro padre?ormai riparti da sola io al posto tuo preferirei diventare lesbica che restare con un bastardo del genera divorzia e vattene!
A volte una voce fuori dal coro, aiuta. Per mettere a fuoco tutti gli aspetti di una situzione molto particolare, ma una voce stonata, fa capire che gli echi che l’hanno provocata, sono sentimenti di bassa levatura. Chi ha una condotta integerrima, prova disgusto nel sentire
giustificazioni generate dal basso ventre.
Ho scritto nella precedente lettera di auroranascente, che mi sono
sposato nel 1980. Ho vissuto 25 anni da favola con mia moglie. Ora sono solo da 5 anni, secondo il metro di anna 65, io sarei un marziano! Probabilmente è così. Resta il fatto che mi trovo talmente bene su Marte, e notando che sono in buona compagnia, trovo opportuno
giustificare la sua entrata in scena, se non con un sibilo prolungato
come facevo da bambino. Un bel fischio da loggionista alla nota stonata. TS
ciao Sara e altri su questa linea,
i figli lo sanno: mia figlia si sta comportando con me con molta comprensione, il colpo è stato durissimo anche per lei che è molto affezionata a suo papà, generoso e sempre pronto al suo servizio;
Dice che per lei era normale vederci tali come eravamo: lui insistente fino alla fucilazione, quindi un vincente, ad ogni costo: anche con la manipolazione e la derisione.
E’ un male di famiglia (da parte di mio marito) e mia figlia quindi non lo ha mai visto come un problema.
Io che ad um certo punto ci mollavo; di fronte a tanta tenacia pensavo anche che i miei pensieri fossero sbagliati fino a quando, osservando meglio, mi sono accorta che manipolava i ragionamenti. Ed è molto difficile riportare ragionamenti manipolati per farmi capire dai figli, dentro c’è il tono, l’interpretazione falsata di una parola, è allucinante. Sembrano tiretere e i figli si annoiavano ad ascoltarle.
Ora lei mi sta molto vicino, mi dice che devo finalmente liberarmi di queste catene, il mio dovere è stare meglio, che ho cercato per troppo tempo di capire quando invece non c’è nulla da capire, che è leggeroche mi sono fatta carico di tutto; che lei è sempre stata felice di essere nata e cresciuta in questa famiglia, che non devo pensare che, lasciandolo, distruggo la famiglia.
Mio figlio invece mi invita a pensare se suo padre è tutto negativo o no; mi dice “ha anche qualcosa di buono”; che devo smetterla di disperarmi, o che lo perdono o che lo lascio; non è il caso di guastare la famiglia per una cosa del genere ma che sono libera di fare ciò voglio, per lui, è disposto darmi dei soldi…..
A parte mia figlia che gli ha parlato una volta per telefono (gli ha detto che secondo lei non doveva continuare l’attività politica con Mara per rispetto) e lui ha risposto che ha doveri sociali), nessuno nomina ciò che fatto, mio marito da tre mesi se la conta e racconta da solo e non viene disturbato.
Anzi, mi rimprovera di averlo detto ai figl
ti rimprovera perchè ha la coda di paglia ma tuo figlio non può dirti che non si sfascia una famiglia per questo…si sfascia eccome e non lo hai fatto tu ma tuo marito,lascialo,io non me la sentirei di vivere fino alla morte con una merda del genere solo la sua vicinanza ti farà morire e poi non credo che quando sarà vecchietto vorresti prenderti cura di lui,che se ne vada dalla tua amica tu lavatene le mani,perdonare è impossibile quindi allontanalo ti ha già fatto troppo male non credi?I figli ormai sono grandi e credo che tua figlia ti stia consigliando bene.Il matrimonio è finito e sinceramente non so per quanto ci sia stato,è brutto da dire ma è cosi,tu non devi niente a nessuno liberati da questo enorme male.
per Toroseduto: a parte il fatto che credo che un forum come questo sia fatto perchè ognuno possa esprimere liberamente la sua opinione e che tutte le opinioni vanno rispettate, credo che tu non abbia capito nulla del mio post o forse sono io che non mi sono spiegata bene; il mio non era certo un incitamento al tradimento, anzi. Da donna che è stata tradita so quanto può essere devastante quel dolore: è una cicatrice sull’anima che non va più via. Però credo anche, da essere umano, nel perdono, che spesso fa bene più a chi lo concede che a chi lo riceve: covare dentro rancore e odio fa male a se stessi e non porta da nessuna parte. Col mio post fuori dal coro volevo semplicemente dare ad albanascente un diverso punto di vista da cui guardare la cosa. Poi è chiaro che è lei che l’ha vissuta in prima persona a sapere particolari e dettagli che noi non possiamo conoscere e quindi sta a lei decidere. Ripeto, io volevo solo darle un ulteriore spunto di riflessione senza assolutamente giustificare ciò che è ingiustificabile. E, per finire, il riferimento al tuo matrimonio felice mi sembra del tutto fuori luogo: qui stiamo parlando di un tradimento coniugale, cosa che purtroppo a volte capita alle persone meno fortunate di te e secondo me il senso di questo forum dovrebbe proprio essere quello di aiutare noi poveri sfortunati “cornuti” a superare al meglio questo dolore.
Per albanascente: i particolari che hai aggiunto hanno chiarito meglio la situazione. Però adesso mi sorge spontanea un’altra domanda: il rapporto con tuo marito è così … deteriorato…. tanto da aver intaccato anche l’intesa sessuale, tra voi non c’è comunicazione, lui ti ha ferito in un modo così tremendo rivelandoti il vecchio tradimento; stante tutto ciò tu credi che ci sia spazio per una ricostruzione del vostro rapporto? vedi, io sono sempre fuori dal coro per cui il mio consiglio è di ripartire da te stessa, da quello che vuoi veramente; rimanere nel rancore ti fa solo del male. Un abbraccio.
scusa forse non ho capito bene tuo marito ti urla il suo tradimento perche’ tu non vuoi svere rapporti? MA TI HA CHIARITO PERCHE’ ALL’EPOCA SI E’ MESSO PROPIO CON LA TUA AMICA?
non si può perdonare perchè le persona bastarde alla fine non cambiano e rimangono cosi,non si può perdonare una cosa cosi grave,dopotutto il perdono è divino e cosa dovrebbe fare?riaccogliere l’amica in casa?io la piglierei a bastonate…
inutile chiedersi perchè lui l’abbia tradita con l’amica..è un porco!punto!
non volevo che mi maltrattasse di giorno e mi cercasse di notte(svalutante nei miei confronti, non ammetteva che avessi un pensiero mio, criticava le mie scelte di lavoro, di studio, le mie posizioni in qualsiasi campo, in casa e con amici, mi trattava con molta sufficienza – da quando era in pensione le occasioni erano centuplicate ed io evitavo di essere con lui insieme ad altri perchè non mi sentivo libera di intervenire, temevo la sua disapprovazione ed era iniziato un circolo vizioso per cui mi rifiutavo ad avere rapporti sessuali, ero in uno stato d’animo mortificato; per 3/4 anni ho cercato ugualmente di superare ma alla fine non ce l’ho più fatta. Rifiutava il dialogo, mi diceva che non voleva lezioni da me, che parlo troppo, che non bisogna discutere del modo ma si deve stare all’argomento della discussione, che si deve discutere dell’oggetto fino a quando non si arriva alla conclusione comune: LA SUA. Non riuscivo a farmi capire e gli ho detto: prima di avere di nuovo rapporti sessuali dobbiamo parlare del perchè ci facciamo del male. Lui non ha voluto parlare ma mi ha sempre chiesto rapporti sessuali anche in modo aggressivo. Al mio costante rifiuto, vedendo che non si sbloccava la situazione come voleva lui, pensando che il nostro rapporto fosse finito (parole sue) mi ha gridato (per umiliarmi: parole sue) per tre volte in un anno di essere stato con Mara 30 anni prima, eravamo già sposati. Quello che so l’ho saputo da lei, una storia di alcuni mesi (mi avrà detto il minimo)
Perchè ha avuto questa storia? Intanto lui la banalizza, non ha nessun valore, non esiste più, non ne vuole parlare , ingigantisce sospetti su storie mie (inesistenti) che…. lo tormentano ancora. Alle mie insistenti domande sul perchè di loro due non ha mai voluto rispondere in prima persona; anzi, mi ha gridato: “Lo sai perchè la Mara è venuta con me? Perchè mi ha detto che tu mi trattavi male” Me lo ha ripetuto più volte, da vigliacco, una frase intrinsecamente illogica e falsa
Per Anna 65
Ho provato rabbia, disperazione, delusione e cocente umiliazione, soprattutto la cattiveria di volermi fare male mi è penetrata nelle ossa, distruzione di 30 anni di ricordi, di significati…..da rivedere.
Rancore NO. Ho capito che dovevo combattere prima con l’idea (MIA) che avevo di lui: grande lavoratore, benvoluto, gentile e generoso con chi gli pare, ma anche supponente, dal carattere difficile e duro per chi lo conosce da sempre, membro di una famiglia d’origine caratterialmente autoritaria ed aggressiva, critica verso tutto e tutti quelli che non fanno parte del clan.
Mi aveva voluta tenacemente, pensavo che mi amasse e che avesse amato solo me, e che fosse orgoglioso dei suoi figli ma che considerasse la moglie nel suo ruolo, aveva quindi dei diritti e io che invece non volevo essere considerata partendo dal ruolo, ma da quella che sono e lui da quello che è nell’ottica della collaborazione.
Mi sosteneva l’idea che mi amasse, seppure maldestramente anche nonostante il suo gallismo oggetto di numerose discussioni, sempre.
A proposito del perdono: innanzitutto la volontà di umiliarmi non mi permette di prendere in considerazione il perdono. In questi tre mesi non c’è stato pentimento (parola che lo irrita) non ha nulla da farsi perdonare: sì, mi ha scritto 2 biglietti soft affermando di avermi sempre trattato male e si scusa. Ma ogni volta che parliamo mi addossa colpe inesistenti, capovolge tutti i discorsi; mi chiede solo che se mi va di cancellare tutto, lui è disponibile a ripartire ma non una parola di dispiacere o per me.
Risultato: a lui non si pongono condizioni, quindi mi sono meritata l’umiliazione e se ho capito la lezione non devo fare altro che dimenticare e ripartire con buona volontà con un rapporto sessuale.
Non posso perdonare chi non lo chiede: anche se il prezzo è altissimo. Non posso perdonare per illudermi ancora o per continuare a vivere alla stessa maniera per mantenere ciò che non sta più in piedi.
La moralità e la coerenza, non sono un premio gratuito. Un rapporto di qualsiasi natura, si valuta nell’intero arco della sua durata, 1 mese o 30 anni, non fanno differenza. Parlando di un rapporto di lunga durata, si può constatare che nella coppia chi è costretto a subire il tradimento e l’inganno,quando l’età naviga oltre i 60 anni,
diventa devastante. Cara Anna 65, non hai letto attentamente. Tutti quelli che hanno risposto alla lettera mi conoscono, ti sei fermata nel tuo giudizio alla mia affermazione di aver avuto un rapporto di 25 anni favoloso, subito dopo ho scritto che sono solo, solo con due figlie di 29 e 22 anni. Mi seccava riportare per l’ennesima volta la mia condizione. Ho tanta comprensione per i cornuti, a me è toccato qualcosa di più devastante. Sopravvivere alla felicità e combattere da solo con due figlie da gestire in questo mondo balordo senza prospettive per i giovani. Non voglio uscire fuori tema, per rispetto
ad albanascente. Il perdono di cui tu parli, ha avuto risposta da tutti gli altri, compreso me. in questo caso NON ESISTE! TS
ci sono questi uomini che considerano la moglie una loro proprietà ma non è amore e poi è davvero un porco ma scusa ora che è in pensione e nessuna da farsi pretende da te il sesso?Io non so com’è tutta la situazione,di chi è la casa,i beni in comune ma è inutile continuare a vivere sotto lo stesso tetto,i figli sono grandi e comunque ti sei sacrificata abbastanza,lascialo definitivamente.
Ci sono passata anch’io da una situazione simile. Trovo ridicolo che due donne si contendano un uomo, c’è anche mancanza di autostima in questo e i maschietti ci sguazzano nel loro narcisismo, ci godono a sentirsi contesi. L’altra, tra virgolette, ci gode perché si sente “prescelta” e quindi superiore alla “rivale” (che poi è la moglie legittima). In genere la contesa viene vinta dalla moglie, perché alla fine il maschietto sceglie di non perdere quello che ha, comprese le comodità, tipo anche quella di saper dove bagnare il biscotto senza troppa competizione.
Per me l’amica era del tutto insospettabile, e quando ho scoperto la faccenda mi sono sentita molto ingannata, ma, nonostante la rabbia e le mie scenate, mi sono tirata indietro da una volgare contesa. Non sono comunque riuscita a essere così tanto superiore da perdonare, ma invece ho cancellato quella persona dalla mia vita. Col marito c’è stato un anno di separazione dura voluta da me, poi le cose si sono ammorbidite, ma non tanto da tornare sereni, perché non potrà mai essere come prima: ognuno ha una sua casa e delle attività, si condivide solo qualcosa tipo mutuo soccorso. Lo so che fa schifo, ma trovare relazioni sincere, rifarsi una famiglia, una coppia, oggi non è facile, specie se non si è più giovani. La solitudine mi pesa, ma chissà, magari un giorno qualcosa capiterà di nuovo e potrò lasciar andare dei sentimenti.
Pensa soprattutto a te stessa, alla tua dignità, alle cose che fai, ai tuoi figli, non dare a lui troppa importanza, ciò che importa è come stai tu e cosa fai per stare bene. I maschi sono abilissimi a girare le frittate e cercare di confondere le acque, noi donne siamo più determinate. Storicizza la tua esperienza, c’è un sacco di gente che si trova in situazioni simili e soprattutto ricorda che il problema è solo tuo: amiche, amici, parenti, conoscenti, se ne fregano oppure hanno così tanta stima che pensano che tu vali anche senza un marito, vali per te stessa.
Auguri.
Ciao albanascente…mi dispiace moltissimo per quello che stai passando. Da come scrivi si capisce che sei una grande donna. Provo ad entrare nei tuoi panni…e ripercorrere 30 anni di vita alla luce dell’aberrante fatto è allucinante, cambiare tutta la prospettiva e scoprire particolari che prima non hai potuto vedere,perchè la ferrea disonestà delle persone te l’hanno impedito. Io dico che il problema non è il perdono, in questi casi è del tutto indefferente. Perdono o non perdono ma cosa vuol dire? il tempo è andato e l’aspirale di dolore resta. Il punto invece è come poter sopportare di aver vissuto una vita (perchè 30 anni sono una vita) che non è mai esistita. Davvero è tremendo. hai tutta la mia solidarietà. Ti abbraccio
Ciao a tutti, carissimi, nessuno escluso.
E’ confortante sentirsi capiti e ascoltati; sono interessanti e mi fanno pensare tutti i vostri commenti. Mi sono di grande aiuto.
Non siamo in due a contendere mio marito.
Per primo mio marito è ora un perdente, non ha nè lei (da 30 anni) nè me da un anno e mezzo e di sicuro mai più.
Io non voglio vivere con una persona che ha voluto umiliarmi ed è tuttora senza scrupoli.
E non c’è nessuna contesa tra di noi due donne, io di sicuro non ci penso nemmeno che possa sfiorarmi con un dito. Lei ha marito il quale si è preoccupato di dirmi (assieme ad altre stupidaggini, cioè che sua moglie è una brava persona e che sbaglio a non volerla più come amica; io gli ho detto che di amiche disoneste non so che farmene, chiuso) che per lui è una cosa di nessuna importanza essendo successa durante il primo matrimonio della moglie.
Certo che il pensarli insieme mio marito e lei mi ha fatto male; se lei è orgogliosa per essere stata preferita, sa anche benissimo che mio marito stava sia con me che con lei in quel lontano periodo; comunque siamo due persone diversissime io e lei; lei dopo aver fatto 4 anni di psicoterapia a seguito della separazione dal primo marito e della la sua attività sessuale che l’aveva scombinata (me l’ha detto lei) ora fa una vita monacale, ristretta, si impegna da due anni in politica,(io da tre mesi ne sono uscita non riuscivo a starmene tra loro due) è ossessionata dalla paura, eternamente in ansia, una persona ombrosa, nessuna amica se non quelle conosciute tramite me.
Non mi interessa proprio mettermi in gara nè a livello sessuale nè intellettuale con lei. Ho sufficiente autostima basata su fatti concreti che mi permettono di non considerarla affatto. In queste parole c’è durezza ma anche verità.
Per quanto riguarda l’aspetto economico sono completamente autonoma.
Abbiamo una casa abbinata. Una parte la abitiamo e l’altra è vuota, ci va a dormire lui da un anno e mezzo.
Dopo 13 anni dal matrimonio, (5 anni dal tradimento, forse ce ne sono stati altri, è legittimo pensarlo) avendo necessità di essere più presente con i figli che avevano 12 e 13 anni mi sono licenziata per andare a lavorare part-time da amici.
Purtroppo però, dopo il licenziamento questi amici hanno preferito occuparsi in famiglia di quel lavoro ed io sono rimasta disoccupata.
Avevo sempre lavorato e non mi trovavo bene in quella situazione.
Per non sentirmi di peso ho chiesto a mio marito quanti risparmi avevamo messo da parte per valutare se gli interessi mi potevano permettere di essere più tranquilla. Mi ha risposto: “tu di risparmi non ne hai, quello che ho messo da parte è mio”.
Stupefatta gli chiedo: “ma come, io ho messo in casa tutto il mio stipendio per 13 anni e mi ritrovo senza un soldo? Allora vuoi dirmi che sono pure cretina; io credevo che i risparmi fossero di ambedue anche se erano intestati a te”.
Faceva tutto lui e a quell’epoca usava che era il marito l’intestatario, era così anche nella mia famigia ma mio padre non ha mai considerato che fosse l’unico proprietario.
E lui: “no invece perchè io per guadagnare ciò che ho da parte ho investito nella mia attività e tu no, non ci hai messo un soldo, e poi, vuoi mettere? Il mio lavoro con il tuo, è molto più impegnativo, i faccio dieci ore al giorno”
E io: “io curo anche i figli e la casa e ho lavorato 8 ore fuori sempre e soprattutto ho permesso a te che come me hai due figli e una famiglia di fare 10 ore al giorno, se puoi occuparti senza altra preoccupazione soltanto del tuo lavoro è perchè io mi occupo di tutto il resto”.
E lui “ma di cosa hai paura, di che soldi hai bisogno, non hai bisogno di avere dei soldi, cosa credi, che se tu avessi bisogno io non te li dia?
Questa frase mi ha apertogli occhi.continuo dopo
Mi ha aperto gli occhi perchè già in tredici anni era necessario solo ciò che riteneva lui necessario.
Voleva il controllo sulle spese, diceva che spendevamo troppo.
Non sapeva nulla di economia familiare, come faceva a dirlo?
Non mi compravo nulla, eravamo in un’economia ristretta che di più non potevo, spendevo sempre il meno possibile, usavo il mio stipendio e dovevo essere controllata?
Allora ho accettato qualsiasi lavoro che mi è capitato, non è mai stato facile trovare lavoro, avevo già 40 anni ma ce l’ho fatta e ho continuato a lavorare fino a pochi anni fa con soddisfazione e buona remunerazione.
Mi sono subito fatta un conto bancario mio e metà del guadagno lo usavo per la famiglia, l’altra metà lo mettevo sul mio conto.
Mi sembrava una cosa vergognosa, per un anno non gliel’ho detto, a lui chiedevo una cifra mensile per la famiglia.
Non osavo dirglielo, pensavo che in una famiglia ci dovesse essere un mucchio unico, ma in questa l’unico mucchio doveva essere il suo e per me era umiliante. Lavorare ed essere sempre senza soldi?
Doverli chiedere?
Gliel’ho detto dopo un anno, ho ricevuto insulti a non finire. Mi diceva che ero io che volevo tenere i conti separati, per lui dovevo vergognarmi.
Ho sempre accumulato, licenziamento, arretrati di pensione, un pò di soldi dai miei genitori, li ho investiti bene e mi rendono tuttora molto bene, il capitale è sicuro, niente borsa o fondi.
Ho una bella cifretta frutto del mio lavoro che mi rassicura perchè posso disporne come voglio.
Dopo il matrimonio (1973) senza dirmi nulla è andato a comunicare la scelta della separazione dei beni. L’ho saputo chiedengoglielo alcuni anni dopo. Io non avevo nulla e il problema non me lo ero posto.
La casa che abbiamo, per intervento di mia figlia, è stata intestata a tutt’e due ma lui non avrebbe voluto, perchè anche lì si doveva fare solo e soltanto come voleva lui. Comunque ce l’ho e la voglio intendere come un riconoscento, almeno quella.
beh devo dire che tutto sommato lui non ha potuto controllarti del tutto…ora cosa intendi fare?ci hai pensato?Voglio dire intendi chiedere la separazione?Andare a vivere altrove?
cara albanascente,ti capisco, anchio come te per anni ho subito critiche dal mio compagno e credetemi non c’e’ cosa pegiore sentirsi dire tu parli troppo ,oppure non interferire in una discussione perche’ si ha paura di dire qualcosa di sbagliato rilegendo la tua storia in eccezione acuni particolari mi sembra di rivivere la mia forse prima o poi mi decidero anchio a raccontarla per adesso mi fa male solo pensarci anchio come te sono stata tradita con l’amica e non solo comunque da quello che scrivi si capisce che sei una gran donna , tieni duro ormai penso che il peggio sia passato . Infondo di cosa hai paura ? Economicamente sei da quanto ho capito abbastanza autonoma percio?vai avanti per la tua strada a testa alta.ma poi dico come si fa aperdonare l’amica anche se il fatto e’ accaduto 30 anni fa e questo nuovo compagno come ripone tanta fiducia in lei , (il lupo perde il pelo ma non il vizio )
Care Sarah, lyra, rosadeibanchi, toro seduto e altri sopra per le vostre considerazioni importantissime, anche se non vi nomino tutti.
E’ prezioso il commento di coloro che hanno già avuto questa esperienza. Non avrei mai detto di far parte delle persone tradite, non ci ho proprio mai pensato, soprattutto sono lontana anni luce dall’accettare che in una famiglia passi una cattiveria tale come quella che ha voluto esprimermi mio marito continuando a farlo anche in questi tre mesi col suo atteggiamento pavoneggiante.
Cosa penso di fare?
Sono arrivata alla conclusione che un rapporto del tipo SEPARATI IN CASA non è possibile. Non riesco ad essere tranquilla, lui controlla, svaluta, disprezza, commenta: poche parole, sguardi pesanti.
A me dà fastidio se sta in casa, se esce.
Se mi fa domande ed io cerco di rispondere coerentemente mi dice o mi fa capire con cattiveria che non rispondo correttamente, lui pensava sempre a qualcosa di diverso dalla mia risposta.
C’è da impazzire, questo lo ha sempre fatto.
Gli ho detto che la mia intenzione è separarci consensualmente.
Mi ha detto “va bene, andrò nell’altra casa ma devo sistemarla e quindi mi serve tempo, non devi farmi fretta”
Così la vita continua come sempre. Abbiamo ancora in casa mio figlio, 37 anni. Se lui è a cena allora ceniamo insieme tutti altrimenti no.
I miei figli mi hanno detto: “se non ce la fai a superare decidi liberamente cosa fare”.
Rifiuto che mi venga caricata la questione sulle mie spalle.
Rifiuto termini come “farcela o non farcela” “se sono capace o non sono capace di….”
Quindi ho detto loro che non è quello il punto, non devo decidere nulla perchè la cattiveria di volermi umiliare contiene già implicita la decisione. Questi ingredienti non ci stanno in un rapporto affettivo come non ci sta l’aspettativa che io possa “superare”. Mercoledì consulto due avvocati di DONNA DOVE.
Non voglio aspettare qui il tempo che gli serve per passare di là e mi pare che non voglia farlo.
si infatti tu intanto avvia le pratiche di separazione e poni un termine entro il quale lui deve andarsene altrimenti non se ne andrà mai,ti ha distrutto la vita che se ne vada ora.Mi dispiace tanto non ti meritavi tutto questo!
grazie sarah,
che delusione! e pensare che in fondo in fondo stento a credere a tanta infamia. Nemmeno una parola di desiderio di non sfasciare tutto, non una. Non pensa nemmeno ai figli, ha ingaggiato una battaglia da sempre; avevo capito benissimo durante questi anni. Il suo problema (?) era ed è che a lui non si può e non si deve dire di NO, sia per una piccola cosa che, figuriamoci per una cosa che lui ritiene suo diritto!
Dice che è perchè non mi ha mai sentita vicina e io usavo il sesso per ricattarlo!!!!!!! Che logica!
Dopo le mortificazioni come potevo essere pronta per un sì, finchè non le avevo digerite non potevo essere pronta.
Mi dice, come insulto non come constatazione, che prima di concedermi a lui dovevo essere tranquilla nei confronti di mia mamma: è vero, mia mamma era emotivamente molto disturbata ed io soffrivo moltissimo per questo.
Lui lo legge come una mia mancanza verso di lui. In effetti non ce la facevo a governarmi bene tra due morse ma non c’era amore per me nè da parte di mia madre (incapace di accettare che io avessi la mia vita) nè da lui con i suoi diritti.
Non ho avuto la capità di liberarmi di entrambe queste due morse, anch’io ho scelto il male minore, questo è il peccato più grave da parte mia.
Con mia mamma ho un legame di sangue e posso solo comprendere la sua incapacità di essere diversa.
Lei ha riveduto il suo comportamento e mi chiede di scusarla continuamente, non se ne rendeva conto nonostante ciò che molte persone e mio padre cercavano di farle capire.
Le pretese da marito invece (che non ha legami di sangue con me) partono da un comportamento colpevolizzante e ora che lo so, anche disonesto verso di me.
Lui ora si preoccupa che questa cretinata di dirmi di un tradimento antico non si sappia in giro, mi insulta di averlo detto ai figli.
E’ orgoglioso di averlo fatto ma non vuol predere del cretino da tutti.
ciao toroseduto e rosa dei banchi che avete avuto esperienza simile alla mia.
Che dire?
1) Una persona che non accetta la richiesta del coniuge, ripetuta per quattro anni di parlare di come ci trattiamo, che gli dice che non ce la fa ad accettare continue mortificazioni, chiusure e richieste di sesso per superare,
2) di fronte all’ultimatum del coniuge “o che parliamo oppure niente perchè non ce la faccio a sopportare le tue violenze psicologiche”
2) cosa fa? diventa “esasperato” perchè pensa che non ci sia più nulla da fare, che la moglie abbia già preso la sua strada, quindi
3) che fa? non gli viene in mente di provare ad essere gentile, almeno educato per vedere se il reclamo della moglie sta tutto lì, almeno per verificare, no
4) la umilia gridandole per tre volte che ha avuto una storia tempo fa con la sua migliore amica
5) dopo il confronto a tre lui, dopo essere stato opportunamente schiaffeggiato, dopo avermi visto stare male come non mai nel dover rivedere i successivi 30 anni passati insieme (le espressioni nelle foto, filmine, tutto ho rovistato, dilaniata, non volevo pensare di avere vissuto in una realtà diversa, in un rapporto affettivamente molto più squalificato da come lo ricordavo, l’inganno, i sotterfugi)
6) da allora collaborano politicamente (io mi sono ritirata) presentandosi in piazza per raccolta firme, ecc. lei non era indispensabile, lui non voleva chiederle di non essere presente, mi impone che ciò non significa nulla. Per me invece era importante che loro due avessero avuto un comportamento meno orgoglioso per rispetto a me. CHe bello a rivincita nei miei confronti.
6) infine lui chiede a me se sono disponibile ad un’apertura allora lui è disponibile; possiamo cominciare ad uscire con amici e parenti.
Io gli chiedo se non abbia parole da dirmi a livello personale, se gli interesso o no; “cosa vuoi che ti dica, tira tu le tue conclusioni”
TOTALE: Mi vuole dire “non capisci nemmeno con questa bastonata chi comanda e cosa vuole?
cara amica , quali sono i sentimenti che provi adesso per il tuo compagnio?Pensi che se lui provasse un po di pentimento e si dimostrassepiu’ gentile ce la faresti a ripartire di nuovo.bhe io ti posso dire che ,a discapito di te io ho tenuto tutto nascosto ai miei figli per non dargli un grosso dispiacere. per quanto riguarda lui si e dimostrato pentito di quello che mi ha fatto, ha raccontato un po come e sorta questa relazionedicendomi che era solo un passa tempo(a suo dire )ma io non e’ che gli creda poi tanto. Come ti dicevo lo tenuto nascosto ai miei figli perche’ ho visto questo pentimento ,essendo ancora piccoli non me la sono sentita di scombussolarli.E DURA ANDARE AVANTI(ANCHE SE LUI SEMBRA CAMBIATO)non c’e’ istante che non pensi a quello che mi ha fatto,a mio dire non avrei mai pensato di perdonare un trdimento ma ho dovuto per i miei tesori,purtroppo quando ci sono dei figli di mezzo specialmente ancora piccoli non possiamo permetterci di agire secondo i nostri desideri
Ciao albanascente,
credo che hai frainteso quello che ho citato. Capisco il tuo stato d’animo, e hai tutta la mia comprensione. Come ho precisato, io sono arrivato su questo forum a giugno 2008. Conosco e conoscono la mia storia tutti quelli che hanno risposto alla tua lettera. Visto che mi hai citato,allora sarò chiarissimo:sono vedovo da 5 anni. Mia moglie andò via a 50 anni, io ne avevo 57 all’epoca. Per mia scelta, dato che siamo stati insieme 30 anni, 25 da sposati,
non ho mai pensato che sarebbe stato possibile sostituirla nel mio cuore. Vivo da solo e continuo ad essere fedele a lei. Ho mille problemi, ma trovo la forza di andare avanti per la mia strada, mi prodigo in tante attività di supporto, cercando di dare un senso alla
mia vita. Gestire due figlie di 29 e 22 anni non è facile. Doveva andare così. Quando parlavo di moralità e coerenza, sebbene a me sia capitata una storia opposta alla tua e avendo sperimentato su di me la
solitudine, è scattata l’empatia nei tuoi confronti, penso che abbiamo quasi la stessa età, non c’è più tempo per “tentare” ancora,
per questo ho definito devastante quello che ti è capitato.
In passato qualche “anima sensibile” mi ha criticato sul fatto di tirar fuori diverse volte la mia situazione, metti in conto pure questo, noi vecchietti dovremmo astenerci di voler parlare dei nostri problemi. Sono i vent’enni, e i trent’enni che soffrono, noi siamo OFF SIDE. Salvo poi ricevere più di 15-20 e-mail private al giorno con richieste d’aiuto. Chiedo scusa a quelli che hanno dovuto sorbirsi ancora una volta la mia storia. Ho scritto solo per albanascente, tutti gli altri possono ignorare questo post. Ti abbraccio virtualmente e saluto tutti gli altri, in particolare rosadeibanchi, che non si faceva sentire da un bel po’. Ciao TS
ognuno ha bisogno di aiuto,a tutte le età,credo che se fosse capitato a me mi sentirei come se avessi vissuto una vita sbagliata e mi sentirei cosi vuota per non aver potuto vivere una vita vera con chi mi amasse accanto.Questo stronzo è solo un bambino capriccioso e un maschilista di merda perchè vuole sottomettere sua moglie e ora che lei non ci sta lui si incavola,credo che non in tutti ci sia del buono,certa gente è bastarda e basta!
cara sara,
se mi avesse chiesto perdono, avrei fatto come hai fatto tu, io vivrei da separati in casa, coi figli piccoli è tutta un’altra situazione. I miei ora hanno 36 e 37 anni.
Non mi sarei più lasciata toccare e non lo avrei più toccato.
Purtroppo mio marito non è uno che perde, non ha scrupoli, ora lo posso dire, non penserebbe nemmeno ai figli,nonostante il suo attaccamento e la sua fama di persona assolutamente per bene, sarebbe sempre alla carica con i suoi diritti, ironizzando, riducendo la portata del tradimento, ecc. ecc. non mi lascerebbe vivere. è insistente fino alla nausea.
Sono dispiaciuta per i figli, mi chiedo se potevo evitare loro questo caduta di mito, questo dolore.
Mia figli oggi mi ha detto che non riesce a parlargli e che si sente molto arrabbiata con lui,ha tirato troppo la corda.
Io le voglio dire che lasci stare, non voglio che guasti del tutto l’idea che ha di suo padre.
Da una parte sento l’esigenza che sappiano, loro lo hanno conosciuto sotto l’aspetto buono ma non è necessario che sappiano delle attuali angherie di bassa leva, di chi non si prende le proprie responsabilità.
Ti ringrazio infinitamente per quatnto mi hai scritto. Scrivimi liberamente, ci tengo a considerare altre esperienze, a volte ci sono dei pertugi attraverso i quali si può leggere la situazione in maniera più ampia.
Ecco, cerco sempre la possibilità di rassicurarmi che non è vero nulla, invece…………….
Ti ammiro per la tua forza di crescere i figli in una situazione simile, so quanta insoddisfazione ci si porta dentro; piano piano se si riesce a ritagliarsi uno spazio proprio, propri interessi, del tipo “una stanza tutta per sè” è vitale, essenziale.
Io ho lo studio, è la mia oasi da 20 anni, è una passione, non avrei mai detto che mi avrebbe permesso di staccare ogni giorno da questo dolore (solo staccare, ma non è poco) di seguire le lezioni, di prepararmi per un esame 10/6 e farcela. Il corso è iniziato proprio quando ho scoperto questa storia
caro toroseduto,
mi dispiace; il tuo è un dolore senza veleni, sento la tua coerenza come una forza, continui a volerle bene. Poi il dolore della solitudine, del condurre la vita quotidiana con un vuoto incolmabile.
Io di fronte a te mi sento nella melma, sento vergogna, non si dovrebbe arrivare a questo punto di cattiveria, faccio fatica a nutrire sentimenti puliti, faccio fatica a mantenere bei ricordi, mi sembra di essere vissuta in un mondo che non riconosco più come lo ricordavo, praticamente tutta la vita. Non voglio esagerare e nemmeno cullarmi in questa sfasatura ma c’è e la sento; il quotidiano mi rimanda alla constatazione di avere avuto vicino una persona capace di molte bassezze, non mi sembra vero, continuo a pensare che posso anche sbagliarmi, ma ce l’ho sotto gli occhi; freddo ed indifferente, accusatorio, falso; ecco perchè siamo stati insieme tanti anni: non ho mai portato all’esasperazione i conflitti quotidiani, ad un certo punto, sentendomi inferiore a lui, lasciavo perdere, tenevo un pò il muso e poi mi passava, i figli, il lavoro, la speranza che fosse l’ultima volta mi sosteneva, pensavo che fosse un uomo di sani principi. Una prepotenza ed un comando incredibili, sottile, manipolatoria che mi lascia stupefatta ancora oggi. Non si riesce ad avere un dialogo. Ha una forza (?)dentro che non governa, viene preso da una ostinazione che non conosce ragione, anche per un nonnulla. Mio figlio a volte gli dice: “bene, adesso vai avanti fino alla fucilazione”
Spero di avere macinato abbastanza. Da stamattina ho a disposizione la mansarda, un luogo dove potrò stare e sentirmi libera. Spero che questo allenti la tensione in attesa del prossimo definitivo cambiamento. Ti ringrazio infinitamente per la serenità che mi hai trasmesso e ti auguro di mantenerla sempre.
“Non c’è più tempo per “tentare” ancora”. Questa frase merita un commento molto analitico.La mia esperienza diretta di vita mi insegna che non è così. Io ho 55 anni e fino a 7 mesi fa avevo un rapporto idilliaco e di totale condivisione da ben 8 anni con un uomo di 62 che mi ha tradito e lasciato per una nonnina 62enne sposata da 40 anni figli e nipotino in arrivo. Lei ha piantato tutti ed è andata immediatamente a vivere con lui. Io ho lasciato il campo assolutamente libero e volutamente sono sparita dalla loro vita. Voglio fare anche un’altra premessa:a detta degli altri io sono una bella donna, colta, autonoma, allegra e solare e più giovane della nonnina che è una donna spenta, sciatta, bruttina e non autonoma. Ritornando alla frase un’amica di mia madre di 75 anni da 4 anni è “fidanzata” con un uomo incantevole e molto benestante che la coccola e che la riempie di attenzioni e tenerezze. Miei cari per i sentimenti non esiste né spazio né tempo, tutto può accadere, basta volerlo. Il tradimento, secondo me, è inaccettabile ed il traditore deve essere allontanato immediatamente altrimenti si rischia di fare la stessa fine della protagonista di “una donna spezzata” di De Beauvoir.
Una cara buonanotte a tutti
@ yanta.
Hai ragione, la frase da me citata è troppo personale per aquisire una valenza universale. Un amico, mio coetaneo, 62 anni, vedovo da un anno è già alla seconda esperienza! Dopo un rapporto trentennale con la moglie. Continua a cercare “la moglie” in altre donne. Mi dice che ha paura della solitudine.
Questione di punti di vista e temperamento. Io che ho conosciuto la felicità fino all’ultimo giorno della sua vita, conoscevamo pregi e debolezze l’uno dell’altro, mi sarei sentito uno stupido a cercare in un’altra donna “qualcosa” di lei.
Non ho mai scartato a priori che avrei potuto imbattermi di nuovo nell’Amore, ma non per paura della solitudine. Ora che sono passati 5 anni, ho ripreso a guardarmi intorno.
Non è molto incoraggiante, ho avuto l’occasione di incontrare il mio primo amore adolescenziale, ci siamo sentiti per un po’ per telefono, lei è sposata con un mio amico dell’epoca, ha 2 figli, in breve, mi ha detto chiaramente che avrebbe piantato tutto per mettersi con me. Non è nelle mie corde una situazione del genere.
Ho saldi principi, ho dovuto anche consolarla, al mio ritenere assurda la situazione che lei prospettava. Ecco, forse avrei dovuto dire che a questa età il campo è molto limitato, viste le ferite che ci portiamo dentro e che in un certo senso ci condizionano. Molti sono terrorizzati dalla solitudine, io credo che solo un nuovo vero Amore mi farebbe cambiare idea. Se è vero che l’età non conta, non
vedo perché non dovrebbero contare i sani principi…di una volta?
Ciao TS
yanta,
sono d’accordissimo con te.
Penso più meno di esssere una donna come te, ho 62 anni e mio marito mi tradisce con una signora di 52 anni che è bruttina, sciatta proprio come hai descritto tu…….e anche con un’altra in modo assiduo.
Io penso che ho avuto molto dalla vita, seppur modesta, ho avuto salute, figli che si sono realizzati, ho molti interessi e mi sento viva. La parola TENTARE non mi piace troppo, io desidero volere bene, amare, con tutta me stessa, non escludo nulla, ho dentro l’entusiasmo di una ragazza quando non penso a ciò che mi è successo (vedi: tradimento, umiliazione, narcisismo) e ogni giorno sento che è nuovo, ne sento la freschezza e mi sento viva. Molti affetti riempiono la mia vita, amiche che ho conosciuto in questo sito, amiche del mio paese, amiche all’università, amici pure. Desidero l’abbraccio di un uomo che mi rispetti e mi accetti per come sono. Lo desidero, questo desiderio mi fa vivere. Se lo incontrerò può darsi che anch’io sia unapersona un poco diversa…….chissà….. Ti abbraccio.