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Richiesta urgente di aiuto per caso di Malagiustizia

Con la presente sono a chiedere il Vostro aiuto per portare alla luce la mia vicenda, umana e giudiziaria, che mi vede vittima di eclatanti casi di malagiustizia.
In passato mi sono rivolto alla Magistratura per chiedere assistenza e come risposta sono stato ingiustamente accusato di aver commesso uno spregevole reato; da tale accusa sono stato assolto con formula piena in primo grado dopo sette anni di processo perché il fatto non sussiste (avverso tale sentenza il PM, a tacito riconoscimento del gravissimo errore commesso, non ha interposto appello!!); giustizia è stata fatta ma non prima di aver scontato da innocente oltre 10 mesi di reclusione tra carcere ed arresti domiciliari, quasi un anno della mia vita in cui sono stato privato della mia libertà, un periodo che nessuno potrà mai restituirmi, con conseguenze inimmaginabili come perdita di affetti, d’immagine e precludendomi la prosecuzione di ogni attività lavorativa !
Ora la storia si ripete ed è naturale conseguenza del caso di cui sopra, per cui la mia immagine e credibilità pesantemente minate sono state il detonatore per addivenire ad un giudizio di colpa nei miei riguardi del tutto inesistente. Sono vittima di una grave truffa che è stata perpetrata ai miei danni sotto gli occhi della Magistratura, che io stesso avevo interpellato a mia tutela e che invece non solo ha ignorato l’evidenza delle prove a mio favore, ma mi ha tramutato da vittima a carnefice, da truffato a truffatore.
Sono stato di nuovo denunciato ed accusato con prove false e di nuovo Forze dell’Ordine e Magistratura hanno dato ascolto a chi mi calunniava.
La verità è emersa in modo inconfutabile, ma a nulla sono valsi gli appelli presentati dal mio legale, a nulla sono valse le testimonianze e le ulteriori prove scientifiche emerse a mio favore, sono state tutte ignorate da chi, invece, aveva il compito di acquisirle e valutarle.
A seguito di questa paradossale e drammatica vicenda, a causa della quale sono stato privato degli affetti, del lavoro e della mia dignità, a giorni mi sarà portata via l’unica cosa che mi è rimasta, la mia casa, tutto ciò che mi resta dopo una vita di fatica e sacrifici.

Chiedo che le preposte ISTITUZIONI (MINISTRO di GRAZIA e GIUSTIZIA) si interessino al mio caso, perché venga impedito questo ignobile atto che metterebbe in strada un’intera famiglia, e renderebbe la mia vita non più degna di essere vissuta.

Chiedo da uomo comune che venga fatta GIUSTIZIA, perché chiunque potrebbe trovarsi nelle mie condizioni, stritolato in una cosa più grande di lui da cui non può uscirne da solo.

Sia io che il mio legale, l’Avv. Renato Alberti di Sanremo, siamo disponibili a fornire la documentazione che comprova la veridicità di quanto affermo a chiunque ne faccia richiesta.

Vi prego, Vi imploro di interessarvi al mio caso, perché rappresentate l’unica speranza che mi rimane, il fatidico giorno è ormai imminente e solo rendendo noto il caso potrà avvenire il miracolo dell’intervento risolutore dall’Istituzione competente, e solo così la piccola fiammella della speranza potrà riprendere vigore.

In fede

Franco Mazza
(recapiti tel. 3662897007 – 3928907119 )
Recapiti Avv. Alberti : Tel. e fax 0184570101

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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6 commenti

  1. 1
    evergreen -

    Caro Franco, sento la tua disperazione, mi dispiace veramente per la tua situazione, posso immaginare la tua rabbia.
    Vedo che nessuno risponde al tuo accorato appello. Ma il fatto è che chi legge la tua lettera si sente assolutamente impotente di fronte alla situazione. Che cosa potremmo fare per aiutarti? Tu vorresti un intervento del Ministro della Giustizia (la Grazia, ahimè, non c’è più già dal 1999), ma in che senso? Il Ministro Orlando è stato nominato appena ieri insieme a tutto il Governo ed ha in questo momento altro da fare, comunque il Ministro della Giustizia non ha facoltà di cambiare le sentenze dei Tribunali.
    Andando più al concreto della tua situazione, da un lato tu dici che la vicenda giudiziaria che ti è capitata ti ha causato la perdita degli affetti, dall’altro dici che con la incombente perdita della tua casa un’intera famiglia rimarrà per strada. Insomma, sei solo o quanti siete? Ci sono anziani e bambini nel nucleo familiare? hai già provato a contattare i servizi sociali del tuo Municipio?
    Se stai per perdere la casa ed hai anche una famiglia a carico, ti consiglio di lasciar perdere per un momento il tuo urgente bisogno di giustizia, legittimo quanto vuoi ma in questo momento purtroppo solo di intralcio. Cerca invece di trovare un posto dove poter alloggiare e mangiare un piatto di minestra insieme ai tuoi. Lo so che sei sconvolto, so per triste esperienza personale che l’ingiustizia rode e distrugge il nocciolo del cuore umano e non c’è niente di più difficile che sopportarla, però purtroppo ci sono casi in cui bisogna farlo, anche se richiede uno sforzo e un coraggio da leoni.
    Ho seri dubbi che tu riesca a fermare lo sfratto esecutivo, se il tuo avvocato finora non ha trovato strade per evitare il provvedimento è difficile che in pochi giorni cambi qualcosa.
    Vai al tuo Municipio, rivolgiti alla tua parrocchia, cerca un elenco delle case di accoglienza laiche e religiose nei tuoi dintorni e telefona a tutte chiedendo un alloggio temporaneo per te e per i tuoi. Quando avrai risolto l’urgenza abitativa, puoi provare a rivolgerti ad organizzazioni che tentano di agire contro la malagiustizia, per es. avvocati senza frontiere, e prova a far esaminare il tuo caso. Ma si tratta di aspettare tanti altri anni e nel frattempo la tua vita è bella e passata. Ti consiglio di non puntare tutte le tue energie sull’impresa titanica di ottenere giustizia, cerca di voltar pagina e non rovinarti il futuro cercando di rimediare al passato.

  2. 2
    Emma -

    Dalle mie parti dicono, in dialetto, “guai a chi s’ incaprisia ‘d veghe giusta la giustisia” …….ciao Evergreen, se sei quell’ Evergreen spero che tu stia un po’ meglio.

  3. 3
    evergreen -

    Emma, sì, sono proprio io. Mi perdoni? Avevo promesso di scriverti appena possibile e invece non l’ho più fatto. È che quando sono stato fisicamente in grado di tornare al pc ho trovato sul forum un campo di battaglia che mi ha messo in fuga. Io non voglio ferire nessuno, ma possibilmente nemmeno essere ferito e quel forum ahimè è diventato un terreno minato.
    Condivido la saggezza popolare delle tue parti riguardo alla giustizia, ne ho fatto purtroppo esperienze personali assai amare, oltre ad aver visto nella mia lunga vita innumerevoli esperienze amare fatte da altri.
    Sono vecchio, dovrei ormai sapere cosa fare, invece non lo so. Dobbiamo combattere l’ingiustizia, dobbiamo ribellarci? Dobbiamo adoperarci per raddrizzare il nostro sistema giudiziario pur sapendo che non ci riusciremo? Capiamoci bene, non cerco la via più comoda, cerco solo quella più giusta, eppure non sono sicuro di sapere quale sia.
    Mi chiedo in generale, è giusto insorgere contro l’ingiustizia? È giusto farlo in armi e con spargimento di sangue come Che Guevara o il popolo della Bastiglia? È giusto farlo in modo non violento come Gandhi e Martin Luther King? O è giusto non attivarsi affatto per correggere il corso delle cose di questo mondo, come ha fatto in pratica un certo Personaggio di cui si parla nei Vangeli?
    Non lo so, Emma, ho i capelli bianchi, il mio tempo stringe, ma non ho trovato ancora una risposta. Nella mia vita ho reagito a volte nell’uno ed a volte nell’altro modo alle tante ingiustizie che ho visto o che ho personalmente subito. E questo per carattere, per istinto, senza troppe riflessioni filosofiche a chiedermi se era giusto o no reagire. I risultati sono stati sempre pessimi, sia che io abbia percorso la strada della giustizia istituzionalizzata attraverso il sistema giudiziario, sia che mi sia trovato su strade diverse, diciamo così “stragiudiziali”. Ho perso anche io la mia casa e molto altro ancora.
    A causa del mio includere sempre anche la dimensione trascendente nelle mie riflessioni e nella valutazione delle cose di questo mondo, per il mio considerarla reale ed imprescindibile nella globalità dell’universo di cui siamo parte, mi astengo dal proferir parola sul forum che conosciamo. Rischierei di essere scambiato per un predicatore ed essere lapidato seduta stante. Inoltre potrei far del male ulteriore ad anime già assai provate e scatenare in loro altri sentimenti negativi.

    Ma in tutto ciò che fine ha fatto Franco? @Franco, come stai?

  4. 4
    Emma -

    Non so cos’è giusto, Evergreen.
    A vent’anni avevo un’opinione ben chiara. Violenta e brucia-baracche.
    A trenta mi sono posizionata in una zona intermedia, equilibrata.
    A quaranta mi sono cadute le braccia e afflosciate le gambe.
    Qualsiasi strada abbia intrapreso si è rivelata quella sbagliata nonostante fosse opposta a quella precedente.
    Ed ora che non ho più nulla da buttare nel caminetto dei diritti e dei doveri lascio che le cose accadano con l’unica consolazione che le buste verdi non potranno togliermi nulla perchè nulla ho.
    Neppure la libertà.
    Perchè sono già prigioniera, come tanti, di una vita di (scusa il termine) merda (cercata? voluta? trovata?) anche se non ci sono sbarre che ostruiscono la vista o muri che mi impediscono di circolare se non in tondo.
    Un abbraccio a te. E a Franco.

  5. 5
    evergreen -

    Emma, abbiamo avuto un percorso abbastanza simile. Anche le mie strade hanno portato tutte al dolore ed alla sconfitta, ma non le chiamo “sbagliate”. Quando le ho intraprese sembravano quelle giuste, poi si sono deformate mentre ci camminavo sopra e se ho provato a saltare su qualche sentiero parallelo che sembrava essere lì apposta per offrirmi scampo, be’ si è deformato subito pure quello e mi ha fregato.
    Riguardo al tema giustizia, quando avevo 15 anni volevo essere Robin Hood, volevo difendere i più piccoli, poveri, oppressi di questo mondo, li volevo riscattare tutti e darle ai cattivi e ai prepotenti.
    Se ci ho provato le ho solo prese e poi sono stato sempre tanto occupato a restare a galla, annaspando, faticando sempre oltre le mie forze, che non sono riuscito a mettere a segno nessuna freccia. Solo sfiga o forse un caso obiettivo di incapacità personale?
    Non so i dettagli del caso di Franco, ma ho fatto anche io la triste esperienza di essere rovinato dal sistema giudiziario e da avvocati incapaci e disonesti che hanno sostanzialmente contribuito alla mia rovina. Ma la responsabilità civile per i giudici non esiste e per gli avvocati è, diciamo così, assai soft, ad usum delfini. Quindi niente, la parcella all’avvocato tocca pagarla anche se ha sbagliato tutto ed anche se era fin dall’inizio in malafede. Anzi che era in malafede neanche lo posso dire, altrimenti mi becco pure una querela.
    Eppure ti posso dire che preferisco essere il poveraccio che sono piuttosto che far cambio con chi mi ha truffato, raggirato e rovinato. Se avessi sulla coscienza quello che hanno loro, credo davvero che non potrei vivere più. Tu, Emma, faresti a cambio con chi ti ha rovinato, con chi è capace di colpire alle spalle, con chi non si fa scrupoli di usare gli altri e poi gettarli? Non mi dire di sì, non ti credo. Emma dalle gambe forse afflosciate, ma sempre Emma sulle barricate, una pasionaria come te può vivere solo finché si sente pura, ridotta magari in ginocchio, ma mai scesa a compromessi con la propria coscienza.
    Ma siamo al posto giusto in questo forum o stiamo andando fuori tema?
    Franco, tieni duro, coraggio.

  6. 6
    Giosuè -

    Non si capisce niente. Di cosa ti hanno accusato? Che prove scientifiche hai a tuo favore?

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