Limite 32 anni sul lavoro, chissà perché?
Con la disoccupazione che c’è ci siamo mai chiesti perchè proprio lo stato esige in molti settori il limite di 32 anni? Che bisogno c’è? Un 33enne non ha diritto a lavorare sotto lo stato? E chissà perchè proprio in questi settori vietano il part time nel biennio di prova e fanno assunzioni soprattutto al nord dove ci sono le moli di lavoro. Servono i giovani da sfruttare fino all’ultimo. Credetemi, nascere al nord non risolve tutti i problemi. La vita costa di più, il lavoro è più facile da trovare ma più stressante, non c’è la mafia ma altri andazzi, ossia mafie diverse. Trovare lavoro in un comune del nord pensate sia facile? Stessa mafia che altrove, non puoi neanche pulire un c….. Nelle grandi aziende i concorsi sono pseudopuliti, si mormora di nomi scambiati sulle schede per facilitare alcuni piuttosto che altri. Il tutto mentre certi rispettabilissimi anziani, tra pseudoacciacchi e pseudocertificati medichi e pseudoinvalidità, passano il giorno a mettere in pratica ciò che impararono da giovani con la gavetta che lamentano di fronte ai giovani, ossia giocare a computer, appendere foto e calendari osè noncuranti del pubblico che vede, truccarsi e pettinarsi, pianificare ferie e permessi, chiaccherare al cellulare, fissare appuntamenti dal parrucchiere. Questo è il loro lavoro e ci vogliono gli under 32enni per portare avanti le emergenze dell’ufficio. Se lo stato rende qualcosa, pensiamo a quanti giovani ci hanno partecipato e quanti anziani. Facciamo il confronto. Questa realtà, ripeto, è tremenda soprattutto al nord, già al centro sento che il pubblico non intasa gli sportelli da costringere chi sta dietro a farsi 5 ore di seguito senza pause, il numero delle pratiche non è tale da rendere arrivista il capo che aumentandolo ulteriormente rischia la promozione e ultraincentivi sulle spalle di chi sgobba.
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Beh guarda anche al centro c’è casino, come dappertutto penso…glienti statali sono ingobbiti dalla burocrazia, che è uguale ovunque…certe cosele fai solo in comune, l incidenza degli utenti è relativa solo al numero di popolazione per comune…per il resto tutto il monod è paese anche qui c’è chi viene a lavorare in copricostume eprchè dopo il lavor deve andare in piscina e chi sta sempre a farsi i cavoli suoi…tanto il lavoro non lo perde…per di più nei comuni piu piccoli ma con estenzione terrira piu ampia manca il personale ma anche i soldi per averne di piu per cui è un casino e si hanno ritardi enormi….
razzismo e discriminazione caro mio, povera Italia, un nn paese
Beh, al centro, soprattutto a Roma, ci sono i vari Ministeri e le sedi degli altri enti istituzionali, quindi ti lascio immaginare… D’altronde, si è mai chiesto nessuno com’è che a Roma, in orario di ufficio, c’è così tanto traffico in giro? Fosse che, tra coloro che alimentano il traffico, ci sono anche molti impiegati – statali e non – che timbrano il cartellino ed invece di entrare in ufficio se ne vanno a fare shopping o a spasso?
Guarda, qui a Roma credo sia addirittura peggio che al Nord, purtroppo.
Immagino bene,in queste situazioni è penalizzato chi lavora,perchè deve caricarsi anche le moli altrui.Nelle grandi aziende si dice che + o meno è come lo stato.Chiediamoci:perchè per decenni al nord la gente preferiva le aziende?Per lo stipendio,ma un funzionario guadagna + o meno come un bancario,o per il lavoro o per fare carriera?Una mia collega ha voluto che la figlia laureata in legge andasse in banca:dice che sgobba,è costretta a fare straordinari,ma non la vorrebbe mai vedere sotto lo stato,nemmeno a parità di stipendio.Perchè?Forse perchè in un’azienda,proprio perchè c’è + controllo,sono costretti tutti a lavorare e non c’è una minoranza che deve accollarsi tutto.QUi al nord almeno si timbra e si sta in ufficio,non si arriva a questi punti(a meno che non si faccia attività esterna)ma la mole di aziende e imprenditori il lavoro lo porta e qualcuno deve farlo in tempo reale.Io sono in controtendenza coi nordisti per la mia malattia che mi ha sempre fatto vedere lo stato come il mio unico rifugio peccatorio,ove ho constatato che i malati sono tra i + grandi lavoratori perchè isolati e lontani dalle grazie dei capi.Tornando ai 32 anni:se c’è disoccupazione e lo stato deve affrontarla che senso hanno questi limiti?Per avere giovani da sfruttare per coprire gli altri buchi neri?Questo circolo vizioso oltre allo sfruttamento porta alla disoccupazione,perchè è soprattutto l’anziano che ha difficoltà a trovare nuovo lavoro.E’soprattutto il nord,patria delle aziende e cassaintegrazioni,a vedere questo risvolto e a incentivare i concorsi pubblici col limite dei 32 anni.
……E NON TI DICO COM’ E’ AL SUD, LA SITUAZIONE!
Il limite dei 32 anni per i concorsi pubblici (che però è stato elevato a 40 in certi casi, ad esempio per la magistratura, perchè c’erano troppi posti scoperti) è anacronistico, e risale ad un’epoca in cui era normale che un lavoratore “sposasse” il suo posto di lavoro (pubblico o privato) fin da giovane, e poi rimanesse sempre allo stesso posto di lavoro fino alla pensione, e facesse carriera nello stesso posto. Gli unici cambiamenti erano gli scatti di carriera e le promozioni.
Oggi ovviamente le cose non funzionano più così, quindi occorre cambiare al più presto questa legislazione del pubblico, e non porre limiti di età alle assunzioni.
Oltre tutto sarebbe utile a liberarsi di fannulloni inamovibili, e persone inefficienti.
Ma il problema esiste anche nel privato: le aziende tendono a ricercare personale giovane, sotto i 35-40, anche a scapito dell’esperienza e della qualità del lavoro, solo per pagare meno i collaboratori, e si è visto che la qualità dei prodotti e dei servizi negli ultimi anni va sempre più peggiorando.
Questa è una vergogna cui occorre mettere fine e presto.
Oltre tutto è una vergogna che un 50enne se perde il lavoro non possa più praticamente trovarlo (salvo ammanicamenti e raccomandazioni) e abbia anche problemi a cumulare i contributi necessari alla pensione.
Quando invece quel 50enne ha esperienza, molte conoscenze di persone e aziende, equilibrio, ecc., che potrebbero essere utilissimi a molte aziende, bel più di un 20enne inesperto.
Ed è una vergogna perchè questa situazione fa sì che i lavoratori più anziani si tengano stretti (se possono) i posti di lavoro in cui stanno, per paura di non trovare altri posti se se ne vanno, e non permettono il ricambio spontaneo, quindi crea altre rigidità nel mercato del lavoro, e finisce per danneggiare ulteriormente proprio i giovani.
Sotto lo stato non vige la convenienza a arruolare le giovani reclute per pagarle meno,perchè l’anzianità vale pochissimo.Una mia collega con 39 anni di servizio aveva 100 euro lordo di anzianità,ossia circa 75 euro netto in + al mese di un neoassunto.Io la vedo solo in termini di rendimento e scaricabarile,ossia sbattere ai giovani le moli che i vecchi irremovibili non vogliono fare.Oltretutto solo lo stato può assumere giovani laureati,pagarli anche bene come primo stipendio e soprattutto + di un’azienda,ma demansionarli sin da subito facendoli lavorare come somari con mansioni di un operatore diplomato.E’ uno spreco di soldi,allora perchè non si assumono diplomati invece di laureati?Forse perchè i laureati,freschi di studi,sono + manovrabili e accettano di + la ruota che gira?Tanto chi assegna il lavoro sotto lo stato prende il risultato ma non paga di tasca propria gli stipendi nè gli straordinari,non gli interessa pagare un laureato + di un diplomato nè far fare straordinari per lavori perfettamente inutili.Non c’è incentivo alla qualità ma solo al numero,quindi chi lavora bene è bandito perchè curando il lavoro ci mette + tempo e fa meno moli,chi butta lì il lavoro è premiato per la produttività perchè fa numero.Presappochisti e caporioni sono quelli che vivono meglio.Così come lo stato è uno dei posti per eccellenza dove sono odiati i parttimisti,che fanno risparmiare stipendi e creano posti di lavoro,perchè per i capi che non pagano di tasca loro il parttimista produce meno degli altri.
Robinhood2, il limite dei 40 anni in magistratura è stato rimosso con la recente riforma dell’ordinamento giudiziario. Essendo diventato concorso di secondo grado (devi avere un titolo – avvocato, dirigente, professore universitario, ecc. – per concorrere), non c’è più alcun limite di età per tale concorso. Questo giusto per la precisione 🙂
Anch’io sapevo di magistratura,vediamo poi il caso degli insegnanti,ma negli uffici pubblici i concorsoni da anni prevedono il limite di 32 anni.Ultimamente ne è uscito qualcuno senza limite d’età ma limite di laurea,sembra che ce l’hanno su coi laureati.
Grazie per la precisazione Monk. Però tu mi parli di concorso di 2° grado per entrare in magistratura, e penso ti riferisca a chi già svolge altre professioni legali e vuole cambiare.
Ma per i neolaureati in giurisprudenza invece come funziona adesso? C’è ancora il limite dei 40 anni, o è stato abolito anche per loro?
Io mi riferivo essenzialmente a loro: un tempo un laureato in legge poteva aspettare i 32 anni per fare (o rifare) il concorso in magistratura, poi avevano alzato il limite a 40 anni.
La domanda è: chi non ha svolto altra professione legale, e quindi non è avvocato, nè professore di diritto, nè prefetto, o questore, o altro funzionario direttivo della p.a., ma ha però una laurea in legge, fino a che età può tentare il concorso in magistratura?
Chi ha la sola laurea in giurisprudenza, DEVE o prendere un titolo, come quello di avvocato, oppure essere dirigente o prof. universitario e così via, OPPURE DEVE frequentare i due anni di Scuola di Specializzazione delle Professioni Legali (le cosiddette SSPL) per poter accedere al concorso in magistratura.
In ogni caso, il limite di età dei 40 anni, per la magistratura, è stato tolto, per tutti. Ma, come vedi, con la sola laurea NON puoi più concorrere.
Sennonché, se hai la laurea in giurisprudenza, accedere al concorso in magistratura attraverso la strada delle SSPL non è forse la migliore idea, e questo semplicemente perchè il concorso è durissimo (anche se i meritevoli comunque passano SEMPRE, visto che non riescono a coprire mai tutti i posti e quindi ci sono posti liberi in abbondanza per tutti) e quindi non si ha la certezza, anche studiando molto, di riuscire a passarlo (e lo si può sostenere solo tre volte nella vita).
Ne consegue che, se uno frequenta le SSPL, accede al concorso ma non riesce a passarlo, rimane a dir poco fregato. Può mai mettersi a fare pure la pratica forense, tentando poi il concorso per diventare avvocato, il quale (te lo dico per esperienza), se è una bazzecola in molte regioni del sud Italia, è molto duro e selettivo al centro ed al centro-nord, soprattutto a Roma e Milano, con percentuali di promozioni inferiori al 20%? E, quand’anche riuscisse a superare l’esame, inizia a fare l’avvocato a 40 anni?
Inoltre, le SSPL sono, a mio parere, non solo inutili (non ti insegnano praticamente niente), ma anche dannose: in altre parole, la pratica forense ti forma molto di più. E se è vero che puoi sia frequentare le SSPL sia svolgere la pratica forense allo stesso tempo, ti assicuro che, in questo caso, puoi scordarti comunque di passare l’esame da avvocato. La pratica forense o la fai a tutto tondo, vivendo dentro uno studio legale dalla mattina alla sera (anzi, a volte dalla mattina alla notte), ed allora hai concrete possibilità, se sei una persona preparata, di passare brillantemente ed al primo tentativo l’esame da avvocato se vivi al Centro o al Centro-Nord, oppure, se la fai così come viene, dividendola con altri impegni, non ti consentirà di passare l’esame di avvocato (sempre al centro o al centro-nord) se non dopo 4 o 5 volte che avrai provato a sostenerlo.
Ti dirò, Monk, io mi ero laureato in giurisprudenza a 23 anni, con 110/110, a Milano, e all’inizio l’idea di dare il concorso in magistratura mi attirava.
Ma nel frattempo avevo iniziato a lavorare in aziende, e avevo lasciato perdere, anche perchè per dare con successo un concorso così devi studiare almeno un anno a tempo pieno.
Sul fatto che la pratica forense e l’esame siano la più grande truffa che ci sia, d’accordo al 100%, io ci avevo rinunciato subito (anche perchè un praticante è solo sfruttato per uno o più anni, fa solo l’aiutante della segretaria senza prendere un soldo, a meno che sia figlio o amico di famiglia dell’avvocato).
Io conoscevo praticanti che riuscivano a fissare false residenze a Catania, o Messina, per poi andare là e passare l’esame, facevano passare tutti (mi ricordo anche qualche anno fa quella prova annullata in Puglia, mi pare, perchè tutti copiavano).
Mentre invece in altri distretti di corte d’Appello, c’erano (e ci sono) casi grotteschi in altro modo: gente preparatissima che non passava nemmeno lo scritto (perchè non ammanicata), e senza che neppure si degnassero di dargli l’evidenza degli eventuali errori!
Rimase famoso il caso di quella ragazza (preparatissima) che fu addirittura perquisita due volte, non si sa nemmeno perchè, mi pare in Emilia.
Insomma, non a caso oggi trovi avvocati preparatissimi (una minoranza) ma anche dei cani, che hanno passato l’esame di Stato non si sa come, e sono a volte la rovina dei loro clienti (anche se poi magari sono bravissimi a gestirsi le loro pubbliche relazioni, nei tribunali).
Idem, per i magistrati. Il concorso faceva comunque pena: non prevedeva minimamente materie moderne importanti come le tecniche investigative, o la tecnica bancaria e finanziaria (per conoscere come vengono gestite le transazioni finanziarie), che senso aveva l’esame di diritto romano al concorso in magistratura? O diritto ecclesiatico?
Se la giustizia è allo sfascio in Italia, la colpa è anche delle caste forensi e giudiziarie.
Non me ne intendo di mondo forense e magistratura,comunque vedo che in ufficio come dipendente nel periodo di ufficiale formazione fai tutto tranne quelle che sarebbero le tue mansioni.Ho conosciuto diversa gente che proviene da praticantati di commercialista e non sa fare nulla di dichiarazioni,ha fatto solo moli di compilazioni meccaniche e code in posta e banca.Così come quando ti chiedono straordinari nel biennio di prova lo fanno solo per aumentare le moli ma invece di imparare ti rintroni solo per gli sforzi.
Robinhood,mi fai rivere almeno in parte il mio caso.Non so sei hai letto le altre mie lettere recenti di sfogo,ho passato il concorso senza copiare nè avere raccomandazioni.Ero definita la persona + brava tra i precari come preparazione e intelligenza ma fui anche l’unica persona a essere rimandata per problemi relazionali,ossia gli altri,tra cui c’è gente che ha ammesso di aver copiato,ebbero lo sconto di precariato e io no.
Bene, visto che ho appena compiuto 32 anni posso andare in “pensione” tranquilla, dopo anni di infruttuose ricerche di un posto di lavoro come si deve e anni di tirocini non retribuiti, volontariato e quant’altro.
Mi spiace tantissimo che non abbia ancora trovato lavoro,ChiaraMente,io che attualmente ce l’ho in fase di precariato rischio di perderlo per la valutazione dei superiori.
Scusa ChiaraMente, ma tu che titoli professionali hai?
E dove hai cercato lavoro?
Mi spiace davvero che tu a 32 anni (l’età migliore!) ti consideri fuori gioco dal punto di vista lavorativo.
Volevo capire se magari ci sono possibilità che hai tralasciato, ivi compresa la possibilità di creare qualcosa di tuo (non è detto che ci sia bisogno di investire chissà cosa).
Meglio fare una piccola rettifica: la mia affermazione era un pò pessimistica e un pò ironica, infatti non mi considero totalmente fuori gioco anche se non nascondo che a volte l’idea mi sfiora e mi fa paura, ma continuo a presentare candidature in ogni ente pubblico e privato che preveda la mia figura professionale (e che non richieda attività per le quali non ho la competenza). Inoltre sto frequentando una scuola di specializzazione per non restare indietro con la formazione e non escludo poco più avanti di fare proprio come da voi suggerito, ovvero di “mettermi in proprio” affittando magari una volta alla settimana una stanza uso ufficio in uno studio già avviato per cominciare una attività mia, ma nel frattempo è grigia vedere che le domande presso istituzioni e quant’altro cadono nel vuoto. Purtroppo ultimamente tanti e tanti si son laureati nella mia “specialità” abbagliati dalla ventilata indispensabilità della mia figura professionale in molti ambiti, ma questo settore ancora va avanti per conoscenze e si lavora per collaborazioni e consulenze richieste su via nominative e e raramente per concorso o qualsivoglia modalità di selezione che non sia per conoscenza diretta della persona, e allora, per esempio, se non conosci un team di progettazione che abbia già scuole-“clienti” di riferimento sei tagliato fuori da questa fetta di mercato e non hai possibilità di imparare a fare progetti nè di proporli giacchè la progettazione è affare che necessita di un gruppo di lavoro per forza di cosa e anche per fare uno sportello di consulenza prefriranno un’associazione al singolo abilitato, fermo restando che dovresti- e dico dovresti- trovare un ambito che non sia di competenza specifica delle istituzioni; se non conosci professionisti privati non hai possibilità di appoggiarti a loro; etc etc. e nel settore pubblico i concorsi son davvero pochi e riservati a chi vanta una specializzazione (vedi sopra) o almeno 5 anni di esperienza che comunque è sempre specifica e ristretta ad un ambito particolare e un cristiano non può specializzarsi in tutto. Purtroppo io mi sono iscritta al’università a 23 anni e ne sono uscita regolarmente a 28 anni, ho fatto il regolare tirocinio annuale e relativo esame di stato e mi sono abilitata alla professione a 29 anni, quasi 30. Dopo un periodo iniziale di smarrimento in cui ho raccolto un pò le idee mi son iscritta a una scuola di specializzazione- sono al 2 anno- e ho provato ad inserirmi nel settore tramite volontariato perchè non avevo altre conoscenze, nella speranza che dopo un pò mi proponessero o fossero disposti ad accogliere proposte di collaborazione, o comunque di fare conoscenze utili- così è stato- ma i tempi son sempre lunghi e ancora collaboro a titolo gratuito per quanto ci siano anche attività che sul curriculum poi fanno bella figura. inoltre ho la “simpaica” particolarità di avere una invalidità per un problema di vista dovuto ad un incidente stradale di diversi anni fa e di conseguenza
Il lavoro autonomo fu per me grande disperazione:gente che non paga con scuse possibili e immaginabili e che fa finta di niente per il pagamento.
non ho preso la patente anche so guidare – cosa facilmente rimediabile- ma ho paura di guidare proprio perchè anche con occhiali e correzioni mi manca l’emicampo visivo sinistro e non ho proprio voglia di avere un altro incidente. Fortuntamente vivo in una piccola città dove spostarsi con i mezzi pubblici è relativamente facile e non ho probemi a prendere treni ale cinque di mattina per spostarmi verso l’interno( vivo in Sardegna) ma il caso vuole che la maggior parte dei posti in cui potrei lavorare come le C. T. siao dislocate in cima ai monti lontani da stazioni Km e Km per evitare fughe degli ospiti e tener lontani dagli occhi del paese gli indesiderabili. Come avrete capito il mio settore di lavoro è quello sociale, quindi parlo di Comunità Terapeutiche per tossicodipendenti, scuole, Comuni e Province, ASL etc. E’ un lavoro bellissimo che a me piace motlo ma davvero a volte quando sento che a 32 anni si è fuori mentre io sto appena iniziando…mi viene il magone! Grazie per l’ascolto.
Ma i 32 anni li mettono per i laureati di solito e al centronord.COmunque io ho la patente e buona vista ma faccio fatica a guidare,quando il cuore picchia come un martello o ho le coliche o mi si abbassa la pressione vado in panico a controllare le manovre.GLi scherzi del destino.
Cara Chiaramente anche io manco del campo visivo all occhio destro, porto occhiali, ma guido tranquillamente e non ho mai avuto incidenti se non causati da altri, forse ilmio caso è a parte perchè non vedendo molto a destra riesco a vedere perfettamente al lato guida…non so…che patologia hai tu che ti ha causato questa mancata visione?
Ho avuto un banalissimo….incidente d’auto! Non guidavo io ma la paura rimane soprattutto fuori città- per il resto non c’è bisogno di macchina. I medici hanno detto che mi è scoppiato il bulbo ma credo abbiano sbagliato e che semplicemente mi si sia conficcato del vetro nell’occhio perchè non ci sono i segni evidenti di uno scoppio. La retina è danneggiata anche se qualcosa riesce a fare, mi manca il cristallino e l’iride, e non vedo che luci e ombre da quel lato.
Al di la del fatto che sono cose correggibili chirurgicamente…anche se a caro prezzo… si capisco cosa provi anche se per me è diverso dato il difetto dalla nascita…io vedo qualcosa, in modo sfocato ma se pongo lo sguardo suun oggetto vedo solo le cose che ci sono intorno non il soggetto osservato…è comese avessi un buco nell occhio…mi manca tutto,anche il nervo ottico…non è cresciuto….perme non c è nulla da fare,per sempre…
Beh per la paura causata dall inicidente, a parte la terapia di supporto non so…anche se comprendo anche questo visto che io adesso sno più tranquilla se per atraversare una strada sono accompagnata….ormai ho il terrore di viaggiare a piedi per strada…ma spero pasi in fretta….
Quoto ChiaraMente. Io proporrei di anticipare l’accesso alla pensione a 40 anni, così quando mi sarò laureato lavorerò soltanto dieci anni. Invece con questo sistema mi toccherà arrivare ai 70 andando in ufficio cinque giorni su sette. Ovviamente morirò prima, almeno spero.
Un esempio paradossale:
Le municipalizzate dei trasporti pubblici, AMA, ATAC, COTRAL ecc ecc.
Quando esce un loro bando di concorso per la mansione di autisti di bus e camion, mettono il limite di eta a 32 anni, dunque considerato che un autista per logica dovrebbe essere più affidabile quando :
1) Ha piu esperienza
2) Ha un età per la quale la sera nn va in discoteca e ritorna alle 3.00 del mattino per poi attaccare con il turno delle 5.00
3) Gia sa usare il mezzo.
xche le municipalizzate assumono i piu giovani ???
ovvio perche cosi possono fare contratti di formazione lavoro e per 3 anni non pagano contributi..
Poi xro nn lamentiamoci quando un bus è guidato da un ventenne che in vita sua nn ha mai guidato un mezzo pesante incastrandosi in un incrocio…
oppure troviamo tutti i cassonetti della mondezza rovesciati per le strade di roma xche l’autista nn sa accostarsi
E allora chi non ha avuto le stesse fortune di chi ha potuto fare tutto tranquillamente nei tempi che dovrebbe fare??? Cioè tu la chiami logica Michele caro, ma è una logica che spinge la gente a sentirsi inferiore e a suicidarsi sinceramente………ci sono persone che hanno potuto avere i problemi più disparati nella vita, non hanno diritto ad un lavoro allora solo perchè a 18 non si sono iscritti all’università e per i 23 non erano laureati???? é un modo di pensare molto classista e penalizzante, non è che me la sto prendendo con te sia chiaro però non è tollerabile questa cosa.
MICHELE, non è proprio solo così come dici. Io ho fatto una laurea vecchio ordinamento, nel frattempo anche lavorando, non sempre, ma comunque lavorando non pesi totalmente sulla famiglia e fai anche esperienza. Tra fine esami e tesi son passati 5 anni. Ma non per fancazzismo o per tesi brodo lungo. Ho lavorato in quegli anni e, anzi, la mia prof di tesi era una che teneva in tesi la gente 2 anni e passa, fermi. Io, con lei, poi l’ho fatta in mesi. E bene. Ho fatto una scelta finiti gli esami (la prof dell’ultimo esame mi aveva tenuta ferma un anno. Ti dico subito, a scanso di equivoci, che non ero lenta o poco studiosa io. Era una sua modalità, generale, così e anche peggio. Alla fine ho preso 18 e me lo son anche tenuta. Guardando i miei voti e quel voto lì so che i prof erano stupiti, finché non han visto che era il suo. ‘ah, ecco, tutto si spiega’). Ho scelto di lavorare e non è stata la laurea a darmi quel lavoro. Semmai nella tesi ho usato ciò che avevo imparato nel lavoro. Dei miei compagni di università laureati subito ben pochi han trovato lavoro grazie alla laurea. Ho sempre fatto il lavoro che mi sono anche ‘inventata’ allora. Dunque sono una laureata e anche con esperienza. Ma se avessi necessità, vista la crisi, di cambiare lavoro dunque io, avendo più di 32 anni, sarei una che non rientra nei concorsi per le ragioni che dici tu? Secondo te tutta la gente che non ha un lavoro fisso over 32 ha scaldato il banco o è stata bambocciona? C’è gente che lavora da quando ne aveva 14-18 che a 35 il lavoro sicuro non ce l’ha. Il mondo è un po’ più vario di come dici tu. Poi certo c’è chi è fancazzista etc. Ma anche chi ha fatto le serali e non perché ai tempi si grattava le chiappe. E in un mondo di contratti precari… Il limite è assurdo perché il sistema ha bloccato un sacco di concorsi, anche. E c’è chi si è ritrovato in età ‘over’ quando li riaprono. Oggi un limite 32-35 non ha senso ed è totalmente fuori luogo perché non esiste realmente una fascia d’età ‘al sicuro’ e comunque le persone over 32 – 35 senza lavoro non son bamboccioni ma hanno una vita adulta da mantenere, e da continuare a mantenere.
Io sono malato di depressione maggiore ed sto facendo un grande sforzo per riuscire a prendere la laurea a 32 anni nonostante ne soffra dall’adolescenza, quello che dici sul fatto che lo stato metta a disposizione tutto il necessario per conseguire la laurea agevolmente mi dispiace dirtelo ma non corrisponde al vero, sulla cultura stanno solo tagliando risorse, nel mio caso io sto cercando di salvarmi la vita da due precendenti tentativi di suicidio, perchè poi dovrei essere messo alla berlina solo perchè non ho potuto avere una vita serenacome gli altri????? Non ho accumulato esperienza ma non credo di essere meno intelligente di un 20 enne, sotto c’è una logica aziedale che guarda anzitutto ad ottenere agevolazioni fiscali per chi assume i giovani ma c’è in secondo luogo tanta cattiveria anche ,vorreui vedere tutte queste persone brillanti se si ammalassero di depressione grave come la mia se poi considererebbero con un pò più di umanità un candidato.
Gianluca mi spiace smentirti ma devi sapere che esistono da decenni delle forme di sostegno per i redditi meno abbienti: si chiamano borse di studio e vengono erogate sia su base di solo merito, che di solo reddito, o per entrambe le cose insieme, e riguardano sia le tasse delle università pubbliche, che eventuali alloggi a disposizione degli studenti qualora dovessero spostarsi di oltre 90 km dalla residenza.
Ogni regione ha il suo ente preposto per il diritto allo studio.
I tagli delle risorse a cui alludi si riferiscono alla ricerca e ne soffrono i ricercatori e quelli che sperano di diventare docenti (in Italia praticamente all’età pensionabile), non al diritto allo studio: le borse per reddito o merito sono sempre attive.
Purtroppo il mondo del lavoro non ha molto interesse per la depressione. Per quello esistono psicologi/psichiatri.
E poi che vuol dire una vita serena come gli altri??
Finiamola di guardare gli altri, pensiamo a noi stessi!
Da dove viene fuori l’equazione laurea nei tempi giusti = vita serena? Boh.
La vita è tutto tranne che serena, sia che ti laurei oppure no.
Laurea non è garanzia di successo, non sempre conviene e ci sono altre variabili.
Molte persone benestanti non sono laureate e viceversa.
Considera anche che un 23enne laureato ha già perso 20 mila euro lordi annui rispetto un diplomato che si inserisce subito, per 5 anni fanno 100 mila lordi.
Quindi un laureato parte con un costo opportunità perso di 100 mila euro lordi (compresi quindi i contributi versati), se non contiamo eventuali master o specializzazioni.
Il laureato che non ha mai lavorato si ritrova un gap come minimo di 100 mila da recuperare negli anni successivi, altrimenti ha solo perso tempo e soldi.
MICHELE, siamo protagonisti della nostra vita e delle nostre scelte, è vero. Ciò però non significa che tutti abbiano le stesse carte a disposizione, ma semmai anche quanto conta come gestisci quelle che hai, o ti restano in certi momenti, quali tieni, quali scarti etc. Però tu parti da presupposti standard. Gianluca ti ha detto che una malattia è una variabile tosta. E’ innegabile? E in una classe o aula di università secondo te tutti, per varie ragioni, possono andare a un’identica velocità, anche per lo stesso risultato? O anche migliore, magari, in chi in teoria partiva, in qualche aspetto, svantaggiato.
ma chi è poco obiettivo mi sembri tu.
Michele il discorso che fai può valere per l’Italia che è un paese che non gratifica minimamente la preparazione dei laureati , ma in paesi europei dove la laurea è riconosciuta come titolo superiore al diploma ti posso assicurare che quel gap di 100000 euro che dici il laureato lo colma in pochissimo tempo perchè si hanno retribuzioni ben superiori a quelle da sfruttamento tipiche della nostra nazione, e poi mi associo a Luna, non è vero che tutti hanno le stesse possibilità Michele, dai sei una persona obiettiva credo e sai benissimo che l’Italia è un paese di stampo nepotista e nient’altro, io sono in depressione perchè vittima di ingiustizie accademiche nonostante fossi uno studente brillante dovevano entrare sempre i figli dei baroni nei dottorati di ricerca, Michele io ti posso dire una cosa sola finchè non ci sei realmente dentro alla cosa darai sempre un giudizio basato esclusivamente sul tuo modo di vedere le cose e non sull’obiettività reale, buon per te se nella vita non hai subito nessun tipo di ingiustizia vessazione o mobbing però ridurre il tutto a parlare di 100000 euro lordi pone il discorso che stiamo facendo in una chiave meramente di profitto e nient’altro, io penso che il lavoro non debba essere solo pensare a quanto guadagno al mese, quanto prenderò di pensione e nient’altro, è desolante come cosa sinceramente, io comunque non mi ritengo inferiore a nessuno sto conseguendo il titolo in ritardo per grossi problemi psichici e chi mi discrimina andasse a quel paese.
Ok ma non puoi tirare in ballo gli USA, qui siamo in Europa Michele e guardiamoci bene intorno, l Francia, La Germania persino la Spagna ed il Portogallo hanno politiche di welfare “reali” , qui invece i soldi se li fregano i politici, anche io non sono qui a giustificare l’articolo 18, difatti come dicevi la questione è culturale, il posto fisso è una cosa che non può più sposarsi con quello che è il mondo del lavoro moderno, ma questo deve valere per tutti, anche per i politici inetti così per i manager inetti etc etc…….Io penso che tu da come esponi i fatti abbia avuto un cammino professionale che non ha risentito nè di mobbing nè di licenziamento dico bene??? Parli in maniera fortemente “montiana”, comunque io spero con viva sincerità che il sistema capitalistico arrivi al suo naturale collasso com’è giusto che sia anche perchè vivere in funzione del guadagno a tutti i costi sta portando gli uomini solo verso la distruzione, io non so se sei un manager comunque vedo che difendi a spada tratta l’aspetto monetario del lavoro, quindi posso capire la tua accorata analisi del fenomeno incentrata per lo più sul capitale economico piuttosto che su quello umano. saluti.
Vabbè adesso allora è colpa eslusivamente dei giovani, no Michele lasciatelo dire ma mi sembri la Fornero, queste considerazioni dovresti farle in un paese dove la meritocrazia esiste e allora ti dovrei dare ragione che è un atteggiamento populista ,poi voi parlare dall’alto penso della vostra sicurezza professionale ed economica quindi non vi risparmiate certamente a criticare duramente chi dalla vita ha avuto meno di voi, non so a me questo fate trasparire dalle vostre risposte intrise di rabbia e di rancore verso una generazione che andrebbe aiutata invece che insultata, ma quanti Michele siete non ho capito?????? penso due persone distinte………io sono aperto al dialogo ma sinceramente essere liquidato come pezzo difettato da parte vostra questo proprio no perchè la dignità e l’onore lo tengo ancora e che cavolo.
Siamo in rovina!!, vi dico la mia storia, mi chiamo Aloi Andrea e sono nato a catania 11/06/1976, il mio sogno nel cassetto e’ stato sempre la carriera militare!! secondo voi come e’ finito questo sogno? tutto in fumo!!!, appena presi il diploma mi arruolai volontario come servizio militare nell’arma dei carabinieri.. un anno e a casa!!. La beffa? con il mio anno di volontario non potevo concorrere ai concorsi nelle forze armate!!, cioe’ arma dei carabinieri, finanza polizia ecc ecc, accesibile solo a chi ha fatto un anno come vp1 nell’esercito o aereonautica e cosi’ via!!, mi ricordo che appena diplomato, mi andai a scrivere al famoso ufficio di collocamento, ve lo ricordate il famoso libretto di lavoro?, e da li pure la beffa, e venivano chiamati chi aveva tanti anni di disoccupazione, e io allora essendo un ragazzino scartato, ora vedo le offerte di lavoro come mc donalds, che per fare gli sguatteri cercano GIOVANI FINO A 29 ANNI!!!!!!!!!!!!! e io a 36 anni che devo fare?? e il resto dei ragazzi come me che deve fare?? ho due diplomi uno in ragioneria e uno in elettronica, la cosa che mi fa ridere che che appena diplomato ai colloqui mi sentivo dire ma lei ha esperienze lavorative? ma appena diplomato che esperinze dovevo avere!!?? adesso?? cercono fino ad una certa eta’ perche’ lo stato ha bem pensato di agevolare le aziende assumendo ragazzi fino ad 32 anni a 35 anni!! e a me non mi chiamavano ne ha 24 ne a 26 ne a 30 niente niente!!! lo statuto lavorativo italiano fa schifo!!! bastardi!!! maledetti!! mi stato rubando la mia salute mentale!!! e non solo a me!!! ho sempre lavorato da piccolo!! e questa e’ la mia ricompensa!!: futuro buio!! io ha 36 anni che potrei spezzare il ferro per lo stato italiano sono anagraficamente vecchio!!! invece per fare i politici mangiatari e ladri che solo con pochi anni di mandato vanno in pensione!! lo possono fare fino a 80 anni!! e io sono scartato dal mondo lavorativo!!, vogliono i titoli anche per fare lo spazzino con dovuto rispetto allo spazzino!! vogliono le lauree i master! le lingue!!, nessuno nasce imparato, si e’ vero la cultura apre la mente!! ma quello che fa un uomo e’ l’esperienza!!! e sono convinto che molti lavori si possono fare senza titoli!!! ora lavoro in nero e sotto pagato!! questa e’ la riconpensa di un ragazzo onesto!!! invece i deliquenti vanno avanti!! bastardi invece di legalizzare gli spinelli e i matrimoni gay fate qualcosa!! perche’ ve lo dico io scoppiera’ una rivoluzione!!!!
E che scoppi questa rivoluzione, e che tante teste vengano tagliate, ci hanno sbattuto la porta in faccia senza troppi problemi, i giovani devono unirsi in un movimento concreto di opposizione, rischiando la vita, non abbiamo più nulla da perdere, ci hanno cancellato definitivamente tenendoci fuori dal mondo del lavoro con questi ignobili e fottuti paletti, allora muoia Sansone con tutti i filistei!!!
ANDREA, hai ragione sull’assurdita’ dell’anagraficamente vecchio. La nostra generazione e’ stata un po’ sfigata e ora si parla di aiutare i piu’ giovani ma pare ci si dimentichi dei giovani adulti, noi. Di vero c’e’, pero’, che son tutti messi male oggidi’, anche i laureati con master, e anche i tuoi.coetanei o piu’ grandi con esperienza. Tu non trovi lavoro e intanto c’e’ chi lo perde a 50 anni..e chi non puo’ andare in pensione anche se sarebbe suo diritto… Una cosa non ho capito pero’: gente della tua eta’ che conosco e’ entrata.in polizia ecc restando dentro al corpo dopo l’anno di militare. O ho capito male io la tua vicenda o qualcosa e’ cambiato nella seconda meta’ degli.anni.novanta? Io parlo di chi entro’ in polizia nell’anno di militare per esempio nel 1992. Per il resto le unioni gay non credo ti tolgano nulla. Anche i tuoi coetanei gay hanno i tuoi e miei problemi. Gli interessa quanto te anche il resto di cui parli. Oltre al.fatto di poter andare a trovare, per esempio, il proprio.compagno all’ospedale, non in veste.di.uno qualunque dopo aver magari convissuto dieci anni.
Il problema sono i politici con i loro stipendi vergognosi, poi ci sono i consiglieri comunali che già di per sè il più delle volte guadagnano tantissimo, pure lo stipendio da consigliere devono prendere??? li schiaccerei sotto ad un rullo compressore tutti questi bastardi che tolgono la possibilità di guadagnarsi da vivere a tanta gente………maledetti, vabbè poco ci manca comunque, questo 2013 sarà l’apoteosi della schifezza, vediamo i disoccupati cosa si inventeranno………dice benissimo Grillo quando da le coordinate di Montecitorio è inutile che in tv cercano di deprecarlo, ha ragione!!!!!
Michele, @se dopo 10 anni un laureato con master e ottime caratteristiche personali sta facendo l’impiegato precario a 1000 euro al mese ha problemi celebrali@. Curiosa visione la tua… No, infatti, di questi tempi c’e’ anche chi il lavoro lo aveva e lo ha perso, e non perche’ ha “problemi celebrali”. E chi, con le altre suddette caratteristiche che dici, lavora si, da autonomo, con partita iva. Forse ti sfugge che un grosso problema e’ proprio che negli ultimi anni (non un paio, qualche lustro) il fatto di avere “ottime caratteristiche personali”, titoli, competenze e anche non aspettare affatto che cadano pere mature dai rami non e’ stato sufficiente a crearsi le situazioni che vagheggi tu. E non perche’ si e’mosso il culo o il cervello tardi. Gente in gambissima e in posti teoricamente “sicuri” e prestigiosi prende stipendi precari (sebbene con una certa continuita’”) e “ridicoli”, ma non molla. Almeno finche’ non li costringono a mollare, per mancanza di fondi o liquidi. E non prendono stipendi innapropriati perche’ sono scemi. La crisi investe ogni livello e settore.
e c’e’ chi una professione e una carriera l”aveva e delle concrete prospettive e ha visto le cose andare in fumo per cose indipendenti dai suoi meriti e dalla sua volonta’. Francamente mi piacerebbe poterti dare ragione, ma poiche’ i mille euro iniziano ad essere un lusso, e conosco troppe persone, con professioni e titoli diversi, che si son ritrovati a casa o lavorano ancora, ma da qualche mese non percepiscono lo stipendio, beh, mi tocca a malincuore darti torto. Stanno crollando delle realta’ (e non per sperperi) che anni fa parevano solidissime. Grosse realta’. Ho assistito al loro declino e tanto piu’ ne parlo con persone che ci lavorano o non ci lavorano piu’ e fa letteralmente impressione fare un confronto con anni fa. Di come la realta’ in ogni caso fosse diversa (non solo apparisse, di fatto reggeva e si svolgeva ancora diversamente). E ti assicuro che gente che a 30 anni poteva dormire sonni tranquilli pur facendo alquanto il suo e in un percorso avviato non ha fatto proprio nulla (se non di concreto e positivo).per non poter dormire oggi in preda ad una reale, pratica, contingente angoscia. Cio’ mentre, in settori diversi, l’operaio edile ha perso il lavoro a 50 anni e il 25enne con esperienza cambia lavoro di locale in locale, come barista, perche’ e’ bravissimo e vogliono lui. ma la paga non arriva. sarebbe bello poter pensare che chi non trova o non ha lavoro o lo perde e’ un deficiente o ha fatto lui o lei passi falsi. magari.
Luna purtroppo non sappiamo chi sia Michele, può tanto essere una delle persone che nella vita ce l’hanno fatta senza avere mai il minimo problema e quindi vede le cose dall’alto della sua brillante carriera, oppure non so vuole divertirsi facendo salire il sangue alla testa dicendo sciocchezze basate su un mondo fittizio, nella sua ottica di perfezione il laureato con un master nel nostro paese è per forza un dirigente con stipendi eccelsi, ahahahhaha, sarò solo io che conosco laureati con master che devono fare lavori che potrebbero benissimo fare dei diplomati????? Non lo so forse Michele non abita in Italia credo……di dove sei Michele??? Usa per caso????
Michele, non credo ti riferisca a me perche’ il mio discorso era di ben diverso tenore. Mi domando pero’ in base a quali criteri tu sappia “per certo” che chi scrive accetterebbe uno stipendio di 15.000 euro avvalendosi di collaboratori sottopagati e stagisti a gratis e che si riferisca a beni di consumo in surplus e a criteri bella macchina ecc. Forse e’ a te che manca qualche parametro.da come ti esprimi. Non metto in dubbio che ci sia chi.si piange addosso e non si muove (e’ sempre esistito) e che si orienta su determinati parametri, ma un diverso discorso e’ il diritto al lavoro, ad un equo compenso che permetta una cosa chiamata qualita’ di vita. per come io la intendo non ha nulla a che vedere con i parametri da te citati. ed e’ quel tipo di qualita’ di vita, base, che troppo spesso manca. Che ci sian stati (non da oggi) molti magnamagna e’ vero, che ci siano persone che pur avendo megastipendi e potendo permettersi alloggi usufruiscano di alloggi di servizio e’ vero, che ci siano stati sprechi enormi (anche a vantaggio di una moltitudine ma con zero lungimiranza) e’ vero e l’evasione fiscale sui grandi numeri. E’ vero al contempo che quando accetti un servizio in nero o un lavoro in nero partecipi all’evasione fiscale e cio’ avveniva prima dell’implosione. e’ vero che per varie ragioni chi fa un lavoro in modo professionale in molti campi ha tutta una serie di regole e spese da sostenere
e da diverso tempo (per varie ragioni e circoli viziosi) avviene che si prende spesso chi costa meno e che ha meno professionalita’ con un grosso danno alla professionalita’. E’ vero che persone rimaste senza il loro lavoro si improvvisano e offrono servizi a minor costo perche’ si devono reinventare e devono campa’. E’ vero che i giovani devono fare esperienza ma che la cosa degli stage gratuiti non e’ stata ne’ un beneficio per loro ne’ per il mercato, anche per le ragioni suddette. Il lavoro precario ha “manipolato” la percezione stessa del diritto al lavoro e alla continuita’ professionale persino ove una continuita’ di fatto vi sia. Ha creato una serie di dinamiche ove convivono lavoratori dipendenti e tutelati e lavoratori precari in regime di orario ecc totalmente diverso. E cio’ non riguarda solo chi ha iniziato a lavorare “tardi” ecc. La crisi investe ogni settore nel senso che i settori si intersecano. se x qualsiasi ragione a) non paga b) la cosa si ripercuote. e poiche’ il consumatore e’ una lettera dell’alfabeto cio’ non si riflette sono sui beni di lusso ma anche su chi viene pagato per vendere un bene e fa parte a sua volta dell’alfabeto. Poi trovi per esempio la commessa sgarbata e quello e’ un altro discorso ancora, di chi il lavoro lo ha ma lo fa male o riversa su di te, lettera che tu sia, i suoi conflitti di lavoratore sfruttato o preso per il cu.. Con la scusa della crisi (avviene anche questo, ma anche questo e’ un sistema che non va). Ecc ecc. Il sistema “lavoro statale” ha iniziato ad implodere un bel po’ di tempo fa con una serie di mutamenti. Un esempio per tutti e’ la scuola, un tempo “lavoro sicuro”. Ma anche qsto sarebbe un lungo discorso. Il discorso non e’ di carriera o “di guardare dall’alto” dal mio punto di vista ma di lavoro/qualita’ di vita. Poi c’e’ chi paga suoi errori o scelte (come sempre avviene) ma si sta facendo, credo, un discorso differente. Io non ho “rancore” e son tra coloro che mai si son pianti addosso, neanche ora. Ho una laurea e dei titoli ma non mi sono affidata alla laurea per iniziare un percorso in cui ho comunque inserito in modo omogeneo e coerente la laurea. L’ho usata in quanto tale per cio’ che era possibile, ho usato le mie risorse in generale ecc. E non mi frega una fava dei beni di consumo simbolo, mi frega della qualita’ di vita che e’ altra cosa. E cmq non mi arrendo alla crisi. Tuttavia proprio perche’ sono nel mondo del lavoro da molti anni e il mio lavoro non e’ un microcosmo ma interagisce con varie realta’, e proprio perche’ sono tra coloro che non hanno una mentalita’ che si ripiega su di se’, osservo cio’ che ti scrivo. E cioe’ che essere “me” ora o anni fa non e’ uguale e non solo perche’ non ho 25 anni
Ciao Michele,
Concordo con alcuni punti, sicuramente c’e’ chi si piange addosso e non si muove, e via col « piove governo ladro »… sicuramente il merito e’ una compenente importante
ma non e’ tutto cosi lineare e semplice « Se una persona fa le sue scelte in modo intelligente non può fallire ».
Per esempio, si la realta e’ cambiata, e sicuramente il fatto che il mercato del lavoro sia oggi mondiale, offre piu’ chance, ma aver globalizzato il mercato senza prima aver armonizzato le
condizioni lavorative credo portera a trovare un denominatore comune, un livellamento verso il basso.
Scrivi : Oppure pensate che i “potenti” della terra siano nati così come sono oggi? Concedimi di citare una battuta :
Agnelli ha sempre avuto il pallino degli affari. A sedici anni il nonno gli regalò 1000 lire con le quali Gianni comprò tre mele che rivendette a 1300 lire. Quindi investì questo nuovo capitale per comperare cinque mele che rivendette a 2000 lire subito reinvestite in sei mele che gli fruttarono 3000 lire. A questo punto quando stava per acquistare dodici mele per ricavarne 5700 lire, improvvisamente, grazie ad una congiuntura favorevole del mercato, morì suo padre lasciandogli in eredità 100 mila miliardi(
Michele mi fai davvero ridere con i tuoi discorsi, percepisci la realtà in maniera armonica, il discorso poi di poter far confluire le propire capacità in determinati percorsi professionali è una perla indicibile, peccato che non sia per nulla verisimile, non a caso basta prendere a campione i nostri magnifici top manager delle nostre grandiose aziende per dimostrare quanto ci sia di professionale in queste persone, oppure prendere a campione i figli dei politici che siedono comodamente sulle cattedre di università in qualità di professori ordinari, ti stai muovendo su considerazioni che sono un buco nell’acqua, attingendo alle solite scuse, l’invidia, il rancore, il risentimento per non avercela fatta, se vi offrissero 15000 euro al mese lo fareste anche voi……tutte queste cose ti pongono su un livello di onestà intellettuale molto bassa perchè il tutto si riduce per te all’essere invidiosi per i successi altrui, non importano le modalità con cui si arriva ad avere il successo, complimenti la tua obiettività è la tipica di chi chiaramente guarda le persone e non i fatti…..che cosa devo leggere povero me, come se le persone avessero libera scelta di poter diventare manager o politici in questa nazione, ma per favore non diciamo eresie……
Ma poi che è sta storia siamo in occidente, il consumismo???? Michele sveglia c’è un attimo un attimo un articolo 4 della costituzione italianaaaaaaaa, te ne sei dimenticato???? (per quello che vale oramai)
Ma tu davvero credi che le persone siano unicamente alimentate da rancore ed invidia???? oggi come oggi molti sono alimentati dalla voglia ed il “diritto” al lavoro, eliminiamo l’articolo 4 della nostra magnifica costituzione allora, tanto nella tua ottica chi lamenta di voler lavorare è solo uno spregevole individuo avvelenato dall’invidia di non potersi uniformare alla massa, giusto????? Il reddito di cittadinanza in Italia????? ahahahahha come no, è più probabile che ci invadano gli extraterrestri………non lo hanno mai fatto in nessuna legislatura e mai lo faranno…….ciao Michele il tuo invidioso e rancoroso interlocutore virtuale ti saluta e se ne torna a sputare veleno sulla gente……
MICHELE, non comprendo perche’ parli solo di carriera e della Bocconi. Il problema in Italia, ora, non e’ che uno fa l’operaio per scelta ma si incazza che non prende 15.000 o 150.000 euro senza aver fatto la Bocconi. E’ chiaro che se io, per dire, ho scelto di fare la commessa e mi incazzo perche’ la mia ec compagna di banco che ha scelto di fare l’odontoiatra ha un’altra qualita’ di vita sono fuori strada… Ma il problema oggi non e’ questo, non quello principale certamente. Tu parli di beni di consumo ecc… Ma veramente non ti rendi conto? Chi ha studiato per fare l’insegnante per esempio non voleva fare la Bocconi o diventare un top manager, ma l’insegnante. Poi c’e’ chi vuole diventare direttore scolastico e c’e’ un percorso. Ma se vuoi fare l”insegnante, ti impegni per farlo, il sistema scolastico va.allo sfascio, non puoi entrarci e fare il tuo lavoro (anche se lo fai bene) e non puoi viverci non e’ che invidi gli sperperi che si ritorcono su di te. Due amici quarantenni
hanno lavorato per oltre 20anni in una fabbrica. E non volevano fare i top manager, bensi’ lavorare e vivere. Di colpo si ritrovano per strada, devono tornare a vivere dai genitori e mettere in affitto la loro casa (mentre cercano un lavoro che non trovano) per poter intanto finire di pagare il mutuo. La loro non e’ invidia per il top manager o per chi si puo’ permettere l’auto di lusso. Mi domando come fai a non rendertene conto. Che non sono gli unici, anzi. E che non trovano lavoro non perche’ sono scemi. E il loro problema non e’ non poter fare un viaggio esotico. E non hanno certo quel che si meritano perche’ non hanno fatto la Bocconi :/ anche perche’ forse ti sfugge che il mondo va avanti perche’ le persone fanno lavori diversi (se c’e’). Se il problema fosse che tutti hanno un lavoro e si lamentano che c’e’ chi guadagna di piu’… Ma magari!!! Tra l’altro la gente, senza lavoro, a parte l’angoscia di non avere i soldi per vivere (non per strafare) sta male a non far niente.
“Non non tutti ma il 99% sì”, ma tu chi sei per dirlo????? Sei riduttivo nelle tue analisi, poni tutto in funzione del guadagno a tutti i costi, secondo me sei una di quelle persone che trae piacere dall’essere invidiato ecco perchè ti giochi sempre la carta dell’invidia, ma qui si sta parlando di ben altro ovvero di diritti calpestati che invece dovrebbero essere assicurati a tutti, io non so in quale contesto sociale vivi ma di sicuro non uno proletario, nonostante ti vengano sbattute in faccia delle prove concrete a supporto tu continui a dire che le cose dipendono esclusivamente dalle capacità della persona, perchè nella tua ottica del paese perfetto (solo io ed altri 30 milioni stiamo invece vedendo che sta cadendo a pezzi) sono le capacità a fare la differenza, questo giustamente spiega come tantissimi cervelli siano in fuga da un paese che vuole offrire loro il giusto riconoscimento alla loro grande intelligenza ma loro dicono no!!! In Italia c’è troppa meritocrazia abbiamo paura e scappiamo negli Usa……ahahahahahhaha, Michele ti dò un consiglio chiama un idraulico perchè i tuoi discorsi fanno acqua da tutte le parti…… 🙂